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Il comune di Napoli ha deciso di abbandonare Ubuntu per tornare ad utilizzare Microsoft Windows, e scattano le polemiche.

Napoli: il comune abbanona Linux e ritorna ad usare Windows
Sono molti i comuni che hanno deciso di abbonare Microsoft Windows e Office per puntare su Linux e suite per l’ufficio open source come LibreOffice e Apache OpenOffice. Tutto questo garantisce sistemi molto più sicuri ed affidabili e soprattutto porta con se un notevole risparmio economico, diventato ormai fondamentale soprattutto in tempo di crisi. A quanto pare gli ottimi risultati ottenuti dalla provincia autonoma di Bolzano, Monaco di Baviera ecc sembrano passare inosservati a Napoli, comune che ha deciso di  ritornare a Microsoft Windows e Office dopo aver utilizzato Ubuntu per alcuni anni.

Da notare che solo nel biennio 2008/2010 il comune di Napoli ha risparmiato circa 3 milioni e mezzo di Ruro grazie al software libero, il problema arriva nel 2010 quando il comune ha subito una truffa acquistando personal computer datati con tanto di licenza (700 Euro + iva) mentre si trattava di software craccato reperibile in rete con in omaggio virus, malware ecc. Andrea Santoro consigliere comunale di centrodestra ha indicato che l’acquisto dei pc nel 2010 è stato inutile visto che ormai Linux funziona senza problemi sia in pc datati che nuovi.

Luigi de Magistris, l’attuale sindaco di Napoli, ha recentemente confermato di voler ritornare ad utilizzare Microsoft Windows, mandando al diavolo i soldi pubblici (quindi nostri) che potrebbero essere risparmiati continuando ad utilizzare Ubuntu e il software libero.

Fanpage (fonte del nostro articolo) ha indicato inoltre che attualmente la Regione Campania continua ad utilizzare Microsoft Windows XP sistema operativo ormai obsoleto che potrebbe essere sostituito senza problemi con una distribuzione Linux.

Speriamo che il sindaco di Napoli ci ripensi a questa decisione visto che a rimetterci sono soldi pubblici che dobbiamo sborsare tutti quanti noi. In caso contrario spero che alle prossime elezioni comunali si candidi un user Linux 😀

Ringrazio il nostro lettore dagvin e d4n1x per la segnalazione

Aggiornamento: ci ha risposto Felice Balsamo utente che lavora presso il comune Napoli segnalandoci alcune rettifiche all’articolo di FanPage fonte del nostro articolo:

Salve, mi presento, l’articolo di FanPage è impreciso e spero facciano rettifica. Curo la delega all’informatizzazione del Comune di Napoli e nessuna operazione di passaggio voluto da UBUNTU a WINDOWS è in corso. Anzi la riduzione degli sprechi trovati va proprio nella direzione dell’open source.
La storia che è stata raccontata è vera … ma !
Nel 2011 abbiamo dovuto scoprire quando siamo arrivati al Comune di Napoli che oltre 700.000 euro di licenze (tra windows 7, Office, e altro), erano chiuse in un cassetto a marcire. Parlo di oltre 1350 licenze di windows comprate e buttate in un cassetto, oltre a marcatempo da tavola (due scatoloni pieni con oltre 600 (più o meno) marcatempo) comprati, ma funzionanti solo su windows (quando invece c’era solo linux), oltre 2089 computer che ancora stiamo cercando nei vari uffici comunali, posti sotto sequestro. Occupazione di stanze, monitor, stampanti a altro.
Software comprato che gira solo sotto windows, come controllo buche, servizio taxi, anagrafe, e ogni altra cosa che funzionava solo con windows, ecc…
Per prima cosa dovremmo chiederci perchè il Comune ha accettato u na transazione di 700,000 euro nel 2010, quando i pc erano a noleggio.
Strano!
Al Comune di Napoli siamo per l’ottimizzazione dei costi e non per uno “strano” risparmio”.
Circa 1350 pc usano windows, quindi sono stati riutilizzati i 700.000 euro che altrimenti stavano chiusi in un cassetto a marcire.
Le 1350 licenze di windows, sono state installate dove strettamente necessario.
Ad esempio, gli uffici finanziamenti europei, hanno windows e office, perchè gli altri enti inviano un file “MS Office” e vogliono nello stesso formato.
In altri uffici, ad esempio, strade, edilizia, ecc.. i software già comprati prima del 2011 girano solo per windows.
Basti pensare al software del bilancio che funzionava sotto windows e che deve essere presente in tutti gli uffici del Comune o a quelli della Polizia Municipale.
Il pacchetto che controlla tutti i pc da remoto e tutti gli antivirus comprati erano solo per windows.
Senza entrare nel dettaglio, va aggiunto che alcune stampanti ad esempio dello Stato Civile, scanner per la polizia municipale, ecc… avevano i driver e funzionavano in modo regolare solo se sotto windows.
A questo va aggiunto il software del protocollo informatico (già acquistato/adattato da anni), che ha la sua massima funzionalità sotto windows.
Per cui solo quelli strettamente necessari e dove windows era la soluzione già comprata e unica funzionante.
Ma tantissimi altri sono ancora con ubuntu … dove non c’e’ effettiva necessità restano tali, anzi.
La gara del nuovo software Anagrafe, tributi e bilancio, tutto gira su un normale browser, quindi indipendente dalla piattaforma e dove oltre 400 terminali anagrafici e oltre 200 tribu tari avranno solo linux.
Visti i commenti continuo: In precedenza gli uffici “informatici” erano forse troppi e non coordinati tra loro. Ad esempio poteva capitare che l’ufficio Microinformatica comprava 600 marcatempo da tavolo, funzionanti solo con windows, senza sapere semmai che era in atto un passaggio a Linux.
Unendo gli uffici in un unico servizio (Servizi Informatici), si è riusciti ad ottimizzare personale, comunicazione tra uffici e soprattutto i costi.
Un esempio divertente è la toponomastica del Comune di Napoli, ne abbiamo contate ben 13 diver se, tutte informatizzate, ma tutte differenti una dall’altra :-))
Ecco, quindi non c’e’ alcun passaggio a windows, semplicemente dove necessario sono state utilizzate le 1350 licenze per una strana multa pagata con soldi pubblici dal valore di 700.000 euro.
Spero che venga inserita questa mia rettifica nel post.
Grazie.

Colgo l’occasione per ringraziare Felice Balsamo per la segnalazione.

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  • capawht

    puLtroppo non si proprio leggere…..

  • molto furbi quelli li.
    prima spendono soldi per fare il passaggio a linux e poi rinunciano a metà strada?
    era meglio che non facevano per nulla il passo.
    le cose o si fanno per bene o per niente, una cosa del genere è da stupidi

    • Rinox1590

      Si vede che c’è qualcuno che ci ha mangiato bene lungo la strada…

  • Gustavo

    quelli di microsoft sanno essere molto convincenti, e i napoletani, di solito, sono bravissimi a farsi convincere..

    • carlino

      no i napoletano non li fotti, anzi

  • ken

    Evidentemente quelli di Microsoft hanno degli “argomenti” migliori per convincere i consiglieri. Si sà, con l’opensource si risparmia ma non paga!

  • Ermy_sti

    qualcuno si è rifatto la ferrari nuova a suon di bustarelle!!

  • peppe

    qualcuno sente aria di tangenti ?

  • Francesco Mastrolembo

    Molto strano..Le recenti norme conosciute col nome di “Decreto Crescita 2.0” (legge n.221/2012) e “Decreto del Fare” (legge n.98/2013) sostengono che la pubblica amministrazione in materia di software deve rivolgersi alla soluzione più economica allorchè ci si trovi in una condizione in cui non esistano alternative alla soluzione più costosa (e quindi non free) … Non credo che De Magistris riuscirà ad imporre questo passaggio.

    • ken

      Effettivamente dovrebbe essere così come dici tu ma….tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare. Molte pubbliche amministrazioni quelle direttive non le hanno o non le vogliono recepire.

    • lex

      giá l italia paga milionate all anno all europa per non essersi ancora adeguata a norme Europee del 2010… figurarsi in italia ci son tanti e tanti problemi a recepire le leggi e farle applicare, le norme … utopia

    • mikronimo

      Stavo per commentare che si dovrebbero intrudurre leggi obbliganti in materia di risparmio, ma vedo che già esistono; quindi il problema dove stà? Non sono vincolanti, ogni amminstrazione può decidere per se stessa? Ne dubito, ma siamo in Italia, non si sa mai…

    • Felice Balsamo

      Spero di aver chiarito nei miei commenti. E hanno aggiunto nel post la mia risposta. Non c’e’ alcun passaggio a Windows, semplicemente nel 2010 mentre il comune passava a Linux, sempre nel 2010 era costretta ad acquistare 1350 licenze di windows. Tutto avveniva nel 2010. De Magistris è arrivato nel 2011. Il post è molto tendenzioso.

      • mircozorzo

        Grazie infatti per aver fornito fondamentali informazioni che hanno permesso di capire la situazione.

        • Felice Balsamo

          Volendo aggiungo un dettaglio alla vicenda che poi complica ancora di più la situazione.

          Quello che non è riportato nei post è che i pc con windows (non originale) furono sequestrati. Sono 2086 Computer ancora in giacenza al comune e posti sotto sequestro dalla magistratura.

          Per cui furono acquistati tutti PC senza sistema operativo nel 2010.

          In breve oltre alla beffa dei 700.000 euro ci fu anche l’acquisto di 2086 Computer …. milioni in fumo …

          • mircozorzo

            Speriamo si possa avere risarcito il grave danno.

  • Che ignoranti…

    • EnricoD

      infatti, che commenti del cavolo -_-‘

  • frittata

    vabè, se questi sono scemi o ladri, che è colpa dell’oss?

  • Fabio

    Roberto, tu sei responsabile di quello che c’è scritto qua, cosa aspetti a rimuovere i commenti che contengono offese?

    EDIT: grazie x averlo fatto. Come hanno detto altri LFFL non si merita questo.

  • whiteshark

    State proprio delirando!

  • cosmon560

    Andateci piano con le accuse forcaiole. Non è per nulla corretto accusare Microsoft di avere corrotto qualcuno sulla base di una pura supposizione e luoghi comuni. Personalmente penso che, nella PA comunale, coloro che avrebbero dovuto adoperare Linux si siano lamentati perché non ci capivano un emerita ***a. Ovviamente non pretendo che tutti i dipendenti comunali sappiano cos’è un repository o come si faccia un chroot; evidentemente i corsi di formazione non hanno raggiunto il loro preciso scopo.

    • ken

      “evidentemente i corsi di formazione non hanno raggiunto il loro preciso scopo.”
      Oppure che molti dipendenti sono avversi ai cambiamenti.

      • Peter

        Pensa, forse nemmeno l’hanno fatti i corsi…

      • cosmon560

        Assolutamente sono d’accordo con te. Spesso vedo, anche nella mia università, dipendenti che si lamentano anche per il minimo cambiamento rispetto l’interfaccia che usavano prima.

        • afullo

          Aggiungerei anche che purtroppo nell’amministrazione pubblica i dipendenti sono spesso eccessivamente tutelati, e benché una parte non approfitti di questa sua condizione di vantaggio, un’altra parte si oppone ai cambiamenti per principio, pur di affermare il meccanismo del “io sono nella posizione di farmi valere e non arretro”.

          Se un dipendente privato si trova Linux sulla macchina… poche storie, lo impara, perché sa che, per come sono i contratti oggi, se non lo fa in un modo o nell’altro in un futuro più o meno lontano potrebbe venire rimpiazzato.

          Se un dipendente pubblico si trova Linux sulla macchina… se vuole lo impara, se non vuole… tira in ballo i sindacati, le associazioni di categoria, l’essere stato messo a svolgere una mansione non compresa tra quelle per cui è stato formalmente assunto, e non se ne esce più…

          • cosmon560

            Straquoto anche qua…molte persone al giorno d’oggi non si rendono conto della fortuna che hanno ad avere un posto fisso, magari nella pubblica amministrazione.

          • mircozorzo

            Io non sono dipendente pubblico e lavoro con altri dipendenti privati, ho proposto Linux, sai quanto tempo ci abbiamo messo a fare la transizione?

    • whiteshark

      Quoto in pieno. I dipendenti sono vecchi. Non si può pretendere che imparino qualcosa di nuovo a sissantasett ann!

      • Francesco Manghi

        ti pago uno stipendio perchè tu impari qualcosa di nuovo.
        Si può pretendere eccome!

        • cosmon560

          Quoto in pieno. Il mio post di sopra di certo non era volto a scusare un’eventuale “pigrizia” di persone che magari hanno anche la fortuna di avere un posto fisso (e vi parlo da precario che, seppur laureato, deve ogni tre/sei mesi inviare curriculum a cascata se vuole tirare avanti)

        • mikronimo

          Non solo si può, ma si deve pretendere! Il passaggio a linux l’ho fatto da solo, con piccole ricerche e non è stato minimamente traumatico; farlo attraverso dei corsi (come dire: imboccati con cibo predigerito) è necessariamente molto più facile e le scuse non sono accettabili…

        • whiteshark

          Guarda che grazie alla legge Fornero ci sono dei veri matusa. Non mi riferivo agli sfaticati, ma a quelli che biologicamente non sono adatti a lavorare. Siamo un paese vecchio e questa è una piaga.

    • marco

      chroot? repo? Ma scherziamo!? Debian KDE, Libre Office; gli dici dove sta il “pulsante start”, come spegnere e come fare i documenti. Bona!
      Al massimo togli i vari plasmidi e mette l’interfaccia desktop a cartella come negli altri de

      • ange98

        Debian KDE? Ma scherzi te vero?

    • Peter

      Forse perchè con il pc ci vogliono fare anche altre cose?
      Scaricare le loro foto dall’Iphone, avere iTunes etc…
      Stò esagerando eh, ma credo che una volta impostato il pc per le mansioni dell’ufficio, non devi far altro che lavorare, non mettere mano a dove non devi!
      Spero solo che non sia la risposta alla svogliatezza in questo lato, altrimenti significa aver perso ogni speranza nel poter cambiare le cose, e le persone, che non vanno!

    • Simone Padovan

      l utente è utente..l’amministratore è amministratore..
      il dipendente non dovrebbe nemmeno fare un aggiornamento,si dovrebbe avere per ogni ufficio almeno un dipendente scelto come amministratore …a meno che non ci si appoggi ad un tecnico esterno..ma costerebbe un po’ di piu’

    • Felice Balsamo

      Ciao, non esattamente, il problema era sulle compatibilità precedenti e su software già comprati.

      Felice Balsamo Comune di Napoli

      • mircozorzo

        Che, per noi Linux fan, potrebbe leggersi che non avevano una vera soluzione valida alternativa che funzionasse subito. Ammesso che avessero voglia/ritenessero fattibile cambiare tutto. Brutto da dire? Io la vedo così. Linux non è pronto secondo me.

  • azurehus

    Allucinante !!
    E’ giusto, per carità, poter scegliere, ma è anche vero che in tempi di ‘vacche magre’ la scelta che si fà è, per logica la più economica, al di là delle opinioni personali, evidentemente per ora, Napoli non ritiene così economico passare al software libero !!
    Comunque, quì non è un problema di nord o sud, ma solo di CATTIVA informazione, queste persone sono state informate male o non sono state affatto informate su linux , da questo nasce il ripensamento !!

    • Felice Balsamo

      Non stanno così le cose, spero di aver chiarito la posizione in un commento qui.

      Felice Balsamo Comune di Napoli

      • azurehus

        Grazie sì, credo di aver capito, spero che il comune si muova nel dare una retifica della notizia !!

  • afullo

    A quanto pare la motivazione è legata ad un acquisto sbagliato che ha spaventato l’amministrazione consigliandola nel tornare a Windows dove ci sono meccanismi di supporto più “ufficiali”.

    Certo è che nel caso Linux non c’entrerebbe proprio niente, sarebbe soltanto scarsa competenza di alcuni addetti risolvibile anche più opportunamente con una migliore formazione del personale, piuttosto che con il ritorno al software proprietario.

    • quoto

    • Felice Balsamo

      In parte è cosi’, la verità è che non si portevano buttare 1350 licenze di windows e molti applicativi a quei tempi comprati giravano solo su windows. Per cui lo spreco sarebbe stato maggiore.

      Ho scritto tutto in un commento.

      Felice Balsamo Comune di Napoli

      • Kim allamandola

        Mi pareva di aver già fatto questa domanda ma non trovo dove…

        Parli di non buttare i soldi di 1350 licenze già pagate. Ok. Mi sai dire quanto è costato e costerà “non buttarle”?

        Voglio dire hai le licenze ma devi fare le installazioni materiali, magari cambiare il ferro perché su quello attuale Windows* non ci gira (certo, magari manco Ubuntu) devi aggiungere Antivirus, manutenzione regolare ecc.

        Alla fine della favola migrerete a GNU/Linux quindi quelle licenze+tutti i costi per usarle saranno comunque buttate.

        Il risultato di ciò? IMO è semplice: spenderete BEN DI PIÙ di quanto già inopportunamente speso, creerete ancora più problemi e ritarderete ancora il progresso. Mi piacerebbe aver dei numeri tanto a conferma quanto a smentita.

        Questo è del resto un male italico “ha sempre funzionato non toccarlo”, “la casa è dal 1200 che stà in piedi perché dovrei rifarla” ecc… Tanto al 1200 come società ci torniamo rapidamente…

    • mircozorzo

      Mancava una soluzione alternativa, che funzionasse se non da subito, dopo 2 giorni, non di più. Mi sembra che non l’abbiano avuta.
      Avremmo visto altrimenti Linux su pc e il Gabibbo dire che al comune di Napoli non funziona niente che con le multe sono in ritardo di mesi e vanno quindi tutte in prescrizione ecc..

  • wolfmobo

    Ragazzi di solito i commenti sono di altro livello… oggi pietoso :
    Nei vari commenti, le tante verità vengono impugnate come armi, invece dovrebbero essere le consapevolezze da cui ripartire quando lo vorremo fare, ammesso che ancora si possa… nel frattempo continuiamo ad affossarci l’un l’altro, negando l’evidenza, pensando solo al nostro piccolo tornaconto… vomitevole mentalità italiana. Roberto togli articolo e commenti please, LFFL non merita questo scempio!

    • mircozorzo

      Non sarebbe bello se alcuni “scuggnizzi” informatici napoletani si attrezzassero con una startup per fornire fra 3 anni una soluzione chiavi in mano al Comune partenopeo? Anche a pari costo andrebbe bene.

  • CuccuDrillu10

    Leggere certi commenti lascia davvero l’amaro in bocca, quanta superficialità.

    • EnricoD

      infatti, veramente ignoranti

  • Roberto Tamburrino

    qui ci vuole una petizione mi sa ! o uno stormo di twitter a de magistris per chi è del luogo

    • Felice Balsamo

      Non è necessario, perchè la cosa non è vera. Ho chiarito nel mio commento come stanno le cose.

      Felice Balsamo – Comune di Napoli

  • ciuino

    Ragazzi è davvero una vergogna, Ubuntu è un sistema molto stabile, open-source, più sicuro di windows, con supporto ufficiale, ed è gratuito… L’ignoranza regna sovrana -_-

    • Felice Balsamo

      E’ come dici tu, ma le cose non sono esattamente come raccontate nel post, spero di averle chiarite nel mio commento.

      Felice Balsamo Comune di Napoli

  • Fedoriano

    Ti credo che tornano a Windows, gli avevano messo BugBuntu!

    • Simone Padovan

      hahahah 😀 ..beh magari casomai il fatto che su macchine vecchissime,dove gia xp ingolfato da un buon decennio (ma che gira!!) ci han messo ubuntu sperando che facesse i miracoli… ma ovviamente credo stia un quarto d’ora solo x accendersi..!! non capisco xkè diavolo tutti i comuni adottano ubuntu ?? che è la distro + pesante e strafarcita che esiste!! basterebbe un desktop xfce o lxde x lavorare in uffici pubblici con macchine obsolete..e magari visto che si è in fase di rinnovi un banchetto da 512 RAM x ogni macchina.. sarebbe un buon investimento

      • Kim Allamandola

        Nulla ti vieta di deployare Ubuntu anche con Fluxbox, Windowmaker, Sawfish, E, … Si sceglie Ubuntu perché è la distro più integrata e maneggevole che ci sia.

        • Simone Padovan

          no, il fatto è che sti politici o quelli che devono fare gli acquisti non capiscono un cazz de niente,e mettono ubuntu (cosi’ com’è)su pentium 4 cn 256 o 512 di ram) ..anzi mi è capitato di vedere dei pc destinati x una scuola,che arrivavano da un ospedale.. degli hp pentium3 adirittura..e pensa che distro volevano usare??? e poi a spiegarli che non potrebbe MAI funzionare..e continuavano a non capire..ubuntu è un alternativaa 7 o 8 ma non la medicina x rivitalizzare certi pc ! in quel caso appunto ci sono o le derivate,o altre ottime distro.. per quella scuola ho usato edubuntu propio! (gnome flashback) e i P4 cn 512M lavorano abbastanza bene! …il mio discorso non è denigrare ubuntu,anzi, ma dico che è da folli pensare di usarlo in sostituzione di xp.. che comunque era usato su athlon 3000 o P4 quando i pc eran potenti… altrimenti ti trovi rottami veri e propi! P3 o celeron adirittura…

          • Kim Allamandola

            Il problema qui è di marketing: Microsoft e tanti OEM spacciano per vero che hw e sw sono tutt’uno. Così non è.

            Ubuntu È un sostituto di XP anni luce migliore, il ferro su cui girava XP e/o gira Ubuntu non c’entra un tubo coll’OS. E qui si arriva ad un altro problema: il concetto di evoluzione. L’OS non è un prodotto come una macchina da scrivere, è sia la macchina che il foglio battuto, è il sistema nervoso della nostra società e come tale deve evolvere di pari passo a noi.

            Non si può pensare ad un OS e a computer sempre uguali sino a che non si guastano,

          • Simone Padovan

            ma x l’amor del cielo! xubuntu è casomai il sostituto di xp, lubuntu, manjaro xfce e tante altre.. ma non ubuntu! ubuntu lo puo’ essere di 7 o di 8.. ma le macchine che nascevano con xp non esiste al mondo che possano lavorare con certe macchine dai..! gli sviluppatori di ubuntu (unity) di certo non pensano a rimpiazzare xp su quei catorci.. ed infatti con ogni relase eliminano una marea di vecchi moduli… ce troppa gente che pensa.. ok il mio pc è obsoleto.. allora installo ubuntu! SBAGLIATISSIMO.. e poi si lamentano che non funziona bene, crasha ed è lentissimo… eh.. grazie tante!

          • Kim Allamandola

            Non ci siamo capiti: Ubuntu NON È Unity. Ubuntu è una distro ed Unity è un programma che puoi sostituire con tanti altri. Xfce, Lxde, Fluxbox, Enlightenment, TWM, … sono solo programmi che puoi installare al posto di Unity su una Ubuntu Desktop ufficiale NON HAI ALCUN bisogno di “cambiare distro”. Un altro legame leggendario di derivazione Microsoft è proprio che l’OS ed il desktop sono tutt’uno.

            Se la mia ditta decide di mettere Lxde come desktop io metto COMUNQUE ubuntu, nella mia install semplicemente rimuoverò Unity ed installerò Lxde con le configurazioni del caso. Tanto avrò il supporto e l’efficienza di Canonical e della sua community dietro.

            Sul ferro idem: non c’è legame col sw che ci gira sopra, i piani di aggiornamento del ferro devono essere organizzati per i fatti loro TENENDO CONTO del sw e bon. Il ferro massimo dovrebbe essere mantenuto 4 anni avendo così ancora 2 anni di usabilità ragionevole visti i tassi evolutivi attuali.

            Questo la PA (e tanti comuni cittadini) non lo vogliono comprendere e continuano a pensare a Windows, Ubuntu, OSX ecc come vestiti diversi da mettere allo stesso manichino/operaio.

          • Simone Padovan

            non hai capito tu che intendevo io…
            secondo “la gente ubuntu è unity,…o meglio ubuntu è quel “programma” “con la barra verticale ” . . . con queste prmesse che vuoi che ne venga fuori? casino e merda… solo e soltanto… servono corsi di aggiornamento! anche minimi…tipo 30 ore in un anno..poca roba,ma almeno da comprendere il minimo del minimo delle basi

    • Felice Balsamo

      Non si torna a windows, spero d aver chiarito nel mio commento.
      Felice Balsamo Comune di Napoli

  • vanni

    Ubuntu sarebbe fantastico da noi c’e’ ancora XP con porte usb, floppy,cdrom,dvdrom bloccati da un antivirus che se infili una chiavetta non riconosciuta dal sistema , ti arriva una mail con scritto che non si puo inserire un supporto di memoria per paura dei virus .

  • Sciking

    Potrebbero crearsi una distro… spendono un po’ subito, poi basta, non come prendere Windows e office…

    • Kim Allamandola

      Certo, una distro è noto che si mantiene da sola… Gli update della tua distro vengono confezionati direttamente dai developers upstream, come la marmotta incarta la cioccolata e già che c’è fa anche tutto il lavoro di integrazione necessario dell’insieme di progetti compilati e distribuiti…

      Questa idea della distro è il motivo del FALLIMENTO di Monaco di Baviera che ne è venuto fuori solo passando ad una distro mainstream.

      • Sciking

        Mi son spiegato male. Prendono una distro che si aggiorna (Ubuntu o Lubuntu), fanno il pack dei programmi e alla fine spendono subito e dopo qualcosa per gli aggiornamenti.

  • Saverio Axl Guardato

    per favore non facciamo i populisti ignoranti! le cose che odio più sono i commenti a furor di popolo e i fanboy!
    l’open source è certamente una soluzione ottima e vantaggiosa, ma non è detto che sia la soluzione adatta ad ogni problema!! anzi, spesso nella pubblica amministrazione ci sono talmente tanti vincoli che più che una soluzione rischia di trasformarsi in un ulteriore problema!
    vi porto alcuni semplici esempi per essere più preciso:

    – negli uffici della PA di tutta italia vengono utilizzati migliaia di applicativi interni il cui target è Windows! è quindi impossibile una migrazione massiva verso linux (almeno fin quando tutti gli applicativi necessari all’ordinaria amministrazione non vengano rilasciati anche per piattaforma unix)

    – nonostante linux sia open e free, la migrazione non lo sarebbe affatto! vanno considerati infatti costi di formazione, installazione, manutenzione (non si sta installando ubuntu sul proprio pc e mal che vada formatti, parliamo di postazioni d’ufficio).

    Anche io sono un grande sostenitore dell’openSource ma sono convinto che per certi contesti la soluzione migliore possa essere solo un approccio “ibrido”.
    infine vorrei che prima di inneggiare al complottismo, di inveire come assatanati e di puntare il dito, provassimo tutti ad analizzare la REALTA’ dei fatti, ma vabè… dimentico forse che siamo italiani

    • afullo

      “spesso nella pubblica amministrazione ci sono talmente tanti vincoli che
      più che una soluzione rischia di trasformarsi in un ulteriore problema”

      perfettamente d’accordo, allora giro il punto: perché non si lavora in modo da alleggerire questi vincoli? forse in quanto non ci si impegna abbastanza a farlo visto che un privato deve rimanere competitivo, mentre un ufficio pubblico avrà sempre chi lo foraggia?

      sia chiaro, non ce l’ho assolutamente col pubblico, anch’io sono stipendiato dallo Stato e sono fiero del lavoro che faccio, e anzi ritengo che a lavorare nel settore pubblico si possa potenzialmente produrre meglio che da un privato intenzionato spesso a fare profitto nell’immediato. il guaio è che quel “potenzialmente” certe volte non si trasforma “in atto” a causa di fannulloni vari…

      che la sostituzione non debba essere per forza totale, se servono delle licenze
      di Windows 7 o 8 si comprano, concordo pure: il punto è che non serve più comprarle
      per TUTTE le macchine, mentre un ritorno completo a Microsoft significherebbe di nuovo quello.

      • Saverio Axl Guardato

        “perché non si lavora in modo da alleggerire questi vincoli?”
        posso darti due motivi (miei personali):
        1. totale incompetenza tecnica nel 70% dei casi
        2. perchè forse le scelte che fanno sono quasi sempre legate anche ad interessi (personali e non).
        io lavoro nel privato come consulente (spesso per PA) e ti posso assicurare che lo spreco è disarmante!!

        • afullo

          chiarissimo, però si ritorna al punto di partenza: Linux c’entra ben poco, è piuttosto scarsa
          competenza di alcuni/diversi/tanti addetti.

          poi è evidente che allo stato dell’arte ci sono dei vincoli che fanno comodo, non fosse altro che deve essere giustificata la presenza nell’organico di persone che sono lì per raccomandazione, e che oltre a non essere competenti pretendono pure di cazzeggiare, perché chi le sostiene ha un peso che significa altri favori personali in cambio, oppure semplicemente da sfoggiare come attestato di potenza.

          però credo che sarebbe opportuna una presa di coscienza da parte di tutti, una presa di posizione da parte di chi di dovere, e la messa in conto che non è il mondo dell’open source ad essere “difficile”…

    • ale

      Per gli applicativi per windows, se girano su xp al 99% girano su linux con wine, ovvio c’è da verificare prima la compatibilità…

      La migrazione costa meno dell’acquisto di nuove licenze e di nuovo hardware molto probabilmente, per installare le macchine non ci vuole nulla, sono probabilmente tutti pc uguali, installi su una con tutti i software, fai un bel archivio gzip di tutta la partizione di root, script per installare e poi installi su tutti i pc con il netboot in pochi minuti, per la manutenzione comunque penso sia minore di quella che dovevi fare con windows, non essendoci virus e simili, ci sono gli aggiornamenti che puoi schedulare settimanalmente e si fanno in automatico, la formazione be adesso cosa c’è di difficile dal passare da linux a windows, quando fai trovare ai dipendenti le icone sul desktop dei programmi e gli dici schiaccia qua per avviare il programma X è tanto uguale

      • Saverio Axl Guardato

        condivido il tuo parere sui costi (non quello su wine) ma il mio messaggio è: diciamo che costa meno, ma non che costa zero. bisogna essere onesti e obiettivi (soprattuto con le persone ignoranti in materia, e nella classe politica…. ahi ahi)

        • ale

          Costa meno se non di più nel primo periodo, ossia quando si fa la migrazione, ma poi teniamo presente che una volta migrato completamente non si dovranno pagare mai più costi di licenze e simili, con windows e tutto il software proprietario in genere forse sembra di risparmiare in un primo periodo, soprattutto se microsoft fa sconti per non farsi scappare clienti, ma poi si sarà sempre più legati a quel software, e si dovranno sempre comprare nuove licenze…

          Poi per fare una cosa fatta bene la migrazione bisognerebbe farla gradualmente, ossia prima la si fa dal lato dei software, per esempio passando da office a libreoffice, o da internet explorer a firefox, e via dicendo passando a software open o se non altro proprietari ma multipiattaforma, dopo di che quando si è certi che tutti i software sono compatibili si passa a linux, magari facendo anche una cosa abbastanza sensata come infrastruttura e non installando distro a caso sui pc ma magari un sistema sensato il più possibile centralizzato per ridurre anche i costi di manutenzione

    • Felice Balsamo

      Esatto, le cose non sono proprio come sono state riportate, spero di aver chiarito nel mio commento.

      Felice Balsamo Comune di Napoli

    • Kim Allamandola

      La soluzione migliore IMO è dichiarare che TUTTO ciò che è pubblico deve esserlo sino in fondo => opensource per il sw. Ciò che non lo è va cambiato al più presto. Molti sw custom sono SPAZZATURA java e questo cambiamento è un’ottima occasione non solo per realizzarli meno peggio ma anche per cambiare modo in cui sono stati progettati.

      Giusto per dire sino a che livello parto dal concetto: il sw è la *struttura* con cui il pubblico gestisce l’informazione, non è un prodotto è il sistema nervoso.

      • Saverio Axl Guardato

        Sei ben lontano dalla realtà mio caro!! e poi se tutta la spazzatura sw fosse in java metà problema sarebbe già risolto 😉 impariamo a parlare solo di ciò che conosciamo

        • Kim Allamandola

          Hai mai provato a compilare il modello unico? A fare pratiche catastali ecc? Mai visto il sistema di controllo semaforico di alcune grandi città italiche? Bé tanto per fare un esempio sono in Java.

          Solo che non sono distribuiti come jnlp/jar sono impacchettati in exe ed il codice è tanto ben fatto che va solo su jvm obsolete talvolta distribuite direttamente dalla PA perché on-line non si trovano più. Hanno un mucchio di path C: hard-codati ecc ecc ecc

          L’usare Java o qualsiasi altra piattaforma (Python, Ruby, Perl, Haskell, Lisp vari ecc) non vuol dire essere automaticamente multipiattaforma. Il primo problema della PA è proprio il sw closed-source e non Windows, ma quello custom pagato un’esagerazione, contorto in ogni modo, sviluppato senza un disegno ecc. Il passaggio che serve è passare il sw sotto AGPL se scritto da ditte terze o Public Domain se scritto da enti dello stato. Così facendo tante porcate ci sarebbero ancora e tante altre scomparirebbero.

          Questo è lontano dalla realtà quanto la democrazia e l’onestà sono lontane dalla nostra società reale.

          • Saverio Axl Guardato

            ti rispondo per punti altrimenti temo di essere frainteso:

            Java:
            tu hai detto nel primo commento “spazzatura java” e io ho precisato che se java fosse IL PROBLEMA del software in uso allora si potrebbe risolvere con poco. Come hai poi detto nel secondo commento, il problema probabilmente non sta nel linguaggio utilizzato ma semmai nella poca efficienza del software stesso.

            OpenSource:
            quando ho detto “sei lontano dalla realtà” forse hai pensato che volessi offenderti o darti dell’incapace, io invece ti dico solo che dalle tue affermazioni si capisce che sei un giovane rampante desideroso di “giustizia” ma in quanto tale lontano da molte dinamiche del mondo reale. Sta pure certo che per svariati motivi (sicurezza, burocrazia, licenze…) MAI e poi MAI un ente pubblico potrà utilizzare un applicativo completamente OpenSource per determinate operazioni. Va bene il pacchetto office, vanno bene i client email, i browser, i visualizzatori di immagini e pdf, ma DIMENTICA che il comune X, la regione Y, l’ente Z possano prendere (e trovare) software da internet open source e iniziare ad usarlo sulle proprie macchine.

            Infine vorrei dirti un’ultima cosa per esperienza personale: il 60% delle problematiche legate a servizi erogati da enti privati è dovuto al cliente stesso! Non pensare che il privato vada sempre a rubare soldi pubblici (accade eh per carità), anzi spesso ci si imbatte in: inetti, incapaci, ignoranti, arroganti, imbroglioni…

          • Kim Allamandola

            Alua,
            Java: ok ho frainteso io allora: per spazzatura Java intendevo spazzatura scritta in Java dove quest’ultimo specifica era intesa per dire che *in teoria* sarebbe anche possibile (ed in parte viene fatto) spacchettare gli exe ed usare i jar altrove, purtroppo essendo appunto scritti a certi modi ciò non è possibile…

            Opensource: non l’ho pensato in questi termini però in altri paesi europei, Francia e Germania per prima con la Spagna buona seconda usano in significativa/buona parte della PA soluzioni INTERAMENTE open, pensa alla Gendarmerie e Parlamento Francese ad esempio ed in generale l’orientamento di quasi tutto il mondo sviluppato/in sviluppo è di spingere su soluzioni open anche con imposizioni di legge (dalla Russia in avanti).

            Opensource non vuol dire prendi da internet quel che ti serve ma commissiona un sw che fa quel che vuoi e nelle specifiche c’è che il sorgente deve essere distribuito insieme alla toolchain di build in un repo accessibile al pubblico tutto.

            Sui problemi… Tristemente mi associo, non per la PA che non conosco ma per clienti privati di servizi IT, di aneddoti su ignoranza e problemi non solo creati fortuitamente ma VOLUTI e messi per iscritto ce n’è un mucchio e purtroppo se i fruitori di soluzioni digitali aumentano sempre la comprensione che queste soluzioni sono diventate il sistema nervoso dell’azienda come della società è ancora ben lontana…

  • Brado

    Non si può tacciare di stupidità quei commenti che sollevano sospetti, semplicemente perché è politically correct farlo. Evidentemente se, sopratutto in alcune zone di questo paese ancor più che in altre, sorgono sospetti ad ogni piè alzato, è forse perché in quelle zone si sono impegnati molto più che in altre, per far si che questo accadesse. In merito alla vicenda, forse chi doveva decidere in maniera definitiva il passaggio ha semplicemente fatto i conti con la voglia e le capacità di chi quel passaggio lo doveva eseguire. In fondo, molto spesso quando si entra in un ufficio postale ad esempio, ma anche in uffici pubblici di vario genere, cadono le braccia nel vedere la voglia e le capacità che hanno gli operatori nell’utilizzare i mezzi informatici in dotazione, moltiplichiamo questo per cento (purtroppo ma è così piaccia o non piaccia) visto il comune nel quale l’operazione si doveva fare e vedrete che chiunque, anche Don Chisciotte compreso, vi avrebbe rinunciato. .

    • Giovanni Glauco Ferrante

      Guarda che la voglia c’è, sono i mezzi che abbiamo ad essere ante guerra e a farci smadonnare ad ogni operazione per la loro lentezza. E ti parla un dipendente poste che farebbe i salti di gioia se si migrasse a linux (magari un lubuntu dato l’hardware in dotazione)

    • Felice Balsamo

      Spero di aver chiarito nel mio commento, le cose sono proprio l’opposto di quanto si possa pensare.
      Felice Balsamo Comune di Napoli

  • Renato Giordanelli

    Torino risparmia 6 MILIONI di euro e Napoli invece… povero sud, non ci riprenderemo mai se continuiamo di questo passo.

    • umberto

      l’italia dovrebbe separasi in due forse tre macro blocchi indipendenti economicamente

      • Kim Allamandola

        L’Italia dovrebbe essere un paese, magari federale come voleva Cavour (non il federalismo della Lega Nord) ma purtroppo l’italiano medio è suddito non cittadino quindi ciò non è possibile…

        E prima che arrivi l’onda di polemiche si, sono italiano e poiché mi sento cittadino e non suddito stò emigrando

    • Felice Balsamo

      Le cose non sono come si stanno diffondendo. Spero di aver chiarito nel mio commento. Sono proprio l’opposto di quanto si possa pensare.
      Felice Balsamo Comune di Napoli

    • mircozorzo

      Nella risposta di Felice Balsamo ci sono invece delle informazioni importanti sulla direzione in cui bisogna lavorare se si vuole Linux una valida alternativa, altrimenti ci lamentiamo del governo ladro che così tale rimane, ammesso lo sia.

      • Kim Allamandola

        Non trovo importanti direzioni: la direzione è cambiare non tanto il sw quanto il modus operandi e questo non sembra manco COMPRESO. Dire siccome ho già sw che fanno un certo lavoro per Windows e ho le licenze di Windows le uso così non le spreco vuol dire NON SAPER FARE UN’ANALISI piuttosto semplice: GNU/Linux non è un succedaneo gratuito di Windows a livello meramente strumentale, è un altro modo di lavorare.

        Per fare un paragone fisico non è “un’altra auto con cui cambiar la vecchia” ma un’altra “infrastruttura civile”, vale a dire auto, strade, case ecc il passaggio non è per risparmiare costi di licenze (ovvero capex) ma per risparmiare costi operativi (supporto, rinnovo licenze, manutenzione, livelli di servizio).

        Se non si comprende questo nessuna migrazione avrà successo e comunque nessuno sarà contento.

  • F.

    Troppi debiti, non ci ripensano, no! dove li prendono i soldi? Altre tasse? Costa troppo la conversione (per adesso) e lo hanno capito pure i topi. Come anche la Germania! (notizia vera)

    • .

      se vuoi risparmiare veramente devi diminuire il numero di dipendenti pubblici privatizzando servizi pubblici non ci sono altre strade

    • Felice Balsamo

      Le cose non sono come si stanno diffondendo. Spero di aver chiarito nel commento. Sono proprio l’opposto di quanto si possa pensare.
      Felice Balsamo Comune di Napoli

  • Felice Balsamo

    Salve, mi presento, l’articolo di FanPage è impreciso e spero facciano rettifica. Curo la delega all’informatizzazione del Comune di Napoli e nessuna operazione di passaggio voluto da UBUNTU a WINDOWS è in corso. Anzi la riduzione degli sprechi trovati va proprio nella direzione dell’open source.

    La storia che è stata raccontata è vera … ma !

    Nel 2011 abbiamo dovuto scoprire quando siamo arrivati al Comune di Napoli che oltre 700.000 euro di licenze (tra windows 7, Office, e altro), erano chiuse in un cassetto a marcire. Parlo di oltre 1350 licenze di windows comprate e buttate in un cassetto, oltre a marcatempo da tavola (due scatoloni pieni con oltre 600 (più o meno) marcatempo) comprati, ma funzionanti solo su windows (quando invece c’era solo linux), oltre 2089 computer che ancora stiamo cercando nei vari uffici comunali, posti sotto sequestro. Occupazione di stanze, monitor, stampanti a altro.

    Software comprato che gira solo sotto windows, come controllo buche, servizio taxi, anagrafe, e ogni altra cosa che funzionava solo con windows, ecc…
    Per prima cosa dovremmo chiederci perchè il Comune ha accettato una transazione di 700,000 euro nel 2010, quando i pc erano a noleggio.
    Strano!

    Al Comune di Napoli siamo per l’ottimizzazione dei costi e non per uno “strano” risparmio”.
    Circa 1350 pc usano windows, quindi sono stati riutilizzati i 700.000 euro che altrimenti stavano chiusi in un cassetto a marcire.

    Le 1350 licenze di windows, sono state installate dove strettamente necessario.

    Ad esempio, gli uffici finanziamenti europei, hanno windows e office, perchè gli altri enti inviano un file “MS Office” e vogliono nello stesso formato.
    In altri uffici, ad esempio, strade, edilizia, ecc.. i software già comprati prima del 2011 girano solo per windows.
    Basti pensare al software del bilancio che funzionava sotto windows e che deve essere presente in tutti gli uffici del Comune o a quelli della Polizia Municipale.

    Il pacchetto che controlla tutti i pc da remoto e tutti gli antivirus comprati erano solo per windows.
    Senza entrare nel dettaglio, va aggiunto che alcune stampanti ad esempio dello Stato Civile, scanner per la polizia municipale, ecc… avevano i driver e funzionavano in modo regolare solo se sotto windows.
    A questo va aggiunto il software del protocollo informatico (già acquistato/adattato da anni), che ha la sua massima funzionalità sotto windows.

    Per cui solo quelli strettamente necessari e dove windows era la soluzione già comprata e unica funzionante.
    Ma tantissimi altri sono ancora con ubuntu … dove non c’e’ effettiva necessità restano tali, anzi.

    La gara del nuovo software Anagrafe, tributi e bilancio, tutto gira su un normale browser, quindi indipendente dalla piattaforma e dove oltre 400 terminali anagrafici e oltre 200 tributari avranno solo linux.

    Visti i commenti continuo: In precedenza gli uffici “informatici” erano forse troppi e non coordinati tra loro. Ad esempio poteva capitare che l’ufficio Microinformatica comprava 600 marcatempo da tavolo, funzionanti solo con windows, senza sapere semmai che era in atto un passaggio a Linux.
    Unendo gli uffici in un unico servizio (Servizi Informatici), si è riusciti ad ottimizzare personale, comunicazione tra uffici e soprattutto i costi.

    Un esempio divertente è la toponomastica del Comune di Napoli, ne abbiamo contate ben 13 diverse, tutte informatizzate, ma tutte differenti una dall’altra :-))

    Ecco, quindi non c’e’ alcun passaggio a windows, semplicemente dove necessario sono state utilizzate le 1350 licenze per una strana multa pagata con soldi pubblici dal valore di 700.000 euro.

    Spero che venga inserita questa mia rettifica nel post.

    Grazie.

    • Kim Allamandola

      Possibile che ESISTANO ancora soggetti, impiegati in posizioni di dirigenza, magari con titoli di studio nel settore economico che portino avanti la linea: “abbiamo pagato … quindi dobbiamo usarlo in qualche modo per non buttar via l’investimento”?! Questa linea si chiama INCAPACITÀ (o malafede) di ammettere un errore (che è sempre possibile, va sempre messo in conto ecc) col risultato di AGGRAVARE la situazione aumentando costi, tempi, problemi ecc.

      Banca X ha pagato un’enorme cifra una ciofeca? Bene: si valuta se/come tirare le orecchie a chi ha portato a questa mossa, si butta la ciofeca cercando di non ricascare nell’errore. Insistere nell’usarla perché la si è pagata vuol dire NON AVER CAPITO realmente che è una ciofeca, vuol dire avere occhi foderati di prosciutto.

      Questa “sfuriata” è dovuta al fatto che cose del genere le ho già sentite e viste in varie situazioni: aver comprato una licenza per X implica aver fatto un errore, se ne prende atto e lo si corregge, non si spende per usare e mantenere X rinviando il passaggio ad Y che funziona (si spera) bene.

      • Felice Balsamo

        Kim non è che abbiamo sbagliato acquisto, il Comune di è trovato obbligato ad acquistare 700.000 euro. Certo ci sono indagini penali e civili in corso, prima o poi chi ha sbagliato pagherà. Per ora resta il fatto che noi ci siamo trovati con 1350 licenze in un cassetto, pagate con 700.000 euro.
        Quindi invece di buttarle (buttare 700.000 euro), sono state installate dove ubuntu non era adatto.

        • Kim Allamandola

          Il punto è proprio il “invece di buttarle” poiché Windows ha costi di setup, mantenimento e problemi di funzionamento COSTANTI IMVHO se volevate non buttare via ALTRI soldi oltre al costo di licenza dovevate NON USARE quelle licenze.

          Avete speso 700.000€ di licenze, quanto di deploy? Quanti di manutenzione? Quanti costi vivi di antivirus&c, di supporto per i sw in uso ecc? Per quanto dureranno questi costi?

          Investire nuovamente in sw non GNU/Linux-specifici ma multipiattaforma, chiedendo esplicitamente alcuni linguaggi e librerie (che essendo liberi non van certo in una gara d’appalto, fan parte del bando di gara) via avrebbe aggravato un dato anno come capex e fatto risparmiare un ordine di grandezza in più come opex. I 700.000€ sono andati, investendone ancora evitavate di buttarne altri, così invece per “salvare” qualcuno che firmò per quelle licenze andate a spendere molto di più.

    • duilio

      finalmente un commento saggio dopo tanti inutili
      grazie

  • AceGamer

    Puzzux fallisce.

    • DigiDavidex

      Pensa a formattare il tuo Emmental OS ogni 3 mesi 😀

  • Guest

    Il Comune di Torino rinnova i pc e dà l’addio a Microsoft: “Risparmiamo 6 milioni”

  • mrholiday

    La migrazione a Linux non è una passeggiata, se non sbaglio il comune di Monaco di Baviera ha impiegato 10 anni per portare a termine il progetto creando pure una distribuzione ad hoc. Questa storia mi sembra molto diversa e sinceramente non me la sentirei di dare tutte le responsabilità a problemi di ordine tecnico, sicuramente vanno considerate le risorse a disposizione ecc tuttavia temo che una parte non trascurabile sia da attribuire alla refrattarietà al cambiamento, un atteggiamento mentale che in Italia sta causando danni sempre più gravi.

    • Kim Allamandola

      Il Comune di Monaco ha mostrato come NON migrare a GNU/Linux: farsi una distro propria ed è riuscito a correggere (in parte) l’errore passado in ultimo ad Ubuntu. La Gendarmerie è più adatta come esempio, loro non han fatto una distro in casa, hanno preso una distro fatta bene, ben integrata ed integrabile e l’han solo adattata ai loro bisogni

      • mrholiday

        Volevo solo sottolineare che serve una progettualità e una determinazione molto forte per superare gli ostacoli che prima o poi arrivano. Sicuramente amo più Napoli che non Monaco di Baviera ma temo che la dimostrazione di come NON migrare ce la possa dare proprio la città partenopea. Spero che le pubbliche amministrazioni italiane intenzionate a passare a linux possano prendere esempio (e consigli) da realtà che hanno affrontato il problema con successo come la Gendarmerie o altri senza dover reinventare la ruota ogni volta ( sprecando le già misere risorse)

        • Kim Allamandola

          Purtroppo temo che il problema più che tecnico sia economico-politico…

          Sul discorso progettare e lavorare con determinazione… Sicuramente serve ma un punto che non solo nella PA risulta essere sgradito è l’evoluzione: se tu pianifichi (come alcune aziende fanno da sempre) di cambiare il parco hw ogni tot tempo, non “quando si guasta o non ne può più”, aggiorni sempre il sw (e quindi hai o crei un’infrastruttura adeguata) anziché cercare il supporto più lungo possibile e poi lamentarti quando proprio non si può prorogare ancora il costo TOTALE, i mal di pancia, i problemi ecc magicamente diventano molti di meno.

          Il mondo cambia, se cambiamo un poco alla volta soffiramo poco, abbiamo problemi facili da gestire, non ci sono barricate varie ecc se restiamo fermi per decenni e poi cambiamo di colpo il salto è duro…

  • DigiDavidex

    L’ignoranza dei comuni mortali pensa che Linux significhi sempre e solo Ubrutto… boh, non conoscono il significato di Derivata

    • Ocelot

      Pensi che abbiano cambiato perchè c’erano problemi col DE, ubuntu crashava o cose del genere (ipotizzando che ci sia stato un motivo vero e nn delle mazzette)? Se c’è stato penso sia stato problemi di hw o formati e che quindi avrebbero cambiato anche con Debian o Fedora o RedHat. Comunque che io sappia Debian non gode di supporto come fa Canonical per Ubuntu.

      • Felice Balsamo

        Ciao Ocelot, nel nostro caso c’erano problemi di stabilità, in più le aziende non garantivano i prodotti e in altri casi si rischiava di avere cause da parte di altri concorrenti che non avevano partecipato alla fornitura perchè ad esempio si richiedeva l’uso di windows. Quindi il problema non è smanettare, ma garantire poi il funzionamento.

        • Ocelot

          E’ quello che volevo dire io… credo. Comunque, per curiosità, in che senso problemi di stabilità? Si verificavano crash delle applicazioni o dell’intero sistema?

          • Felice Balsamo

            Vari e random. Ad esempio le stampanti possono stampare subito un jpg, ma dopo 5/6 minuti un pdf.
            Oppure una etichettatrice stampa due etichette, poi devi riavviare il pc con linux.
            in qualche caso attivi e disattivi java e parte, ecc…
            In breve non puoi pretendere ad un “impiegato” che smanetti senza senso. Per cui si innervosisce e si lamenta giustamente anche per cose meno gravi.

          • Ocelot

            Capisco, quindi problemi di driver e software fatti non proprio bene. Poi le etichettatrici… mi ricordo a lavoro per riconfigurarle dopo una formattazione del PC c’era tutta una prassi quasi liturgica (e si usava WIndows) xD

          • Felice Balsamo

            Il problema importantissimo nelle pubbliche amministrazione e che quando fai una gara chiedi giustamente anche l’installazione e manutenzione per x anni. Se ci metti una cosa che non era prevista, decade tutto. Quindi non sei libero come a casa tua, ma devi sottostare a precise regole che hai indicato nel bando.
            Se nel bando dichiari che installazione e manutenzione è a tuo carico, è un rischio che ovviamente nessuno correrà mai.

  • gorchim

    O si fa una legge nazionale che imponga l’uso di software libero nella P.A. oppure si continua a generare solo confusione fra le varie amministrazioni locali non coordinate fra loro.

    • ale

      È già stata fatta, ma la legge furbamente dice che si deve adottare software libero a meno che non ci siano problemi di compatibilità con software ed hardware che impongano l’uso di windows, quindi fai conto te…

  • Ocelot

    Ma da quanto tempo lo usavano di preciso? C’è un articolo su questo blog sulla passata news? Ma 2008-2010 non è un triennio?

    • Felice Balsamo

      Ciao Ocelot, hanno pubblicato una mia aggiunta nel post. Nel 2010 il Comune passo’ a LINUX e mentre passava a LINUX sempre nel 2010, fu costretta ad acquistare 1350 licenze di windows per un precedente uso non autorizzato. Nel 2011 l’amministrazione de Magistris ha ereditato quindi pc con Linux e 1350 licenze comprate in un cassetto.
      Tutto qui, nessuna operazione voluta, ma solo ereditata.

  • mircozorzo

    Ottima la rettifica, complimenti a Felice Balsamo. Mi sembra di capire anche che Linux per competere ha bisogno di soluzioni più integrate.

    • Felice Balsamo

      Necessita di pianificazione Linux, perchè il mondo gira ancora solo su windows. E poi OpenSource non è Linux ma una filosofia. Che senso ha passare a Linux se poi compri programmi per windows?

      • mircozorzo

        Ma si può dire a un fornitore: “lo prendo solo se mi dai anche la versione linux oppure se ci gira”? PRIMA di avere pc linux in casa, solo per avere la libertà di pensarlo/programmarlo/progettarlo? Non so come funzionino queste cose.

        • Felice Balsamo

          Ma si deve fotografare a situazione della città al 2010. Immagino che Napoli aveva una grave emergenza rifiuti, gravi problemi economici evidentemente non evidenziati, il sequestro di 2089 Computer, per cui una macchina Comunale (la terza d’Italia) praticamente bloccata.
          Per cui da un lato si è cercato l’acquisto di 2089 PC su CONSIP dall’altro si è cercato di accendere un mutuo per pagare i 700.000 euro, e dall’altro ancora si è fatta la corsa “alla cieca” per installare Linux evidentemente. L’operazione era nobile, ma non era accompagnata da una giusta storia.

          • mircozorzo

            Ok, ma io dicevo ,pensando al futuro, facendo scorta dell’esperienza, come pianificare un eventuale futuro passaggio anche parziale all’open-source?

            Si potrebbe dire a un fornitore: “lo prendo solo se mi dai anche la versione linux oppure se ci gira”? PRIMA di avere pc linux in casa, solo per avere la libertà di pensarlo/programmarlo/progettarlo? Non so come funzionino queste cose.

      • noname

        Che “il mondo gira solo su Windows” è una bella vaccata. Son giorni che passo il tempo a condividere notizie su come varie città/Stati (Monaco, Londra, Amsterdam, Argentina, Korea, ecc…) stiano passando sia a sistemi Open che a formati aperti. Per cui, al massimo, è l’Italia che gira solo su Windows. Forse perchè si passa il tempo a dire che gira solo su Windows e si acquistano le licenze e i software coi soldi pubblici, perchè tanto “Paga pantalone” ed è così tutto più semplice nel Medioevo Italico…

        • Felice Balsamo

          noname, se metti il nome mi è più facile dialogare. Io personalmente uso Android, Ubuntu e Windows e non ho pregiudizi. Ma esistono ancora molti software su CONSIP, MEPA o già comprati che funzionano, vengono aggiornati, manutenuti e garantiti solo sotto windows. Appena ci smanetti, perdi la garanzia.

    • azurehus

      Già, troppi sviluppatori si soffermano sull’estetica che, sarà anche importante, ma mai quanto i contenuti e, nel mondo Linux c’è bisogno di più contenuti e, più contenuti di qualità e questo si può anche fare con poche risorse alla mano !!

    • JackPulde

      Secondo me è solo questione di tempo 🙂

  • mircozorzo

    Gentilissimi, leggendo i commenti mi trasmettono molta preoccupazione per come stanno andando le cose, molta frustrazione e impotenza. Un pessimo mix, non c’è che dire, a cui come si reagisce? Si reagisce nella stragrande maggioranza dei casi, se non tutti, con un pessimismo una rassegnazione che certo non ci porterà fuori da questa situazione. Vero che nessuno mi ha chiesto i mie commenti e quindi oltre che superflui rischio anche di risultare fastidioso. Però io spero che fra noi ci sia qualcuno che dica “Ebbasta con tutto questo pessimismo e impotenza!”, che si è stancato di vivere in questo star male e male guardare/sperare nel futuro. Non siamo nel paese dei sogni ma se ci diamo da fare le cose possono migliorare, diversamente ne dubito. Per restare minimamente in topic da parte nostra (linux user/fan) mi piacerebbe che vedessimo dove Linux non è stato una soluzione in questo caso e lavorassimo per poterlo essere in futuro. Trovo molto fuori luogo dare sfogo a giudizi e letture che nulla hanno a che fare con l’os. Che ce ne viene di dare dei pigri ai dipendenti pubblici? O degli stupidi agli amministratori? E usciamo un po’ da questo “LINUX E’ IL MIGLIORE, SEMPRE!” – “NON TI FUNZIONA?” – “È PERCHÈ SEI IGNORANTE!!” Questo non serve a Linux e nemmeno a noi. Non ci darà un os migliore né più libertà. E poi basta con questo “è tutta una merda”, “In Italia fa tutto schifo”. Io me ne sono davvero stancato, adesso!
    Cosa propongo io (il professore! il maestro!) allora? Solo di accettare il presente e guardare al futuro con speranza e lavorare per costruire speranza, ottimismo, fiducia, fede, anche os migliori, non guardare solo al triste ma anche alle cose buone che ci sono che ormai siamo sempre solo a piangerci addosso. Evitiamo le guerre di religione Win/Lin, Kde/Gno, Amd/Int, Rol/Rel, ecc.
    Basta con il pessimismo cosmico e costruiamo la speranza.

    Buona serata.

    • AleMacLinux

      La miglior risposta dei tempi, bravo sei una persona equilibrata.condivido pienamente.

      • mircozorzo

        Grazie, troppo gentile.

    • Brau

      Ottimo pensiero, ma vedo che non hai avuto l’occasione di leggere qualche commento più sotto (perché giustamente eliminati): puoi avere tutto l’ottimismo che vuoi, ma finché vivi in un ambiente dove le tue speranze vengono ogni giorno sempre meno, perché la gente dalla quale sei circondato, piuttosto che mettersi di buona lena e mettersi insieme a te per creare qualcosa di costruttivo, si impegna con tutta se stessa per fare la cosa sbagliata (per esempio inneggiare alla pulizia etnica), vorrei sapere se il tuo ottimismo è ancora allo stesso livello del giorno prima o se è sceso (che aumenti è impossibile)… Secondo te perché la gente dice che “in Italia fa tutto schifo”? Perché è stanca del suo popolo e del suo modo di pensare che non cambierà mai, ed è uno dei motivi principali per cui questo paese si sta svuotando per andare a cercare altrove quell’ottimismo che, sfortunatamente, entro questi confini è più estinto del Dodo…

      • mircozorzo

        Ciao, grazie per la risposta.

        Scrivi:

        “..ma finché vivi in un ambiente dove le tue speranze vengono ogni giorno sempre meno, perché la gente dalla quale sei circondato, piuttosto che mettersi di buona lena e mettersi insieme a te per creare qualcosa di costruttivo, si impegna con tutta se stessa per fare la cosa sbagliata”.

        “Secondo te perché la gente dice che “in Italia fa tutto schifo”? Perché è stanca del suo popolo e del suo modo di pensare che non cambierà mai”

        Ma allora, io, cosa faccio? Aspetto che cambino idea gli altri?!?

        Si, mi sono molto stancato proprio di questo e non voglio più contribuire in questa direzione. Gli altri vedranno loro, se vogliono, io non li sto certo ad aspettare.

  • freezer

    Le aziende che offrono noleggio del parco hardware non comprendono anche i costi di licenza del s.o. ?

  • freestyle72

    Quello che io mi chiedo è:
    è mai possibile che i tanti comuni italiani (lo stato), che neccessitano di tali software funzionanti “solo su windows”, non siano ingrado di unire le forze e commisionare a Canonical o chi per esso (penso anche ai tanti programmatori, alcuni italiani, indipendenti), dei prodotti analoghi?
    A Linux, mancano i finanziamenti non i programmatori!
    … si continua a sperperare soldi pubblici in licenze windows che non donno nulla alla comunità! è assurdo, quando gli stessi possono essere spesi per finanziane nuovi software perfettamente funzionanti in Linux.

    Pensiamo anche alle scuole, o agli ospedali. Possibile che lo stato italiano, non sia capace di finanziare qualche università (italiana), che produca ciò che allo stato serve?
    Anche questo è investire in ricerca e sviluppo, …. invece continuiamo a buttar soldi nel cexxo!

    • mircozorzo

      Una unione dei comuni che pensi a una migrazione, hanno bisogni simili e potrebbero commissionare a delle aziende delle soluzioni basate su software open, soluzione chiavi in mano con applicativi (e intendo software buche, anagrafe, bandi europei ecc.) hw che funziona sicuramente e bene (scanner, stampanti, ecc) e formazione. Forse basterebbero anche una decina di comuni con magari uno di forte peso come Milano. A questo punto, secondo me, sarebbe interessante capire/seguire la transizione di Milano.

  • Michele

    Gli “uffici finanziamenti europei” mandano PDF compilabili, ormai da alcuni anni. Se il resto della rettifica è falso come l’affermazione che gli uffici europei mandano “file MS Office”, siamo a posto.

    • Kim Allamandola

      Può essere che qualche ufficio ITALICO mandi .doc ma data la tipica attenzione alla formattazione della PA non credo che nessuno si faccia problemi a usarlo con LO…

    • Felice Balsamo

      Michele noi riceviamo e dobbiamo inviare file xls … con formule già scritte all’interno. Idem anche per altri uffici piccoli o grandi. Se vuoi ti posso girare uno di questi file.

      • Diego RAD

        Sarei curioso di vederne uno, magari un po’ complesso.
        Sarà perché mi pare che Open Office apra bene i file xls, e possa tranquillamente mantenerne il formato, o esportare in xls. In ogni caso da una parte sono contento che non siano solo motivazioni “religiose” che portano ad usare questo o quello. Ed egoisticamente mi fa piacere che qualcuno ogni tanto si renda conto che un buon sistemista non è quello che “costa”, ma quello che ti fa “risparmiare”, prevedendo i problemi e facendo andare tutto bene, senza che tu te ne accorga.

  • mircozorzo

    C’è qualcuno che, anche solo per esercizio speculativo, ha voglia partendo dai progetti, dai sogni, dalla passione, e non dai problemi, di lavorare assieme per fare un progetto per l’ipotetica migrazione del comune di Napoli o di altro comune italiano a Linux?
    Magari a qualcuno può interessare, io punterei a fare una proposta più concreta possibile. Monaco ci ha già provato? Ok, c’è qualcuno, che parla un po’ crucco che può provare a capire con i crucchi come è andata? C’è qualcuno che ha idea di che sw possa servire? C’è qualcuno che ne sa di formazione e di che formazione ci sarebbe bisogno? C’è qualcuno che ne capisce di economia per l’aspetto finanziario? C’è qualcuno che può sentire l’università di Napoli per dare una mano a dei laureandi o futuri interessati ad aprire una impresa che faccia la proposta?
    Interessa?

    Ciao, Mirco

    • Felice Balsamo

      Io come Comune di Napoli ci sono. Se volete siete ben accetti, la strada fu già intrapresa ma i costi e le dimensioni erano tali che alla fine era più conveniente usare le licenze windows già “pagate”.

      Comunque noi ci siamo, purchè non ci siano aggravio di costi.
      In media il Comune di Napoli ha 252 sedi comunali su tutto il territorio cittadino, circa 9000 dipendenti e 1500 pc eventualmente su cui provare la migrazione delle applicazioni.

      La cosa importante è certificare il funzionamento del software migrato per conto delle aziende produttrici, altrimenti non inviano più aggiornamenti ne rispondono per eventuali malfunzionamenti.

      • mircozorzo

        Eccezionale! Grazie 🙂

  • GrammarNazi

    Il signor Felice Balsamo è davvero difficile da leggere.
    Il suo italiano ha bisogno di un ripasso.

  • Brau

    “Ma allora, io, cosa faccio? Aspetto che cambino idea gli altri?!?”

    Io
    non volevo criticare il tuo ragionamento, anzi, ci fosse più gente che
    pensa così, quello che volevo dire è che mantenere vivo a lungo questo
    modo di pensare è diventato fin troppo difficile, tu dici “gli altri
    vedranno loro, se vogliono, io non li sto certo ad aspettare”, ma non si
    può sempre continuare a fare la cosa giusta da soli, siamo animali
    sociali o no? Per quanto puoi ancora continuare a fare tutto ciò soltanto nel tuo piccolo? Hai voglia a convincere tutti, i risultati che cerchiamo li avremo dopo molto tempo (speriamo di no), sempre se chi ti circonda ha la mente abbastanza aperta per accogliere idee nuove, o si lotta con tutte le proprie forze per aprire la testa delle persone (e ce ne vuole), se no si migra dove ce n’è (di testa), o nel peggiore dei casi ci si adatta, ed è quello che questo Paese ha fatto in tutti questi anni e che non si merita…

    • mircozorzo

      Non mi sono sentito attaccato. Si, siamo animali molto sociali e quelli di cui parli sono sentimenti che conosco bene. Condivido tutto e spero che ci si possa contagiare sulla speranza e il sostenersi e non sul buttarsi giù.

  • Kim Allamandola

    Mah, per le esperienze che ho avuto sinora (solo nel privato ma ti garantisco che di utonti ce n’è a bizzeffe) non ci sono stati grandi problemi. Il 99% dei compiti da ufficio è legato ad un applicativo specifico, vuoi un emulatore per l’AS400 vuoi un gestionale, una webapp ecc. Per cui l’utonto medio vede giusto Ubuntu == barra verticale, Windows7 == barra orizzontale ecc. non ho ancora sentito chiedere corsi&c dagli utenti finali appena migrati

  • mmarco

    non era adatto ? manco con WINE ?
    mha …

  • “E’ davvero difficile leggere quanto scritto dal signor Felice Balsamo”.

    • delaroche

      “Felice davvero è il signor Balsamo quando scrive difficile.”

  • Kim Allamandola

    Ad una simile proposta rispondo no con cortesia e scappo a gambe levate per un semplice motivo: se si fanno certe scelte non si vuole realmente migrare, si vorrebbe risolvere tanti problemi ma senza fatica, senza cambiare nulla e ciò è il primo presupposto per non fare nulla se non aggravare il problema aggiungendo frammentazione e nuovi altri problemi (il vecchio è peggio la pezza del buco) questo puramente in ambito tecnico, non parliamo poi di politica…

    È proprio per queste motivazioni che il mondo gestionale è un getto dell’informatica con le più alte concentrazioni di spazzatura e dinosauri viventi e temo che purtroppo lo resterà per parecchio ancora, dalle banche ai commercialisti sino anche a grosse fette della PA, non solo nel sud Italia ma anche in scandinavia!

    Più nello specifico sul tema “purché non ci sia un aggravio dei costi” e “alla fine era più conveniente usare le licenze Windows” non posso che ridere per non piangere. Ogni cambiamento comporta un aggravio dei costi. Cambiare auto costa, poi ci saranno i benefici (meno manutenzione, minori costi di carburante, più comodità ecc) ma prima ci saranno costi. Rifare una casa anziché ristrutturarla porta (se ben fatto) grandi benefici (ad es. spese di raffrescamento e riscaldamento quasi zero per le case passive, spese di manutenzione e tempi assai più ridotti ecc) ma prima che questi benefici si sentano sul portafogli passano annil. Si chiama investimento. Se non si è disponibili a ciò non si può cambiare e si continua a navigare verso l’abisso come stà facendo da decenni l’Italia tutta (e non da sola purtroppo).

  • Kim Allamandola

    Non per continuare una polemica sterile ma mi scappa 🙂

    Quale garanzia? Quella di avere montagne di codice obsoleto coi più svariati problemi? Non mi riferisco nello specifico a CONSIP o MEPA che non conosco ma all’adagio classico che sento spesso nel mondo gestionale “ci danno la garanzia”: IBM che garanzia ti da nel mondo gestionale? Legale, formale, certo. Ma a lato pratico? Microsoft? Accenture? IMVHO queste garanzie sono aria fritta e a lato pratico a parte costi di manutenzione improponibili non risolvono problemi, garantiscono più il ritorno economico per il vendor che la sicurezza del cliente…

  • Non si può rispondere senza prima vedere le cifre: quanto costa, come denaro e come tempo, far scrivere e mantenere direttamente un software rispetto al comprare adesso una soluzione chiavi in mano?

    • freestyle72

      OK, allora facciamo questo giochino.
      Quanto prenderà di stipendio un programmatore mediamente abile?
      … (non so), facciamo 3000/4000 euro al mese?
      In un anno costa 4000×12= 48000 + altre 4000 per la 13°, per un totale di 52000!

      Ora mettiamo che lo stato italiano faccia un bando di assunzione per 100 programmatori Linux, per realizzare nel tempo una completa migrazione dei software proprietari Win, a software statali Linux.

      Allora abbiamo un costo di 52000 x 100 = 520.000 annui!

      Già qui siamo ben al di sotto dei soldi spesi in licenze solo nel comune di Napoli, figuriamoci a livello nazionale.

      E’ evidente che c’é un forte risparmio economico (non ci vuole un genio)!
      Si creano 100 posti di lavoro (pochi, ma sempre utili)!
      Il software è sicuramente più sicuro, e specifico all’uso!
      Sai esttamente ciò che fa, senza interferenze altrui, vedi CIA FBI ecc…
      E lo puoi mantenere efficente con un “esercito” di 100 programmatori che non son pochi!
      Ricordo che sto dicendo di creare solo software neccessario non l’OS.
      Quello si prende una Debian che è sufficentemente sicura e stabile.

      Poi ogni comune può a bisogno richiedere assistenza, in videoconferenza, rimanendo ogniuno a casa propria.

      Non capisco questo voler sempre essere lo zerbino delle lobbi americane!

      Non siamo capaci di camminare con le nostre gambe?

      Il punto è che Windows XP è MORTO!, quindi ora c’é un ottima occasione per passare a qualcosa di personalizzato da NOI!
      Dobbiamo essere noi gli artefici del nostro futuro, non consegnarlo “chiavi in mano” agl’americani! che poi si sa che ne combinano di tutti i colori….!

      Comunque devi spendere, o in Windows 7, o in windows 8!
      Per cosa???, cosa ti torna indietro???
      Linux non è poi così difficile, come tanti, a torto, lo dipingono!
      Pensa alle scuole che con Linux, potranno plasmare i programmatori del domani!
      Guardati attorno, vedi Cina, Russia, Brasile e altri stanno già migrando, ed è una cosa sempre più contagiosa, …. mentre noi rimarremo al palo degli americani!

      • Simone

        Credi sia un po’ più complessa: i SW tecnici proprietari che non girano su Linux, ad esempio (andrebbero benissimo SW proprietari multipiattaforma, ma ce ne sono a sufficienza?). Dovrebbe essere l’intera UE a migrare, dando una deadline e sviluppando il progetto in modo che poi TUTTA EU “parli” la stessa lingua informatica. Sarebbe il trampolino di lancio per LInux nel mondo.

        • freestyle72

          La UE siamo Noi!!!
          Non puoi pensare che il tuo vicino di casa decida per te!
          Dai tu l’esempio, e vediamo se NOI italiani siamo ancora capaci di sorprendere il mondo con il nostro estro creativo!
          Ma sembra che siamo diventati tutti una massa di rincog…. che aspettiamo sempre gli USA o la UE!!!
          Per i formati basta usare quelli liberi che già esistono! ODS ecc…

          • Simone

            Non funziona così, non puoi pensare che perché qualche comune da il buon esempio la UE cambi sistemi! LA cosa deve partire per forza di cose dal centro, perché tutti gli organismi che girano attorno devono avere tempo e modo di migrare senza interruzione di contatti, di conseguenza deve essere il governo centrale a Bruxelles a battere il tamburo. Inoltre se la UE comunica che a partire dal 01/01/2020 TUTTA la PA dei paesi dell’unione sarà SOLO su un OS open, allora si ci saranno i numeri perché i vari fornitori di applicativi ne sviluppino i porting, o comunque i tempi per permettere alle istituzioni di uniformarsi a quegli standard sviluppandosi i propri applicativi. Come sta avvenendo ora è meritevole, ma costoso e ieno di inciampi per forza di cose: ci sono uffici tecnici che non usano i formati open per i CAD, e comuni che nemmeno sanno che esistano questi formati open perché usano AutoCAD da sempre, ad esempio. Facile dire che devono migrare, ma bisogna farlo in modo efficace, e si è visto che laddove è avvenuto O non è una migrazione totale, O porta problemi e costi anche nell’arco di anni. Poi sono d’accordo con te, la UE siamo noi, e allora mettiamo insieme una petizione, coinvogliamo le associazioni Linux di tutti i paesi, i nostri comuni, ma il primo passo deve sempre partire dal fulcro.

          • Kim Allamandola

            A tema tiralinee il Comune di Genova stà rimpiazzando Autocad con DraftSight…

          • Simone

            Draftsight non ha le funzionalità di Autocad, lo usano anche certi nostri consulenti e anche io sul mio pc privato. Bellino, ma lascia a desiderare, e comunque non è open source, semplicemente hai una certa disponibilità di sw gratuito e anche quello a pagamento è cmq meno caro di Autodesk. Ben venga il risparmio, ma non è comunque un passo definitivo in quanto almeno un AutoCad lo dovran tenere.

          • Kim Allamandola

            A me non risulta (fonte un ing. che al Comune lavora) che abbiano intenzione di tenere AutoCAD, del resto han ancora AutoCAD 2000

      • i calcoli sono alquanto ingenui. Prima cosa per gestire 100 programmatori hai bisogno di una sovrastruttura di coordinamento (responsabile di progetto, analisti, etc. etc.) e di gestione di risorse umane. Anche supponendo che la gestione risorse umane sia a costo zero rimangono i responsabili di progetto e i coordinatori senior. Ad occhio direi di aggiungere almeno altre 12/15 persone.

        Seconda cosa: la conversione la puoi fare veloce se hai i sorgenti, altrimenti devi ripartire dall’analisi, ovvero aggiungerci almeno altri cinque anni di tempo.

        E questo non per tutti i software ma per un solo software di medio-alta complessità. Considera che un medio comune ha in uso almeno tre o quattro software di quel tipo e ci si può render conto dell’investimento occorrente.

        Se poi usa qualche soluzione grossa come software oracle based o SAP per sostituirli integralmente con prodotti open equivalenti minimo occorreranno vent’anni e qualche centinaio di milioni di investimento.

        • freestyle72

          Sono d’accordo sul fatto che siano ingenui!
          Difatti il mio era solo (come detto), un giochino!
          Sta di fatto che con una struttura ben organizzata, diciamo anche se vuoi altre 100 figure, si risparmia comunque!
          Poi io parlo di programmatori “capaci” da selezionare in base a delle ottime credenziali, non gente qualunque!
          20 anni fa nemmeno quasi esisteva Linux, eppure di strada se n’é fatta molta!
          Per progetti come Open Office, Gimp, VLC, Firefox, a me non sembra ci sia voluto 20 anni!
          Il grosso lo si è fatto in 2/3 anni, poi si è solo corretto i bug, e aggiunto funzioni in origine mancanti.
          Vatti a vedere Open Office 1.0, o Gimp 1.0 o ancora VLC 1.0, e vedrai che grossomodo sono identici a quelli di oggi!
          Il software comunale non credo sia complicato come quello alla NASA, nemmeno dovvessero lanciare missili balistici!
          Poi ci sono già comuni che usano Linux, mi viene in mente Monaco, Bolzano e altri che non conosco.
          Avranno sicuramente trovato alternative, da prendere come spunto di partenza.
          In Spagna, c’é un’intera regione che usa linux, e non credo siano esclusi dall’Europa!
          A me sembra che ci creiamo più problemi di quanti ne esistano veramente!
          …. è la volontà che manca!

          • proprio identici… l’interfaccia è rimasta costante ma a livello di funzionalità son cambiate, in meglio, molte cose…

  • Sciking

    Dovrebbero basarsi su una distro già esistente magari 🙂
    oppure usare una distro normale, ma non Ubuntu.

    • Kim Allamandola

      E perché non Ubuntu? Perché non quella distro che oggi è la più comoda, la più integrata, la meno bacata (si e lo dico con 15+ anni di esperienza su vari *nix) in circolazione?

      Forse perché andando bene sbugiarderebbe altri? Mi pare che di masochisti il mondo sia saturo più che pieno… Per curiosità guarda se conosci qualcuno che lavora su deploy seri sia RH che SuSe che Ubuntu ecc e domandagli con cosa si trova meglio, con cosa si sente tranquillo ecc.

      • Sciking

        Bah… se va bene anche Ubuntu, ma magari gli impiegati abituati a Win si sentirebbero più tranquilli con una distro più simile, è quello che intendevo 🙂

  • Simone

    Non sono uno specialista di IT puro, ma se posso dare il mio contributo lo faccio volentieri.

    • mircozorzo

      Perfetto! Grazie 🙂

  • Simone

    Non mi intendo di politica ma di commesse si: se commissioni un prodotto e vuoi una versione che ha poco ritorno (LInux) quel ritorno glielo devi garantire tu che commissioni per primo. Altrimenti nessuna azienda mette a rischio gli utili. Ci vuole che l’Unione Europea si muova in questo senso, tutta, non i singoli comuni. Altrimenti investiranno sempre un sacco di soldi. Per poi magari non avere la stessa distro e ritrovarsi con problemi di frammentazione. Ci vorrebbe Linux EU OS per tutti, uguale per tutti e con gli aggiornamenti uguali per tutti. Allora si, sarebbe facile. Ma da dove cominciamo?

    • Kim Allamandola

      Per esempio guardando la Francia con la Gendarmerie prima (nel 2006 se non sbaglio) ed il Senato dopo: Ubuntu desktop con le applicazioni che gli servono, nessun problema di frammentazione od altro. Un particolare: il sw della PA francese è realizzato direttamente dallo stato centrale non è che ogni Comune o Dipartimento fa da se…

      • Simone

        Si ma appunto, bisogna fare una rivoluzione che durerebbe decenni, senza contare che il piano, più in grande, sarebbe di unificare tutta la gestione della PA in UE, quindi assurdo iniziare noi a fare della strada che poi potrebbe essere divergente con quella da seguire tra 4-5 anni. Bisogna imparare a ragionare come una federazione di stati e non a campanili.

        • Kim Allamandola

          Questo la vedo assai dura, ma ad ogni modo 10 anni sono un tempo assolutamente NORMALE per una pianificazione di strutture delle dimensioni di una PA, iniziare a far strada non è inutile: serve a preparare, prepararsi, far vedere che si può fare, limare gli spigoli che via via compaiono ecc.

          Non vedo realizzabile in enti anche privati migrazioni del genere “tra un anno siamo tutti su X” e non penso sia possibile riuscire a fare solo passi giusti senza sprechi… Il punto è avere abbastanza cervello per capire che non c’è solo l’oggi ed il domani bensì si deve operare su orizzonti un pelo più lunghi…

          • Simone

            Ma la UE ci andrà in questa direzione, il punto è che se ci muoviamo tutti in pochi anni si fa e bene, se no non sarà UN decennio, ma vari. Con sprechi annessi. E si può fare anche senza sprecare soldi, credimi, investire non necessita di sprechi.

          • Kim Allamandola

            Che si possa fare in teoria ti credo, che si possa fare anche in pratica non mi hai convinto 🙂

          • Simone

            In pratica non ci credo nemmeno io! troppi governanti che non vogliono cedere un potere sufficiente al governo centrale e magari rischiare di essere estromessi se si comportano male, mentre ora alla peggio rischiamo sanzioni economiche delle quali se ne fottono, perché tanto vanno ad accumularsi nel debito pubblico e ai cittadini dei paesi meno sviluppati non entra in testa che paghiamo tutti ogni gg.

  • Simone

    Ciao Felice, visto che il tema è, più che tecnico, politico-commerciale, non credi che voi che siete in ambito PA potreste iniziare a dialogare per ottenere qualcosa di concreto più in alto per essere appoggiati? insomma, mettere insieme abbastanza firme e personale tecnico e gestionale da spingere perché in Europa Linux diventi il punto di riferimento per l’IT? se no resteremo sempre quattro nerds che giocano a darsi pacche sulle spalle da rivoluzionari da tastiera, ma risultati pochetti…

  • Simone

    Pensare che ad oggi Linux possa sostituire Windows in tutto e per tutto è come minimo da illusi. Gli stessi tedeschi, che spingono forte in questo senso, hanno impiegato oltre 10anni a migrare, e tutt’ora hanno qualche postazione Windows per quelle attività che proprio con Linux non riescono a svolgere. Così anche vari dipartimenti della mia azienda (multinazionale tedesca) dove il sistema principale è SUSE, ma purtroppo ogni tanto devono usare Windows, e finché in questi dipartimenti non vi sarà una migrazione totale il grosso dell’azienda rimarrà ovviamente Windows, e questo significa che, nonostante i costi di licenza, COSTA MENO. Altrimenti si terrebbero volentieri in tasca i soldi delle circa 450mila licenze (QUATTROCENTOCINQUANTAMILA LICENZE!) sparse in giro per il mondo.

    • Kim Allamandola

      In Germania vi sono più problemi di quanti si creda in Italia, Monaco c’ha messo 10 anni perché han lavorato con un approccio TOTALMENTE sbagliato e han avuto successo solo dopo anni quando si son visti costretti ad ammettere l’errore e l’hanno parzialmente corretto. Google per fare un esempio di azienda consiglia GNU/Linux (una Ubuntu personalizzata) a tutti i suoi dipendenti, Windows lo tiene per dar supporto ai suoi prodotti Windows e basta.

      Un’altro esempio vissuto a tema costi e risparmio è di una piuttosto nota azienda italica del settore bancario che per anni non ha fatto nulla perché cambiare costa. Alla fine s’è decisa a cambiare (e dopo anni di stati è un bagno di sangue) e son venute fuori cose interessanti, in particolare si son dovuti rendere conto che gli opex di mantenimento della vecchia struttura erano su 10 anni un ordine di grandezza in più di capex e opex della migrazione.

      GNU/Linux può sostituire Windows nel 99% degli ambiti, sono esclusi solo gi ambiti dove dipendi da un sw specifico di terzi che non sei in grado di far sviluppare ex-novo o portare su GNU/Linux, gestionali&c si posso far riscrivere senza problemi, soluzioni CAM complesse può richiedere troppi anni migrarle per farlo *ora* ma va comunque fatto poiché nessuno è eterno e Windows si sa che va al più presto abbandonato.

      Il succo è non puoi in molti ambiti sostituire Windows con Ubuntu con una semplice installazione. Questo sono assolutamente d’accordo. Tuttavia una *migrazione* (che va ben oltre l’installazione) seria COSTA MOLTO MA MOLTO MENO su 5-7-10 anni di continuare ancora con Windows. Certo se si ragiona su bilanci semestrali/annuali “perché oltre è fuori di testa” (chissà come mai una volta era la regola e le aziende stavano molto meglio di ora…)…

      • Simone

        Ovvio, ma il problema è che prima di commissionare del sw proprietario su Linux devi garantire al produttore del sw di coprire i costi e portare un certo utile nel corso degli anni, e non puoi far scrivere sw open che utilizzi standard chiusi come quelli che vengono utilizzati in certo applicativi attuali. Non è secondo me saggio fare la rivoluzione comune per comune: deve essere l’intera unione a spostarsi, senza sé e senza ma, altrimenti continueremo a spendere!

        • Kim Allamandola

          Questo è indubbio ma anche il singolo Comune NON DEVE commissionare sw closed, deve pagare per sviluppare sw open. Questo costringe l’azienda a lavorare abbastanza decentemente (sennò ti sbeffeggia il mondo intero e le prove del tuo sporco lavoro le han tutti) e taglia enormemente i costi futuri: “io Comune t’ho pagato il lavoro non il prodotto. Tu lavori bene tu ci servi; tu lavori male chiunque altro può vedersi il codice, cambiarlo, migliorarlo, rendere altre soluzioni compatibili senza costi di licenza ecc”.

          Non è utopia, è una realtà praticata da molte aziende dalla Rossi&Bianchi sas all’IBM solo non piace ai managers poiché toglie potere dalle loro mani…

  • Kim Allamandola

    In quasi tutti i paesi a bassa corruzione l’outsourcing dei servizi interni è considerato MALE, si accetta solo per realtà talmente piccole e compiti talmente specifici da essere veramente un problema farselo in casa. Per capirci anche in paesi molto privati come la Svizzera la PA si fa assistenza con suoi tecnici.

    Il punto temo che sia un altro: se il bando deve essere fatto per l’amico di turno e tale amico è uno scribacchino della peggior specie sai a priori che sarà un disastro e quindi vuoi levarti a priori responsabilità, il rischio è che in Italia come del resto in USA è di moda far scaricabarile.

  • Kim Allamandola

    È tipicamente italico: se lasciavate le licenze nel cassetto ammettevate l’errore, evitavate i costi di deploy&mantenimento di Windows e spendevate per una migrazione a GNU/Linux in altri termini: avreste detto a Microsoft con tutto il suo ecosistema “siete cari, scomodi e inusabili, abbiamo barato, pagato e ora andiamo su altro” e avreste tagliato le spese degli anni a venire. Purtroppo l’amministratore-manager di turno avrebbe chiuso il bilancio con un bel po’ di rosso *da investimento* e questo non piace.

    Oggi si ama vedere tanti più o meglio segni meno con valori piccoli *sempre* ma assolutamente mai parlare di medio e lungo periodo. Tutti convinti che “in crisi” si debba tagliar tutto aspettando che “la crisi” “la risolvano altri” anziché lavorare per risolverla. Un po’ come, mi scuso per la brutalità, coi rifiuti: tutti a lamentarsi ma peste che si combatta realmente la camorra, si faccia la differenziata o si costringa a funzionare chi gestisce i rifiuti, sono sempre altri che devono risolvere, cambiare ecc.

    Ben inteso che non è solo a Napoli, li c’è una certa storica concentrazione ma è la mentalità dell’italiano medio ad esser così. I pochi che non lo sono si trovano a combattere contro i mulini a vento o come me a emigrare…

  • Simone

    Correggerei dicendo che un buon sistema è quello che funziona meglio a parità di costo…..

  • Achero

    Credo non interessi a nessuno..
    Dai le cose che domandi funzionano nel mondo reale, Napoli hai me !! fa parte ancora di un mondo “magico” che viaggia a pari passo con quello reale senza mai toccarlo.
    Solo per magia un software per le buche può funzionare sotto windows e per di più a Napoli.

    • Non ho capito come stanno le cose: “Napoli ha te?”
      Potresti rielaborare siffatto concetto? Vivendo in un mondo “magico”, probabilmente, mi sfugge.

  • Marco Moraschi

    purtroppo in italia la ditta che vincesse l’appalto ti offrirebbe uno scanner certificato linux a 1800€.
    Si fa presto a dire “commissioniamo” … “appalto” … poi nelle scuole ci sono i tecnici di elettrotecnica che devono scrivere il capitolato tecnico per i server …. e poi le ditte ci sguazzano come squali.

  • Marco Moraschi

    certo, certo.
    Il privato è li apposta per fare gli interessi della collettività.
    Nella scuola per un server di accounting basterebbe un pc con un Atom costo 300€.
    Ma se nessuno nella scuola ne è a conoscenza perchè licenziamo e diamo in outsourcing, fai il bando e il server minimo per fare un dominio active directory con 10 utenti è uno Xeon da 10000€.
    Valla a chiedere al privato …. certo, certo.

  • Marco Moraschi

    Certo che lo spreco è disarmante! e chi se ne approfitta? Chi da consulenze non proprio limpide? chi approfitta dell’ignoranza per rifilare sole pazzesche? iL PUBBLICO O IL PRIVATO???

    • Saverio Axl Guardato

      Dietro lo spreco del privato c’è sempre il “ritorno del pubblico”. Sappi che ogni singola attività svolta dal privato in/per la PA dev’essere affidata dalla PA stessa mediante gara d’appalto . Se c’è qualcosa che non va in un lavoro la colpa non è quindi di uno o due, ma il giro è bello largo 😉

  • Gino

    La domanda al concorso per entrare nell’Accademia di Modena era un PDF compilabile solo sotto Windows. Con buona pace delle belle leggi sulla portabilità, usabilità bla bla bla della PA…fa pure rima…

  • Pako Anelli

    Signor Balsamo ma come mai continuate a sperperare soldi? Dovreste portare in evidenza che le tecnologie sono cambiate…continuate a dotare i pc di sistemi operativi quando con il cloud risolvereste molteplici problemi, primo fra 4utti la poka comunicazione tra i vari uffici….in tempi dove con internet si puo avere tutti i metadati sottomano….

  • Pako Anelli

    Perfettamente d’accordo!

  • peppino

    Sig.Balsamo,vorrei precisarle alcuni particolari,lei insiste su queste benedette 700 euro,forse vuole motivare,ma sbaglia lo stesso,le comunico
    che il costo licenze e rimborsabile.
    Ancora,lei non lo sa ma linux,si piega a windows,(non in senso reverenziale ma in modo furbo),chiarisco,gia oggi LIBRE OFFICE e superiore a OFFICE di windows,solo che LIBRE non costa nulla e OFFICE di windows costa 700 euro(se scontato).
    Questo per il software più usato,per i pc vecchi che avevate,ubuntu era ideale,ma attenzione,abbiamo delle distro,tarate appositamente per pc
    vecchi,ma a seconda la vecchiaia pc si monta la distro idonea.
    Una cosa e un pc di 5 anni fa altra cosa un pc di 8 anni fa,questo lo può fare solo un esperto di linux.
    Su questo stia tranquillo linux,nasce per pc vecchi,se si vuole fare in risparmio intelligente si assegna la tipologia pc(vecchio o nuovo)a seconda
    di chi deve usarlo.

    Per cui come vede tutte le sue motivazioni cadono,pero non faccia più l errore,prima di giustificarsi,si informi,linux ha moltissimi programmi liberi per tutti i tipi di impiego,già in UBUNTU ha una vasta scelta.
    Ma guardi,voglio essere onesto,veda ci accusano che non abbiamo dei
    software 3d di livello alto(software difficile da sfruttare fino in fondo, tipo autocad),la cosa e vera solo in parte vede anche qui linux diventa furbo,chiarisco.
    Autocad ha dei costi altissimi,nessuno lo sfrutta a fondo,veda,al momento
    abbiamo diversi software 3d,diciamo più specialistici e mirati.
    Librecad,qcad,blender,solo per citarle i più famosi,che vanno bene per la
    maggioranza degli usi.
    Al momento stiamo sviluppando in modo forte e attivo FreeCad,multi piattaforma,ma tutti i software vengono sviluppati,certo chi di
    più chi meno,ma questo e normale.
    Per il software incompatibile(se pure esiste),guardi abbiamo un software
    che si chiama WINE,questo le permette(per farle capire),come avere nel
    pc reale un pc virtuale e appunto avere in questo tutti i software incompatibili.
    Vede e questa la furbizia di LINUX.

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