Jeff Hoogland, principale sviluppatore di Bodhi Linux ha annunciato di voler abbandonare il progetto, la distribuzione rischia di chiudere.

Bodhi Linux
Con l’arrivo di Ubuntu 14.04 Trusty LTS sono approdate molte nuove derivate dedicate come ad esempio Linux Mint 17 e la futura versione 0.3 Freya di elemenetary OS, mentre difficilmente vedremo approdate Bodhi Linux 3.0.
Con un recente annuncio sul proprio blog, Jeff Hoogland, principale sviluppatore di Bodhi Linux, ha spiegato i motivi nel ritardi nel rilascio della nuova versione 3.0 causati principalmente dalla mancanza di tempo libero per lavorare nello sviluppo della nuova versione stabile. Jeff Hoogland assieme ad altri sviluppatori di Bodhi Linux hanno deciso di abbandonare il progetto che rischia quindi di diventare obsoleto.

Per chi non lo sapesse Bodhi Linux è una derivata di Ubuntu con Enlightenment come desktop environment di default, rendendo cosi un sistema operativo leggero ma completo di numerose personalizzazioni, effetti, trasparenze ecc.
Ottimo sia per pc nuovi che datati, Bodhi Linux include anche diverse applicazioni dedicate come ad esempio il gestore degli aggiornamenti eepDater e l’editor di testo ePad, personalizzazioni varie ecc.

Bodhi Linux Annuncio abbandono progetto

Tutti i vari tool, script ecc sviluppati dai developer di Bodhi Linux sono disponibili su GitHub, questi potranno essere utilizzati da nuovi sviluppatori che decideranno di portare avanti Bodhi Linux. Jeff Hoogland ha indicato inoltre che i repository e portale saranno disponibili fino ad aprile 2015, successivamente verranno chiusi a meno che non si trovi nuovi developer che decidano di supportare il progetto.

Home Bodhi Linux

  • floriano

    ci siamo quasi, sta per arrivare il dispositivo finale che fa sia da cellulare che da pc, come sempre non hanno di meglio da fare che azzopparlo (tipo la microsd mancante)…

  • Alessandro

    C’è qualcosa che non mi torna, a me risulta che windows 8 occupi su tablet proprio 16 Gb circa, non avanza praticamente più spazio per nient’altro. Tutti gli altri tablet con windows 8, anche Win Arm, partono da una dotazione di almeno 32 Gb di memoria proprio per questo. Come fa la Acer a farlo stare in questo spazio e per di più non espandibile?

    • Si affideranno al cloud per salvare i dati. Fino a 25 Gb di skydrive e con la usb i dati li tieni in hd esterno o chiavetta usb.

      • Alessandro

        Anche così, manca lo spazio per le app eventualmente installate dagli utenti

        • intanto abbiamo visto che lo slot micro sd lo ha e comunque se non ricordo male con win 8.1 si può scegliere dove installare le app, quindi anche su altra partizione o device

  • Interessante !

  • Niko

    Sul SOC atom z2760 linux non gira, personalmente ho già avuto una fregatura, sarebbe per me un’ottima notiza scoprire che Intel ha interrotto il suo patto scellerato con Microsoft e sta per pushare nel kernel il supporto per il Clover Trail, per cui per piacere indicate la fonte ufficiale.

  • SalvaJu29ro

    L’avevo scambiata per Bridge

  • Lodewig

    Posso capirlo facendolo solo nel tempo libero , immagino senza finanziamenti o altro non ce la fa più . Onere al lavoro che ha fatto ma secondo me l’ unico stile stabile e vincente è quello Canonical e simili salvo le pietre miliari come Debian da cui deriva

  • VincenzOS

    Bandiere a mezz’asta per questa notizia in tutto mondo linux.

    • EnricoD

      Io mi sono appena cucito una fascia per il braccio xd (:

    • trollallero

      Sarà, ma io stappo lo spumante, non ho mai capito il senso delle distribuzioni, se linux vuole essere davvero competitivo non dovrebbe essere solo un kernel ma un sistema unico con un unico DE, un API, e un sistema per installare le applicazioni in stile Windows o OSX. Invece assistiamo ad uno spreco e ad una dispersione di risorse.

      • EnricoD

        solo un API? XD

      • Fabio

        “…un sistema per installare le applicazioni IN STILE WINDOWS”????????????????? 😮

  • EnricoD

    Che brutto elinghtenment
    Alla fine è l’ennesima Ubuntu con Enlightenment e qualche app dedicata (siccome non ci sono abbastanza editor di testo e synaptic non bastava per gestire software …)
    Non una grande perdita..

    • Gustavo

      invece trovo che bodhi abbia sempre avuto una certa eleganza. Certo si tratta di esercizi di stile alla fine, ma rispetto ad altre avventure simili, decisamente un buon lavoro

    • ange98

      Diciamo che finché è Ubuntu con un altro DE (cioè nessuno di quelli ufficialmente supportati) a me va anche bene. Il problema nasce quando è Ubuntu a tutti gli effetti con 3 programmi/sfondi in più…

      • Brau

        *coff* *coff* ultimate *coff* edition *coff coff*

        • EnricoD

          xd

  • LaPittimaBlog

    Dai che ora mancano solo altre 20 25 distribuzioni da chiudere, e forse poi capiranno di concentrarsi di più sull’integrazione dell’hardware che del DE

    • heron

      Beh non tutti quelli che gestiscono una sistro sanno scrivere driver. Magari le competenze dei dev di bodhi era quello di lavorare con il framework di enlightenment, e quello hanno fatto.

    • Ocelot

      Certo perchè fare reverse engineering sui driver e fare una distribuzione sono 2 cose molto simili.

      • LaPittimaBlog

        No, dico che se questi “programmatori” passassero il tempo libero a migliorare Kernel e periferiche, invece che a studiare un destkop che usaranno sì e no, 300 persone al mondo, sarebbe un bene per tutti.

        In Linux c’è un virus: quello dell’ “io sono riusciato a fare questo” e ho bisogno di approvazione tanto da fare una distro. Che chiudessero tutti e facessero qualcosa di concreto, poi che facciano quello che vogliono

        • Ocelot

          Ma ti rendi conto che stai dicendo che gli altri devono fare quello che vuoi tu (e altri come te) nel loro tempo libero?

          • LaPittimaBlog

            Io dico che se vuoi fare qualcosa di concreto, sia come come lavoro che come tempo libero, non ti metti a creare un certo sistema operativo e il centesimo fork di una shell o di una app. Se vuoi fare tutto ciò che vuoi nella stupida condizione di libertà, fallo, ma non aiuti nessuno

    • ange98

      Guarda neanche a me piacciono molto le derivate, però finché è Ubuntu + un desktop che non viene fornito out-of-the-box (es. Xfce con Xubuntu) mi va anche bene, anzi potrei anche incoraggiare gli sviluppatori a svilupparla visto che si potrebbe conoscere un nuovo DE avente funzionalità superiori a quelle di alcuni già esistenti. Il problema sono le distro che forniscono una Ubuntu standard + alcuni pacchetti dedicati voluti dal dev (es. Ubuntu con in più preinstallato avidemux)

      • Ocelot

        Perchè sarebbero un problema? Hai un ubuntu con qualcosa che aresti installato successivamente tu. Non ci vedo niente di male, anzi.

        • ange98

          Primo per antipatia che provo verso molti di questi progetti, secondo perché non serve fare una .iso. Basta uno script (se proprio si vuole fare uno script n00b-proof si potrebbe fare con l’ausilio di zenity)

          • Ocelot

            Capisci che stai scrivendo in base ai tuoi gusti personali? Non sono motivi oggettivi perchè non ne esistono. Se uno fa una distro con qualche pacchetto preisntallato tipo kingsoft office al posto di libre office e vuole avere il piacere di distribuirla su internet perchè non dovrebbe farlo?

          • Brau

            Se la questione è quella di aggiungere 2-3 programmi in croce che l’utente normale può benissimo reperire dal software center o da siti come questo allora non condivido, per me ha molto più senso se la distro che metti a disposizione è studiata per uno scopo o per una categoria di utenza specifica (es. Ubuntu Studio), perché fai risparmiare all’utente il tempo per reperire decine e decine di programmi con relative configurazioni

          • ange98

            è libero di farlo, però si deve rendere conto che con uno script si evita la procedura di creazione della .iso e ulteriore frammentazione (non sono un fan di questa parola in ambito Linux, però in questo caso mi trovo costretto ad usarla)

      • Brau

        Si potrebbe controllare se le varie sorgenti di Enlightenment si potrebbero integrare in un DE conosciuto, in modo da non disperdere il loro lavoro e migliorare un altro già affermato ma problematico…

        • Brau

          P.S.: Sì, stamattina l’italiano lo ho sfrattato dal mio cervello, sorry -_-‘

    • Brau

      Beh, se le case produttrici di driver si facessero venire il buonsenso di collaborare con gli sviluppatori per rilasciare driver decenti invece di costringere la gente a mettere windows perché gli ha mollato la fresca ti potrei capire, ma la questione driver non c’entra niente qua…

    • azurehus

      Carissimo, tutto il parco di Distro che ora esistono sono, in maggior parte sviluppate da autori indipendenti, quindi di per sè Una Bodhi Linux che cosa toglierebbe di concreto allo sviluppo di Ubuntu ?? assolutamente nulla, perchè Ubuntu ha già chi ci pensa a svilupparela !!, no?
      E’ gente come Canonical ( cit. per un esempio ) che dovrebbe concentrarsi sull’integrazione hardware, e se non lo fà/fanno è anche perchè non c’è un interesse reale !!!

      • LaPittimaBlog

        ok, ma possono anche lavorare per non so, kde o gnome, ma preferiscono fare distro come questa per quanti, 1000 utenti al mondo?

  • Caterpillar0x102

    Meno male va, così le persone capiranno che le 4-5 distro principali bastano ed avanzano. Che spreco di risorse umane e di lavoro, gli sviluppatori di tutte le distro di nicchia potrebbero contribuire ai progetti upstream oppure alle distro sopra citate

    • Ocelot

      Potrebbero, oppure non potendo sviluppare per la distro dei loro sogni potrebbero tornare a windwos e mac. Meno distro non significa per scontato poche distro super potenti. Sarebbe così se fossero sviluppatori dipendenti e retribuiti.

      • azurehus

        ….esatto meno distro, non significa distro migliori, se no equivarrebbe a dire che Windonws, perchè è la più venduta è anche la migliore, no?
        =)

      • Caterpillar0x102

        Si parla con gli sviluppatori in generale, poi vedi se non gli servirebbe una mano.
        Senza scomododare gli sviluppatori, basti pensare anche ai team di traduzione, in Fedora abbiamo bisogno di un sacco di traduttori Inglese-italiano

  • ange98

    Mi spiace molto per il progetto, in fondo hanno comunque contribuito al progetto di Enlightenment (scrivendo alcune applicazioni dedicate)…

  • jboss

    non manchera a nessuno

  • ma davvero c’è gente che utilizza derivate così mantenute da qualche utente per passione come distro principale?
    un OS deve garantire sicurezza stabilità e futuro, non ha senso andare a installare una derivata di ubuntu mantenuta da 2-3 persone per passione, perchè questi avranno un lavoro una famiglia, e pensare di portare avanti una distro solo nel tempo libero non è pensabile.
    poi è normale che arrivano a un punto che non ce la fanno più e decidono di chiudere

    • LaPittimaBlog

      Infatti, così come auspico la chiusura di molti DE, auspico la chiusuera di molte distro. Meglio poche distribuzioni ben fatte, che tante discussioni su DE e sistema di aggiornamenti, per essere poi costretti ad avere Windows in dual boot

      • Gabriele

        parole sante!

      • ugodenisov

        La scomparsa di molte distro artigianali può essere positivo (e visto come “selezione naturale”), ma perché i DE dovrebbero essere ridotti di numero? Più DE ci sono meglio è.

        • pi3tr0

          probabilmente si riferisce ad un certo DE che sappiamo tutti, il problema è: è nato prima un DE inusabile che ha indotto la nascita dei millemila fork, oppure la nascita di millemila fork ha reso inusabile il suddetto DE?

          dal suo punto di vista, evidentemente, la colpa è dei fork

          non penso possa riferirsi a progetti minori come lxde, e17 e altri DE minori preesistenti che non hanno mai dato fastidio a nessuno

    • SalvaJu29ro

      Io uso antergos perchè attualmente non ho tempo/voglia di provare a installare Arch Linux
      E questa è una delle poche distro che ha gli stessi repo principali insieme ad Aur 🙂

      • si ma alla fine antergos o archlinux mi sembra che non ci sia nessuna differenza a parte l’installazione semplificata e i pacchetti preinstallati, per il resto una volta terminata l’installazione, anche se antergos fallisce, tu dovresti ritrovarti con una distribuzione funzionante in quanto alla fine è archlinux e non un’altra distro visto che i repo sono gli stessi

        • SalvaJu29ro

          Beh ineffetti è vero
          Prima usavo Chakra ed era diverso, visto che i repo sono proprio di Chakra
          Quindi se falliva dovevo cambiare per forza

  • Andrea

    Grazie Charles Darwin! “Selezione”: esiste una lotta continua per la sopravvivenza tra gli
    individui all’interno dello stesso “kernel” e anche con gli altri “kernel”.
    Nella lotta sopravvivono i “sistemi operativi” più adatti, cioè quelli che
    meglio sfruttano le risorse dell’ambiente e generano una prole più
    numerosa…..

    Al posto di una prole potrei metterci “fanboy”

  • marco

    E quindi? tanto e17 si trova già nei repo testing di debian (molto stabili). Le derivate sono una perdita di tempo, specialmente i piccoli progetti destinati a fallire

    • mrholiday

      Vorrei provare un’installazione di debian Jessie + e17, se qualcuno avesse qualche indicazione (noob-proof) su come procedere sarei ben felice di ascoltare

  • seguivo da molto questo progetto, mi mancherà

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