Il progetto Darling si prefigge lo scopo di rendere possibile l’esecuzione di applicazioni per OS X su Linux.

Darling sembrava essersi arenato ma, dopo diversi mesi d’inattività, sembra essere tornato in vita. Darling è costruito sulle basi di GNUStep, framework OpenStep in Objective C, integrando vari framework e librerie per rendere il sistema compatibile con i file binari di OS X/Darwin.

Il progetto in questione è molto complesso e potrebbero passare molti anni prima che venga portato a termine, giusto per citare l’esempio fatto anche sul sito ufficiale del progetto, lo sviluppo di Wine è durato ben 15 anni prima di vedere una release definitiva e “stabile”.

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Alcuni dubbi legati al progetto riguardano i termini indicati nella licenza Apple ma sembra che essi non vengano violati dato che nessuna componente di Darling include codice al quale si fa riferimento nell’EULA (End-User License Agreemen, l’accordo di licenza con l’utente finale).

A oggi non è ancora possibile far funzionare alcuna app di macOS su Linux con una GUI, quindi il progetto è molto acerbo. Vi terremo aggiornati nel caso ci fossero sostanziali novità.

Per maggiori informazioni vi rimando al sito ufficiale del progetto.

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Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

[Fonte]

  • Speriamo di no… c’e’ tanto da fare per il mondo Linux che mettere le forze per queste cose è assurdo.

    • Simone Picciau

      Non è una brutta cosa, ma sicuramente non porterà chissà quali vantaggi, data la scelta vastissima di app opensource per Linux

      • Esatto… io me ne frego della robbaccia apple. Linux è una potenza… lavoriamo su quello. L’esempio lampante è STEAM… ha investito su Linux e sta facendo cose incredibili (poi ovviamente io preferisco la roba totalmente open source).

        • alex

          oddio, robaccia è un attimino esagerato… pur non amando apple e non essendo nemmeno particolarmente interessato ai suoi prodotti so che per loro degli ottimi sw ci sono.

          • Il software va valutato sotto molti aspetti, Itunes è un grande progetto, ma usalo e poi mi dirai… software musicali – ottimi,costosissimi, chiusi prepotenti…
            Semplice una valutazione come la intente lei…

          • Samael

            La qualità del software Apple è calata da dopo la morte di Jobs, perché il focus ormai si è spostato sull’hardware e sui servizi tipo Apple Music, Siri e iCloud.

            Ma anche così, OSX è così tanti anni-luce avanti che noi abbiamo ancora diversi quaderni degli appunti da riempire prima di poter pensare che una distro Linux sia anche solo paragonabile.

          • Boh certe volte rabbrividisco leggendo certi commenti….. cosa ha macos nativo (e non di terze parti) che qualsiasi distro Gnu/Linux non ha?

          • Samael

            1) Gestione del software di gran lunga superiore: bundle vs modello a repository, con conseguente facilità di deployment e gestione del software applicativo.
            Su OSX non esiste minimamente alcun problema nel mantenere lo stesso binario del software disponibile per più versioni dell’OS, in quanto non esiste il concetto di dipendenza.
            Tutto il software viene linkato staticamente, eccetto librerie che sono usate all’interno di una suite distribuita per intero.
            Su OSX un app la si può tranquillamente avviare lanciandola dal desktop e per eliminarla basta spostarla nel cestino, come un comunissimo documento.
            In aggiunta a questo, col Mac App Store, hanno addirittura eliminato quel passaggio e reso disponibile il software con un click del mouse, combinando una cosa storica di Linux (i software tipo synaptics) con la semplicità dei bundle.
            Noi oggi stiamo cercando di seguire quella strada con Snappy e Flatpak, ma sono tecnologie ancora troppo immature e troppo confusionarie in certi aspetti. Vedasi il modello runtime+bundle di Flatpak o la mancanza di una toolchain adatta a linkare staticamente in Snappy, specialmente a causa di GLIBC che rende bloat qualsiasi binario statico per precisa volontà di boicottarne la diffusione.

            2) Tecnologie già affermate e di larga affidabilità in contesti di produzione: hai presente CoreAudio, il miglior stack audio in circolazione? Quello che è nato per poter essere potenzialmente espandibile tramite plugin, permettendo di potersi adattare a diverse situazioni, senza dover stratificare con API tipo JACK e Pulse, che si sono rivelate inaffidabili in quanto rendono l’architettura troppo complessa?
            Noi oggi usiamo ALSA che è una delle peggiori tecnologie in circolazione, troppo low level e complessa per essere usata in userspace (la gestione delle periferiche richiede una laurea in ingegneria), ma allo stesso tempo troppo grande per essere completamente gestita in-kernel come OSS.
            Senza contare che l’architettura a plugin di ALSA è completamente confusionaria, in quanto non permette una reale espansione dello stack, ma solo un rimpallo del flusso da una API all’altra. Vedasi il back-end Pulse fornito con alsa-plugins, che viene usato dalle applicazioni che non hanno un uscita PA diretta e che quindi fanno uscire il flusso in ALSA (userspace), che lo passa a Pulse e che lo ripassa ad ALSA (kernel) con conseguenti lag.
            In un sistema audio decente non ci sarebbe una situazione del genere e non ci sarebbe nemmeno bisogno di un’uscita PulseAudio, perché basterebbe far uscire l’audio con l’uscita predefinita che tramite i plugin si occuperebbe di gestire l’input in maniera corretta. Come difatti avviene su OSX con CoreAudio.
            Oppure Quartz, il display grafico che integra un subpixel rendering basato su standard PDF. Noi ancora oggi usiamo X11, che nasce su un modello obsoleto che va avanti ad hack spesso non funzionanti, tipo quello su RandR per cercare di implementare il cambio del buffer al volo che aprirebbe le porte ad Optimus, e che mostra ancora nel 2016 problemi pesanti di tearing. Certo, che Wayland, ma ancora una volta abbiamo dimostrato di non risolvere il problema principale: l’eccessiva stratificazione.
            Perché il subpixel rendering è gestito a livello di libreria e non a livello di display? Che necessità c’è di avere cose come freetype2 e fontconfig che non sono nemmeno in grado di aggiornare la lista font al volo in una applicazione (Aegisub docet)? Che necessità c’è poi di stratificarle con cairo e pango che non hanno utilità reale?
            Il font rendering su Linux dovrebbe essere gestito allo stesso modo ovunque, su qualsiasi desktop ed in qualsiasi condizione, ma noi ancora ci leghiamo a librerie che spesso vengono persino ignorate con risultati pessimi (OpenJDK docet), e per avere risultati decenti occorre patchare pesantemente (Ubuntu e Infinality docet).
            La gestione del font rendering tramite libreria è un residuo del passato, ai tempi della guerra tra GNOME e KDE per chi reinventava peggio la ruota. Ma ancora oggi sono rimasti lì.
            Oppure Cocoa che ancora oggi è considerato lo stato dell’arte dei widget toolkit, con praticamente tutti i concorrenti che ne riprendono i concetti?
            Oppure vogliamo parlare di cose come Instruments, che è una GUI a DTrace, manna dal cielo per molti sviluppatori e che non trova rimpiazzi su Linux. SystemTap? Non scherziamo, fa ancora crashare il kernel a caso.

            Se vuoi continuo, ma credimi è meglio fermarci qui perché da utente Linux ci sto rimanendo male io stesso a scrivere tutte queste cose.
            Abbiamo ancora TANTO da imparare dagli altri e fare le primedonne con frasi tipo “che ha lui che io non ho” ci rende soltanto patetici.

            E bada che per chiudere il discorso avrei potuto tranquillamente risponderti con “loro integrano l’intelligenza artificiale nel desktop, mentre noi continuiamo a fixare metadata.json ogni sei mesi per far funzionare le estensioni di GNOME Shell che puntualmente si rompono”, senza nemmeno scomodare ciò che c’è sotto il cofano.

            Non è un caso se Torvalds scrisse: il problema di Linux sul desktop è infrastrutturale.

          • Quindi il succo rimane su desktop. È bello definire il de e il reparto audio/grafica come l’unico problema esistente nel pinguino. Per i pacchetti oggi guardate a flatpak etc, ma in linux rsistono alternative che hanno ispirato soluzioni perfino per windows, poi certo se non vogliamo parlare di soluzioni professionali possiamo limitarci al concetto del trascina etc. Quello che secondo me l’utenza non percepisce è che ogni os ha la sua specifica: windows generico e gaming, apple musica, photo e video, linux programmazione e sistemistica. In tale ambito la mia domanda provocatoria di prima trova risposta, se non faccio parte del gruppo che gioca con foto e video non sono un professionista secondo quello che scrivi visto che a mio modesto parere nativamento gli altri 2 os difettano di diverse necessità per il mio ambito lavorativo che non sono le notifiche sul desktop o la forma delle finestre.

          • Samael

            Certo che si sta parlando di desktop. OSX è un OS per workstation.
            Chi se ne frega dei server? Lì il confronto va fatto con altri OS del calibro di FreeBSD e SmartOS, ed anche lì il pinguino purtroppo prende altre mazzate, tecnologicamente parlando, con implementazioni spesso non all’altezza della concorrenza.

            Detto questo: chi ha scritto che quelli sono gli unici problemi di Linux? Ho scritto “Se vuoi continuo, ma è meglio fermarci qui” proprio per farti capire che già solo al livello di due tre tecnologie il confronto, purtroppo per noi, è ancora impietoso.

            E i tuoi campi specifici d’utilizzo non hanno senso. Ci sono tantissimi Linux IT Pro che usano Windows o OSX sul desktop, proprio perché a volte non vogliono grattacapi con gli innumerevoli problemi dei DE che per ovvi motivi non ci sono lato server.
            Per dirti, OSX è l’OS più usato nella programmazione full-stack, anche per il fatto che è uno UNIX ma con un supporto di prima classe ad applicativi commerciali come Photoshop, utili per chi lavora lato front-end.
            Le comunità di Ruby on Rails e Node.js usano principalmente OSX, proprio come molti degli sviluppatori di quelle tecnologie, specialmente Joyent.
            Windows è l’OS più usato nella programmazione enterprise, con Java/J2EE e per ovvi motivi .NET/ASP.NET.

            Come vedi il mondo è più vario di quello che credi. E NO, non tutti loro sono gente che “gioca con foto e video”. C’è gente che lavora. Ed in proporzione è molta di più di quella che usi il pinguino, anche nei campi IT a te cari.

          • Citazione: Come vedi il mondo è più vario di quello che credi. E NO, non tutti loro sono gente che “gioca con foto e video”.

            Vale anche al contrario, non perché per 2 linguaggi di programmazione preferisci un os significa che quell’os è da programmatori, poi io parlavo di dove gira il codice ma sorvoliamo…

          • Samael

            E chi stabilisce che Linux è da programmatori e OSX no?
            Lo stai stabilendo tu su criteri completamente sballati e soggettivi.

            OSX, Windows e Linux sono tre OS GENERAL PURPOSE.
            Tra l’altro è ridicolo anche solo pensare di fare questi discorsi, considerando che client-side l’OS che usano più i programmatori è Windows, visto che è quello con la stragrande maggioranza del settore desktop in mano.
            Persino buona parte degli sviluppatori Android usa Windows, anziché Linux.
            Già solo parlare del fatto che in Java si sviluppa quasi esclusivamente su Windows, basta per invalidare tutta la tua tesi, visto che Java è il linguaggio numero 1 in termini di diffusione.

            OSX è il sistema operativo di riferimento per chi sviluppa nell’ecosistema Apple (naturalmente) e per chi sviluppa server-side, soprattutto lato SaaS, considerando che server-side si fa deployment su PaaS Linux (quindi uno UNIX) ma si ha bisogno nei front-end di software come Photoshop, che è persino richiesto tra le skill utili per un posto lavorativo.

            Parlavi di dove gira il codice? Benissimo.
            Se sviluppi roba client-side gira principalmente su Windows o sul mobile.
            Se sviluppi roba server-side gira principalmente su Linux, ormai nei vari PaaS.
            Ma dove gira il codice server-side non interessa a nessuno, perché si tratta di mere web application, altresì detti SITI WEB.
            In quel contesto conta DOVE vengono sviluppati. E come ti ho già detto è principalmente OSX l’ambiente usato, insieme a Windows se è roba J2EE o ASP.NET.

            Queste tue argomentazioni sono luoghi comuni, ampiamente smentiti dalla realtà.

          • Di nuovo mi metti in bocca parole che non dico, ti ho detto che linux è da programmatori? Ti ho fatto notare che non perché lo usa qualcuno significa che macos sia da programmatori, ma va bene continuiamo pure.
            Cosa fai nella vita? Sviluppi siti web immagino o ti occupi di grafica per essi? Non è ne dispreggiativo ne negativo era per capire il calibro della persona con cui si parla.
            Ovviamente il mondo gira solo sui siti web… Per i siti di acquisti online ad esmepio, dove gira il frontend di amazon a me frega un tubo, mi interessa il server su cui girano i conti correnti delle banche e fidati non è osx ne tantomeno windows, fatta la domanda datti una risposta.
            Se poi vogliamo allargare il concetto di programmazione a quella che è la programmazione reale, fidati che sviluppare un sito web non è un attività sistemistica ne di programmazione, spesso è mera customizzazione. Sta di fatto che negli ultimi 5 anni circa ha preso piede la figura del “sistemista applicativo” che prima non esisteva, che si occupa di programmazione si ma a livello alto, frontend, piccoli applicativi client-side etc. Io per programmatori intendo quei pazzi che scrivono il codice per far funzionare il tuo cavolo di sito o ti consentono di scambiarti le mail, ma questi non contano perché nella vita la programmazione è “app” per telefoni?
            Facebook infatti paga webdeloper non programmatore backend fior di quattrini… stesso dicasi di google… Sorvoliamo, peace.

          • Samael

            Non ti ho messo nessuna parola in bocca e l’hai ribadito tu stesso qui:

            Ti ho fatto notare che non perché lo usa qualcuno significa che macos sia da programmatori, ma va bene continuiamo pure.

            Non esiste NESSUN OS da programmatori. Esiste solo l’OS.

            Poi, che a te interessino i server bancari non me ne può fregar di meno. Anzi, non frega proprio niente a nessuno. Qui si parlava di desktop. Ogni altra cosa è fuori contesto.
            Tra l’altro se proprio vogliamo dirla tutta, il grosso non è manco solo Linux nei settori da te citati, ma anche lì è molto più vario di quello che pensi, visto che si spazia da Solaris, ad AIX a mainframe IBM con z/OS e AS/400. Spesso in data center misti messi in comunicazione con sistemi di MQ come MSMQ o WebSphere MQ Series. Sorvoliamo… (cit.)

            Sulla questione “customizzazione” tu non sai davvero di cosa stai parlando.
            Programmazione server-side non è mica aprire un blog WordPress con Altervista.
            La programmazione server-side richiede lo stessa progettazione che richiede il client-side, e anche oltre, visto che si mettono in mezzo persino DB Architect & company.
            Hai la più vaga idea di cosa voglia dire sviluppare a grossi livelli (non il blog della domenica) su roba come J2EE che deve scalare su milioni di accessi simultanei? Parliamo del settore bancario, non so se mi sto spiegando. Parliamo dei portali su cui le persone immettono le credenziali per compiere transazioni finanziarie.

            E tanto per essere chiari: i programmatori back-end possono anche essere web developer, a seconda se si debba sviluppare server-side o client-side.
            Server-side i back-end developer sono i programmatori web che si occupano di costruire la web application, usando pattern MVC in framework come Rails o equivalenti per PHP/Python/Node/Rust ecc. su RDBMS come Oracle o a volte anche No-SQL come Redis e MongoDB:
            Poi ci sono i front-end developer che sono quelli esperti in HTML, CSS, JS e tecnologie correlate.
            Infine ci sono i full-stack e i DevOps che si devono occupare di tutto back-end, front-end e deployment su PaaS.
            E persino lato front-end ci sono veri e propri studi per sviluppare UI ergonomiche e responsive. Altro che customizzazione…

            E per concludere nessuno ha detto che la vera programmazione è l’app per il telefono.
            Perché non esiste la programmazione vera e quella meno vera. Esiste solo la programmazione, a prescindere se sia fatta in C o in Python o in Obj-C, che abbia UI wxWidgets, ncurses, Cocoa Touch, CSS o solo CLI. Si sta dicendo altro, ma ancora una volta stai andando fuori contesto.

            Black_Codec, hai detto bene: sorvoliamo. Non ci stai facendo una bella figura, credimi. Te lo dico amichevolmente.

          • – “Tra l’altro se proprio vogliamo dirla tutta, il grosso non è manco solo
            Linux nei settori da te citati, ma anche lì è molto più vario di quello
            che pensi, visto che si spazia da Solaris, ad AIX a mainframe IBM con
            z/OS e AS/400”

            Eh di nuovo, ti ho detto che esiste solo linux? Boh io ti sto dicendo che osx serve solo lato utente e, come dici te, avrà anche uno stack grafico e audio di tutto rispetto ma non me ne faccio nulla con questo emulatore o altri. Continui a inveire, di fatto non hai risposto neanche a una delle domande ma semplicemente attacchi. Mio caro se pensi che scrivere un’app in pygtk sia la stessa cosa che scrivere il codice di un dbms siamo lontani anni luce dal concetto di eguaglianza ma va bene, io continuo a farti notare che uso le tue parole e te ti accanisci contro dicendo che non è vero quello che io non ho detto.

            – “La programmazione server-side richiede lo stessa progettazione che
            richiede il client-side, e anche oltre, visto che si mettono in mezzo
            persino DB Architect & company.”

            Ma questo è esattamente quello che sto cercando di spiegarti quindi non paragonarmi la client-side con la server-side, senza contare poi l’integrazione di più “sviluppi” server-side che sono trasparenti per i client-side ma spesso di ardua complessità.

            – “Parliamo del settore bancario, non so se mi sto spiegando. Parliamo dei
            portali su cui le persone immettono le credenziali per compiere
            transazioni finanziarie.”

            Ok girano su macos? Altrimenti non vedo il nesso della risposta. Quando scrivo “a me interessa” era per farti capire il livello che volevo analizzare visto che continui a rispondere su altri argomenti e addirittura a domande che neanche ti ho fatto.

            – “Perché non esiste la programmazione vera e quella meno vera.”

            Appunto su quello mi ero soffermato, se per programmazione si intende il plugin stupido per wordpress forse avrai ragione, ma se per programmazione intendiamo livelli diciamo più “bassi” direi che non puoi portarmi l’esempio di node.js, tutto qua.

            – “Qui si parlava di desktop. Ogni altra cosa è fuori contesto.”

            Appunto ti rinnovo ancora la domanda a cui non hai risposto neanche una volta, che me ne faccio di un emulatore se l’unica nota positiva evidenziata da te sta nel kernel e nei suoi “moduli” e “stack”? Oltretutto ancora non sa emulare lo stack grafico motivo per cui funzionano solo app a riga di comando, credo. Ma ammettiamo che funzioni anche l’emulazione dello stack grafico e audio, che a tuo dire sono migliori e non ne voglio fare un caso nazionale per mia funzionalità mi “bastano” quelli presenti su GNU/Linux poi ognuno il suo, che vantaggi ha emulare uno stack grafico ottimo su uno stack grafico pessimo, per citare le tue valutazioni fatte, che guadagno ha utilizzare un emulatore di uno stack superiore se poi la base è sempre quella? Possiamo anche metterci sopra un blocco di cemento ma se sotto c’è argilla sempre argilla rimarrà, quindi che vantaggi porta?

            Spero in una risposta alle domande questa volta però.

          • Samael

            Boh io ti sto dicendo che osx serve solo lato utente

            Ma è chiaro che si sta parlando di utenti. Stiamo parlando di desktop, chi vuoi che usi quei sistemi? JBoss? Ma stiamo scherzando?
            Io ho detto fin dall’inizio che OSX era tecnologicamente superiore ad una comune distro Linux e quando mi hai chiesto ti ho fatto esempi concreti.
            Sei tu che te ne sei uscito con i server e dove girano le applicazioni, completamente fuori contesto con frasi tipo “a me interessano i server”. Chi se ne frega.

            Non accusare gli altri di non rispondere o di inveire se non riesci nemmeno a rimanere in topic.

            Se si parla di desktop conta lo stack grafico e le tecnologie che permettono agli utenti di interfacciarsi con le applicazioni, non la command line o su dove giri un SaaS.

            Se poi A TE basta ciò che ha Linux oggi è un tuo problema. Anche qui, è completamente fuori contesto.
            A chi servono? A tutti quelli che ne fanno uso.
            I tipografi hanno interesse ad avere un sistema di font rendering decente perché lavorano nel campo, gli ingegneri del suono hanno bisogno di uno stack audio decente che gli permetta di usare le loro DAW senza impazzire con JACK e company, gli utenti comuni hanno bisogno di uno stack audio decente, che non faccia bizze con periferiche bluetooth o con audio per-applicazioni, come purtroppo avviene con Pulse, e vogliono gestire le proprie applicazioni con semplicità e averle aggiornate senza ricorrere a PPA che gli destabilizzano il sistema. E tanto altro.

            Se poi A TE Black_Codec non importa, pazienza. Non si sta parlando di ciò che a te importa. Qui si parla di tecnologie a confronto e tutto il tuo discorso non ha nessun senso, se non per cercare di mandare avanti una polemica sterile, probabilmente nata dal fatto che ti dà fastidio che uno abbia scritto che le distro Linux hanno parecchia strada da fare.

            Mio caro se pensi che scrivere un’app in pygtk sia la stessa cosa che scrivere il codice di un dbms siamo lontani anni luce dal concetto di eguaglianza

            Chi ha scritto che sono la stessa cosa? Mostrami il punto in cui l’ho detto, per favore.
            Io ti ho scritto che a prescindere di quello che fai, in tutti i casi è vera programmazione.

            Appunto su quello mi ero soffermato, se per programmazione si intende il plugin stupido per wordpress forse avrai ragione, ma se per programmazione intendiamo livelli diciamo più “bassi” direi che non puoi portarmi l’esempio di node, tutto qua

            I livelli più bassi non sono necessariamente il client di posta elettronica o il kernel di un OS, ma si parla sulla base di ciò che si sviluppa.
            In una server-side application il low-level è il back-end dell’applicazione e quindi sì: node è corretto, considerando che serve proprio per quello.

            Ok girano su macos?

            Quale parte di “non frega niente di dove girano perché sono server-side” non ti è chiaro? Anche considerando il fatto che girano su Linux, non ha nessun collegamento col discorso iniziale, e non cambia comunque la realtà delle cose, ovvero che vengono sviluppate su ambienti come Windows e OSX.

            Appunto ti rinnovo ancora la domanda a cui non hai risposto neanche una volta, che me ne faccio di un emulatore se l’unica nota positiva evidenziata da te sta nel kernel e nei suoi “moduli” e “stack”?

            E chi se ne frega di Darling? In quale parte del mio post iniziale ho parlato di Darling?
            Io ho detto che OSX come sistema operativo è superiore tecnologicamente a qualsiasi distro Linux, e ti ho anche spiegato i motivi.
            Tutto il resto è una polemica che tu stai portando avanti.

          • Poi sono io che vado fuori tema, di cosa si parla qui in questo topic?
            Bah va bene, peace!!!

          • Samael

            Lascia perdere l’oggetto dell’articolo.
            Io ho fatto una considerazione precisa su OSX vs Linux, in merito al commento di un utente che asseriva che i software Apple fossero robaccia. E tu hai cominciato a rispondermi lì.
            Di Darling non ne ho parlato proprio, e difatti è dall’inizio che ti sto parlando di OSX.
            Non venirtene adesso a dirmi che sono uscito fuori tema, perché io sto parlando di un determinato argomento fin dall’inizio.

            Che poi quello che penso di Darling l’ho già detto nel post sopra, quando ho risposto a Dea1993: è un progetto interessante solo sulla carta, da un punto di vista didattico, anche mettendolo a confronto con suoi simili, tipo WINE o il WSL di Windows 10.
            Ma per l’appunto sulla carta. All’atto pratico è inutile quanto WINE.

            EDIT: Dimenticavo (caspita, quando lagga Microsoft Edge), detto questo: nessun rancore o cose simili.

          • User

            Tutte cose giuste ma è la conclusione ad essere sbagliata. Il motivo per il quale linux sul desktop è inesistente, è uno soltanto ed è molto più semplice.
            La gente utilizza ciò che trova preinstallato sul pc, punto.
            Anche se questo fosse dieci volte peggiore di linux per l’uso su desktop ma si trovasse preinstallato sulla maggior parte dei pc venduti, sarebbe il SO più popolare lato desktop. E non mi riferisco solo alle casalinghe (per le quali ormai il vero pc è lo smartphone) ma anche alla maggioranza di quelli che usano il per lavoro.
            Il 95% degli utenti non vuole installare un sistema operativo e se ha necessità di reinstallarlo, trova qualcun’altro che se ne occupi.

            Un saggio disse che il maggior ostacolo per la diffusione di una nuova e migliore tecnologia, è una tecnologia vecchia e peggiore che però sia buona abbastanza.
            Il fatto che su macOS tutte quelle cose siano migliori, ha un’importanza relativa imho.

          • Samael

            No, attenzione. Su questo siamo assolutamente d’accordo, infatti l’ho scritto anche io più sopra, rispondendo a Dea1993.

            In questo caso, qui l’obbiettivo non era dire che se tutto ciò ci fosse allora Linux sarebbe al top come diffusione, ma era più un parziale elenco del divario in termini di design e scelte che ci separano dalla concorrenza.

          • Concordo, infatti aspettiamo i prossimi pc con android, già ora rabbrividisco all’idea delle game console android figuriamoci quando poi il 90% del software in uso girerà su java… Poveretti a noi!!!

          • JackPulde

            Per il primo punto Ubuntu si sta muovendo… Adesso su Ubuntu 16.10 c’è la possibilità di provare a far girare Unity 8, e quindi tutto il DE, su snap :).

            Per il secondo punto… non c’è nessun progetto in corso che sta cercando di creare un’alternativa ad ALSA? :/

          • Samael

            Per il primo punto, la cosa non è così rose e fiori come sembra.
            Se noti ho citato sia Snap che Flatpak, ma in entrambi ci sono limiti. O meglio: in Snappy il limite non è della tecnologia ma della toolchain usata da Linux. Nel secondo ci sono scelte di design discutibili.
            Mi spiego meglio.
            Il problema di Snappy è derivato dal fatto che staticizzare su Linux con GLIBC è folle, in quanto la libc è stata appositamente studiata per evitare linking statici rendendo esageramente bloat i binari risultanti. Prova a linkare staticamente un “hello world” scritto in C e vedrai tu stesso.
            Il modo in cui hanno portato avanti questo boicottaggio è semplice: hanno evitato accuratamente di fare refactoring del codice della libc, aggregando più funzioni in vari codici oggetto, affinché quando i linka staticamente si prendono in blocco più funzioni spesso inutili.
            Ora, questo problema su Snappy lo si risolve utilizzando libc alternative come musl, che sono più sane di quella GNU e permettono linking statici compatti ed efficienti. Tuttavia, essendo che Linux sfrutta GLIBC nel 100% degli scenari desktop, al punto che gli sviluppatori di systemd si rifiutano categoricamente di supportare altre libc, sarà quasi impossibile vedere un uso di massa di musl come libc per linkare staticamente.
            Quindi all’atto pratico l’unica via percorribile è creare bundle Snappy con binari linkati dinamicamente, e con le dipendenze messe nel pacchettone.
            Di fatto più che assomigliare a OSX la situazione diventa simile a Windows, con le applicazioni che si portano il loro set di DLL, ma che rimangono comunque vulnerabili a tutti quelli che sono i famosi problemi di sicurezza del linking dinamico, code injection in primis.
            Senza contare che non è nemmeno detto che Snappy e Flatpak vengano poi effettivamente usati al posto di deb, rpm e dei pacchetti tradizionali.
            Il loro obbiettivo è quello, ma bisogna vedere quanto queste soluzioni sproneranno gli sviluppatori di terze parti a rilasciare binari pre-compilati per Linux, come fanno con Windows e OSX.
            Se non lo faranno, e continueranno a rilasciare il solo sorgente e a scaricare la patata bollente a packager terzi allora sarà un buco nell’acqua.

            Per il secondo punto, la risposta è no, anche perché scrivere da zero uno stack audio è roba non da poco.
            Non c’è alternativa ad ALSA in programma. Se vuoi puoi installare OSSv4, ma su Linux ci sono grossi problemi con i jack delle casse audio che spesso non sono in sync con il mixer software.

          • JackPulde

            Solo curiosità… Perchè dici che OSX è anni-luce avanti? :/

      • Discepolo di Liuk

        Non conta la quantità….

        • Simone Picciau

          Ci sono tante ottime app per Linux.

          • Discepolo di Liuk

            Sì sì, sono assolutamente d’accordo, però ovviamente non reggono il confronto con quelle professionali(per un utilizzo amatoriale però vanno più che bene).

          • Simone Picciau

            Ovvio, se tiriamo in ballo roba del calibro di AutoCAD non c’è paragone

        • Se non conta la qualità perche non usi le alternative esistenti? Ti contraddici commento dopo commento

          • Discepolo di Liuk

            Veramente ho detto implicitamente che conta la qualità.

          • Sorry letto male avevo letto qualità e non quantità

  • Marco Bonfiglio

    Non dire da dove si prendono le notizie continua ad essere una pratica poco simpatica. Soprattutto se qualcuno ha già scritto le stesse frasi qualche ora prima.
    Non c’è nulla di male a prendere in prestito o riproporre, basta far sapere che non tutto è farina del proprio sacco.

    • Marco Bonfiglio

      vuvuvu_miamammausalinux_orgSLASH2016SLASH11SLASHdarling-il-progetto-per-eseguire-su-linux-le-app-os-x

      • Matteo Gatti

        scusate ho letto solo ora. vi faccio notare che in fondo all’articolo trovate il riferimento (tra parentesi quadrate)

    • pietro

      Infatti stavo leggendo la notizia su entrambi i siti e qualcosa mi ha fatto pensare che l’originale fosse l’articolo su MMUL.

  • Gianluca Giuman

    Credo che se volevo utilizzare i programmi per osx, compravo un sistema mac (hackintosh se non ho finanze) penso anche (imho) che chi lo utilizza con programmi per lavoro, vedi ableton, cubase, o per il video con premiere, finalcut non abbia problemi di sorta nell aqquisto.

  • Ma quale applicativo per mac mi serve far girar su linux? iTunes? E a che serve se ci sono miliardi di valide alternative?!

    • Discepolo di Liuk

      Magari Photoshop, Autocad e compagnia bella?

      • Ma provate wine….

        • Discepolo di Liuk

          Wine é anni-luce indietro con Autocad lol. Personalmente preferisco avere direttamente Windows a questo punto.

          • Invece questo è anni luce avanti? Ma notate cosa scrivete?

          • Discepolo di Liuk

            “Ovviamente sarà molto difficile da realizzare, però concettualmente non é una cattiva idea.”
            Io sì, e tu?

          • E dopo questa. Ok finiamo la questione dicendo che se si necessita di photoshop o autocad e non si vuole utilizzare wine (perché poi chi lo sa) o virtualbox et simila si può provare ad usare questa acerba app che ahimè supporta soltanto app a riga di comando… Invece che collaborare a progetti già ad uno stadio successivo facciamone uno nuovo acerbo con un altra base… Altra saggia scelta sarebbe utilizzare le valide alternative disponibili per entrambi i software da te citati.

          • Discepolo di Liuk

            Sì, per cose amatoriali vanno più che bene a meno che qualcuno non si metta seriamente ad investirci sù.

          • Nell’ambito cad se conosci bene il linguaggio è inutile autocad. Dipende da quanto sei esperto, ma ultimamente questa caratteristica va scemando, ci si considera esperti in base al numero ridotto di click o keycomb.

          • Discepolo di Liuk

            Sì, quando un programma copre tutti gli usi(architettura,elettronica,meccanica), alla fine tutto il problema sta nell’imparare un nuovo approccio secondo me(anche se magari potrebbero effettivamente esserci delle scorciatoie più invitanti che mancano negli altri), però é anche vero che magari uno, in previsione di un possibile lavoro, cerchi di abituarsi fin da subito agli standard per non trovarsi svantaggiato dopo.

          • alex

            Cosa intendi esattamente?

          • Riguardo al cad? Che cad è un linguaggio e come tale ti basta generare un file con la giusta estensione contenente le istruzioni di grafica vettoriale cad, o come si chiama tecnicamente quel linguaggio, e avviarlo con un player per ottenere lo stesso risultato di modellazione 3d o 2d di autocad. Il resto è solo filosofia, come dire meglio un ide o un semplice text editor, usare uno o l’altro non fa di una persona più o meno capace, ma dire che si è in grado di sviluppare senza assistenza degli ide e riuscirci be questo vuol dire conoscere il linguaggio di programmazione che si sta usando.

          • alex

            La risposta che temevo, e scusami ma per me del tutto assurda…. (sempre che non mi sia perso qualcosa nel contesto in cui l’hai detto)
            il cad come linguaggio è per te programmatore, non per un ingegnere/architetto che ha tutt’altre problematiche e giustamente lavora su tutto un’altro livello. Tu fai gli strumenti e lui è quello che li usa.

    • Ktrl+S

      Le alternative a iTunes mi interessano. Puoi indicarne qualcuna, per favore?

      • 247

        rhytmbox ti permette di sincronizzare la musica con l’ipod…non ho provato altro perché non ho un ipod ma la almeno la musica ci funziona…

      • Amarok, clementine, rhytmbox

        • Samael

          E da quando Amarok, Clementine e Rythmbox hanno l’accesso all’App Store, all’iTunes Store e alla gestione del proprio iPhone?

          No, perché iTunes non è mica solo un player, eh…

          • E da quando itunes mi fa da editor grafico? No spiegami cosa me ne faccio dell’accesso all’appstore di macos su linux? E di nuovo, se ho bisogno di acquistare musica anche qui vi sono alternative, si acquistare musica perché un player audio quello al massimo deve fare, anzi per come la vedo io non dovrebbe farlo, ma sono gusti.

          • Samael

            Di Mac OS? Guarda che da iTunes l’accesso all’app store è di iOS. Per OSX c’è Mac App Store.

            E no, la tua risposta non fornisce NESSUNA soluzione. Non me ne frega nulla degli altri siti. Io (impersonale) acquisto musica da iTunes Store e non ho alcun motivo di cambiare servizio perché mi ci trovo bene.
            Inoltre ho un iPhone e ho bisogno di un software che lo gestisca completamente.
            Le alternative di cui tu parli fanno tutto questo? No. Quindi non ci sono alternative ad iTunes.

            Che poi per te un player audio debba fare solo il player audio frega niente. Non si sta parlando di cosa tu credi debba essere iTunes, ma di cosa è realmente.

          • alex

            In aggiunta a quello che hai scritto c’è da considerare anche le eventuali esclusive sul catalogo Apple, per chi interessano chiaramente, che non rende tutti gli store uguali purtroppo, e anche il caso di utenti che hanno già degli acquisti fatti su Apple a vogliono continuare ad accedere.

      • JackPulde

        Per gestire la musica mi sono trovato bene con gtkpod… Son riuscito ad aggiungere/rimuovere/visualizzare le canzoni su un ipod shuffle, su un iPhone 4 e un iPhone 5 :). (tra l’altro mi trovo meglio che su iTunes che devo per forza generare una playlist da sincronizzare imho).

        Per scaricare le foto, se non sbaglio, basta anche nautilus 🙂

    • più che altro non capisco una cosa.. alla fine questo software vuole essere una sorta di wine ma per i software mac no??
      ma tutto quello che c’è per mac c’è anche per windows, quindi tanto vale usare wine o eventualmente collaborare al suo sviluppo.
      oppure questo software vuole essere qualcosa di meglio rispetto a wine?

      • gabriele tesio

        magari per via delle maggiori similarità tra MacOS e Linux è più facile farli funzionare rispetto alla controparte Windows.

        • questo potrebbe anche essere, vedremo come si evolve

      • Samael

        Non è sempre vero.
        Final Cut Pro, che è il miglior video editor mai sviluppato, non c’è per Windows, perché è un’esclusiva di OSX, essendo prodotto Apple.
        E a meno che tu non voglia ripiegare su alternative, non vedo come tu possa usarlo su Linux.
        Lo stesso dicasi per software come Pixelmator o tanti altri…

        Detto questo, io credo che Darling sia interessante da un punto di vista meramente progettuale. In termini pratici però è obsoleto, così come WINE.
        Questi progetti nascono dall’idea che se ci sono applicazioni su altri OS, la massa migrerà perché non sarà più costretta ad usare prodotti proprietari.

        Ma le cose non stanno così. Certo, c’è una piccola parte d’utenza Windows che vorrebbe migrare e che è frenata da qualche killer app, ma alla maggior parte dell’utenza non interessa.
        Loro non acquistano Windows ma il PC. E a loro interessa che le applicazioni di sempre funzionino.
        Di conseguenza, che ci sia Windows o Linux per loro è indifferente.
        Senza contare che sono pochi i professionisti che userebbero cose come WINE per gestire progetti da migliaia di dollari a cui stanno lavorando. Per molte persone un software e il PC sono investimenti sulla loro carriera. E queste non sono così stupide da impazzire per far girare un software su un OS diverso da quello per cui è stato compilato, con il rischio che crashi di punto in bianco e perda il lavoro fatto.

        E bada: non gli interessava ai tempi in cui il PC era fondamentale nella vita di tutti i giorni, figuriamoci adesso, in piena era post-PC, dove gli smartphone sono diventati il vero e unico personal computer dell’utenza domestica.

        L’esistenza di WINE la vedo più come un accanimento terapeutico verso un qualcosa, Linux sul desktop, che ha smesso di avere senso anni fa.
        La battaglia la si è persa; fa male doverlo dire ma è la realtà.
        E come vale per Linux sui PC vale per Windows nel mobile. Quando si perde il treno e si fanno scelte sbagliate facendosi abbindolare da finti santoni privi di lungimiranza (Ballmer per Microsoft e Stallman/Drepper/comunità_FOSS per noi), si perde di vista il senso della realtà. E una volta perso questo non si può più recuperare il terreno perduto, perché intanto il mondo è andato avanti.

        • ange98

          L’esistenza di WINE la vedo più come un accanimento terapeutico verso un qualcosa

          Ciao Samael, per quanto io adori leggere i tuoi commenti (che trovo sempre molto esaustivi), questa volta mi trovo in disaccordo con te, specie per questo punto. Sebbene io ora sia passato a MacOS, determinati software come LTSpice non avrei potuto usarli su Linux. Il che sarebbe stato sconveniente per me, visto che mi è necessario quest’anno e sebbene lo utilizzi in maniera molto basilare, non mi era consentito l’utilizzo di alternative. Pertanto in casi come questo, trovo che Wine svolga egregiamente il suo lavoro e che non vada sminuito.

          • Samael

            Il punto è che un professionista non dovrebbe affidarsi a WINE per far girare quel tipo di software, ange98.
            Infatti il motivo per cui lo considero un accanimento terapeutico lo trovi qui:

            Senza contare che sono pochi i professionisti che userebbero cose come WINE per gestire progetti da migliaia di dollari a cui stanno lavorando. Per molte persone un software e il PC sono investimenti sulla loro carriera. E queste non sono così stupide da impazzire per far girare un software su un OS diverso da quello per cui è stato compilato, con il rischio che crashi di punto in bianco e perda il lavoro fatto.

            Quante persone, sapendo che WINE non è stabile e non dà garanzia di stabilità accetterebbero di usarlo come strumento di lavoro?
            Le API di WINE cambiano spesso proprio perché non è facile mantenere la compatibilità con Windows, a causa di numerosi tweak presenti nel codice di quest’ultimo.
            Persino applicazioni stupide a volte cominciano a crashare dopo un aggiornamento della versione di WINE.

            Di conseguenza, al di là di singoli casi di persone pronte a tentare la fortuna con questo software, non lo si potrà mai considerare una garanzia per la massa. E di conseguenza ne vanifica lo scopo.

            Per questo lo considero un accanimento terapeutico verso un problema che sta a alla radice.

            Se io ho bisogno di un software che gira su Windows per lavoro, non mi faccio problemi: installo direttamente Windows.
            Alla fine il PC è uno strumento per svolgere la mia attività, e se devo scegliere tra il rischiare di perdere il lavoro svolto e la sicurezza, scelgo quest’ultima.

          • ange98

            Quando dici che un professionista non sceglierà mai Wine come soluzione, hai perfettamente ragione. Il punto è che non esiste solo quella tipologia di utente, ma anche utenti semplici che per svariati motivi sono costretti ad utilizzare determinati software (ad esempio iTunes, specie se si possiede un iPhone oppure più stupidamente, rimanendo in ambito player musicali, MusicBee). Per questa tipologia di utente, con i dovuti accorgimenti Wine può risultare utile.

          • Samael

            ange98, dobbiamo onesti: quella categoria di utenti sono le persone volenterose di cui avevo genericamente accennato sopra.
            L’utenza comune quando vede che deve andare su winedb per cercare se l’applicazione è compatibile, leggere i commenti e nel caso applicare i tweak descritti col terminale e a volte winetricks, incrociare le dita mentre cerca di far partire l’applicazione per poi vederla piantarsi, manda a quel paese Linux e installa Windows diretto.

            Ci sono casi in cui funziona tutto a dovere, per carità, ma in parecchi casi c’è da sudare e non poco. E spesso, anche quando funziona, basta un aggiornamento per distruggere tutto.
            Persino io che mi considero uno smanettone, al punto che wine lo prendo dal ramo staging e me lo compilo da solo, a volte ho la voglia di buttare tutto all’aria. Figurarsi un utente comune.
            Per dirti, a me una volta ha persino corrotto il salvataggio di un gioco. Per fortuna, che ne avevo una copia sull’HDD esterno.

          • Il professionista che sceglie linux ha già deciso di non usare wine o altro a livello lavorativo, altrimenti spende i suoi 50€ in più per avere windows direttamente oppure acquista direttamente un prodotto apple.
            Il discorso che fai non ha ne capo ne coda… Se devo programmare programmo per il sistema target con veti emulatori, o meglio con istanze virtualizzate non emulate.

          • Samael

            Non hai capito nulla del discorso fatto.
            Il professionista che deve lavorare non sceglie WINE perché è inaffidabile, e di conseguenza non sceglie Linux. Questo è il succo del discorso.

            Ha capo e ha coda? Direi di sì.

          • No sei te che non capisci, il professionista che pretente di utilizzare un software ottimizzato per macos o windows su linux tramite emulazione non è un professionista it quindi farebbe meglio ad interpellarne uno che con un pò di sale in zucca saprebbe fargli presente l’errore. Mi sembra come quando mi ponevano la domanda “ma perche asp non gira su linux?” e detto questo… Detto tutto.

          • Samael

            Il professionista che pretende di usare un software del genere su WINE è un imbecille e basta. Non serve il professionista IT, gli serve il TSO.

        • abePdIta

          Ciao Samael, per quanto io adori leggere i tuoi commenti, quasi sempre mi trovo in disaccordo con te. Anche questa volta.
          Non si tratta di perdere il treno facendo scelte sbagliate. Il mondo FOSS non ruota attorno a strategie di mercato, bensì attorno all’idea che l’utilizzatore ha diritto a qualche libertà in più rispetto a quelle che normalmente concedono i produttori.
          Anche Wine, in qualche modo, risponde a questa esigenza.
          Certo, se uno usa Wine, significa probabilmente che è disposto ad accettare qualche compromesso, perché normalmente il software che intende utilizzare non è software libero.
          Però, se vogliamo dare all’utente più libertà nel decidere cosa eseguire sul proprio hardware, dobbiamo dargli Wine. Almeno finché ci saranno software che girano su Windows e non su Linux.
          Poi, la stabilità di Wine, io non vedo così tragica. Certo, non me lo compilo da solo, prendendolo dal ramo “staging”.
          Credo anche che esistano “professionisti” che, pur di non rinunciare a Linux, usano Wine per far girare il “loro” software (non parlo di sviluppatori, ma di altre professioni). Sicuramente esistono aziende che si affidano a Wine per i loro prodotti professionali: senza Wine, probabilmente non esisterebbe Teamviewer per Linux, ad esempio.

          • Samael

            Ascolta, abePdIta. Gli idealismi e l’informatica non vanno a braccetto, non ci sono mai andati.
            A tutti piacerebbe vivere in un mondo etico dove non ci sono stupratori, ladri e assassini, ma purtroppo questo mondo non esiste.
            Così come non esiste il mondo in cui sono “tutti liberi dal peccato (software closed source) e sicuri da ogni turbamento (firmware e dispositivi bloccati dal produttore)”.
            Viviamo in un mondo in continua evoluzione, con persone che hanno specifiche esigenze e con una vita sociale e professionale da mandare avanti.
            Che ci piaccia o meno non è il mondo ideale che si è costruito la comunità FOSS quello reale, ma quello in cui software come Skype sono la realtà VOIP più diffusa, quello con software come Photoshop/Office/Oracle/AutoCAD/ProTools/Vegas/Final Cut Pro/$metti_software_qui come leader del mercato ecc.
            Parlare di libertà degli utenti in questi contesti è anacronistico. A quasi nessuno interessa avere la libertà di avere il codice sorgente, perché non tutti sono sviluppatori, ma a molti interessa avere la libertà di installare ciò che si vuole nel proprio PC, senza avere qualche persona che gli dice cosa è male e cosa no sulla base di una EULA. E bada che persino a molti sviluppatori non interessa avere il sorgente dei prodotti che usano.
            Nel momento in cui la comunità FOSS ha messo il suo ideale al di sopra delle esigenze di chi deve usare quei prodotti ha fallito. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
            Sai come funziona oggi l’Open Source a grossi livelli? Con le licenze MIT. Proprio quelle licenze che additavamo essere rischiose per la libertà degli utenti. E nonostante questo ci sono tantissimi contributor felici di mandare patch per software che probabilmente avranno una versione commerciale closed source.
            Perché, ti chiederai? Perché uno sviluppatore dovrebbe donare codice ad un prodotto closed source? Perché molti di essi usano quella versione commerciale, ed avere l’opportunità di lavorare al miglioramento del prodotto senza dover rinunciare alla qualità, che spesso ha contraddistinto i prodotti commerciali di alto livello, per loro è un valore più importante del lavorare su progetti FOSS con licenze restrittive.
            Questa è la dimostrazione che gli idealismi hanno fatto male a Linux. Tanto male. Ci hanno fatto perdere il contatto con la realtà e ci hanno relegato all’ininfluenza più totale.
            E sai questo cosa vuol dire? Che di fatto le idee per cui si batte il mondo FOSS sono state un fallimento. Perché se nessuno sa nemmeno che cosa siano le 4 libertà di fatto non può scegliere. Dopotutto parliamo di gente che non sa nemmeno cosa sia un OS, figurarsi cosa sia un sorgente o cosa sia GNU.

            Per quanto riguarda WINE, la situazione è più tragica di quello che credi. Parecchie API come DirectShow continuano a latitare o ad essere reimplementate male. Rispetto alla mole di software presente su Windows, potremmo quasi azzardarci a dire che solo una parte nemmeno troppo grande gira su WINE decentemente, perché il resto o ha glitch o è instabile o è monco (alcune funzionalità non sono disponibili).
            E proprio sulla base di cui ti parlavo sopra: arriva un momento nella vita in cui bisogna capire quali sono le proprie priorità: avere il software con il codice sorgente o lavorare e guadagnare lo stipendio? Puoi darmi tutte le 4 libertà che vuoi, ma se il software di cui ho bisogno non c’è, difatto quelle libertà valgono zero. E dato che io (impersonale) non sono un programmatore, quelle libertà valgono zero comunque.

            Questo non è il pensiero di Samael, ma il ragionamento che fa tutta la massa là fuori.

      • Di meglio non mi sembra proprio…. Almeno fino ad ora

    • floriano

      office?

    • Psyke Dady

      Beh ce ne sono molte in realta, sviluppo di software per mac ad esempio o la configurazione degli airport della apple che si possono impostare solo tramite la loro applicazione.

  • Antonio Musarra

    Secondo me non ha molto senso.

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