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GNOME e System76 ai ferri corti: botta e risposta sull’open source

scontro

In questi mesi, all’interno della comunità del software libero, è sorta una diatriba tra la community di GNOME e gli sviluppatori di System76, compagnia che sviluppa Pop!_OS. Vi avevo accennato di questi fatti proprio qualche giorno fa, in seguito all’annuncio di System76 circa l’intenzione di produrre un nuovo desktop environment interamente scritto in Rust.

Proprio in seguito a questo annuncio, è comparso sul blog di GNOME un post dal titolo System76: A Case Study on How Not To Collaborate With Upstream a firma Chris Davis, sviluppatore GNOME. System76 viene ufficialmente accusata di non collaborare con la comunità open.

GNOME contro System76

Il post è veramente lungo e, per farvi un’opinione vi consiglio di leggerlo. Tl;Dr? Cerco di riportarvi i punti salienti in questo articolo in modo da favorire una discussione.

Chris Davis afferma che questo non è il primo scontro tra GNOME e System76 ma che questa volta le cose si sono incrinate sul serio.

A questo punto, non mi sento più a mio agio a lavorare con System76 se non si scusano per il loro cattivo comportamento, promettendo di non comportarsi più così. Potreste pensare: di che tipo di comportamento stai parlando? Cosa ha fatto System76 per meritarsi queste parole? Non si tratta di un caso isolato, parlo di un insieme di atteggiamenti che si sono ripetuti più volte negli ultimi anni. Condividerò alcuni fatti del passato, com’è stato il loro comportamento nel presente e i miei pensieri sul futuro.

A questo punto Davis elenca tutta una serie di fatti e conseguenti dissapori avvenuti nell’ultimo lustro. Ecco un sunto:

  • System76 ha inizialmente collaborato con Richard Hughes per l’implementazione del supporto del loro firmware su LVFS e fwupd e poi ha improvvisamente proposto una soluzione interna. Ne è nata una polemica con conseguente pubblicazione dello scambio di e-mail tra Hughes e System76 da parte dell’azienda;
  • Chris accusa l’azienda di sistemare bug senza poi occuparsi di caricare i fix a favore di tutta la community in modo da incentivare la scelta di Pop!_OS a danno delle altre distribuzioni;
  • System76 ha accusato GNOME di non essere interessata nello sviluppo di un tiling-window manager. Quando uno sviluppatore di GNOME ha contattato Jeremy Soller (ingegnere di System76) per collaborare sulla cosa quest’ultimo ha rifiutato;
  • Davis accusa System76 di aver diffuso informazioni false circa l’interazione tra loro e GNOME per quanto concerne gli sviluppi del design di GNOME 40. Il problema nasce dal fatto che quando si è iniziato a parlare del nuovo design di GNOME non c’erano designer di System76 coinvolti, quando hanno iniziato a partecipare alle varie riunioni di progettazione i giochi erano ormai fatti e l’azienda si è sentita inascoltata.

Quando System76 non ha ottenuto quanto si aspettava, ha iniziato a condividere informazioni false.

  • L’ultimo scontro in termini temporali riguarda libadwaita e i temi GTK. Anche in questo caso Davis accusa System76 di aver diffuso disinformazione sul progetto e sui veri obiettivi.

System76 risponde

system76 openup

La risposta di System76 non si è fatta attendere e qualche ora fa è stato pubblicato sul blog della compagnia un articolo dal titolo Open Up: Contributions and Collaborations, nel quale vengono elencati i contributi upstream apportati negli ultimi due anni dal team di Pop!_OS. La lista è lunga e numerosa e riguarda diversi aspetti di GNOME, GTK, Coreboot, Fedora, fwupd ma anche fix per il kernel Linux e API per Rust.

Opinioni

Personalmente penso che la verità stia sempre nel mezzo, forse in questo caso più dalla parte di GNOME. La risposta di System76 non entra nel merito delle accuse ma cerca di dimostrare che anche loro contribuiscono al mondo open. Questo è indubbio, talvolta però conta anche il modo di lavorare e non solo il risultato. Una cosa è certa: questo scontro sta portando ad un incrinamento che può portare solo danni verso gli utenti finali.

A questo punto sono curioso di conoscere la vostra opinione: a voi la parola.

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