L’amministrazione della città di Barcellona ha preparato una roadmap per abbandonare Windows e abbracciare Linux e l’Open Source.

La città di Barcellona ha deciso di ridurre la presenza di software proprietario (leggi Windows) nella propria infrastruttura informatica per sostituirlo con software open source. Dopo il tentativo, completamento fallito, della città di Monaco di Baviera, è quindi il turno della Spagna.

Microsoft Exchange Server sarà sostituito da Open-Xchange, Internet Explorer sarà sostituito da Firefox e la suite da ufficio Microsoft verrà sostituita con una alternativa come OpenOffice. L’obiettivo è di lasciare solo Windows come sistema base e di migrare tutte le applicazioni desktop verso software libero.

Barcellona abbraccia Linux e l’Open Source

barcellona opensource

La tabella di marcia prevede, prima dell’estate 2019, di reindirizzare il 70% del proprio budget IT su software open source. Verranno affidati ad aziende locali i progetti IT e assunti 65 nuovi sviluppatori per scrivere i software ad uso specifico della città. Uno dei progetti più grossi che avrà vantaggi da entrambe queste attività è la creazione di un portale online in cui le piccole aziende potranno visualizzare e prendere parte ai bandi pubblici.

Per quanto riguarda l’OS si punta ad Ubuntu, sono già presenti 1000 desktop basati su Ubuntu ad uso dell’amministrazione. Questa migrazione porterà ad un importante risparmio di denaro inoltre il codice sviluppato potrebbe essere riutilizzato da altre municipalità, andando ad abbattere i costi a livello nazionale.

Un eventuale successo potrebbe fare da traino per progetti simili nel resto del mondo. Per maggiori informazioni vi rimando all’articolo originale sul sito di El Pais.

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  • alex

    Bene, dopo Monaco verrà aperta una grossa sede Microsoft anche a Barcellona 😀

    ….si scherza è, magari in Spagna riescono a fare le cose per bene e migrare seriamente

  • espirit

    Mi sa che gli spagnoli lo fanno meglio 🙂 Hanno lasciato per ora come sistema operativo Windows e intanto migrano tutto il resto. Nel frattempo però ci sono già 1000 nuovi computer targati Ubuntu (niente distro personalizzata come fatto a Monaco, che ha impiegato troppe energie) pronti per utilizzare le applicazioni migrate… chissà, chissà

  • Claudio Galli

    Si sa che la fame aguzza l’ingegno. Magari una economia piu` debole dei crucchi riesce a far qualcosa di buono. Non e` poi impossibile migrare una bella fetta dei pc di normali utenti a linux. Tutto sta nel numero di applicativi verticali da riscrivere, portare o rimpiazzare.

    • Kim Allamandola

      Sarebbe un discorso lungo ma… L’economia tedesca è in effetti al collasso, forse come quella spagnola. Hanno un gran “marketing” che porta ancora fiducia ma di fatto la carenza di infrastrutture, la riunificazione mai realmente completata, il caos amministrativo (l’Italia è più coesa al confronto) ecc la han completamente distrutta. Vive ancora per la fiducia degli altri, per la BCE che pompa denaro, per lo stato che ha salvato le banche, a partire da Deutsche bank che aveva un buco ben peggiore di MPS ma è sostanzialmente alla frutta.

      Sul discorso applicativo tocchi un tasto dolente: praticamente tutti quando migrano fan il possibile per non cambiar nulla, ovvero portare applicativi, modus operandi ecc. Questo per me è sbagliato. GNU/Linux non è un altro Windows, non si deve cercare di replicare l’analogo workflow si deve progettare un nuovo workflow intorno al nuovo ambiente, al modo abituale di lavorare di quest’ultimo. Ovvero applicativi e processi non vanno migrati ma ripensati.

  • Kim Allamandola

    Mh, non mi risulta che Monaco a livello software non sia migrato con successo al FOSS, mi risulta che abbia preso decisioni politiche a tema. Quanto a Barcellona da quel che leggo non mi pare stia granché migrando, certi passaggi fatti “a pezzetti” sono più disastrosi che positivi.

    Per me una strategia è prendere impiegati selezionati tra i più smaliziati e cambiare solo per loro (la parte di integrazione deve essere affrontata e in questo caso è un eccellente test) e via via estendere. Si deve creare un clima di curiosità, mostrare i vantaggi del nuovo ambiente, correggere i difetti via via e far apprezzare il cambiamento. Questo aiuta soggetti che sono normalmente refrattari ad ogni cosa.

  • Danilo

    Bo, io continuo a non essere convinto che linux sia la scelta migliore per tutti. Voglio riportare la mia esperienza di questi giorni.

    Dopo circa 2 anni ho reinstallato ubuntu (17.10) sul pc fisso. Come al solito ci sono stati i soliti problemi di acpi con il boot da usb. Una volta installato tutto ok, ma come al solito ho trovato i soliti bug, applicazioni installate tramite store nel menu con icona ripetuta 2 volte, applicazioni senza icona nel menù che ho dovuto aggiungere a manina, scheda di rete ethernet che non si riattiva da sola dopo un inutilizzo di circa 30 minuti. Senza poi parlare delle solite cacchiate del tipo il tasto windows non apre il menù o del fatto che rispetto a windows 10 sembra fermo, ebbene si e non parlo solo di boot, a parità di hardware (installati su stesso hardisk) windows 10 è molto più reattivo. Preciso che è un pc fisso che ormai ha 4/5 anni quindi con hardware obsoleto. L’unica cosa che ho notato è il tempo di avvio di Eclipse che sembra essere molto più veloce rispetto a windows (e per più veloce parlo di 10 secondi contro 1 minuto), ma su questo mi riservo di fare dei test più approfonditi. Chicca delle chicche, lo shutdown non funziona (questa è nuova), il sistema rimane sulla schermata di ubuntu ma il disco orami è spento (ho visto in rete che ci sono delle soluzioni ma ancora non ho avuto modo di testare. E tutto questo l’ho notato in appena 5 ore di utilizzo spalmate in 2 giorni.

    Prima di ubuntu ho provato anche KDE Neon, visto che ero un grande appassionato di questo DE, mi è passata l’allegria in 24 ore per questo ho optato per reinstallare ubuntu. Preferirei quasi quasi una distro con gnome shell pulito (come era ubuntu gnome che non è più realizzata), quindi ho pensato a Debian, ma ovviamente Debian, con tutto l’amore che ho per lei, ha le sue rogne: software obsoleto, driver proprietari 0, e una serie di software utili per il sistema base non pre installati di default come ad esempio il software center, o alcune chicche come il gestore dei profili ICC/ICM.

    Insomma ad essere sincero da programmatore, appassionato di informatica e di linux, se questi sono i risultati mi dispiace ma non è un SO adatto a tutti e lo dico a malincuore perché usando tutti i giorni windows a lavoro mi mancano tante cose di linux, come la bash o il fatto di poter ricompilare software e kernel o semplicemente il poter smanettare le varie applicazione e renderle a proprio piacimento.

    • Prova a togliere Ubuntu e provare Manjaro nella versione Deepin…

      • Danilo

        Deepin la provai nel 2010 l’ho trovata un’ottima distro, sopratutto per l’ambinete grafico molto curato. Ma perché usare Manjaro con Deepin quando esiste Deepin?

        • Perché Manjaro è una distribuzione derivata da Arch che miscela la stabilità e velocità alla bellezza di Deepin inteso com DE.

          • Danilo

            Sembra una distro interessante, ma quanto c’è bisogno di smanettare? sono stato un amante di arch linux, è stata la mia ultima distro prima di dover tornare a windows (per uso domestico a lavoro avevo ubuntu), ma oggi non ho più il tempo per stare li a far funzionare ogni singola cosa, quando accendo il pc a casa deve funzionare e basta xD

          • Considera che provengo da Windows come sistema principale, sostituito con Linux provandone di tutti i colori. Paradossalmente cpn Ubuntu e tutte le sue derivate non ho avuto un buon risultato duraturo nel tempo. Arch mi faceva paura perché richiedeva una conoscenza del terminale linux che io non avevo. Poi un giorno ho letto di Arch per l’utente normale rappresentato da derivate come Manjaro o Antergos, che includevano automazioni ed interfacce grafiche che il normale Arch non aveva. Deciso a provarlo, installai proprio Manjaro Deepin che sin dall’avvio in live mi fece una bella impressione, cosa poi totalmente confermata durante tutto il processo di installazione in stile grafico, e relativa configurazione semplice come fosse una Linux Mint. Manjaro dispone di diverse applicazioni di sistema attraverso cui puoi gestire kernel, dispositivi, driver schede video senza usare il terminale.
            Non dimentichiamo che si tratta di una rolling release, la installi continuando ad avwre versioni superiori senza reinstallare e che diapone sempre le ultime versioni dei suoi componenti, primo tra tutti Deepin. Provalo…

          • Kim Allamandola

            Attenzione a gioire troppo a tema rolling: sono una *pessima* idea per molti motivi, i principali sono che:
            – un update può costringerti inaspettatamente a cambiare qualcosa, es qualche mese fa le WxGTK che con lo split in due pkg (2.x e 3.x) han costretto a disinstallare loro e tutto quel che da loro dipende per poi reinstallarlo. IOW non hai la possibilità di aggiornare in tranquillità
            – leftover, inclusi hack tuoi non più documentati che restano nel tempo e possono creare problemi difficili da comprendere e risolvere
            – assenza di install regolari == avventura ignota nel momento in cui reinstalli ad es. perché hai cambiato il ferro
            Questi sono i motivi per cui non vedrai una rolling a livello enterprise mai. NixOS/GuixSD sono gli unici che col sistema del nix-store ovvero delle build isolate di ogni pkg possono unire rolling e stabilità evitando i problemi di cui sopra.

          • attenzione a non confondere, qui non si tratta di aziende ma di persone e credimi da sviluppatore multipiattaforma baata avere gli strumenti giusti per non incorrere in problemi di versione dovuti alle rolling…

          • Kim Allamandola

            Un esempio banale: Arch&c sovrascrivono il kernel in uso ad ogni update, che strumenti hai per *evitare* che qualcosa vada storto? Attenzione che bootare da live e chrootarsi, compilare un kernel proprio per questo, pinnare un kernel e testare in live prima di ogni update ecc non evitano bensì fixano.

            Altro esempio caso già citato delle WxGTk rinominate come pkg che strumenti hai per *evitare* il problema? Puoi fixarlo facilmente, questo si, ma devi comunque agire.

            Ancora: root su zfs (repo archzfs), ogni aggiornamento del kernel se usi i dkms non li compila nell’ordine corretto quasi sempre ovvero compila prima zfs poi spl rendendo il sistema inbootabile, se usi zfs in kernel non puoi aggiornare per alcuni giorni o anche 1/2 settimane il kernel quando esce poiché devi aspettare che il porters di archzfs aggiorni a sua volta.

            Posso continuare a lungo. Anche se la distro rolling fosse super-duper-attenta, per *ogni* singolo pkg anche i più marginali, se anche avesse una gestione meno folle di Arch del kernel, ipotizzando che si possa evitare ogni problema di update (cosa che *nessuno* ad oggi per quanto ne so è mai riuscito a fare, NixOS o OpenSolaris/IllumOS han solo trovato workarounds) ti resta il problema della mancanza di esperienza quando devi reinstallare (es. crash/furto/altro) del disco/del desktop intero e ti resta il problema dei leftover. Ad oggi solo NixOS/GuixSD sono in grado di “evitare”, non risolvere, questi problemi permettendo di replicare un’install solo da uno/pochi files di conf da far masticare all’installer, ti manca solo il partizionamento. E anche su di loro resta il problema di tenere la conf aggiornata non “quando sai che c’è una nuova release” ma regolarmente, per lo meno per quanto riguarda le singole conf personali di applicazioni/servizi extra.

          • Danilo

            Quelle che hai citato sono le cose che mi fanno più paura dei sistemi rolling, non che non sappia gestire la situazione, ed era proprio quello che intendevo con smanettare, troppe volte con arch mi sono ritrovato lo schermo nero al reboot, e troppe volte mi sono ritrovato a dover cancellare le directory di configurazione del DE perchè post update non si capiva più nulla. E ancora troppe volte mi sono ritrovato ad avere il sistema che non partiva proprio più post update o software installati mediante aur che non andava e mi sono ritrovato a dover scaricare a manina la versione più nuova o a dover creare il nuovo pacchetto aur xD… Non ho più tempo di fare queste cose, e veramente mi dispiace perché mi piaceva e mi divertivo.

          • Kim Allamandola

            Come sopra, prova NixOS, IMO il suo concetto è il futuro delle distro, almeno della parte comunitaria. Spero prossimamente seguiranno GuixSD almeno sostituendo systemd con GNU shepherd se non proprio con scheme al posto del DSL di nix.

    • Cristian Martina

      Potrebbe richiedere più tempo per l’installazione e configurazione ma all’utilizzatore finale cosa cambia?
      Secondo me nulla.
      Io uso archlinux e dopo la prima configurazione non ci ho più messo mano. È installata da 2 anni e faccio aggiornamenti costanti.

      • Danilo

        Cambia che nell’utilizzo quotidiano è più lenta. Prova ad aprire libre office e word di MS e vedrai che differenza c’è. Ti ripeto, l’unica differenza vera l’ho notata, per ora, con eclipse ma devo fare ancora dei test seri, perché sul pc del lavoro ci mette tanto a partire sotto windows ma ho anche un workspace con una marea di moduli mentre su ubuntu è vuoto.

        • Cristian Martina

          Ad aprire una suite office non ci voglio ore. Una volta aperta ci lavori.
          Sul mio pc CPU j3160 (quindi lenta) e SSD 64gb ci vogliono meno di 10 secondi (libreoffice). Anche se si trattasse di 30 (assurdo e impossibile) non credo causerebbe problemi.
          Se poi vedi una stabilita maggiore, un avvio più rapido del PC, ecc… compensi quel piccolo ed eventuale ritardo.

          • Danilo

            Io questa stabilità maggiori non la vedo, sono 2 anni che uso windows 10 ed ho avuto solo una schermata blu causata da un driver jdbc installato male su dbvisualizzer post aggiornamento. Prima di avere il portatile nuovo a lavoro usavo ubuntu con gnome shell e sinceramente era molto meno stabile, ricordo che avevo la connessione wifi che ogni tanto andava giù e l’unico modo per farla tornare era tirare giù il modulo della scheda wifi e poi riattivarlo. Ma la cosa peggiore era che non ero l’unico ad avere questo problema in ufficio, e la cosa bella e che avevamo tutti portatili diversi con almeno 4/5 schede wireless differenti (per giunta il mio aveva una di quelle con driver in kernel non ricordo qual’è quindi 0 driver proprietari).

            Vorrei fare una precisazione, io ho iniziato ad usare linux ai tempi di fedora 4, quando in giro c’era windows xp. A quei tempi tra una distro linux e windows c’era l’universo, ricordo ancora quando installai una delle prime ubuntu, erano mille volte più veloci di windows e mille volte più stabili. Mi dispiace ma oggi la situazione si è realmente ribaltata. Provare per credere, penso che tu usando Archlinux avrai un bel pò di software installato tramite AUR e anche questo fa la differenza, software compilato ad-hoc gira sicuramente meglio di quello generics

          • Cristian Martina

            Io uso linux dalla mandrake 7.2, li si che era dura.
            Ho solo 3 pacchetti da AUR ma sono cose che nessuno usa, per esempio uno per gestire i file della wii.
            Tutto il resto è nei repo ufficiali, come il browser internet e la suite office.
            I PC nelle pubbliche amministrazioni dubito siano connessi in WiFi comunque per loro conviene usare i kernel lts che sono maggiormente stabili.
            Come DE uso LXQT… Il PC è operativo in 12 secondi.

          • Danilo

            Ti faccio una domanda, hai provato ad usare windows 10 senza pregiudizi per almeno 3/4 mesi senza mai aprire arch? prova e ti consiglio di fare un installazione pulita senza dual boot. Dopo di che prova a tornare su arch linux e dimmi se noti differenze, io devo dire che le ho trovate e sono veramente dispiaciuto perché il mondo linux meritava un futuro migliore di quello che sta vivendo oggi.

          • Cristian Martina

            Non ho provato. Sono circa 6 anni che sui miei PC non vi è più alcuna traccia di windows.
            Ho letto e mi hanno detto in molti che con windows 10 ci sono stati molti progressi.
            Io sto bene cosi. Non sapendo un centesimo per i software

          • Danilo

            Buon per te, ma così non puoi fare un confronto. Non puoi dire che tra la cioccolata normale e la fondente preferisci la normale se la fondente non l’hai mai mangiata xD

            Io te lo consiglio se non fosse per capire cosa sia cambiato realmente e quanto il panorama linux sia rimasto indietro.

          • Cristian Martina

            E una questione di punti di vista.
            1. Io preferisco una cioccolata gratis (open, dove so cosa c’è dentro) piuttosto che una che piace a tutti a pagamento (e non so cosa c’è dentro).
            2. In cosa è migliorato? Se mi spieghi… Grazie.
            Io comunque il PC lo uso per navigare, fare qualcosina con office e raramente altro. Scusa ma pagare per questo mi sembra inutile. Tornando nel tema direi che la PA fa più o meno le stesse cose o almeno su molti PC quindi potrebbero tranquillamente convertirsi a Linux su alcuni PC e su tutti mettere libreoffice.

          • Danilo

            Solo che la PA invia dati e file ai comuni cittadini che purtroppo nel 90% dei casi usano la suite office di MS che digerisce molto male il formato odt.

            Io non ti stò dicendo che windows è meglio di una qualsiasi distro linux, stò dicendo che oggi la tua cioccolata gratuita non è migliorata poi tanto negli ultimi 10/12 anni a differenza della concorrenza che è cresciuta tantissimo sia da un punto di vista di affidabilità, che di performance che di usabilità.

            Puoi avere tutta la cioccolata gratis che vuoi, ma se è di qualità bassa non è che diventa più buona solo perché gratis.

          • Cristian Martina

            Quindi MS non supporta ancora bene gli ODT che esistono da anni e la colpa è di linux che non ha fatto passi avanti.
            I documenti li potrebbero inviare in PDF che sarebbe più logico.
            Comunque OK. Non so da quanto usi linux ma non credo da molto visto che passi avanti ne sono stati fatti, anche negli ultimi 10/12 anni.

          • Kim Allamandola

            Beccato: non usi uno dei DE mostri di moda oggi. Personalmente dopo la morte di Unity per me ho scelto EXWM, veloce (nonostante Emacs non lo sia proprio) e per gli utenti desktop tipo dopo aver provato a lungo Kde (e bestemmiato parecchio dietro alle loro scelte) penso mi orienterò su Gnome Shell (quel che più assomiglia a Unity) ed entrambi paiono limitati mostri realizzati da qualche ragazzino con scarsa capacità di comprensione del significato di “desktop”… Ecco la “differenza di velocità” che citava @disqus_b9ubPsqpGS:disqus

          • Danilo

            Infatti anche la mia scelta è caduta su gnome shell pulito, devo solo trovare la distro che ne fà il baluardo e che non mi faccia impazzire per configurarla o per installare qualsiasi cavolata, come si dice non ne ho più tempo xD

          • Kim Allamandola

            Mh, prova NixOS, che sia Gnome Shell o Kde o quel che vuoi è una manciata di righe di conf e basta senza problemi, le build sono in genere curate abbastanza, al netto dei bachi di quel che installi, ovvio. Questa è una conf d’esempio per un’amica che voleva provare entrambi paste2. org/mGnDIVb1

            Hai vari vantaggi tra cui
            – updates che non rompono nulla pur avendo un sistema semi-rolling
            – n-configurazioni diverse mantenibili insieme
            – configurazione replicabile ovunque

            e come distro supporto LUKS, zfs, nilfs, … out-of-the-box

          • Rehdon Lofgeornost

            Mi spiace che la tua situazione sia quella che descrivi, devo dire che (anche) la mia esperienza recente è molto diversa: ho comprato recentemente un Asus Zenbook e a parte i problemi estetici (Win10 è molto meno versatile per la gestione di uno schermo piccolo ma ad alta risoluzione), a parte la continua intrusività di update e tentativi di ripristinare come di default i programmi MS invece di quelli che ho installato io, a parte una certa instabilità (un po’ anche sul lato Linux, devo dire, non so se è l’hardware o gli ultimi aggiornamenti di Linux Mint), nell’uso normale con Windows parte la ventola *subito* dopo il boot, praticamente senza fare alcunché; con Linux evidentemente ci deve essere un gestione dell’hardware migliore, perché si surriscalda molto meno.

            Poi che Windows 10 sia molto meglio del precedente è innegabile, ho problemi a usarlo soprattutto per la sensazione di non avere il controllo di niente, SO e applicazioni. E’ possibile che dopo ogni major update cambi alcune cose senza chiedere permessi o altro? non è estenuante che ti chieda continuamente di ripristinare Edge come browser predefinito? sai che per VLC e altri programmi non MS ho dovuto “insistere” (= non accettava l’impostazione) per averli come sostituzione di quelli preinstallati?

            Alla fine il gap tecnico si è forse ridotto o eliminato (non sono un esperto, non saprei dirti), Linux resta molto avanti (per me, ovviamente) per quanto riguarda libertà di scelta, possibilità di configurazione, rispetto della privacy, etc.

          • Danilo

            Io ad esempio ho notato il contrario, sui sistemi MS hanno lavorato molto per ottimizzare la dimensione del testo e dell’interfaccia in base alle dimensioni dello schermo. Quando avevo il 15″ full hd ricordo che la mia kubuntu era illeggibile, dovevo aumentare il font e ingrandire le icone e andare a modificare anche la grandezza dei tasti delle finestre perché minuscoli. Speo che oggi le cose siano cambiate perché comunque parlo di qualche anno fà.

            L’unico vero mostro di grandezza su windows 10 lo noto con il menù di windows che su schermi da 15″ e risoluzioni inferiori al 1080p risulta enorme xD (cosa che succede anche con lo schermo da 24″ fullhd sul desktop con kubuntu)

          • Rehdon Lofgeornost

            Molto in breve, il mio zenbook ha una risoluzione di 1920×1080 e dimensioni 13.3″: con Windows non mi riesce trovare la giusta via di mezzo fra icone / font giganteschi o un po’ troppo piccoli, con Linux sì. Per un display che uso spesso fa abbastanza la differenza.

            Poi adesso sto cercando di configurare due monitor su Linux Mint Cinnamon, e funzionerebbe tutto perfettamente se non fosse per un bug di Nemo che non mi fa vedere le icone sul monitor secondario … lavoro da fare ce n’è ancora, poco ma sicuro!

          • Maudit

            guarda, proprio un paio di giorni fa, un mio collega bestemmiava perché dopo un aggiornamento di windows 10 il disco rigido gli va al 100% per i primi 10 minuti dall’avvio.
            Uso quotidianamente openSUSE su 2 PC, un core2duo ed un i5 più recente, con KDE 5.
            Nella mia esperienza non va più lento di windows, al contrario è indiscutibilmente più veloce sull’i5 ed incomparabile sul vecchio core2duo.
            Usando windows 10 ho visto le solite cose di windows.
            Non ha nulla di meglio. Ed è lento.
            Apro il menu? Latenza.
            Una finestra? Latenza.
            Apro il file explorer? Nella toolbar, inesorabile appare una INSPIEGABILE e LENTA barra verde di caricamento: per caricare 6 (sei) ca77o di icone.
            Ma veloce dove?

            Ah, per la cronaca: si infogna di virus tanto quanto prima.

          • Danilo

            Si infogna di virus… Mamma mia che genio, se scarichi la monnezza, in 2 anni di windows usato 8 ore al giorno e più per lavoro mai preso. Poi io non capisco perché prendete le vostre singole esperienze come verità incontrovertibili. Io non stò dicendo windows è meglio o quell’altro è meglio, sto facendo un’altro discorso, quello che sto dicendo è negli ultimi 10 anni microsoft ha raggiunto degli ottimi risultati, ha colmato molte lacune che aveva ed ha migliorato sensibilmente il proprio SO. Se guardo oggi una distro linux oltre a trovare gli stessi problemi che aveva 2 anni fà, e che aveva 5 anni fà e che aveva 10 anni fà, noto che non ci sono stati passi in avanti su alcuni argomenti che a mio avviso sono importanti come la retrocompatibilità totalmente assente dei driver, o come la mancanza di un DE degno di nota. Ma ti rendi conto che ogni volta che apri un terminale gnome viene aperta nella posizione di default e con la dimensione di default? e questo succede per molti software e ti sembra normale? o è normale che i gestori dei pacchetti grafici sono sempre più inutilizzabili? Cavolo hanno tutti copiato da linux, i sistemi linux sono gli unici ampiamente diffusi che usano un sistema a pacchetti con software center e ad oggi è il peggiore in circolazione? sono lenti, i sistemi di ricerca funzionano male… bo forse sono io che sono troppo intransigente o siete voi che mantenete degli standard qualitativi troppo bassi.

          • Maudit

            Ma ti rendi conto che ogni volta che apri un terminale gnome viene
            aperta nella posizione di default e con la dimensione di default?

            Gnome… Bah.

          • Maurizio Tosetti

            Normale operitivita’ con Win 10.

    • Kim Allamandola

      Ubuntu è nata come una distro “visionaria” ed ha avuto successo per questo, ma oramai lato desktop è abbandonata perché Canonical vuole monetizzare e server/IoT sono un ordine di grandezza più redditivi del desktop. Comunque in generale non hai torto né sei un caso isolato a dire che il numero di bachi seccanti nel FOSS è aumentato parecchio: una volta quando c’era una vera community chi sviluppava aveva in media competenze di un certo livello, oggi c’è una gran massa di code monkeys che provengono da Windows e han portato qui il loro modo di lavorare grazie alla loro massa, ben spalleggiati dalle scelte disastrose di alcuni progetti importanti come le Qt (il cui stato attuale è a dir poco penoso) e quel che gravita intorno a RH.

      Tuttavia i bachi sono un problema ancora marginale, anche perché si verificano in misura ben maggiore ovunque, hardware incluso, il punto è che con GNU/Linux riesci ad avere un desktop moderno con la flessibilità di unix e la garanzia del FOSS, lungi dall’esser l’ideale è il meglio sulla piazza oggi, per qualsiasi azienda o privato. Non è per tutti nel senso che non tutti sono in grado di usarlo/gestirlo senza aiuti ma questo è un loro problema, non nostro.

      Come OS ti consiglio di provare NixOS, sopratutto per il fatto che un aggiornamento non rompe praticamente mai l’OS e puoi replicare un deploy intero con un’epsilon della fatica di Salt, Ansible&c, caratteristiche ignote non solo sulle altre distro ma anche su praticamente ogni altro OS in giro.

      Per il tuo ultimo paragrafo non ti offendere ma temo che tu non abbia abbastanza esperienza per uno unix, basandomi solo su quel che scrivi: la bash in genere è usata da è nato su GNU/Linux senza conoscere unix e la flessibilità vista come ricompilazione o l’uso di DE/WM diversi è di nuovo qualcosa tipico di chi è arrivato su GNU/Linux senza conoscere né unix né il resto del mondo. Una UI configurabile è ad es. Emacs, che può benissimo essere (e normalmente così è usato) una finestra che sembra una dialog vuota eppure può essere plasmata, live, senza ricompilazioni né riavvii in quel che ti pare, incluso fare slides che cambiano “perspective” (nel gergo di eclipse) cliccando un link locale nella slide. Se avrai pazienza (non poca, ad oggi) di esplorare questo “mondo” vedrai che GNU/Linux odierno non ti dirà granché ma sarà solo il male minore, Windows ed OSX non riusciresti proprio ad usarli. È un mondo “perso” causa ignoranza e scientifica demolizione di università e aziende serie/non manageriali ma è talmente superiore a quel che c’è oggi che se non lo scopri non riuscirai mentalmente a immaginartelo.

      • Danilo

        Guarda, come ho scritto sotto ho iniziato ad usare linux ai tempi di fedora 4, quindi si parla del 2006 se non erro. Di sistemi unix puliti non ne ho mai usati, se non qualche volta per gioco ho installato Free BSD.
        Sulla questione delle competenze che stanno arrivando hai perfettamente ragione, ma su questo punto la colpa grossa è anche di chi ha scritto codice in passato. Spesso e volentieri non c’è un filo di documentazione, più e più volte mi è capitato di mettere mano ai sorgenti di software aderenti al FOSS ed è sempre un casino e spesso sono anche progettati male, parti core del sistema che sono innestate direttamente nel codice gtk o qt, senza creare dei livelli di astrazione in modo da separare il back-end dal front-end, roba talmente innestata una nell’altra che per modificare l’interfaccia si faceva prima a riscrivere tutto.

        Quello che noto è che mentre 10 anni fà chi lavorava sulle distro, e ai vari software, mirava ad innovare e ad avere un sistema più stabile e con meno “smanettamenti” (non che siano un problema se non per il tempo che non ho più xD), si puntava a creare qualcosa che competesse realmente con windows, oggi mi sembra che sia cambiato qualcosa. Windows 10 è realmente un sistema stabile, molto più di alcune distribuzioni linux e secondo me bisogna prendere atto di questo. E se dopo 2 anni di windows, torno su linux ed ho la sensazione di trovarmi su una scatola di uova be qualcosa si è rotto, non sento più quella stabilità che sentivo anni fà, non sento più quella sicurezza che avevo in passato.

        Anche a livello di DE c’è qualcosa che non và, parlo di KDE perché ho praticamente quasi sempre usato lui, ricordo quando usci KDE 4 sembrava essere un interfaccia 200 anni avanti rispetto a tutto il resto, si parlava di desktop semantico di widget e anche se sino alla release 4.3 non era usabile sembrava veramente aver buttato le basi per qualcosa di buono. Oggi reinstallo super eccitato KDE Neon e cosa trovo? un’interfaccia lenta, pesante, obsoleta le qt5 sembrano risalire ad un’altra era, ci sono ancora i widget??? ma chi li usa più… Insomma non so se ho reso l’idea di quello che stò provando ma sono veramente triste e deluso.

        • Kim Allamandola

          Temo di si, hai reso bene l’idea, quel che non hai indicato giustamente è la differenza con gli unix classici: vi sono unix non proprio “puliti” ma in genere sono un altro mondo in termini di design rispetto a GNU/Linux, il grosso problema che hanno è che avendo un uso elitario e quasi esclusivamente server-side da anni sono di fatto “di un’altra era” ed inusabili come desktop oltre ad esser assai arduo avere una workstation usabile con loro. Il mio primo computer, per mera casualità è stata una vecchia O₂ (SGI/Irix/Mips) era rumorosa, grossa, pesante, con una tastiera che sembrava “da carro armato” eppure quando mi regalarono qualche anno dopo il primo computer con Windows 98 lo lasciai all’istante da parte: inusabile. Ancora anni dopo quando conobbi GNU/Linux, allora Mandrake 8/Kde3, da un lato ero attirato dalla sterminata quantità di software e giochini che c’erano sopra, dall’altro mi sembrava solo a pelle fragile, mal progettato, limitato rispetto ad Irix che comunque non potevo quasi più usare proprio per mancanza di software. Così ho cominciato a sperimentare e pian piano ho visto come l’evoluzione sia divenuta una involuzione. Non ho mai avuto una LispM od una Xerox Alto, ho solo visto demo, ma già da quelle si percepisce un potenziale oggi addirittura inimmaginabile e superiore alla frazione di quel mondo che ho provato.

          Oggi giusto a tema tanti vedono Eclipse, NetBeans o IntelliJ come “IDE evoluti”, se provi Emacs ti metti a ridere perché nonostante l’enorme quantità di codice in più, il peso computazionale enorme ecc fanno di fatto un’epsilon di Emacs e a parte una UI moderna non han neanche una virgola non solo di operativo oggi ma neppure di potenziale.

          Questo è il grosso problema: abbiamo raggiunto un limite evolutivo degli OS attuali (tutti, proprietari inclusi) e non siamo più in grado di crearne di nuovi. Facciamo torri di babele sempre più giganti, fragili e tenute insieme con lo scotch per aggirare il problema ma senza speranza.

          Se vuoi sperimentare e hai un po’ di tempo prova NixOS, se vuoi mettici LUKS, zfs, prova nilfs (fs versioned, ovvero hai una storia completa del tuo fs con “salvaguardia” degli eventi che vuoi, garbage collection per il resto ecc) è rudimentale ma implementa una delle tante idee di Plan9. Ci metterai un po’ e alla fine avrai qualcosa di rozzo, casalingo, ma con un’efficacia ed un potenziale se fosse sviluppato da un certo numero di persone che tutto il “mainstream” attuale sarebbe un giullare medioevale rispetto a Leonardo al confronto. Io penso, spero, che nei prossimi anni la community, quel che ne resta, si divida in due, da un lato quella “commerciale” che segue la linea evolutiva “mainstream” che vediamo, dall’altro una più “libera” che riscopra e porti avanti certi concetti, qualcosa in tal senso si muove sia pur con numeri ancor piccoli.

          • Danilo

            Mi hai incuriosito, magari vedo di mettere questa NixOS su una VM, così ci posso smanettare con calma.

            Menomale che ogni tanto incontro qualcuno in questi siti che la pensa almeno un pochino come me 😀 hai detto proprio bene si creano castelli di carta, ma bisogna vedere come li si realizzano. Io quello che vedo è che mentre per la parte commerciale (ovvero ms, google, apple) è stata fatta dell’ingegnerizzazione nei loro software, nei sistemi con software open ci si trova davanti a di tutto. La sua bellezza è anche la sua debolezza, magari domattina scrivo il software più utile del mondo, tutti gli utenti linux lo userano, ma se è scritto con i piedi, è progettato male, non è software di qualità, e sopratutto se non è manutenibile in futuro resterà una paccottiglia di roba antica.

            Parlo di sistemi linux perché li conosco discretamente (lungi da me essere tanto presuntuoso da dire bene), io trovo che sia l’ora di superare certi limiti che sono folli nel 2018, penso che sia l’ora di superare certi software potentissimi ma superati come xorg che ancora molte distro usano, e trovo che anche all’interno dello stesso kernel linux ci sarebbe bisogno di cambiare qualcosa a livello strutturale, perché è inconcepibile (come dicevo sopra) che ad oggi non si riesca a montare un cavolo di modulo pensato per una versione precedente del kernel, ne capisco i motivi tecnici, ma ormai persino su windows 10 sono riuscito a far funzionare il 90% dei driver del mio pc di 12 anni e pensati per windows 7.

          • Kim Allamandola

            Considera che NixOS non è una distro classica: tutto si fa in uno o più file(s) di configurazione in /etx/nixos. L’install essenzialmente è: genera una conf minimale o copiane una da qualche parte, lancia nixos-install che deploya l’OS. Quando vuoi replicare NixOS, utenti, applicazioni, configurazioni personali ecc semplicemente partizioni la macchina/disco/i di destinazione (LUKS, zfs ecc supportati nativamente) apri LUKS/monti il tutto, copi /etc/nixos e dai nixos-install. Fine. Ti trovi lo stesso OS che avevi altrove con tutta la conf del caso. In più ogni applicazione è in un tree a se solo symlinkata nella “root tradizionale”, ogni update genera una nuova entry nel bootloader (grub o slim al momento) e booti in quella che vuoi sono solo symlink. Questo rende molto scomodo avere binari personali con dipendenze, devi nix-izzarli, ma rende possibile l’equivalente povero dei BE di OpenSolaris/IllumOS. Unica nota per l’install: in fase di install tutti i pkg elencati nella conf sono scaricati in ram non nel tree dove andrai a scompattarli quindi se hai una config grande (Kde, GnomeShell ecc) e poca ram non riesci a fare la prima install. Devi commentare tutti i pkg di troppo, installare un os minimale e poi decommentarli dopo l’install e dare nixos-rebuild switch che applica la conf. Fa gli aggiornamenti (nixos-rebuild switch –upgrade) e quasi tutto il resto. I leftover che non vuoi più li rimuovi con nix-collect-garbage. Se sei curioso prova anche Nilfs, che io sappia è l’unico fs versioned che abbiamo, in pratica ogni cosa che scrivi può essere “diff-ata” o ripristinata con un classico “undo”.

            Quanto allo sviluppo: IMVHO c’è un problema di fondo. GNU/Linux non ha più una community che sviluppa. Lo sviluppo oramai è portato avanti da 4 gatti rancorosi, per lo più con aspetti commerciali (RH) e molti che non sono affatto interessati al desktop, anche perché vogliono vendere l’idea del terminale stupido 2.0 aka “cloud desktop”. Questo è il grosso problema. Chi sviluppa un nuovo X se oggi chi sviluppa si occupa solo di server? Chi investe alcuni anni almeno di sviluppo di una libreria grafica se gli unici che sviluppano vogliano spingere tecnologie “web” ovunque per i loro interessi “cloud”? Chi si occupa di rendere la torre di babele un sistema semplice e pulito se i soli che sviluppano vogliono vendere l’idea che il software è un problema, meglio usare software mantenuto da altri (aka *AAS)? Un tempo c’erano università che facevano ricerca, oggi ci sono diplomifici; un tempo c’erano aziende (non necessariamente IT) che avevano laboratori di ricerca ragionevolmente indipendenti, adesso è tutto a gestione manageriale, sviluppo incluso. Un tempo avevamo ancora il concetto di sistemista e di smanettone ovvero di soggetto che aveva il completo controllo di un’infrastruttura IT nel suo complesso e soggetto appassionato che costruiva il suo ambiente personale, oggi si vuole aver tutto DevOps ovvero aver solo code-monkeys comandate da manager che sono i soli ad aver una visione d’insieme e si hanno utenti “consumatori” che si limitano a cliccare in giro…

            Per questo dico che la community dovrà scindersi, o forse rifondarsi per poter tornare ad un certo sviluppo che abbiamo oramai perso…

    • Danilo

      Altro bug trovato che mi sono dimenticato di scrivere, installando chrome da pacchetto non si installa tocca forza il tutto da apt poiché non si risolvono alcune dipendenze.

      Altro problema dei sistemi linux, la vga di questo computer non è più supportata da ATI quindi dovrei installare ubuntu 14 per poter usare i driver proprietari. Su windows 10 un buon 80% delle volte sono riuscito ad installare anche i driver di windows 7… Possibile che ci siano ancora problema di retrocompatibilità nel 2018?

      E anche qui ne avrei da dire, una volta i sistemi gnu/linux erano la manna per i pc datati, oggi gira meglio windows su un pc con qualche anno che una distro linux, c’è qualcosa che non và.

      • Kim Allamandola

        Non è propriamente un baco: se installi Chrome da pacchetto, perché Google ha scelto di fare un repo a modo suo, è normale che vi siano dipendenze rotte, fixabili al volo con apt-get install -f… Altrimenti devi aggiungere il repo ed importare la chiave. Il baco, volendo, è la distribuzione di software proprietario anziché lasciar fare alle distro il loro mestiere…

        Sul discorso “hw datato”, non è più così da tempo, grossomodo da quando GNU/Linux è cresciuto abbastanza da essere un desktop moderno, diciamo che questo è un cambiamento dovuto a due principali fattori: da un lato il sempre maggior peso dell’web che richiede più che “browsers” veri e propri ambienti/framework spesso più pesanti dell’OS stesso unito al declino del desktop classico (iow che te ne fai di un vecchio computer se poi Firefox o Chrome non ci girano?) e dall’altro lato la spinta commerciale che arriva anche qui unito al fatto che ferro nuovo di potenza “decente” non costa più cifre improponibili, un desktop assemblato completo di monitor, non esaltante ma ragionevolmente adatto ad un desktop moderno lo riesci a fare sui 300 euro, con ssd e 8Gb di ram… Oramai la community di sviluppo non è più fatta da tanti studenti squattrinati, chi è rimasto o ha ferro d’alta gamma (ma veramente alta, multi-cpu, multi-monitor, 64+Gb di ram ecc) o sono utenti casalinghi che non sviluppano e spesso non partecipano in alcun modo allo sviluppo manco con mera presenza in un ng/ml/forum/*…

        • Maudit

          opensuse su core 2 duo, 4gb ram, nvidia 210 secondo te è abbastanza datato?
          Io non ho rallentamenti di alcun tipo, al contrario, il sistema è reattivo e piacevole.

          • Kim Allamandola

            Abbastanza, ma ancora al limite della fascia di “comfort”, se c’è un SSD sotto e magari si porta la ram a 8Gb. Ad ogni buon conto parlare di reattività&c confrontando distro è abbastanza privo di senso: le distro sono compilazioni leggermente diverse degli stessi software o quasi, se una distro performa percettibilmente meglio di un’altra nel 99% dei casi è una questione di configurazione.

          • Maudit

            Fascia comfort? Ma se è roba da retro-computing, dai! 😀

          • Kim Allamandola

            Opinabile: non posso certo farci girare un OS pesante con VirtualBox, ma Chromium gira tranquillo, video del tubo HD inclusi, i tempi di boot sono ragionevoli grazie agli ssd, diciamo che tutto ciò che è uso domestico e molti usi professionali sono tranquillamente fattibili.

            Poi certo, a casa uso il mio desktop assemblato decisamente più forte, ma come laptop quello è ancora valido ed è ancora gestibile senza UEFI a certi livelli di intrusione e spazzatura connessa.

          • Maudit

            veramente io ci uso anche virtualbox. (˘◡˘).

          • Danilo

            Io ho un portatile intel centrino (core 2 duo) quindi con wifi intel e vga intel del 2007 e ubuntu o altri sistemi linux non ci vanno più neanche riducendoli all’osso, ho aggiunto 1gb di ram portandolo a 3 e ora c’è su windows 10 che ci girà decentemente. Quello che sto dicendo non è una verità assoluta dipende dal caso, ma se 10 anni fà prendevi un pentium 4 ci mettevi su ubuntu e andava a razzo mentre con windows 7 andava uno schifo e questo era quasi uno “standard”, oggi non è così, ci sono casi in cui il sistema di MS gira meglio di una qualsiasi distro linux, e questo è dovuto proprio ad una quasi inesistente retrocompatibilità del kernel linux con i moduli delle versioni precedenti.

          • Maudit

            A parte che 10 anni fa (2007/8), un processore di 10 anni (1997) sarebbe stato un Pentium 2, non un P4, a parte pure che nel 2007 non c’era W7 ma Vista…

            10 anni fa (2007-2008) prendevi un pentium 4 (io avevo un AMD comunque), ci mettevi ubuntu e scoprivi che:
            – non ti funzionava la scheda video
            – non ti funzionava la scheda audio
            – non ti funzionava la scheda di rete
            poi sprecavi svariate ore di tempo a scaricare ed installare presunti driver closed rischiando di rendere instabile il sistema, infine, dopo esserti rassegnato al fatto che “l’audio non va” (ma almeno, “video e rete li ho fatti partire”), la cosa migliore da fare era ricompilare il kernel (se no che cavolo l’ho installato a fare linux?) quindi provare una nuova distro e cominciare tutto da capo, perché tanto mancavano i programmi e su firefox non c’era flash.

            Quindi, 10 anni fa, su un P4, il mio windows XP, con tutti i suoi drivers supportati ed i programmi che adoperavo all’epoca, funzionava benissimo, mentre linux si avviava appena.
            Non potevo fare a meno di windows per lavorare, mentre linux in dualboot era la collezione di farfalle con cui attirare le ragazze (che stranamente erano indifferenti).

            OGGI:
            su un vecchio core2duo e8400, linux funziona ancora discretamente e lo uso ogni giorno per lavorare,
            su un i5 4670k, con nvidia GTX750Ti, linux funziona D-A-D-D-I-O e lo uso per giocare a giochi tripla A scaricati da Steam/GOG.
            Windows, nel 2018, presso i miei PC è un sistema marginale ad uso gaming per quei giochi che non sono (ancora) disponibili su linux.

            Ma di che stiamo parlando?

        • Danilo

          Ciao Kim, allora non ho approfondito la questione di chrome, ma ricordo che in passato questa cosa non succedeva, probabilmente prima non utilizzava librerie presenti su repo esterni.

          Per quanto riguarda sistemi datati, posso dire che è un vero peccato perché linux era sempre la scelta migliore oggi non è detto che lo sia una grave perdita per il mondo dell’open source.

          • Kim Allamandola

            Mh, da quando supporto Chrome se installi il pacchetto mancano dipendenze, non è che sono in repo esterni, sono nei repo ufficiali di Ubuntu, ma dpkg si limita ad installare il pacchetto, non a cercare dipendenze mancanti da installare. L’install classica è paste2. org/Y1jV0k55

            Sui sistemi datati… Credo che molto sia una questione di evoluzione, cosa è datato per te? Mi spiego se quando hai iniziato ad usare GNU/Linux l’hai fatto su un certo ferro e andava questo ferro è poi invecchiato, naturalmente, non è che sia stato proprio “abbandonato”. Per capirci ho ancora una vecchia Dell Precision M4500 (Core i5 prima gen.) che avrà più di dieci anni ed è ancora usabile, ho espanso al massimo la ram (8Gb, anche se Dell dichiara 16gb) e messo un paio di SSD, non è una scheggia ma va bene. ‘Somma qualcosa puoi usare a lungo, solo non è più da tempo il focus dello sviluppo sia perché la community in genere ha ferro più nuovo, non “ricicla” più sia perché a sviluppare oggi non c’è più la community di un tempo ma 4 gatti aziendali che han altri obiettivi ed interessi, questa si che è una perdita per il FOSS!

          • Danilo

            Per vecchio intendo, che se oggi prendo il mio vecchio Inspiron cor 2 duo, con vga intel e scheda wifi intel, ci metto su che ne so Ubuntu 16.04 è un macigno, se 10 anni fà prendevo un pentium 4 e ci mettevo su una delle release di ubuntu di quel periodo girava che era una meraviglia.

          • Kim Allamandola

            Mh, si capisco, anche il kernel stesso è aumentato parecchio cmq non c’è neanche più questo interesse (pensa ad enlightenment, una pietra miliare nel leggero e featurefull, eppure disperso perché ai più questo non interessava) in primis perché oggi computer quasi sempre == web e web oggi == Chrome o Firefox == macigni spesso più pesanti di kernel+userland+X con DE &c e solo questo taglia le gambe ad ogni ferro non proprio recente, mettici poi che lo sviluppo oggi non è che in mano a 4 gatti con scarsi interessi sul desktop…

          • Netero

            Mate non é così male.

          • Maurizio Tosetti

            Prova ad usare ubuntu 14.04 o Debian 8 e vedrai che funziona

          • Maurizio Tosetti

            E lo e’ ancora. Pc notebook con Amd Athlon xp del 2003 windows xp sp2 Wi fi non funzionante. Stessa macchina con Debian 8 posso usare internet e navigare lentamente con Firefox Esr 52. Ormai stanno tagliando le gambe ai processori no pae. Secondo win7 funziona bene sui pc datati ? Ne sei cosi’ sicuro ? Windows e’ famoso per essere avido di risorse.

          • Danilo

            Non penso che ci giri sopra windows a quei pc, ma se ci metti windows xp non ti preoccupare che andrano a meraviglia. Come ho già detto non si può valutare caso per caso, io faccio un discorso in linea generale, il concetto ripeto è questo:
            10 anni fà mettere linux su una macchina vetusa era quasi una scelta obbligata, oggi su un pc di 10 anni puoi riuscire tranquillamente a far girare anche windows, e in certi casi anche con prestazioni migliori.

    • Danilo

      Correzione sulle sensazioni riguradanti Eclipse, ho appena effettuato il test, 34 secondi il tempo di avvio con workspace vuoto su windows e 34 secondi su Ubuntu semopre con workspace vuoto.

    • Aster

      Le stesse cose succedono anxhe con Windows quindi ognuno ha esperienzd diverse,prova a installare un driver decente di AMD mobile serie 5000 su Windows dopo il 2010 senza avere lo schermo nero e poi ne riparliamo

      • Danilo

        Ho un portatile di 12 anni ho installato i driver di windows 7 sul 10 e funzionano perfettamente, idem per scheda wifi e audio. Sulle varie distro fare una cosa del genere è impossibile il 100% delle volte a differenza di windows che anche se funziona solo il 40% delle volte è già qualcosa.

        • Aster

          Ti ripeto che con portarli anche recenti tipo Asus a53j o k52 si hanno problemi con i driver video amd,problemi con i vari portarli con HD intel e Windows 10,5 non di schermo nero dopo il login con altri portatili amd,ventole a palla su vari thinkpad,posso solo darti ragione sulle schede wifi (le mie vanno a metà con Linux)

          • Danilo

            Il mio ragionamento è un’altro mi spiego meglio. Mentre su windows hai qualche possibilità di far funzionare driver obsoleti, e quindi magari ci provi ad installarli, sui sistemi linux è proprio inutile provarci proprio per come è implementato il sistema e non è mai stato previsto un modo per tentare la retrocompatibilità. Il risultato è che ad oggi sul pc fisso dove ho reinstallato ubuntu sto senza driver video, mentre sul 10 con tutto che stò usando i driver per windows 8 funzionano. Non mi sembra che stia dicendo nulla di scorretto, è inutile voler giustificare un sistema operativo dicendo e ma pure l’altro non funziona sempre.

          • Aster

            Ti sto ripetendo da 3 giorni su 4 portatili con schede AMD 5370 sono senza driver video su Windows! Mentre con Linux posso usare quelli open e vanno benissimo. Quindi ognuno ha esperienze diverse

          • Danilo

            Ti faccio notare che su windows non sei senza driver video, se hai messo un qualsiasi windows da vista in poi, ma stai utilizzando quelli fatti da microsoft, quindi sei nelle stesse condizioni di linux ovvero driver non proprietari. Tu continui a ripetere solo cose a caso, io ti stò dicendo un’altra cosa tu non la vuoi capire o non la vuoi sentire perché non ti piace quindi per favore non rispondere più perché con la gente non disposta al dialogo non ci voglio parlare grazie.

          • Aster

            Io su w10 sono senza driver per stampanti olivetti pr2 ,sei tu che non vuoi capire ,magari se Google ti informi meglio

          • Danilo

            E va bene hai ragione tu, su linux funziona sempre tutto l’hardware obsoleto, visto che sono un incapace per favore vieni a casa mia e configurami tutte e tre le macchine su cui non mi girano i driver video. Ma sopratutto hai letto cosa ho scritto? o vuoi ripetere che a te funziona sempre tutto e su windows no? io ti dico che ho avuto anche l’esperienza opposta a la tua e mo? come te la metti? esiste solo la tua realtà? quanta presunzione… no comment

          • Aster

            No ti ho solo scritto che gli stessi problemi li trovi anche su Windows o osx,lo vedo ogni giorno nel mondo business e enterprise ,non me ne frega niente di fare il fanboy o dirti cosa usare

          • d4n

            E io cosa ho detto scusa ? xD ho detto che mentre in passato linux era una certezza per hardware obsoleto oggi non è più così perché si riesce a far girare anche windows e ad installare driver, non tutti, tale e quale com’è con linux. O vorresti negarlo?

          • Aster

            Scusa ma non ho capito niente,la compatibilità di Linux rispetto a Windows e anni luce differente

          • Maurizio Tosetti

            Una piccola osservazione la retrocompatibilita’ in Windows o dos e’ da sempre stata garantita da parte Microsoft. Windows non ha un kernel come Linux .Sono 2 Os diversi tra loro. Forse e’ una pecca che Debian E co dovrebbero colmare.

          • Danilo

            Il problema non lo possono e non lo devono risolvere le distribuzioni ma va risolto proprio nel kernel perché il problema risiede li.

    • ciro

      Systemd….

    • Sickboy

      Ciao scusami se ti sembro offensiovo però il tuo commento non porta valore aggiunto, non hai scritto nulla che non fossero le solite chiacchiere da bar di gente che effettivamente parla con parole altrui!
      Il confronto tra win e Gnu/linux la fai per i tempi di boot(?) cioè la velocità iniziale di caricamento ti fa propendere per il giudizio assoluto che quello è meglio di quell’altro…ma perchè?
      Dopo circa due anni ho reinstallato ubuntu…quindi da questo commento mi fai capire che non hai mai studiato Gnu/linux / i sistemi *nix ..
      Io personalmente da quando mi ci sono buttato seriamente e ho iniziato a studiare la faccenda sto capendo molti pregi e difetti (limiti) di Gnu/Linux (partendo da un backgriund di solo windows e MAc os(x).
      Il problema di fondo è che non puoi dire che una cosa non funziona (o peggio ancora FA SCH1F0) solo perchè tu non la sai far funzionare.
      Ti faccio un esempio:
      Win10, lato business (e ci tiro dentro le PA) è un cas1n0 assurdo.. Partendo dal preparare una ghost che poi verrà deployata su tutti i client…esci pazzo per le tonnellate di policy, script e affinamenti che devi fare e poi; nuovo update e tutto torna come l’inizio..ma come? cioè tutto il lavoro di studio, ricerca e messa in opera buttati nel cess0 dopo un update.
      Prova a settare un desktop standard (tiles, app di default ecc. ecc.) esci pazz0!
      Poi per quanto riguarda la PA abbiamo già discusso e per ora non ho tempo di riscrivere la pappardella hahaha
      Un saluto

      • Danilo

        Iniziamo dicendo che hai fatto una serie di supposizioni tutte tue e se ti fossi soffermato a leggere tutto avresti evitato di fare la figura che stai per fare. Uso sistemi operativi linux dal 2006, ho studiato informatica all’università e ho sostenuto 2 esami di sistemi operativi, ho messo mano più volte a sorgenti di vari software open ed ho partecipato attivamente a varie community e progetti e se permetti forse ne sò qualcosa. Dove leggi scritto tempi di boot? mi sembra, e qui mi cito, di aver scritto “ebbene si e non parlo solo di boot”. Stò parlando di tutto, il mio commento non porta valore aggiunto mentre la tua arroganza, come quella di molti altri utenti linux che si esaltano a grandi esperti, invece cosa portano? portano ad una comunità sempre più frammentata, ad una visione sempre più radicale del sistema, porta che ad oggi abbiamo delle distribuzioni linux che fanno pietà.

        Vorrei sapere chi ti ha detto che non sono in grado di configurare una distribuzione o chi ti ha detto chi sono io e cosa so o non so fare… Sei un arrogante non ti offendere ma lo sei.

        Quindi visto che non risponderò ad ulteriori tuoi commenti inutili ti dò un consiglio, nella vita impara a leggere che eviterai di fare figuracce.

    • draven

      Prova a installare ubuntu 16.04 LTS. Le versioni semestrali intermedie non sono il massimo in quanto ad affidabilità.

  • Daniele Cereda

    “L’obiettivo è di lasciare solo Windows come sistema base e di migrare tutte le applicazioni desktop verso software libero.” ed allora non è una migrazione a linux, semplicemente a conti fatti cercano di limare i costi licenza (salvo poi rendersi conto dei problemi che deriveranno dal far convivere file che ti arrivano creati con office e tu che vuoi gestirli con LO).
    Piaccia o meno ci sono da un lato applicativi only windows (DB access) che pur con wine non girano e dall’altro, può non piacere di nuovo, ma w10 è un sistema stabile e funzionale, non particolarmente esoso e degnamente bilanciato rispetto ai suoi predecessori.

    • Kim Allamandola

      Francamente sono d’accordo col primo paragrafo, col secondo mi pare di ascoltare un markettaro Windows (uno di quelli che un tempo contestò un mio intervento perché si, su GNU/Linux non servono antivirus ma senza l’utente da un lato ha paura, dall’altro diventa meno attento e questo nuoce a produttività e sicurezza). Windows 10 in azienda non dovrebbe esistere per mera opportunità, in una PA per legge. Access non dovrebbe essere usato a meno che l’obiettivo non sia perdere il contenuto del DB o usare quest’ultimo come scusa per ogni sorta di problema in modo da scaricare barile… A parte ciò chi ha migrato con cervello (es. la Gendarmerie francese, l’amministrazione catalana, …) non ha affatto avuto problemi tali da non ri-decidere senz’altro di migrare, in retrospettiva.

      Più in generale IMO il mondo “office” È Windows, ed il mondo “office” sul piano informatico è da riprogettare da zero come strumenti: i fogli di calcolo furono inventati come succedanei di un DB usabile dall’utente finale, gli word processors come succedanei di sistemi di impaginazione non usabili dall’utente finale ecc. Oggi possiamo realizzare “DB” e sistemi di gestione dell’informazione testuale per l’utente finale, serve solo impegno e un minimo di formazione, il gioco vale non una ma n candele e se si decide di farlo ci si deve preparare ad un decennio di transizione.

      • Daniele Cereda

        Di solito chi osteggia Access poi scopri che non sa come usarlo, bene, ma fa nulla, si fanno applicativi di tutto rispetto senza nemmeno aver bisogno di installare ACCESS sulla macchina d’uso, ma tant’è. Per il resto, boh, fai un mix di tutto e niente, partendo dal fatot che per legge w10 non dovrebbe esistere specialmente in una PA. Io so solo che si continua a vivere con il paraocchi e la mera e assurda idea che un “domani” (parola che sento dal 2007) una distro linux sbancherà il mondo desktop. Intanto la davanti, dopo svariati errori e qualche scivolone, c’è e resta windows che per quanto abbia fatto un cratere nell’acqua sul lato mobile, dall’altro ha tirato fuori prodotti(hardware e software) di tutto rispetto, non ammetterlo vuol dire o non capire niente o fare, in questo caso, l’intransigente linaro che si tappa le orecchie e BLA BLA BLA BLA mentre si parla di windows.
        Io so solo che sulla medesima macchina (i5, 8 gb ram per farla breve) w10 professional mi fa il boot in 10 sec netti, con un uso bilanciato mi regge 7 ore di autonomia senza battere ciglio e ci faccio tutto quello che voglio. Stessa macchina con linux, molte distro non digeriscono i drive, l’autonomia si devasta a 3 ore quando va bene, il fingerprint manco a pensarci, nessuno lo supporta in soldoni. Poi sono il primo ad avere una macchina settata solo con linux per determinati lavori (per quello che mi serve Kira è imbattibile) o virtualizzare linux per poterli replicare in mobilità, ma l’utente medio (parola che non entra nei cervelli perchè si crede che tutti siano smanettoni che odiano il pinguino) non sa manco cosa sia kira, l’utente medio che a malapena sa usare powerpoint vuole un software che lo guidi nell’uso e non leggere poi mail di paranoie di colleghi che “ehi faceva schifo la presentazione!”, l’utente medio vive di questo e non gli interessa altro, finchè linux sul lato desktop non farà quel salto che è stato il passaggio dalla riga di comando al comprato grafico per l’installazione è inutile stare a parlarne, per l’utente medio non è una alternativa applicabile. Parlare di rifare tutto il mondo “office” è vivere di pugnette.

        • Kim Allamandola

          Di solito vale anche l’inverso, ovvero chi usa Windows con Access non ha mai usato altro, cmq per quanto mi riguarda l’intero stack software “office” (non Microsoft Office in particolare) è da buttare e tirar lo sciacquone, come principio stesso, al di la della qualità della mera codifica.

          NeXT aveva mostrato al tempo un esempio interessante di “desktop da ufficio”, ma da allora non ho visto nulla di decente adatto all’utente medio… Il salto che auspichi lato desktop se da un lato lo comprendo dall’altro lo considero un salto, da un burrone molto profondo con tante aguzze lance in fondo. GNU/Linux NON deve copiare il desktop Windows, deve reinventare il desktop. Per ora vi sono solo timidi tentativi ed è da decenni che c’è un piattume spaventoso, ma questa è una lunga storia…

          • Daniele Cereda

            E resteremo li per altri 20 anni. Ora , voler buttare il pacchetto office attuale è per mero spirito oltranzistico, perchè è un buon pacchetto e funziona pure bene, cosa che LO, mi spiace, non fa. Per il resto stiamo looppando sulle idee di Stallman che alla fine dei giochi è un visionario che vive nel suo mondo ascetico e che a conti fatti per linux da un certo punto in poi non h aportato quasi nulla per una crescita vera contro microsoft, e nel frattempo MS ha bruciato tutti.

          • Kim Allamandola

            Mai provato org-mode? Se si il pacchetto office intero, db inclusi, non lo potrai più vedere, credi poi che sia così complesso “vestirlo” in maniera adatta all’utente domestico?

            Su Stallman: un tempo anch’io lo trovavo “estremista”, oggi mi rendo conto che non lo è affatto.

    • draven

      Non particolarmente esoso in termini di risorse? Win 10 è pesante come un mattone.

      • Daniele Cereda

        ah bè guarda se lo dici tu allora non può essere che vero.

        • mk2soldier

          Beh, un fondo di verita’ c’e’..
          Vogliamo parlare della conversione di certi SW all’interno di Windows 10? Lo Start menu e gran parte degli elementi della UI (taskbar, controlli per volume, orologio/calendario a popup, dialog menu per WiFi, notification center, UAC dialog) sono state riscritte in XAML ad esempio 🙂

  • Aury88

    come al solito ogni volta che esce una notizia del genere i commentatori portano la propria esperienza, positiva o negativa, come argomentazione pro o contro l’efficacia di linux in una PA..come se la propria esperienza debba per forza essere rappresentativa di quanto avverrà su piattaforme differenti e gestite in maniera differente. altre tesi puntano poi sul fatto che linux non abbia mai sfondato nel mondo desktop come prova della sua non adeguatezza e per un ambito molto diverso come può esserlo l’ufficio di una PA. si arriva poi all’assurdo del valutarne l’efficacia basando l’argomentazione sui tempi di boot sulla propria macchina(senza specificare se il dato di windows è riferito con la funzione avvio rapido attivato o meno) o il mancato riconoscimento della periferica tal dei tali senza neanche informasi se quella tipologia di periferica viene o meno usata nella PA…questi sono problemi che un CED affronta sulla specifica infrastruttura in dotazione alla propria PA…computer spesso molto vecchi e quindi solitamente ben supportati anche su linux e periferiche altrettanto vetuste e ridotte all’osso
    rimane tuttavia un dato oggettivamente che va contro l’efficace adozione di linux nelle PA ed è l’incapacità del dipendente a cambiare il proprio ambiente di lavoro…non è di per se un problema del mondo foss, ma rimane un problema che lato applicativo si dovrebbe affrontare con interfacce e procedure simili alle controparti più diffuse ma che non sempre si fa. in altra maniera questa cosa la si può attenuare con la formazione ma non più di tanto…ci sono aziende in cui alcuni uffici continuano ad usare office 2007 perchè i dipendenti non sono mai riusciti ad adattarsi allo spostamento o al cambio di nome di quella funzione x, nonostante i corsi e la documentazione o perchè con la nuova interfaccia i click da fare sono 3 invece di 2 e questo cambiamento diventa insopportabile (figuriamoci problematiche ben più serie che si vengono a creare con il passaggio da unn software all’altro). a tutto questo poi si aggiungono le problematiche dei formati proprietari/lockin ma è un problema secondo me più semplice da affrontare rispetto al primo punto e che comunque si fa sentire ogni tot anni anche utilizzando lo stesso software proprietario…lato applicativo office si possono fare lavori professionali anche con libreoffice, ma forse per alcune cose sono necessari più passaggi o una maggiore competenza dell’utente…l’unica cosa che ancora non sono riuscito ad usare come nella controparte office è base (al posto di access)…e non so neanche se sia possibile a questo punto farci su le stesse cose…li secondo me c’è da lavorarci ancora su o migliorare la documentazione…

    • Danilo

      Vuoi un esempio banale di come possa creare problemi usare libre office nella PA? le macro di office spesso non sono compatibili. Ho riscontrato problemi anche seri con dei fogli excel che mi sono stati mandati per lavoro, e sono stato costretto ad installare l’office di MS per poterne fruire correttamente. Qui non si parla di tempi di boot, io ad esempio sotto parlavo del fatto che ad oggi non è vero che una distro linux sia per forza la scelta migliore. Più e più volte è successo che PA passate a linux dopo qualche anno sono tornate a windows, sono anni che frequento questo sito e sono anni che succede questa storia niente di nuovo.

      Chi ama linux dovrebbe iniziare a porsi altre domande invece di fare i difensori fondamentalisti ad ogni costo.

      • Aury88

        sai in quanti usiamo le macro nella mia PA su 3800 dipendenti?
        Comunque quello che dici è corretto ( e in realtà è esteso ad alcune funzioni del pacchetto office senza neanche dover tirare in ballo le macro) ed è il motivo per cui il passaggio non può essere organizzato semplicemente partendo dai dipendenti più volenterosi e aspettarsi che questo possa innescare un processo di port nel resto degli uffici. ci vuole una fase di transizione in cui il port avviene “per processi” e non “per ufficio” (arrivando al caso in cui un ufficio coinvolto in vari processi debba dover usare per la fase di transizione applicativi FOSS per certi processi e applicativi “storici” per altri);per fare questo bisogna avere una conoscenza dei processi e una visione di insieme che ahimè pochi hanno; questo è il motivo per cui ancora prima della fase di passaggio al software opensource bisognerebbe provvedere ad un graduale passaggio di formato per ridurre al minimo le possibili problematiche e scremando così da subito i documenti che necessitano di funzionalità specifiche da quelli che invece non ne sono interessati. a quel punto si punta alla conversione più manuale dei primi mentre i secondi prendono il ramo software foss se l’intero processo di cui fanno parte può gestirlo…per le macro molte sono compatibili e quelle che continuano a non funzionare dovrebbero venir gradualmente convertite…un processo che richiede anni e durante il quale i dipendenti devono avere la flessibilità/capacità/volontà di usare anche due software differenti…mooooolto difficile

        quali delle mie frasi ti avrebbe dato l’idea di una “difesa fondamentalista ad ogni costo”?

        • Danilo

          Non parlavo di te ma scrivevo in generale, perché qui dentro non si può fare una critica costruttiva che si viene subito azzannati.
          La tua idea è giusta, ma a mio avviso non può essere un singolo ente a fare il passaggio. Le PA non hanno a che fare solo con loro stesse se l’ente A passa a linux, adotta libre office e il formato ODT, e poi tutti gli enti con cui collabora gli mandano file in formato proprietario MS non abbiamo risolto nulla se non peggiorare il lavoro dei dipendenti stessi. Inoltre ci dobbiamo sempre ricordare che chi lavora per la PA spesso si troverà a contatto con il pubblico, in quanto i cittadini sono i fruitori finali dei servizi, e anche li ci possono essere seri problemi, perché nessuno può imporre ad una persona di usare libre office, o di salvare i documenti in formato ODT, anche perché spesso e volentieri non se ne hanno ne le competenze e ne le conoscenze.

          Bisogna capire che non tutto che quello è che è standard lo è realmente e viceversa a volte quello che non è standard lo diventa, non per niente si fà la differenza tra standard de facto e standard de iure.

          • pj

            Sono d’accordo in parte con quello che dici…ma tieni conto che un ufficio pubblico non dovrebbe mai rifilarti un documento per il pubblico in un formato che per essere aperto correttamente necessità per forza di un qualunque software a pagamento…ci sono quelli che hanno ms office, quelli non ce l’hanno dove li lasciamo? A prescindere dell’os utilizzato, le PA devono evitare “trust” forzati. Se un documento si apre bene con libreoffice e non bene con la controparte a pagamento, l’utente finale non ha il problema di reperire il software open, al contrario “dovrebbe” acquistare il prodotto, il che causa una perdita in denaro all’utente finale. All’interno potranno gestirsi come meglio credono.

          • pj

            ho scritto “dovrebbe” perchè poi va a finire che magari installa una bella versione

            crackata con tutta la collezione di rogne che si porta dietro

          • Danilo

            Concordo con quello che dici sui trust forzati, deve essere così ma di fatto alla fine non lo è le PA continua a volere e mandare file in formati proprietari come quelli MS o più semplicemente con PDF; Ma cosa dobbiamo fare oggi? Il cambiamento del singolo comune è inutile, dovrebbe essere l’intero stato a imporre una scelta del genere a quel punto si risolverebbero il 99% dei problemi.

          • Aury88

            Dove non arriva lo stato basta anche un po’ di collaborazione
            wwwDOTopensipaDOTit
            Inoltre già ci sono state scelte a livello centrale è infatti su wwwDOTagidDOTgovDOTit (in google stringa di ricerca “formato agid default PA” il primo pdf) tra i criteri per la scelta ci sono:
            * 3.1.1 Apertura
            * 3.1.2 Sicurezza
            * 3.1.3 Portabilità
            * 3.1.4 Funzionalità
            * 3.1.5 Supporto allo sviluppo
            * 3.1.6 Diffusione
            ed elencati ci sono non solo l’ Office Open XML (OOXML) ma anche l’ Open Document Format (ODF)

          • Daniele Cereda

            Parliamo di documenti “interni”, al pubblico fai uscire tutto in PDF e il problema non si pone, per la via inversa pubblico->PA oramai i grandi enti lavorano di webapp e portali e quei pochi rimasti che viaggiano ad invio mail lo fanno dichiarando che il file allegato sia pdf. Il problema è il dialogo interno tra uffici e progetti in costruzione o documenti che vengono chiusi dopo vari passaggi in vari uffici a vari livelli, capita spesso (e lo vedo ad es. anche in alcuni ospedali che giro per lavoro) che tra una scrivania e l’altra passi dal pacchetto office, al pacchetto LO a WPS e li si crea il macello.

          • pj

            Certo che si crea il macello…ma l’unico modo per cercare di uniformare il tutto è orientarsi a monte verso il mondo open, perché è l’unico che se predisposto bene

            ti garantisce di poter controllare e prevedere in un lungo periodo cambiamenti non imposti da una logica di mercato…le PA non possono ragionare con la logica dell’impresa che magari si prefigge un obiettivo che prima lo raggiunge meglio è, deve aver la lungimiranza di non vincolarsi o dipendere da nessuna azienda esterna che possa in qualche modo invalidare in qualunque momento il meccanismo messo su. Sono chiacchere , lo so bene, perché sappiamo che è praticamente impossibile, ma non si può nemmeno giustificare con “funziona così”.

          • Aury88

            trasversale intendevo anche a livello di PA naturalmente. considera comunque che la gran parte della documentazione che esce dalle PA è sottoforma di formato non modificabile (pdf) oppure se vogliono i dati “grezzi” così da poterseli gestire, di solito, viene fornita una maschere online così da non dover avere problemi di formato o impaginazione e ridurre al massimo la possibilità di errore di inserimento…guai ad inviare file contenenti macro tanto più che sono uno dei principali vettori di attacco di malware vari (credo che la mia email aziendale elimini di dafault tutti i messaggi con allegati file contenenti macro).
            la tua frase inerente i rapporti e lo scambio di documenti con il pubblico ha valore anche e a maggior ragione se parliamo di formati proprietari…perchè una PA dovrebbe costringere un utente a comprarsi office (o ad aggiornarselo)? il formato odt è utilizzabile da office e mi sembra ci siano anche specifici regolamenti perchè quando si ha a che fare con l’utenza vengano utilizzati formati open quando possibile.

          • gabriele tesio

            Un altro buon motivo, secondo me, per stare alla larga da un buon numero di software proprietari, a livello statale, è la sicurezza, usare software prodotto in altri stati è potenzialmente pericoloso perchè potrebbe avere backdoor immesse volutamente dal governo in questione, molto software arriva dall’america, e gli Stati Uniti non sono famosi per farsi i fatti loro, poi, se le backdoor ci sono o meno non lo so, sicuramente se ci fossero non sarei stupito.
            Per me un ottimo motivo per usare altro con cui siamo in grado di garantire una maggiore sicurezza, almeno in ambiti governativi/militari.

          • Aury88

            quello è un altro discorso ma a mio avviso il tentare il passaggio all’opensource ha motivazioni già più che valide e sufficienti trattando unicamente questioni economiche e di resilienza di un formato/applicativo (una azienda può fallire o abbandonare prodotti non sufficientemente remunerativi)

      • Maudit

        Come si risolve il problema delle macro di office nelle PA?
        A mio parere in due modi:
        – riscrivendole su libre.
        – eliminando office (libre, open o closed che sia) ed utilizzando programmi cloud orientati ai dati, quindi all’elaborazione di documenti se necessario.

        Il primo è un “ritorno al futuro” verso gli anni 90, il secondo è la soluzione auspicabile.

      • RMS

        ” le macro di office spesso non sono compatibili”.
        In altre parole vendor lock in, (come scritto sopra).
        Sicuramente un limite ma difficile dire che sia una mancanza di linux.
        Ognuno a casa propria può fare quello che vuole ma chi amministra la cosa pubblica dovrebbe essere sufficientemente lungimirante da capire l’importanza di standard aperti al di la del lato economico.

  • wolfmobo

    Un commento ventrale terra-terra: morto un monaco, se ne fa un’altro… vamooooos linux!

  • Cesoia

    Poi leggi questo:
    https :// www. infoworld. com /article/3246274/open-source-tools/20-years-on-open-source-hasnt-changed-the-world-as-promised.html

    e capisci che qualche problema effettivamente c’e’!
    In generale,nel desktop,linux non evolve semplicemente perche’ non si pone degli obiettivi da raggiungere.Questo spesso e’ un grosso limite dell’opensource.Ancora a discutere (ad esempio) circa il formato di pacchettizzazione migliore fra snap e flatpak?! SI DECIDANO,il mercato non ha tempo per i loro mal di pancia…..

    • draven

      Mercato? GNU/Linux non segue tendenze di mercato.

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