Vi segnaliamo Dieci personaggi in cerca di LibreOffice, interessante ebook gratuito per scoprire facilmente la più conosciuta suite per l’ufficio open source.

Dieci personaggi in cerca di LibreOffice
Lo sviluppo di LibreOffice ha reso la suite per l’ufficio open source multi-piattaforma sempre più completa e funzionale a tal punto da poter ormai competere con Microsoft Office. Ogni giorno sia utenti che aziende scelgono LibreOffice al posto di suite proprietarie come Microsoft Office, soluzione che oltre ad essere gratuita fornisce un software molto stabile e sicuro. Per far conoscere a nuovi utenti ed aziende LibreOffice, Sonia Montegiove ha pubblicato “Dieci personaggi in cerca di LibreOffice” un’interessante ebook che possiamo scaricare gratuitamente dal portale techeconomy.

Nell’introduzione di Dieci personaggi in cerca di LibreOffice, viene indicato che:

L’idea era quella di fare un libro diverso dal “solito” manuale, 10 personaggi in cerca di LibreOffice non è solo un ebook che spiega con semplicità e chiarezza cose semplici come scrivere un documento o usare un foglio di calcolo ed un po’ più complesse come scrivere un eBook o creare Open Data. L’ebook è uno spaccato della vita di persone comuni, che sono tutte un po’ speciali come solo le persone comuni sanno essere, nel loro viaggio alla ricerca di soluzioni ai loro problemi quotidiani e, attraverso di esso, di LibreOffice e del software libero.

LibreOffice in Ubuntu

Download Dieci personaggi in cerca di LibreOffice

Colgo l’occasione per ringraziare Sonia Montegiove per la creazione di Dieci personaggi in cerca di LibreOffice e altri ottimi manuali dedicati alla suite per l’ufficio open source.

  • Ferik

    provato, ma è molto limitato, trovo molto piu completo questo http://pixlr.com

  • ottimo ebook !

  • tomberry

    Grazie per l’articolo Roberto, ma lo sai che per questa frase:

    “Lo sviluppo di LibreOffice ha reso la suite per l’ufficio open source multi-piattaforma sempre più completa e funzionale a tal punto da poter ormai competere con Microsoft Office.”

    ti ritroverai l’articolo pieno di commenti di m**da (formattazione diversa, macro, ecc.) vero? 😛

    • ZaccariaF

      Questo è un articolo attira flame.
      Dopocena se farà un po’ di baldoria.

  • mag1

    Non scarichero il libro di cui sai fa menzione perché condividere, in questo caso suggerire, qualcosa che non si conosce è senza senso: consigliereste un ristorante senza avervi mai mangiato? Purtroppo oggi si condividono a vanvera troppe cose svuotando di significato quelle che ho hanno davvero.
    Con questo non ce l’ho assolutamente con chi ha fatto una simile scelta.

    • mrholiday

      non capisco questa polemica, questo è un blog di notizie non di recensioni. chi è interessato può scaricare e valutare l’ebook oppure cercare una recensione in rete prima di scaricarlo…senza nessun obbligo.
      se poi qualcuno vuole scrivere una bella recensione sono sicuro che roberto la prenderà in considerazione in uno dei prox post.

    • giordano

      Forse se ti fossi informato meglio senza scrivere a casaggio avresti visto che Sonia Montegiove è una informatica da molti anni e magari non scrive tanto per scrivere che dici?

  • ZaccariaF

    Commenti LibreOffice non è una alternativa ad MSOffice, perché io so’ profezzionale vs. io faccio solo le cose base e Libre me bastha ,tra 3,2,1…

    • Windows Slavery For Life

      Si proprio commentiamo LibreOffice…un programma nullo difficile da usare e con una grafica da anni 90.
      E poi ancora con quei problemi ad importare docx e xlsx mah dai sembra che lo abbiano scritto dei 15 enni bimbiminkia.

      • ZaccariaF

        Che strano LO non gestisce bene i formati di MSOffice…
        E sai non può copiare la superfighissima Ribbon di Office quindi sai rimane indietro… ma buttate!

        • giordano

          Forse perché MSOffice è proprietario? E tu hai pagato la licenza per MSOffice e le sue font? Guardo ha un programma che ha l’interoperabilità LibreOffice, che MSOffice non avrà mai. Continuo a vedere un programma che fa spendere milioni di euro alla Pubblica Amministrazione che poi, guarda caso sono anche soldi tuoi che non posso essere spesi per altro.

        • (⊙⊙)

          Non per difendere qualcuno o qualcosa, ma sinceramente la principale differenza non sta nel divario tra l’accessibilità dell’uno o dell’altro, e nemmeno nei formati. Ma nella gestione di grandi quantità di dati, dove LO lavora bene in casa, però suda o si pianta anche solo per un file precedentemente non chiuso correttamente. C’è ancora scarso sfruttamento dei sistemi multicore, ma anche della GPU, ecc. Comunque sta migliorando, non si può negare.

          • ZaccariaF

            Due punti: gestione GPU?
            Multicore al posto di multithreading?
            E che é un sistema di calcolo distribuito o una suite di office automation?
            IMHO saranno importanti, ma pure i datasheet della Texas Instrument e i QED di Stiglitz non hanno bisogno.
            LO arranca sui OOXML perché sono documentati male e per l’ appunto l’ importazione di molti “tag” e scritta malissimo appasantendo la fase di apertura e scrittura.
            Comunque in tutti i campi rispetto ad Office,LO stravince nella mia azienda, da tempo ha sostituito ogni altro sistema di produttivià personale;tranne i grafici quelli prima li facevamo con R , adesso con Julia.

          • (⊙⊙)

            Sempre pronti a parlare di vincitori e perdenti. Sembra una malattia, a no sbaglio è una religione (xD). Anche io ed i miei colleghi usiamo quando regge LO.
            “Multicore al posto di multithreading?” sì perché non ritengo entrare nello specifico. Tu lo hai fatto, ma non del tutto.
            GPU serve per gestire milioni di righe, nella mia azienda fa la differenza. Ma con questo non dico che vince o perde.

            LOL

          • ZaccariaF

            Non vorrei dare giudizi ma viviamo in un mondo dove l’ imporre formati chiusi,a prescindere se sono migliori, è la regola bisogna difendersi in qualche modo, e poi la comparazione è il modo migliore per far vedere quanto il SW proprietario sia inutile e dannoso.
            Più che religione è una scelta politica come l’ autoproduzione o la sovranità(di vario tipo) di uno stato,si sceglie di dipendere da meno cose possibili.
            Milioni di righe?!!!?? For real? Lì il problema comunque si risolve pure con una integrata di media qualità; ma di cosa stiamo parlando?

      • giordano

        Complimenti vedo che hai una conoscenza dell’informatica quasi vicina allo zero! Formati standard ti dice qualcosa? Se no vai e documentati e vedrai che LibreOffice è il solo che ha il formato odt. Per il resto auguri!

  • LelixSuper

    La battaglia tra i formati chiusi e liberi è sempre dura, ma alla fine il software libro su quello chiuso anche per l’utenza finale!

    • Contento te

      Non esistono più formati chiusi.

      • invece sì 😛
        gli openxml pubblicati sono solo una parte dei docx usati da msoffice, che invece sono “sporcati” da tanto altro codice non documentato.

        • Certo

          Che ci sia disordine nessuno lo può contraddire, c’è ovunque in tutti i formati, ma è tutto documentato comunque anche quel che è sporco.

          • ZaccariaF

            Molta documentazione del OOXML non solo è incompleta ed inesatta , ma completamente sbagliata.
            Chissà perché?

          • Che strano sport

            Senti, io non so che si prova da lassù, né ho interesse a sapere se ti piace pure ad arrampicarti adesso.

          • ZaccariaF

            C’è una bella brezza non ti preoccupare.

      • ZaccariaF

        E gli asini volano.

        • Contento te

          Buona brezza allora

  • mag1

    Forse non mi sono spiegato bene: non ho detto che l’autrice non sa niente di quello che ha scritto ho solo detto che non sono d’accordo con il sistema di condividere qualcosa prima di scaricarlo.
    Non mi piace questo sistema e basta.
    Ho usato dal 2003 OpenOffice e poi LibreOffice e lo consiglio ma non con un semplice “mi piace” che lascia il tempo che trova ma con esempi pratici.

  • Jacopo Ben Quatrini

    Ma perchè c’è addirittura bisogno di un libro per provare libreoffice e capire se fa per noi o no ? È gratuito, lo scarico lo provo e se non mi piace lo disintallo, se mi piace lo tengo. Tanto semplice.
    Non c’è mica bisogno che me lo venga a dire qualcun altro cosa e perchè usare un programma per PC linux.

    • ZaccariaF

      Ma perché c’è bisogno di un manuale o di un libro per usare Linux?
      Non c’è bisogno che qualcuno mi dica un motivo per passare a Linux?
      No,è gratis,lo scarico e vedo se funziona se non so farlo funzionare,è solo perché è brutto come una me***a lezza(Zeb Amarcord) siccome NON funziona(infatti non funziona, per il motivo ,che non so farlo funzionare).
      Cavoli non potevi sintetizzare il ragionamento Windowsiano meglio di così.

      • Jacopo Ben Quatrini

        “Cavoli non potevi sintetizzare il ragionamento Windowsiano meglio di così.” LOL , peccato che non uso windows da una vita.
        A quanto pare ti piace tirare fuori conclusioni affrettate. Tra l’altro per linux non c’è bisogno di vedere se funziona ma se piace che è un bel po’ diverso.

        • ZaccariaF

          Non è usarlo o non usarlo ,ma il piacere ,viene dalla facilità di utilizzo che su Linux c’è ,però segue un paradigma diverso da quello Win;quindi necessita di un po’ di apprendimento che spesso, non è nelle intenzioni del newbie pinguinoso,quindi non cambia(anche se ne ha bisogno)perché non disposto a modificare le sue abitudini o a imparare qualcosa di nuovo.
          Il manuale, scritto in un linguaggio semplice e non tecnico,come il famoso Da Windows a Linux di Attivissimo, è rivolto al nuovo user, perché non si scoraggi alla prima difficoltà
          o si becchi millemila RTFM, sui forum dedicati.
          In “Infognatica” non è bello ciò che piace ma ciò che funziona.

          • Jacopo Ben Quatrini

            Chi fa un cambiamento deve mettere in conto che alcune cose possano funzionare in modo un po’ diverso ma non credo affatto che sia con questo tipo di iniziative che convince il newbie a cambiare.

            Se uno vuole cambiare è perchè ne sente la necessità e quindi si informerà , poi, in seguito su come funziona quel programma (in questo caso libreoffice) , se gli piace (nel senso che ci si trova bene) lo adopererà altrimenti tornerà a MS office.
            Non è questione di ragionare come windowsiani è questione che un uomo qualunque cerca sempre lo strumento che gli dia più funzionalità e si adatti bene al lavoro che vuole svolgere.

            Questo libro può anche evidenziare quale tipo di utenza è più preidsposta al cambiamento ma poi bisogna veramente verificare se questa utenza vuole cambiare o si trova bene così.
            In poche parole non basta dire soltanto che è gratuito ed open source per sensibilizzare la gente al cambiamento.
            Il newbie di turno (come lo sono stato anch’io ) deve anche avere una certa curiosità e deve partire mettendo già in conto che cambiando potrebbe esserci qualche difficoltà.
            Però chi non vuole cambiare perchè non ne sente la necessità per quale motivo dovrebbe farlo ?

            È tutta una questione di testa , non di quante guide siano adatte al newbie.
            Poi boh, sarò io che non capisco tuta questa corsa al market share , a me sta bene anche un GNU/linux con solo l’1-2% nel mercato desktop, l’importante è che linux continui a darmi il tipo di funzionalità che cerco. Non voglio che a forza di correre per il market share si snaturi la filosofia open source.

            Quando ci sarà gente che si sente pronta a passare a linux lo farà senza farsi troppi problemi.
            L’importante è che ci si arrivi per gradi e che linux (il kernel ) migliori in stabilità , consumi energetici , riconoscimento hardware , funzionalità , ecc.
            Ultimamente ci si sta concentrando troppo su cose superficiali.

          • ZaccariaF

            La corsa al Market Share si fa per stimolare il porting di programmi e driver al pinguino that’s all.
            Tu forse non sai quante persone chiedono disperatamente keygen e crack di Office perchè no conoscono LO & OO; ogni pubblicità è buona pubblicità.

          • Jacopo Ben Quatrini

            Peccato che finora questa corsa non ha portato proprio a nulla , ne driver migliori ne programmi.
            Piuttosto che sperare nei porting di programmi da windows sarebbe ora di creare delle vere e proprie alternative libere che siano in grado di competere con i programmi closed.
            Ogni pubblicità non è sempre buona pubblicità.

          • ZaccariaF

            Qui casca l’ asino…non solo le alternative ci sono ma anche sono lo standard de facto,
            nei campi DAVVERO professionali es. scientifico(kernel Linux customizzato con Julia e Octave),statistico(con R)
            finanziario(con i vari SW per HFT scritti in Erlang, tutti almeno open source)
            ed industriale(con i più flessibili IDE per microcontrollori).
            Anche nel campo consumer la situazione è la stessa ma il marketing aggressivo delle SH proprietaristiche fa vincere prodotti scadenti e closed, come il Mac(sia il mangiare che i computer), tanto per capirci.
            Il motivo di questi libri è promuovere quei FLOSS che altrimenti rimarrebbero nell’ ombra,e ciò va fatto perché la gente non cambia, se non la si spinge almeno un po’.

            Ogni pubblicità non è sempre buona pubblicità.

            “Anche male basta che se ne parli” ti dice niente?

          • Jacopo Ben Quatrini

            “Anche male basta che se ne parli” che è una grande cazzata dato che se di linux o non se ne parla proprio o se ne parla male e il risultato è evidente.
            Intanto ancora non ci sono alternative a tutto nemmeno come funzionalità.

          • ZaccariaF

            Guarda dire che Linux non funziona e basta perché non ci sono alternative e come non parlarne .
            Quando se ne parlava davvero male 2000-2004 per intenderci; molti si sono interessati anzi tanti in questo blog hanno cominciato a usare il pinguino in quel periodo.
            Devo capire dove sono questi software Win-only che mancano su Linux, davvero,non ne ho ancora trovati;a parte i giochi.(¬_¬)

          • Jacopo Ben Quatrini

            Io non ho mai detto che linux non funziona (bah non capisco da dove l’hai tirata fuori st’affermazione) , ho detto piuttosto che non ci sono ancora molte alternative serie a molti programmi su windows a cominciare da GIMP che và bene per un uso comune ma non per l’uso professionale.

            “a parte i giochi” hai detto niente… per chi usa un PC solo per i giochi pesa molto nella scelta del SO.
            Certo c’è anche chi preferisce le console e quindi è un problema arginabile però non è da sottovalutare.

          • ZaccariaF

            Ecco che ricadiamo nell’ errore di prima, le alternative nei campi DAVVERO professionali ci sono e anzi sono lo standard de facto.
            es. scientifico ,finanziario ed industriale col cavolo che usano SW chiuso.
            Scusa, ma Linux a parer mio se ne può infischiare dei giochi tanto chi usa il Pc solo per giocare può usare una console; mica aspetta i 2 mesi che servono al port.
            No, si compra subito un preinfettato e ti dà del luser anche se non sa neanche modificare un .ini.
            E (anche se te la mena) non gliene importa nulla se sul pinguino i giochi vanno meglio che su Win,vuole subito subito subito giocare al nuovo Witchero Call of Duty.
            Per far veramente migrare i gamer bisognerebbe avere delle esclusive e basta, mentre spesso e vero l’ opposto nonostante molti giochi siano sviluppati su piattforma Linux, ironico vero?
            Il GIMP da quando ha abilitato il CMYK è sufficiente anche per un uso professionale.
            Anzi ti diro di più lo studio di grafica pubblicitaria a cui si appoggia la “mia”(ci lavoro soltanto) azienda usa solo il GIMP ed ha più di 15 dipendenti(mica PS e fichi).ಠﭛಠ

          • Ni

            Molti applicativi validi e sottolineo validi per linux sono scritti in java. Ma appunto per via di questo fattore diventa un suicidio usarli. I software piccoli sono migliori, a volte si rifanno lucidandosi la strada davanti alla porta, e piacciono così tanto che sembrano autoclonarsi nell’ordine dei miliardi. A parte poi quelli di uso comune posso dire che è stato fatto un ottimo lavoro, ma tutto qua? Dell’usabilità non ne parliamo, ingestibile. I giochi lasciamoli ai bambinoni. Recupera fetta sui webserver, ma di nuovo pure qui trovo altri bambinoni (parlo in %) che giocano coi sitarelli aziendali. A volte c’è qualcosa di molto buono, ma si parla di colossi che lucrano e che creano deserto intorno a loro per lo sfruttamento delle idee open altrui.

          • ZaccariaF

            assert Java != “profezzionale”.
            Basta definire bambinoni chi “gioca” con le tecnologie; quelli sono i nuovi Linus potenziali ma molti autorazzisti si ostinano a definirli così.
            Anche se sono colossi cattivoni basta che siano nel tuo paese,(l’ Ammmerica lo ha capito da tempo,mica come noi con la FIAT) per crearti i tuoi strumenti open che saranno usati per costruirti un indotto e una community di sviluppo, non a caso la vera Maestra dell’ Open è la IBM.

            Il problema di questi “bambinoni” e che usano quel che hanno a disposizione e conoscono. mica pensi all’ ambiente quando devi farci il programma che ci gira sopra.
            Invece di usare le nostre università per attirare creatori di nuove tecnologie e strumenti(e quindi farci la famosa spesapubblicaimproduttivaportacorruzzzzionebluttablutta).
            abbiamo Servognini che fa le lodi dell’ Orgasmus, dove baldi giovani,come me vengono sacrificati e mandati a portare valore in tedesconia(traduzione letterale).
            Scusa, ma che dico, siamo il paese che ha consegnato l’ UNICO OEM europeo a De Maledetti,come non detto.

          • Ecco

            Sull’ultima ci hai preso, portava tanto lavoro creando una vera città nella città. Poi qualcuno ha mandato all’aria.
            Per i bambinoni che giocano, di solito lo fanno “solo” con quel che credono (o vogliono far creder) che siano tecnologie, ma che non lo sono per niente, propinandocele come buone.

          • ZaccariaF

            Per i bambinoni che giocano, di solito lo fanno “solo” con quel che
            credono (o vogliono far creder) che siano tecnologie, ma che non lo sono
            per niente, propinandocele come buone.

            Definizione di ciò che à fatto Zuck.
            Peccato che lui viveva in (Hotel) California e quindi non aveva i Brambilla di turno che sparlavano delle aziende, tranne ovviamente le banche e gli importatori,che non devono farsi costruire le infrastrutture, ma devono farcela “façendosi er culo”.
            Quindi se non hai casi personali, il tuo rimane, purtroppo, autorazzismo protevio, inconsapevole forse ma autorazzismo.

          • Ecco

            Parla per te, io sono esterno a tutto ciò.

      • giordano

        Ottima risposta grazie

  • ekerazha

    L’ha scritto LibrePirandello?

  • G.F.

    non ho, g+ ne facebook….. ed altro come posso fare ad averlo?

    • JackPulde

      Guarda il commento sopra :D. C’è un link di mega 🙂

    • Ocelot

      Sicuro di non avere un account google? Account google = g+.

  • JackPulde

    Qualcuno che l’ha scaricato, può condividerlo con qualche servizio (Es. Dropbox o Google Drive…) ?? 😀

    • LibreDownload

      https : //mega . co . nz / # !9A4ETJQT!4rCxVJXqyZwcN6ZMq85Nwzq9I3uiHKxkUdRFofjGxPU

      • JackPulde

        Grazie mille 🙂

  • mikronimo

    Il metodo di pagamento in se sarebbe anche interessante (condivisione open source), ma i problemi sono altri; senza leggere quello che il testo dice, non so se realmente è consigliabile (quindi manca la possibilità o di leggere un estratto o di condividere il link successivamente), ma, soprattutto, non mi va di concedere il permesso di pubblicare a mio nome da parte del sito che rende disponibile il pdf, dato che non mi pare che la cosa sia limitata a questo solo testo… capisco che ormai è praticamente normale concedere questo genere di permessi, “tanto è gratis” (abitudine acquisita, in particolare, con lo scaricare app per android, che spesso quasi chiedono le impronte digitali, le immagini dell retine e i calchi dentali), ma “sulla fiducia e per fede”, non vado neanche in chiesa…

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