Soren Jacobsen ha annunciato la disponibilità della prima point release di NetBSD 7.1.

NetBSD 7.1 è stato rilasciato lo scorso mese di Marzo con importanti novità (supporto per Raspberry Pi Zero, supporto per DRM/KMS e molto altro).

Nove mesi e mezzo dopo il rilascio di NetBSD 7.1 è disponibile la sua prima point release: NetBSD 7.1.1. Quest’ultima è, di fatto, una bugfix-release che contiene patch di sicurezza e sistema diverse falle emerse negli scorsi mesi.

NetBSD 7.1: disponibile la prima point release

netbsd 7.1

Il logo di NetBSD.

Gli sviluppatori hanno sistemato un problema di buffer overflow e acuni bug legati alla piattaforma x86.

Il NetBSD project è felice di annunciare la disponibilità di NetBSD 7.1.1. Questa point release introduce una miriade di fix e patch di sicurezza fondamentali per accrescere la stabilità dell’OS. L’aggiornamento è strettamente consigliato” questo è quanto si legge nell’annuncio ufficiale.

Incluso in NetBSD 7.1.1 potete trovare Heimdal 7.1, BIND 9.10.5-P2, tzdata 2017c, root.cache 2017102400, ntp 4.2.8p10, expat 2.2.1 e wpa_supplicant 2.6.

I seguenti componenti hanno ricevuto migliorie in questa release: dhcrelay, mtree, ping, resize_ffs, rtadvd, vi e virecover. La maggior parte dei fix riguardano il kernel, i seguenti componenti sono stati aggiornati: ipfilter, netsmb, vnd, dm9000, cgd, bwi, altq, compat_svr4, compat_linux, evbmips, i82596, ipw, isp, ural e wm.

Se siete interessati potete studiare il changelog completo cliccando qui.

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  • Ivan Guerreschi

    Bel sistema operativo NetBSD, sotto certi punti di vista BSD è superiore a Linux e segue uno svillupo meno framentato e più pulito nel suo colplesso tra kernel e applicazioni, peccato che sono meno conosciuti

    • corrado

      Ma quale superiore a Linu
      x. Se su 90% dei server gira Linux ci sarà un motivo

      • Simone Picciau

        I BSD sono più performanti e stabili di Linux, è un dato di fatto.

        • luX0r.reload

          Interessante. Mi piacerebbe approfondire l’argomento.
          Mi rilasci qualche link dove ci sono i test di performance BSD vs Linux di cui parli?
          Grazie

        • Samael

          Mah, non è necessariamente vero.
          OpenBSD è noto per essere decisamente lento in pressocché qualunque tipo di contesto, dal network all’I/O.
          NetBSD idem. Neanche lì si punta alle prestazioni.
          L’unico che ha un focus su performance e simili è FreeBSD, ed in diversi test l’ha spuntata nei confronti di Linux. Noto fu il fatto che FreeBSD eseguiva binari Linux più velocemente di Linux stesso.
          C’è però da dire che sono test che lasciano il tempo che trovano, perché quelli reali – performance lato RDBMS – sarebbero comunque incompleti, dato che Oracle – per dirne uno – gira su Linux ma non su FreeBSD, nemmeno sotto linuxulator.
          Fare un test sull’estrazione di un tarball è un test che va bene giusto a chi si fa le seghe mentali sul millisecondo. Spesso e volentieri i software commerciali hanno hack nel codice come workaround a diversi bottleneck degli OS.

          Sul fattore stabilità, dipende da cosa si intende per “stabilità”.
          Se si intende: crasha meno, beh, qui è tutto da dimostrare.
          Che Linux sia qualitativamente inferiore a qualsiasi UNIX in circolazione ci può stare, ma oggi come oggi non vedo crash del kernel su nessun OS, che sia Windows, Linux o UNIX, se escludiamo i guasti hardware che sono un’altra storia.

          Se invece intendiamo a livello di ABI/API, allora ok ed è vero.
          Tutti gli UNIX hanno rigidi criteri di conservazione della compatibilità binaria lato kernel e lato userland, con meccanismi più o meno sofisticati per impedire i break.
          FreeBSD per esempio lato userland adotta l’uso della conservazione delle librerie in un path speciale dove mette sia quelle di terze parti che quelle dell’OS, installabili via ports. Lato kernel invece permette di scegliere in fase di compilazione che livello di ABI supportare.
          Linux si rompe più facilmente, da questo punto di vista. Ed è una cosa voluta.
          Linus Torvalds, ma non solo, è sempre stato contrario alla compatibilità delle ABI. E l’esempio pratico ce l’hai con i driver proprietari che vanno ricompilati ad oggi aggiornamento del kernel, e spesso vanno patchati in quanto non funzionano più perché qualche API Linux è stata modificata.
          Senza contare che l’ecosistema Linux è un insieme di pezzi sviluppati separamente ed in maniera indipendente ed assemblati da terzi per dar vita ad un qualcosa di somigliante ad un OS completo, ma che spesso si porta dietro incongruenze e tecnologie che non comunicano fra loro.
          Su UNIX in generale l’OS si sviluppa a cattedrale con kernel e userland progettati per lavorare insieme e sviluppati dallo stesso team.
          La differenza la noti quando aggiorni il sistema. Mentre su Linux puoi aggiornare il kernel della distro senza toccare lo userland, su UNIX non è possibile. Se il kernel viene aggiornato anche lo userland lo necessita, in quanto spesso ci sono tecnologie che vengono esposte o modifiche particolari nei singoli comandi che si eseguono nella shell, e che vanno di pari passo con l’evoluzione del kernel.

          • luX0r.reload

            Acciderbolina, questo si che è un commento “corposo”!
            Lavori nel campo del networking?
            Scusami, è solo curiosità…

          • Samael

            No, sono UNIX & Storage Administrator.
            Preferisco lavorare con Linux e AIX rispetto a Cisco ed F5. 😉

      • Samael

        Non uno solo, ma due:
        – TCO di gran lunga inferiore rispetto ai vendor UNIX;
        – Possibilità di venire usato su hardware mediocre come le CPU x86;

        Linux ha sfondato sostanzialmente per questo.

        Con una frazione del costo avevi una macchina UNIX-like x86 performante abbastanza da poterla usare, rispetto ad un big iron IBM/SUN/HP.
        Certo, rispetto alle tre soluzioni UNIX lasciava (e lascia tuttora) a desiderare per tecnologie mancanti e qualità di implementazioni, ma ormai sono cose che vanno messe in secondo piano.
        Oggi si clusterizza al punto che avere un ferro con un OS che puntano allo zero downtime è diventato alquanto inutile.
        Ciò che conta è il mantenimento dell’uptime del servizio, non della singola macchina. E questo lo ottieni anche solo con un mero vip + load balancer.

        Ergo, stesso risultato con meno costi. Fa niente se c’è più manutenzione, tanto al management non interessa. Quello è lavoro che sbrigano i cacciavitari.

    • laomedonte

      Per il desktop io credo sia meglio Freebsd. Poi con “pkg install desktop-installer” il desktop si configura automaticamente con un d.e. a scelta fra kde, xfce, mate, lxde, ecc. Basta lanciare nel terminale:
      # desktop-installer
      https : / / tinyurl . com / ya9dshga

      • Ivan Guerreschi

        Sicuramente per uso desktop FreeBSD è migliore come OpenBSD per un sistema server che punta sulla massima sicurezza, interessante anche DragonFly BSD con il suo kernel ibrido, quello che mi piace di NetBSD è la sua estrema portabilità su tantissime piattaforme con la stessa qualità del codice

      • Maurizio Tosetti

        Son diventato cretino nel cercare di installare una Gui con FreeBsd in una macchina virtuale . Molteplici tentativi tutti falliti. Basta solo un semplice comando e tutto si installa da solo ?!

    • BSD non mi dispiace come sistema, ma rispetto a linux è “imbarazzante” per il supporto driver.
      l’ultima volta che ho provato una distro live (con DE, mi sembra fosse xfce, ma comunque era gia tutta pronta all’uso come una ubuntu) BSD non riconosceva nulla, nemmeno la scheda wifi intel andava.
      insomma questo è un po un problema, per non parlare delle applicazioni, tanti anni su linux, che pian piano ho visto arrivare sempre più applicazioni e anche giochi e su BSD non c’è niente di tutto questo, sinceramente non riuscirei a rifare tutto da capo, ormai dopo 10 anni di linux, mi trovo bene così e non cambierei di nuovo ad un altro sistema senza supporto.
      idem per i driver, con tutto quello che abbiamo aspettato su linux per avere driver (sopratutto video) degni non vorrei certo passare ad un altro OS simile ma con supporto driver peggiore per poi magari dovermi immattire per far funzionare qualcosa.

      • Samael

        Il supporto driver ha smesso di essere un problema da un pezzo.
        Ormai la maggior parte delle periferiche sono quasi standardizzate, e a meno di trovare macchine con hardware esotico, è difficile che l’OS non giri o che il supporto non arrivi in tempi ragionevoli.
        Senza contare che il 90% delle installazioni moderne è comunque virtualizzato, quindi il livello di hardware da supportare scende drasticamente.

        Se poi il problema è l’uso lato desktop, beh, qui il discorso penso finisca in partenza.
        Il desktop è un mercato che ormai non interessa a nessuno, e nemmeno Linux è una soluzione viabile. Il parco applicazioni è ridotto ad alternative FOSS non sempre usabili, per qualità o anche solo per compatibilità dei formati/servizi offerti, o a webapp Electron-based.
        Onestamente chi ha ancora bisogno del desktop le soluzioni sono Windows o macOS, se si vuole un OS UNIX.
        Sono gli unici OS veramente supportati dove si trovano tutte le applicazioni necessarie, da quelle FOSS a quelle closed source di livello.
        Il resto, Linux compreso, è un cercare compromessi. Anche perché essendo un mercato morto, è molto più orientato all’uso di software legacy. E qui Linux non ha e non avrà mai mercato.
        Oltre al fatto che il supporto driver è sempre e comunque indietro agli altri due competitor, che hanno il vantaggio di essere OS che godono di un supporto di prima classe sull’hardware venduto.

        • luX0r.reload

          Devo essere sincero, macOS mi ha sempre intrigato perché è il punto di unione tra closed è open. Però mi frena il fatto che per utilizzarlo bisogna scendere a “compromessi” con l’hardware per via della politica Apple.

          • Samael

            Beh, dipende dall’uso che devi fare della macchina.
            Per dirti, io odio i laptop troppo spinti, perché spesso sacrificano autonomia e raffreddamento per le prestazioni.
            Non uso VM sul MacBook Pro.
            Per quello ho un server in affitto che pago ogni mese e che mi permette di avere tutte le VM di cui ho bisogno/voglia usando hardware appositamente progettato per essere usato in quel modo.
            Il laptop lo uso per accedere via SSH o RDP alle VM, lavorare su documenti tramite Microsoft Office, scrivere script ecc. Insomma, il client lo uso da client.
            Faccio tutto ciò che devo fare senza compromessi.

        • Zambo

          Da quando ho ‘scoperto’ lffl qualche anno fa leggo sempre le tue osservazioni con estremo interesse, finora sono stato solo un ‘lurker’ di questo forum. Ti vorrei chiedere un consiglio. Faccio volontariato nel mondo della scuola, in particolare aiuto a mantenere il laboratorio informatico di un istituto comprensivo. Mi è stato chiesto (sempre come volontario, ovviamente) di fare un corso per principianti “estremi”. Io non sono un esperto, ma il livello è estremamente basico (accendere e -soprattutto- spegnere un pc, cosa vuol dire salvare un file ecc.). Questa volta, oltre al solito taglio ultra pragmatico mi piacerebbe aggiungere qualche considerazione -sempre di base- sul mondo del software libero. A parte la pagina wikipedia su Stallman (il materiale dovrebbe essere in italiano…), non ho trovato granchè. Ho anche pensato di usare in ausilio le videoguide del compianto Prof. Cantaro. Ci sono altre fonti che mi sfuggono per trovare materiale educativo ‘ben fatto’ in merito, che tu sappia? (ovviamente l’invito è esteso anche a tutti gli altri lettori, nessuno si senta escluso)
          Un’altra domanda, posto che mi è ormai chiaro il pensiero che hai espresso più volte sul mondo pc lato desktop. A fini educativi, avrei individuato Lubuntu (16.04 o comunque la prossima LTS) come distro “d’elezione”, per questi motivi: somiglianza estrema con XP (che comunque è rimasta nel cuore di molti utenti), uso anche su computer economici/da riutilizzo (purtroppo diffusi nel mondo scolastico), ‘robusto’ supporto di base (Ubuntu), intuitiva, senza fronzoli eccessivi (e poi è quella che uso principalmente io). Cosa ne pensi? Le risorse del mondo della scuola non sono sempre abbondanti, quindi questa distro mi sembrerebbe indicata, ma attendo eventuali suggerimenti/correzioni.
          Ovviamente ho provato a chiedere l’esistenza di materiale educativo attraverso i canali ufficiali di Lubuntu (irc, pagina facebook, askubuntu…) ma a parte qualche utente di buona volontà, nessuno mi ha… degnato di attenzione.
          Ho provato nei mesi scorsi ad esplorare il mondo dei Lug alla ricerca di qualche esperto, ma mi sono accorto che purtroppo l’esperto rischiavo di diventarlo io…
          Attendo commenti…

          • Samael

            Riguardo il materiale educativo, non posso esserti molto d’aiuto.
            Considera che io ho sempre letto la documentazione ufficiale dei sistemi operativi/software, frequentato le comunità (mailing list, chan irc, forum ecc.)…
            Non conosco guide per principianti di rilievo da consigliare. Spiacente.

            Per quanto riguarda Lubuntu, beh, andrebbe anche bene. L’importante è che l’utenza alla quale stai insegnando sappia replicare le stesse azioni anche su Windows, che quasi sicuramente userà a casa nel caso in cui dovessero avere un PC.
            Sembra stupido e scontato ma molto spesso l’utenza non skillata trova difficoltà anche su queste piccole cose.

          • Zambo

            Grazie della risposta. In effetti ho avuto spesso problemi con partecipanti che semplicemente avevano a casa versioni differenti di windows rispetto a quella usata in classe… forse sarà opportuno mostrare entrambe le cose (escludo Mac perchè nel mondo scolastico è poco diffuso a causa dei costi), anche se Lubuntu mi pare molto semplice e completa come distro per un uso quotidiano e ‘normale’ (io stesso ormai uso solo questo sistema operativo), escluso problematiche di installazione ovviamente (finora nessuna installazione da me effettuata è andata a buon fine in modo semplice, purtroppo).
            Sono rimasto un po’ deluso dalla mancanza di risposte dei canali ufficiali, mi aspettavo almeno un minimo di indicazioni (autori, siti, libri…).

  • Samael

    Dopo Solaris, NetBSD è il mio UNIX preferito.
    Sul mio server ho una VM proprio dedicata a lui. Senza ombra di dubbio è uno degli OS meglio progettati in circolazione, con un livello di cura per i dettagli quasi maniacale.
    Tutto su NetBSD è ben ingegnerizzato, dal kernel, che possiede caratteristiche interessanti come il supporto allo scripting Lua e un framework per l’astrazione delle architetture che permette ai driver di venire eseguiti su qualunque tipo di CPU con quasi nessuna modifica, allo userland con pkgsrc che reputo il miglior port system in circolazione ed il build system del sistema operativo che è un insieme di Makefile e script shell ben scritti ed assolutamente puliti, al contrario di soluzioni simili e molto più mainstream come GNU Autotools.
    Possiede inoltre il supporto a DTrace, che permette troubleshooting avanzato. L’unica pecca è la mancanza di soluzioni storage avanzate. ZFS non è mai stato portato completamente e manca persino di alternative più rudimentali e meno funzionali come LVM.

    La natura di NetBSD lo rende un OS pensato più sul design che sulle implementazioni, che preferisce puntare sulla qualità dell’esistente più che innovare.
    Non che non ci siano state innovazioni interessante, lo stesso supporto a Lua in kernel e Rump Unikernel, sono indubbiamente progetti che dimostrano che su UNIX la ricerca continua, sebbene il market share l’eccessiva pubblicità sembrino indicare che sia Linux l’OS sulla quale si sperimenti.

    • Simone Picciau

      Complimenti per le tue argomentazioni, come sempre.

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