Come vi avevamo già annunciato lo scorso 15 Febbraio Canonical ha implementato in Ubuntu un “data collection tool“, ovvero un tool per collezionare alcuni dati utili al team di sviluppo. Ma esattamente di quali dati stiamo parlando?

Quando la notizia è emersa, sinceramente ero abbastanza conscio del fatto che avrebbe scatenato un bel vespaio. Puntualmente, sia sotto il nostro articolo del 15 Febbraio, che su Reddit ma anche su diversi forum esteri ci sono state critiche e polemiche. Dopo gli accordi con Microsoft per portare Ubuntu su Windows col WSL questa mossa ha scatenato di nuovo gli ‘hater‘ che non hanno certo perso l’occasione (a ragione o meno lo lascio stabilire a voi…) per tirare fuori vecchi detti come “Ubuntu = Spyware”.

La realtà è che il tool sviluppato dagli ingegneri di Canonical non è un lungo tentacolo che si impossessa della vostra privacy per propinarvi i consigli di shopping più adeguati. Si tratta di uno strumento che permette la raccolta di dati generici, in forma anonima, per permettere agli ingegneri di migliorare Ubuntu.

Pare inoltre che Canonical sia intenzionata in un prossimo futuro a pubblicare quanto emerso dalla raccolta dati on-line.

Ubuntu Report – Quali dati vengono collezionati?

ubuntu data reportVa detto innanzitutto che è possibile evitare di inviare i dati a Canonical anche se l’opzione predefinita è “Yes, send system info to Canonical”. Per evitare l’invio dei dati vi basta spuntare una check-box in “Ubuntu Welcome”.

Stando a quanto affermato da Canonical nessun dato raccolto può identificare in modo univoco un utente. Non vengono salvati dati sull’account (software installati, cronologia…), username, password nè tantomeno gli indirizzi IP.

Questi invece i dati che sicuramente invierete a Canonical:

  • La versione di Ubuntu
  • OEM/Manufacturer
  • Model number del dispositivo
  • BIOS info
  • CPU info
  • GPU info
  • Quantitativo di RAM installata
  • Info sulla partizione
  • Display(s) info
  • Auto-login status
  • Live Patching status
  • Desktop environment installato
  • Display server
  • Timezone
Fondamentalmente sono le stesse informazioni che potete visualizzare con un tool come Neofetch.

Dato che non ci sono dati personali rilevanti non vedo motivi veri per non consentire la raccolta di queste informazioni grazie alle quali Canonical può avere uno spettro chiaro del parco macchine su cui viene installato Ubuntu con tutti i vantaggi del caso.

Cosa ne pensate? Avete disabilitato la raccolta dati su Ubuntu 18.04 LTS? Perchè?sharing-caring-1

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