Durante la conferenza annuale Connect(); Microsoft ha annunciato il suo ingresso nella Linux Foundation, l’organizzazione no-profit che sviluppa il suo kernel.

Il riavvicinamento di Microsoft al sistema operativo open-source non è certo una novità. Già nel 2012, Microsoft era tra i primi “top contributor” al kernel linux.

Quest’estate, poi, come ben sapete, con l’Anniversary Update, Microsoft ha integrato Linux all’interno di Windows 10 stesso, rendendo disponibile un subsystem basato su Ubuntu.

linux foundation

Microsoft ha già contribuito allo sviluppo di diversi progetti appartenenti alla Fondazione, come Node.js Foundation, OpenDaylight, Open Container Initiative, R Consortium e Open API Initiative. Microsoft sarà Platinum member, il grado più elevato possibile, il quale comporta un investimento di 500 mila dollari l’anno necessari per mantenere l’iniziativa. Gli altri Platinum Member sono Cisco, Fujitsu, Huawei, IBM, Intel NEC, Oracle, Qualcomm e Samsung.

Queste sono le parole rilasciate dal direttore esecutivo della Linux Foundation:

“[…]Da oggi Microsoft sarà in grado di collaborare meglio con la community dell’open source e garantire esperienze rivoluzionarie nel mobile e nel cloud. Microsoft è stata una collaboratrice fondamentale in molti progetti, e riconosciamo che la società sta intensificando i propri sforzi allo sviluppo open“.

Cosa ne pensate di questa mossa di Microsoft?
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Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

  • Psyke Dady

    Se non puoi batterli, unisciti a loro!

    • El Ninho

      Ormai Microsoft punta a i servizi, e in più sistemi funzionano meglio è, non contando che ora ha voce in capitolo sulle decisioni di linux foundation

      • Psyke Dady

        Ma io sono abbastanza soddisfatto delle ultime scelte di microsoft, finalmente hanno imparato ad ascoltare i propri clienti, stanno imponendo molto di meno le loro scelte, collaborano con l open source, tentano di imitare le cose positive delle distro o linux… Per non parlare del fatto che questa “rivoluzione” conferma la vittoria di Linus Torvalds relativa alla famosissima frase :”quando la microsoft svilupperà applicazioni per linux, allora significherà che avremo vinto”

        Quindi direi che se sta puntando ai servizi… lo sta facendo anche bene perche finalmente son servizi che funzionano

  • alex

    Più importante, credo, è che è entrata come “Platinum Member”, quindi nel consiglio di amministrazione…

  • Andrea

    Lungimirante

  • Martinix

    Ma francamente (conoscendo al Microsoft) non so se esserne felice o terrorizzato!!! Non so!!

  • haidak

    Almeno adesso si potrà incolpare Microsoft di tutte le magagne di Linux

  • xan

    1) abbraccia (DONE)
    2) estendi (TODO)
    3) estingui (TODO)

    • Martinix

      .. gia aquesto mi riferivo 🙁

  • Maurizio Tosetti

    L’inizio della fine per Linux ? Sara’ mangiata dal gigante di Seattle ?

  • salvatore cottone

    Strategia chiara. Diventare il maggiore azionista e fare fallire il progetto.

    • alex

      ma figurati, vuole semplicemente spingere i suoi servizi integrandoli meglio col mondo open source. Che poi la linux foundation non ha e no ha mai avuto nessun problema col mondo commerciale.

  • Cristian Martina

    Mi fa piacere vedere che parte dei soldi che avevo speso anni fa per la licenza compresa nel PC ora mi ritorneranno!

  • abePdIta

    Ma… ottomilioniemmezzo di dollari l’anno. Dove li spende la Linux Foundation?

    • Fabio

      Non crederai mica ancora alla storiella del progetto fatto x hobby da qualche universitario alternativo?

      • abePdIta

        Perché, non è nato così, Linux? 😉 Aldilà di questo, otto milioni e mezzo di dollari sono tanti.

        • Viktor Kopetki

          pensa a quanta gente ci lavora (mica gratis), ai server necessari, agli affitti, i canoni per hosting, corrente, linea dati, ecc. ecc.

          • Dario · 753 a.C. .

            quindi ci gudagnano? lo fanno come lavoro?

          • Viktor Kopetki

            ubuntu e red hat credi che paghino i propri dipendenti con una stretta di mano? e i fornitori (server, linea, corrente, telefoni) con un grazie? suvvia su…

          • Dario · 753 a.C. .

            e come ci rientrano a sto punto?

          • Viktor Kopetki

            principalmente consulenza immagino, poi magari anche hosting / housing / monitoraggio / ecc.
            non si vive di sole licenze 🙂

          • Ubuntu e Red Hat hanno compagnie private dietro, non hanno alcun bisogno dei soldi della Linux Foundation (tant’è che loro pagano la Linux Foundation)

          • Viktor Kopetki

            hai ragione scusa, ho perso un po’ il filo del discorso. comunque immagino che anche la Linux Foundation abbia le sue belle spese da pagare, tra cui i propri dipendenti (contabili, commercialisti, sistemisti, ecc. ecc.)

  • floriano

    dopo i sabotaggi da parte di canonical e di redhat adesso tocca direttamente a Microsoft 🙁

    • theShort

      Che sabotaggi?

      • floriano

        canonical con unity, redhat con tecnologie a malapena utili sui server come Systemd, senza contare lo sviluppo senza senso di gnome e degli altri desktop grafici….

        • Piero

          Quindi secondo te linux su desktop dovrebbe sparire? unity non va bene, gnome non va bene, altri desktop non vanno bene…..bene!

          • floriano

            ogni volta che uno di questi sta per arrivare alla stabilità (decente), per qualche strano motivo si smonta tutto e si riparte. come desktop di ripiego uso kde ma anche questo è da parecchio che non l’aggiorno visto che sto ancorato a kubuntu 12.04

        • Samael

          redhat con tecnologie a malapena utili sui server come Systemd

          E perché systemd è a malapena utile sui server, contando che il 90% delle sue funzionalità è proprio per quel settore? Potresti argomentare?

          • floriano

            forse ho scritto male, sui server ci può stare (forse), sul desktop è la classica portarei che sostituisce la barchetta

          • Samael

            Adesso è al contrario: sui server forse ci può stare e sui desktop è esagerato.
            Non vorrei sembrare polemico però sono affermazioni che prive di argomentazioni lasciano il tempo che trovano. Rinnovo la richiesta: potresti argomentare?

          • floriano

            la particolarità che più balza all’occhio è la presenza di un webserver per vedere i log (salvati in binario) di sistema dopo un boot, è vero che un server non si spegne mai però forse hanno messo questa roba per qualche fissazione di sicurezza a me sconosciuta (visto che i server non li uso).

            su un desktop a me basta che parta il pc senza seccature aggiuntive. già per un banale bootloader il passaggio da grub a grub2 con le configurazioni in binario non l’ho ancora digerito, mi è sembrata una inutile scopiazzatura del bootloader di vista (forse per qualche fissazione di Sicurezza) ….

          • Samael

            E da quando journald è un webserver? No, perché a me non risulta che su systemd sia richiesto Apache o ngix per leggere i log, quindi non credo che journald sia un loro equivalente.

            A me risulta che journald sia un logging daemon esattamente come lo era prima syslogd, ma con la differenza che registra i log anche del kernel e altro.
            E mi risulta che sia molto più completo e potente, considerando che va a ridurre il codice lato demone, in quanto non c’è più bisogno di utilizzare le API di syslog per stampare un log, e soprattutto è in grado registrare persino i contesti SELinux dove girano i singoli servizi.
            Questo senza contare la possibilità di serializzare in JSON, permettendo di utilizzare i log in contesti RESTful, creando SaaS nel cloud che gestiscano i log come normali API REST, con tanto di richieste POST e GET.
            Senza contare che journalctl permette di consultare i log in maniera molto più semplice e potente, grazie anche ai parametri come –since e –unit che permettono di risalire più velocemente alle informazioni necessarie senza scomodare regex a volte poco affidabili.
            Sulla questione sicurezza è presto detto: i log sono immutabili. Non si possono modificare manualmente, come invece avveniva con il vecchio syslogd.

            Cosa c’entri tutto questo con un webserver non lo so. Magari se ce lo spieghi meglio, lo capiamo tutti. Adesso penso che non abbia ancora capito nessuno di cosa stai parlando.

            E per quanto riguarda l’utenza desktop, loro hanno bisogno di una gestione della sessione decente e di un gestore dei servizi che metta su i servizi on-demand e ne faccia respawning in automatico.
            E systemd insieme a logind risolvono esattamente questo problema, visto che affidarsi ad INIT SysV e ConsoleKit rendeva IMPOSSIBILE tutto questo.
            Queste cose tra l’altro ci sono già sia su macOS che su Windows. E non mi pare la gente se ne lamenti.
            Senza contare che parte delle funzionalità utili lato server sono state ispirate da SMF, il gestore dei servizi di Solaris. E anche qui mi sembra che il mondo viva felice e contento.
            Ma nonostante questo, systemd ha sorpassato tutte le soluzioni esistenti, combinando tutte queste chicche con la semplicità del modello UNIX: i servizi si attivano con un mero symlink in /etc, ogni unit e file di configurazione è un file di testo serializzato con sintassi INI editabile direttamente da editor come VIM ecc.
            Ti dà fastidio il log binario? Ok, installa syslogd ed imposta il redirect. Così vivi felice ed in pace con te stesso.
            Tuttavia, però, qui ci sono ancora i crociati che continuano a difendere a spada tratta una soluzione vecchia, broken by design, e NON funzionante.

            Onestamente, ragazzi, è davvero triste leggere nel 2016 certa disinformazione su systemd. Ma non vi siete stancati? Dopo averla menata per 5 anni con queste storielle al limite dell’assurdo, non basta?

            E no, GRUB2 NON ha configurazioni in binario. GRUB2 ha le configurazioni al 100% in GNU Bash.
            Non ci credi? Fai un salto in /etc/grub.d e dai un cat su /boot/grub/grub.cfg, così ci potrai dare un’occhiata.
            E sì, il bootloader GRUB2 fa schifo. Ma fa schifo proprio perché ABUSA degli script shell, anziché usarli con parsimonia dove realmente servono, causando un incredibile aumento della complessità, proprio come INIT System V.
            E CASO VUOLE è lo stesso discorso che ha spinto Lennart ad eliminare lo scripting da systemd e passare ad un formato serializzato e dichiarativo come INI.

            Questo cosa vuol dire? Vuol dire che non potete essere GRUB2-hater e systemd-hater allo stesso tempo, perché o vi piacciono gli script shell in senso assoluto (come in GRUB2) oppure li reputate pessimi per questo tipo di soluzioni (come in systemd).
            Odiarli entrambi è solo un modo per dimostrare incoerenza e odio a prescindere nei confronti di systemd, probabilmente solo per una avversione nei confronti di Lennart Poettering o per una reticenza al cambiamento.

          • floriano

            insomma è tutta roba da server. quando systemd è stato presentato mi ricordo che veniva descritto come un cantiere aperto e in evoluzione (anche nelle specifiche), non so la situazione attuale, però in alcuni punti critici di un sistema è meglio avere dei servizi stabili e con api certe piuttosto che dei cantieri aperti.

            gnome (che non ho mai sopportato) è un esempio di cantiere aperto altro esempio è Firefox che si diverte a rompere le api ogni tanto…

          • alex

            Idee parecchio confuse… se c’è un progetto ben sviluppato e con idee ben chiare fin dall’inizio è proprio Systemd. Sono invece proprio le parti che vorresti conservare che sono nate in tempi diversi sormontando e adattando vari pezzi creati da persone diverse una sull’altra (per carità, singole parti create anche bene ma comunque il risultato è un collage, con tutti i suoi limiti). Poettering stà sulle balle a tanti per il carattere, ma sulle capacità tanto di cappello. Mai capito poi perchè in tanti si lamentano delle tante distro linux e poi criticano systemd che è attualmente una delle principali basi unificanti, e senza mai portare delle vere critiche precise.

          • Samael

            Tutta? Non direi.
            La mancanza di un gestore della sessione decente come logind è principalmente un problema lato desktop.
            Senza contare che a causa di ciò c’era un mezzo casino con le applicazioni che ignoravano il SIGHUP, tipo tmux e screen, in fase di logout, rimanendo attive e funzionanti. Poettering ha eliminato questo comportamento proprio perché senza senso.

            La gestione on-demand dei servizi è una funzionalità lato desktop, non lato server, difatti è stata presa da launchd di OSX, che non mi pare sia un OS per data center.
            La gestione on-demand permette di mettere su o meno un servizio sulla base di determinate condizioni.
            Esempio? Su Slackware, se io metto una dongle Bluetooth non succede nulla, perché lo script di INIT che si occupa dello stack è di default settato in 0644 e quindi non viene caricato all’avvio.
            Questo vuol dire che io devo necessariamente sbloccarlo a mano, mettendo i permessi giusti (0755) e avviandolo. Ma ciò comporta che il servizio starà sempre in piedi, anche quando non necessario.
            Con systemd invece il servizio viene messo su quando il dongle è presente e messo giù quando non lo è. Tutto in automatico.

            E come ti ha detto alex, systemd non è mai stato un cantiere aperto, ma era un progetto ben delineato fin dall’inizio.
            Il progetto è chiaramente cresciuto nel tempo, come avviene per qualsiasi software, ma sempre mantenendo il focus iniziale: costruire uno userland integrato per Linux.
            Il risultato? systemd è di fatto il gestore del sistema più avanzato in circolazione. In nessun sistema operativo al mondo c’è qualcosa di anche solo lontanamente paragonabile.

            E sulla questione API non è tutto oro quello che luccica, perché mantenere troppe interfacce per troppo tempo ti porta a diventare come Windows: un mostro lento, pesante, insicuro e completamente poco incline all’evoluzione.
            Guarda la situazione di Win32 per farti un’idea: un runtime obsoleto con problemi di design e di sicurezza non fixabili, ma che Microsoft non può deprecare neanche lentamente perché è stata accondiscendente con cani e porci per cercare di mantenere lo status quo del suo monopolio.
            E questo tutto a danno del suo OS e degli utenti, che si ritrovavano un Windows Vista compatibile con le stesse vulnerabilità di Windows NT 4.0 e 2000.
            Senza contare tutti gli hack sporchi che MS ha messo nel suo software per renderlo retrocompatibile con alcuni software.
            Perché pensi che WINE prima di funzionare a volte richieda configurazioni ad hoc? Proprio per quello. Solo che mentre su Windows gli hack sono messi nel codice, su WINE si è preferito non farlo.
            Per non parlare dello stack multimediale con DirectShow che è deprecato da dieci anni, ma che continua ad essere presente e sfruttato anche dai nuovi software, sebbene ci sia il nuovo rimpiazzo.
            E di conseguenza non si può svecchiare il codice.

            API stabili sì. API zombie no.

  • Luciano

    Solo a me viene in mente Crozza e la Inc Cool Eight?

  • Danilo

    Devo dire che qui si leggono i soli commenti da ignoranti, andate a cercare quanti progetti open source abbiamo finanziato, iniziato e rilasciato microsoft negli ultimi anni, altro che altre aziende tanto blasonate.

    • Samael

      “Abbiamo”? Sei un dipendente Microsoft? Se sì, sarebbe meglio che lo mettessi in un disclaimer apposito ogni volta che posti, o quanto meno nella descrizione del profilo.

      • Arcturus

        Intendeva abbiano ovviamente

        • Samael

          Ovviamente? E su che base per te la cosa è ovvia? Per me non lo era affatto.
          Di dipendenti Microsoft che rispondono nel web ce ne sono tanti, basti vedere tutti quelli col tag MSFT su StackExchange o Reddit.

          • Danilo

            Era un abbiano ho premuto una m per sbaglio, magari fossi dipendente loro 😛 Comunque resta il fatto che ci sono altre società che tanto si vantano di essere supporter dell’open che poi alla fine lo sfruttano solo dando 0 in cambio. Microsoft ha fatto uno schifo in passato ma negli ultimi anni è veramente un azienda da rivalutare, sia a livello di contributo nell’open che per quanto riguarda le sue tecnologie proprietarie.

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