Purism ha annunciato una campagna di finanziamento per la realizzazione di uno smartphone basato su GNU/Linux che rispettasse la privacy degli utenti.

La campagna di Purism è partita con il piede giusto. L’idea dei crowdfunders consiste nel realizzare uno smartphone il più aperto possibile che garantisca la privacy degli utenti ad un prezzo ragionevole ($599 dollari americani).

Ecco alcune curiosità:

  1. Sarà il primo dispositivo mobile ad essere nativo per il mondo IP
  2. Il sistema operativo sarà PureOS
  3. La comunicazione tra i dispositivi Purism (sms, telefonate) avverrà con crittografia End-to-End
  4. Saranno comunque disponibili le reti standard (2G/3G/4G).

Purism: il crowdfunding supera quota 100.000$

purism

I vari livelli di finanziamento per ottenere il Librem 5, questo il nome dello smartphone scelto da Purism, sono i seguenti:

  • $20 per supportare il progetto;
  • $100 per supportare il progetto e ricevere una t-shirt;
  • $299 per il kit di sviluppo (che contiene lo schermo, la superficie touch, la mainboard di sviluppo, cavi, alimentatore ed alcuni sensori), spedizione prevista per il mese di Giugno 2018;
  • $599 per pre-ordinare effettivamente il dispositivo
  • $1399 per pre-ordinare il dispositivo insieme ad un monitor da 24 pollici;
  • $1699 per pre-ordinare il dispositivo insieme ad un monitor da 30 pollici;

Per le ultime tre opzioni la consegna è prevista per il mese di Gennaio 2019. Ci sono poi opzioni “enterprise” per chi vuole più di uno smartphone che superano addirittura i $9999.

Le proposte che includono un monitor sono pensate per chi cerca una reale esperienza di convergence. Con convergence si intende la possibilità di trasformare lo smartphone in un desktop completamente funzionale collegando un monitor, una tastiera ed un mouse (vedi immagine di copertina).

Attualmente è stata raggiunta la ragguardevole cifra di $118,000 circa l’8% dell’obiettivo finale pari a $1.5 milioni di dollari quando i giorni rimanenti prima della chiusura della campagna sono 55. Per ulteriori informazioni vi rimando alla pagina ufficiale del progetto.sharing-caring-1

 

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Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

  • quando arriveranno a 1.5 milioni di $, chiudono tutto e scappano con i soldi….

    • Alicia Frantinelli

      Poi il cell., se arriverà, sarà a gennaio del 2019, già obsoleto. Fallimento assicurato.

    • ale

      non si appoggiano nemmeno a qualche piattaforma di crowdfunding…

    • 247

      a quanto sembra hanno realizzato già due campagne di crowfunding per due pc (sempre con pure os) perfettamente riuscite…magari non scappano dai..

  • Qfwfq

    Ahemmm… inculodno non mi sembra un buono viatico…

    • Matteo Gatti

      è quello che succede quando scrivi alla sera tardi! e avevo anche riletto … grazie mille ho corretto 🙂

    • Simone

      Considerando i 1400dollari per telefono+schermo da 24″ direi che “inculodno” sia appropriato.

  • Ma invece di queste cose perchè non si sviluppa un OS con gnome shell per cell come fu fatto per i computer? …

    • dalle screenshot sembra esattamente quello che vogliono fare

  • DeeoK

    “Le proposte che includono un monitor sono pensate per chi cerca una reale esperienza di convergence. ”
    Beh, capisco che è una raccolta fondi, ma 800$ per un 24″ mi pare più andare alla ricerca dei polli.

    • gabriele tesio

      magari è un monitor 4k a 120hz 🙂

      • DeeoK

        Costa comunque meno.
        Poi non credo, ce lo voglio vedere a gestire quello schermo. Considera che è pur sempre un telefono, non può richiedere hardware troppo esigente o fonde.

  • Andrea De Gradi

    Cos’è un dispositivo “nativo per il mondo IP”?

    • Purism

      Penso sia che fai chiamate via internet (IP = Internet Protocol).

  • wolfmobo

    Magari sbaglio ma l’interesse reale della gente verso un apparecchio così credo sia limitato alla curiosità… fosse anche strepitoso tecnicamente e venduto a buon mercato (e già comunque non ci siamo) sarebbe comunque roba per pochi impallinati. Linux non ha bisogno di affermarsi nel mobile, secondo me.

    • Simone

      Spingono per un discorso enterprise per cui il telefono dovrebbe sostituire il portatile. L’azienda per cui lavoravo, e per cui ora faccio consulenza, sta facendo delle prove di cubicoli “spersonalizzati” in cui uno arriva, collega il proprio portatile al monitor e alla tastiera e attacca a lavorare, poi finito sgombra. Lo step due sarà sostituire il portatile con un dispositivo più piccolo. Per ora si tratta di poche centinaia di postazioni sparse tra le sedi di una manciata di paesi, ma se prendesse piede…

      • wolfmobo

        Interessante. In effetti alcune mansioni in azienda possono essere svolte anche così. Solo alcune, però, di base con il telelavoro potresti eliminare anche queste postazioni. L’azienda di cui parli ha per caso dei “virtuals” che lavorano da casa?

        • Simone

          Sì, ma questo da anni, io facendo gran parte del lavoro presso la clientela o presso varie sedi nel mondo sono stato “home-working” per quasi nove anni, ed era una ficata pazzesca.

          Per il discorso delle postazioni ovviamente si parla, per ora, di personale che già gestisce la propria attività con il solo portatile, senza avere il fisso, e diciamo che a parte i designers tutti gli altri in ogni caso visualizzavano solamente il disegno tecnico, o facevano magari piccoli particolari con il 2D, quindi non servono schede grafiche esagerate.

  • LeChuck

    ci sono un centinaio di ottimi smartphone con driver dipsonibili e bootloader sbloccato. Manca solo l’OS!

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