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Smartphone Linux: Purism lancia il Librem 5 Premium, prezzo da capogiro

Purism ha annunciato una versione premium del suo Librem 5 che potremmo definire “made in the USA” come canta Demi Lovato nella famosa canzone.  Made in the USA anche perchè è questo il vero e unico valore aggiunto di questo smartphone. Sì, avete capito bene. Purism sta offrendo lo stesso telefono (stesse specifiche, stesso sistema operativo…) con la garanzia che tutti i pezzi vengano assemblati e controllati negli Stati Uniti. Il prezzo? Ben 1999$.

Il telefono è rivolto a chi intende fare della privacy un cavallo di battaglia. In rete si legge spesso e volentieri di (ipotetiche) backdoor inserite dai produttori, spesso questa accusa viene mossa verso i cinesi. Purism si rivolge quindi a chi dubita della supply chain e propone, a un prezzo veramente elevato, un telefono fatto e assemblato interamente negli USA.

Il chief di Purism, Todd Weaver, ha affermato che

Fabbricazione, collaudo, assemblaggio e realizzazione saranno eseguiti all’interno della stessa struttura, ciò offre la migliore sicurezza possibile.

Attenzione però: questo non significa che i componenti usati vengano prodotti negli Stati Uniti. Lo chassis è fatto in Cina, il Chip del modem in Germania mentre la scheda Wi-Fi in India. Tutto il resto è prodotto negli USA. In ogni caso i telefoni saranno  supervisionati, assemblati e integrati negli Stati Uniti. Librem 5 premium arriverà nel Q3 2020 e può già essere pre-ordinato dal sito ufficiale. Gli utenti che hanno già ordinato la versione classica del Librem possono richiedere, pagando un sovrapprezzo, la versione USA.

Vi state chiedendo cosa potrebbe spingere una persona a scegliere, a questa cifra, un Librem 5 piuttosto che un iPhone o un Galaxy s10? Questa la risposta dell’azienda:

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Librem 5: la situazione

Per quanto riguarda il Librem 5 normale va segnalato che i backers hanno ricevuto i telefoni del secondo batch, Birch. L’inizio delle spedizioni di Birch ha subito un ritardo di due settimane necessarie per risolvere vari problemi, tra cui il thermal throttling. La politica di spedizioni organizzata a batch aveva proprio lo scopo di consentire all’azienda di correggere i problemi un po’ alla volta. Le spedizioni del terzo batch, Chestnut, dovrebbero partire entro la fine del mese corrente.

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