Nella puntata odierna della rubrica “Oggi parliamo di…” chiediamo ai nostri lettori il loro parere sull’utilizzo di Linux e software libero nella pubblica amministrazione.

Linux Inside
Dopo la pausa estiva ritorna l’ormai famosa rubrica “Oggi parliamo di…” nella quale chiediamo ai nostri lettori i loro pareri riguardanti alcuni temi trattati nel blog. Uno degli articoli più “caldi” dell’estate è stato quello dedicato al Comune di Napoli e Monaco di Baviera i quali stanno prendendo in considerazione di abbandonare Linux per ritornare ad utilizzare Windows a causa di alcuni problemi.
Attualmente sono molti i comuni italiani che hanno deciso di utilizzare Linux e software liberi, scelta che, soprattutto in tempo di crisi, consente di ridurre i costi legati alle licenze del software proprietario di Microsoft offrendo una soluzione comunque stabile e funzionale. Passare da Windows a Linux non è però cosi semplice come potrebbe sembrare, i problemi sono principalmente legati all’utilizzo di documenti in formato proprietario molto spesso non correttamente importati da LibreOffice, Apache OpenOffice ecc (anche se una soluzione potrebbe essere quella di utilizzare solo formati liberi).

Oltre a questo molti dipendenti comunali hanno molte difficoltà ad imparare ad utilizzare un nuovo sistema operativo e suite per l’ufficio open, per questo motivo prima della migrazione vengono effettuati dei corsi i quali però vanno ad incidere sul costo finale della migrazione. Da notare inoltre che la migrazione da Windows a Linux non è gratuita, nella maggior parte dei casi la rimozione del sistema proprietario e l’installazione di Ubuntu o altra distribuzione (o suite per l’ufficio come LibreOffice ecc) viene effettuata da tecnici specializzati aggravando cosi il costi,

Quello che chiediamo oggi ai nostri lettori è il loro parere riguardante l’utilizzo di software liberi da parte delle pubbliche amministrazioni.

Secondo voi conviene migrare in Linux e software libero oppure è meglio mantenere il software proprietario? Quali sono i pro e contro della migrazione da Windows a Linux?

A voi il vostro parere….

  • Roberto

    m’attizza

    • TopoRuggente

      Molto interessante, l’unione dei due “mondi” può generare mostri ….

      Nella video-presentazione è spettacolare l’idea del “racconta favole”.

  • Pietro

    Roberto è una porta SATA, non SAT 🙂

  • Falegnamino

    Progetto molto interessante,se all’uscita mantiene un prezzo pari a 99$ è sicuramente da tenere in considerazione!!

  • Luther Blissett

    Ci vorrebbe questo UDOO con 2 porte LAN native cosi da poterlo anche ottimizzare per fare firewalling e/o routing a vario titolo

  • Jazzavac

    I want one!

  • giowile

    Al di là dei costi di transizione da Windows a Linux (ovvio) e di quelli da destinare alla formazione (altrettanto ovvio), il problema è e resta sostanzialmente etico: può una Amministrazione Pubblica (quindi nostra) adottare un sistema di gestione dei dati e delle informazioni chiuso e proprietario?

    • niente

      non capisco il senso della domanda.. usare software oss non sarebbe etico? Non sarebbe “degno” di una PA? Sono perplesso

      • niente

        edit, avevo letto male, è il contrario 😉

        • giowile

          Già 😉

    • alex

      Considera che da noi nemmeno l’accesso ai testi delle leggi o delle varie normative (vedi tutte le norme tecniche) sono liberi e gratuiti….

    • sirtao

      Sicuro. Una PA _DEVE_ utilizzare il sistema più efficiente(=qualitàcosto) per la gestione di dati e informazioni, e se questo è un sistema proprietario è “moralmente” costretta a utilizzarlo
      .
      Le PA sono e devono rimanere end-user, il compito di incoraggiare lo sviluppo di software liberi è di altre branche dello stato, al netto della decisione che tale promozione risulti favorevole al miglioramento dello Stato in senso lato.

      Che poi il problema dell’uso di Linux è che quasi nessuno nelle PA sa usare Windows: sanno solo cliccare una serie di tastiicone in una certa sequenza per ottenere un determinato effetto, cosa che hanno imparato in corsi vari. Infatti tutti si sono lamentati del cambio di interfaccia di Office perché non trovavano più le icone che conoscevano e andavano in palla.

      Similmente, basta la creazione di corsi per insegnare quali sono le sequenze di tastiicone per ottenere i quattro effetti in croce desiderati, ma devono essere corsi “ufficiali” che possano rilasciare “certificazioni valide”(ricordiamo che si parla di PA).
      Idem per la documentazione stampata: è bello e comodo che tutto quel che serve si trova su Internet, ma le PA necessitano(e non hanno tutti i torti) anche della documentazione utentetecnica stampata “ufficiale”.

  • didjeridoo82

    Da una parte bisogna pur cominciare. È vero che per i neofiti può risultare difficile il cambiamento “a prima vista”, soprattutto per chi non ha particolare dimestichezza neanche con windows, però ritengo che alla lunga, abbandonare le spese di windows sia un grosso risparmio.

  • io lo obbligherei nei settori dove non sono richiesti particolari software non presenti in linux

    tipo nelle scuole o negli uffici dove praticamente l’unico lavoro è controllare email e usare work, installerei ubuntu (così ho canonical per il supporto) con libreoffice, se ai dipendenti sta bene, meglio per loro, altrimenti c’è tanta gente volenterosa di fare bene il proprio lavoro, trovo altra gente e li mando a casa.

    non è possibile che nella pubblica amministrazione ci debbano lavorare (alcuni) persone ignoranti che non fanno nulla perchè tanto sanno che non possono essere licenziati.

    • dirigo

      non capisco di quale supporto parli?? il supporto richiesto da PA è un supporto vero (interno o esterno) h24.. non il forum di peppa pig… Canonical non fornisce supporto gratuito, e quello a pagamento fa ridere i polli, motivo per il quale le aziende non lo scelgono.. Su, parla di cose che conosci..

      • Ocelot

        “Parla di cose che conosci”… deduco che tu quindi hai avuto esperienza diretta con l’assistenza di canonical, confermi?

        • era la stessa domanda che mi ponevo e infatti glielò posta anche io.

          almeno io ho scritto che non conosco il supporto di canonical come non conosco quello di microsoft o suse o redhat, visto che essendo solo un utente privato, non ho esperienze dirette con questi tipi di supporto a pagamento.

          invece lui mi sa che è esperto da quello che dice… o forse è solo un seguace windows scappato dal suo recinto e approdato in un blog linux

          • tomberry

            Abbiamo la calamita per caso? 🙂

          • ultimamente c’è un’invasione, peggio delle zanzare 😀

      • Emanuele Cavallaro

        Tra i clienti di Canonical c’è Google… mica Peppa Pig!E comunque anche con Microsoft Windows e Office hanno bisogno del supporto a pagamento!

      • grazie o grande genio, ovvio che non si parla del supporto sul forum, canonical fornisce supporto a pagamento, e ci credo mica si chiama “centro volontario delle suore per PC bisognosi”.

        ovvio che si paga come paghi redhat e come paghi microsoft.

        adesso non so come è il supporto di canonical visto che non ho mai avuto modo di avere supporto da canonical come non ho avuto modo di farmi fare supporto da microsoft, ma evidentemente tu che lo sai sei in grado di dire che il supporto di canonical fa schifo (e poi per cosa? a e sa solo di commento da haters visto che non hai aggiunto altro, altrimenti potevi esporre le tue lamentele e dire in cosa pecca).

        e comunque ho detto ubuntu per dirne una, nel senso non vado certo a mettere arch in cui nessuno ti da supporto, oppure mint o una derivata di una derivata di una derivata di una versione pre alpha buggata di ubuntu.
        ma se preferisci allora mettiamo open suse, questa va bene?? sennò andiamo direttamente su redhat enterprise?
        illuminaci su quale è il miglior supporto o grande conoscitore dei supporti delle varie aziende

    • ale

      Il problema è che negli uffici si utilizzano software proprietari specifici per fare alcune cose, come per comunicare fra gli enti, per gestire archivi, e via dicendo, e questi software spesso funzionano solo per windows, e cambiarli è un problema, vuoi perchè comunque li si è pagati molto e quindi li si vuole sfruttare, o perchè magari si ha ormai un archivio grosso salvato con un determinato formato proprietario e una conversione è impensabile, o vuoi perchè comunque bisogna tenere quel software per compatibilità con altri enti che usano anch’essi quel software, insomma spesso non è semplice…

      Nelle scuole invece si potrebbe anche pensare di installare linux, e in effetti in alcune viene fatto, ma devi sapere che microsoft ha un programma a cui le scuole e le università possono aderire gratuitamente e che consente di avere licenze per windows e software di sviluppo tipo visualstudio gratuitamente, insomma un modo per guadagnarsi utenza alla fine

      • infatti dicevo dove non è richiesto software particolare non presente in linux.
        ovvio che se non puoi non puoi, però farei prima il passaggio a linux dove viene utilizzato solo word internet ed email, poi pian piano negli anni contatto sviluppatori per farmi fare i software che mi servono anche su linux (senza fretta non tutto nello stesso anno in modo da non avere tutte le spese del passaggio subito) così che dopo un paio di anni posso migrare ulteriori PC e via via fino ad aver effettuato il passaggio in tutti gli uffici pubblici del comune/provincia/regione/italia.

        secondo me lo scopo è un passaggio lento e graduale così che non devi addossarti tutte le spese subito ma le spartisci pian piano e il passaggio è graduale così che ci si prepara meglio anche con le conversioni dei software e dei gestionali che ancora sono in access e magari di 10-15 anni fa con tutti i problemi del caso

        per quanto riguarda gli accordi tra microsoft e scuole è vero, ma non tutte le scuole aderiscono

        • ale

          Ma in nessun ufficio della pubblica amministrazione viene usato solo internet e word…

          Anche se metti che in una pubblica amministrazione esistano dei pc che usi solo per internet devi tenere lo stesso windows anche li per forza, perchè o migri tutta l’infrastruttura o non migri nulla, non si tratta di un pc che hai a casa su cui puoi cambiare os così, si tratta di pc connessi in rete con tutti i servizi microsoft di controllo del dominio e simili, non è banale da migrare, se si fa la migrazione c’è da riprogettare tutta l’infrastruttura di rete…

  • LaPittimaBlog

    Prima è necessario imporre i formati open nei documenti, poi si capirà che è inutile mantenere Windows e si emigrerà a Linux, ovviamente Ubuntu, meglio se proprio Ubuntu e non derivate. Nelle scuole superiori è una questione delicata, ma in elementari e medie, è d’obbligo. Nei comuni deve essere d’obbligo.

    • ale

      Guarda che anche il formato docx di microsoft è open alla fine, fa parte del formato office open xlm, alla fine un semplice file xml, basta che quelli di libreoffice lo supportino bene, cosa che non hanno fatto

      L’unico che non è open è il vecchio .doc, ma parliamo di un formato ormai deprecato

      • Ocelot

        Si ma se si passa a Linux non puoi usare Microsoft Office (non voglio parlare di wine). Quindi tanto vale usare l’open document format.

        • ale

          Già, è anche vero però che microsoft ha implementato la gestione dei documenti odt in office e quindi i developer di libreoffice potrebbero anche fare l’inverso, dato che il formato OOXML è open e non c’è nessun problema tecnico e legale nell’implementarlo, insomma con il doc avevano la scusa che era proprietario e che dovevano fare reverse engineering, con il docx se non funziona è solo colpa loro

          • Paolo

            Il problema purtroppo c’è in quanto Microsoft non ha implementato il formato ODF in modo completo, benchè sia completamente documentato. (https://office.microsoft.com/en-gb/word-help/differences-between-the-opendocument-text-odt-format-and-the-word-docx-format-HA010355788.aspx)

            LibreOffice non può implementare OOXML in modo completo in quanto malamente documentato, Microsoft stessa non supporta il formato standard (strict) ed alcune porzioni del documento vengono correttamente visualizzate solo in combinazione con il codice closed source di Word o con fonts che richiedono una licenza MS Office. (http://www.themukt.com/2014/07/31/never-use-microsofts-ooxml-format/)

          • Davide Neri

            La Commissione Europea ha rilasciato un articolo a luglio sui problemi di interoperabilità tra versioni diverse di MS Office e il loro stesso formato OOXML. I software non sono completamente compatibili con la specifica open ISO, versioni diverse hanno problemi di compatibilità diverse ed in generale open =/= facile da supportare correttamente.

    • erma

      l obbligo a Debian si può accettare. a Canonical no

      • guarda per quanto ubuntu non la uso più da anni, penso che sarebbe meglio passare ad ubuntu piuttosto che debian.

        sia perchè le LTS hanno il supporto per 5 anni e anche perchè canonical fornisce supporto a pagamento (debian non lo so ditemi voi)

        • ange98

          anche perché Debian Stable di default offre software un tantino… non dico vecchi… diciamo, per esser garbati paleozoici.
          Ubuntu da questo punto di vista è più equilibrata (sebbene a Canonical sono incapaci a creare versioni stabili del loro desktop)

          • concordo tutto, anche sul fatto che canonical non riesce a creare una versione stabile LTS fin da subito ma dopo settimane o mesi di fix.
            le vere LTS in ubuntu non sono le 12.04, le 14.04 la 16.04, ma sono la 12.06 la 14.06 e la 16.06, nel senso che 2 mesi dopo che è stata rilasciata non ci saranno problemi grossi e tutto dovrebbe funzionare correttamente

            poi è anche ero che debian in alcuni settori non va bene per via dei softare (diciamo per non essere sgarbati) “troppo stabile”, e ti obbliga a prendere software dalla versione testing.

            diciamo che su un ambiente desktop casalingo, per la maggior parte delle persone, la migliore debian è quella testing, ma in ambito lavorativo la versione testing è troppo azzardata e secondo me a volte la stable è troppo vecchia

          • ange98

            La Testing è molto buona, però c’è da calcolare che con il freeze possono esserci alcuni problemini con gli upgrades (anche se devo ammettere che gli output di apt sono veramente molto dettagliati se confrontati con quelli di pacman che alla fin fine ti dice soltanto a che percentuale è lo scaricamento o l’installazione)

          • tomberry

            “e ti obbliga a prendere software dalla versione testing.”
            Dai backports 😉

  • Ale

    Open” non significa “gratis”. Ben venga anche a pagamento basta che funzioni e si crei una sana concorrenza tra sofware che abbasserebbe i costi. E’ inutile scegliere qualcosa gratis se alla fine dà più problemi. Se il problema sono poi robe tipo font che microsoft non ti fa usare in altri software e allora se apri un file non te lo riconosce entriamo in campi legali che purtroppo l’uomo si è creato quando ha messo la prima staccionata al proprio giardino.

  • ale

    Direi che il problema non è di così facile soluzione e bisogna valutare anche i costi, non sempre si risparmia alla fine, considerando che le pubbliche amministrazioni le licenze le pagano comunque poco e che bisogna anche considerare i costi per l’ assistenza che saranno più elevati, oltre che il decremento della produttività che può portare la migrazione…

    Poi il problema più grande è il software, c’è il problema di avere una suite da ufficio decente, perchè oggettivamente non si può negare che libreoffice sia un software molto inferiore ad office e che offre meno funzionalità, e poi la compatibilità con programmi vari che si potrebbero usare…

    • Gianni Bassini

      Perché i costi di assistenza sono piu’ elevati ?

  • Ocelot

    A lungo andare si risparmia e si ha un sistema più SICURO.
    contro:
    forse il risparmio non si vede subito.

    • didjeridoo82

      Le amministrazioni durano troppo poco per poter usufruire del vantaggio.

  • Simeone

    Penso che la strada sia quella di passare comunque, quando possibile se esiste una alternativa, a strumenti opensource tra cui in primis Gnu/Linux e LibreOffice. Le ragioni principali che mi portano a questa conclusione sono relative ai vantaggi che ne deriverebbero da questa decisiome: miglior supporto alla privacy e sicurezza. Inoltre vi sarebbe un cambio di paradigma: si passerebbe dal comperare licenze a investire sulla formazione di personale che sappia gestire le soluzioni opensource e software libero. Quindi pur non essendo completamente gratuito farebbe risparmiare anche un bel pò di soldi.

    Una soluzione potrebbe essere anche quella che il governo istituisse un specie di task force per assistere gli enti nel processo di transizione, poichè penso che il 99% delle amministrazioni non abbiano idea di come effettuare la migrazione.

  • Breve premessa: i comuni citati all’inizio non stanno tornando a Windows ma in un caso uno sta solo facendo valutazioni (Monaco, e potrebbero esserci anche questioni politiche che non c’entrano con la qualità del sw) e l’altro, Napoli, sta solo utilizzano licenze Windows che avevano già pagato ma non intendono tornare indietro.

    Detto questo direi che l’impedimento maggiore non sono gli utenti ne il costo degli specialisti (costano sempre meno delle licenze multiple di Windows e Office!!!), bensì la compatibilità con i formati dei documenti degli altri enti.

    Quindi la soluzione è semplice: fare una legge come quella appena fatta in GB per obbligare la PA ad utilizzare il formato OpenDocument. Il resto avviene a cascata. Se tutte le aministrazioni usassero quel formato la migrazione sarebbe molto semplificata.
    ATTENZIONE: dico semplificata e non semplice perchè le migrazioni sono progetti sempre complessi che vanno analizzati bene.

    In ogni caso s’a da fare sempre!!!!

    • ale

      Ma sembra che il problema sia solo office, ma magari, sarebbe bello che risolto…

      il problema è che nelle pubbliche amministrazioni si usano molti software proprietari specifici per svolgere un determinato compito, e quei software salvano i dati in un formato proprietario ovviamente, e quindi se hai salvato tutto l’archivio di un anagrafe con un determinato formato prova te e convertirlo…

      il problema è che queste cose andavano concordate subito, mentre si è lasciato per anni che ognuno facesse a modo suo, serviva un formato ed un software standardizzato da usare in tutte le pubbliche amministrazioni italiane, ora è troppo tardi per farlo e la cosa sarebbe troppo costosa

    • cippalippa

      la trovo un’ottima analisi e buon approccio al problema, fossi un politico prenderei nota! 😉

    • another

      Usare formati proprietari nelle pubbliche amministrazioni dovrebbe essere illegale, la cosa buona e giusta sarebbe fare una legge che permette solo di utilizzare formati liberi

  • Zamone80

    buon giorno a tutti vorrei portare un esempio di esperienza che funziona bene. nel comune dove vivo da ormai molti anni (almeno 5) non rinnovando Windows 2000 ormai obsoleto sono passati con tutti i PC a Ubuntu (8.04 all’epoca) un’installazione ovviamente castrata con anche un software nativo per la gestione degli accessi (ognuno ha 2 ore al giorno di navigazione internet) ci sono circa 10 PC per internet e la videoscrittura e non ho mai visto utenti che si siano lamentati.
    Da poco (suppongo in concomitanza con l’aggiornamento della distribuzione) anche i bibliotecari hanno Ubunto dato che al server si accede con un’interfaccia web. e onestamente non ho notato malumore o sconvolgimenti. Alla fine si hanno stesse funzionalità e PC che durano di più

  • Il Druido

    Qualsiasi infrastruttura informatica necessita di amministratori e mabutentiri, qundi con microsoft o con linux ci devono essere e devono essere pagati. Un costo che potremmo dire che si mantiene costante. Poi c’è il problema di sw sviluppati ad hoc per qualche compito, legati solitamente alla piatraforma microsoft. Ma molte infrastruttyre stanno rutirnando ad una tipologia simil-mainframe, quindi potrebbe essere molto meno oneroso di quanto si pensi.
    E l’ultima riflessione la farei sulla qualità finale: con una piatraforma open e applicativi magari re-ingegnerizzati (internamente) si potrebbe avere una qualità e una retrocompatibilità futura difficilmente ottenibili con soluzioni proprietarie closed.

  • alex

    Il risparmio, che comunque non sarebbe probabilmente immediato ma nel tempo, è solo un o degli aspetti coinvolti nella scelta, e non è nemmeno il più importante per me.

  • Roberto Tamburrino

    Oltre a risparmio c’è che il cittadino vede tornare i soldi spesi dai comuni grazie alla licenza open sorce ,cosa che non avverrebbe per il più costoso microsoft e con il tempo questo diventa evidente .

  • Davide Neri

    Nel 2014 acquistare milioni di licenze di Microsoft Office invece che LibreOffice (o OpenOffice, a scelta) è stupido, non c’è scusa che tenga. E’ innegabile che sarebbe una sostituzione che richiede una spesa marginale in un’elevata percentuale dei casi.
    Per il resto dei casi, tutti i software proprietari dovrebbero sparire col tempo. Avere “il programma per fare questo” e “il programma per fare quell’altro”, ognuno con interfacce e database diversi, è ridicolo ed è benefico solo per chi vuole mantenere lo status quo, che solitamente è una soluzione altamente inefficiente.

    • ale

      Non è stupido dato che se li hai provati tutti e due non puoi dire che sono uguali, libreoffice sarà come office 2003 più o meno, guarda tutte le funzioni che ha il 2013 e ne riparliamo…

      • Davide Neri

        Hai capito quello che ho scritto? Per un’elevata percentuale dei casi, le “funzionalità” che MS Office 2013 ha e LibreOffice no non sono fondamentali, non creano ritardi esagerati o complicazioni significative.
        Non mi interessa se non sono “uguali”, ripeto: non sostituirli nei casi in cui fanno le stesse cose allo stesso modo è stupido.

      • JackPulde

        Ma secondo te nelle PA utilizzano queste funzioni in più che avrebbe Office?? No… .-. Basta e avanza Libreoffice e/o OpenOffice.

        • EnricoD

          Infatti, e con una interfaccia spartana si distrarrebbero anche di meno!

          • tomberry

            Tanto si distraggono anche senza Office 🙂

      • Ocelot

        Ma chi se ne frega delle funzioni in più! Allora dovrebbero essere tutti in giro con iPhone N/Ns e Samsung S N. Se non servono ben venga che soldi pubblici non vengano spesi per cose in più.

      • infatti tuttli gli utenti del pacchetto microsoft office usano al 100% tutte le funzioni di office e magari gli stanno strette perchè vorrebbero qualcosa di più avanzato.

        libreoffice basta sta per la stragrande maggioranza delle persone private a casa, sia per moltissime aziende pubbliche.

        è inutile dire che ha più funzioni, è meglio, ecc,,, quando la gente poi usa sempre quelle 4-5 funzioni che ormai sono presenti anche in blocco note 😀

  • Tomoms

    Possiamo discuterne per anni. Finché TUTTI gli sviluppatori (anche di software closed-source) non inizieranno a prendere in considerazione Linux, nessun “utente normale”/piccola-media società/impresa/ente passerà a Linux. E se nessuno passa a Linux, gli sviluppatori non si muovono. Una delle due parti deve rischiare tutto e provarci. Nel frattempo vince sempre Windows

    • Ocelot

      Ma veramente già una PA con Linux si può creare con gli sviluppatori che già stanno e sono con Linux in testa. Poi certo più si è meglio è, ma già i sw per le PA ci sono, altrimenti non si spiegherebbero le PA attuali che usano Linux.

  • Agno

    Non è solo la questione della quantità di soldi regalati dallo stato a Microsoft. I soldi di Microsoft se ne fanno in America. Se paghiamo tecnici locali per installare, modificare o lavorare su progetti Open promuoviamo anche l’economia italiana, valorizzando le competente disponibili nel territorio (sperando che ce ne siano 😛 ). Inoltre l’utilizzo di formati open svincola anche imprese e privati dal dover utilizzare certi prodotti, così non ne guadagna solo la PA.
    Insomma, se anche non ci fosse un ritorno economico per la pubblica amministrazione (cosa che reputo, nella mia conoscenza superficiale, improbabile) secondo me varrebbe comunque la pena di effettuare questa conversione.

  • papagio73

    la realtà? Io lavoro in un comune di 15.000 abitanti. La maggior parte dei computer usano windows 7 crackato. La guardia di finanza non controlla tutti i computer, ma si limita a vedere se c’è qualche licenza. In un vecchio pc di un ufficio ho installato lubuntu lts, con libreoffice ed il client citrix per il software golem usato nella PA e tutto ha funzionato perfettamente.Paradossalmente l’unico problema l’ho avuto con la stampante ricoh che non aveva driver per linux. Conclusione: per le piccole PA passare a linux è veramente semplice, manca solo la volontà, anzi manca la comprensione del problema, che non viene avvertito come tale. Gli amministratori Hanno una visione del mondo limitata ai loro interessi. Il problema non è di tipo tecnico, è antropologico.

  • Felice Marotta

    Scusate l’intromissione.
    sono un ex dipendente/funzionario di un piccolo comune, in pensione dal 2007.
    Per anni ho utilizzato applicativi realizzati da me. Prima in Basic (piccolissimo “computer” autocostruito, equipaggiato con Z80, poi in Superbasic (QL!), poi in Clipper, Dbase, senza disdegnare Excel, e FileMaker.
    Con quegli applicativi gestivo una enormità di dati dati e vari servizi (anagrafe, servizio elettorale, TARSU, ICI, Invalidi Civili, Delibere di Giunta e Consiglio, Determine, persino l’economato, alcuni settori dell’U.T.C., contratti con gli annessi e i connessi).
    Ebbene, in quel Comune ero l’unico a utilizzare applicativi autogestiti, gli altri colleghi si limitavano (e si limitano) ad essere dei semplici UTILIZZATORI di software commerciale.
    Non vedo le difficoltà per quegli operatori limitandosi il 99 % dei dipendenti pubblici ad operare su fogli di calcolo, su word processor e altro software commerciale.
    Ritengo che sulla “formazione” del personale ci si “marci” un pò troppo….

    • Mario

      Vero

    • ArchTux

      lo stereotipo dello statale vuole che se non gli fai fare il corso, il dipendente tirerà fuori la scusa “non lo so fare”…

  • ange98

    Ragazzi siate realistici! Come farebbe l’utente comune (o le PA) a rinunciare a scrivere le quattro cazzate che deve scrivere su Writer. È ovvio che serve MS Office 2014. È come dire che per ritagliare le immagini o “correggere” gli occhi rossi (questo se l’utente è già più avanzato) si può fare a meno di photoshop!
    PS: se qualcuno di voi è interessato a cercare le versioni di questi software che la maggior parte degli utenti utilizza, vi basta cercare “ms-office-2014+crack+licence-key.torrent” e “photoshop+crack-figherrima+ultima-versione+numero-carta-credito-Obama.torrent”

    • Marco Moraschi

      ahahah che ridere, peccato che si parla di PA e non di privati.

      • anche nelle aziende si usano software crackati tranquillo.

        io stesso quando ho fatto lo stage lavoravo su un PC con software crackati

  • Forse la cosa migliore da fare sarebbe cambiare gradualmente: quando si rompe un computer oppure è obsoleto per quel computer si opta un Linux e così il passaggio non è drastico: cambiare un po’ alla volta è più facile.

    • Marco Moraschi

      Non so … in una segreteria avere un po’ di PC in un modo e un po’ in un altro … Una buona occasione è il passaggio da XP a seven però tutti gli applicativi gestionali? è piuttosto complicato come passaggio e non si hanno nemmeno tempi e risorse economiche e personali per farlo.

  • Gigi8

    PRO: software libero e, presumibilmente, gratuito.

    CONTRO: la manutenzione, ivi inclusa l’installazione, resta a pagamento. E’ una transizione, quindi un processo che facilmente genera problemi, sia di adattamento operatore-software che di compatibilità tra software distinti.

    Sul brevissimo e breve termine non conviene mai fare transizioni. Sul medio e lungo dipende da molte cose, tra cui la capacità dei software liberi di dialogare con quelli commerciali che piaccia o no restano per ora parte dell’infrastruttura informatica statale. In ogni caso i risparmi sono possibili ma, secondo me, dalle cifre che sento girare sono sovrastimati.

    • Felice Marotta

      Probabile, la sovrastima…. ricordo però che un collega fece installare nel proprio PC un Windows e i costi si aggirarono pressapoco su 180 euro + 120 al tecnico installatore+100 per avere il … CD….

  • davide

    open source is not free.

  • Falegnamino

    Il costo più rilevante è la migrazione iniziale,che ovviamente richiede qualche sforzo economico e “abitudinale”. Però mi sembra il minimo dato che dopo sarà solo risparmio e sopratutto Stabilità nel sistema.
    Vediamo cosa succederà in futuro.

  • mippo

    Ma queste 2 amministrazioni, Napoli e Monaco di Baviera, Linux l’hanno usato per anni. Quindi i costi della transizione li hanno ammortizzati.
    A quel punto hanno potuto fare i confronti tra i due sistemi a regime.
    Dopo anni di utilizzo, sapendo di andare incontro ad ulteriori costi di licenze ed installazioni, che cosè che gli farebbe preferire Windows ?
    E poi, quale distro usavano ?
    La aggiornavano regolarmente ?

  • TuX90

    L’ Open Source può e deve essere utilizzato nella PA, basta avere le giuste conoscenze e competenze su livelli molto alti. E in italia non ci sono poi cosi tatente aziende con capacita altissime, in grado di emigrare una PA a 360° su piattaforme Open Source. Inoltre l’investimento che la PA paga ad una azienda X deve poi essere distribuito alla comunità che sviluppa un determinato software. Non deve incassare tutto l’azienda di consulenza.
    E poi come al solito noi italiano se una cosa vale 10 chiediamo sempre 100
    bisgona avere pure un etica sul denaro.

  • Felice Marotta
  • Lo Staff di Opensipa

    Forse non ci conoscete ma gli operatori ced della Pubblica Amminitrazione si sono riuniti autonomamente in un gruppo Opensipa per condividere e risolvere problemi oltre a diffondere l’Opens Source.
    Per maggiori informazione visitate il sito http://www.opensipa.it .. Ormai abbiamo raggiunto quota 500.

    • Felice Marotta

      Mi dispiace non essere più in servizio….. avrei messo volentieri a disposizione i miei applicativi (collaudati !) Gestione Tarsu (emissione fatture, riscossione, registrazione versamenti ecc.; Servizi scolastici, Anagrafe, Servizio Elettorale, AIRE, Ufficio Tecnico, con verifica degli indici urbanistici e aggiornamento al mappale delle supercifici asservite, gestione delibere di Giunta e Consiglio, Determine, contratti, etc..

  • manuel

    L’utilizzo di gnulinux e di software opensource nella Pubblica Amministrazione non solo è possibile è MORALMENTE DOVEROSO. Le condizioni economiche attuali ed i tagli sempre più ricorrenti ai bilanci in particolare deglui enti locali non lasciano dubbi che una soluzione gratuita sia doverosa. Riguardo l’affidabilità i vari google, amazon e ibm che ne fanno vasto uso testimoniano che il problema non sussiste. Riguardo alle difficoltà degi dipendenti, questo è un falso problema basterebbero pochi gg di formazione direttamente sul posto di lavoro. Riguardo all’installazione si faccia riferimento ai servizi informatici interni ormai in tutti gli enti ( chi cura e amministra una rete puo’ benissimo gestire una migrazione anzi è il soggetto più azzeccato). Laddove non bastasse ci sono dozzine di università statali a cui puo’ essere chiesto il contributo anche in termine di stage x studenti.

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