La versione in fase di sviluppo di Ubuntu 15.04 Vivid Vervet è stata aggiornata in Gnome / GTK+ 3.14.

Ubuntu 15.04 Vivid Vervet
Gli sviluppatori Canonical hanno iniziato ad includere alcune novità ed aggiornamenti vari in Ubuntu 15.04 Vivid, nuova release che debutterà il prossimo aprile 2015. Tra i vari aggiornamenti introdotti nella versione in fase di sviluppo di Ubuntu 15.04 Vivid Vervet troviamo il nuovo Kernel Linux 3.18, versione che include diverse migliorie nel supporto hardware a partire dai driver open source per le schede grafiche e molto altro ancora (per maggiori informazioni). Altro importante aggiornamento introdotto in Ubuntu 15.04 Vivid riguarda Gnome aggiornato nell’attuale versione stabile 3.14 con varie applicazioni dedicate come ad esempio il file manager Nautilus 3.14.

L’aggiornamento a GTK+3.14 farà sicuramente felici gli utenti che utilizzano Ubuntu GNOME, derivata che sarà finalmente disponibile con l’ultima versione stabile di Gnome Shell senza dover utilizzare repository di terze parti.

Possiamo testare lo sviluppo di Ubuntu 15.04 Vivid grazie alle Daily Build che possiamo scaricare consultando il nostro articolo dedicato.

  • SalvaJu29ro

    Immagino che Ubuntu unity e le derivate saranno il solito ibrido con i pacchetti alla versione 3.10

    • ange98

      E che ti cambia? Tanto basta che funzioni

      • SalvaJu29ro

        Ahaha niente figurati, io uso Xfce che è supportato pochissimo, ma funziona xD

        • ange98

          Ah guarda parli con la persona sbagliata: Arch + KDE o Kubuntu su altri pc che non uso di frequente xD
          È solo che leggere ogni volta “non hanno l’ultima versione di GNOME” mi fa inc*zzare. Cioè cosa ti cambia avere o meno l’ultima versione (specie se quel commento è riferito ad una LTS).

          • SalvaJu29ro

            Kde è di gran lunga il mio preferito, ma il mio pc fa sempre un rumore assurdo, probabilmente la CPU/GPU è troppo scarsa

          • xD

            Dipende sicuramente dai materiali scadenti. Es. tutte le ventole (CPU/GPU/alimentatore/ecc) devono come minimo avere il “Double Ball Bearing” con 19dB max, supportare la regolazione della velocità e preferibilmente essere larghe per dissipare meglio ad un minor regime di giri e minor rumore quindi. Poi ci sono altri accorgimenti.

          • SalvaJu29ro

            Si ovvio che la colpa è del mio pc, purtroppo non avevo dubbi xD

  • ekerazha

    Per quando uscirà Ubuntu 15.04 ci sarà già GNOME 3.16 (che dovrebbe uscire a marzo) ed Ubuntu sarà ancora indietro.

    • JackPulde

      Sinceramente, siccome ubuntu punta solamente ad Unity, se voglio consigliare Gnome (come DE) sceglierei Fedora o OpenSuse 🙂

  • Antonio

    Ubuntu + GNOME è la migliore combinazione che ci possa essere!
    Quando imparerà Canonical a concentrarsi sul desktop come stanno facendo il team di sviluppo di gnome shell senza tralasciare il touch e la compatibilità con il mondo mobile, sarà troppo tardi…

    • JackPulde

      Spiegami come faresti una versione mobile di Gnome 3.14 :/.

      Secondo me Canonical sta facendo un buon lavoro… Lasciatele il tempo di sviluppare la loro idea (essendo anche l’unica azienda in ambito linux che punta al mobile).

      • Andrea

        il loro tempo lo hanno già avuto dimostrando di non sapere dove sbattere la testa, come UbuntuOne, upstart, mir…ops questo no, lo devono ancora uccidere. E comunque ci sono già Mozilla e Jolla che puntano sul mobile(togliendo google e co che si distaccano troppo da GNU)

        • Kim Allamandola

          Invece le altre distro o gli altri OS fan faville vero?

          A ben guardare oggi l’unico che cresce seriamente è proprio Ubuntu e a mal-pensare forse è per questo che ci sono alcuni urlatori che predicano al disastro se il suo successo continua.

          Ps sono *molto* preoccupato anch’io che Ubuntu stia diventando l’unica distro “seria” del panorama GNU/Linux, come sono preoccupato del monopolio de-facto di Google ma in ambo i casi non è che queste aziende abbian raggiunto la loro posizione con pratiche discutibili è che la “concorrenza” era ed è largamente indietro ad esser gentili. Questo è il male.

          • andrea

            “l’unico che cresce seriamente è proprio ubuntu” “l’unica distro seria è proprio ubuntu”
            snoccioliamo qualche dato, relativo all’anno 2013:

            CANONICAL Ltd
            Impiegati: 600+
            Fatturato: 65.7 milioni di dollari
            Risultato netto: -21.3 milioni di dollari
            Cambiamenti apportati al kernel(2012): 0.5%

            RED HAT, Inc.
            Impiegati: 6500
            Fatturato:~1.3 MILIARDI di dollari
            Risultato netto: +150 milioni di dollari
            Cambiamenti apportati al kernel(2012): 10.2%

            chi è che dobbiamo ringraziare?chi ha cambiato un default del file manager?

          • Kim Allamandola

            Io non sono anglo-statunitense, per me il denaro è il rappresentante d’un valore, non un valore in se per cui non mi curo dei risultati a sei mesi&c di un’azienda per giudicarla, mi curo dei suoi prodotti e di coloro che la compongono (a tema cifre Canonical non ha bilanci pubblici, da dove vengono i dati che citi?)

            I miei numeri sono che Ubuntu sia su desktop che su server è stabile, comodo, gestibile, evolvibile senza particolari problemi, RH che sia Fedore, CentOS, RHEL, UBL, … non lo è altrettanto, anzi il solo spezzatino di versioni è l’inizio dei problemi. La dimensione della community che gravita intorno ad Ubuntu, il numero di aziende che si cura o usa Ubuntu (da Google alla ditta individuale Mario Rossi) ecc sono ciò che mi interessa. Sulle persone mi interessa che chi fondò Ubuntu e tutt’ora vi gioca un gran ruolo di primo piano fossero ex Debian, scappati da Debian per motivi che ho condiviso e condivido, gente che ha storie di successo non da poco nel campo del software ed anche sul piano economico ecc.

            Per farti un esempio in Italia il fascismo ha fatto la prima rete autostradale, ha gettato le basi per l’industrializzazione del paese, in Germania il nazismo ha fatto fare progressi scientifici all’intera umanità come non si eran più visti dai tempi d’oro di Archimede, se ragionassi in termini simili a quelli del tuo post loderei questi due regimi.

          • andrea

            http://www scribd com/doc/199373896/Canonical-Group-Limited-Annual-Accounts-2013

            se tiro fuori delle cifre è perché le ho lette non per altro.
            Poi mi vieni a dire che il denaro non conta niente… ma sei seriamente convinto che se tutto ciò su cui mi stai rispondendo (suppongo un sistema operativo GNU/Linux, suppongo meglio Ubuntu), fosse venuto fuori dagli sviluppatori della domenica pomeriggio…saresti in grado di rispondermi? Che piaccia o no, se l’ecosistema GNU/Linux è così florido, lo si deve innanzitutto a sir. Torvalds e poi a tutte quelle aziende che hanno creduto nel corso del tempo alla sua creazione.
            Se non ci fossero aziende come RED HAT, che GUADAGNA in un anno 7 VOLTE TANTO ciò che CANONICAL PERDE, guadagnando sui servizi, e rilasciando come codice sorgente open source all’umanità tutta ciò che crea dal nulla, non solo tu probabilmente non riusciresti a scrivereun commento su disqus, ma neppure canonical e ubuntu esisterebbero.
            Per favore, fascismo e nazismo non c’entrano una fava con il discorso, forse se red hat facesse solo software proprietario potrebbe stare in piedi la dicotomia open=bene closed=male, ma qui al di là dei soldi stiamo parlando di ciò che un azienda fa nel concreto(software, red hat) o non fa(canonical, tanto marketin tanti temi pastellati, molta fuffa).

          • Kim Allamandola

            Sir Torvalds ha venduto i suoi prodotti vero?

            Comunque quel che citi è un problema serio: tanti anche sguazzano nell’opensource ma non han capito come funziona e continuano a tirare in ballo il modello commerciale del sw anni ’90 che a sua volta è nato dal modello dell’industria meccanica del ‘900. Purtroppo lo sforzo di costruire e ragionare scenari di medio e lungo termine oggi è cosa assai rara e i risultati (anche e sopratutto economici) si vedono.

          • ZaccariaF

            La finanza ti impone di pensare a tre mesi…o le azioni le vendi a tuoi soci/dipendenti o sei sempre in balia di chi vuole solo l’ aumento di dividendo;non ci sono ca**i.
            Non è capire come funziona è il “mercato” che te lo fa ingoiare.
            Mi sorprende che Canonical non abbia fatto la fine già di Mandriva
            ma forse usa la tattica di che ò scritto poche righe fa.

          • Kim Allamandola

            La finanza che stà crollando su se stessa, che pur essendo (purtroppo) la larghissima maggioranza non è la totalità però e quei pochi han ottime possibilità se non di sopravvivere oggi di rinascere domani (e non un domani lontano).

            Per me Canonical ha fatto benissimo a non scegliere gli USA (dove il concetto di software libero pur essendovi “stato istituzionalizzato” è considerato dai più Komunismo e ignorato dall’ignorante massa generale) ha fatto male invece a scegliere Londra, avrebbe IMO fatto meglio a scegliere Parigi o Losanna. Ad ogni modo per quanto Canonical rappresenti oggi un pericolo per il mondo open (per la sua posizione dominante e solitaria) non lo fa per colpa sua, allo stesso modo di Google. Canonical vive e vegeta senza particolari problemi perché i suoi prodotti (a differenza, mi spiace dirlo di Mandrake/Mandriva/Mageia) funzionano meglio della “concorrenza”, purtroppo è anche fragile per non aver praticamente sviluppo in casa e tutti noi siamo fragili perché troppi vogliono mantenere lo status quo anziché evolvere.

          • andrea

            ” USA (dove il concetto di software libero pur essendovi “stato istituzionalizzato”
            è considerato dai più Komunismo e ignorato dall’ignorante massa
            generale)”

            Naturalmente Apple, Google, Red Hat sono note aziende vietnamite.

            “ha fatto male invece a scegliere Londra, avrebbe IMO fatto meglio a scegliere Parigi o Losanna.”

            Meno romanticismo, Mark ha scelto di registrare la sua azienducola nell’isola di Man molto probabilmente per usufruire fi sgravi fiscali e nonostante questo è in perdita.
            Ma ci rendiamo conto che perde il 30% sul fatturato ogni anno? ma per quanto credete che continuerà a giocare con la sua aziendina?

          • Kim Allamandola

            Hai presente Thawte? Ti ricordi cosa si deceva ai tempi? Bé lo dico io: le stesse cose che si dicono ora di Ubuntu, il resto è storia.

            Canonical non è in perdita, è un’azienda che investe per crescere, un concetto oggi dimenticato e guardacaso proprio chi l’ha dimenticato è in crisi sempre più forte. Quanto crede di giocare? Bé se per i manager made-in-USA/UK questo è giocare per me si chiama lavorare, investire vs giocare d’azzardo. Solo il tempo potrà darti una risposta, io aspetto i cadaveri passare nel fiume e debbo dire che né stò contando ogni giorno di più.

            Altro che romanticismo, parlo di economia, quella “scienza” oggi trasformata in una branca della statistica condita (questa si di, poco romantico, romanticismo).

          • TopoRuggente

            Veramente Ubuntu non “cresce” attira newbie e perde utenti esperti.
            Ha una comunità immensa, ma che non riesce lontanamente ad eguagliare la “produzione” di comunità come quelle di Arch, Mangiaro o addirittura Slackware.

            Alla lunga è sicuramente controproducente (e si vede) perchè lo sforzo di sviluppo rimane tutto sulle spalle degli sviluppatori ufficiali rendendo la distro economicamente poco attrattiva (per questo Canonical ha una forte componente commerciale).

          • Kim Allamandola

            Che Ubuntu perda utenti esperti mi giunge nuova, anzi. Forse perde qualche geek ma non certo gente che con GNU/Linux lavora. Le community di Arch&c sono mediamente più esperte di quella di Ubuntu a livello di utenza proprio perché Ubuntu attira enormi masse di niubbi, ma sono anche enormemente più piccole e dipendono al 100% da quelli che sono oggi gli unici due player rimasti in gioco: Canonical e Red Hat che oltre ai niubbi hanno chi sviluppa realmente GNU/Linux.

            Oggi *nessuna* distro a parte la galassia RH e Ubuntu ha gente in grado (o che voglia mettersi) a sviluppare componenti core, su Arch come un tempo su Gentoo c’è gente molto attiva nella pacchettizazione, nell’integrazione di sw i cui sviluppatori sono concentrati (guarda un po’) quasi sempre su Ubuntu e Fedora, nell’automazione domestica (spaghetti-style) ma non ci sono sviluppatori di componenti come gestori d’avvio, kernel, sistemi di deploy, soluzioni di calcolo e storage distribuito ecc.

            Sino a poco tempo fa RH era l’unico grosso sviluppatore core, oggi Canonical sul “computing che tira” lo stà sia indirettamente che direttamente scalzando (da OpenStack a LXD) restando di fatto ferma sul sistema in sé dove RH fa quel che vuole.

            Questa è la realtà odierna. Tolto “RH” e Ubuntu tutte le altre distro stan andando alla deriva non sapendo come evolvere (vedi le reazioni alla morte di Gnome2 come ottimo esempio).

          • ZaccariaF

            Noi linuxiani di vecchia data sapevamo che tutto questo un giorno sarebbe successo…

            Alla
            fine la passione e le community si dissolvono per esaurimento della
            volontà di andare avanti a causa di lotte intestine di forkaioli e
            conservatori(nell’ informatica poi;tzé!)

            A stento trattengo il livore per Debian ridotta a mammina per Ubuntu, oltre che fornitrice di dev bloody-pro a basso costo.

            Tutto
            questo, dopo che RMS li à negato lo status di distro allfree(e in
            pratica lo é) perché, gne gne, si potevano installare SW proprietari
            senza isterici messaggi d’ errore;creando poi gNewSense, GNEWSENSE,una derivata di Ubuntu!!!
            Un altro sputo in faccia.
            Perdere il posto di distro main per Pc(non preinstallando i codec non free;solo per quello) in favore di Ubuntu dopo questo …mi pare troppo.

            Una buona lettura a riguardo:
            techrepublic com / article / why-arent-more-people-using-debian /

            Mark à capito perfettamente come ci si approfitta del FLOSS, à però sbagliato nel non creare Canonical in America…a buon intenditor.

          • Kim Allamandola

            Le community imo si dissolvono per perdita di interesse o per incapacità evolutiva. Un tempo quando Slackware, Debian anche SuSe e persino Knoppix sono nate c’era un certo ambiente, oggi l’ambiente è cambiato e loro non solo non l’han fatto ma si son lasciate trascinare.

            Il tempo in cui GNU/Linux era un giocattolo accademico con un occhio di riguardo per l’uso di risorse computazionali è finito da almeno 10 anni, il tempo in cui GNU rivaleggiava cogli UNIX è finito da almeno 20+ anni, non si può continuare a giocare come se partita e giocatori fossero gli stessi.

            Canonical o meglio un pugno di ex sviluppatori Debian (tra cui giusto per dire un tal Mark Shuttleworth che ricordo è un Python Hacker, ex sviluppatore Debian e anche un economista arricchitosi con prodotti da lui realizzati: Thawte) l’ha capito e s’è data da fare, sola ed isolata ed ha avuto ragione. Red Hat ha reagito e si stà dando (IMO assai male, ma tant’è si muove) da fare, gli altri? Stan a litigare se seguire RH (Systemd, GnomeOS, …) o Canonical/Ubuntu.

            Qui non è passione o conservatorismo son fette di prosciutto sugli occhi per esplicita scelta.

          • ZaccariaF

            Senza i soldi di VeriSign, Mark non andava da nessuna parte, Sad but True.
            RH non ha mica reagito à sviluppato quando ne aveva bisogno e basta, (per gli aggiornamenti di Scientific Linux)rimane sempre un gigante in confronto a Canonical che à dovuto forkare per fare una distro mica poteva farla da zero con persino un proprio forkino del kernel.
            Python Hacker?!!! ma hai la febbre?!!
            Per sviluppare su Linux il Python non ti serve a nulla, Ubiquity è solo un installer come tanti altri e neanche fatto tanto bene,troppi troppi bug.
            Gentoo si è fatta il suo gestore d’ avvii e la sua metadistro come vedi non tutti stanno a litigare.
            Anche Debian, non bisticciava e sceglieva con calma e metodo se non cicciavano fuori gli VUA.

          • Kim Allamandola

            E i soldi come li ha fatti? Facendo un prodotto (o meglio prodotto+servizio) valido e quando questo ha raggiunto il suo naturale apice evolutivo s’è sfilato, in altri termini non ha fatto il venditore di fumo né ha danneggiato il mondo con prodotti osceni…

            RH, semmai che non ha reagito! Da community normalmente lodata e apprezzata universalmente è diventata l’oggetto d’odio della maggior parte degli attori del FOSS… Parti da Gnome Shell o meglio dagli indicatori incompatibili con Appindicator, parti dal rapido passaggio alle GTk3, parti dal parlio di GnomeOS, che “bisogno” ha avuto se non controbattere ad Ubuntu che la batteva e la batte tutt’ora con buona parte dei suoi stessi prodotti!

            Per sviluppare su GNU/Linux Python non serve? Se io ho la febbre tu hai l’ebola in fase terminale! Hai dato un’occhiata alle statistiche mondiali d’uso dei linguaggi di programmazione? Non so, un occhio da Youtube a MoinMoin passando per Zope, hg&bzr, alla ILM (quella di guerre stellari), a Odoo (ex OpenERP) ecc Python e Go sono i linguaggi più evoluti e usabili della nostra era!

            Gentoo? Si ha forkato udev per non dipendere da Systemd e ha portato avanti OpenRC che non usa nessuno fuori da Gentoo (come Upstart per Ubuntu, peccato che quest’ultimo sia un gestore d’avvio moderno a differenza dell’ennesimo sysv) alla fine Gentoo non esiste più, chi la usava da studente è passato ad Arch.

          • TopoRuggente

            Eh chiaramente Gnome-Shell doveva supportare Appindicator di Unity.
            Invece KDE, E19, tutti supportano Appindicator, oppure no.

            Upstart si che è moderno, per questo Canonical l’ha abbandonato … troppo moderno.

            Wiki di Ubuntu
            “systemd is under active development in Ubuntu although the rough plan
            would be to default to systemd during development of 15.04. If you want
            to help it’s best to be running 15.04.”

          • Kim Allamandola

            Nein! Main herr. Appindicator by Ubuntu è nato per risolvere i problemi delle applet di Gnome2, *prima* di Unity e Gnome Shell ed è stato subito, data la bontà della cosa, fatto standard di FreeDesktop. È a partire da Appindicator che alla “community” RH han cominciato a girare tanto e han fatto la loro soluzione, uguale ma diversa per cercare di impedire a Canonical di andar avanti per la sua strada.

            Upstart? Upstart è moderno e ti ricordo è in uso da prima che Systemd fosse usabile, Canonical quel che non sa è se riuscirà a svilupparlo da sola visto che RH impone con la forza Systemd e che le altre distro non san che pesci prendere spaventate dal cambiamento. Lo stesso è accaduto purtroppo con Bazaar (e con Mercurial) che sono stati sostanzialmente abbandonati per il ben più complesso Git (che per il 99% dei progetti è *inutilmente* complesso) per lo più a causa dell’effetto pecora di quei tanti che incapaci di valutare in proprio seguono la corrente.

          • TopoRuggente

            Appindicator è di Canonical, Gnome è di RH, saranno liberi di scriversi il codice che vogliono?
            Non capisco chi ha impedito a Canonical di andare avanti per la sua strada, rimaneva con gnome 2 o si scriveva un DE invece di aggrapparsi a cozza ai prodotti degli altri e poi lamentarsi se non fanno quello che le fa comodo.
            Canonical non ha nessun obbligo di rimanere con Gnome … se lo fa è perchè le fa comodo.

            Eh già sicuramente, tutti gli sviluppatori hanno abbandonato Bazaar per Git, perchè Git è peggio.

            GOMBLOTTO !!!!!

          • Kim Allamandola

            Fammi pensare… Perché han iniziato a rendere interdipendenti oltre misura tutti i pezzi di Gnome e non solo? Tipo arrivare a legare Udev a Systemd ecc? Perché han forzato update assurdi stile il passaggio di corsa alle GTk3, l’abbandono lampo di Gnome2 ecc?

            “Fermare” Canonical vuol dire isolarla visto che quest’ultima non ha abbastanza core developer in casa (ne ha ben pochi, per l’esattezza), ciò può avvenire perché ad oggi nel mondo GNU/Linux ci sono solo due distro che camminano RH e Ubuntu, le altre che un tempo avevano le loro peculiarità oramai son naufraghe che non san dove andare.

            Git? Tanti ci son passati perché non conoscevano altro, un soggetto famoso ha pubblicato Git e tanti si son incuriositi ignorando completamente Bazaar o Mercurial che, questo per colpa dei rispettivi sviluppatori, non sono mai stati “pubblicizzati” come si deve (di fatto Mercurial è del mondo SUN, Bazaar del mondo Ubuntu). Non c’è bisogno di scomodare complotti, basta un pensiero critico.

          • TopoRuggente

            L’abbandono di Gnome2?
            No non avendo intenzione di supportarlo oltre l’hanno reso disponibile per eventuali nuovi manutentori e si sono dedicati a GS.

            Ovviamente Ubuntu si è ben guardata da prendersi in carico Gnome2, perchè fare del lavoro quando può continuare a prendere Gnome3 … gratis.

            Isolarla… effettivamente Gnome impedisce ad Canonical di usare il codice e sicuramente sono loro che hanno costretto Canonical a forkare Wayland per fare MIR.

            Ubuntu si è isolata per una ben specifica politica “commerciale”, creare utenti ubuntu dipendenti, che non possano passare ad altre distribuzioni senza penare.

          • Kim Allamandola

            Ubuntu ha *proposto* unity quale *evoluzione* di Gnome2 sostenendo che quest’ultimo avesse raggiunto il suo limite evolutivo, questo agli gnomi non è andato giù: “Il Nemico” che ha vinto con le loro armi nel settore dove da oltre 10 anni tentavano (e tentano) invano di esistere si era spinto sino a cambiare la faccia ufficiale del loro duro lavoro! Gnome Shell è diventata una gara ad essere uguale ad Unity ma diversa, finendo ogni volta per ricopiare funzionalità di Unity aggiungendo salsa extra per non rendere troppo palese la cosa. Che motivo aveva Ubuntu di farsi carico di Gnome2?

            RH non può impedire a terzi di usare codice GPL, tuttavia l’avere il codice è ben lontano dall’avere il prodotto, passando da diciamo “sw modulare” a un mostro di spaghetti interdipendenti fan si che o si usi il pacchetto intero o si rinunci per intero, vuoi udev? Allora usa SystemD, vuoi Gnome? Allora usa SystemD, Vuoi Nautilus? Allora usa Gnome intero ecc ecc ecc

            Ubuntu gli utenti ubuntu-dipendenti li ha creati come Google: facendo un buon lavoro dove altri non fanno altrettanto!

          • TopoRuggente

            Giusto.
            Dunque riassumendo nel 2010.

            Arriva Canonical che propone a Gnome il futuro di Gnome2 come plugin di Compiz
            1) software con lo sviluppo praticamente abbandonato (mantenuto da un unico sviluppatore al soldo di Canonical)
            2) che ha sempre avuto rogne di consumo di prestazioni
            3) che ha sempre avuto problemi di stabilità
            4) che è universalmente riconosciuto come una accozzaglia di patch
            3) che non gira su wayland

            Gnome Foundation (cattivoni) ha preferito scriversi un DE nuovo visto che
            1) la trasposizione del codice di Gnome2 in GTK3 avrebbe richiesto una montagna di lavoro
            2) buona parte del codice di gnome non rispettava nessuno standard predefinito (la manutenzione era un incubo)
            3) progettava di abbandonare xorg per wayland

            Eh effettivamente visto così è un chiarissimo caso di GOMBLODDO, non capisco come Gnome non abbia intravisto gli enormi vantaggi di adottare Unity.

          • loki

            riassumiamo nel modo corretto dal 2010.

            con la morte di gnome 2 ubuntu propone il suo desktop basato su compiz, nel 2011 non 2010:
            1) tuttora è il migliore gestore di finestre con compositing, come pesantezza complessiva, funzionalità e prestazioni

            2) nel giro di un anno hanno risolto i problemi di prestazioni, facendolo salire sopra a molti altri desktop
            3) non ha mai avuto più problemi di stabilità degli altri wm con compisiting e soprattutto molti meno di mutter, che stava in piedi a stento e aveva pressapoco l’usabilità di twm (lo si vedeva benissimo nella prima implementazione di unity in ubuntu 10.10 netbook)
            4) xorg e libreoffice sono conosciuti come accozzaglie di patch, ma non hanno grossi problemi a fare il loro lavoro
            5) a 4 anni di distanza nessuna distro media o grande fa ancora affidamento su wayland

            gnome foundation aka red hat ha continuato con il suo progetto
            1) ha la sua idea di gnome os con kernel linux e di conseguenza ha tagliato il supporto ai sistemi *bsd
            2) ha una forte impronta all’utilizzo tablet, con tasti sovradimensionati, menu ingranaggio, ecc
            3) snobba l’utente avanzato sia rimuovendo funzionalità considerate superflue, sia rispondendo “NO” alle richieste degli utenti
            4) è legato a doppio filo a systemd, altro controverso progetto sempre made in red hat
            5) di nuovo, a 4 anni nessuno ancora si caca wayland

            giusto per cambiare angolazione

          • TopoRuggente

            Nel 2011 in Aprile per l’esattezza furono lanciati sia Unity che GS in contemporanea, almeno che tu non creda che il codice sorga come per magia nei computer degli sviluppatori, credo che i progetti siano iniziati almeno nel 2010.

            1) Infatti è talmente buono compiz che anche gli utenti ubuntu non vedono l’ora di toglierMeglio di compiz come peselo dalle balle

            2) A tuo giudizio
            3) Infatti era talmente stabile che gli sviluppatori lo hanno abbandonato, giudicando inutile continuare lo sviluppo.
            4) Non a caso Xorg sta per essere abbandonato e LibreOffice è stato sottoposto nell’ultimo anno ad una completa revisione del codice, riducendo l’inserimento di nuove funzionalità.
            5) A 5 anni di distanza nessun DE (a parte E19) si appoggia su Wayland.
            A dire il vero a 5 anni di distanza Mir è ancora sperimentale e non verrà utilizzato da nessuna distro, grande o piccola che sia (a parte Ubuntu).

            1) Dove vivi? OpenBSD include Gnome-Shell 3.6. FreeBsd e le sue derivate non hanno pacchettizzato GS, ma è funzionale e compilabile.
            2)No quello è il tema ADWAITA, la sai la differenza fra un tema e un DE?
            3) La risposta “No” era relativa alla trasparenza del terminale, che è tutto fuorchè una funzione da utente avanzato. L’utente avanzato al limite userebbe un altro terminale.
            4) Sicuramente systemd facilita molte cose in gnome, ma ancora possono coesistere separatamente.
            5)KDE ha quasi finito di includere il supporto, GNOME dalla 3.16 sarà solo Wayland e E19 lo è già.
            Il supporto per MIR è 0% in KDE, GNOME, XFCE ….. (aggiungi qualsiasi altro DE e WM che non sia Unity).

          • Kim Allamandola

            Rilancio:
            Arriva Canonical e dice: “‘siori Compiz piace alla gente, Scale, Expo, … attirano, va schifo come codice ma è il meglio che abbiamo. Usiamo e sviluppiamo come si deve e con calma un sostituto” (ah ai tempi Compiz era ancora mantenuto come il suo fork più famoso Beryl), nelle lande del cappello rosso qualcuno salta su e urla “eh no! Cavolo siete riusciti dove noi abbiamo fallito (il desktop) usando il nostro lungo e duro lavoro e ora volete pure nascondere la nostra faccia relegandoci a motore dimenticato! NO NO NO. vi ha pure fatto standard AppIndicator!!!” e così un Mutter-spazzatura viene spinto a calci, un progetto embrionale di nuova DS viene spinto a calci, nel frattempo si tagliano di botto le GTk2, si cerca di rendere scomodo il port dei propri prodotti si ignora uno standard per rifarlo uguale ma diverso e arriva Gnome Shell. Questa è stra-sbeffeggiata mentre Unity funziona già da qualche tempo e i novizi e alcuni che novizi non sono la apprezzano, allora Gnome Shell comincia a introdurre idee di Unity e Gnome2 viene completamente abbandonato. Il resto della community open che fa? Da un lato ha Unity che è dichiarato “il meglio di oggi in attesa di completa riscrittura per domani” dall’altro ha un pezzo di codice che pur orrendo evolverà pian piano. Ecco la scelta: portare uno zombie (Unity 7.x) è un lavoraccio e visto che non avrà futuro come codice non ha senso.

            Questa è la storia sino ad oggi, con Unity 8 e l’aumento spaventoso e continuo di utenti Ubuntu e man mano che Ubuntu desktop non ha più bisogno di Gnome allora arriveranno i problemi per le varie Arch&c. Penso che alla fine Kde diverrà un abandonware, e Arch, Debian, Slackware ecc punteranno sulla schiera degli smanettoni retrò gettandosi su E, FluxBox, WindowMaker, Sawfish (lo sviluppano ancora?) ecc.

            Questo è brutto perché alla fine avremmo Ubuntu da una parte ed RH dall’altra, null’altro, nessun “concorrente” di livello utile per saltare se qualcuno dei due top non va più bene.

          • TopoRuggente

            Chiaramente o sei mal informato o ….
            1) Compiz non è mai stato sviluppato da RH ma inizialmente da SUSE (RH ha solo creato il porting per AIGLX)
            2) Nel 2007 Beryl è stato riassorbito da Compiz dando origine a Compiz Fusion.
            3) Compiz non funziona ne per wayland ne per MIR,

            Nel 2010 Compiz era un tale casino che stava perdendo sviluppatori e Canonical ha stipendiato l’unico sopravvissuto Spilsbury per continuare lo sviluppo.
            Due anni fa Spilsbury (che era pagato per sviluppare compiz) ha abbandonato Canonical e sei mesi dopo anche compiz.

            Gnome Foundation aveva ben chiaro da subito che solo un pazzo avrebbe mantenuto Compiz tentando di sviluppare in parallelo Mutter-Wayland.

            Non avremo Ubuntu contro RH, avremo
            Windows, OSX e Ubuntu da un lato e Linux dall’altro, sempre meno sviluppatori investiranno tempo per scrivere codice per una sola piattaforma.

          • Kim Allamandola

            Alua, sull’1) non l’ho mai detto, ho detto e ri-sottoscrivo che Compiz ha attirato un mare di gente da Scale al cubo, per questo *tutte* le distro maggiori per un verso o per l’altro l’han supportato, Fedora inclusa.

            Il 2) ok, ricordo gli eventi ma non li collego bene a date precise stò invecchiando 😛

            3) ? Che c’entra? Ai tempi d’oro di Compiz Wayland non era manco un poc e Mir era di la da venire, Wayland e Mir tentano di portare il buono di Compiz in una salsa più umana…

            Perché solo un pazzo avrebbe mantenuto un prodotto che all’utente finale stra-piace sviluppandone con la calma opportuna un altro che non presenti gli stessi problemi tecnici ma offra un’eguale o migliore servizio all’utente finale? Cos’è la mania del short-time-to-market deve valere anche per il software open? Da quando non si possono più fare progetti di lungo periodo?

            Per il tuo scenario (Ubuntu+OSX+Windows da una parte e le altre distro dall’altra) bé questo vorrebbe dire che Ubuntu ha avuto successo e ha portato GNU/Linux in una posizione di primo piano (cosa che già ha fatto e stà facendo) e che alcuni altri non l’han capito e son tornati in una piccola nicchia. Io *temo* questo perché significa che non ci saranno più alternative ad Ubuntu e questo è un rischio enorme! Sul discorso multi-piattaforma ho un’opinione un pelo troppo lunga per esternarla qui… Diciamo che non ne posso più delle torri di babele…

          • TopoRuggente

            Uno dei commenti più in voga ai tempi d’oro di compiz (2008-2009) era che fosse un peccato che fosse sviluppato per Xorg, server con i giorni contati.
            Il secondo è che fosse un accrocchio di codice spaventoso, molti sviluppatori se ne andarono perchè la politica era di inserire qualsiasi patch, quindi spesso si risolveva un problema creandone un altro.

            Compiz era talmente “buono” che alla fine dei conti Gnome ha preferito abbandonare metacity e passare a Mutter e Kde ha riscritto da zero KWin (che aveva terribili problemi).

            E c’è chi ha preferito compton a Compiz !!!

          • Kim Allamandola

            Ein moment! Chiariamo: buono per *l’utente finale* ovvero per lo zucchero grafico (e le funzionalità) che offriva, non certo come codice.

            Poiché né Mutter ne KWin *tutt’ora* offrono esperienze utente comparabili non vedo perché far passare *anni* se non decenni alla gente con soluzioni “inferiori” sul piano del gradimento/appeal e comodità d’uso mentre sviluppo qualcosa di meglio.

            È vero che release early, release often e che più il codice gira più bachi si scoprono e levano ma è anche vero che non tutti i palazzi han due piani, alle volte l’altezza, la complessità della struttura richiedono per forza tempi tali da non poter aver rilasci usabili anche se incompleti…

          • TopoRuggente

            Windows attrae moltissimi utenti, vogliamo discutere della qualità del software di casa Microsoft.

            l’utente finale che poco sa di come funziona non fa testo come metro di paragone sulla qualità del codice.
            Purtroppo una software house si basa sulla fattibilità non sul possibile successo.

          • Kim Allamandola

            L’utente finale non è solo quello domestico, la più grande base d’utenti tecnici Ubuntu è con ogni probabilità Google che non è certo un’azienda di salami che nulla sa di IT…

            Canonical non è una software house, è un’azienda FOSS non dovrebbe essere/è interessate a vendere un prodotto ma dei servizi ed il suo sviluppo non dovrebbe/è essere in-house ma collaborativo con l’intera community perciò i suoi progetti dovrebbero essere/sono guidati dal possibile successo non dalla fattibilità in tempi brevi o con break even rapidi ecc.

            Tanto per dirne una l’userland GNU e il kernel Linux, oggi i software più usati al mondo dai routers domestici agli smartphones ai supercomputer sino ai desktop sono nati con idee decisamente “visionarie” e “utopiche” per la quasi totalità dei “tecnici” dei tempi, unix stesso idem. Le grandi idee difficilmente nascono dal meccanico prosieguo del lavoro aziendale anche se questo ai manager, specie anglofoni, non piace affatto!

          • TopoRuggente

            Premetto una cosa, fino all’arrivo di Unity ero utente Slackware (per i server) e Ubuntu per i client.
            Quando ho visto le premesse di Unity ho cercato un’altra distribuzione e ho scoperto l’esistenza di Arch.

            Canonical si è comportata come il bambino che porta via il pallone sperando che gli altri lo seguino per poter giocare, non rendendosi conto che gli altri avevano già il pallone sostitutivo.

          • Kim Allamandola

            Mah, si e no in compenso ti domando: giacché m’è parso di capire che lavori con OpenStack, quindi proprio un utente domestico non sei, quanto sudi per automatizzare Arch, bare metal deploy?

            Oh, per carità da Ubuntu a Solaris passando per AiX ed HP-UX non ho ancora visto una soluzione veramente comoda, flessibile, non cervellotica e stra-complessa ma diciamo che Ubuntu con cobbler (ironia della sorte), preseed ed Ansible lo riesco a gestire senza troppo sangue e sudore, con Kickstart non ho ancora sbollito il nervoso…

          • TopoRuggente

            No sono utente domestico, utilizzo Slackware e Arch solo in casa, in azienda non lavoro nell’area IT, ma in quella chimica.

          • Kim Allamandola

            Oki, bé diciamo quanto tempo impieghi a replicare la tua Arch altrove, intendo da zero, su nuovo ferro, magari su più macchine? Quanto tempo impieghi a riprenderti da un “crash generale” (aka ti parte il/i disco/i con OS e dati “live”)?

            Se fai un setup professionale ovvero pochi che gestiscono tante macchine (e tanti utenti che berciano se qualcosa non va) devi avere tempi di risposta stra-rapidi, su Ubuntu alla fine non ti ammazzi sudi non poco sull’automazione dell’install di base (preseed) ma il resto fila liscio, su RH la situazione è simile ma il sudore è maggiore, kickstart è più “semplice” in teoria ma in pratica è talmente limitato che imprechi parecchio per arrivare dove vuoi. Su molte distro minori non c’è proprio nell’installer una soluzione automatizzabile, devi farti tutto in casa. I repo ufficiali e i pkg-man non sono abbastanza forniti e sviluppati per usare Ansible&c ecc. Per carità, si può automatizzare tutto, solo che li i tempi (iniziali e di mantenimento) e costi (ore-uomo e tempo macchina per i test) son assai maggiori.

            È per questo che nel tempo si è puntato sul binario e sui defaults comodi, meno cose da fare == meno tempo per mantenere una propria infrastruttura e potenzialmente meno problemi.

          • TopoRuggente

            Dipende, client (ARCH) o server (SLACKWARE)?
            Se server dipende dai servizi che voglio configurare.

            Se parliamo di client con funzionalità basiche (DE, rete e audio funzionanti ecc..) in mezzora (con Arch che deve scaricare i pacchetti), con Slackware (da DVD) anche meno.

            Se devo installare Debian ci posso anche perdere ore, non è tanto la distribuzione, quanto l’essere abituato, sapere dove trovare le cose che cerchi.

          • Kim Allamandola

            Vale per entrambi i setup, in genere per tutti i setup: se non ho capito male tu parli di tempi di install a mano di una macchina ma questo non è uno scenario ricevibile in un’azienda! Tu devi avere le tue configurazioni da qualche parte (diciamo una lista di pkg da installare, altri da rimuovere, conf personali, app non pacchettizzate ecc) e poterle applicare con un comando/in un click ad una come n macchine sparse per un LAN se non anche per internet.

            Questo non solo per tempo ma anche per manutenzione: se installi a mano puoi sbagliare, non puoi esser certo che l’install di produzione sia uguale a quella di test, devi farti checklist a mano di cose da fare ecc ecc ecc, l’install automatica serve perché la tua infrastruttura è “descritta in codice (testo, yaml, …)” gestita da tanti, versionata, con ogni cambiamento che si sa di chi è, quando è stato fatto e (si suppone) perché, quando installi “applichi” semplicemente questa “configurazione”, non vedi manco l’installer. Se hai bisogno di supporto, se c’è un’avvicendamento ecc chiunque può clonarsi il repo (o determinati sottorepo) con le conf del caso, prendere una iso ufficiale e aspettare che l’infrastruttura sia replicata esattamente com’è.

            Non parlo di installare una distro base, parlo del *tuo* os, con le app che vuoi, i segnalibri del tuo browser, le tue reti wifi salvate ecc, il tutto fatto in automatico. Nessun OS ad oggi presenta una pappa così pronta se non per compiti embedded, ma più o meno tutti offrono varie soluzioni di automazione, su Ubuntu e Debian l’installer si automatizza con preseed, su Red Hat con kickstart, la post-install la può gestire Ansible usando tra l’altro i pkg-man del caso, il boot lo gestisce Cobbler, i mirror per non scaricare n volte gli stessi sw li puoi fare con vari strumenti automatici (es. apt-proxy) ecc su Arch o Slackware non hai *niente* per questo, forse qualche sistema di orchestration supporta pacman o pkgtool&c ma l’install son tutti fatti tuoi, il mirroring idem ecc.

            Ubuntu col fatto che ha una sola iso sia “gratuita” che “con supporto a pagamento” facilita non poco la vita, se vuoi le GUI (es LandScape) paghi, altrimenti puoi pagare il supporto per le macchine più critiche e avere un’unica infrastruttura per tutte, con RH è impossibile, RHN la hai solo se paghi, le “versioni free” sono diverse da quella supportata. E ancora i defaults su Ubuntu, sia desktop che server, sono abbastanza buoni e curati, su RH sono a zero, la loro policy è che tocca allo sviluppatore del sw impostare default buoni, la distro non deve intervenire e questo vuol dire lavoro extra. ecc ecc ecc

            Ubuntu è esploso per Unity ma piace a livello enterprise anche per questo e al momento non ha competitors in tal senso…

          • TopoRuggente

            In primis la Gnome Foundation ha tutti i diritti di sviluppare le dipendenze di Gnome come meglio crede.
            Anche KDE è molto interdipendente e ci sono validi motivi perchè sia così.

            In secondo luogo prova a togliere Nautilus da Unity e vedi che semplice …
            Una Shell spesso è molto dipendente dal suo file manager.

            Non vuoi usare systemd, non vuoi usare gnome? Canonical è liberissima di andare per la sua strada.
            Sarebbe come se tu andassi in una concessionaria della FIAT chiedendo una macchina uguale alla Fiesta (perchè a te piace di più) e ti incazzassi perchè la FIAT non ti fa la Fiesta.
            Esci e vai nel concessionario della FORD.

            Proprio queste sono le Critiche a Canonical, vuole la pappa pronta, fatta da altri, ma come vuole lei..
            Ovo, galina e cul caldo …

          • Kim Allamandola

            È vero, anche kde è stra-interdipendente, infatti guarda quanto (ottimo) software di kde viene usato fuori da kde: pressoché 0. Okular è ottimo, Konqueror, prima di Dolphin era superbo ma nessuno l’ha adottato, solo la Apple per prendere KHTML e evolverlo in WebKit per Safari, così il resto del mondo è rimasto su Nautilus, prendi K3B per chi ancora usa supporti ottici ecc. tutti questi software non riescono a uscire dalla loro nicchia proprio per lo stile interdipendente con cui sono stati sviluppati.

            La storia insegna che un sistema modulare, ancorché tecnicamente inferiore, vince (vedi Unix vs Multics per citarne uno) e sopratutto che un sistema modulare sopravvive, un gigante spaghetti-code oggi eccellente domani muore o resta uno zombie. Un buon esempio: LaTeX (che adoro, che a tutt’oggi è il meglio che abbiamo per impaginare documenti) non riesce a uscire dalla sua elite e concretamente non evolve, Emacs, il mio “editor” e desktop-companion preferito (mi tengo gli appunti con Deft, uso org-mode per un mucchio di cose, uso mu4e, ecc ecc) non può andare oltre ecc. E questi sono successi, mostri sacri, non citiamo tutti gli altri!

            È come rileggere la storia degli Unix-haters, avevano sostanzialmente ragione per ogni singolo punto, ma torto nel complesso.

          • TopoRuggente

            “La storia insegna che un sistema modulare, ancorché tecnicamente inferiore, vince”

            Se come me avessi assistito alla discussione fra il professor Tanembaum e lo studente Torvalds, non saresti così convinto.

            Il sistema modulare alla lunga perde quando l’aumento di complessità non porta vantaggi.

          • Kim Allamandola

            Ricordo, per sentito dire da miei prof di S.O. questo aneddoto, in compenso vedo dov’è Minix oggi (o anche Hurd o anche Multics/Plan9, le LispM ecc) rispetto a GNU/Linux, mi pare una prova sufficiente.

            Non dico con questo che Tanenbaum avesse torto, dico solo che ha ragione nel lungo periodo, Linus nel breve e nel medio e questo in pratica si traduce in un’evoluzione per le soluzioni modulari che di tanto in tanto vengono riscritte mentre le soluzioni super-tutto-incluso non riescono manco a prendere piede, salvo rari casi (LaTeX ed Emacs per citarne qualcuno di successo) che in ogni caso diventano pietre miliari e palle al piede nel tempo.

          • TopoRuggente

            Uso linux dal 1991-2 e l’ho vissuta in prima persona.

            Tanembaum non aveva torto, ma fra il teoricamente corretto e il praticamente funzionale ci sono talvolta notevoli differenze.

            Lo scambio di dati fra “moduli” molto interconnessi non è mai un vantaggio, meglio sarebbe unificare i due moduli.
            Il successo del kernel di Linux è proprio dovuto al suo essere parzialmente monolitico dove le prestazioni servono e parzialmente modulare.

          • Kim Allamandola

            Da qualche anno prima di me allora 🙂

            ad ogni modo io non mi riferivo al kernel ma in generale, per esempio se di LaTeX volessi solo usare Metafont c’è da sudare, se di Kde voglio usare un solo componente idem ecc, modulare in quel senso!

          • TopoRuggente

            Infatti il modulare ….
            Aspetta, ma Unity non è modulare, nautilus è quasi impossibile da sostituire.

            Critica Gnome per lasciare GS e Nautilus “troppo legati” e poi Canonical fa lo stesso?

          • Kim Allamandola

            Unity è un modulo di compiz se proprio vogliamo la polemica sterile 😛

            Ad ogni modo Unity è una shell ovvero poco più di un WM, il resto che deve avere sotto il cofano è ancora in scrittura, per ora ci si appoggia a Gnome, lo stesso fa Gnome Shell peraltro.

            Ps Unity 8 a me non è che ispiri tanto: non mi fido del futuro delle Qt, non mi piace granché neppure la linea evolutiva che han preso, solo che ad oggi sono IMO il meglio che c’è per poter iniziare a costruire qualcosa e come diceva non mi ricordo chi la guerra si fa coi cannoni che si hanno, non con quelli che si vorrebbe avere…

          • TopoRuggente

            Unity è un plugin di compiz.
            Gnome-Shell, il nome già da alcuni indizi è una shell.

          • Alessandro

            Da quando le statistiche d’uso vanno di pari passo con quello che è effettivamente più progredito? Sì è spontaneo pensarlo, ma lo sanno anche i sassi che non c’è un collegamento.

          • ZaccariaF

            Prima di tutto:
            Se io ho la febbre tu hai l’ebola in fase terminale

            LOL! Cos’ ài contro il povero ebolino?Lo vendono pure come peluche…

            Io parlavo di sviluppo delle distro non di applicativi lì il Python(benché lo adori)non serve a molto,serve il C++.

            Il funerale di Gentoo è stato celebrato troppe volte perché ci creda ancora.
            Sysd, in definitva è sia una piaga sia una benedizione per Linux, semplifica moltissimo l’ impostazione di una distro, sacrificando parte della sua sconfinata personalizzabilità.
            Solo il tempo sarà un congruo giudice.

          • Kim Allamandola

            Il funerale di Gentoo è indicato dalle sempre più risicate fila della sua community… Sulle distro: che c’entra il C++? Una distro è un’insieme di softwares che gli sviluppatori della distro han sapientemente e comodamente (per l’utente finale) integrato.

          • ZaccariaF

            Per me uno sviluppatore di distro deve essere anche un dev di componenti core e quindi, sì deve saper usare il C/C++.
            Se no son solo dita rubate alla documentazione.

            Il funerale di Gentoo è indicato dalle sempre più risicate fila della sua community…
            If you say so…-_-

          • Kim Allamandola

            Ma anche no, una distro fa integrazione, un progetto core fa il progetto core, è alla base del FOSS! Ripassa i miti di the cathedral and the bazaar e the mythical man-month 😛

            La documentazione sarebbe un discorso a parte assai lungo, personalmente son un fun del praticamente mai nato literate programming e tutt’ora quel poco che scrivo è quasi sempre dentro org-mode. Qui però andremmo di molto OT e forse annoieremmo tanto la maggior parte dei lettori…

          • ZaccariaF

            Ma anche nel bazaar la destra sa cosa fa la sinistra, non è che i dev di apt non sanno cosa fa il resto della comunità Debian per Diana!

            La programmazione letterale è un classico concetto che funziona solo in teoria…portare un linguaggio formale ad essere come un naturale? (sonori mogugni)

          • Kim Allamandola

            Buone feste in mezzo-ritardo 🙂

            Guarda che il literate programming non è la programmazione in linguaggio naturale, è scrivere in linguaggio naturale un algoritmo includendo i relativi listati nel testo, il “compilatore” (ma anche interprete se vuoi) li estrae e fa il suo lavoro. Lo scopo di ciò è rendere immediatamente evidenti eventuali “stranezze” (poiché la descrizione in linguaggio naturale di qualcosa di strano salta subito all’occhio), coinvolgere assai meglio tutti i soggetti che partecino alla sviluppo, non solo i programmatori ed avere “documentazione” e “codice” *sempre* sincronizzate, complete e leggibili.

            Nella sua forma classica, quella ad es. bye Donald Knuth&c non ha avuto successo ma ad oggi tantissimi, spesso ignorando la storia, cercano di imitarlo in forme limitate, per dirne una pensa al BPM.

            Nei bazaar non c’è una mano destra e una sinistra ma tante che comunicano con “radio scarpa” (ovvero coi pettegolezzi) ed è proprio questa pluralità di mani e la necessità di collaborazione che rende il software migliore di tutti gli altri modelli di sviluppo sinora usati (molto ben scritto da Frederick Brooks in The Mythical Man-month e Brooks non è certo uno sviluppatore nato nel mondo open!).

          • ZaccariaF

            Nei bazaar non c’è una mano destra e una sinistra ma tante che comunicano con “radio scarpa” (ovvero coi pettegolezzi) ed è proprio questa pluralità di mani e la necessità di collaborazione che rende il software migliore di tutti gli altri modelli di sviluppo sinora usati

            Parli di uno scontro tesi-antitesi di cui non vedo ancora la sintesi, nonostante sia un FreeSW fag. xD
            Il Bazaar ha fallito nel suo tentativo di liberare e migliorare l’ informatica per lacuni suoi difetti strutturali.
            Esso degenera,anche se lentamente, in un conservatorismo del codice in cui fare emergere nuove idee diventa molto difficile.data che la sua presunta orizzontalità, si svela in una gerarchia verticale su base esperienziale.
            Questo provoca una divisione, nel tempo del B. in una serie di laboratori chiamate comunità, dove le idee vengono costruite e maturati i tempi,vengono presentati alle altre parti in gioco,questo processo non è evitabile e rallenta tutto il processo.
            In definitiva vali per quanto tempo hai fatto parte e di chi fai parte;una contraddizione dei principi di libertà e parità del sistema stesso,con l’ assurdo che un innovazione avviene prima nella cattedrale perché imposta rispetto ad il B. dove subirà prima i veti dei conservatori(ogni riferimento ai VUA è puramente voluto).
            Comunque anche lì sta nascendo una sintesi costruttiva con gerachia e conseguenti regola ma con una comunità con voce in capitolo e quelllo che OGGI chiamiamo FLOSS.
            Mi rattrista solo pensare che quelli che la combatteranno di più saranno le vecchie comunità
            Invece la GPL è un’ ottima sintesi perché cogniuga il Ⓒ con la libertà d’ espressione,rendendola inattaccabile;Stallman vs Raymond. Stallman wins…PHILOSOPHALITY!
            La programmazione letterale, come spieghi tu stesso, ha un problema alla radice, non esistono veri compilatori per questo paradigma e forse NON possono davvero esistere,quella che ho sempre visto,di letterale, è sempre bastarda.
            La funzionale, dal canto suo, ha già dimostrato come il linguaggio universale, sia il mezzo perfetto per far parlare uomo e macchina.
            Anche i Javini se ne sono accorti perché a questo mondo esiste AspectJ.
            P.s. per chi non lo sapesse la Programmazione ad Aspetti e solo OOP + Funzionale(inserita in modo subdolo e con una sintassi più digeribile e meno da formula matematica).

          • ZaccariaF

            Nei bazaar non c’è una mano destra e una sinistra ma tante che comunicano con “radio scarpa” (ovvero coi pettegolezzi) ed è proprio questa pluralità di mani e la necessità di collaborazione che rende il software migliore di tutti gli altri modelli di sviluppo sinora usati

            Parli di uno scontro tesi-antitesi di cui non vedo ancora la sintesi, nonostante si un FLOSS fag. xD
            Il Bazaar ha fallito nel suo tentativo di liberare e migliorare l’ informatica per lacuni suoi difetti strutturali.
            Esso degenera,anche se lentamente, in un conservatorismo del codice in cui fare emergere nuove idee diventa molto difficile.data che la sua presunta orizzontalità, si svela in una gerarchia verticale su base esperienziale.
            Questo provoca una divisione, nel tempo del B. in una serie di laboratori chiamate comunità, dove le idee vengono costruite e maturati i tempi,vengono presentati alle altre parti in gioco,questo processo non è evitabile e rallenta tutto il processo.
            In definitiva vali per quanto tempo hai fatto parte e di chi fai parte;una contraddizione dei principi di libertà e parità del sistema stesso,con l’ assurdo che un innovazione avviene prima nella cattedrale perché imposta rispetto ad il B. dove subirà prima i veti dei conservatori(ogni riferimento ai VUA è puramente voluto).
            Invece la GPL è un’ ottima sintesi perché cogniuga il Ⓒ con la libertà d’ espressione,rendendola inattaccabile;Stallman vs Raymond. Stallman wins…PHILOSOPHALITY!

            La letterale ha,come dici tu stesso, un problema alla radice,non si sa se possono esistere compilatori o interpreti per essa.
            Tutta la letterale che mi è capitato di vedere è sempre stata “bastarda”.
            La funzionale dal canto suo ha già ampiamente dimostrato che il linguaggio universale è il metodo perfetto per far parlar “bipede” e “ferraglia”.
            Di questo se ne sono accorti anche i Javini siccome a questo mondo esiste AspectJ.

            P.s. Per chi non lo sapesse la Programmazione ad Aspetti è solo OOP+Funzionale(usata in modo subdolo e con una sintassi che diverge, almeno un po’, da quella di una fromula matematica).

          • TopoRuggente

            Eh già chiaramente, infatti Ubuntu non sta inserendo systemd nella 15.04.

            Tu che non hai le fette di prosciutto sugli occhi sicuramente conoscerei decine di distribuzioni che stanno adottando Mir o Unity.

            Anzi si direbbe che la maggioranza delle distribuzioni stia adottando le scelte tecnologiche di Canonical .

          • Kim Allamandola

            No, inseriscono una versione super-light SOLO per supportare Gnome non avendo ancora un’alternativa valida a quest’ultimo.

            Mir? Chi può adottarlo, al pari di Wayland visto che entrambi sono in fase iniziale di sviluppo (Wayland tra l’altro è in questa fase da eoni)? Unity? Quale? La v7, unica usabile ed usata al momento su Ubuntu desktop che Canonical dichiara zombie senza futuro in attesa di Unity 8 che è completamente riscritta? Su Arch ed altre distro l’han portata ma è ovvio che non vi sia un gran interesse è un prodotto a fine vita e si aspetta che il suo sostituto sia maturo.

            Sulle maggioranze… A parte che ripeto, tolte RH e Canonical *nessuna* altra distro general-purpose sa dove andare ti ricordo che la maggioranza delle gente usa Windows… Fai tu…

            Ps nota senza vene di insulti o sterili polemiche: so che nel mondo odierno si vuole tutto&subito e che molti prodotti (sviluppati malissimo) son arrivati in poco tempo dal loro primo annuncio ma questo non è né un bel modo di lavorare né porta lontano. Per far un esempio puoi imparare a dipingere o a far disegno tecnico in poche settimane ma da li a dipingere un quadro di livello o fare un progetto, anche solo di una singola parte ce ne corre eccome. Lo stesso vale per le scelte tecnologiche di Canonical: Mir, Unity8 ecc sono *rivoluzioni* e per non diventare disastri han bisogno di due cose: essere fatte bene, con calma, e tener vivo l’interesse (e le tecnologie presenti) in modo da evitarne una morte da attesa.

          • TopoRuggente

            In fase di sviluppo….
            Gnome e E19 già funzionano pienamente su Wayland.

            Almeno i miei …

          • Kim Allamandola

            Si, provali in produzione, poi ne parliamo.

          • TopoRuggente

            Li uso !!!

            Ti sto scrivendo da una GS in sessione wailand, se vuoi passo anche a E19 .

          • Kim Allamandola

            Ovvero usi XWayland cioè, ovvero in ultima analisi usi XOrg…

          • TopoRuggente

            Ovvero … no

            E19 si appoggia direttamente su Wayland

          • Kim Allamandola

            Si, e tutto quello che non è EFL, ovvero il 90% del software con una GUI?

          • TopoRuggente

            Allo stato attuale molti di quei pacchetti dovendo funzionare sulla maggiorparte delle distribuzioni devono mantenere la compatibilità con Xorg (KDE ancora non è passato a Wayland e XFCE di questo passo lo fara nel 3000).

            In compenso quanti software girano su Mir?

          • Kim Allamandola

            Mbé? Mir è nato nel 2013, Wayland è nato nel 2008 avrà pur motivo di essere un pelo più avanti no?

          • TopoRuggente

            Mir è un fork del codice di Wayland quindi al 2013 erano allo stesso punto.

          • Kim Allamandola

            Si, ma chi sviluppa sino a quel momento nulla sapeva di Mir, Wayland è nato come progetto di lungo termine, Mir è presto per dire cosa sarà per cui è naturale che non sia ancora supportato da terzi. Siamo in un periodo di grandi cambiamenti, o meglio alla fine di un ciclo, “i piccoli” tengono le bocce ferme in attesa 😛

          • TopoRuggente

            Canonical ha forkato MIR per specifiche esigenze e prima di decidere aveva già analizzato abondantemente il codice di Wayland.

            Non credere che si siano svegliati un giorno dicendo “Facciamo un server grafico “

          • Kim Allamandola

            Non lo credo affatto ma chi sviluppa chessò Chrome che ne sapeva? La decisione di Canonical l’ha scoperta quando l’abbiam scoperta tutti noi nel 2013, il codice l’ha visto quando han pubblicato il repo…

          • TopoRuggente

            Una versione super-light.

            I casi sono due
            1) Canonical fa un fork di systemd lo “alleggerisce” e se lo gestisce
            2) Installa una versione standard di systemd

          • Kim Allamandola

            Canonical ad oggi ha bisogno di nautilus&c per cui deve tapparsi il naso e fare il possibile per usarli sino a quando i suoi non saranno pronti insieme a Unity8, d’altro canto Gnome è un mostro di codice difficile da mantenere, Canonical non ha abbastanza gente per fare un fork in casa e nel contempo sviluppare le sue alternative.

            Purtroppo le altre distro, Arch e Debian tanto per citare qualche esempio d’un certo peso oggi non han ancora deciso cosa fare: da un lato possono lasciarsi legare al “GnomeOS” dall’altro possono ammettere di esser state ferme, incapaci ad evolvere e seguire Canonical aiutandola cosa che però richiede un percorso di parecchi anni e questo non piace.

          • TopoRuggente

            A parte che il fork di Nautilus si chiama Nemo, già esiste e funziona egregiamente .

            Comunque, Canonical non ha gente per fare un fork di Nautilus (Mint si), ma ne ha per fare il fork di Wayland !!!
            Tipo non so guidare la macchina, mi sa che provo con il TIR.

            Arch non ha deciso cosa fare? Arch non ha un DE predefinito, li appoggia tutti, non È gnome-centrica come potrebbe essere Fedora.
            Debian al limite ha questioni su systemd , ma GS lo supporta da sempre.

            Aiutare Canonical a fare cosa?.
            Si è tirata fuori dai giochi, volendo creare standard propri invece di appoggiare quelli scelti dagli altrie voleva anche un aiutino?

            Tutte le distro abbandonano wayland (più avanti nello sviluppo) per aiutare Canonical a scrivere MIR (che è un fork di Wayland), perchè Canonical vuole fare lo smartphone?
            Kde brucia Mir, Gnome anche, E19 ….. tutti gli sviluppatori di DE dichiarano di cominciare ad inserire il supporto per wayland e dovevano appoggiare Mir?

            Canonical ha fatto una scelta coraggiosa di andare da sola, le possibilità sono solo due
            1) Il successo
            2) Il disastro

            Se non ha le spalle abbastanza grosse per farcela da sola (come sembrerebbe) il successo sarà difficile da raggiungere.

          • Kim Allamandola

            Niet, vuoi restare sul superficiale e sull’oggi senza pensare al domani! Nemo non va da nessuna parte: sinché Nautilus resta più o meno com’è Nemo reimplementa quel che Nautilus ha assurdamente (della serie eviriamoci per far dispetto alla moglie) rimosso e magari fa qualche ritocco ma nel momento in cui la base di codice di Gnome cambia chi sviluppa Nemo può solo cercare di tenerlo com’è, non è in grado di andare avanti, questo non è accettabile se non come interim e Canonical di interim ha da occuparsi di qualcosa di molto più grande ed importante ovvero X e Unity8.

            Sul penultimo paragrafo invece siamo d’accordo: Mir&c possono essere un successo o un disastro senza mezze misure. Se saranno un disastro purtroppo il disastro sarà per l’intera community riportando GNU/Linux ad un sistema per server, per dispositivi embedded e per desktop di pochi smanettoni. Né più né meno com’eravamo prima di Ubuntu.

          • TopoRuggente

            Allora scriviti un nuovo File Manager, non rompere l’anima agli altri perchè tu vuoi che loro lavorino secondo i tuoi desideri.

            Nautilus è un pezzo di Gnome, se non si adatta a Unity pace e amen.
            Sarebbe come se Gnome invece di svilupparsi Brasero chiedesse a KDE di scrivere K3B con interfaccia GTK, che è più pratico in Gnome.

          • Kim Allamandola

            Nel bazaar ci si da anche una mano, si litiga ma si scambiano anche conoscenze, prodotti ecc non solo pugni.

            Riscrivere nautilus in se non sarebbe manco tanto complesso, riscrivere il GVFS&c è un altro discorso. Ad ogni modo Ubuntu lo stà facendo per Unity8, tante altre distro non san che fare, prendono quel che c’è già sviluppato seguendo i giganti.

            Ad ogni modo è giusto che RH faccia quel che vuole, il brutto è il risultato finale per tutti noi…

          • TopoRuggente

            Dimentichi forse che gli “sviluppatori” RH o Canonical sono anche gli unici che sono pagati per sviluppare a tempo pieno.
            Canonical da tempo sta tentando dispertamente di entrare in un mercato redditizzio smartphone, tablet o server aziendali.
            L’attuale mercato dei server web praticamente non da nessun reddito (il bilancio ne è una dimostrazione).

            Non mi pare che se domani venissero rritirati da Arch i software “made in Canonical” la distro ne risentirebbe poi molto

            Io non so quali distro tu stia usando, quelle che uso io (Arch e Slackware) non mi sembrano alla deriva, tutt’altro.
            Hanno avuto reazioni diverse, come sicuramente hanno approci diversi alle novità.
            Fedora, Manjaro, Suse, non vedo grandi distro alla deriva.

            Qualche dubbio proprio su Ubuntu che ha appena aggiornato i componenti di gnome …. ma Unity non doveva passare a QML?

          • Kim Allamandola

            Sai quanta gente paga Google, Intel, IBM, … per sviluppare codice open? Giusto per dire l’IBM negli ultimi 2 anni ha investito più dell’intero fatturato di RH in GNU/Linux e per cosa? Per portare la sua architettura Power su GNU/Linux, fuori dal mondo elitario e non più attuale di AiX.

            Canonical stà stra-guadagnando nel settore delle grandi e enormi aziende sia col supporto desktop che sopratutto con le architetture cloud (ti ricordo che Ubuntu è la distro ufficiale di OpenStack e che OpenStack stà diventando lo standard de-facto dei datacenter), siccome ha intuito che passare dal desktop e dal mobile è necessario perché è sul desktop e sul mobile che gli studenti di oggi conoscono l’IT ed i manager “percepiscono” l’IT ha fatto la sua mossa in quella direzione, sfondando sul desktop che è un mercato maturo e non sprecando grandi risorse sul mobile che ancora non è definito (ocio a non confondere gli annunci con gli investimenti).

            Arch non risentirebbe certo della scomparsa di Canonical o Ubuntu poiché il suo target sono i geek, gli appassionati per lo più studenti con tanto tempo libero, non certo le grandi aziende o il mondo della ricerca, che al contrario ne soffrirebbero non poco e ne soffrirebbe in generale la community open che perderebbe l’unico player che l’ha portata fuori da un piccolo mondo dorato.

            Fedora è una distro il cui scopo è diventato fare qualsiasi cosa per chiudersi e rispondere alle novità di Ubuntu, Manjaro è nata ed è rimasta una distro minore senza peso, SuSe è già morta da anni col passaggio a Novell, altro zombie che per dimensione ancora vive ma non va più avanti.

            Su QML infine, si pian piano (poiché per non far porcate stile Kde4 e GnomeShell serve MOLTO lavoro e tempo) si prepara ad un nuovo salto. Quando sarà pronta, penso tra non meno di due o tre anni Unity8 avrà fatto dimenticare Unity7, sino ad allora si tiene un ottimo desktop che anche se a fine vita evolutiva resta il più usabile e comodo al momento producibile. Ubuntu introduce novità potenzialmente immature solo dov’è opportuno introdurle, resta conservatore dov’è necessario, un’altra cosa che suona difficile da comprendere a tanti…

          • TopoRuggente

            Guarda in ditta usiamo Openstack su RH, funziona splendidamente con pieno supporto di RH e IBM.
            Come tale mi sa che come plus di Ubuntu non funziona.

            Non È solo Arch, nessuna distro (che non sia derivata di Ubuntu) utilizza software sviluppato da Canonical.

            Ha sfondato nel mercato desktop, sicuramente, ma è anche l’unica che ha un ufficio commerciale addetto al mercato desktop, ma tutto sommato mi pare che questo grande lucro non arrivi.

            Dopo anni a rimorchio di Debian, senza riuscire ad avere un successo commerciale ha tentato la strambata, si è differenziata, rimanendo completamente abbandonata nella maggioranza delle sue scelte tecnologiche.

            Ora monta systemd, aggiorna Gnome e per Unity in qml ci vorrà del tempo.

            Come al solito, i grandi annunci di Canonical risultano in poco o nulla….

          • Kim Allamandola

            UAU, sono pochissime le aziende italiche che usano OpenStack, personalmente so solo di due che usano peraltro soltanto Nova. Posso chiederti che moduli usate?

            Su Canonical: a rimorchio di Debian? Un po’ di anni fa c’è stata la fuga da RH (pochi anni dopo che son fuggito io, la mia ultima rel supportata era la 9c, l’ultima personale FC4) verso Debian, poi c’è stato un breve momento di popolarità di FreeBSD e OpenSolaris, oggi e non da oggi c’è Ubuntu, desktop e server, io al di fuori di realtà a tema gestionale non sento altro. I grandi annunci servono a tener sveglia la community, a tener alto l’interesse ad evolvere per evitare il classico effetto XP, ma i progetti rivoluzionari difficilmente escono in poco tempo, Brooks docet.

          • TopoRuggente

            Usiamo Swift, Keystone, Neutron e Cider … a memoria, ma dovrei controllare, non è il mio ambito.

            Non lavoro (ne vivo) in Italia.

            I grandi annunci se non li mantieni hanno l’effetto “al lupo, al lupo”, poi nessuno ti crede più.

          • Kim Allamandola

            Ah, ecco, me pareva 🙁 nello stivale si gira ancora con la carbonella…

            Sugli annunci siamo d’accordo ma Canonical che può fare? Oggi se dici “sviluppiamo un nuovo X” arrivano n entusiasti, quasi tutti incompetenti che sperano di finire in 2-3 mesi e che reggono al massimo 6-8 mesi… D’altro canto senza un po’ di hype non riesci ad attirare manco quel minimo di gente valida che ancora c’è.

          • andrea

            Fedora è una distro il cui scopo è fungere da banco di prova per il software che in futuro red hat implementerà nella sua distro.

            “Canonical stà stra-guadagnando nel settore delle grandi e enormi aziende”
            e
            “SuSe è già morta da anni col passaggio a Novell, altro zombie che per dimensione ancora vive ma non va più avanti.”

            Snoccioliamo nuovamente qualche dato:

            CANONICAL Ltd
            Impiegati: 600+
            Fatturato: 65.7 milioni di dollari
            Risultato netto: -21.3 milioni di dollari
            Cambiamenti apportati al kernel(2012): 0.5%

            SUSE
            Impiegati: 750
            Fatturato: 234 milioni di dollari
            Risultato netto: ~+40 milioni di dollari
            Cambiamenti apportati al kernel(2012): 3.5%

            Di cosa stavamo parlando?

          • Kim Allamandola

            Si, Fedora fa da banco di prova, CentOS è roba di terzi, UBL è roba di terzi, RHEL, AS (esiste ancora?) è solo per chi paga… Che cavolo è RH allora?

            Snocciola i numeri, se ragioni col modello USA/UK dell’economia, quello che ha da decenni affossato gli USA (che senza guerre non riescono a tirare avanti, dal 1929 almeno) e demolito l’UK (ridotta oramai alla City) non c’è modo di farti capire che il mondo è più complesso. Il denaro non è un valore di per se, rappresenta un valore e nel caso delle aziende in oggetto il valore sono i loro sw, prodotti&servizi. RH oramai stà vivendo per lock-in (prova a far girare qualche sua soluzione completa fuori da RH), inerzia e pubblicità, SuSe anche peggio. La rivoluzione la stà facendo Canonical è il fatto che oggi Ubuntu per i più sia diventato sinonimo di GNU/Linux, che le università tutte lo consiglino agli studenti, che sia quello più adottato in giro ecc lo dimostrano.

            Chi guarda certe cifre non vede oltre la chiusura del bilancio, altri guardano su orizzonti temporali maggiori, un po’ come le formiche e le cicale, ed io delle due preferisco le prime.

          • loki

            la quantità mostruosa di ppa per ubuntu credo ti smentisca…
            e poi il software proprio che mantengono arch, manjaro e slackware è uno sputo confronto a quello mantenuto da ubuntu/canonical, si limitano a impacchettare

          • (⊙⊙)

            Che arch e manjaro si limitano ad impacchettare è una grossa balla natalizia. Fanno un grande lavoro di ricostruzione e assestamento che su ubuntu non ha eguali. Es. tutti i pacchetti ottimizzati per catalyst sono fuffa? senza i quali saresti costretto a rinunciare a qualche bella spanna di prestazioni in più. Tipo mutter e catalyst driver non vanno d’accordo. Metto mutter-catalyst diventa una scheggia

        • JackPulde

          Ah giusto Firefox e Jolla… Quanto successo che hanno avuto.

          Firefox OS destinato a crearsi “Hello” perchè Whatsapp non fa l’app nativa… Vedendo le poche copie vendute.

          Jolla OS destinato ad “androidizzarsi” sempre più perchè gli sviluppatori avran pensato “Ma se gira software Android chi me lo fa fare di sviluppare solo per Jolla?”.

          Comunque per te sarà un “non sapevano dove sbattono la testa”, ma almeno ci hanno provato… Ci sono distribuzioni molto famose che pensano solo ad aggiornare il loro parco software all’ultima versione e basta ormai…

          • andrea

            Jolla: una campagna di crowd funding andata male
            https://www indiegogo com /projects/jolla-tablet-world-s-first-crowdsourced-tablet

          • JackPulde

            Cosa vuol dire… Sarà l’ennesimo tablet con applicazioni Android… Che novità!

          • andrea

            ma sai leggere? è un tablet che monta una distribuzione GNU/linux in tutto e per tutto….per altro che basa il suo software su qt/qml proprio come bubuntu…solo che in tempo due anni è stato progettato e messo in vendita, e per il 2015 passano a produrre il tablet e un nuovo smartphone. Questi qui sono ex dipendenti di nokia che lavoravano a meego, non cazzari come mark voglioesserecomestivgiobbss.
            il layer di compatibilità con le applicazioni android è stato implementato unicamente per favorire la diffusione degli smartphone perché l0’utente medio oggigiorno necessita di un parco software non indifferente…e le applicazioni opensource svilupppate in qt/qml non sono ancora così diffuse…

          • JackPulde

            Farà la stessa fine del telefono dove saranno il 95% di app di Android.

        • ange98

          Veramente non vedo perché citare upstart negli esempi “fallimentari”. Upstart è un gran sistema di Init, uno dei progetti di Canonical che ho appoggiato maggiormente.
          Vogliamo parlare poi di LightDM? Che è una spanna superiore a GDM? (E forse anche a KDM)
          Mozilla e Jolla puntano sul mobile. Il punto è: chi li cagherà?

          • andrea

            sì, migliore quanto vuoi, fattostà che mark “l’imperatore
            dell’opensource” ha deciso di abbandonarlo e tra poco diventerà
            abandonware per volere del suo stesso creatore…prossima tappa mir.Guarda, per quanto riguarda il display manager né con gdm né con kdm ricordo di aver avuto problemi…valà un altro window manager, evviva!
            Jolla: tipo 10000 investitori privati che hanno raccolto due milioni di dollari per il finanziamento di un nuovo tablet?

          • ange98

            LightDM è solo un DM mica fa da WM. In più fa il suo lavoro molto bene. Onestamente confido in SDDM sperando che migliori perché se rimane così com’è…
            Per quanto riguarda Mir, anche secondo me hanno fatto una cazzata però magari si rivelerà essere una cazzata utile (in caso contrario farà la fine che fa ogni progetto inutile).

    • carlo coppa

      Il futuro di Ubuntu credo sarà più lontano da Gnome, anche se tutte le applicazione GTK saranno perfettamente supportate, ma l’idea è quella di avere applicazioni di default proprie, in pratica quelle che si stanno sviluppando. Non capisco quindi cosa dovrebbe imparare Canonical, poi il progetto può piacere o meno e Canonical come tutti non è esente da errori di programmazione, ma Gnome e Ubuntu stanno andando su binari diversi, ed è giusto così. Avere l’ennesima versione con Gnome shell a cosa serve ?

    • Kim Allamandola

      Canonical s’è proprio concentrata sul desktop (ambito sempre accarezzato da RH e mai riuscito a conquistare) e per questo s’è fatta conoscere; il buon lavoro di integrazione ha fatto il resto.

      Se guardi in giro i desktop GNU/Linux che trovi sono nella quasi totalità Unity, non Gnome Shell e se guardi vedrai che Gnome Shell ogni volta cerca di differenziarsi da Unity con mosse “estreme” per poi ricopiarerne in qualche salsa i suoi paradigmi di maggior successo.

      Sul piano commerciale poi è chiaro che Canonical si curi in questo momento delle grandi enterprise (cloud&c) poiché oggi sui desktop c’è una sorta di stallo, il mobile è ancora lontano dall’esser pronto mentre a livello di grandi aziende l’open stà divampando e Ubuntu è sempre più apprezzata. Una gran parte della community non l’ha ancora capito o voluto capire.

  • michele casari

    MIR?

    • JackPulde

      Ci sarà sempre Ubuntu Next 15.04… Distribuzione con Unity8 e MIR.

  • andrea

    questi sono gli accattoni dell’open source, mi spiego meglio: a parte due tr***te di applicazioni prodotte in casa, loro impacchettano ciò che sviluppano gli altri partecipando poco o nulla allo sviluppo. questa è l’ennesima prova: gnome all’ultima versione stabile un paio di palle, quando uscirà 15.04 ci sarà già gnome 3.16.
    Consiglio a tutti di boicottare canonical e di rifiutarsi di installare Ubuntu sul pc, perché ci sono molte alternative mgliori

    • ilcampione

      hai proprio ragione….
      A mio padre installerò un bella debian (o centos) senza interfaccia grafica cosi potrà godere a pieno di veri prodotti open source.

      La realta è che dovremmo essere tutti grati a canonical che sta rendendo ubuntu (e con lui tutto il mondo linux e open source) meno “astruso” e più user friendly. La stabilità e la “libertà” di un sistema sono importanti ma se poi nessuno lo usa sono fine a se stesse, mentre con ubuntu molte persone si stanno avvicinando con successo a linux; un esempio mia suocera 54 anni insegnate alle superiori usa ubuntu ed è MOLTO soddisfatta e non tornerebbe mai indietro.
      forse le alternative sono migliori ma sicuramente attraggono meno persone che non sono del settore.

      • andrea

        gli sviluppatori canonical sono autistici, non collaborano con altri progetti o remano addirittura contro…grati una cippalippa, sul piano pratico a parte tinte pastellate e temini personalizzati cos’hanno fatto?te lo chiedo in termini pratici.

        • Kim Allamandola

          Fammi pensare… La miglior distro (ovvero integrazione e piattaforma di sviluppo) sia server che desktop al mondo? Uno tra i più efficienti supporti business dove non ci sono n-binari diversi a seconda di quanto paghi? Il DS/DE/WM che ha messo d’accordo tecnici e (l)user (con poche bercianti eccezzioni)?

          Ah già, immagino a te piacciano distro confezionate in n versioni secondo cosa paghi, con defaults a dir poco assurdi (ben prima di Canonical la spatial-view di nautilus *esistente* e attiva per default per dirne una clamorosa quanto stupida) con taaaanti piccoli bacherozzi che han portato negli anni tanti ad adorare Debian prima e Ubuntu poi…

          Il sw è open, ognuno ha il suo spazio. Qual’è il problema?

          Ps sulla collaborazione direi che Gnome3 sia un buon esempio di progetto aperto e collaborativo… Forse qualcuno dopo la facciata non ha ancora aperto gli occhi…

          • Andrea

            “la migliore distro sia server che desktop al mondo”
            server per far cosa? desktop per far cosa? non metto in dubbio che in determinate situazioni può essere vero ma detta così sembra un classico slogan da fanatico (apple).
            “ah già immagino…” sì vabbe…
            “efficiente supporto business” riparliamone quando canonical ltd fatturerà più di un miliardo di dollari
            “la spatial view attiva di default…” dei geni di programmtori quelli di canonical hanno cambiato un default, probabilmente utilizzato per non far sentir male quell che provenivano dal mondo windows (attivo di default anche lì un tempo)

          • Kim Allamandola

            Desktop per il 99% degli usi dal desktop domestico a quello aziendale del terziario alla workstation del programmatore o sistemista al chiosco pubblico. Ovviamente più “embedded” o “custom” o “poco diffuso” sarà l’impiego più lavoro farai per plasmare l’OS per ciò che ti serve. Idem lato server: va bene dal piccolo server multipurpose {file,print,auth,…}server d’una PMI al nodo di un cluster di una grande azienda. Ubuntu come le varie RH, SuSe, … sono distro general-purpose. Altre distro con “share” minore sono dedicate invece a specifici compiti.

            Sulla spatial view… Windows? Quale? 3.x? Perché mi pare che già da Windows 95 l’Explorer aprisse le dir nella stessa finestra mentre su Gnome2/default mi pare questa “trovata” sia stata cancellata che già era uscito Vista…

          • andrea

            forse in ambito server sara adatto per il 99% dei casi in ambito desktop no, è una balla che gira e rigira trita e ritrita. Forse se togli ingegneri civili, edili, meccanici, aerospaziali, chimici, programmatori software per mac, pc, ios, grafici, designer, architetti, gente che lavora con le pubbliche amministrazioni, pianificatori territoriali, gete che lavora in ambito musicale (produzione, registrazione, musica elettronica,…), produzione video, geometri, medici, videogiocatori incalliti,… allora forse arrivi al 99% in ambito desktop

        • JackPulde

          Vediamo come posso farti capire che Ubuntu è stato una manna dal cielo per l’ecosistema linux… mmmh.. aspetta… perchè…
          – ha avvicinato anche gente meno esperta al mondo linux;
          – ormai è raro trovare un componente nel computer che non giri su linux (tanta gente ha scelto ubuntu).
          – Driver proprietari di AMD e NVIDIA (li stai usando? Secondo te grazie a chi si sono mossi per creare driver linux?)
          – Giochi? Usi Steam? Secondo te chi ha fatto il primo contratto di partner con Valve? Canonical…
          – Soprattutto sta cercando di dare un’entità al mondo linux! Se ci fai caso, vai nei negozi di computer, vedi la barra sotto e dirai “Ah ma è windows”… giri e vedi la barra superiore e la dock e dirai “Ah ma è OSX”… In futuro vedrai la barra sinistra e quella superiore e dirai “Ah ma è Ubuntu”.

          • andrea

            in ordine:
            – ok, ci può stare
            -ringrazia apple per cups intel hp e altri che creano un business attorno a linux
            -eh sì, e lo hanno fatto per beneficenza nei confronti di un sistema operativo(dico ubuntu)che ha un mercato ridottissimo
            -quelli di valve, una volta accortisi che quelli di canonical sono solo degli impacchettatori, che ti chiedono pure il pizzino se utilizzi loro prodotti, hanno ben pensato ifatti di rivolgersi a debian per steam os
            -sì, identita come no…quando la menubar sopra e la dock di lato la maggior parte delle volte si dice: “ah! ma è un mac!”

          • JackPulde

            In quanti video (per esempio) vedi gli OSX users usare la barra a sinistra (o a destra)??… Ma dai… li conterai su una mano…

            Tra l’altro ti sei informato prima di rispondere? (Lo so che sei un anti-ubuntu ma non dire il falso perfavore)

            Valve ha scelto Debian perchè non voleva rogne legali e non perchè sono degli “impacchettatori” come dici te…

          • andrea

            alt alt alt, se leggi bene il mio commento parlo di pizzino intendendo ciò che disse uno dei maggiori “sviluppatori” di ubuntu a riguardo del reale motivo per cui non hanno scelto ubuntu: l’essere costretti a pagare royalty nei confronti di canonical:informati.

            Al che, a mio avviso, gli sviluppatori di valve si sono accorti che piuttosto che pagare suddetto pizzino a degli impacchettatori, hanno preferito fondare il loro sistema operativo su di un altro che non ha di questi problemi, ossia debian. Ti sembra troppo fantasioso come punto di vista?

            “Valve ha scelto Debian perchè non voleva rogne legali”
            Affermazione di Gabe Newell, verificata e chiara.

            Si tratta del primo caso di auto-FUD della storia dell’umanità…e poi ci si meraviglia che marco sciatteluort non è in grado di portare la sua azienda al pareggio di bilancio?
            semplicemente è un mediocre uomo d’affari, evasore legalizzato che possiede la visione d’insieme di una talpa accecata.

          • JackPulde

            Va be… ho capito… abbiamo due pensieri differenti. Fatto sta che la persona che tu consideri “mediocre uomo d’affari” ha venduto (da giovane) una sua azienda per 575 milioni di dollari (quindi tanto mediocre non è).

          • ange98

            Comunque vorrei farti notare che molta gente tra gli impacchettatori lavora anche per il Debian Project.

          • TopoRuggente

            Che abbia avvicinato tanta gente a linux non ci piove.

            Per quanto riguarda i driver, forse parli dei driver video, perchè buona parte degli altri driver non sono sviluppati dai produttori di hardware, ma da sviluppatori che nulla hanno a che fare con Canonical.
            Inoltre di hardware ancora parzialmente o per nulla supportato da linux se ne incontra parecchio.

            Nel bene o nel male Windows e MAcos si sono distinti per qualcosa di più della posizione di una barra, ma Ubuntu?

          • JackPulde

            Lo vedremo con questa convergenza che, se ci riusciranno, saranno un passo avanti a OSX e Windows (con i loro rispettivi s.o. mobile)

            Comunque (non mi riferisco solo a te) perchè odiare così tanto Canonical e Ubuntu?
            Penso che si possa considerare un pezzo fondamentale nella storia di GNU/Linux.
            E’ merito di ubuntu se linux (tralasciando android) sta arrivando alla gente meno esperta e quindi adatto a tutti.

            Se sei un arch-user… no. Arch Linux non è per tutti, neanche seguendo il suo fantastico (non scherzo, l’ho provato ed è fatto benissimo) wiki.

          • TopoRuggente

            Io non odio Canonical, infatti ammetto che ha dato un grande apporto avvicinando molti utenti a Linux, ma il suo apporto a Linux è poco più di questo.
            Inoltre parte almeno degli utenti non ha il minimo interesse in Linux, non conosce linux, conosce Ubuntu (che è ben differente).

            Altrettanto bisogna ammettere che Microsoft ha portato la grande utenza al pc, per questo devo dire che i loro prodotti sono buoni?

          • JackPulde

            Io non stavo parlando di Apple o Microsoft… Stavo parlando di tutte le distribuzioni Linux.

            Comunque non capisco una tua parte, mi sembra quasi una cosa ovvia che se uno sceglie ubuntu si interessa di ubuntu… come se uno sceglie fedora si interessa soprattutto di fedora (come si aggiorna, che novità ha rispetto alle altre distribuzione ecc.).

          • Kim Allamandola

            Secondo te grazie a chi Google ha fatto Chrome per GNU/Linux, Skype, DraftSight, … le applicazioni per l’uso di massa sono state portate su GNU/Linux grazie al successo di Ubuntu.

          • TopoRuggente

            Ma bevi?
            Secondo te Google ha scritto Chrome per Linux?

            Chrome deriva da un progetto Open Source preesistente (anche per linux) che si chiama Chromium (già sentito nominare).
            Quindi Chrome girava in ambiente Linux nativamente.

            Google ha fatto Skype per Linux? Se Microsoft (propietaria di Skype) li scopre se li mangia vivi!!!

          • Kim Allamandola

            E Chromium secondo te chi l’ha scritto? 😛 Hint: Google!

            Skype non ho mai detto che l’ha fatto Google, ho detto che esiste su GNU/Linux per il successo di Ubuntu, altrimenti i suoi utenti su GNU/Linux sarebbero ancora con imo.im&c

            Idem la Dassault non avrebbe mai fatto DraftSight per GNU/Linux e pensato di portare su di esso Catia se non per il successo di Ubuntu (e lo scontento del post-XP o più in generale del sw proprietario)

            Questo intendevo!

          • Alberto

            xD

        • ilcampione

          Volevo rispondere ma mi hanno anticipato @Kim Allamandola e sopratutto @JackPulde:disqus [che ha scritto paro paro quello che volevo dire]. Grazie avete detto quello che andava detto.

  • DottorGab

    Da quando è uscito il kernel 3.16, i driver open mi permettono di usare un DE qualsiasi con i driver open. Ora sono su Arch con Gnome. Non ho il ben che minimo problema. Attendo Windows 10 per formattare e fare un dual boot con Elementary Freya.
    Ho visto le critiche a Ubuntu.. Io non lo uso, e lo critico per MIR e per gli inutili rilasci semestrali, ma è grazie a lui che ho conosciuto Linux quindi perché criticarlo?

    • Jacopo Ben Quatrini

      Di solito le critiche si fanno perchè ci si auspica che si possa sempre migliorare.
      Se ci sono aspetti che non piacciono o che possono essere migliorati perchè non criticare ? Ricordo che criticare non vuol dire sparare a zero come i fanboy.

      • ZaccariaF

        Buongiooorno!!!! Ma come,non lo sai?
        L’ Hate Speech verso *buntu è lo sport nazionale di fanboylandia

      • Kim Allamandola

        Criticare in maniera costruttiva richiede conoscenze, tempo dedicato ad analizzare l’oggetto della critica e l’ambiente in cui esso esiste, voglia di interagire con chi non la pensa come te e sopratutto scremare gli urlatori da chi ragiona, è difficile e faticoso. Henry Ford (che certo non prendo a modello ma che non era proprio una nullità) si narra abbia detto: thinking is the hardest work there is which is why so few engage in it.

        Un tempo si discuteva seriamente su alcuni gruppi su usenet, oramai non ci sono più “piazze” equivalenti, da un lato è un bene perché aiuta di più chi inizia, dall’altro è un male perché oltre a generare toni pesanti distorce spesso la realtà e porta la gente ad isolarsi.

        • Jacopo Ben Quatrini

          Bè ma ci saranno sempre persone che sanno discutere ed invece chi urla.
          Il problema non è certo della critica in sè come mezzo di confronto , ma solo ed esclusivamente delle persone che interagiscono.

          • Kim Allamandola

            Stra-quoto, purtroppo oggi nonostante l’enorme aumento di soluzioni collaborative il confronto costruttivo sembra scomparire.

            Ai tempi d’oro di usenet si discuteva e litigava ma anche a seguire i flame alla fine tutti sapevano qualcosa di più, avevano eviscerato qualche aspetto magari ignoto ma non irrilevante ecc oggi al di fuori dell’estremismo non sembra si vada e non solo nell’IT ma nella società in genere.

    • TopoRuggente

      Il 90% degli utenti ha conosciuto il pc grazie a Microsoft, dobbiamo apprezzare i loro prodotti?

      Nessuno nega che Ubuntu sia riuscita ad attirare utenza verso Linux e che sia sicuramente un merito.
      Da questo a dichiarare che sia un buon SO e che il futuro di linux è Canonical ce ne corre.

      Sta facendo scelte tecnologicamente opinabili, si stà chiudendo in una realtà tutta sua che non ha la forza (sviluppatori) per mantenere.

      Un DE che usa solo lei, un server grafico che usa solo lei ….

      • Kim Allamandola

        Per essere obiettivi: chi ha portato al successo GNU/Linux su desktop? Canonical. RH è da decenni che sviluppa sul desktop (quindi non dirmi che non gli interessa, che è marginale ecc) e da decenni non ha un parco desktop maggiore di Solaris. Un pugno di ex Debian curano l’integrazione “i dettagli” che al resto dei DD non interessano, prendono Gnome e lo migliorano con poco lavoro ed ecco il successo.

        Canonical sino ad oggi ha sviluppato poco e ottenuto tanto col lavoro di terzi ma non per pubblicità o frode commerciale, semplicemente perché ha dato quel quid che a *tutti* gli altri è mancato, a RH e Debian con la sua rozzezza, a SuSe con i suoi megaliti, a Slackware con la sua reazionarietà e via dicendo.

        Le tecnologie quando rappresentano un cambiamento sono sempre opinabili, cambiare veramente piace ad un’epsilon della popolazione, la quasi totalità ha paura, ma cambiare la storia dimostra che serve e spesso è inevitabile, quindi si Canonical è, per oggi, il futuro di GNU/Linux e si, non è in uno stato stabile per il medio e lungo periodo, ma è l’unica su un percorso razionale di evoluzione.

  • freestyle72

    Bho, io faccio veramente fatica a pensare che Ubuntu attualmente sia la distro più utilizzata nel mondo Linux!

    Non mi spiego perché ormai da un paio d’anni e forse più sia nettamente dietro a Mint su DistroWatch! a volte addirittura doppiata.

    Io personalmente non l’ho installata a nessuno della mia “cerchia”, preferendogli di fatto Mint-Mate o Mint-XFCE.

    Per esempio sul Pc di mia figlia gira con molta soddisfazione Mint-Debian!, sul mio un po di tutto (tramite varie chiavette), da Manjaro a Mageia, da Mint a PiumaLinux, passando per innumerevoli altre, così solo per voglia di testarle.

    Ma dalla 10.10, Ubuntu non mi ha più dato da LInux ciò che cercavo!

    Un tempo si Ubuntu era un riferimento perché “semplificava” Linux, ma da un pò di tempo a questa parte ha voluto prendere una strada diversa e scarsamente condivisa dagli utenti, sto pensando a Unity!

    Se no! chi mi spiega il successo di Mint??? se non un fallimento di Unity???

    So che DistroWatch tiene conto solo di quante volte una pagina viene cliccata, ma non può essere semplicemente spiegata così la cosa! ovvio che se uno ci clicca è perchè è interessato e poi ovviamente finisce per scaricarla e consigliarla ad altri.

    Infine vorrei dire che si è visto un certo interesse verso linux, e parlo di Nvidia e AMD, solo dopo l’interesse di Valve su LInux, prima interessava poco, Ubuntu o no!

    • JackPulde

      Mint non ha portato nessuna novità, l’unica è stata sviluppare Cinnamon (qualcosa dovevano pur fare) ma se non usi questo DE rimane una semplice derivata (a mia idea inutile) che aggiunge un colore verde menta, icone nuove e programmi preinstallati.

      Il successo di Mint? Non lo saprei proprio… Sarà che include di default codec proprietari? O programmi predefiniti più “azzeccati” rispetto a Ubuntu?

      Tra l’altro che fine farà Mint quando ubuntu passerà a Unity 8 e Mir?

      • freestyle72

        A parer mio Mint con Cinnamon ha fatto più che Ubuntu con Unity! Poi se non ricordo male sono stati i primi ad offrire in alternativa Mate che ora va sempre più di moda, tanto da doverla offrire persino Canonical.
        Son convinto che Mint non avrà il minimo problema a staccarsi da Ubuntu, difatti la cosa già sta avvenendo!
        Io penso che alla fine sara Ubuntu a doversi calare i pantaloni e ad implementare tecnologie sviluppare da altri, anche per uscire dall’isolamento in cui si sta iinserendo!

        • Kim Allamandola

          Altri? Gli unici a sviluppare oggi sono Canonical e RH, gli altri stan alla finestra o rimescolano minestra già fatte…

    • Zabriskie

      Ubuntu è ormai la distro più criticata, ma per quanto mi riguarda è l’unica distro in cui i driver nvidia e altre piccole cose mi funzionano perfettamente. Ne ho provate altre mille ma tutte mi hanno dato molti più problemi di ubuntu. Mi chiedo solo perché rilascino le varie non LTS che invece hanno un problema dopo l’altro e minano parecchio la credibilità di questa distro.

      Unity bisogna imparare ad usarla solo con il tasto super e digitando ciò che si vuol cercare. Per me l’idea è buona ma non è stata pensata nel migliore dei modi. Almeno un tutorial dopo l’avvio del sistema sarebbe d’aiuto ai neofiti. Poi sono il primo ad ammettere che le cose tipo l’Amazon lens siano veramente una porcata.

      Concordo su Mint, trovo cinnamon veramente brutto e troppo pesante. Ma chiaramente è una opinione.

      • freestyle72

        Strana la tua affermazione sui driver Invidia poichè sono gli stessi che utilizzano tutte le derivate da Ubuntu, come lo è Mint … e tante altre.
        A me non risulta che Invidia crei driver specifici per Ubuntu, semmai per debian!
        Altrettanto strano trovo l’altra affermazione in cui dici che Cinnamon è più pesante di Unity, perché a me non risulta proprio!
        Poi posso capire che a te non piaccia, così come a me non piace Unity, ma stà di fatto che Cinnamon è molto più personalizzabile di Unity, ed è per questo più semplice addattarlo ai propri gusti personali.
        Detto ciò io personalmente preferisco XFCE, perché mi da quel giusto mix tra belezza estetica, semplicità d’utilizzo e reattività.

        • Kim Allamandola

          Ubuntu funziona bene perché cura l’integrazione, per questo è la distro più usata e per questo Mint è davanti su Distrowatch (i Mint-inani han la sindrome dell’inferiorità, per questo fan salire DW) 🙂

          Tieni presente che un conto è l’utente smanettone, un altro conto è l’utente domestico e quello professionale che pur per ragioni diverse non vogliono un sistema con cui giocare ma la pappa il più pronta possibile.

          Unity è la chiave del successo di Ubuntu perché è nello stesso tempo stilosa e semplice, ergonomica. Va bene al professionista che stà comodo anche con Fluxbox, WM &c e va bene all’utente domestico, quelli che non soddisfa sono gli smanettoni “a bassa competenza” che non potendo giocare da CLI vogliono GUI con tante “personalizzazioni” per divertirsi così, quelli che ai tempi di Gnome2 vs Kde3 sceglevano quest’ultima. XFCE come tanti altri semi-de servono ancora per questa fascia di utenti che sul “nuovo” si sentono spiazzati che han paura di cambiare ma voglia di giocare.

          XFCE ha tentato di rivitallizare lo storico CDE come UI ma ha scordato la chiave del successo di CDE (l’Ambiente Desktop per così dire), LXDE, jWM e tutti gli altri cloni di win9.x ha tentato di ricreare un ambiente familiare agli smanettoni neo-linuxari.

          Non prenderlo come un insulto, ma questa categoria è l’unica che si lamenta veramente e poiché è la più attiva sui blog non proprio da utonti ma manco super-tecnici sembra numerosa…

          • SalvaJu29ro

            Non tutti usano Xfce perchè è personalizzabile
            Ad esempio io lo uso perchè Unity sul mio notebook fa fare un rumore assurdo a Cpu/Gpu, con Xfce ho un semplice pannello in basso stile Kde

          • Kim Allamandola

            Ovvero sei uno di coloro che non vuole evolvere, né nell’hw né nel sw 🙂

            Non è un insulto, c’è anche chi vorrebbe che il mondo stesse fermo, per lo meno per gli aspetti che lo riguardano direttamente (vedi non limitare e/o tassare auto con certe classe di emissioni, non cambiare regimi fiscali, non cambiare sensi di circolazione ecc) poiché “così com’è mi va bene” e “il cambiamento non è detto che sia positivo”, argomenti validi, da considerare ma IMO per fortuna non realistici. *Tutto* cambia ed è bene lavorare affinché il cambiamento sia in meglio, non “accontentarsi” di quel che c’è, se così avessero fatto i nostri avi oggi saremmo ancora con la clava nelle caverne!

          • SalvaJu29ro

            No guarda, io sono un tipo “fissato” con le novità, anche per questo uso distro Arch based
            Ma mi trovo con Xfce, non perchè è vecchio o altro
            Ma per l’uso che faccio io del Pc xfce è perfetto, non si tratta di evolvere o no
            Unity anche mi piace, ma ripeto per l’uso che ne faccio io è un po’ scomodo
            Poi io apro tantissime schede, e non immagini il rumore che fa il mio pc solo se guardo un video
            Kde mi piace tantissimo, ma Xfce è scattante e questo non mi dispiace

          • Kim Allamandola

            Rientra nel profilo 😛

            Ti piacciono le novità ma quelle che non stravolgono il tuo tran tran, ad es. cambiare computer, modo di usare il desktop ecc. Provare un’applicazione nuova è eccitande ma cambiare il proprio ambiente è un altro discorso

            Questo intendevo 🙂

          • SalvaJu29ro

            Beh visto che con questo nuovo ambiente non mi trovo bene allora si, hai ragione

          • Kim Allamandola

            Bé se proprio volessimo dare ragioni o torti bisognerebbe aver la volontà e la pazienda di fare un po’ di metrica sul desktop che hai ora, provare esclusivamente Unity per 1-3 mesi con metrica allegata e poi confrontare da un lato le metriche dall’altro il gusto personale questo IMO sarebbe la miglior prova concreta, io premetto subito che non la ho se non estremamente limitata 🙂

            Ad ogni modo quel che conta è trovarsi bene col proprio ambiente e tener d’occhio all’evoluzione di tutti per non trovarsi spiazzati se qualcosa cambia in maniera sgradita. Per questo son preoccupato del “distacco” che vedo tra Ubuntu, RH e tutte le altre distro. Sinché c’è diversità a pari livello ben venga, oggi uso questo domani posso sempre passare ad altro, pochi traumi e pochi disastri, quando i salti son grossi o non si sa proprio dove saltare è un macello…

          • SalvaJu29ro

            Unity l’ho usato e parecchio, è stato anche un annetto sul mio pc (con Ubuntu 11.04 fino al 12.04, ma più passava il tempo e più il mio pc non lo reggeva
            Ma non è che non mi trovo, è che a me piacciono i sistemi scattanti, immediati
            Pensa che nonostante Xfce sia scattante nel mio pc, io tengo attivato comunque il minimo indispensabile per farlo essere più leggero possibile (compositore ecc.)
            Magari per stare al passo potrei provare anche Lxqt in futuro, chissa….

          • freestyle72

            forse hai dimenticato che gli “smanettoni” come li definisci tu sono l’anima di Linux!
            Rappresentatno un buon 90%!
            Forse l’idea di chi non ha Ubuntu, “rosica”, appartiene solo a chi di Ubuntu ne ha fatto la propria bandiera!
            Ti assicuro che così non è!
            Io non rosico per i successi di Ubuntu, ma semmai per i suoi Insuccessi!
            … guarda che gl’altri sono partiti con zero risorse e chiusi in un garage, Ubuntu invece dalle solide fondamenta di Debian e con un miliardario alle spalle.
            Nonostante ciò, sia da più di 10 anni sulla scena non riesce a sfondare!
            Anzi peggio, si sta perdendo per strada utenti che in passato aveva conquistato.
            Rimane comunque una distro di riferimento, come lo sono un po tutte da Fedora in poi!
            Ma è innegabile che dal passaggio da Gnome 2 a Unity ha perso molti consensi e in molti hanno dirottato su Mint o altro!
            La fortuna di Ubuntu è che gl’altri, quelli non

            “smanettoni” nemmeno conoscono DistroWacth, altrimenti la curiosità di testare Mint io credo che spuntaneamente l’avrebbero!
            E per Ubuntu sarebbe la fine!

          • Kim Allamandola

            Hum, Ubuntu non riesce a sfondare? Ad oggi è diventato sostanzialmente sinonimo di GNU/Linux, è consigliato *come desktop* dalla maggior parte delle uni agli studenti (cosa mai avvenuta con nessun’altra distro) è usato *come desktop* oltre che come server da sempre più aziende tanto che è nato il “movimento” “Ubuntu in the Wild”… Col passaggio ad Unity ha perso un po’ di soggetti reazioari che berciando cercano di tenersi Gnome 2.x con vari fork in compenso ha *sfondato* nel desktop a livelli mai raggiunti prima…

            Gli sviluppatori ed utenti di Arch, Debian ecc non “rosicheranno” si limitano a lottare per mantenere la loro isola felice (che non evolve) imprecando di quando in quando per far funzionare software che non è stato pensato per essere realmente portabile tra le distro, cosa che avviene sempre più frequentemente.

          • freestyle72

            E pensi che per far ciò si stato indispensabile Unity? Secondo te con un qualunque altro De, non avrebbe ottenuto gli stessi risultati??? io penso di si!!! Ciò che critico è Unity! Non Ubuntu non suo complesso.
            Alla fine con Mint (solo per citarne una), hai Ubuntu con un De (a mio modo di vedere) migliore!

          • Kim Allamandola

            Si, è stato proprio Unity la chiave: l’integrazione curata di Ubuntu è stata la miccia, la base di Debian il carburante e Unity la scintilla che ha acceso il falò.

            Ad oggi *nessun* desktop (DE/WM/DS) ha avuto nella storia un eguale successo rispetto ad Unity, poi questo non vuol dire che non possa esistere nulla di meglio ma ad oggi non c’è. La chiave del successo di Unity è il fatto che è esteticamente curata ma anche semplice, modesta, non percettibilmente “pesante”: alla fine la Dash la usi in “stile google”, scrivi due cosi, pesti invio, raramente usi i files/app recenti e bon, idem l’HUD lo usi su app con menù complessi per far prima, diventano parte del tuo modo di lavorare senza che te ne accordi e senza che ti ci dedichi tanto, sono commodity.

            In altri termini Unity fa il lavoro del desktop, interfacciarti col computer e le sue applicazioni senza romperti le scatole, idem Ubuntu fa il lavoro della distro: integrare bene componenti. Questi concetti, questo tipo di lavoro di squadra oggi è visto come alieno, ma è di fatto la base del successo e del modello FOSS…

          • freestyle72

            Allora chiediti perché su Distrowatch, da tempo non è più al primo posto? Scavalcata (per un periodo di tempo) persino da Mageia!
            Tutta questa semplicitá che vedi in Unity, io non la vedo! Io pteferisco altri De in cui non devo digitare nulla per avviare un programma, ma semplicemente cliccare con il mouse su un icona, così come sono stato abituato da sempre a fare!
            Sará come dici tu, ma io in Unity vedo solo un patetico modo di voler scopiazzare Apple e il loro mondo.

          • Kim Allamandola

            Unity ti sembra simile al desktop di OSX? Io direi che è ben diversa! Semmai del design se lo sono scambiati con Google (webapps e Android) ma non direi che oramai ci sia molto in comune con OSX!

            Per DistroWatch guarda come loro elaborano le statistiche e avrai la risposta. Gli utenti aziendali e la maggior parte dei privati niubbi e tecnici non vengono contati da DW 🙂 cmq io in genere ho smesso da tempo di considerare le statistiche, non perché concettualmente non valgano, ma per la costante bizzarria dei loro campioni (e si, qui mi riferisco proprio nel super-generale) fidandomi di più del mio limitatissimo campione osservabile.

            Per dirne una su PlosOne (non gli ultimi del carro) han pubblicato uno studio di come gli “scrittori LaTeX” tendano a commettere più errori ed impiegare più tempo di quelli dei sistemi office classici: lo studio è scientifico, le conclusioni sono spazzatura perché se dai un documento da copiare è *scontato* che l’utente LaTeX sia poco attento (il suo lavoro non è in media fare copia&incolla ma produrre) e impieghi più tempo ad adattare i suoi template a quel che tu gli hai dato di un utente office classico che fa tanto copia&incolla e si trova già un testo formattato nel suo stile (poiché il testo da copiare così era stato scritto).

            Queste “banalità” nel neoaristotelismo di ritorno (che tanti vantano essere metodo metodo scientifico galileiano) non vengono quasi mai considerate dando più credito al mero risultato e al “metodo” che non ai dati reali raccolti ed al loro significato (già, secondo alcuni poiché questa classificazione non rientra nel modello non conta…).

            È assai triste ma purtroppo è uno dei gravi problemi della nostra società.

          • freestyle72

            Sono simili le linee guida! DW come elaborano le statistiche? Se non conteggiando quante volte una pagina viene cliccata? È un modo come un’altro per verificare l’interesse dietro ad una distro. Non per niente quelle in cima sono le più seguite!
            Ripeto la fortuna di Canonical sta nel fatto che in molti ignorano altre distro, solo perché in tempi precedenti Ubuntu si era notevolmente distinta dalle altre di all’ora. Ubuntu vive di rendita se così vogliamo dire!

          • Stefano

            Ammesso che, stando a Google Trend, l’hype generato da Linux Mint è in aumento, mentre quello generato da Ubuntu è in calo (l’apice se non erro è stato raggiunto nel 2008/2009), io personalmente ho trovato alcune difficoltà ad interpretare i dati di DistroWatch.

            Faccio alcuni esempi:
            – La home di DistroWatch mostra le distribuzione rilasciate più di recente. Le derivate di Ubuntu sono rilasciate tutte lo stesso giorno; se non erro, quelle di Mint vengono rilasciate in giorni diversi. Ciò va, fino a prova contraria, ad “uppare” la posizione di Mint nella home di DW.

            – La voce Linux Mint nella classifica è comprensiva di tutte le varianti di DE. Le derivate di Ubuntu sono invece elencate singolarmente. Tempo fa (ora non so), sommando il punteggio di tutte le derivate di Ubuntu, il risultato era un numero maggiore rispetto al punteggio di Mint.

            – Penso che, con molta probabilità, il dato calcolato da DistroWatch riguarda esclusivamente un campione “consumer”: le eventuali installazioni di Ubuntu (supponendo che vi sia una proporzionalità diretta tra i dati di DW e le installazioni) in ambito server e/o aziendali, non sono calcolate.

            – Non solo, del punto precedente andrebbe anche capito chi è l’utente di DistroWatch e quale è sua rilevanza all’interno dell’utenza Linux (detto in altri termini, la “rappresentatività del campione statistico”).

            – Una distribuzione come Fedora, che ha saltato una release ed ha visto l’ultimo rilascio a distanza di un anno dal precedente, quanto può aver sofferto di ciò nel dato offerto da DistroWatch, e quanto questo dato si discosta effettivamente da quello che è l’effettivo numero di installazioni?

            – Ultimo, e ampiamente discuttibile come punto, una distribuzione come Ubuntu, con la nomea di “distribuzione Linux più famosa”, quanto hype può generare? E’ possibile che (riprendo il punto 4) vi sia una consistente fetta di utenza di Ubuntu che non conosce nemmeno (o usa) DistroWatch? (discorso applicabile anche ad altre distribuzioni)

            Ammetto di ignorare totalmente l’incidenza di questi punti sulla attendibilità del dato di DistroWatch ma credo che, senza avere una idea di quale sia fetta di utenti analizzata da DW (e temo che sia facile che sia piuttosto omogenea, e non eterogenea come dovrebbe), sia discretamente discretamente difficile trarre una conclusione esatta.

            Se consideriamo il 2008/2009 come apice della storia di Ubuntu, va anche detto che allora non esistevano tante alternative come ora, nel mondo desktop-consumer.
            Non solo, molte di queste alternative basano il proprio successo sull’essersi basate di Ubuntu (Mint stessa, in attesa di vedere che accade con LMDE, o Elementary OS), tanto da condividerne i repository.

            Personalmente, in modo del tutto opinabile, credo che un campione più affidabile lo si possa avere analizzando le visite ad Lffl, piuttosto che tramite DistroWatch, in quanto è più probabile che il campione che si andrebbe ad analizzare sia eterogeneo (ossia rappresentativo di un po’ tutti gli utenti Linux). Ancora meglio, Google o DuckDuckGo.

          • freestyle72

            Ricapitolando ciò che affermo.
            La mia non è una bocciatura di Ubuntu, ma di Unity!
            Tutte le derivate sono fatte da team “esterni” da quelli che sviluppano Unity, non dagli stessi programmatori come avviene per esempio in Mint e altre!
            Ogni successo di Kubuntu, Xubuntu Lubuntu ecc… per me equivale ad una bocciatura di Ubuntu.
            Ma forse mi esprimo male!
            … la mia vuole essere Unity vs Xfce, vs Mate, vs Kde, vs Cinnamon, vs Gnome, vs Lxde, vs ecc…
            Non Ubuntu verso Mint.
            Chiaro che per me se Mint damani adottasse Unity, per me verrebbe bocciata allo stesso modo con cui oggi boccio Ubuntu.

            DistroWacth, come dici tu molto probabilmente non tiene in considerazione le aziende, ma da tempo persino nel mondo windows si afferma che le aziende sono una piccolissima parte della fetta dell’utenza. Il più è l’utenza domestica.
            Non conosco i dati ma penso ad un 80% utenza domestica 20% utenza aziendale.
            Nel mondo Linux il divario fra una e l’altra è sicuramente maggiore!

            Ovvio poi che le aziende si affidano ad Ubuntu poiché offre una LTS e varie garanzie di assistenza (va dato atto di questo a Canonical), ma penso che, come già detto lo stesso risultato lo avrebbero con Mate o con Xfce!

            A questo punto mi chiederai perché non si scaricano le derivate?
            Perchè non sono Ubuntu!

            Per me e per te sono la stessa cosa! visto che condividono gli stessi respository, che fra l’altro sono, o meglio, si possono utilizzare da molte altre distro, ma se domani Canonical per qualche motivo di marketing o altro decidesse di non supportare più Kubunto ecc…, per quelle aziende che hanno investito in formazione del personale, sarebbe un danno.

            Si sa che in azienda non si vuole correre rischi.
            Già si è fatto una scelta coraggiosa abbandonando Windows per Linux!
            E’ naturale scegliere chi ti da maggiori garanzie.
            Ma questo discorso vale in ambito aziendale, non per il resto della comunità!
            Li, esistono altre regole.
            Li, l’utente sceglie ciò che con più facilità lo porta ad attenere ciò che dal proprio Pc vuole!
            E potendo scegliere, in molti non scelgono Unity, ma Mate o XFCE, o KDE ecc…

            Oggi come dici tu abbiamo una sovrabbondanza di DE, ma tutto questo perché in primis i DE “principali” (se così si può dire), che erano Gnome, KDE e poi Unity, non hanno convinto dando vita ad una corsa a chi ce l’ha più lungo!

            Ti posso anche dire che da sempre io sono stato un sostenitore di Mandrake prima, Mandriva poi e Mageia ora, e ho potuto costatare come il ritardo nell’uscita della distro faccia perdere posizioni su DW!

            Ma quando esce solitamente scavalca Ubuntu, ciò se Unity fosse ciò che si dice non dovrebbe succedere, ma succede puntualmente!

            Debian stessa che di Unity non ne vorrà mai sapere è li, nonostante sia più difficoltosa da gestire (da li è nato il successo di Ubuntu, rendere Debian facile a tutti).

            Debian soffre sempre quel suo modo di voler essere sempre pura e casta! che ne limita fortemente la diffusione, ma offrendo ottimo materiale per tutte le altre!
            Dove sarebbe Ubuntu senza il lavoro fatto dai programmatori di Debian?
            Diverso è il discorso per Fedora, OpenSuse o Mageia, che non sfruttano Debian per il proprio successo! ma fanno da se!
            Qui ci potrebbe stare una critica ad Ubuntu.
            Canonical dovrebbe dare a Linux più di quanto prende, visto che al comando c’é uno che i soldi li ha!
            Non servono nuovi DE ad incasinare l’ecosistema e a frammentarlo ancor più di quanto già non lo fasse in precedenza (aggiungi pure MIR!),ma nuovi software!
            Software complessi che richiedono finanziamenti consistenti e che non possono essere fatti da programmatori “liberi”.

            Sto pensando ad esempio ad alternative per Linux di SolidWork, Autocad, Ableton, imovie, ilive, FinalCut, Logic ProX, ecc…
            tutti quei software che non hanno una degna controparte nel panorama Linux e che di fatto orientano l’utenza verso altre piattaforme!
            Vogliamo parlare di giochi?
            Basterebbe un “Super Mario”, in chiave Ubuntu ed in esclusiva solo per essa, per far innescare quella scintilla che oggi non c’é! (ma fatto bene, come i giapponesi sano fare)!

          • Stefano

            Posso darti ragione su molti punti, mi limitavo a constatare come DistroWatch possa avere delle imprecisioni nel raccogliere e organizzare le statistiche, tali da poter potenzialmente provocare un certo errore nei dati aggregati.

            Io sono del parere che una stessa distribuzione e le derivate ufficiali debbano stare sotto la stessa voce. Così come è con Mint, lo stesso dovrebbe essere fino a prova contraria con Ubuntu. Poi, è evidente, tra una Lubuntu e Ubuntu cambia anche il software installato, e ciò diventa difficile da fare. Ma, prendendo un esempio più evidente, la voce “Arch Linux” include tutte le sue possibili configurazioni.
            Per me questo è un errore di fondo nella misurazione di DistroWatch, che rende certi valori difficilmente comparabili, per cui è un buon misuratore di hype o di interesse, ma nulla di più.

            Misurare il successo di un DE con quei dati mi viene ulteriormente difficile.
            Potremmo anche dire che ogni preferenza per un DE diverso da Unity rappresenta una sconfitta per Unity, ma, nel momento in cui l’alternativa proviene anche da casa Ubuntu (le varie L/X/K/Ubuntu/Gnome), il dato va ad evidenziare esclusivamente una preferenza, dato che ho a disposizione lo stesso ecosistema pur con interfacce diverse.

            Io uso Lubuntu e Ubuntu sui miei PC (Unity non è abbastanza fluido sul mio netbook single-core): tale scelta non implica necessariamente un -1 per Unity e un +1 per LXDE. Allo stesso modo per il quale il fatto che uso AbiWord invece di LibreOffice sul netbook non è una sconfitta per LibreOffice (semplicemente è lento su quell’hardware).

            Detto ciò, ci sono sicuramente dei problemi che Unity può avere a livello di usabilità, che altri DE non hanno. Un esempio su tutti, la Dash, che io (da utente di Unity) considero pessima.

            Riguardo al settore business che citavo nell’altro commento, lo facevo per evidenziare un’altra cosa che, necessariamente, DistroWatch non può tenere conto. Ora come ora, non penso di dire cose nuove, il core business di Canonical, che, di fatto, sostiene economicamente lo sviluppo di Ubuntu, è proprio quel settore. Ubuntu di sola community non vive e, per quanto una minima percentuale di utente possa provenire dal settore business, a differenza di Mint o altre distribuzioni, la percentuale di successo (economico) di Ubuntu proviene proprio da lì.

            “Dove sarebbe Ubuntu senza il lavoro fatto dai programmatori di Debian?”
            Questo era uno dei punti a cui volevo più o meno arrivare, parlando di DistroWatch. Non si avrebbero dati più veritieri aggregando i risultati per distribuzioni “madri”?
            Ma anche qui, Ubuntu poi usa propri repository e applica diverse patch non presenti nei pacchetti di Debian. Non solo ma, adesso non so il numero preciso, alcuni sviluppatori Debian sono (o erano, non mi sono più informato) pagati da Canonical per lavorare a tempo pieno sulla distribuzione madre.
            Ciò rende ulteriormente difficile poter fare “affermazioni assolute” da quei dati.

            “Canonical dovrebbe dare a Linux più di quanto prende, visto che al comando c’é uno che i soldi li ha!”
            Sì e no. Per quanto chi è a capo (penso tu intenda Shuttleworth) può avere quei soldi, come già detto in qualche altro commento, è ragionevole pensare che abbia quelle centinaia di milioni di dollari. Solo pensando a Red Hat, è evidente il gap che c’è tra Red Hat stessa e Canonical.
            Se quei soldi non sono stati messi vi è una ragione: sarebbero soldi persi.
            Canonical è una azienda che ha qualche centinaia di dipendenti. Senza girarci troppo attorno, per una azienda che lavora in quel settore, parlare di centinaia di dipendenti e fatturato tra i 30 e i 40 milioni l’anno, è niente.

            Per fare un esempio, l’azienda di moda della moglie di Beckham ha circa lo stesso numero di dipendenti e lo stesso fatturato annuale. E, anche lì, quell’azienda è nessuno nel settore, se paragonata a Dolce e Gabbana (la nostra Red Hat, in questo caso).

            “Software complessi che richiedono finanziamenti consistenti e che non possono essere fatti da programmatori “liberi”.

            Sto pensando ad esempio ad alternative per Linux di SolidWork, Autocad, Ableton, imovie, ilive, FinalCut, Logic ProX, ecc…”
            Risposta breve: non ha i mezzi per farlo (vedi sopra).
            Considera che quei software provengono da Apple (che è diversi ordini di grandezza più grande di Canonical) o da Autodesk (che fattura più di due miliardi di dollari l’anno).
            Quei software che mancano in Linux sono portati avanti da aziende che potrebbero acquisire Canonical in un qualsiasi momento, senza risentirne della spesa.

            Per concludere, perché Unity, quel color prugna che tanto viene preso in giro e quello sfondo che è da 4 anni che non cambia?
            Riconoscibilità del prodotto. E, vedendo la dimensione di Canonical rispetto ad altre aziende, gli serve non poco.

          • freestyle72

            chiedeti perchè anche qui … http://www.istitutomajorana.it/index.php?option=com_content&task=view&id=856&Itemid=33, si è scelto un’alternativa a Unity!

          • Utente Unity presente!!! Soddisfatto… è per mia scelta che voglio provare Gnome 3.14 e per questo migrerò… non perchè Unity fa schifo… :-))

          • freestyle72

            Più o meno è la stessa minestra.
            Se vuoi provare qualcosa di davvero diverso prova KDE!, se preferisci invece guadagnare in agilità, prova XFCE (ma solo se hai un PC datato, altrimenti non noti molta differenza in termini di prestazioni).
            Ma se ti sei abituato a Unity, probabilmente ti abituerai anche a GNOME 3! Che preferisco (anche se di poco), a Unity.
            Ogni DE ha i suoi utenti, se piace a te, a me va bene!
            Non sono contro nessuno (non dico Unity fa schifo, ma che a me non piace e lo trovo scomodo), dico solo ciò che penso … posso anche sbagliare.

        • Zabriskie

          In effetti non ho mai capito nemmeno io come mai i driver nvidia mi funzionano così male su tutte le distro che non siano ubuntu, gli stessi identici driver mi danno problemi (frizzamenti vari e una strana ondina sullo schermo) sia su mint, chakra, manjaro, e altre mille distro provate. Oltre ai vari tasti funzione sulla tastiera che in alcune distro non vengono riconosciuti. Ma poi ripeto, non è che io voglia fare il difensore di ubuntu, è che da detrattore quale ero, col passare del tempo mi sono reso conto che invece funziona molto meglio di altre distro. Cinnamon è vero, è più personalizzabile, ma ha qualcosa che proprio non mi piace. Lo vedo poco reattivo. Ubuntu è un po’ impastato all’avvio ma poi in realtà risponde bene ai comandi.

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