The Open Source Initiative ha annunciato che Microsoft è diventato premium member dell’organizzazione.

The Open Source Initiative (d’ora in poi OSI) è un’organizzazione non-profit dedicata alla promozione e alla protezione del software Open Source. Senza organizzazioni come OSI tutto il movimento Open Source avrebbe poche possibilità di successo e di evolvere e crescere.

Questa è una mossa che va ad alimentare le polemiche tra Stallman e l’azienda di Redmond di cui vi ho parlato ieri.

Ufficiale: Microsoft diventa Premium member di Open Source Initiative

open source initiative

Questo è un passo importantissimo per la nostra organizzazione. Microsoft è parte di OSI e non ci sembra vero: questa è l’ennesima conferma della maturità e del successo del software open source. Avere il supporto e il contributo di un azienda come Microsoft è fondamentale per noi […].” queste le parole di Patrick Masson, OSI General Manager e Board Director. ”

Le collaborazioni di Microsoft con il mondo open source crescono continuamente e questa si aggiunge alle partnership con Canonical con la quale ha prodotto un kernel custom per Azure oltre al progetto WSL. L’azienda di Redmond contribuisce a progetti open source su GitHub ed è entrata nella Linux Foundation pagando 500 mila dollari l’anno.

Gli altri enti affiliati

La lista degli affiliati a OSI è davvero immensa, di seguito trovate i principali enti che vi partecipano:

Ente / Azienda / Fondazione Data affiliazione
ADMB Foundation 2014
Associazione LibreItalia 2014
Creative Commons 2012
Debian 2012
DemocracyLab 2014
The Document Foundation 2012
Drupal Association 2012
Eclipse Foundation 2012
FreeBSD Foundation 2012
Friends of OpenDocument 2012
Internet Systems Consortium 2016
Joomla (Open Source Matters, Inc.) 2012
KDE eV 2012
Linuxfest Northwest 2014
Linux Foundation 2012
Linux Fund 2012
MariaDB Foundation 2013
Marist College 2015
Mifos 2015
Mozilla Foundation 2012
Open edX 2016
OpenHatch 2014
OpenMRS 2015
OpenProject 2017
Open Source Software Institute 2012
Open Source Sweden 2012
Outercurve Foundation 2012
OW2 2012
Plone Foundation 2012
Powering Potential 2016
Python Software Foundation 2012
Sahana Software Foundation 2012
Snowdrift.coop 2015
SOUJava 2012
Tiki Software Community Association 2012
TYPO3 2014
University of Southern Queensland 2015
Wikimedia Foundation 2012
Wikiotics 2012
WordPress 2014
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  • Maurizio Tosetti

    Temo sia pericoloso l’ingresso di Microsoft nell’open source.

  • volcente

    Meglio un morto in casa che Microsoft alla porta.

  • wolfmobo

    Microsoft non fa nessuna paura, l’avidità dell’essere umano invece si, e molta anche. Secondo voi quanti novelli Torvalds che rifiutano i soldi di Apple ci sono in giro oggi? E quanti potenziali tagliagole (novelli Gates) disposti a tutto pur di emergere?
    Ecco, mi piacerebbe che sti qui della OSI fossero tutti mediamente più intransigenti di Stallman, per dormire tranquillo.

    • Fabio Di Giorgio

      basta avere delle linee guida solide, così chi verserà dei fondi non rappresenterà più un problema a livello decisionale: in quanto gli obiettivi di un software open non vadano a favore di una singola azienda, ma della community stessa…insomma, in OSI non sono stupidi e conoscono MS, speriamo bene :/

      • alex

        insomma una comunità open con una gestione molto “closed”.
        Comunque le “linee guida solide” dovrebbero già essere date dalla “missione” della fondazione che ne costituisce lo scopo, chiaro che poi nella realtà le parole sono sempre interpretabili e spesso raggirabili

        • Fabio Di Giorgio

          sarebbe una gestione “strict” non “closed”, d’altronde la semantica della parola libertà non coincide assolutamente col concetto sinistroide post-sessantottino del “vietato vietare”, anzi, le regole servono proprio a definire i limiti massimi oltre i quali degenererebbe ogni contesto, dando solidi appigli di concretezza e coerenza allo stesso, e anche perché una libertà, intesa come idealmente infinita, non potrebbe esistere nella pratica…

          ti posso assicurare che non sempre le parole sono raggirabili, lo diventano se si lasciano dei buchi normativi, se invece si prevede grosso modo quasi tutto e si vietano eventuali derive non previste, ma che vanno contro lo scopo iniziale del progetto, ad esempio, si è già un po’ più al sicuro da tentativi di speculazione…per fortuna le varie licenze open, già hanno le loro belle paroline pesate al milligrammo lessicale 🙂

    • Simone

      Descrivere come Torvalds come un asceta solo per aver rifiutato Apple, quando comunque Linux gli ha dato una villa enorme in California con addirittura due zipcodes differenti tanta è l’estensione del terreno, e Gates come un “tagliagole” solo per essere niente più e niente meno che un capitalista liberista come milioni di altri al mondo è, come minimo, superficiale. Stallman non fa altro che fare muro, ma lo stesso Torvalds la vede in modo ben diverso da lui per quello che riguarda l’evoluzione dell’open source. E onestamente io la vedo come Torvalds.

      • wolfmobo

        Ma no! Asceta? Astemio, nemmeno. Superficiale? Così mi offendi: caricaturale al limite, Torvalds ha fatto una scelta di cui abbiamo beneficiato in tanti più o meno direttamente, Gates diventa capitalista dopo il taglio della gola altrui. Pimpavo la storia 😛
        Fuori dalla vignetta, invece, c’è Stallman che fa il suo egregio dovere di cagnaccio da guardia, abbaia creando attenzione su argomenti importanti (beh talvolta meno) di cui vale la pena riflettere. Non mi fa impazzire, ma uno così’ serve.

        • Simone

          Ah, ok, allora concordo! 🙂

  • Karl

    Il fatto di divenire premium member implica anche il diretto accesso a determinate decisioni che la OSI dovrà prendere in futuro.
    Probabilmente è questa la preoccupazione di Stallman, una Microsoft che decide le sorti dell’open source non è un fattore da prendere alla leggera.

    • Fabio Di Giorgio

      tendenzialmente sarei d’accordo con te, in quanto, come la maggioranza dell’utenza del pinguino, non ho mai amato la MS, ma da un po’ di tempo a questa parte (non ricordo la data di nascita di systemd) noto con dispiacere che non è che ci sia da fidarsi dei colossi del mondo *nix come RedHat, quindi se RH trova un altra azienda che vuole fare la “prima donna” all’interno del panorama del software libero, ben venga, la competizione, specie se open source, risulta quasi sempre positiva per gli utenti finali…

      • Rand Al Mucck

        Sarò pure un utonto, ma per favore spiegatemi perché tutti ce l’hanno a morte con systemd ma tutte le distro lo usano.

  • Rand Al Mucck

    Si ma di preciso la OSI che può fare?
    Se le cose vanno male, si fa un fork e si crea nuova associazione, che so, FOSI (Free Open Software Initiative)

    • No non è possibile. Free e Open Source sono filosofie troppo diverse

  • Dario Leschiutta

    E che ci vengono a fare a fare Zio Gates e soci ?
    Da ignorante non capisco …

    • Samael

      Perché anche loro sono una compagnia che fa uso e sviluppa soluzioni open source.
      PowerShell, .NET Core, Visual Studio Code, Xamarin ecc. sono tutti software open source.

      Microsoft ha tutto l’interesse nel supportare il movimento perché sa benissimo che molti di quei prodotti saranno scelte di prim’ordine anche nel cloud. E dato che la partita ormai si gioca lì, e non più in ambienti locali, ecco spiegato il motivo.
      Microsoft non è in concorrenza con Linux e soci. I concorrenti di Microsoft si chiamano Google, Alibaba e Amazon.

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