Monaco di Baviera ha sancito l’abbandono definitivo dell’open source in favore di Windows 10: ma a che prezzo?

Alla fine del 2013, dopo ritardi e difficoltà, il Comune di Monaco di Baviera era riuscito ad adottare LiMux, derivata di Ubuntu, su 14.000 PC usati dall’amministrazione.

Il nuovo sindaco Dieter Reiter, eletto nel 2014, espresse fin dall’elezione il proprio scontento verso il software libero, accusato di essere meno evoluto di quello di Microsoft. Dopo una fase interlocutoria la città ha deciso di tornare sui propri passi e salutare l’open source.

Monaco torna a Windows: le casse cittadine ne risentono

windows monaco

Il piano complessivo per il passaggio al software targato Microsoft prevede una spesa di 14 milioni per lo staff, 24 milioni per i consulenti esterni, 23,4 milioni per i servizi IT interni, 3,8 milioni per l’hardware e 29,9 milioni per le licenze di Windows, Office, e i software correlati, e 3,1 milioni per i test e l’addestramento del personale. Il totale sfiora i 100 milioni di Euro. Ben 29’000 Pc passeranno a Windows 10.

 La cifra ha destato polemiche e critiche da parte dell’opposizione che ritiene la scelta solo politica e non dettata da veri motivi tecnici. Il partito dei verdi ha sottolineato i problemi derivanti dalla dipendenza da un solo produttore di software (sicurezza e trattamento delle informazioni personali dei cittadini di Monaco).

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  • ormai è tardi per tornare indietro.
    hanno buttato tutti quei soldi per passare a windows, di conseguenza rimarranno a windows ancora per molto tempo, non avrebbe senso tornare a linux.
    ma io ho sempre detto che è stata una pessima scelta, adottare una distro “proprietaria”, era meglio affidarsi ad ubuntu pura

    • CharlieP

      Il passaggio è stato approvato ma ancora non è iniziato…. comunque riguardo la distro proprietaria io sono d’accordo invece: comunque ci sono i dati dei cittadini li dentro, fare una distribuzione completamente privata e “corazzata” è un idea molto valida secondo me.
      Tempo fa si discuteva sull’idea che lo stato realizzasse una distro proprietaria con cui attrezzare tutti i PC degli uffici pubblici….ma che te lo dico a fare…. fantascienza XD

      • Kim Allamandola

        Fare una distro da zero, cosa che fecero solo all’inizio, è un lavoro mostruoso inadatto all’IT di qualsiasi azienda o ente pubblico salvo forse uno stato che faccia a livello nazionale con la collaborazione di tutte le università del paese una distro “di stato”. Non a caso Monaco passo a Debian prima a Ubuntu poi capendo che non potevano sostenere una distro privata. Sul piano sicurezza poi è MOLTO improbabile che un’IT ridotto il cui scopo è gestire un’infrastruttura, non creare distro, riesca a progettare qualcosa di realmente valido sul piano della sicurezza, è molto più facile tirino fuori colabrodi.

        Quel che Monaco ha sbagliato, secondo me, sul piano *tecnico* è scegliere un DE come Kde nell’epoca in cui Gnome era ancora Gnome senza shell, gtk3 ecc e di scegliere un passaggio “soft” ovvero cercare di replicare l’office automation stile Microsoft al posto di un cambio radicale con un’automazione più *nix (testo semplice, documenti generati a partire da questo con opportuni template LaTeX, documenti gestiti in pura forma testuale e condivisi senza passare da oscuri DMS, version control presentato all’utente con una UI semplice e chiara, niente posta elettronica stile anni ’90 con MUA iper-pesanti e pessimi da usare ecc). Se lo avessero fatto il cambiamento avrebbe avuto più frizione all’inizio ma poi non sarebbero potuti tornare indietro perché quando abitui la gente alle cose che funzionano con semplicità non riesci a farle tornare indietro e se usi la tua autorità ti trovi contro gente che sa come far uscire ogni altarino e sa come essere inefficiente in forma anche volontaria.

      • Viktor Kopetki

        in linea teorica l’idea è valida, ma lo sforzo richiesto è enorme, meglio usare una distro ben supportata. a meno che non ci fosse una distro “di stato”, ma secondo me non sarebbe cmq all’altezza, le esperienze del settore privato possono essere molto utili e non necessariamente presenti nel personale pubblico

    • Davide

      Sinceramente avrei trovato una distro come. Open Suse molto più professionale di Ubuntu. Poi con gli snap è praticamente impossibile da distruggere

      • Kim Allamandola

        OpenSuse, quando ancora era SuSe era una brutta copia di RH con qualche chicca, con Novell è rimasta praticamente solo la brutta copia… Tieni presente che nell’IT quando dici professionale dici sola. Il professionale qui è il software libero, la ricerca, il prodotto di informatici soli, non di commerciali+code monkeys…

        Solo per di la serietà sono SuSe 11 certified administrator, mi è arrivata sulla mail, senza manco aver mai toccato SuSe 11 (l’ultima che usai non ricordo che versione fosse ma eravamo ancora a linux 2.4.x…). Quanto agli snap lasciamo perdere, non sono roba da mettere su un server.

  • wolfmobo

    24 milioni di euro per i consulenti esterni: ci va coraggio a dire che è una scelta politica, oppure ci vanno gli occhi foderati di prosciutto

  • Rand Al Mucck

    Qui parlate di motivi politici e non tecnici, ma mai del fattore economico: Non si tratta semplicemente di installare ubuntu e libreoffice, ma di soddisfare una serie di esigenze specifiche, nella fattispecie servizi rivolti ai cittadini di QUELLA particolare città, non di una città in genere (l’impianto tecnologico sviluppato per Monaco potrebbe non andare bene a Berlino o Francoforte, per capirci). E questo ha dei costi, che possono dipendere anche dall’integrazione della piattaforma col software specifico. Può essere che il costo della manutenzione, assistenza ed evoluzione della piattaforma linux sul lungo periodo si rivelassero superiori a quello della migrazione a windows? Si potrebbe ipotizzare che microsoft abbia offerto di sviluppare una soluzione specifica per Monaco che prevede costi inferiori nel tempo…

    • wolfmobo

      Mi dispiace che nessuno si renda conto che il “nuovo” sindaco ha semplicemente installato la sua personale puppa. Attenzione a riempirsi la bocca con il discorso “costi inferiori”: inferiori a cosa? a qualcosa di già esistente? Insisto invece che i 24 milioni di euro per le consulenze sono in senso assoluto una cifra esorbitante e lo sono ancora di più rapportate all’intera spesa (meno del triplo). Cosa pensate che vi sia di tangibile e misurabile in un contratto di consulenza? Mai sentito parlare di forfait? Piuttosto, tenete a mente che ogni volta che si spende denaro pubblico un po’ resta attaccato alle mani ed è quindi buono a prescindere per il politico di turno proprio perchè è il “suo” turno. Saprebbero negare loro madre per convenienza… 24milioni di euro equivalgono ad un anno di lavoro a tempo pieno di circa 220 persone, ovviamente esclusi servizi interni ict e corsi di formazione. C’è scritto. Mi sembra un’esagerazione.

  • Fabrizio Gabriele

    Per me il sindaco, da buon politicante, ha preso la mazzetta

    • Daniele Cereda

      1) è in germania e non in italia, particolare non da poco
      2) tu pensi davvero che MS metta mano al portafoglio per far migrare Monaco a win10? davvero? una molecola nell’oceano dell’informatica mondiale e pagano pure il sindaco?dai su, mi bastano i gombloddi per i vaccini, non sento la necessità di quelli per i SO.

      • Ansem The Seeker Of Darkness

        1) tu credi davvero che la corruzione esista solo qui?
        2) why not? Magari in maniera indiritta, ma gli avrà qualche favore a lui o a parenti

      • Kim Allamandola

        In Germania le mazzette si usano come in Italia, la sola differenza è che ci si raccomanda poi di non dar troppi problemi che se vien fuori un’inchiesta è una brutta gatta da pelare…

        Sul punto 2, si penso proprio di si, come cercarono in tutti i modi di tenere l’LSE e dopo il famoso crash capirono che non c’era più nulla da fare. Microsoft ha bisogno di simboli, l’inerzia inizia a non esser più sufficiente.

  • Kim Allamandola

    Inviterei a guardare chi è il proprietario dei terreni su cui sorgerà il megacentro che Microsoft ha promesso a Monaco, quali le imprese che lo costruiranno e lo manterranno con particolare attenzione al loro peso politico.

    A parte ciò è interessante il paragone con la Gendarmerie francese che migrò a Ubuntu poco dopo Monaco e che problemi non ne ha mai avuti.

    • Renato

      Gombloddo!!!!

      • Kim Allamandola

        No, mero turbocapitalismo, espressione di uno stato senza radici, di gente senza radici che si comporta da arrivista squalo per istinto. Purtroppo sempre più diffuso complice la massiccia de-responsabilizzazione dell’adulto e la scuola che forma sempre più operai modello Ford.

        Magari fosse un complotto, basterebbe scoprire a arrestare i pochi congiurati.

  • Davide

    Io non ho idea di quali software si utilizzino in una pubblica amministrazione ma per quanto possa essere meno evoluto il software se può farti risparmiare soldi a beneficio della collettività non c’è da pensare sulla questione neanche un secondo. Utilizzo sia Windows che gnu Linux e ci sono pregi e difetti in entrambi i sistemi

    • Kim Allamandola

      C’è un punto di base, al di la del software: non esser legati ad un soggetto privato e poter controllare e modificare il codice in proprio, un obbligo dal mio punto di vista per la PA

    • Daniele Cereda

      credo che facciate un errore di fondo: considerare la PA (germanica o italiaca poco cale) come dei microcosmi casalinghi e tutto si riduce al vecchio refrain “basta poco che ce vo!?”
      una PA è un mostro complesso dove devi far convivere mille cose, tra cui svariati software che non puoi di punto e in bianco far riscrivere o archiviare con “c’è wine” perchè è impensabile gestire su ogni singolo desktop una istanza singola del programma. Parlo per il mio settore, sanità, in ospedale trovi di tutto, ci sono aziende che spendono e comprano licenze office e altre che montano libreoffice, già solo per questa cosa ci si prende a cazzotti nei passaggi di dati sanitari tra diverse ASL, non parliamo dei software di gestione , ad esempio, di macchinari biomedici (che in alcuni casi sono software in DOS!), moltiplica questo marasma per ogni aspetto della PA e diventa impossibile pensare ad una migrazione (senza contare il problema di base:per chi non usa webapp appoggiate sull’intranet aziendale ma dei veri software singoli su server, difficilmente trovi chi te lo programma pe ril solo lato linux, banalissimamente un DB, che sia con access o altro). Viceversa puoi fare quello che prende il toro per le corna e allora vai da quei signori, stile RedHat , che ti danno di sicuro prodotti granitici su base linux, ma che si fanno pagare peggio che farsi fare un software direttamente da MS ed allora il bel discorso che l’open source è figo e gratuito decade miseramente.

      • Kim Allamandola

        Non è molto diverso nell’industria, tempo fa era uscito lo “scandalo” mi pare Ferrari che un loro sistema di gestione della galleria del vento dipendeva da una scheda PCMCIA e non sapevano più come fare non essendoci più macchine con una PCMCIA…

        Comunque il mondo del gestionale è sempre stato così perché è sempre stato pieno di ignoranza IT (e non solo) e pieno di interessi paralleli. In tal senso un cambio FOSS deve avvenire de jure.

    • Sickboy

      in Italia, lato server GNU/Linux per database/integrazioni/webapp (CentOS in prima linea), DC+DNS Windows server (2003+2008r2), client Windows XP (qualche 7 e pochissimi 10).

  • Wolfenstein

    a livello tecnico e non politico, il software MS qui lo usano tutte le aziende. Inoltre molte hanno abbandonato i sistemi linux (tranne ancora qualcuna su lato server) per passare a MS.
    E non parlo di aziendine, parlo del settore bianco con prime 4 aziende al mondo e il restante sono comunque tra le prime 20.

    • Giacomo

      cioè, queste 4 aziende che non usano linux neppure lato server, sarebbero?

      • Wolfenstein

        quelle 4 tutte partner MS, il restate sono sicuro che quella più piccolina (piccolina per modo di dire) usa linux lato server.
        Non posso fare nomi, sono tutte aziende del bianco.

        • gabriele tesio

          scusa, ma se le nomini cos’è, ti mandano gli assassini a casa? 😉

    • Kim Allamandola

      Non so in Germania ma qui (Francia) la migrazione verso GNU/Linux è in continuo aumento, temo avrà una battuta d’arresto con i prossimi Ubuntu ma per ora va avanti, con Windows ci sono solo i desktop e qualche gestionale di PMI, le grandi aziende e i server in genere sono o GNU/Linux o UNIX (per lo più Solaris, qualche AiX, rarissimi HP (_ux e vecchi abandonware).

    • Clemente Carlucci

      Bello Windows Server. Solo nell’ultimo mese ho avuto due clienti con il server completamente cifrato da Cryptolocker ultima versione. Aziende bloccate per ore; fortunatamente siamo riusciti a recuperare i db SQL Server, che erano in lock e non sono stati cifrati (miracolo!). Il resto è andato. Un sistema server attaccabile da Cryptolocker è una cagata pazzesca! Sfortunatamente il software che usano è nato con DOS, e poi è passato a Windows. Sviluppato con VB6 prima e .NET ora, basato su SQL Server.
      Prova a cifrarmi un server Ubuntu o Fedora, o Centos, o RedHat, o Oracle Linux. O Solaris. O OpenBSD. Ma per favore… Abbiamo migrato, anni fa, un software sviluppato in COBOL per il settore farmaceutico, a Red Hat Linux. Non avete idea di quanti server con SCO Open Server, o addirittura XENIX abbiamo trovato perfettamente funzionanti. Mai avuto problemi se non hardware (dischi rotti, alimentatori bruciati, condensatori esplosi per vetustà dei componenti). Accesi 24/7.
      Raccontatemelo di un server Windows… se ci riuscite…

      • Ansem The Seeker Of Darkness

        la vera domanda è come ci sia arrivato un crypto sul server. Sui server non scarichi e non installi nulla che non sia strettamente necesario. Come è stato colpito da un crypto?
        Inoltre i backup esistono proprio per quello,

        • matteo81

          Ho paura che nemmeno lui lo sappia…. ma presumo leggendo quello che scrive che dopo aver visto un Linux day su youtube si sia fiondato sul primo blog disponibile rimaneggiando vocaboli a caso senza avere una minima idea nemmeno del contesto di cui parla…
          Miracoli della rete…

          • Clemente Carlucci

            Continua ad insultare, mi raccomando. Hai un ego smisurato. Sfortunatamente, non credo che interessi a nessuno. E per il resto, immagino ci sia molto poco da narrare.

          • matteo81

            A dire il vero nessuno ti ha insultato… semplicemente quello che scrivi non ha senso e mi pare che io non sia il solo ad averlo notato…
            Non è una questione di ego ma di credibilità… che nel tuo caso hai subito perso in virtù di quello che scrivi.
            Il copione è sempre il solito: prima setacciate la rete e vi riempite la testa di slogan fatti di luoghi comuni e frasi fatte…. poi trovate il blog dove vi spacciate per professionisti ed esperti e quando qualcuno vi sgama piangete come bimbi e iniziate a insultare e attaccare la persona.. ovviamente non rispondendo più nel merito dell’argomento in questione che ovviamente non conoscete….
            Umberto Eco aveva perfettamente ragione.

          • Clemente Carlucci

            Guarda, non so come dirtelo, ma sono un professionista del settore da 30 anni. Ti mando un curriculum?

          • matteo81

            Ma il punto non è il curriculum o meno… il punto è quello che scrivi.
            E ti prego di smetterla di stare sulla difensiva perché nessuno ti ha offeso
            Conosco persone senza nessun foglio di carta molto più preparate di altre che lavorano nell’ ambito..
            Però guarda caso continui a sviare sull’ argomento…
            Come mai non mi hai risposto più in alto? Oppure a samael che ti ha fatto un’osservazione precisa?
            Con questo atteggiamento sei tu stesso che ti squalifichi perdendo credibilità….

          • Clemente Carlucci

            Io veramente sto rispondendo. A mettere in dubbio la mia preparazione sei stato tu. Qui nessuno afferma che Linux sia la panacea di tutti i mali. L’argomento è circoscritto. P.A. Ok? Monaco? Torna a Windows. C’è un motivo tecnico? Quale software particolare devono usare che li costringa a tornare su piattaforma Microsoft? E se altre P.A. stanno tranquillamente usando Linux, come mai Monaco ha avuto tutti questi problemi?
            E vorrei che fossi sincero e rispondessi alla mia domanda? Affermi veramente che Windows sia architetturalmente sicuro quanto possa esserlo OSX? O Linux? Parlo sia come sistema desktop (!) che come sistema server. Sii sincero.

          • matteo81

            Rispondi in maniera superficiale e piuttosto banale oltre che mescolare in modo errato server e desktop che sono e rimangono due faccende completamente diverse… qualunque professionista e qualunque appassionato dovrebbero saperlo… siamo davvero alle basi in questo caso.
            L’unica notizia certa è che Monaco torna a Windows a discapito di Linux e fino a qui ci siamo e in questo frangente le uniche giustificazioni che ho sentito fanno solo riferimento a “lobby”, “mazzette”, “corruzione” ecc ecc….. niente di tecnico oppure specifico…
            Però è un dato di fatto che Office sia decisamente più potente, semplice e integrato di Libre ed offre a differenza di quest’ultimo un ecosistema ben più appagante e moderno.
            Se altre P.A. usano Linux e stanno bene fanno benissimo a continuare ma non credo ci voglia un tecnico per rendersi conto che non tutte le P.A. come non tutte le aziende sono uguali oppure hanno le stesse esigenze…
            Io non posso rispondere sul perché del cambio ma nemmeno chi urla al complotto ne sa nulla quindi mi sembra logico non esprimermi a differenza dei soliti strafatti complottisti… dovresti porle a loro queste domande perché in questo topic sono soltanto loro che hanno subito giudicato senza sapere nulla col povero Vignoli in prima fila a dare il cattivo esempio… ma il signor Vignoli è un venditore non di certo un tecnico…. penso di essermi spiegato… a buon intenditor…

            E ti vorrei far notare che il nocciolo del problema non credo sia mai stata la “sicurezza” che non è nemmeno citata nell’articolo e che peraltro non esiste in senso stretto…. non capisco perché tu continui a picchiare su questo tarlo visto che nessuno l’ha citato…

            Windows, Linux e osx sono tre sistemi operativi completi che godono di multiutenza, permessi e sistemi di gestione avanzata al netto delle differenze strutturali…. anzi, Windows ha un sistema di ACL e permessi perfino più granulare…
            Ti posso garantire che ognuno di questi sistemi ben gestito e usato in maniera sensata non è per nulla insicuro… a differenza di quanto tu e molti altri pensate.
            La tua scemenza sul crypto locker dal punto di vista tecnico è una boiata immane visto che in un server tutti i software DEVONO essere testati e utilizzati in sistemi isolati e stagni prima di installare sul vero sistema.
            Esistono cryptolocker per Windows, per Linux e persino MacOs e ognuno di questi è potenzialmente prono ad essere infettato se la gestione avviene in modo sconsiderato e maldestro… ma il problema è stato, è e sarà sempre l’utilizzatore perché ognuno di questi sistemi ti fornisce tutte le possibilità desiderabili.
            Per finire perdonami la finezza: solo un defxxiente si farebbe infettare il proprio server da un cryptolocker… che il server sia Windows oppure Linux….. ecco perché Samael ti ha risposto in quel modo e perché il tuo discorso non ha nulla a che vedere con un professionista.
            Basterebbe fare una banale ricerca su quanta roba gira su Exchange e con Active Directory per capire la banalità delle tue conclusioni…

          • matteo81

            Scusa il doppio post ma vedo che al commento di Samael non hai risposto mentre dove si può fare chiacchiera spicciola noto che sei piuttosto rapido con la tastiera…
            Anche questo atteggiamento non depone a favore della tua presunta credibilità.

        • Clemente Carlucci

          No, amico mio. Non è quella la domanda. Il server è del cliente. Se lui decide di suicidarsi, nonostante la formazione, firewall, antivirus, backup (a proposito, ovviamente c’era, ma un fermo macchina di 3 ore in una farmacia a più piani non è una cosa piacevole), io purtroppo posso farci poco.
          La domanda corretta sarebbe, IMHO, come posso fare in modo che il mio cliente possa causare meno danni possibili anche usando IMPROPRIAMENTE il suo sistema?
          La risposta mi pare ovvia. Più stabile, robusto e sicuro è il s.o. (e gli applicativi, naturalmente, le vulnerabilità sono dappertutto) e meno problemi avrò. Poi, se deve capitare, capiterà. Ma almeno avrò limitato i danni.

        • Clemente Carlucci

          Ansem, vero. Sfortunatamente i due clienti hanno usato il server in modo improprio. Il backup era stato cifrato. Fortunatamente i file di SQL Server erano in lock ed i clienti hanno evitato di riavviare le macchine in questione. Tramite utility siamo riusciti a ricollegare i file su server di appoggio.
          Il punto della situazione è, IMHO, proprio questo. Senza polemiche, se un s.o. è intrinsecamente più sicuro di un altro, e questo credo sia facilmente riscontrabile, se non è strettamente necessario usare quello meno sicuro, perché dovrei?
          In una P.A. le esigenze possono essere soddisfatte utilizzando un sistema operativo open source e software open source, minimizzando TCO, costi di manutenzione, rischi e quant’altro? Credo che si possa tranquillamente affermare di si. Non capisco la difesa ad oltranza di un sistema operativo che, dati alla mano, risulta meno sicuro di altri. Che senso ha? E’ chiaro che Linux non va bene in ogni ambito e per ogni utente.
          Ma non credo fosse questo l’oggetto del contendere.

      • matteo81

        Anche questo tentativo di tirare guano gratuito mi sembra sia finito per screditare più te stesso che il nemico dell’umanità winzozz…..
        Aziende bloccate per ore per incompetenza a livello di gestione visto che aggiornando e installando software in maniera centralizzata e fidata il problema non si può avere…

        Poi visto che ci siamo ti svelo un segreto: qualunque sistema è attaccabile da Cryptolocker e da qualunque malware progettato per esso… la differenza per qualunque sistema operativo sono le misure che vengono adottate per prevenire a monte un’infezione di quel tipo in proporzione al numero di minacce e attacchi subiti….
        Esistono milioni di Windows server che svolgono tranquillamente il proprio lavoro come diversi server Linux che sono stati attaccati con successo previo attacchi mirati….
        La colpa non è Windows o Linux ma il modo col quale questi strumenti vengono utilizzati….

        “Raccontatemelo di un server Windows… se ci riuscite…”
        Basta una banale ricerca web per scoprire quanti Windows server esistono e come funzionano….
        Gnu-Linux come in tanti altri ambiti è diventato uno strumento più utilizzato semplicemente per il costo zero e per la modularità….
        A tal proposito fatti un bel giretto su cve details e guardati le vulnerabilità trovate per ogni os…. penso tu avrai delle sorprese….

        Ho paura che anche questa volta la trollata facile e gratuita sia finita male…

      • Samael

        Solo nell’ultimo mese ho avuto due clienti con il server completamente cifrato da Cryptolocker ultima versione.

        Immagino che il sistema di monitoring abbia già identificato accessi e abbia uno storico di tutte le attività svolte su quelle macchine, in modo da stabilire quando è partita l’infezione e da quale utenza.
        E da lì poi chiamare l’interessato chiedendogli spiegazioni sul perché si è loggato in quel momento e se ha installato del software.

        E nel caso in cui l’abbia installato chiedergli di portare evidenze di autorizzazioni come una Change Request associata all’attività, eventuale approvazione del team di Security (se l’attività lo necessitava), indicazione puntuale del software installato, in modo da fare il sedere a tarallo al Service Desk che avrebbe dovuto scaricare il software, controllarlo con un anti-malware in ambienti dedicati e metterlo a disposizione in un percorso di rete interno, possibilmente isolato sia lato network e sia lato utenti che possono raggiungere il path.
        Naturalmente nella Change Request ci saranno anche descritte le procedure di sicurezza come uno snapshot della VM (se sono server virtuali) o la macchina di DR.

        • matteo81

          Ma sinceramente secondo te lui ha mai visto un server in vita sua??? dai fai il bravo….:)))

          • Samael

            Volevo giusto stuzzicarlo un po’ 😀

      • Wolfenstein

        be se è cosi disastroso non capisco perché lo usino un sacco di aziende.
        O dove sto io è un mondo a parte o non mi spiego perché aziende molto grandi e famose siano passate a MS (server e pc ) senza rimpianti.

    • Clemente Carlucci

      Wolfenstein, il fatto che lo usino quasi tutte le aziende non significa che sia migliore. Partiamo dal s.o. Linux, quando è nato, era abbastanza complicato, con desktop environment improponibili. Ma nel 2017 i sui desktop environment si sono evoluti e sono, IMHO, del tutto sostituibili, se non superiori a quelli di casa Microsoft. OSX, a livello di usabilità da parte dell’utente medio, rimane il migliore.
      Le procedure di installazione si sono evolute. Quindi, a meno di non volersi divertire ad installare Arch in modalità testuale, installare Mint, o Ubuntu, o Fedora, o OpenSuse è abbastanza triviale. Anche per un utente “normale”. Fermo restando che molti utenti “normali” non saprebbero installare neanche Windows.
      La ragione per cui hanno abbandonato i sistemi linux ti è nota? Sarei curioso di conoscere le motivazioni; un’azienda, prima di cambiare i sistemi, fa uno studio, cerca soluzioni. Dubito che le motivazioni possano essere economiche. Forse, rinnovando il parco software, hanno acquistato dei gestionali che funzionano esclusivamente sotto Windows? Potrebbe essere una ragione. Non credo che lo abbiano cambiato per la suite di office. Buona giornata.

      • Wolfenstein

        Per Office invece spezzo una lancia a favore, dove ho messo piede siamo tutti con un account Outlook/Calendario/Office. Con Libreoffice hanno e abbiamo avuto solo problemi.
        Su Windows girano tutti i programmi più evoluti c’è poco da fare.
        Probabile come dici tu che i gestionali girino solo su windows, ma è normale.
        I pochi tecnici che conosco quando sono con Windows stanno molto meglio che con Linux, probabilmente per la facilità d’uso vai a capire.
        Io rimarrei sempre con Windows, ma sono gusti

  • Viktor Kopetki

    “Cosa ne pensate?”: che volete scatenare il flame 🙂
    cmq sarebbe interessante sapere quali sono le motivazioni tecniche (e non le frasi da rassegna stampa) che hanno portato ad una decisione e ad una spesa del genere, e vorrei vedere un raffronto con le spese sostenute per restare a linux per capire effettivamente se questa necessità è saldamente basata su principi economici e pratici o solo sul chiaro di luna del sindaco.

    • Kim Allamandola

      Non penso ci siano mai stati manco in discussione aspetti tecnici, semmai ci sono stati aspetti economici, la Microsoft ha proposto di fare a Monaco il suo QG europeo, facile immaginare che a tale proposta sia stata posta qualche condizione da ambo le parti (tipo noi investiamo da voi se voi comprate da noi, noi vi facciamo venire da noi ma dovete costruire su questi terreni con queste imprese ecc). Ovvio che al momento mancano le prove, ma se andranno avanti con gli inevitabili problemi che arriveranno arriveranno anche denunce e inchieste a tema.

      • Simone

        E’ proprio perché non ci sono prove che bisognerebbe limitare i voli pindarici. Questa cosa che di fronte ad un fallimento si debba per forza pensare ai “poteri forti” non fa certo bene allo sviluppo. Le realtà è che al momento siamo ancora ben lontani dall’espiantare il cancro dei sorgenti chiusi e non possiamo certo nasconderci dietro alle chiacchiere: per attività specialistiche sono migliori, più efficaci, e finché tutti i formati non aperti non saranno duramente rimbalzati per legge da ogni server della PA sarà dura costringere la gente ad accontentarsi.

        • Kim Allamandola

          Pensare e dichiarare pubblicamente che c’è puzza di marcio è utile, crea un rumore mediatico, un post dopo l’altro aggiunge idee e spinge per indagini, ricorda che non si progetta nulla se non si parte prima dall’ispirazione e l’ispirazione per sua natura non ha prove ne basi particolari, è vapore che poi la ratio e lo studio possono trasformare in dato concreto.

          Quanto alla sconfitta: lo è certo per i cittadini di Monaco o cmq per coloro che con Monaco han qualcosa a che fare, ma non certo per noi. La community non è competizione commerciale, la community sono utenti che lavorano per se stessi condividendo il loro lavoro e trovando in questa condivisione gran parte del lavoro che vogliono svolgere già fatto. Se *tutti* se ne andassero vorrebbe dire che non c’è più interesse, così non è e se qualcuno se ne va sono semplicemente sue scelte, non sconfitta per noi. Voler vedere la community come un’azienda in competizione è un’aberrazione che va tutta a vantaggio del software proprietario e essendo un’idea in diffusione possiamo già apprezzarne i danni. Dal numero di bachi esploso di recente alle innovazioni inopportune degli ultimi tempi. Se continuiamo così temo vi sarà una scissione: una community FOSS da una parte ed una opensource commerciale dall’altra. E questo si, non è bello.

          • Daniele Cereda

            la “puzza di marcio” fa il paio di bigpharma per i vaccini, sono chiacchiere da bar di gente che ne capisce meno di nulla.
            Per poter valutare realmente queste scelte servono dati che non abbiamo e mai avremo, i costi delle due migrazioni e il perchè di determinate scelte anche per il DE da utilizzare (che è anche una delle ragioni del ripensamento). Quindi dire che “è una sconfitta per i cittadini di monaco” è uguale appunto a dire che i vaccini fanno male, se il cittadino di monaco doveva sudare 7 camice per un documento odt (esempio) sarà ben felice di tornare a rapportarsi con la sua PA e un file .docx
            Il solito refrain torna ed è sempre valido: non puoi pensare di far digerire a forza un SO che è il 2% del mercato, in un mondo di gente iper connessa ma molto poco informatizzata, rischi queste debacle clamorose che sicuramente sono costate e costano fior di soldini, ma in questa vicenda, se dovessi tirare le somme, direi che la peggior voce di spesa a bilancio è stata proprio il passaggio da win a linux e non viceversa. (nota: valeva anche avessero detto di passare da win a apple, la solfa non cambiava)

          • Kim Allamandola

            Vedi la “fame di dati” a giustificazione d’ogni cosa è la stessa per continuare il paragone medico da te iniziato delle biopsie. Ovvero la ricerca disperata di pezze giustificative per mascherare la propria incompetenza, incapacità o semplicemente per scaricare barili ad altri.

            Per le aziende che ho passato (non proprio piccoline alcune eh!) la scelta di componenti critici o comunque importanti non è fatta nella maggior parte dei casi da tecnici competenti su basi razionali ma semplicemente dal lobbismo interno di qualcuno o da un giro di bussolotti. Non ci sono “dati” a giustificare ogni cosa, c’è il mondo reale e gli uomini che non sono diversi da ciascuno di noi. Non viviamo in un modello statistico/matematico/economico, viviamo nel mondo reale. La sconfitta per i cittadini di Monaco è quella di non avere più la propria amministrazione “digitale” sotto il controllo della stessa bensì sotto il controllo di una multinazionale estera che con sapienti giochi di contratti scaricherà ogni responsabilità su qualcun’altro.

            Il cittadino non bestemmia per un file odt, che non ha motivo di esistere nelle comunicazioni col cittadino se la PA si è organizzata come si deve (si usano pdf compilabili e form web), il cittadino bestemmia per le procedure farraginose frutto della mente di alcuni burocrati, di lasciti del passato, dell’incapacità dei tanti che han disegnato una certa struttura. I cittadini bestemmiano per servizi malfatti che richiedono n applicazioni diverse per fare una cosa banale allo scopo abbastanza chiaro di far guadagnare chi scrive un certo software. In ultimo i cittadini bestemmiano perché la propria PA non è al loro servizio ma a quello di qualcun’altro.

            GNU/Linux è a 2% del mercato? Se parliamo di desktop domestici forse, perché server, dispositivi embedded, smartphones ecc sono al 90% almeno GNU/Linux, semmai la differenza la fa l’applicazione schifosa che richiede secoli per esser compresa e che l’utente ha paura di cambiare per rivivere un girone infernale con una nuova. Mi dici dov’è la debacle clamorosa? GNU/Linux si è forse rivelato inadatto? NO, si è forse rivelato più costoso? NO. Semplicemente una multinazionale ha deciso di piazzare il suo QG multimilionario in una città. La Gendarmerie in Francia, tutta, non una sola città, usa Ubuntu senza problemi, anzi. Il parlamento indiano anche, una quota oramai quasi maggioritaria della PA russa anche, parti della PA catalana anche.

            > direi che la peggior voce di spesa a bilancio è stata proprio il passaggio da win a linux
            Vedi ci sono capex e opex, oggi la maggior voce di bilancio sarà il passaggio da GNU/Linux a Windows, a cui si sommeranno gli opex enormi di Windows. L’incapacità di distinguere questi costi e la loro “puntualità” nel tempo fa si che questi dati siano spazzatura, altro che utili a formare un giudizio. Il punto sostanziale è che una PA non si può governare, al pari di un’azienda, giocando su qualche indice. Questo è il modello del capitalismo inglese che nella storia ha sempre fatto fuochi di paglia e crolli tragici, coperti rapinando altri. Vuoi questo per una PA?

          • Daniele Cereda

            guarda mi sono fermato al fatot che consideri una biopsia una pezza giustificativa inutile, il resto sono chiacchiere, le scelte aziendali si fanno su NUMERI, gli stessi numeri che regolano la nostra vita di tutti i giorni, il resto è fiolosofia da bar tra uno spritz e un negroni.

          • Kim Allamandola

            Non lo considero io ma dei chirurghi di una certa levatura ancora dei tempi in cui c’era la clinica.
            E ingegneristicamente ti posso benissimo spiegare perché è una inutile pezza giustificativa: se con eco o raggi vedi una massa che è chiaramente un tumore devi aver la capacità come medico, come la avevano sempre avuta i medici dei tempi della clinica. Se hai un *sospetto*, per dire una massa piccola, ben delimitata ecc fai eco/raggi/* dopo qualche mese ri-controlli. Se cresce hai la certezza che sia da levare. Se proprio non basta fai il congelamento intraoperatorio con istologico in loco.

            La biopsia vuol dire fare *più buchi* ovvero creare più vie di diffusione per il tumore, andarlo a stimolare e nel caso ad es. di tumori d’organo dell’addome crea un’aderenza sul punto di entrata degli aghi che rendono assai difficile il clivaggio.

            Un laureato in medicina (ma non Medico) che chiede una biopsia o vuole pararsi il deretano o non ha le competenze auspicabili per far quel mestiere. Cosa tristemente comune. Anche nell’informatica, per carità, solo che sinora i computers ammazzano meno gente o almeno non direttamente.

            Sulle scelte aziendali se hai l’occasione segui un consiglio di amministrazione, poi vedrai quanto contano la BI, i numeri ecc. Questo senza entrar nel merito dell’origine e significato di detti numeri eh! Cmq scusa l’acidità semplicemente sono *stanco* del pensiero inculcato dal business model anglofono che non demolisce solo se stesso ma anche l’ambiente in cui io me medesimo vivo.

          • toni

            sì, si para il sedere dall’avvocato che in 0,1 s poi gli fa causa e per quanto possa avere la coscenza pulita si trova sempre qualcosa su cui contestare. E purtroppo non è il neo laureato che magari incoscentemente prova a fare del suo meglio ma proprio il medico che con l’eperienza ha imparato che deve salvare prima la sua di pelle

          • Kim Allamandola

            Un tempo esisteva il concetto di “onorabilità professionale”, in effetti esiste ancora, almeno in teoria. Se il Medico è tale opera secondo scienza e coscienza, come l’idraulico opera “allo stato dell’arte”, così il sistemista, il postino, l’avvocato, …

            Se qualcuno ti porta in tribunale di difendi, gli strumenti li hai e una struttura ospedaliera ha anche una tutela opportuna. Certo magari un tempo non si contestava alla maniera odierna, però oggi ci sono registratori, microcamere ecc. Non viviamo nel mondo perfetto ma non siamo costretti a vivere ad un certo modo, costa fatica, è possibile e se si vuol guardarsi allo specchio lo si può fare. Tieni presente che il vento stà cambiando a tema di mutande di ghisa.

          • alex

            si va bè, un tempo non serviva nemmeno chiudere la porta di casa…

          • Kim Allamandola

            Mica parlo di secoli fa, diciamo soltanto 30/40/50 anni fa…

          • alex

            si ma era un’altra società in cui per prime le persone non andavano a fare causa ovunque per prendere qualcosa. Non per niente oggi non li devi nemmeno pagare gli avvocati per queste cose, ti contatttano direttamente loro e spendono direttamente loro perchè tanto qualcosa si trova sempre e battendo cassa la maggior parte delle volte qualcosa arriva. L’assicurazione ti può anche coprire, ma solo se stai all’interno delle procedure previste. (intendevo questo nel commento finito sopra).
            Solo per dire che non è solo un problema di professionalità come sembra da quello che scrivi

          • Kim Allamandola

            Hai ragione, in Italia, ma sopratutto in USA e UK è così, ma il vento comincia a cambiare, già molti giudici han cominciato a dire che il protocollo non è una mutanda di ghisa e che le cause senza senso devono far male a chi le fa. Anche all’interno degli ospedali ci son state e si stan diffondendo un po’ di “ribellioni”, da anestesisti che prendono carta e penna e scrivono alla direzione sanitaria: se devo salvare il paziente lo faccio, i log possono andare a quel paese, se non vi garba copia della presente andrà al procuratore di turno e alla stampa per conoscenza o chirurghi che han scritto “in sala operatoria comando io, non la caposala” ecc. Diciamo che il punto di rottura è stato passato e qualcosa scricchiola oramai in forma audibile.

            Purtroppo però il problema di professionalità c’è eccome: se il medico tipo davanti ad un suo collega CTU si mostra se non incompetente per lo meno al limite della sufficienza è chiaro che il processo giusto o sbagliato non va poi così bene…

          • alex

            purtroppo è così e credo che lo prevedano anche le procedure negli ospedali

          • Kim Allamandola

            Parzialmente è così, ma in tal senso la procedura è a discrezione del medico, non è come l’anestesista in sala operatoria che deve pure far crepare il malato ma non può evitare di loggare ogni cosa. Cmq il vento, pur lentamente, stà ritornando verso la clinica anche se la strada è lunga.

          • Simone

            Si, ma se si fanno affermazioni a ruota libera, allora vale tutto, chiunque di noi rischia di vedere le proprie scelte d’impresa o di politica minate dal tarlo del dubbio, instillato da chi non le condivide, che non lo facciamo con intenti o fini onesti. Sarebbe utile se chi viene accusato, anche velatamente, potesse difendersi per vie legali, e purtroppo sappiamo bene che costano un botto e che spesso la lite incauta non viene nemmeno sanzionata, col risultato che tu rimani “sporco”. Abbiamo serie responsabilità, non di quello che pensiamo, ma di quello che comunichiamo. Specie se si ha un certo peso per migliaia e migliaia di persone che nel casi di Vignoli.

            Per il resto, vedere l’open source solo come una community di sviluppatori è romantico, ma miope: i grandi progetti non sono retti solo da volontari, ma da fondazioni e aziende, che costano, perché pagano stipendi (e permettono a molti di questi sviluppatori, si spera i più talentuosi, di vivere della loro passione). E gli user sono in gran parte individui come me che sostengono il mondo dell’open source comprando o sostenendo economicamente via donazioni i prodotti di queste aziende e fondazioni. Io non creo nulla, ma uso quasi esclusivamente prodotti open source, a meno che un cliente non mi imponga strumenti particolari, e spendo per i prodotti open source gli stessi soldi dei loro omologhi closed, quindi sostengo la community per quelle che sono le mie capacità: usare gli strumenti open source per trarne profitto e condividere parte di questo profitto con chi gli strumenti open source li crea, sostenendo così la continuità.

            Del resto il mondo E’ competitivo, non ci sono molte scelte, a meno di non creare piccole comunità in stile Hamish che esulano dalle dinamiche del mercato. Ma non la vedo come una cosa facile da fare.

          • Kim Allamandola

            Mettiamola così nel mio scenario la pensiamo con un tal Andreotti che quanto a malaffare la sapeva lunga, dall’altra non si può dir più nulla perché portando all’estremo sinché non hai le prove in mano manco puoi sporgere denuncia. Francamente preferisco la mia versione perché appunto “a pensar male si fa peccato ma si indovina”…

            Quanto al mondo FOSS molte fondazioni sono nata *a garanzia* di un progetto ma la guida continua ad esser volontaria. GNU, Python, Xorg, … sono tutti esempi del caso di componenti ben più critici di LibreOffice (senza offesa per Italo Vignoli e la community che c’è dietro LO), altri han fatto scelte diverse. Ma tieni presente che il mondo competitivo che citi non è il migliore dei mondi possibili né l’unico. Ad oggi per esempio la ricerca è privata, un tempo non era così e a differenza di oggi si innovava sul serio. Le “scelte” sono a livello individuale con una rete di individui. Se si pensa solo a se stessi o non si inizia un cambiamento questo non avverrà mai. Quanto alle dinamiche del mercato rido, per non piangere: ci sono tanti mercatisti che esaltano il libero mercato, non vedendo che il mercato odierno è tutto fuorché libero, piuttosto al posto dello stato comunista che tutto impone abbiamo un para-stato, transnazionale, che tutto impone in maniera non dissimile dal modello comunista.

  • SickBoy

    Penso che non c’è motivo di buttare via tutti quei milioni per niente.
    sudo apt install aisleriot
    Poi scegliere la modalità klondike e hanno il solitario alla Microsoft anche su Limux.
    Se invece il problema è che ci sono pochi stili di carte, tranquilli, c’è soluzione anche per questo.
    sudo apt install gnome-cards-data
    ?

    • Ivan Linty

      ah! bravo!!! :-)))))

    • Clemente Carlucci

      😀
      Guarda che sono impiegati pubblici tedeschi, non italiani! 😉

      • SickBoy

        E’ uguale… quelli appena hanno acceso il pc avranno detto: E tove esseren soletarien?!?! Linux essere opsoleten, noi thornare a Wintows, ja!

      • Kim Allamandola

        Non posso dire per l’impiegato tedesco medio… Ma per quello svedese qualche episodio interessante: piedi nudi sulla scrivania, un taglio da qualche punto sullo scroto in un tentativo di fotocopia andato male, svariati ubriachi marci e semimarci in servizio, scambio di lassativi iniettati in frutta, cioccolatini al liquore e beveraggi vari, foto upskirt con varie attrezzature ecc… Ora in Svezia si dice che l’ambiente tedesco è di allegroni che se la spassano….

    • Kim Allamandola

      PySolFc offre molta più varietà 🙂

  • Renato

    Linux sul desktop va bene per i nerd segaioli, chi deve lavorare ha bisogno di windows o osx.

    • Maurizio Tosetti

      lo uso quotidianamente a casa e non ci vuole una laurea per impararlo. Posso fare di tutto, a differenza di Windows 10 che è una dramma quando si aggiorna. Per cui meglio evitare di scrivere schiochezze che è la solita minestra trita e ritrita che tra un po’ mi fa venire il voltastomaco leggere l’espressione ” nerd segaioli”. E’ una solo una causa politica ed economica il ritorno di Monaco da Linux a Windows è chiaro ed evidente. D’altronde Microsoft ha da sempre cannabalizzato il mercato, e non ha mai inventato nulla di nuovo. Ha comprato la tecnologia in passato sfruttandola a proprio vantaggio con guadagni enormi.(Dos) Si poteva affidarsi a Suse per superare gli inevitabili problemi di aggiornamento hardware e software. Forse così ora Monaco poteva mantenere Linux e invece ora si paga il conto è che conto ! Quasi cento milioni di euro!

      • Clemente Carlucci

        Grazie Maurizio. Usano nick da frequentatori di BBS anni ’80. Poi i nerd siamo noi. 😉

    • Clemente Carlucci

      Io sviluppo applicazioni Java Enterprise, su application server Payara e Wildfly, e portali Liferay. Tutto su Linux. Ma neanche morto metterei il mio lavoro in pericolo usando Winzozz. Ho usato e uso ancora OSX. Ottimo sistema, ma linux resta il mio preferito per lavorare. Windows lo uso per giocare.

      • matteo81

        Tutto molto bello e appassionante ma non cambia di una virgola il discorso…
        Il tuo lavoro potrebbe essere tranquillamente svolto su qualunque os e con qualunque setup… quindi dove sarebbe il valore aggiunto a parte il tuo gusto personale???
        Premesso che il 99% dell’utenza non ha giustamente nessuna intenzione di barcamenarsi in dual boot e pastrocchi simili quando possono fare già tutto con Windows…..
        Poi se per te è più figo oppure gratificante usare Linux perfetto… ma non cambia di una virgola il discorso…
        Generalmente l’utente che scrive Winzozz, M$ ecc oscilla tra il 15enne nerd cantinaro e il complottista con la sindrome di Stoccolma… spero che non sia il tuo caso….:)

        • Kim Allamandola

          Valore aggiunto:
          – ottime probabilità di NON avere spyware a bordo
          – possibilità di controllare che non ve ne siano
          – flessibilità
          – indipendenza da un vendor specifico
          – stabilità & resilienza
          – semplicità di automazione
          – costi
          Tutti riscontrati sul lavoro eh! Mica a tavolino.

          • matteo81

            Posso sinceramente dirti che non mi interessa minimamente la tua opinione? senza offesa…
            Tu sei l’esatto esempio di come si possa vivere in un mondo proprio, completamente avulso dalla realtà generale e rifiutare sistematicamente qualunque input esterno rimanendo attaccati a filosofie e ideali completamente inutili e privi di significato nel contesto attuale.
            Basta scrollare il tuo cronologico di risposte e commenti…
            Davvero non mi interessa perdermi nei tuoi melodrammi sociali e informatici e mi pare di avertelo già scritto in passato…
            Tanto con tipi come te non se ne esce vivi e mi pare anche altri utenti te lo abbiano abbondantemente fatto capire.
            Prima di finire off topic e iniziare a parlare di Ansible, sgi, nix, guios, vim oppure di quant’era bella l’informatica negli anni 70-80 ecc ecc…. stacco la spina per prevenire…. sorry man..

          • Kim Allamandola

            Ok, tu hai domandato qual’è il valore aggiunto di usare GNU/Linux, io ti ho risposto. Non mi pare di aver tirato in ballo altro.

        • Clemente Carlucci

          Beh, per esempio non dover smadonnare per un disaster recovery per un server 2012R2 il cui filesystem è stato cifrato, nonostante antivirus, antimalware, protezioni in tempo reale, da un ransomware. Nella mia trentennale carriera ti posso assicurare che non mi è mai capitato su Red Hat, Debian, Ubuntu, SCO Open Server. Solo su Windows. Nonostante le “protezioni”. Il problema di Windows è architetturale dalla sua nascita. La tecnologia NT ha migliorato un po’ le cose. Tuttavia il sistema nasce su una base non solida come i vari Unix. E Linux. Non è una questione di gusto. E vado contro i miei interessi, dato che mi pagano profumatamente per il disaster recovery, la manutenzione.
          Inoltre, l’ottimizzazione di Linux sta anche nel fatto che l’hardware supportato viene sfruttato meglio. Adotta filesystem con una frammentazione irrisoria, con un efficienza ed una stabilità notevoli. Non credo che NTFS sia minimanente comparabile a Ext4. O a ZFS.
          E francamente non me la sentirei di consigliare di tirar su un server di database su Windows.
          E gli aggiornamenti che ti ripristinano senza chiederti il permesso ed avvisarti le policies di sistema e le modifiche al registro? Vogliamo parlarne?
          Troppe rogne. Non perdo tempo e denaro per questo. Solo se l’applicazione che deve usare il cliente è sviluppata solo per Windows, mio malgrado, devo conviverci.
          Ma tutto (o quasi) quello che un comune fa, dalla gestione documentale, al protocollo, alle comunicazioni, può essere gestito con Linux. E c’è una serie lunga di circolari governative che dal 2003 impone alle PA, a parità di prestazioni, la scelta di software open source. Che non è necessariamente per Linux.

          • matteo81

            Magari non capisco io oppure parliamo lingue differenti…
            Nel tuo primo post al quale ho risposto ti sei presentato come uno sviluppatore java enterprise e hai dichiarato di usare Linux come piattaforma principale e osx
            Io ti ho semplicemente risposto che per il tuo lavoro potresti usare anche pinco pallino os visto che java è cross Platform e quindi uno si sceglie quello che vuole chiedendoti dove fosse il valore aggiunto….
            Adesso ti spari un wall of text dove parli di server, trentennale carriera (!) e disaster recovery…
            Clemente, in tutta sincerità ho come l’impressione che tu non abbia la minima idea di quello che stai dicendo perché stai mescolando parole e contesti che hanno ben poco a che fare sia fra loro stessi che col tuo primo post…..

            “E gli aggiornamenti che ti ripristinano senza chiederti il permesso ed avvisarti le policies di sistema e le modifiche al registro? Vogliamo parlarne?”
            No…. non voglio parlarne… mi basta leggere quello che scrivi per capire che è tempo perso.

    • Sickboy

      Si vede che col pc non ci lavori 🙂

    • Kim Allamandola

      Oh, non sapevo che una grossa azienda di Call-center francese avesse tutti centralinisti nerd e segaioli (vabbé il secondo punto non saprei…), in effetti anche la Gendarmerie non sapevo fosse formata da nerd e segaioli… Anche il parlamento indiano, la PA catalana, ….

      Non è che hai generalizzato un po’ tanto perché magari ti basi sulla Rossi&Verdi di Milano?

  • Antonio Rossitoni

    La mazzetta, conta. 1 10 100 1000 linux

  • Eudora

    Se il ragionamento fosse giusto allora:
    * Bisognerebbe impedire alle PA di usare Google per non essere tracciate e non dipendere da un solo fornitore (quando dico Google intendo ovviamente mail, cloud, etc non solo il search)
    * Bisognerebbe differenziale il software da ufficio perché non si può dipendere da un solo fornitore (e no, le versioni recenti di LibreOffice *non* salvano nel formato ODF standard)
    * Bisognerebbe sostituire AutoCad con software equivalenti ma liberi… Ah già non ce ne sono… ok allora si ritorna alla carta ed alla china

    etc. etc.

    • gert

      Formati aperti, e passa la paura.
      Il singolo fornitore è un problema se un monopolio ti “costringe” ad usare i suoi prodotti e ad esserne dipendente.

      • Eudora

        La solita frase fatta, senza offesa eh…
        Forse non hai letto con attenzione quello che ho scritto, quindi lo ripeto:
        * Un ‘campione dei software liberi’ come LibreOffice salva nelle versioni più recenti in un formato denominato “ODF 1.2 Esteso” che NON è standardizzato.
        * In altri casi come il CAD il formato aperto semplicemente non esiste neppure.
        Quindi che si fa?

        • erotavlas

          Il formato ODF 1.2 è standard ISO/IEC 26300. Il formato ODF 1.2 extended sarà molto probabilmente incluso nella versione 1.3. I motivi per i quali libreoffice lo utilizza wiki documentfoundation org ODF Why_does_LibreOffice_save_extended_ODF_by_default 3F
          Non confondere tra formati standard e formati aperti. Essere standard ha poca rilevanza.

          • Eudora

            Prima di partire in quarta perché non vai a vedere in che formato salva Libreoffice 5.3 e successive? (per quelli precedenti non ho modo di verificare). Vedrai che non è ODF 1.2 ma ODF 1.2 Esteso. Non capisco perché ripetere una cantilena quando puoi verificare direttamente.

            Se poi non sai come fare è semplicissimo: Strumenti – Opzioni – Carica salva – Generale.

          • erotavlas

            Mi pare che tu non abbia letto il mio messaggio.
            Te lo ripeto. Solo il formato ODF 1.2 è standard ISO mentre il il formato ODF 1.2 extended non lo è, molto probabilmente sarà incluso dentro ODF 1.3. I motivi dell’utilizzo di ODF 1.2 extended sono nel link nel messaggio precedente.
            Inoltre, i formati standard e i formati aperti sono due concetti diversi. Un formato può essere aperto, ma non essere standard e viceversa. Un esempio: microsoft ha prodotto Office Open XML che è un formato standard, ma è un formato chiuso. L’importante, affinché non si formino monopoli di mercato, è che i formati siano aperti non serve che siano standard.
            Cerca Open_format su wikipedia in inglese e capirai quello che ti sto dicendo.

          • Eudora

            Ma non sto contestando ciò che dici.
            Ho solo detto che per default LibreOffice salva in un formato che allo stato attuale NON è standard.
            A te magari non importa, ma per me invece è fondamentale che il formato sia standard e non solo aperto. Perché solo se è standard c’è la garanzia che sia stato costruito per essere trasversale. Se ogni software si crea la sua versione aperta ma non standardizzata si ritorna ad una babele.

          • erotavlas

            Questo non significa niente. L’importante è che i formati siano aperti affinché ci sia interoperabilità. L’essere standard non ha molto valore vedi esempio di office open xml.
            Se ogni software si crea la propria versione aperta è solo un vantaggio poiché ci sarebbero sempre convertitori tra i vari formati essendo aperti e aumentarebbe la scelta da parte degli utenti.
            Avere un solo formato standard è contro producente.

          • Eudora

            Eh già 🙂
            Gli sviluppatori adorano dannarsi l’anima per scrivere decine di convertitori diversi anziché migliorare la propria applicazione.

          • erotavlas

            E’ la democrazia del software libero e open source, ognuno può utilizzare il proprio formato aperto. Saranno gli utenti a scegliere quale soluzione ritengono più opportuna.
            Inoltre, non dimenticare che una volta sviluppato un convertitore essendo open source, può essere riusato…

        • Kim Allamandola

          Per il CAD veramente igs e stp sono formati universalmente usati e aperti per lo scambio di disegni tra clienti&fornitori nell’industria, è solo il civile che è legato a dxf/dwg/… Che volendo sono esportabili persino in fidocad (se qualcuno lo ricorda).

          Ti dirò di più spesso tra suite CAD/CAE/CAM di punta (sono 3 soltanto, Catia, Nx, Creo, ex Pro-e) ci sono accordi per importare da uno all’altro e i risultati spesso son talmente scomodi che si usa l’stp per non aver sgradite sorprese.

          • Eudora

            Nessuno dei formati che hai citato è aperto. Così come non lo è RTF p lo stesso DXF. Ma anche se per assurdo lo fossero con quali strumenti open ci dovresti lavorare? OpenCad? Freecad? LibreaCad? In bocca al lupo allora 🙂

          • Kim Allamandola

            IGES è uno standard ANSI, basato su testo semplice e con specifiche pubbliche, STEP è standard ISO anch’esso testuale (sigh xml-based) con specifiche pubbliche quindi mi pare abbastanza certo che chiunque possa utilizzare liberamente questi formati…

            Poi si, non abbiamo CAD/CAE/CAM FOSS. E qui gli stati che necessitano per loro attività di un CAD/CAE/CAM dovrebbero svilupparne uno anziché comprare una suite privata, che usa certamente formati proprietari…

          • Eudora

            Perché non fabbricarsi in casa anche i computer allora invece che acquistarli dalla multinazionale di turno i cui progetti sono segreti? O magari far funzionare tutto con raspberry-pi?
            Davvero non ho mai capito perché in questi ragionamento l’informatica dovrebbe fare caso a se. Tu ti cuci da soli i vestiti? Costruisci da solo la tua auto? Produci da solo l’elettricità che consumi?

          • Kim Allamandola

            Io non sono uno stato e all’interno di uno stato dovrebbero esserci tutte le competenze che servono alla società civile, altrimenti si è in una situazione di dipendenza. Quindi si, ogni stato per me dovrebbe avere una sua architettura hw o sceglierne una aperta a svilupparsi con altri alleati.

            Per te questo è fantasia, ma quando un computer comanda il lancio di una manciata di testate nucleari è nell’interesse del paese che quel computer sia sotto il totale controllo del paese stesso, senza scatole nere o altre sorprese all’interno.

            Uno dei motivi per cui ho scelto la Francia per vivere è che il paese è tra i tanti “papabili” secondo i miei standard, il più autonomo avendo in casa industrie, competenze, agricoltura ecc che soddisfano più del fabbisogno locale. Ti ricordi la famosa “paura” da crisi del gas russo in Italia? Credi che questo valga SOLO per il gas o la benzina e non anche per l’IT, l’agricoltura, la medicina ecc?

          • Eudora

            Si chiama autarchia. L’abbiamo provata. E sappiamo come è finita.

          • Kim Allamandola

            Mai veramente realizzata a quanto mi consta, poi tieni presente che un conto è la tecnica, un altro la politica. Soddisfare certi requisiti tecnici non vuol dire automaticamente usarli bene.

            È come il vecchio discorso sulle armi: c’è chi dice meglio non averne per non farne cattivo uso, ma c’è sempre qualcuno che la ha e le usa e se si trova tanti disarmati intorno fa brutte cose, d’altro canto c’è anche qualcuno ben armato in massa ma con tanti problemi interni. La civiltà è politica, la tecnica è una base necessaria della civiltà.

            Cmq fatti una domanda: quando arriveremo ad avere solo CPU intel o arm (perché verso questo stiamo andando), quando tutto sarà nel cloud di 4 gatti, credi che finirà meno peggio di un tempo?

          • Eudora

            La volta scorsa pensavo che fossi solo preso dalla discussione. Ma adesso che ho riletto un po’ di tuoi commenti credo proprio di aver capito meglio.

    • Clemente Carlucci

      Se su Autocad (ed altri software sviluppati esclusivamente per Windows posso darti ragione, per quel che riguarda il 90% dei lavori fatti da un’amministrazione pubblica (protocollo informatico, gestione documentale, relazioni con il pubblico, portale, CMS, ecc. ecc.) Linux è ottimo, stabile, economico, sicuro.
      Sviluppo applicazioni in Java, su application server Payara e Wildfly, e su portale Liferay. Consiglio sempre di usare linux ai miei clienti. Per motivi di sicurezza e di stabilità, per TCO, per una migliore utilizzazione delle risorse hardware.
      Credimi, a parte le “singolarità informatiche”, sono quasi vent’anni che lavoro con linux. Ottimo OSX (lo uso da Snow Leopard in poi). Windows lo uso solo per giocare e per quei programmi (lavoro come trainer e manutentore nel campo dei software per le farmacie) che, nati in un epoca in cui l’unica alternativa a windows era Unix perchè Linux era ancora immaturo, non hanno cambiato per ovvi motivi piattaforma.
      La standardizzazione dei formati prescinde dall’OS utilizzato. E’ un argomento inerente alla volontà politica di aziende ed organizzazioni che si occupano di sviluppo. Come è politica la decisione del sindaco di Monaco. Non tecnica. Buona giornata!

      • Eudora

        L’ho già detto altre volte…
        Non dovete mica convincermi ad usare Linux. Lo uso da una vita.
        Ma l’idea che Linux vada bene per tutto è una pia illusione. Tant’è vero che anche tu dici di avere comunque Windows installato. Se ‘solo Linux’ non va bene per te, per quale ragione dovrebbe andare bene per una PA o un’azienda?

    • Sickboy

      * Le PA non usano Google per i servizi ufficiali (Cloud in azienda, mail idem, motore di ricerca molte volte è la intranet – dipende dalle policy imposte).
      * Se tutti nella PA utilizzassero libre office, non ci sarebbero degli aborti in docx da farli digerire in doc col file format converter ecc. ecc. ecc.
      *Autocad, per quei pochi che lo utilizzano sul serio, li tiri su una ghost windows o, HW permettendo, una VM (o si potrebbe ovviare con client/server).

      • Eudora

        Geniale…
        Usare un programma che non salva in formato standard (e l’ho già spiegato)
        E addirittura pagare una licenza Windows per la macchina virtuale.

        • Sickboy

          No scusa ma davvero non ti capisco! Ho letto un pò di risposte nel thread e mi hai spiazzato! Partendo dal presupposto che non voglio assolutamente convincerti di nulla ma parlo per esperienza diretta (lavoro in una PA come ditta esterna) e ti garantisco che, lato office, se tutti utilizzassero libre office sarebbe meraviglioso per noi IT (tanto in ogni caso quel file creato andrà finire come minimo in pdf/A protocollato ecc.ecc.)
          Tornando al tuo discorso di libre office= E’ una suite Free, non sei chiusa nel recinto di Microsoft/Apple/Google e quindi ti do la risposta:se odt 1.2 extendend non è standard cambia il formato di salvataggio in 1.2 (Writer -> Strumenti -> Carica/salva -> Generale -> Formato file predefinito e impostazioni ODF -> Versione del formato ODF (puoi scendere fino alla 1.0/1.1 pensa te 😉 )
          Quindi geniale direi SI, e con i soldi risparmiati magari una donazione ci scappa pure! In ogni caso ti ripeto che i file generati dalle suite di ufficio sono quasi sempre ad uso interno ergo nulla di “ufficiale”.

          E addirittura pagare una licenza Windows per la macchina virtuale.

          Da quello che si evince dalle tue parole vuoi mettere una licenza contro TUTTI i client in uso in una media/grossa PA???

          PACE 🙂

          • Sickboy

            Opzioni di LibreOffice 5.3.7.2.0

            https : // send . firefox . com / download /97f323d59f/#8BC0AODmaIRgXdWfkSSjXQ

          • Eudora

            In sincerità, spiegare a me come si imposta il formato di salvataggio di LO è abbastanza divertente. Soprattutto considerando che io stessa ho indicato il percorso in una risposta di qualche ora fa. Io non uso LO, ma quando mi tocca lavorarci è la prima cosa che vado a modificare. Ma in quanti lo sanno? A giudicare dalle risposte che ho visto qui direi praticamente nessuno. E nessuno ti avvisa quando installi LO.
            Dici che sarebbe un bene se tutti utilizzassero LO? A me non piace mai il pensiero unico preferisco sempre che ci sia libertà di scelta. Anche perché sarebbe un paradosso usare un formato standard per non essere vincolati e poi essere costretti ad usare tutti lo stesso software.
            Secondo osservazione. O tu pensi che la maggior parte degli imprenditori sia stupida, o forse ci sarà una ragione se continuano ad utilizzare Windows+Office. Lo si è detto migliaia di volte, il costo della licenza è una delle voci di spesa, ma non è detto che sia la più rilevante. Risparmiare sulla licenza e poi perdere produttività alla fine non ti da alcun vantaggio.
            Anche sulle macchine virtuali la prendi troppo alla leggera. Se acquisti Windows con l’hardware o con un contratto multilicenza ottieni un certo prezzo. Se devi acquistare licenze singole paghi molto di più. Inoltre devi considerare che solo alcune versioni di Windows hanno una licenza che ne permette l’installazione in una VM. E di solito sono le versioni più costose. Risultato della cosa è che se anche hai bisogno di una licenza Windows diciamo ogni 50 macchine potresti spendere cifre molto simili a quelle che spenderesti acquistando una licenza per ogni computer.
            Ci sono tanti settori dove Linux è insuperabile. Ma il classico desktop al momento non è uno di questi. O almeno questa è la mia esperienza.

          • Sickboy

            In sincerità, spiegare a me come si imposta il formato di salvataggio di LO è abbastanza divertente. Soprattutto considerando che io stessa ho indicato il percorso in una risposta di qualche ora fa

            Perdonami non ero sceso così in basso nei commenti e non avevo letto!

            Dici che sarebbe un bene se tutti utilizzassero LO? A me non piace mai il pensiero unico preferisco sempre che ci sia libertà di scelta.

            Mi trovi d’accordo per il discorso libertà! Per come la vedo io, nella PA dove lavoro se tutti usassero lo stesso strumento (in questo caso per mio gusto personale LO, sarebbe l’ideale!) Qui c’è uno stato di incoerenza a livello di OS (pensa ci sono macchine winxp/win7/win10) …docx che aperti con office2003 e fileformatconverter installato che ha impaginazioni di pura fantasia (ed è il software sviluppato dalla stessa azienda!) Ovviamente se un utente mi dimostra che per il suo uso avanzato ha necessità della suite office, allora li posso pure credere (ma fidati che il 90% della gente crea semplicissimi documenti, per la burocrazia il file doc/docx/odt/ecc.ecc. non hanno valenza! si usano lettere protocollate su base di pdf/a firmati digitalmente).

            Secondo osservazione. O tu pensi che la maggior parte degli imprenditori sia stupida, o forse ci sarà una ragione se continuano ad utilizzare Windows+Office.

            Stiamo parlando di *PA* non di aziende private! Quindi:
            A) La maggior parte delle persone (anche e soprattutto dei piani alti) non capisco NULLA di informatica!
            B) Essendo una *PA*, quel SW (molte volte INGIUSTIFICATO) lo sto pagando anche io con la mia busta paga quindi, se c’è un’alternativa VALIDA, GRATUITA e che usa formati OPEN e STANDARD (tramite modifica che fa comunque il personale IT, quindi preparata una ghost con la mod che abbiamo detto entrambi, tutti salveranno in 1.2)

            Risparmiare sulla licenza e poi perdere produttività alla fine non ti da alcun vantaggio.

            Ripeto, mi dimostri (non tu ma impiegato statale che utilizza il sw) che con un SW piuttosto che un altro NON puoi fare determinate cose allora ne riparliamo molto volentieri!

            Risultato della cosa è che se anche hai bisogno di una licenza Windows diciamo ogni 50 macchine potresti spendere cifre molto simili a quelle che spenderesti acquistando una licenza per ogni computer.

            I pc nella PA sono gestiti da ditte appaltatrici che prendono a blocco dal vendor in partner che ovviamente vendono in bundle win10 + office allo stesso prezzo quindi…
            Ti aggiungo che, le stesse ditte appaltatrici, il più delle volte riciclano pc installandoci dentro win (7 o 10) e l’attivano con il KMS..di conseguenza la licenza è un ricavo utile che NOI abbiamo pagato!
            Se posso permettermi di farti una critica: ho letto qualche tuo commento (ovviamente non ti conosco e non mi permetto di giudicarti), però da quello che scrivi (e come le scrivi) sembri troppo acida e aggressiva! Il senso di community e rapportarsi con gli altri e con le rispettive esperienze per migliorarsi TUTTI! e, eliminando la tua frase dal gusto saccente –>

            In sincerità, spiegare a me come si imposta il formato di salvataggio di LO è abbastanza divertente. Soprattutto considerando che io stessa ho indicato il percorso in una risposta di qualche ora fa.

            Qui, onestamente, ti avrei detto: Vuoi un applauso? hahaha
            invece non ti rendi conto che hai dato un valore aggiunto alla discussione mettendo in risalto una questione importante per tutti!

          • Aury88

            da me alcuni usano office 2013, altri 2007…metà dei file (lo storico) sono in un formato di default di office degli anni precedenti….in poche parole? un macello….purtroppo alcuni uffici necessitano di alcune funzionalità presenti solo nell’ultimo office, altri no e li si va di risparmio…e rimaneggiare file vecchi prodotti in decenni non se ne parla proprio 🙁

    • Giuseppe Tamanini

      Freecad, Librecad, Qcad, ecc..

      • Eudora

        Ma li hai mai usati?
        Guarda che un professionista viene pagato per la qualità di quello che produce non per quanto sono open i programmi che ha usato. Certo se la tua idea di CAD è tirare quattro linea più o meno dritte va bene anche Paint.

        L’unico di buon livello è Qcad ma a patto di restare sul 2D e lavorare solo su file propri. Buono per un geometra ma non certo per l’architettura o il calcolo strutturale.

        • Giuseppe Tamanini

          Hai solo chiesto se esistono Cad open source e io ho risposto.

          • Eudora

            Veramente non ho chiesto nulla 😉

          • Giuseppe Tamanini

            Perché con la frase:”Bisognerebbe sostituire AutoCad con software equivalenti ma liberi… Ah già non ce ne sono…”. cosa intendevi dire? A già tu hai scritto Autocad! Ma chi lo usa più Autocad? Ormai quasi tutti sono passati ad altri lidi per vari motivi.

    • Kim Allamandola

      Oh, per una volta siamo d’accordo!

      Per Google: la PA dovrebbe (ed in effetti, almeno ad oggi in Italia e Francia ha):
      – mail interne
      – storage interno
      – DMS w/search interno
      – SSO&c interne
      Andare nel cloud merita una lettura della storia di Pippate di Sotto, pubblicata su ILI (it lavoro informatica) un po’ di tempo fa.

      Sul software da ufficio, IMO bisognerebbe eliminare l’office automation classica che alla fine è una brutta copia del vecchio paradigma IBM poi divenuto Microsoft. Ovvero bisognerebbe passare ad UI WYSIWYM/form con un motore di rendering opportuno (che se ben fatto produce anche risultati graficamente inarrivabili con le suite classiche) rispolverare i DB desktop (già user friendly ai tempi di NeXTSTEP) e insegnare il suo uso di base. Org-mode come partenza non sarebbe male.

      Su AutoCAD so di almeno due comuni “grossi” italici, Genova è il primo, Trieste il secondo che son passati a DraftSight (che è 100% compatibile coi formati AutoCAD) per quanto sia anche lui proprietario. Qui le cose si complicano perché andare di tiralinee nel 2017 dovrebbe essere abolito (passi il 2D, ma almeno parametrico) e a tema il software libero non offre molto, è un settore che non ha mai interessato abbastanza gente.

      Ps non bisognerebbe, si deve se si è una PA seria che si rende conto di cos’è l’IT.

  • axelmint

    24 milioni di euro per consulenti esterni?
    Ma come si chiama il sindaco di Monaco Moratti?

  • Dario Leschiutta

    Basta che i soldi non li chiedano a noi Italiani facciano ciò’ che vogliono !!!

  • Fabio

    Chissà perché, ma il fatto che Microsoft a fine 2016 abbia aperto una nuova sede a Monaco di Baviera mi fa pensare alla mazzetta…

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