Vi presentiamo OBI (One Button Installer), tool per installare facilmente Ubuntu o una derivata sul nostro personal computer.

Ubuntu One Button Installer - OBI
Canonical ha lavorato molto in questi anni per rendere Ubuntu non solo più completo e sicuro ma anche facile da installare, configurare ed utilizzare. L’installer di Ubuntu è molto semplice ed intuitivo in maniera tale da poter essere utilizzato anche da utenti inesperti. Per utenti esperti, assemblatori o semplicemente per chi non ama l’installer di Ubuntu è disponibile anche One Button Installer (OBI) tool che include script per facilitare l’installazione di Ubuntu o una derivata sul pc o in una pendrive, hard disk esterno ecc. One Button Installer è un tool che possiamo avviare da qualsiasi distribuzione Live oppure da una livecd dedicata (è disponibile anche una macchina virtuale per testare OBI in VirtualBox), che ci consente di installare anche versioni “particolari” di Ubuntu come ad esempio Lubuntu con Kernel non-pae (per maggiori informazioni).

Da notare inoltre che con OBI potremo installare Ubuntu o una derivata in una pendrive USB come se fosse installato installato su un normale hard disk, le varie distribuzioni / release sono disponibili in vari tarball scaricabili da questa pagina oppure direttamente da One Button Installer.

Semplice e funzionale One Button Installer dispone di release OEM per facilitare l’installazione di Ubuntu o una derivata da parte di aziende, assemblatori, ecc. Il tool dispone anche di utility per ripristinare / impostare bootloader, gestire le varie distribuzioni ecc.

Ecco alcune immagini del nostro test di Ubuntu One Button Installer:

Ubuntu One Button Installer . Menu
Ubuntu One Button Installer  – Menu
Ubuntu One Button Installer - selezione tarballs
Ubuntu One Button Installer – selezione tarballs / distribuzioni
Ubuntu One Button Installer - Boot ISO
Ubuntu One Button Installer – Boot ISO

Ricordo che One Button Installer – OBI è un tool consigliato per utenti esperti oppure per installare Ubuntu in modalità persistente in una pendrive da 4 o 8 GB, in questo caso basta scaricare la distribuzione da questa pagina e salvarla con DD o Win32 Disk Imager se utilizziamo Windows.

Per maggiori informazioni su One Button Installer – OBI consiglio di consultare la pagina dedicata dal Wiki ufficiale di Ubuntu.

  • Enrico Rossignolo

    Fantastico! 🙂

  • Jacopo Ben Quatrini

    “l’utilizzo di Debian indicando che è la distribuzione che si basa Ubuntu” Non è ubuntu ad essere basato su debian ? Non dovresti quindi scrivere: “l’utilizzo di debian che è la distribuzione SU CUI si basa ubuntu” ?

    • corretto grazie 1000 x la segnalazione

      • Robè però una rilettura dopo aver scritto gli articoli la puoi dare. Sotto ogni commento c’è qualcuno che ti riprende. Eh su, dai…:)

        • lo so ma più di cosi non posso fare

          • Simone

            Ed è tantissimo e noi ti ringraziamo ogni giorno per questo!
            Grazie Roberto!

  • Kiko_fire_ram

    Se google aiutasse veramente debian nello sviluppo sarebbe una collaborazione molto forte. Ne avrebbero da guadagnare un po tutti. Debian in primis potendo contare sull’enorme esperienza di google nei server e velocità di sviluppo. Google potendo migliorare ulteriormente i server lavorando a stretto contatto con chi sviluppa il loro os. Nonché la comunità in generale essendo debian la base di moltissime distro. Debian ha sempre avuto un’ottima nomea ma sono felice di vedere che questo si sta tramutando sempre più in installazioni da parte di grosse e importanti società.

    Ti ringrazio Roberto per avermi menzionato nell’articolo

    • In un mondo utopico in cui tutti ci vogliamo bene questo sarebbe fantastico. Ma se ti domandi come mai google utilizza GNU/Linux sui propri terminali e poi rilascia i client per Windows sempre prima di quelli per GNU/Linux allora ti ricordi che siamo nel mondo del capitalismo e queste cose vanno così. Se Google mettesse parola sul fatto che esiste debian avremmo l’effetto Chrome, ovvero gente ignara che installa roba strana solo perchè lo dice “internet”. Ma secondo te quale interesse avrebbe Google a migliorare Debian se vuole sfondare il mercato con Chrome OS?

      • Kiko_fire_ram

        Tutto vero quello che dici e fa anche rabbia vedere che non fanno uno sforzo a costo quasi zero nel portare i software su linux, visto che già lo usano sanno come fare i software. Google non publicizzerà mai e poi mai debian infatti ma potrebbe avere interesse a migliorararla collaborando allo sviluppo perchè così facendo a sua volta miglioerebbero i loro server che funzionano grazie a debian stessa. Un po come fanno per il kernel dove poi i vantaggi si ripercuotono sia su android che su chrome os

        • fedefigo92

          scusate ma di che software state parlando??della videochiamata con google plus c’è il plugin per tutti i sistemi linux uscito in contemporanea con quello windows….vaglielo a dire a facebook che usa un plugin solo per windows

          • Nicola

            Ad esempio Google drive, picasa…
            Ma in linea generale, spesso i nuovi programmi vengono rilasciati prima per windows e mac, e poi per linux.
            Comunque, finchè vengono rilasciati, non ci sono problemi. Basta che li rilascino prima o poi.

          • picasa non è mai stato rilasciato per linux dato che era la versione windows emulata con wine
            per google drive è una cosa strana dato che proprio google aveva detto che già il client linux era già utilizzato dai dipendenti sui pc con linux dell’azienda
            difatti doveva essere rilasciato proprio in concomitanza del rilascio di google drive
            ma fin’ora del client non s’è visto

  • Ermy_sti

    la rete ideale per me è proprio debian nei server e ubuntu sui client

    • i nuovi server ARM comunque Ubuntu è molto più avanti che non Debian grazie sopratutto al progetto Linaro
      molte aziende stanno pensando di passare ad arm per i consumi energetici ridotti (alcune possono anche ricevere incentivi per questo passaggio) in questo caso consiglierei Ubuntu e non Debian

    • Davide

      Io preferisco Ubuntu Server (LTS) sui server perché hanno un piano di release ben definito ed un supporto ben definito di 5 anni per ogni versione LTS. Invece una nuova versione di Debian esce ogni “circa” 2 anni e poi la vecchia versione stabile è supportata per “circa” 1 anno dall’uscita della nuova. Debian non permette lo stesso livello di pianificazione che permette Ubuntu Server.

      • ale

        Si ma ubuntu server ha gli stessi pacchetti di ubuntu,quindi è basata su debian sid ed è poco stabile,mentre debian è molto più testata,stabile e sicura,anche perchè su un server uno non deve farci chissà che,se l’os non è all’ ultima versione poco male,basta che sia stabile,poi anche se uno continua ad usare debian veccia anche dopo che è uscita una nuova versione sui server non è un problema,ci sono ancora dei server con su debian 4 o 5 in giro,anche perchè aggiornare un os su un server non è così semplice

        • Ermy_sti

          il fatto che ubuntu derivi da debian sid non vuol dire che non è stabile. Una volta presa una release sid viene resa stabile se poi come le lts hanno parecchio tempo per renderla stabile. Cmq secondo me centos rimane il migliore per i server anche per i supporti ufficiali che danno i produttori di hardware

        • Davide

          Ubuntu LTS è basata su Debian testing mi pare, non sid. Che poi un pacchetto per essere “stabile” debba essere vecchio di anni è una filosofia tutta Debian. Una versione vecchia di anni, ad esempio una versione vecchia di un server HTTP come nginx, può avere problemi che sono stati risolti in versioni più recenti.

          • ale

            Si sai quanto cambia fra testing e sid ? in pratica sono quasi uguali,comunque un server serve appunto per fare girare su 3/4 programmi,apache,php,mysql e poca altra roba,quando questi sono funzionanti tutto va bene (caso mai li installano alla versione stabile con repo extra),se ci metto ubuntu dove ogni mese esce un cospicuo numero di aggiornamenti non va bene,i server devono funzionare per anni senza interruzioni,non ci si può permettere di riavviare perchè c’era da aggiornare il kernel,comunque ubuntu non è cxhe sia tanto meglio di debian,le versioni LTS quindi stabili escono ogni 2 anni come debian,solo che quando escono sono meno stabili di debian appunto perchè meno testate,perchè una lts sia stabile come debian deve passare un anno almeno

          • Davide

            Su Ubuntu esce un cospicuo numero di aggiornamenti se lasci abilitati tutti i repository, basta abilitare solo gli aggiornamenti di sicurezza (e quelli vanno fatti). Ubuntu LTS si sa che esce ogni 2 anni ad aprile e che è supportato esattamente per 5 anni, mentre per Debian non c’è una data precisa per l’uscita di nuove versioni stable e quindi per la scadenza del supporto, rendendo Ubuntu LTS una scelta migliore dal punto di vista della pianificazione.

          • ale

            si ma sai a uno che ha un server cosa gli importa che finisce il supporto ? secondo te se uno ha un server può installare la versione dopo solo perchè quella prima non è più supportata,no non si può fare,l’ os lo aggiorni solo quando devi modificare il server,se a debian scade il supporto fin che il server sarà attivo si terra quella versione li,in giro trovi server con versioni vecchissime di debian,questo per la regola principale del sistemista,cioè “never touch a running system”,cioè se va tutto e non ha problemi perchè devo andare ad aggiornare col rischio che poi non vada più nulla e non mi servono le caratteristiche dell’ os dopo,tieni conto si parla di server quindi tenere offline un server non è una cosa da niente

          • dipende molto dall’utilizzo che ne fai
            un’azienda che lavora con dati importanti nei propri server deve e sopratutto richiede costanti aggiornamenti di sicurezza quindi lasciare un server ad esempio con debian 4.0 (sono molti che lo utilizzano ancora sui server) non è il massimo
            se invece c’è un’azienda che ha un server per gestire dati in locale o altro può anche fare a meno

          • ale

            Ma che l’os sia vecchio non vuol dire che non sia sicuro,anzi sicuramente se è stato aggiornato per ben 2 anni di stable vuol dire che ormai non richiede più update e che quasi tutti i bug sono stati risolti,e sicuramente sarà più stabile dell’ os nuovo appena uscito,poi devi anche vedere che magari per un azienda è un problema aggiornare,perchè vorrebbe dire tenere il server offline per un certo tempo e anche un rischio,se dopo aver aggiornato non va più nulla e bisogna reinstallare tutto da capo ? potrebbe voler dire ore col server offline,e tenere un sito web per esempio offline non è una bella cosa,soprattutto è anche una perdita economica

          • Davide

            Ma figurati… vengono scoperti bug a distanza di decenni, anche se è stato aggiornato “per ben 2 anni” può ancora avere falle di sicurezza che sono state risolte con aggiornamenti successivi del software. Gli aggiornamenti non si fanno a caso, si pianifica appunto… usi un server di test (idealmente una macchina uguale a quelle in produzione, ma non sempre è possibile, quindi eventualmente in una macchina fisica o virtuale simile) dove configuri il nuovo sistema e testi la nuova configurazione… quando tutto funziona fai il deploy in produzione.

          • Davide

            Stai scherzando spero… se un sistema operativo non riceve più aggiornamenti di sicurezza (perché non è più supportato) va aggiornato assolutamente. E gli aggiornamenti di sicurezza vanno installati e se necessario il sistema va riavviato. In genere si utilizza il load balancing su più server in modo che quando se ne riavvia uno il carico venga momentaneamente gestito da quelli rimanenti. Se invece ne hai uno solo (ma evidentemente non è nulla di mission critical) lo riavvii nei momenti in cui l’utenza è statisticamente al minimo. I server di alcuni grossi siti italiani, ad esempio, vengono riavviati alle 3 di notte (e rimangono offline circa 1 minuto).

      • Ermy_sti

        si apprezzo pure io ubuntu lts…cmq 3 anni di supporto per debian non sono pochi…poi c’è ubuntu lts con 5 e centos con 7 che è sicuramente la più stabile e supportata per i server

        • Davide

          Di CentOS non amo due cose:
          1) E’ fisiologicamente sempre un passo indietro rispetto a RHEL per gli aggiornamenti.
          2) Ubuntu Server nasce con AppArmor, mentre RHEL/CentOS usano SELinux e personalmente preferisco AppArmor perché è più semplice da gestire.

          • diciamo che sui server debian e centos attualmente sono i n.1
            per arm a mio avviso attualmente la migliorare scelta è ubuntu dato che grazie a linaro ha fatto veramente un bel lavoro
            anche se red hat e suse non staranno a guardare 😀

          • Davide

            N.1 come diffusione può essere, però per i motivi già spiegati, se devo configurare un server secondo me il top è Ubuntu Server LTS (parlando di sistemi Linux). E su desktop Ubuntu GNOME 😀

          • Ermy_sti

            Selinux è più sicuro di apparmor anche se più macchinoso e complesso. Per gli aggiornamenti non sono sicuro ma da quel che ricordo prima approdano in centos e quando sono sicuri della stabilità li passano su rhel.
            Aggiungo il maggior supporto hardware per centos fornito dalle più grandi aziende produttrici di server

          • Davide

            Ci sono pro e contro sia nel meccanismo adottato da SELinux che in quello path-based adottato da AppArmor, ma il fatto che AppArmor sia più semplice da configurare e gestire lo rende meno suscettibile ad errori di configurazione.

      • fedefigo92

        ubuntu lts server è supportata per 7 anni 5 anni la versione desktop

        • Davide

          No, è supportata 5 anni sia la versione server sia la versione desktop (una volta la versione desktop era 3 anni ma poi hanno portato a 5 anche quella).

  • magix

    E a cosa serve

  • magix

    Scusate intendevo dire ma alla fine conviene usare ubiquity????

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