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Linux: i tre fatti più importanti del 2019

Il 2019 va in archivio e voglio ricordare attraverso questo articolo tre fatti importanti in ambito Linux & Open source che hanno contrassegnato l’anno appena trascorso.

1. IBM acquisisce Red Hat per 34 miliardi di dollari

La notizia in realtà risale a fine 2018 ma il closing è stato siglato a luglio 2019 quando IBM ha ufficializzato l’acquisizione di Red Hat per 34 miliardi. Con questa mossa l’azienda statunitense è diventata di fatto l’azienda leader a livello mondiale per quanto concerne il cloud computing ibrido, un settore che attualmente ha un valore stimato di 1000 miliardi di dollari. Ibm ha acquisito tutte le azioni Red Hat ordinarie emesse e in circolazione a un prezzo di 190 dollari per azione in contanti.

Le tecnologie open hybrid cloud di Red Hat potranno ora contare sulla scalabilità di quelle Ibm. Insieme, Ibm e Red Hat accelereranno l’innovazione offrendo una piattaforma ibrida multicloud di nuova generazione. Basata su tecnologie open source, come Linux e Kubernetes, la piattaforma consentirà alle aziende di distribuire, eseguire e gestire in modo sicuro dati e applicazioni in locale e su cloud pubblici e multipli.

Come previsto Red Hat è rimasta indipendente e ha portato avanti, nei mesi seguenti l’acquisizione, i propri progetti. Ciò non toglie che la principale azienda Linux al mondo ora appartiene al numero 38 della classifica Fortune 500.

2. La continua crescita del Cloud, l’Open source e il caso Elastic

Dieci anni fa il cloud era più marketing che altro. Oggi l’IDC afferma che oltre un terzo di tutte le spese IT in tutto il mondo è nel cloud. Per quanto riguarda il futuro, Gartner prevede che entro il 2021 metà delle imprese globali punteranno sul cloud.

Su cosa si basa il cloud? Ding dong. Proprio su Linux. Persino Microsoft Azure ha il 50% del workload dovuto al pinguino. Inoltre la maggior parte dei servizi cloud si basano su progetti open source.

Questo discorso porta subito a parlare delle grosse aziende che sfruttano quanto di buono prodotto dal mondo open source per trarne profitti (vedi AWS). Elastic è una start-up nata ad Amsterdam e cresciuta esponenzialmente fino ad avere 100 dipendenti. Poi è arrivato Amazon. Nel 2015 l’azienda di Bezos ha copiato il software free di Elastic usato per cercare e analizzare dati e in poco tempo ha prodotto più profitti grazie a tale software rispetto ad Elastic stessa. Inoltre Amazon ha chiamato il tool allo stesso modo di Elastic: Elasticsearch.

Per difendersi Elastic ha creato funzioni premium a pagamento ma Amazon le ha copiate rendendole gratuite attraverso la propria piattaforma. A settembre, Elastic ha risposto al fuoco. Ha fatto causa ad Amazon presso il tribunale federale della California per aver violato il suo marchio perché Amazon aveva chiamato il suo prodotto con lo stesso identico nome. Amazon “induce in errore i consumatori”, ha affermato la start-up nella sua denuncia. Amazon ha negato di aver fatto qualcosa di sbagliato. Il caso non è ancora chiuso.

3. Microsoft si trasforma in una compagnia Open source & Microsoft loves Linux

L’impero del Male non è poi più così malvagio. Microsoft sta diventando giorno dopo giorno una compagnia open-source. Sembra un’affermazione forte ma è in gran parte vera.

La casa di Redmond ha, in ordine sparso:

  • lanciato il Windows Subsystem for Linux (WSL) ormai giunto alla v2. Ve ne ho parlato infinite volte qui su LFFL, è una funzione integrata nell’OS di Microsoft che permette di avviare una distribuzione GNU/Linux all’interno di Windows 10 senza doverlo virtualizzare o effettuare un dual boot;
  • annunciato una conferenza dedicata al WSL che si terrà a marzo 2020 e rilasciato il WSL 2.0;
  • proposto di portare il file system exFAT su Linux;
  • aderito come Premium Member nella Open Source Initiative;
  • rilasciato SQL Server, Skype e Powershell sul pinguino;
  • acquistato GitHub per 7.5 miliardi;
  • aderito all’OIN (Open Invention Network) rendendo accessibili a tutti i membri oltre 60’000 brevetti.

Negli ultimi mesi del 2019 ha lanciato il browser Edge e il suo Teams su Linux. Inoltre Microsoft ha lasciato intendere (speriano!) che tutta la suite Office arriverà su Linux. 

Persino il buon Linus Torvalds in un’intervista a Zdnet durante la Linux Plumbers Conference ha riconosciuto che Microsoft sta cercando di usare Linux e di arricchirne le funzionalità. Con l’intento di trarne un profitto, certo, ma questo è normale no?

Queste le parole di Torvalds.

Tutta la faccenda contro Microsoft è divertente. Ad oggi loro sono effettivamente più amichevoli. Parlo con ingegneri Microsoft ad ogni conferenza e mi sembra che la politica aziendale sia cambiata davvero e gli ingegneri ne sono felici. Sono contenti di lavorare sul kernel e per il kernel. Hanno i loro obiettivi e tentano di perseguirli. Per Microsoft, Linux si sposa con Azure pertanto  cercano di migliorare l’integrazione tra i due ambienti. Se Microsoft produce software e app per Linux allora abbiamo vinto.

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