Philip Müller, il project leader di Manjaro, ha annunciato la decisione di abbandonare il supporto x86 a 32 bit di Manjaro.

In informatica ed elettronica i686 è una sigla per indicare la sesta generazione delle CPU Intel compatibili con l’architettura x86. La sesta generazione si riferisce ai processori introdotti nel 1995 chiamati Pentium Pro. Tutte le CPU successive al Pentium PRO sono i686 compatibili. Visto il calo della popolarità di questa piattaforma il team ha deciso di smettere di supportarla. Questa scelta, che “taglia le gambe” ai possessori di pc datati è condivisa da molti team di sviluppo che stanno intraprendendo questa via.

Manjaro: a breve cesserà il supporto per piattaforme a 32 bit
manjaro i686 32 bit

Manjaro 17.0.3 sarà quindi l’ultima ISO rilasciata anche per sistemi a 32 bit. Il periodo fra Settembre e Ottobre 2017 sarà il cosiddetto “deprecation period” durante il quale anche i possessori di un pc con architettura x86 continueranno a ricevere aggiornamenti. A partire da Novembre 2017 la versione 32 bit non sarà più supportata definitivamente.
Qui trovate l’annuncio ufficiale di Philip Müller, Manjaro project lead. Per maggiori informazioni vi rimando alla discussione sul forum ufficiale di Manjaro.

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  • Peccato,era l’unica distro che girava decentemente su un mio vecchio netbook..

    • ctretre

      C’è sempre Debian 9 per almeno 5 anni e Arch chissà perché quanto.
      Alla eccessiva stabilità della prima di può ovviare con flatpak per LibreOffice e repo dedicati per Firefox. Il resto non credo sia fondamentale da tenere aggiornato.

      • CharlieP

        Arch già a gennaio ha annunciato che da novembre il 32bit verrà deprecato e i pacchetti spostati in multilib.

  • Maurizio Tosetti

    Troppo veloci questi adii. Potevano aspettare il 2018. Comunque Manjaro non sono mai riuscito ad usarla sul portatile.

    • RMS

      difficile capire se ci sia del sarcasmo in questo commento.
      Manjaro è una rolling, derivata di Arch e quindi più vocata al cutting edge che al Long term support. E comunque non si tratta di una distro “enterprise” che garantisce supporto ecc.
      Ubuntu 16.04 ha versione 32bit che ha supporto garantito fino a 2021. vedremo tra 4anni se ci sarà ancora gente delusa per la cessazione del supporto ai 32bit

      • Maurizio Tosetti

        Nessun sarcasmo . La trovo una scelta alquanto prematura rispetto alle distro di Debian e Ubuntu

        • icos

          Son sempre meno le macchine 32bit-only, oramai anche vetuste cpu hanno il supporto ai 64bit e non vi sono ragioni per rimanere sui 32bit, salvo poche eccezioni. Se a questo aggiungi il fatto che il team in questione non avra’ le risorse di una Canonical o di una RedHat, eliminare il supporto ad un ramo potrebbe tradursi in meno lavoro da fare e/o maggiori risorse da destinare altrove.

        • “alquanto prematura”
          Quando sono stati venduti gli ultimi computer a 32 bit? 10 anni fa?

  • Un pò alla volta tutti stanno abbandonando le piattaforme x86 32bit… un altra era volge al termine….

  • Underdog

    Non tutto è perduto,anzi,proprio nulla..https: // archlinux32. org/

  • Alviro

    vi chiedo un’informazione:” ma questa distro che tipi di pacchetti usa? .deb .rpm o altro

    • CharlieP

      Nessuno di questi. Usa pkg. Il gestore di pacchetti è Pacman di Arch, che te ne innamori quasi subito perché è veramente molto facile.

      • Alviro

        Cioè se sulla mia distro ho pacchetto.deb lì trovo pacchetto.pkg ?

        • CharlieP

          Esattamente. Se proprio vuoi essere puntiglioso, .pkg.tar.xz cioè pkg archiviati è compressi.

          • Alviro

            Ma i .pkg per Linux sono gli stessi per Mac OS?

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