Monaco torna a Windows: le casse cittadine ne risentono

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Monaco di Baviera ha sancito l’abbandono definitivo dell’open source in favore di Windows 10: ma a che prezzo?

Alla fine del 2013, dopo ritardi e difficoltà, il Comune di Monaco di Baviera era riuscito ad adottare LiMux, derivata di Ubuntu, su 14.000 PC usati dall’amministrazione.

Il nuovo sindaco Dieter Reiter, eletto nel 2014, espresse fin dall’elezione il proprio scontento verso il software libero, accusato di essere meno evoluto di quello di Microsoft. Dopo una fase interlocutoria la città ha deciso di tornare sui propri passi e salutare l’open source.

Monaco torna a Windows: le casse cittadine ne risentono

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Il piano complessivo per il passaggio al software targato Microsoft prevede una spesa di 14 milioni per lo staff, 24 milioni per i consulenti esterni, 23,4 milioni per i servizi IT interni, 3,8 milioni per l’hardware e 29,9 milioni per le licenze di Windows, Office, e i software correlati, e 3,1 milioni per i test e l’addestramento del personale. Il totale sfiora i 100 milioni di Euro. Ben 29’000 Pc passeranno a Windows 10.

 La cifra ha destato polemiche e critiche da parte dell’opposizione che ritiene la scelta solo politica e non dettata da veri motivi tecnici. Il partito dei verdi ha sottolineato i problemi derivanti dalla dipendenza da un solo produttore di software (sicurezza e trattamento delle informazioni personali dei cittadini di Monaco).

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