Una nuova versione della distro educational-oriented è pronta: si chiama Escuelas Linux 5.4, vediamone le peculiarità.

Il mondo GNU/Linux, si sa, è ricco di distribuzioni. Sono anche troppe, direte voi. Escuelas Linux 5.4 è una distribuzione basata su Bodhi Linux e pensata specificatamente per lo sviluppo in ambito scolastico.

Questa nuova versione, nome in codice “Get it right“, è orientata soprattutto alla correzione dei bug oltre che all’aggiornamento di numerosi componenti.

Escuelas Linux 5.4: distro pensata per gli studenti

escuelas linux 5.4

L’abbiamo soprannominata “Get it Right” perchè offre tante funzionalità e inoltre è stata testata a fondo, infatti abbiamo corretto tantissimi bug. Possiamo dire con certezza che questa è sicuramente la nostra miglior produzione” queste le parole di Alejandro Díaz.

Tra le applicazioni che troverete a bordo citiamo il browser web Mozilla Firefox 54 e Chrome 59  oltre a Chromium 58. Gli sviluppatori non si sono dimenticati di Vivaldi, anch’esso preinstallato (versione 1.10). Presenti anche la suite per l’ufficio LibreOffice 5.3.3, GeoGebra 5.0.366 e Softmaker FreeOffice. Presente anche la migliore selezione dei software per l’educazione e diverse funzioni utili, ad esempio è possibile ripristinare tutti i programmi alle impostazioni predefinite con un semplice click.

Tra i software proprietari citiamo anche l’ultima versione del plugin Adobe Flash Player mentre non è presente la vecchia versione di Skype in quanto cesserà di funzionare il prossimo primo Luglio. A bordo troverete una nuova app che vi permetterà di configurare SMB e NFS.

Il sistema operativo include anche una buona serie di driver ed è pensato specificatamente per i pc più datati. L’OS richiede solamente 300MB di memoria RAM e un hard disk da soli 40 GB. Funziona anche sulle vecchie schede grafiche VIA. Una volta installato troverete un piccolo manuale contenente diverse informazioni utili.

Per ulteriori dettagli e per il download di questa distribuzione vi rimando al sito ufficiale.

 

sharing-caring

Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus. Da oggi, poi, è possibile seguire il nostro canale ufficiale Telegram dedicato ad Offerte e Promo!

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

  • Aster

    Bene

  • CharlieP

    Basta nuove distro che nascono e muoiono come funghi secchi sotto al sole……che nausea

    • Cristian Martina

      Perché basta?
      Come diceva un carissimo amico “Fatti una distribuzione tutta tua!!”. 😀
      Alla fine non comporta nulla di male anzi.

      • CharlieP

        Perché se vuoi farti un assetto personalizzato, esistono distribuzioni come Arch, Gentoo o Linux from Scratch, non c’è bisogno di uscirtene con l’ennesima distribuzione basata su qualcun altro che nientepopodimeno è un mucchietto di pacchetti ready to use.

        • Cristian Martina

          Io uso archlinux +lxqt da anni e mi trovo molto bene. Ultima installazione tramite archlinuxanywhere, comodissima.
          Ma se qualcuno vuole crearne una non vedo il problema.
          Tra l’altro questo è il bello di linux.

        • Kim Allamandola

          Magari a qualcuno la collezione di pacchetti confezionata risulta utile: sai che è prassi comune nelle grandi aziende prendere una distro e personalizzarla per il loro uso interno? Da Google alla Gendarmerie a Monaco alla marina USA passando per assicurazioni aziende “turistiche” di un certo calibro ecc. Ognuna con la propria distro cucinata in casa per le loro esigenze.

          Alcuni lo fan e lo tengono in casa, altri lo fanno pubblicamente nel caso servisse a qualcuno. Nel tempo sopravvive solo chi è utile realmente, si chiama selezione naturale.

          • CharlieP

            “USO INTERNO” ti sei risposto da solo.
            Il resto si chiama “spam”.
            Ti auguro buona domenica

          • Kim Allamandola

            Anche a te, potresti argomentare sulla parte spam e su cosa mi sarei risposto da solo?
            Il principio del FOSS è la condivisione quindi se qualcuno sviluppa per il suo uso interno una soluzione e la vuol pubblicare perché può tornare utile ad altri, i quali formando nel tempo una community, aiutano lo sviluppatore originale a migliorare ed evolvere il frutto delle sue fatiche. Non vedo “autorisposte”. In effetti Arch, Ubuntu, $vattelapesca sono nate proprio per questo.

            La parte spam mi incuriosisce, sopratutto sapere per chi risulta spam 🙂

    • hotrats

      Beh, ti consiglio di prendere un antiemetico allora, perché i fork, i fork dei fork e i fork dei fork dei fork e così via non finiranno mai. Perché? Per il semplice e banale motivo che è possibile farlo. Se e quando diventerà impossibile finiranno i fork (forse).
      Ciao

      • CharlieP

        Il problema non è fare un fork. Il problema è fare un fork senza senso, che (inoltre) 9 volte su 10 muore dopo pochi mesi perché il tipo si è stufato di mantenere il codice

        • hotrats

          Un senso lo ha per il tipo, almeno nel momento in cui lo pensa. E dato che può, lo fa. Punto.
          Ari-ciao

          • CharlieP

            Il 90% Delle volte, il senso è questo: manie di protagonismo. Buona serata anche a te.

        • Kim Allamandola

          Il “problema” è a noi che non siamo eventualmente interessati cosa cambia? Un fork non occupa risorse sui “nostri” servers, non “sottrae sviluppatori” ecc.

          La moda anti-fork l’han inventata le aziende che sviluppano software proprietario per contribuire a far scomparire le community allo scopo di togliere il motore dell’innovazione del free software. Ed in parte ci sono riuscite.

          • CharlieP

            Hai mai iniziato a vedere una serie TV e proprio a metà, te la sospendono? Bene, qui anche peggio. Installi un software sulla quale fai affidamento magari e proprio sul più bello….au revoir.

          • Kim Allamandola

            La serie TV non la posso, manco legalmente, continuare in casa, il FOSS si. Oggi c’è un problema: abbiamo una fame talmente disperata di FOSS che gli “utenti” sono e stanno passando in massa col risultato che non c’è più la community bilanciata di un tempo dove eravamo più o meno tutti sia utenti “consumatori” che sviluppatori, magari anche di piccolo cabotaggio ma che contribuivano con testing, bugreport, patch occasionali, documentazione, traduzioni, risorse proprie (server, banda, …) ecc. Oggi la community è diventata un mare magnum di consumatori privi di capacità “contributiva”. Questo a lasciato gioco facile a certe realtà aziendali che su questi soggetti vivono per cercare di snaturare i principi della community e destabilizzarli alla base: creando l’odio verso i fork che nessun problema danno, facendo credere che “la frammentazione” sia un problema, facendo credere che servano pkg-system stile vecchio Windows come snap, flatpack &c, screditando le vere innovazioni (tipo lo zfs dove addirittura un’azienda come NetApp chiese a SUN di “nascondere” le source dello zfs prima di “distruggere il mercato dello storage”) ecc.

            Questa è la situazione attuale e ben vengano i “piccoli” fork che pur non potendo fare quel che una volta si faceva contribuiscono comunque ad innovare. Non mi piace Budgie Desktop, Pantheon &c nati costruendosi una distro intorno ma piacciono a tanti giacché si allargano e se avran successo continueranno ad esistere. Se si perderanno vuol dire che non interessano ad abbastanza gente.

            Come ti senti quando compri (ovviamente in licenza d’uso) un telefono e questo è abbandonato sul piano del software? Come ti senti quando ti dicono che pezzi di ricambio per il tuo oggetto comprato uno/due anni prima (piastrelle del bagno incluse) non è più in produzione? Che hai in mano per evitarlo? Se Gentoo o Solus non fossero più sviluppate invece? Che proponi per risolvere questi problemi? Tutti in divisa, tutti in case uguali, tutte prodotte da una mega entità così “tutto è garantito”? Nella storia qualche parte politica ha detto che così si deve fare; i milioni di morti che ha causato e l’odio della collettività che si son tirati contro forse ha mostrato che non è una buona idea.

  • Maudit

    Ma il filtro genitori non l’hanno messo? 😂

  • Kim Allamandola

    Hum, quando si parla di distro per studenti sarebbe il caso di dire quali studenti: se parliamo di superiori o università, magari con una certa vocazione per l’IT Arch, Gentoo, Solus, FreeBSD sono ottime basi. Se parliamo di scuole dell’infanzia Ubuntu è (a parte le nefaste scelte, comprensibili, di abbandono di fatto del desktop) certamente un’ottima scelta, anche qui cambia parecchio il software installato per default…

    Però nell’educazione il problema non è tanto avere una distro già pronta per far far alle scuole meno fatica quanto avere nelle scuole di ogni ordine e grado docenti in grado di insegnare (aggiungerei ma sarebbe un po’ OT tutto, non solo informatica) l’informatica… E qui siamo messi molto, ma molto ma molto male, in tutto il mondo, chi più chi meno.

  • Dario Chemello

    Ma… quanti browser hanno messo??!??!???!

No more articles