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  • Brau

    Ai politici italiani non piace questo post 😀

    • Gabriele Castagneti

      Leggendo questo post e i commenti si nota tutto il nostro pessimismo.
      È ora di fare una proposta forte.
      Roberto Ferramosca presidente della Repubblica 😉

      • Brau

        Io direi di no, e ti faccio un parallelismo dei commentatori di questo blog (e dei vari SO) con la situazione politica attuale (scusa Robé, se ti crea casino legale elimina pure, di ‘sti tempi sembra di essere nel 1984 di Orwell):

        – PDL = Windows (detengono il monopolio, si credono i più fighi del pianeta e fanno un po’ quel cavolo che gli pare);

        – PD = Android (come i primi, ma senza monopolio e con annesse crisi d’identità);

        – Lega = trolls e disturbatori vari;

        – Tutte le altre coalizioni di destra = Apple (come i primi, ma senza monopolio, e soprattutto vanno a braccetto con i primi);

        – M5S = Linux (possono fare qualcosa di utile insieme, ma sono troppo occupati a
        litigare tra di loro perché ognuno si crede meglio degli altri suoi
        compagni)

        – tutti gli altri gruppi = lettori casuali + nabbi

        Tu pensa un po’ Roberto quanto resisterebbe come PdR di fronte ad un casino del genere XD

      • Antonio G. Perrotti

        no, povero Roberto…

  • ale

    Ma alla fine che vantaggio si avrebbe con il voto elettronico se non una spesa enorme,bisognerebbe comprare computer,monitor,pagare gente che configuri e installi il software,per poi risparmiare qualche ora di conteggio delle schede…
    Senza considerare che poi in italia è problematico perchè non in tutti i posti c’è internet

    • Dario Grillo

      Guarda ho fatto lo scrutatore e ti posso dire che per contare i voti ci abbiam messo 10 ore, son tornato a casa alle 3 del mattino, e non avevamo fatto errori, la sezione accanto ha chiuso alle 6, ecco un computer a contare e catalogare i voti avrebbe impiegato 0.0000001 secondi, per non parlare del fatto che i computer e i software li compri e li configuri una volta sola, la carta e gli scrutatori li paghi tutte le volte che c’è un’elezione, quindi il risparmio è sul lungo termine

      • ale

        Le elezioni ci sono meno di una volta all’ anno,e di computer ovviamente non ne serve 1 ma immagino uno per cabina,quindi una bella spesa,ora che spendi quei soldi in scrutatori e carta penso che passino un bel po di anni,e in quegli anni i computer saranno già diventati obsoleti,senza considerare che bisogna pagare ogni volta un tecnico che venga ad installare e configurare i computer
        Inoltre servono dei server centrali dove fare confluire tutti i dati,e anche quelli bisogna gestirli e comprarli
        In più penso che creerebbe molti problemi,immaginatevi gli anziani che non hanno mai visto un computer che difficoltà avrebbero a votare
        Inoltre già in italia si riescono a fare imbrogli con un sistema cartaceo,figurarsi se si facesse un sistema informatico,sicuramente qualcuno cercherebbe di violando e magari ci riesce anche

        • Dario Grillo

          Non credo ci voglia un pc potente per far girare quel programma, anzi credo che anche un pc di 10 anni fa saprebbe farlo girare, poi lo stato potrebbe fare una partnership con qualche produttore di pc il costo sarebbe sicuramente inferiore e penso che un tecnico per seggio può andare più che bene, comunque concordo con te che le persone anziane (e in italia sono molte) avrebbero difficoltà a votare con un metodo simile (ma ne ho visti tanti che non sanno votare nemmeno col metodo attuale).
          Si parla sempre dell’italia il paese dove i primi ladri sono quelli che governano XD

          • volendo si può fare tutto anche usare i pc già presenti nelle scuole manca però la cosa principale, la voglia di fare in questo paese ormai svanita da diversi anni

    • TopoRuggente

      con un monitor lcd, un tastierino a 12 tasti (numerico esteso) e un raspberry pi te la cavi.
      esageriamo 120euro a cabina, meno di 500euro a seggio.

      Quanto costano
      Stampa delle schede e dei registri
      Trasporto (andata e ritorno di tutto).
      Matite copiative
      Stipendi Scrutatori e presidenti seggio
      Militari di guardia e annesse ronde.

      Guarda io credo che già alla prima elezione impatti.

      • ale

        Col raspberry pi non lo faranno mai,i soldi tanto non sono mica loro quindi perchè per risparmiare andare a complicarsi la vita,prendono un qualunque pc pre-assemblato che costa minimo 400€,+ monitor magari touch screen (mai più mettono mouse e tastiera),più il lettore di schede magnetico o non so che,più ovviamente dare ad ognuno una nuova tessera elettronica,più un server centrale dove mantenere le informazioni
        Poi bisognerebbe pagare comunque un tecnico a seggio che installi il tutto,scrutatori e presidenti dovrebbero comunque essere presenti per sorvegliare,magari in minor numero ma devono sempre esserci
        i militari e le ronde anche quelli devono esserci
        Ora,ok si risparmiano forse 2 scrutatori ma bisogna pagare un tecnico informatico che costerà sicuramente di più,poi non si stampano le schede e si consumano matite (che poi saranno sempre le stesse,non penso se ne consumino molte di matite…),va bene,però quanti anni ci vorranno per ammortizzare il costo ? e in quegli anni il sistema sarà obsoleto e da cambiare
        Secondo me anche se i pc si riuscissero a procurare gratis,magari vecchi pc dismessi che già si possiedono sarebbe comunque più costoso

        Senza poi contare i problemi che si genererebbero,immaginati gli anziani che non hanno mai usato un computer come farebbero
        E poi se il giorno delle votazioni non va la connessione ad internet in un determinato paese (cosa che accade spesso soprattutto in paesi sperduti),manca la corrrente,o semplicemente la zona non è coperta dall’ adsl o il luogo dove si fanno le votazioni non ha un abbonamento adsl cosa si fa ?

        • TopoRuggente

          No deve l’urna deve essere sempre dello stesso HW per prevenire problemi.

  • Ludovico Toscano

    però si spende solo un hanno per comprare l’hardware perché gli anni dopo si possono riutilizzare

  • Ray

    Qui,invece,si usa un”sistema”di voto,prettamente closed…quello dello scambio..e della”compravendita”!!

  • Dario Grillo

    Roberto solo per le ultime righe dell’articolo meriteresti il premio nobel XD

  • TopoRuggente

    Anche in Brasile e da tempo.

    Esistono anche “funzionari” che armati di una moto fuori strada, urna elettronica, pannelli solari e satellitare permettono di votare anche a chi abita in posti …. fuori dal mondo.

  • Gabriele Castagneti

    Tre cose:
    1. Il client non è open source (e quale sarebbe il vantaggio dall’aver reso open source il server? Senza il client, non ha senso il riutilizzo del software, non posso controllare che non ci siano bachi di sicurezza, non posso modificare il software senza renderlo incompatibile).
    2. Il sistema non garantisce l’anonimato al 100%. Anzi, chi sta a lato server volendo potrebbe associare il voto all’identità, cosa (bene o male) impossibile con le procedure di voto tradizionale – perlomeno in Estonia. Attendo l’arrivo della crittografia omomorfica.
    3. Ricordate le procedure online del censimento 2011? Stendiamo un velo pietoso…

    • TopoRuggente

      Se hai il codice del server, conosci le specifiche e puoi scrivere un client ex novo.

      Se il voto è elettronico ovviamente devi controllare che la persona abbia votato, come tale devi registrare il voto, l’avvenimento del voto e identità.
      Direi che la possibilità di anonimato 100% sia quasi impossibile.

      • Gabriele Castagneti

        1. Vero. Certo, mi sarebbe piaciuto provare a installare un server di voto a casa, ma lascerò perdere 😉

        2. Non necessariamente. Se il voto tradizionale garantisce (o dovrebbe garantire) l’anonimato come mai non si riesce a trasporre questa esigenza digitalmente? Penso che il progresso tecnologico fornirà una risposta, ma prima il voto elettronico non potrà essere considerato “sicuro”.

        • TopoRuggente

          La possibilità di anonimato e dovuta alla mancanza di una chiave di encriptazione assolutamente sicura e gestibile (in tempi di elaborazione).

          Pino vota, dall’urna elettronica usciranno due informazioni
          1) Pino ha votato
          2) 1 voto in più per Caio.

          Ovviamente se hai la possibilità di sniffare la connessione …
          L’unica soluzione è criptare le informazioni, ma anche i proprietari delle chiavi dovrebbero rimanere all’oscuro !!!

          • ArchTux

            l’anonimato volendo si può ottenere,
            basterebbe identificare la persona normalmente,

            farla entrare nella cabina, abilitare la cabina all’invio di un singolo voto (tipo luce verde/rossa visibile dall’esterno) e far si che il sistema mascheri l’orario, il voto dovrebbe essere semplicemente la preferenza criptata con la chiave della postazione o del seggio

            il problema è verificare che non si siano stati inganni, perche le schedine sono fisiche si vedono, li tutto dipenderebbe dalla gestione della chiave crittografica.

          • TopoRuggente

            Bravo, poi io che sono al governo e mi scoccia non essere rieletto, manometto il software e aumento le mie preferenze.

            Senza possibilità di ricostruire i voti … come fai il riconteggio?

          • Guest

            se puoi associare il voto alla persona, non c’è segretezza, per avere la segretezza bisogna avere un sistema di cui si ci può fidare, ed è proprio li il problema. si potrebbero utilizzare dei live cd certificati, ma chiaramente, il ruolo chi chi mette su il sistema è fondamentale, come lo è quello degli scrutatori

          • TopoRuggente

            Scusate, non intendevo di associare il voto alla persona.
            Diciamo cosi
            Un DB con due campi ora del voto, seggio
            Un secondo con ora e preferenza.

          • ale

            Il sistema potrebbe essere quello di dotare ognuno di una tessere con una chiave univoca e generata in modo casuale e data all’ utente su una tessera per accedere al sistema ad inviare il voto,quando quella chiave è già stata usata non è più valida,ovviamente la chiave non deve essere associata alla persona ma deve essere segreta
            Resta il fatto che il sistema è debole in partenza,se uno scrutatore può imbrogliale figurarsi dei sys administrators assunti dal governo al potere (quindi con interesse) che conservano le chiavi di accesso al server principale,magari quella chiavi “per errore” finiscono in mano alla persona sbagliata,ok dimostra che è colpa sua che le hi date volontariamente o le ha scoperte un hacker molto fortunato facendo brute force… tecnicamente potrebbe essere possibile

          • ArchTux

            infatti non è un problema semplice, il voto elettronico non va preso alla leggera, potrebbe essere molto peggio di quello tradizionale.
            Però pensate un’attimo alla mia idea della smartcard, se fosse realizzabile si avrebbe una chiave pubblica subito per fare un raffronto, e una chiave privata per una verifica alla fine dei giochi.
            L’unico modo per firmare i voti sarebbe usare la smartcard dato che nessuno conosce la chiave privata (viene generata nel chip).
            La card viene usata da più persone a turno così l’anonimanto e garantito.
            alla fine si potrà verificare usando la chiave privata che tutto è stato corretto (il chip rilascia la chiave privata solo dopo un certo tempo).
            Probabilmente c’è una falla nella mia idea,ma sto solo cercando di buttarla li, penso che può essere costruttivo.
            Poi magari fanno produrre smartcard con una backdoor…

          • ale

            il problema è sempre quello,ci vuole una card per cittadino se no chi mi dice che alla chiusura del seggio uno non entri e butti dentro 1000 votazioni tanto è anonimo…

          • ArchTux

            n votanti = n voti,
            e magari ogni mezzora si fa il backup dei voti

          • ale

            E se si vota anche per i votanti che non sono effettivamente andati a votare… se non c’è nulla di cartaceo si può fare tranquillamente,nessuno lo scoprirà mai se non si deve mettere una firma o qualcosa per certificare chi ha votato,oppure non si usa una tessera elettronica con codice univoco

          • ArchTux

            Quando uno vota viene identificato, normalmente e/o elettronicamente, l’importante è non associare l’identità al voto

          • ArchTux

            come no? un registro di chi si è presentato va tenuto.
            cmq in generale non so se esiste un sistema assolutamente sicuro

          • Guest

            vabbe, n votanti nvoti

          • ArchTux

            registrare l’ora del voto è pericoloso, chi vuole scoprire chi hai votato, potrebbe mettirsi orologio alla mano a vedere chi va a votare. ma in questo modo comunque come fai a verificare che tutto è corretto?

          • ArchTux

            se puoi associare il voto alla persona, non c’è segretezza, per avere la segretezza bisogna avere un sistema di cui si ci può fidare, ed è proprio li il problema. si potrebbero utilizzare dei live cd certificati, ma chiaramente, il ruolo chi chi mette su il sistema è fondamentale, come lo è quello degli scrutatori.

            O magari (ma non sono sicurissimo della fattibilità) far generare una coppia di chiavi rsa dentro una smartcard, facendo in modo che riveli solo quella pubblica, mentre permetta di accedere alla chiave privata solo dopo 4-5 giorni (non parlo di leggere la data ma una cosa tipo sleep(5days); printf(key); eseguito dentro il chip ovviamente)

  • Aggiungo una cosa all’articolo: è meglio non votare. Anche questa decisione è Open Source! XD

    • Brau

      Direi che è l’esatto contrario (dato che non consente modifiche, a parte quella di andare a votare), sarebbe veramente open-source se potessi prendere i singoli politici e scegliere se buttarli fuori o no, ma questa, nel 2013 si chiamerebbe ERESIA, dato che difficilmente si cambia, e se non funzionasse qualcosa ci si lamenterebbe e basta senza combinare niente di valido…
      Ricapitolando, bisogna andare di persona alla sorgente (Montecitorio) e cambiare il codice dei partiti a manina 😀

      P.S.: Dato l’argomento, può darsi che succeda come nel film “L’Uomo dell’Anno”… Ci può essere qualche rischio che accada?

      • Sì ma alla fine fanno quello che vogliono.

        Sistema elettorale o no di coscienza non vado a votare dei ladri e dei corrotti.

        Voteresti mai un ladro che ruba o ti estorce soldi dal portafogli? Quindi è l’esatto parallelo da applicare alla situazione, sia che si tratti di votare un ladro da quattro soldi e sia che si sceglie un ladro dalla faccia pulita.

    • Salvatore Tamborino

      “[…] Il non voto è impossibile. È tecnicamente impossibile. Chi non si
      reca alle urne, o annulla la scheda o vota scheda bianca si illude di
      «avergliele cantate» a quelli lì (sarebbero i politicanti della Casta,
      messi tutti nello stesso fascio), ma il risultato del suo «non voto»,
      l’effetto pratico, è quello di aver votato in proporzione a come hanno
      votato gli altri italiani. Il suo «non voto» è il voto per eccellenza
      conforme alla media degli italiani votanti, un voto fotocopia, il
      massimo del conformismo, checché ciascuno racconti alla propria anima. Il «non voto» avrebbe un effetto punitivo sui partiti solo se un numero di
      seggi proporzionali ai non voti o voti non validi fosse assegnato per
      sorteggio[…]. Votare è inevitabile, perciò.” (Paolo Flores d’Arcais, Micromega 02/13)

      • Come la si voglia mettere non ha nessuna importanza.

        Non ho mai votato e mai voterò, non ha senso immischiarsi in queste cose che ormai hanno assunto la forma di un’autentica buffonata.

        Il non voto è impossibile? Perfetto… la cosa impossibile l’ho fatta da sempre, anzichè sentirsi sparare le solite boiate che è un dovere oltre che un diritto e bla bla bla….

        Si può citare tutte le persone che si vuole, ma alla fine me ne frego.

        Oltre al fatto che ad Ottobre alzo i tacchi e andrò a vivere in Brasile e per colpa di come hanno ridotto questa povera Italia.

        Sono un altro cervello in fuga e il lato positivo è che vado a vivere in una località turistica che è un autentico paradiso.

        Quindi un caro saluto a questa defunta Italia insieme a tutti i suoi colossali casini.

        • Salvatore Tamborino

          “Che la classe politica che ha esercitato il potere negli ultimi trenta o quarant’anni sia stata, nel suo insieme, corrotta e corruttrice, e’ vero. Ma e’ altrettanto vero che al potere e’ sempre rimasta col nostro voto.” (Indro Montanelli, L’Italia dell’Ulivo)
          “Esistono due Italie, la prima, che chiameremo Italia A, è composta da chi vive di politica, […]” da corrotti, mafiosi e evasori. “[…] La seconda, Italia B, di lavoratori autonomi, cassintegrati, precari, piccole e media imprese, studenti. La prima è interessata giustamente allo status quo.” (Beppe Grillo, Vi capisco)
          Anche se l’Italia B si astenesse in massa l’Italia A continuerebbe a votare “i soliti noti”. Per questo in Italia non cambia mai nulla, per colpa degli astenuti (e dell’Italia A).

        • Antonio G. Perrotti

          avessi qualche anno e un bel po’ di acciacchi in meno… 🙁

        • TopoRuggente

          Ti aspetto?
          Churrasco e cervejinha gelada?
          Vivo da 5 anni vicino a São Paulo !!!

        • Simone Dedo

          Cervello in fuga? Prima che tu vada via sarei curioso di sapere cosa hai fatto per l’Italia.

          Qualche scoperta? Hai contribuito a una nuova tecnologia? Hai lavorato per qualche azienda ingegneristica?

          E’ solo curiosità la mia

          • Sono tecnico informatico ed esperto di sicurezza informatica, assistenza e consulenza informatica.

            Impiego per più del 90% software Open Source. Ti basta o devo andare avanti o devo dimostrarti forse di aver scoperto la fusione fredda o il motore magnetico?

          • Simone Dedo

            Valentino… non è un interrogatorio in cui devo avere delle risposte sufficienti per poter chiudere un caso, era semplice curiosità.

            Però vedi, quando si dice “fuga di cervelli” in Italia, si intende qualcosa di più grande che non include i tecnici informatici ed esperti di sicurezza.

            Se fossi stato un ricercatore che ad esempio ha fatto modo di usare la plastica come cemento all’estero e questa idea era di un Italiano, beh vedi, in quel caso saresti stato un cervello in fuga perchè qui in Italia nessuno ha creduto nel tuo progetto. E’ questa la differenza: Fuga di cervelli una persona che non ha avuto la possibilità di finanziare qui le sue ricerche in Italia, mentre un tecnico informatico è solo una persona stanca di rimanere in Italia.

            Con rispetto della tua stimabile persona, ma certe cose mi piace puntualizzarle.

          • KK125R

            no no è un cervello in fuga sì, eccome… perchè una persona con una competenza specifica, un tecnico, che ama il suo lavoro e probabilmente con passione lo svolge e coltiva. E questa è comunque eccellenza.

            E qui rimangono i cacacazzo, gli ignoranti e i raccomandati dai politici e dai parenti…a gestire e a prendere decisioni su cose di cui non sono all’altezza e/o non ne hanno le competenze.

            Altro che fusione a freddo, e cemento in pvc e pomodori giganti.

          • Simone Dedo

            La vedo diversamente, anche se capisco cosa intendi dire con “qui rimangono i cacacazzo”

          • Ti ringrazio per la tua solidarietà. 😉

    • Antonio G. Perrotti

      oggi è la giornata dei quotoni 🙂 dopo la delusione dell’ultimo giro, mai più. e non sono anarchico…

  • asd

    Secondo me il voto elettronico cosi’ com’e’ ora e’ un inganno in un inganno.

    Primo inganno: il voto elettronico dovrebbe essere completamente anonimo e verificabile. Come? semplice, il cittadino va al seggio, invece di votare prende da un’urna una coppia di chiavi crittografiche, poi da qualsiasi postazione internet, meglio se non da casa, esprime il suo voto certificandolo con la chiave privata. Tutti i voti vengono pubblicati e scaricandosi gli elenchi uno verifica che il proprio seggio contenga la sua espressione di voto.

    Secondo inganno: abbiamo ancora bisogno di democrazia rappresentativa quando potremmo avere DEMOCRAZIA DIRETTA? i politici e i partiti rimarrebbero ma come movimenti di opinione, ovvero detterebbero una linea consistente alla quale il cittadino puo’ o meno attenersi per le questioni che non capisce o che non lo riguardano. All’inizio il metodo sarebbe un disastro, ma questo succede perche’ quelli al potere hanno tutto l’interesse a tenerci scemi ed ignoranti, cosi’ giustificano il pensiero che solo una classe di privilegiati ha i numeri per governare. Ora e’ cosi’, e non me ne stupisco.

    Terzo inganno che non riguarda questo articolo, sono i sistemi volutamente taroccati che sono stati usati in elezioni solo per lo scopo di dimostrare che il voto manuale e’ piu’ sicuro. Il che non e’ vero, ad esempio: scheda timbrata vuol dire potenziale scheda segnata.

    • ArchTux

      c’è un problema nel primo punto, se si lascia ai tutti la possibilità di verificare il proprio voto, sarebbe come permettere di portare una macchina fotografica nella cabina, si favorirebbero i voti di scambio

      • Antonio G. Perrotti

        complimenti per l’intuito e megaquotone 🙂

      • asd

        giusto, allora facciamoglielo verificare al seggio: pesca le chiavi crittografiche, vota, verifica, deve consegnare e veder distruggere le chiavi (la pubblica fa parte del voto quindi anche se viene fisicamente distrutta rimane il backup), esce dal seggio.

        Per sicurezza il voto non finisce in un elenco suddiviso per seggio ma si suddivide per hash del voto, l’elettore va a vedersi l’elenco relativo al suo hash e solo lui sa qual e’. Ulteriori misure di sicurezza, un routing stile tor o freenet o un ritardo casuale (qualche diecina di secondi, probabilmente gia’ dovuti al traffico) prima che il voto venga inoltrato. Gli elenchi sono pubblici da subito quindi lo scrutinio lo fa chiunque, governo, media, privati.

        Rifletti infine sul concetto di voto di scambio in democrazia diretta, non si tratta di eleggere potenti parlamentari, ma di decidere il contenuto delle leggi. I funzionari statali sarebbero semplici esecutori di ordini, si potrebbe fare tipo servizio civile. Pertanto non si tratta di voto di scambio, ma di lobbying. In pratica le tangenti verrebbero spalmate sull’elettorato, e l’elettore continuerebbe come fa oggi a pagare di tasca propria le leggi sbagliate.

        • ArchTux

          ok, ma se rimane solo la chiave publica a che serve? che validità ha se non si ha la corrispettiva per la verifica?
          Il discorso onion routing l’avevo pensato anche io, sono tutte idee interessanti.
          Tuttavia resta il fatto che se si vuole l’anonimato, l’affidabilità del sistema informatico è fondamentale.

          • asd

            penso serva tenere un elenco delle chiavi pubbliche emesse, dovrebbero essere in grado di verificare la firma anche quando la privata e’ distrutta, se non erro.
            Altrimenti dei terzi possono piu’ facilmente generare voti farlocchi e tentare di inserirli.
            Il sistema informatico e’ fondamentale ma la parte critica e’ “meno critica” che in altri metodi, magari ne esistono ancora piu’ facili cmq.

          • ArchTux

            Si hai ragione la firma è verificabile non ci avevo riflettuto abbastanza, resta i problema della generazione distribuzione e distruzione. il fatto che nessun’altro riesca a sapere le chiavi private, dipende solo dall’affidabilita del sistema. bisognerebbe ragionare su ogni possibile manomissione. certo si potrebbero far generare dentro delle smartcard e poi distruggerle, ma quanto costerebbe? e chi mi dice che non abbiano inizializzato la smartcard con un software modificato?
            leggevo questo sito:
            http://www.electronic-vote.org/?lang=it
            ha un punto di vista interessante.

          • ArchTux

            Hai ragione, la firma è verificabile, non ci avevo riflettuto, tuttavia resta il fatto che è difficile avere la certezza che il sistema non sia stato compromesso, e magari non cancelli le chiavi private. Certo si possono usare delle smartcard, ma qualcuno potrebbe farle produrre con una backdoor.
            Guarda il sito electronic-vote org ha un punto di vista interessante

    • TopoRuggente

      Anche al secondo punto.

      Magari tu non hai bisogno di lavorare, ma io si, non ho tempo di seguire le leggi proposte e votarle.
      Devo per forza pagare qualcuno che lo faccia per me.

      • Antonio G. Perrotti

        ma come, non passi le 5/6 ore obbligatorie davanti alla tivì? ;D comunque un quotone di grado alto lo meriti ampiamente 🙂

      • ArchTux

        la soluzione potrebbe essere Liquid Feedback, scegli tu chi delegare a votare cosa. Ad esempio, hai un amico avvocato? gli deleghi la roba giuridica, hai un amico medico? gli deleghi la roba medica ecc…

      • asd

        Non devi votare su tutto, come ho detto ci sono i partiti e i programmi gia’ pronti tu segui quello che vuoi.

        E poi ti sei chiesto perche’ non hai tempo? 😀
        non dirmi che trovi normale avere meno tempo di tuo nonno in una societa’ che ha bisogno di MENO lavoratori con MENO ore per portare a termine gli stessi compiti? E ti sei chiesto perche’ l’obiettivo degli stati e’ di mettere tutti i cittadini a lavorare invece di concentrarsi su come distribuire lavoro e stipendi per ottenere l’essenziale, cosa fattibilissima, e lasciare che chi vuole il superfluo si metta a lavorare di piu’ come e’ suo diritto? “Meditate, gente, meditate”

    • ale

      Il fatto del voto elettronico non può essere anonimo,l’ unico modo per farlo anonimo non è votare da casa ma votare in appositi pc messi a disposizioni dallo stato,connessi a un server centrale con una connessione crittografata in modo abbastanza decente,e i voti poi devono essere memorizzati in modo totalmente anonimo,senza memorizzare luogo di provenienza e data del voto (se no capire chi ha votato è semplice come fare 2+2)

      in più occorrerebbe comunque un sistema di protezione efficace,se per qualsiasi motivo venisse divulgata la chiave di accesso al server centrale cosa potrebbe accadere ? Altro che voti truccati…

      Vale anche per il terzo punto

      Il secondo punto sarebbe l’ anarchia,devi capire che la maggior parte dei cittadini sono un gruppo di ignoranti e già va male perchè votano partiti che promettono cose impossibili da attuare,figurarsi se hanno da votare cose che nemmeno sanno cosa vogliono dire…

      • asd

        rileggi il mio metodo: niente server centrale se non per contare, ma lo puo’ fare chiunque basta leggere e fare i totali sulle pubblicazioni dei voti certificati. I voti sono memorizzati anonimamente da principio perche’ il votante ha scelto la coppia di chiavi crittografiche a caso. Una volta votato e verificato puo’ buttar via la chiave privata e nessuno sapra’ mai che quel voto e’ il suo. Data e ora sono abbastanza irrilevanti, piu’ rilevante la postazione, ma uno puo’ usare tor o freenet da casa o una VPN o votare da un pc altrui.
        La tua critica al secondo punto si risolve appunto con la fiducia a un programma di partito, ma rimane la possibilita’ di eccepire su ogni punto che non piace. E’ anche l’unico modo di tornare civili, visto che di questo passo avremo governi multinazionali inamovibili anche se nominalmente democratici e elettori capre. Altro che orwell o huxley.

        • ale

          Ottimo metodo,diamo una chiave a gente che magari non ha mai visto un computer e poi pretendiamo anche che stia li a usare anche metodi per rendersi anonimi,bisogna considerare che non tutti sono informatici… ci sarebbe gente capace di votare con una connesisone wifi non crittografata così i dati passano in chiaro e il primo furbo che passa pere la strada li vede…
          O più semplicemente votare tanquillamente con una persona alle spalle che guarda… mai sentito parlare di voto di scambio,se nessuno controlla e tutti votano a casa… anzi si genererebbe un vero e proprio mercto di key,io ti vendo la mia key per tot euro
          Non è una soluzione,ma poi il metodo cartaceo da così fastidio ? cioè se uno ogni anno deve perdere 1 minuto per fare una x su una scheda non la vedo tanto un problema,direi che ci sono problemi ben più gravi,tipo che in italia non c’è un servizio centrale informatico generale per tutto e uno deve portare mille documenti per cose che se avessero un sistema informatico serio saprebbero già…

          • asd

            Il problema del voto di scambio e’ valido, ma vedi cosa scrivo altrove. Il problema della sicurezza rimane del seggio e di chi predispone i sistemi di voto come ora. Il problema della facilita’ d’uso si riduce a una novita’ rispetto al voto elettronico normale ovvero avere un hash (codice, o immagine) per la verifica del voto. Chi vuole se ne sbatte e siamo come oggi.

            Il metodo cartaceo, ribadisco: le schede sono timbrate una a una o ricordo male? giro il timbro di tre millimetri di qua o di la’ come presidente e scopro il voto di colui a cui si consegna la scheda, o no? E le schede portate fuori dal seggio di cui si e’ parlato le scorse elezioni? E poi con la X ogni 4 anni si risolve poco, se hai notato 🙂

          • ale

            Si ok ma non è così facile,non c’è solo un presidente ma ci sono carabinieri,scrutatori e tutto,è difficile imbrogliare a meno di non essere tutti d’accordo…
            E comunque poi sarebbe un eventuale imbroglio che si ridurrebbe solo a pochi seggi,in un valore minimo se confrontati con quelli di tutta italia,mentre un eventuale hacker che si infiltra nel sistema informatico potrebbe fare un disastro ben più grave,tale probabilmente da far annullare completamente l’ esito delle elezioni

  • ArchTux

    Anonimato ed elettronica non vanno molto d’accordo, anche il discorso opensource è relativo, possiamo mettere anche un sistema approvato da
    Richard Stallman in persona sia sul client che sul server, se poi chi lo installa lo manomette siamo punto e daccapo.
    Se non erro, quelli del partito pirata, in alcuni paesi stanno utilizzando (non per le elezioni, non garantisce l’anonimato) una piattaforma di “democrazia liquida” molto interessante vi consiglio di leggere al riguardo.

    • Alessandro

      anche in Italia c’è stato un esperimento con Liquid Feedback (opensource), così si chiama il SW che ha utilizzato il PP, precisamente in Sicilia da parte dei ragazzi del M5S che, in pochissimo tempo con l’aiuto dei ragazzi di Bergamo, sono riusciti a sistemarlo ed adattarlo alle esigenze nostrane ed è andata benissimo tramite LFB si è riusciti a condividere le varie proposte e scrivere il programma per le elezioni regionali gran risultato, dove fra l’altro sono stati eletti 14 parlamentari… ma che faticaccia però!!! 😀

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