In breve: lo scorso 29 Luglio Martin Pitt, sviluppatore di Debian e Ubuntu, ha annunciato la disponibilità di un nuovo strumento per Ubuntu, chiamato NetPlan.

In Linux è difficile che ci sia un solo modo per fare qualcosa. Per la configurazione dell’interfaccia di rete, i tool più diffusi sono gli script NetworkManager, ifupdown, e networkd. Ogni tool ha la sua sintassi, e ovviamente la configurazione valida per l’uno non vale per l’altro.

networking netplan

E’ nata per questo l’esigenza di uno strumento unico, tramite cui creare la configurazione specifica desiderata per il tool in uso. NetPlan è la riposta a questa esigenza, proposta dagli sviluppatori di Ubuntu.

-“Con netplan ci sono file di configurazione principali /etc/netplan/*.yaml per tutte le versioni di Ubuntu — Snappy, Server, Client, MaaS, cloud-init. Netplan traduce la configurazione YAML nel formato specifico del backend al boot, ma tutti i file prodotti sono scritti solo in /run — cioè sono file effimeri e non sono considerati file primari di configurazione in /etc”-  queste le parole di Martin Pitt.

YAML è una sintassi pensata come descrittore di dati, e per questa caratteristica sta prendendo piede come nuovo standard per file di configurazione portabili o condivisi.

Al momento i tipi di link configurabili sono molto limitati (ethernet, wifi, bridge), e le stesse opzioni hanno grosse lacune (mancano configurazione di rotte e DNS), ma c’è la ferma intenzione di introdurre questo strumento il prima possibile su tutte le distro Ubuntu.

Un esempio analogo abbastanza noto è YaST,  strumento di configurazione pensato e usato da openSuSE da vari anni proprio con questo scopo, che si occupa di molti aspetti della configurazione di una macchina, non solo della scheda di rete.

Che ne dite? NetPlan avrà successo?

[Fonte]

  • Non avrà successo perché l’utente generico in Linux non ama gli strumenti di configurazione.

    • Samael

      Che c’entra l’utente comune?
      Ma perché pensate che OGNI cosa al mondo debba riguardare l’utente comune? A quelle persone non interessa come è strutturato il sistema: aprono il browser e fine.

      Canonical qua sta facendo un’altra cosa: sta creando astrazione tra le varie componenti che possono comporre lo stack del networking con un framework che si occupi di fare il lavoro sporco generando le relative configurazioni, in modo da ridurre tempi di migrazione da una soluzione all’altra e migliorare il mass deployment delle configurazioni.
      Si deploya un solo YAML ed esso andrà a generare il conf relativo allo stack di rete usato. E dato che in contesti di containerizzazione si hanno spesso soluzioni differenti (systemd-networkd, /etc/network/interfaces, networkmanager, ecc.) NetPlan cerca di risolvere a monte la situazione.

      NON è una roba per utenti comuni, ma un framework per soluzioni enterprise.

      • Che ti piaccia o no i numeri vengono fuori dagli utenti comuni e questi aumentano soltanto se l’uso del sistema viene automatizzato il più possibile. Il professionista ha solo un obbligo, rendere il sistema utilizzabile senza essere io sviluppatore se no il nostro bel Linux rimarrà sottobosco e per pochi…

        Io uso Linux eh…

        • Samael

          In sostanza stai scrivendo frasi a caso perché non hai capito nulla di cosa sia NetPlan, a cosa serva e che problematiche vada a cercare di risolvere. Però nonostante questo non hai l’umiltà di ammetterlo e continui a buttarla sull’utenza comune che non c’entra NIENTE con questa tecnologia.

          Complimenti, eh.

          • Ho l’umiltà di dire che Netplan servirà a poco o niente se il risultato che produrrà non si tradurrà in migliore usabilità per l’utente comune. Diversamente ciccia, ci sarà un bel nuovo strumento prodotto e tutti saranno felici perché Netplan bla bla bla bla

            Non ti arrabbiare… Io amico

          • Samael

            No, non hai umiltà di ammettere che hai sbagliato, perché stai giudicando fallimentare una tecnologia che non ha nulla a che vedere con l’utenza comune o col desktop, ma che serve in soluzioni server e cloud che fanno deploy di massa di ambienti virualizzati e con possibili stack di rete differenti.

            Sarà un fallimento o meno? Lo vedremo quando NetPlan andrà in produzione, ovvero laddove è stata pensata per essere usata.

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