Chiediamo ai nostri lettori il loro parere riguardante Linux nei Server, il sistema operativo libero in ambito aziendale conviene sempre???

Linux nei Server
Se nel mercato dei personal computer il sistema operativo libero senta a decollare, non è cosi nei server dove Linux / Unix sono i più utilizzati al mondo. Stando a quanto indicato dal portale W3Techs il 66.9% dei server al mondo si basa su Unix (comprende Linux, BSD, Darwin ecc) mentre solo il 33.1% “gira” con Microsoft Windows. La distribuzione Linux più utilizzata nei web server è Debian (31.9%) seguita da Ubuntu (22.8%) e CentOS (20.5%), al quarto posto troviamo Red Hat (4.9%) seguita da Gentoo (2.1%) e Fedora (1.7%). La scelta di Linux ricade principalmente sia nei costi, visto che l’azienda non dovrà pagare licenze ecc per utilizzare il sistema operativo e l’affidabilità, difatti il sistema operativo libero consente una soluzione molto più stabile e sicura di Windows.

C’è da chiedersi perché se Linux è più affidabile, sicuro e conveniente attualmente un web server su tre gira ancora con Windows? 

Conviene ad un’azienda che utilizza Windows nei propri server passare a Linux?

Fateci sapere i vostri pareri commentando questo articolo.

  • Davide

    Poi qualcuno si chiede perché Linux non sfondi sui sistemi desktop, se l’utente medio deve modificare manualmente file di configurazione per far andare una porta HDMI, siamo a cavallo.

    • Matteo Iervasi

      Anche su windows capitano problemi simili, che però sono irrisolvibili, come nel caso di incompatibilità driver con le nuove versioni di windows…

      E comunque se le aziende MA SOPRATTUTTO I PRODUTTORI HARDWARE DESSERO UN OCCHIO DI RIGUARDO A LINUX, sfonderebbe di sicuro. Però non lo fanno, per colpa dei famigerati accordi tra loro e microsoft.

      • alcuni scanner di 5/6 anni fa non funzionano con win 7/8
        con linux basta collegare l’usb ed è supportato senza problemi

        • Davide Depau

          Ne ho uno proprio io: su Ubuntu (dopo aver installato il driver di Windows, che paradosso!) funziona una meraviglia. Su Windows c’è scritto nel sito del produttore di rinunciarci che tanto non funziona…

    • Davide Depau

      I file i configurazione di GNU/Linux sono documentati, comprensibili e per esseri umani. Il registro di Windows è incomprensibile, non documentato e se sbagli qualche clic ti trovi Windows mattonizzato.
      E se l’utente medio deve ritrovarsi schermate blu a tutto spiano dopo aver collegato una chiavetta USB Bluetooth seguendo le istruzioni della confezione (GNU/Linux la prende istantaneamente senza rompere le palle), allora sì che siamo a cavallo…

      • OrazionS

        Resta il fatto che sempre senza audio rimangono…a prescindere che sia documentato o meno.
        L’utente che riesce a districarsi su questo tipo di situazioni è lo stesso che riuscirà a farlo su Windows.
        Fate come me e segnalate bug, fate pressione tramite launchpad affinché si ottenga maggior attenzione a questi dettagli che poi dettagli non sono.

        • Davide Depau

          Resto anch’io senza audio su Windows dopo aver installato i driver audio dal sito del produttore del PC…

          • Davide

            Probabilmente non hai scaricato i driver corretti.

          • Davide Depau

            Li ho scaricati dal sito del produttore, nella pagina del mio computer. E insieme alla scheda audio non funzionano nemmeno lo scanner e qualsiasi cosa collegata attraverso una prolunga USB, che su Linux funzionano perfettamente.

      • Pieraldo

        Qualuno sa rispondermi x cortesia?

        Ho seguito questa guida x l’hdmi ma molto sbadatamente non ho
        letto che era x portatile cosicchè mi son trovato con un monitor portatile con
        risoluzione 800×600 ed il mio monitor da PC Samsung 28 pollii è sparito
        e vedo tutto a questa risoluzione mannaggia !
        sapete ome tornare al mio monitor? e’ reversibile il proedimento?
        grazie

    • Battagliese Giuseppe

      Davide,vedi ti parla un vecchio smanettone delle distro di linux,io
      ho sempre percepito a livello mondiale che Linux nonostante sia
      superiore,non vogliano non
      dico farlo conoscere,ma nemmeno farlo sapere che esiste.
      Eppure
      solo i mac,hanno contrastato(nonostante puntasse sulla qualità dei
      software),ma attenzione sempre in modo marginale lo strapotere di
      windows,come se windows volesse tenere la concorrenza sotto
      controllo,pensa i mac sono con il file-sistem di linux.
      Ancora altri miliardari hanno cercato di sfruttare al livello commerciale linux,non
      ci sono riusciti,per i motivi che ti ho detto.
      Io però vedi dico che windows si può attaccare,ma sai come,guarda è semplice
      capendo i suoi e i nostri punti forti e suoi punti deboli,ti faccio un paio di esempi.
      1)Qualcuno,attacca il nostro KERNEL di essere immaturo,ma nonostante tanti
      programmatori,non si riesce a risolvere,strano non ti pare.
      2)Se,tutta
      la comunità nostra non risolve il problema driver,ma audio in
      particolare come si e risolto il problema schede pc video,qui non si
      va da nessuna parte.
      3)Poi, si smetta ,ognuno vuol farsi una distro,ma finiamola,senza avere una reale motivazione,perchè Gnome non costruisce invece delle distro specifiche
      professionalmente,la casa

      • Tanith

        permettimi di capire il tuo scritto:
        1) il Kernel è immaturo! perchè?

        2) Problema Audio! posso capire che senza audio chi usa il PC per fare musica è difficile, vi sono troppi standard protetti e la comunità fa quel che può, il massimo per me e per tantissime persone!
        3) Le distro, chi sei tu per impedire a me di farmi il mio sistema come dico io … Gnome ha la sua distro …

        adesso vorrei dirti quello che penso IO…
        GNU/Linux è per la maggior parte un sistema Server, quindi che sia usato per essere Client è fenomenale già così, mancano driver specifici? scriverli! che diamine la solita pappa pronta!

        Windows è per tutti? No, quindi quante copie vi sono in giro craccate?

        GNU/Linux non è per tutti, ma alcuni lo vorrebbero per tutti, va bene dico io, poi che non ci si lamenta se si deve poi impegnare a scrivere quelche script o modificare file…

        • Battagliese Giuseppe

          Battagliese:vedi che la mia critica era solo costruttiva,poi ho detto di essere uno smanettone non un programmatore,se avevo le nozioni lo avrei fatto,vedi troppa gente si mette a programmare,senza avere i minimi concetti della programmazione,poi sta gente crea solftware pieno di bug.
          1)per il KERNEL immaturo,vedi devi sapere,ma tu non lo sai,il KERNEL di linux è stato scontro tra programmatori,per come doveva essere costruito,forse chi ha parlato era un programmatore arrabiato per non essere stato capito e aver perso lo scontro,poi altra cosa che devi capire le distro linux sono concepite per pc vecchi(non e che mi dispiace),per cui quando parla di immaturo e riferito propio a quello che ti ho detto.
          2)devi sapere che le distro di linux,hanno avuto sempre i driver come punto debole(non certo per i nostri programmatori),(sarebbe lungo spiegarti perchè)ma se tu solo sapessi quello che erano solo venti anni fa mandriva(ex-mandrache)(francese),suse(tedesca),red hat(a pagamento),ecc.tu non hai propio idea,poi sulle schede video prima erano sette case costruttrici ora solo due,già questo ci ha aiutato,poi aggiungi che solo da pochi anni le maggiori case di hardware ci rilasciano i driver.
          Per l’audio,continuiamo ad avere problemi,ma sempre per pc nuovi,nonostante ALSA sia ottimo,io per esempio non riesco a dare l’audio con un ALC 887,ma noto un generale
          problema propio sull’audio da dare ai pc,tutte ste problematiche naturalmente scompaiono se assempli un pc consigliato dai nostri siti.
          Ma visto che stiamo in tema,vorrei suggerire un idea a roberto,per l’audio,vedi girando per il web,mi sono accorto,per l’audio,che il problema,risieda nel ricoscimento
          delle porte(se ricordo in windows erano irq)del pc,ricordo che esisteva un ottimo software in windows,molto furbo e funzionale,senti roberto,che faceva(si potrebbe costruire in linux)il software inviava dei pacchetti alla periferiche,audio,video,stampante,chiavette usb,web-cam,ecc.i pacchetti passando per le porte oltre a riconoscerle(usava la velocità della porta per il suo ricoscimento)i pacchetti raggiunti le periferiche le leggevano,poi i pachetti tornavano indietro al pc,dando un’esatta configurazione,di porte e perifariche.
          3)Poi non volevo ne offendere ne limitare la libertà di nessuno,però devi sapere che gnome è attualmente la più grande comunità al mondo per il software libero,avrà
          pur il diritto(che poi l’ha sempre avuta)di far risorgere la sua distro,con una veste totalmente nuova,le sue grafiche hanno sempre lasciato a desiderare.
          Per le copie craccate,sappi che windows,ha preso già provvedimenti,infatti non è più disposta avere perdite economiche,attenzione il pc è pericoloso.

    • carlo coppa

      Vedi Davide, io ti posso assicurare che non esiste SO esente da problemi di questo tipo, se la cava un po meglio Apple ma solo perchè utilizza hardware dedicato. Se tu fai una ricerca in Google e scrivi “hdmi problemi con windows 8 o 7” ti accorgeresti da te che hai scritto una falsità, almeno in questo caso.

      • Davide

        L’utente medio acquista un portatile o comunque un PC preassemblato, con sistema operativo preinstallato e driver preinstallati dove funziona tutto. Se qualcosa non funzionasse (eventualità piuttosto rara) contatta l’assistenza del produttore. Poi c’è sempre chi si assembla qualcosa da solo, sostituisce driver ecc. perché pensa di saper fare cose che in realtà non sa fare e le cose non funzionano perché ha sbagliato qualcosa. Come quelli che aggiornano i driver della scheda video del portatile (sostituendo quelli forniti dal produttore con driver generici scaricati da siti come laoptopvideo2go) e poi si lamentano che non funziona più l’uscita HDMI.

        • carlo coppa

          …e allora compera un pc con Ubuntu preinstallato !
          Comunque a volte i problemi sorgono dopo un’aggiornamento e questo capita anche con Windows.

  • Kiber

    Mi domando sempre se questi problemi vengono rilevati da utenti che hanno un modello particolare di scheda AMD/NVidia. Possibile che in 6 mesi di test nessuno abbia mai riscontrato questa anomalia? O forse era segnalata tra i bug ma è stata ritenuta poco importante?

    • bella domanda
      ti racconto una storia
      ubuntu 9.04 vlc aveva un piccolo bug sul tema gtk bastava una troiata per risolvere il problema
      segnalato a mandriva in 2 ore ho ricevuto l’aggiornamento
      segnalato a canonical e…… se vai a scaricarti la 9.04 e installi vlc il bug c’è ancora
      ed era di una delle applicazioni più utilizzate dagli utenti
      è vero che ricevono una valanga e mezza di segnalazione di bug al giorno ma cacchio a volte fanno incavolare gli utenti per cose veramente assurde

  • continua a non funzionare l’audio 🙁

    • OrazionS

      esatto

  • Massimo Strangio

    Sicuri che funzioni anche su Amd? Ho provato la guida ma l’audio su HDMI non compare lo stesso.

    • OrazionS

      non funziona neppure per nVidia.
      pare sia una regressione nel kernel.

      • dongongo

        Anche io non riesco con la mia ATI Radeon. Cambiare kernel potrebbe essere la soluzione?

        • se utilizzi i driver proprietari no
          comunque ho contattato un collega sviluppatore di apps audio che dovrebbe inviarmi le possibile soluzioni
          un paio di giorni e vediamo di risolvere il problema

          • dongongo

            Per la mia scheda purtroppo non sono più disponibili i driver proprietari. Ad ogni modo preferirei mantenere quelli open. Speriamo in una soluzione a breve! Grazie!

      • loki

        è una regressione nel kernel di ubuntu: hanno fatto casino con le patch:
        https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/linux/+bug/1169761

      • che sia un problema nel kernel?? dove l’hai letto??

    • dovrebbe funzionare
      ma se il problema è del kernel penso che finché non la risolvano non si possa far niente

  • Stoccafisso

    il problema c’era già dalla versione Ubuntu 12.04 con scheda ATI Radeon HD 5450 (versione Ubuntu che continuo a mantenere)
    ricordo di averci perso un bel pò di tempo prima di riuscire a trovare una soluzione che funzionasse (e ancora oggi neanche troppo bene).

  • dongongo

    Sul forum internazionale di ubuntu, in questo post http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=2139459&page=3&p=12621337#post12621337 ho trovato quella che potrebbe essere la soluzione per l’audio hdmi. Purtroppo non ho la possibilità di testare in questo finesettimana. Se qualcuno vuole provare… 🙂

    • Massimo Strangio

      Grazie, a me l’installazione del pacchetto ha risolto il problema.
      Ora però ad ogni avvio il volume è sempre al massimo e lo devo abbassare ogni volta.

      • dongongo

        Figurati! Grazie a te per il test! 😉

  • Matteo Iervasi

    Io ho risolto installando il kernel 3.8.9 come scritto nell’articolo dedicato

    • Massimo Strangio

      Ho provato anche questa soluzione, l’audio su HDMI effettivamente funziona, ma anche in questo caso (come per la soluzione del ppa alsa-daily) l’audio ad ogni avvio è impostato al massimo.

      • Matteo Iervasi

        Si ho notato, ma io momentaneamente ho risolto abbassando il volume del televisore 😀

        Invece mi è dispiaciuto il fatto che sempre su quel televisore, impostando la risoluzione nativa 1920×1080 l’immagine viene bruttissima e di scarsissima qualità, mentre con la risoluzione consigliata 1360×768 tutto va bene. E’ da gennaio (quando ho acquistato la tv) che cerco di risolvere questo problema, sia su windows 7 sia su ubuntu, ma non riesco a venirne fuori! Ho provato a cambiare i valori di nitidezza, luminosità del televisore ma non ho ottenuto risultati soddisfacenti. Ho anche provato a cambiare i valori dal pannello di controllo nvidia ma neanche lì ho ottenuto qualcosa…

        Ho visto che è un problema comune con l’HDMI, ma non so come risolverlo. Sul mio schermo, che ha la DVI, si vede benissimo. Ti è ma capitato un problema simile? Il pc collegato al TV ha una nVidia GeForce GT 430, mentre il monitor è un TOSHIBA 23EL933G

        • Massimo Strangio

          Sì, il volume si può sempre regolare, è solo un po’ fastidioso.
          No non mi è mai capitato questo problema con la risoluzione HDMI, se la tv è full hd l’unico problema potrebbe essere il cavo, visto che invece con la DVI mi dici che si vede bene.

          • hai provato ad aggiornare alsa dai ppa posti sotto l’articolo?

          • Massimo Strangio

            Sì, avevo provato quella soluzione prima di questa, e anche in quel caso l’audio HDMI torna a funzionare ma il volume ad ogni avvio si reimposta automaticamente al massimo.

          • Massimo Strangio

            Occhio che nella guida non credo basti fare upgrade dopo aver aggiunto il ppa, ma si deve installare il pacchetto oem-audio-hda-daily-dkms

  • Axj

    Ciao,

    utilizzo ubuntu studio 13.04 e non avendo reperito altra documentazione specifica avevo provato sia ad editare “default.pa” che ad aggiornare ALSA, senza ottenere alcun risultato.

    Aggiornando il kernel alla versione 3.8.9 sono riuscito invece ad avere il controllo dell’audio HDMI (nvidia GTS 450).

    Grazie per il suggerimento!

    • Massimo Strangio

      Anche io ho risolto così, ma anche tu ora hai l’audio HDMI che all’avvio è sempre al massimo? Cioè non si ricorda il volume impostato nell’ultima sessione?

      • Axj

        No, con la configurazione di default il sistema ricorda quali tra le schede connesse, tra interna Intel, interna nvidia ed esterna USB ho lasciato accesa o spenta nella sessione precedente ed i volumi impostati.
        Ti consiglio comunque di lasciare il volume della scheda impostato al 100% e pilotarlo con il dispositivo che utilizzi per l’ascolto.

        • Massimo Strangio

          Sì, infatti l’importante è che funziona, poi la regolazione del volume non è un grosso problema, anche se è un po’ fastidioso.

  • carlo coppa

    Ho seguito lo sviluppo di Ubuntu 13.04 e l’audio HDMI è sempre funzionato fino alla beta, poi un’aggiornamento di alsa, ha mandato tutto a quel paese.
    Mettendo il ppa io non ho ottenuto alcun aggiornamento ne con upgrade, ne con dist-upgrade. Ho risolto invece installando il pacchetto deb. che ha segnalato dongongo e che potete trovare qui https://code.launchpad.net/~ubuntu-audio-dev/+archive/alsa-daily/+files/oem-audio-hda-daily-dkms_0.201304261252~raring1_all.deb

  • xmattjus

    Avevo lo stesso problema, ma ho risolto installando prima i driver proprietari AMD per la HD7850 che ho montato nel computer (i 13.4, scaricati e installati manualmente) e poi aggiungengo i ppa e scaricando questo pacchetto: oem-audio-hda-daily-dkms.. Insomma non il massimo per un’utente “normale”!

    • Drumsal

      Anch’io ho fatto lo stesso: Mint 15 con kernel 3.8.0.19, ho seguito questa guida, ma nulla di fatto, ho aggiornato i driver video (Catalyst 13.4 su APU AMD C60) secondo le istruzioni sul sito AMD e tutto sembra essere andato a posto.
      Adesso ho paura ad aggiornare il kernel perché sembra che il 3.11 non sia ancora supportato, almeno nelle note di rilascio si parla soltanto di 3.7 e 3.8. Cmq provo e faccio sapere!

  • Alessandro Arzilli

    Ho provato le vostre soluzione, ancora niente.
    Chi ha risolto ed è volenterso, potrebbe contattarmi via mail?
    Grazie

      • Alessandro Arzilli

        Ho scaricato nella mia /home il file oem-audio-hda-daily-dkms_0.201304291318~raring1_all.deb, poi ho dato da terminale
        sudo dpkg -i *deb
        e poi
        sudo apt-get install -f
        e poi riavviato, ancora niente audio. Provo col kernel 3.8.9.

        • Alessandro Arzilli

          Installato kernel 3.9 e riavviato, ancora niente audio.
          Che si fa??

          • bisogna aspettare che correggano i bug
            può essere una questione di giorni, settimane o peggio ancora mesi
            ti consiglio comunque di segnalare l’errore a canonical

          • Alessandro Arzilli

            Cosa?!?
            Ho una Ati Catalyst 4670 e sul sito Ati AMD ci sono i driver da scaricare per linux AMD Catalyst™ 13.1 Proprietary Linux x86 Display Driver.
            L’unico problema è che non so che farmene del file .zip che si scarica!

          • Alessandro Arzilli

            Per cortesia, qualcuno può dirmi come fare per disinstallare il kernel 3.9 e tornare a quello di default per ubuntu 13.04?

            Con il kernel 3.9 non riesco ad installare il corretto file oem-audio-hda-daily-dkms_0.201304291318~raring1_all.deb, dice proprio che l’architettura è sbagliata!
            Provando a togliere il ppa lffl*… non funziona, restituisce un errore.

          • Alessandro Arzilli

            Ho provato a ri-seguire da capo le vostre guide, niente da fare, niente audio HDMI.
            Ho provato ad usare il kernel 3.8.8, 3.8.9, 3.9 e 3.9 RC7.
            niente da fare.
            Ho provato ad installare oem-audio-hda-daily-dkms_0.201304291318~raring1_all.deb: niente da fare!
            Cosa mi rimane da fare per poter avere un computer con l’audio che funzioni?

          • dongongo

            Con il kernel 3.9.3 il problema è risolto 🙂

          • dongongo

            Con il kernel 3.9.3 il problema è risolto 🙂

  • Massimo Strangio

    Ho notato che con l’ultimo aggiornamento del kernel ufficiale della 13.04 (3.8.0-22) il problema è stato risolto.

  • Pieraldo

    Ciao , ho seguito questa guida x l’hdmi ma molto sbadatamente non ho letto he era x portatile osihè mi son trovato on un monitor portatile on risoluzione 800×600 ed il mio monitor da PC Samsung 28 pollii è sparito e vedo tutto a questa risoluzione mannaggia !
    sapete ome tornare al mio monitor? e’ reversibile il proedimento?
    grazie

  • gsnapoli

    Ciao.
    Alla fine dopo molti smanettamenti son riuscito a far funzionare il mio collegamento HDMI sia per il video che l’audio. Ho solo ancora un problema : l’audio di youtube e comunque di video attraverso firefox non funziona. Hai qualche idea ?
    Ho Ubuntu 12.04 e una scheda Nvidia GeForce 7100.
    Grazie

  • ottone

    se nn ci metti linux che ci metti android?
    non ci sono alternative valide

    • luca020400

      Mi hai tolto le parole di bocca

    • BSD

    • non esiste mica solo linux e windows, esiste anche BSD che è molto valido per server.
      anzi le performance di BSD sono anche superiori a quelle di linux, sinceramente non ho mai provato BSD quindi mi baso solo per le informazioni che trovo in rete

      • Kim Allamandola

        FreeBSD è mediamente un po’ più “leggero&veloce” di GNU/Linux ma purtroppo negli ultimi anni vista la radicalizzazione anti-GPL ha perso parecchio appeal ed è rimasto indietro su un po’ di tecnologie. Di rilevante ha il supporto nativo a zfs ma manca ad es. di LXC, pf (firewall, portato da OpenBSD che ha sua volta l’ha derivato da ipf di Solaris) è ottimo ma oggi con ferm non ha più tutto questo appeal rispetto ad iptables (ed al prossimo nftables) da oramai anni si aspetta la famosa sincronia ports-pkgs (ovvero la possibilità di aggiornare un sistema con pacchetti binari anziché solo kernel+userland base) da anni si attende un geli un po’ più vicino a LUKS ecc ecc ecc… ‘Somma chi lo ha lo tiene ma nuovi deploy se non per casi particolari non han un gran senso oggi…

        OpenBSD è ottimo per le appliance embedded ma per un uso generico manca di tonnellate di cose a partire dai pacchetti, NetBSD non è mai stato inteso per usi server, DragonFlyBSD (col suo hammer, “potenziale rivale” di zfs) ha una base di sviluppatori ed utenti talmente piccola da non poter essere quasi usato fuori da ambiti embedded/di ricerca, altri *BSD sono fork più o meno sviluppati dei precedenti…

        Ai tempi dei primi 2.6 visto l’andazzo c’è stato un po’ di fugone da GNU/Linux ma è durato purtroppo solo qualche anno, la community *BSD non ha voluto capire che certe posizioni oggi non sono sostenibili.

  • Rick Pazuzu

    Il perchè te lo spiego io. Nonostante l’universo dell’IT sia in continua mutazione, rendendo necessario il costante apliamento delle proprie skill, non tutti se ne rendono conto. Il sysadmin che ha imparato dove cliccare su server 2008 (e poi si ride con gli upgrade) non ha voglia di imparare qualcosa di nuovo nel 90% dei casi e nella situazione in cui un soggetto terzo proponga linux per tagliare costi e avere prestazioni simili (se non superiori), il sysadmin cliccarolo farà un ritratto talmente pessimo di linux alla dirigenza che non se ne farà nulla.
    Specifico: non gli piace perchè non lo sa usare e non vuole imparare.

    I bravi sysadmin masticano win, linux e magari bsd.

    • ale

      Un sysadmin serio ha imparato a lavorare su sistemi unix, conosce perfettamente la riga di comando e non clicca su interfacce a finestre…

      Quelli li non sono sysadmin, sono persone che si sono svegliate la mattina e si sono messe a gestire server pensando che sia la stessa cosa di un pc

  • Lorenzo Fiocco

    LA APPLE PERCHE E LA PIU MEJO <3 LOL no scherso che avete esaurito le idee per oggi parliamo di scusa sui server o ci metti linux o BSD sempre se non preferisci winzoz 2012 server

    • Lorenzo Fiocco

      aggiungo anche solaris non si sa mai ho visto server con winzoz 2000 perche no con solaris

      • Luca Cavallaro

        winzoz? ma perchè cazzo dovete sempre storpiare i nomi? D:

      • Dario

        La mia azienda mi faceva installare server con Solaris. Mi sono fermato alla 10 però. Devo dire che non hanno un problema al mondo e la tecnologia è elevata.
        Adesso Oracle ha spinto i sistemi su fascia altissima, quasi proibitiva per aziende medie/piccole.

        • Alessandro

          Sì esatto una fascia talmente alta che molte aziende stentano ad usare Oracle. Vedi Wind (piattaforma e servizi interamente Oracle) che fino a qualche anno fa era lentissimo per qualsiasi richiesta web. Adesso hanno potenziato i server per fare quel poco. Un immane spreco di risorse…

    • Dario

      Ho avuto tra le mani un server Apple. La cosa più curiosa è che aprendo l’impallo ho trovato il server e una mb nuova pronta in caso di guasto (così mi hanno detto). Detto questo, fortunatamente non è toccata a me la configurazione e quindi… che dire…. Attualmente quel server viene usato come se fosse un pc con windows, nel senso che ci operano via gui e via vnc. Mah.

  • Gustavo

    l’equazione webserver =”server nel mondo aziendale”, che viene ventilata, non aiuta certo a parlare dell’argomento in modo puntuale

  • La vera domanda è come c***o faccia Windows ad essere in deploy sul 33% dei server.
    Ignoranza dei sistemisti? Una causa molto probabile.

    • ospite

      La risposta è molto banale: chi sviluppa siti web, quindi aspx e quindi IIS, non può fare altro che installare server Windows.

      Anche
      qui, nel 90% dei casi che ho visto, si tratta di pigrizia mentale
      spinta per cui passare a php o qualsiasi altro sistema non è nemmeno
      preso in considerazione.

      Tempo fa, ad esempio, ho fatto alcune
      demo con programma in aspx+Win+sqlserver+iis e programma in
      php+Linux+mysql/postgresql+apache. Nonostante il divario fosse evidente
      (Linux vinceva su tutti i fronti di parecchio), hanno visto all’interno
      dell’azienza ed hanno capito che nessuno (nessuno) sarebbe stato in
      grado di portare avanti la procedure una volta passata in produzione.

      Il
      php era troppo “nuovo”, il database non andava bene (la scusa era che
      il cliente non avrebbe capito), e poi Windows si configura con un click.
      Peccato che quel click, in alcuni ambienti, non sia sufficiente e
      quindi necessiti di intere giornate di debug.

      Ma se nessun programmatore/sistemista è capace, allora ha sbagliato lavoro… 🙂

      Questo almeno in realtà italiane medio-grandi, le piccole sono più propense a sperimentare se questo vuol dire risparmiare un pochino.

      • Matteo

        Io sviluppo siti web per lavoro e lo faccio in php; quando vedo qualcuno che programma in aspx gli sparerei a vista 😀
        Scherzi a parte, mi è capitato di prendere in gestione siti internet di altre società e quelli che erano in aspx erano una piccola minoranza (magari nella mia provincia)

      • Alessandro

        Sbagli, non puoi. Ti manca un pezzo di storia: php è fratello del vecchio asp e non ha nulla da mettere in confronto ad aspx. Php non è affatto nuovo e rimane per natura vecchio, superato in ambiente Linux solo da Java EE. Aggiornati.
        Se veramente hai visto che aspx è così penoso, allora ci deve essere una causa: la più probabile dovuta a programmatori che farebbero meglio a cambiare mestiere e ne ho visti parecchi.

        • ospite

          Non ho detto che php è il nuovo, ma che era visto come qualcosa di “nuovo” dagli altri. E’ vecchio ma utilissimo e molto potente.
          E’ stato fatto guardando aspx? Ok, ma oggi è tutt’altra cosa per qualsiasi gestione che vada più avanti di un sito di blog.
          Inoltre aspx è fermo, immutabile e legato alla versione di IIS e di Windows, mentre con Linux/apache/php vuoi personalizzare quanto vuoi.

          In entrambi i casi, come su qualsiasi sistema devi farti una serie di librerie ed utility se vuoi sviluppare seriamente (anche java su Android).

          Il problema non è tanto aspx ma il fatto che si trascini dietro Windows con IIS/SQL e tutto quanto, compreso ntfs per farti un esempio.
          La parte in C# è pure piacevola da sviluppare, ma quando cerchi di fare qualcosa usando gli “standard” di Microsoft vedi che il sistema letteralmente implode o non riesce a farlo.

          Io lavoro con php da quando è nato, java, cpp, c#, aspx, pure assembly a volte è tornato utile. Come sistemi uso Debian dalla versione 3 e da “poco” sono sbarcato su programmazione mobile con Android.
          Ovviamente nel frattempo ci sono stati VB, VC, VBA e tutto il vecchio armamentario MS.
          Nonostante questo, al momento ritengo php una delle poche se non l’unica alternativa insieme a java.

          • Alessandro

            O poveri noi. Preferisco non commentare. Ti lascio gioire in tutte le tue false credenze. Buona vita.

          • ospite

            Beh grazie a te per avermi aperto la mente, ora ho tutte le risposte 🙂

          • Kim Allamandola

            Se veramente “vuoi una risposta” non ironica: studia Python (semplice, veloce, adatto alla maggior parte dei compiti web e non solo, Youtube è un buon esempio di quel che si può fare in Python) e Go (che se non fosse per la sua oscena sintassi sarebbe il “Nuovo C” del 1/1/1971.

            PHP, ASP, tutti i .net e loro derivati anche solo come paradigma (Vala per es.) sono DA EVITARE. Spiegare in un commento il perché può essere difficile ma diciamo che Python e Go ti invitano naturalmente a lavorare come si deve portandoti naturalmente in un certo percorso evolutivo, PHP&c ti invitano a lavorare in stile ragioniere-programmatore tipo senza nessuna reale possibilità di evolvere.

          • ospite

            Grazie della risposta, e non sono ironico.
            Solo che quando leggo robe tipo “O poveri noi. Preferisco non commentare. Ti lascio gioire in tutte le tue false credenze” mi cascano le braccia… specialmente se bastava scrivere due righe come hai fatto tu.
            Primo perchè è un atteggiamento da saccente che non mi piace e da maleducati, secondo perchè io non gioisco un bel nulla ma parlo di esperienze reali.
            Se poi Python è uno dei prossimi passi da fare, beh non vedo l’ora di arrivarci! 🙂

            Ho già iniziato ad informarmi ma visto che faccio tutto nei ritagli di tempo, ci vorrà parecchio.

            Per il momento, o meglio per i progetti che ho in mente e quelli già iniziati, preferisco rimanere su php.

            Sicuramente in futuro approfondirò, grazie per le dritte.

          • ospite

            Già che stiamo parlando di sviluppo, cosa consigli come ambiente da usare? Io ho lavorato con parecchi ambienti ma alla fine sono sempre tornato su Eclipse. Non è il massimo, però l’ho trovato il miglior compromesso.

            Uso prevalentemente php, c, java, html, javascript, xml, css ed integrazioni con svn e git.

          • Kim Allamandola

            Solo di provare a non usare un IDE. Prova gVim ed Emacs, almeno due mesi ciascuno, magari partendo da .emacs .vim di qualche conoscente che s’è fatto il suo ambiente come si deve (di loro sono troppo grezzi per quasi tutti gli usi, coi plugins e le conf. personali diventano il proprio ambiente super-produttivo, per capirci il mio .vim oggi è 24Mb, .emacs 128Mb), per Emacs sappi che dati i tempi di startup si lancia emacs –daemon e si apre emacs con emacsclient.

            Guarda su yt/dailymotion/vimeo video di gente che mostra come usare gVim/Emacs per farti un’idea di cosa puoi fare quando hai imparato ad usarli.

            Dopo, dopo aver usati git da CLI per almeno qualche progettino personale, dopo esserti ambientato sia su Vim che su Emacs (scegli quel che preferisci) prova sia qualche IDE classico (i top sono Netbeans, Eclipse ed i derivati di IntelliJIdea, derivati nel senso che han ricompilato l’IDE per linguaggi specifici con nomi diversi, ad es. per Python lo han chiamato PyCharm), prova anche qualche “ide alternativo” ne son stati annunciati un po’ anche su questo blog. Allora potrai scegliere qual’è l’ambiente in cui ti piace stare, avrai capito come organizzare il codice e mantenere il tuo ambiente “compatibile” ma come vuoi tu anche quando lavori con n altre persone.

            I linguaggi che usi importano poco, l’workflow è pressoché identico per tutti e DEVE essere identico per te l’ambiente: quando programmi non programmi in $linguaggio, programmi e basta. Il linguaggio che usi è solo uno degli strumenti che hai scelto/è stato scelto, per IMPLEMENTARE un certo programma/design.

          • ospite

            Normalmente usavo vim, gvim proprio non mi piace (e non so perchè…..). Git ed svn li uso già da riga di comando anche perchè spesso gli ambienti non hanno tutte le finezze (es. svn:ignore a volte non è presente) o spesso ci sono casini con il client e voglio usare una versione differente.

            Netbeans, intelliJ ed altri li ho usato, però mi sono sempre trovato scomodo, nel senso che quando non uso Eclipse uso il terminale anche per normale sviluppo.

            Principalmente ho bisogno di un ide per 3 motivi:
            – colorazione del sorgente
            – ricerca in file e cartelle con poco sforzo
            – elenco classi, metodi, funzioni e variabili

            Fare i progetti senza queste cose è possibile ma ci si mette di più e quando iniziano ad essere un certo numero o con versioni diverso, si inizia a non ricordare più tutte le funzioni.
            Comunque direi che mi hai già indirizzato abbastanza, ora tocca a me 🙂

          • Kim Allamandola

            Su gVim può essere che l’hai provata tempo fa, ora il tema GTk è decisamente più curato, idem Emacs (che ha perso l’orripilante tema motif). Per i tuoi tre motivi i primi due sono eliminati, anzi, per la ricerca ricorsiva dei files Command-T&c sono decisamente più rapidi degli IDE se è questo che intendi, se intendi la treeview per avere sott’occhio la struttura del progetto bé si speedbar&c sono indietro.

            Per l’ultimo punto immagino intendi la treeview di classi/metodi ecc, non sviluppando se non per roba personale ho un’opinione “opinabile” ma… Un tempo trovavo la classview MOLTO bella, oggi ho scoperto che non serve. Se voglio saltare da una parte all’altra ci sono metodi più rapidi (basta farci la mano), se ho bisogno della classview per capire qualcosa nel mio codice stò scrivendo male: ho messo troppa roba in un files, ho metodi troppo lunghi ecc, è tempo di tornare al design e ripensare le cose in un altro modo!

            Ad ogni modo non c’è un ambiente giusto, ognuno ha il suo, quel che IMO conta è aver provato seriamente tutto ciò che c’è sia per saper cambiare un domani sia per non assumere comportamenti magari scomodi ma necessari con un certo strumento e assolutamente alieni per altri.

            Cmq per svn un consiglio: fa DI TUTTO per levartela dai piedi! È obsoleto come concetto, non solo come codice.

          • ospite

            Esatto, indendevo proprio la treeview con l’elenco, che risulta comodo in tanti momenti.
            Per il completamento delle funzioni, la cosa più interessante è vedere i nomi dei metodi man mano che li scrivi, e poi un breve testo che ti dia informazioni essenziali (es. nomi e tipi se esistono nel linguaggio che usi).
            Quando i progetti sono tanti o quandi li prendi in mano dopo un po’ di tempo, è facile sbagliarsi e quindi perdere tempo per scrivere. Non si tratta di design errato, è che non posso memorizzare tutte le librerie che scrivo di tutti i linguaggi… anche io nel tempo cambio idee e mica mi metto a riscrivere il codice vecchio ogni volta. Insomma averla comoda lì è sicuramente meglio, poi si vive ugualmente senza.

            Ho sia svn sia git, mi trovo bene con entrambi ma fino ad oggi svn non mi ha mai deluso.
            Sicuramente passerò a git e migrerò anche l’attuale repository, è nella lista delle cose da fare, ma per ora è un servizio che va da parecchi anni senza mai un errore e mi sto dedicando ad altre cose che invece non funzionano così bene.

            Comunque ottima chiacchierata, la maggior parte delle persone che frequento non sanno cosa sia svn e la quasi totalità non va oltre update/commit da Visual Studio, quindi mi ha fatto piacere discuterne un po’.

            Ora mi registro, così nei prossimi articoli se dico cavolate saprai chi insultare 🙂

          • Motoschifo

            Registrato 🙂

          • Kim Allamandola

            Io resto quasi sempre fuori anche se segno sempre nome e cognome, Disqus non è che mi piaccia granché, cmq seguo tutti gli articoli dove posto quindi non dovrei lasciare commenti in sospeso 🙂

          • Kim Allamandola

            Oki 🙂

            per il completamento dei metodi/funzioni con piccolo help, incluso il supporto agli import/include/use/require/* sono funzionalità sia di Vim che di Emacs, servono solo i plugin giusti! E quando provi non scordare anche yasnippet su Emacs, non solo fai presto con le snippet compilate ma fai anche presto a farne di tue. Questo è uno degli aspetti “obsoleti” di Vim ed Emacs, non hai una GUI con la lista dei plugins e di come usarli, però hai dei plugins che sono package manager e offrono una lista, per esempio su Emacs uso el-get, su Vim vundle (anche se oggi pathogen pare più di moda).

          • Motoschifo

            Sto provando gvim ed in effetti è cambiato, direi migliorato. Diciamo che mi abituo ad usarlo, ormai quando scrivo inserisco le lettere “vim” in automatico 🙂
            Però come sostituto di pluma/gedit/geany mi sembra già ora un buon compromesso. Uso anche scite che se configurato bene non è affatto male.

            Per la ricerca su file e cartelle invece non ho capito a cosa ti riferivi con Command+T&c.

            Io qualcosa di decente non l’ho ancora trovato… nautilus, caja, thunar non danno grande valore aggiunto, find e grep con tanti file sono scomodi, per quello mi sono “aggrappato” alla ricerca di Eclipse, che non è perfetta ma riesco a trovare subito tutto.

          • Kim Allamandola

            Command-T&c sono plugin la cui funzione è: batti un tasto, Esc di default, rimappato al caps lock di solito, e inizi a scrivere qualche lettera di un nome di file: ti appare dal minibuffer una lista di match fuzzy ricorsiva dalla root del progetto in giù, invio per aprire il file, vedi ad es. sul tubo v=knSFZCKMy20 in genere per progetti non megalitici e con files nominati decentemente con 4-5 battute (incluso leader ed invio) hai il file giusto. Puoi ovviamente anche aprire dir, decomprimere al volo files compress ecc 🙂

            Se ne hai voglia guarda anche questo su Emacs v=EQAd41VAXWo

          • Matteo

            Mi viene spesso spontanea una domanda: ma con vim, gvim, emacs, ecc… come si riesce a gestire soluzioni con milioni di righe di codice senza che si incrocino gli occhi? Non l’ho mai capita

          • Kim Allamandola

            Il folding, tab, [hv]split ecc ci sono tanto con Vim quanto con Emacs, non sono immediati da usare per il nuovo utente ma fanno molto bene il loro lavoro 🙂

            poi se intendi gestire un file da 100k righe con metodi/funzioni da 5k righe bé… Penso sia meglio che ripensi il codice più che cercare un editor per gestirlo!

            Sul tubo hai un po’ di esempi, guarda solo il video che ho linkato nel post qui sopra. L’età del progetto e lo stile con cui son scritti li privano di alcune comodità: la speedbar di Emacs non è certo comoda come le classiche treeview di un IDE moderno, gli workbench di Eclipse sono comodi secondo cosa devi fare e su Emacs o Vim li hai per modo di dire, la stessa “bellezza” della GUI è decisamente da migliorare… Vorrei tantissimo un “IDE” col peso di Vim le features di Vim ed Emacs ed una GUI moderna ma purtroppo al momento non mi risulta esista e non sono certo in grado di farmelo io…

          • Kim Allamandola

            Python è più vecchio di PHP, solo stà diventando conosciuto ora perché il livello di porcate realizzate in altri linguaggi ha raggiunto una tale dimensione da far “muovere la massa”.

            Il motivo per cui ti han risposto così “brutalmente” è che purtroppo se ti sei formato seguendo i percorsi classici senza lavorare/esplorare PARECCHIO di tuo o aver avuto la fortuna di beccare qualcuno che “la sapeva lunga” non hai proprio l’idea del perché X sia buono ed Y sia spazzatura. Questo è talmente comune che porta tantissimi, me compreso, a radicalizzarsi e chiudersi per sfinimento.

            Solo in topic a tema server (e desktop) oggi trovi realtà professionali con gente che ha esperienze pluridecennali che ancora oggi installa A MANO una macchina alla volta, sviluppatori che usano svn o addirittura nessun controllo versione, sviluppatori che “conoscono” un IDE e fuori da quello non san manco cos’è il “motore” dei loro sw, non san compilare un progetto, pacchettizzarlo per una release ecc

            Purtroppo quasi tutti i docenti tanto universitari come delle superiori insegnano paro-paro quel che han imparato 30+ anni prima ignorando completamente l’evoluzione sino ad oggi o magari spacciandola per novità anche se c’è da 10+ anni. Gli allievi arrancano tentando di usare nel mondo moderno tecnologie di ere passate ed il risultato sono montagne di spazzatura.

            Per capirci un workflow “moderno” di sviluppo è:

            codice ben strutturato in files/dirs non tutto in una dir con in mezzo n files dell’IDE di turno, se usi un IDE la sua roba si tiene separata.

            controllo versione “p2p” vale a dire mercurial, bazaar o git ed altri minori, il “server centrale” è solo un repo “tenuto con i guanti” (se usi git gitolite è molto comodo per gestire i repo e gitlab se vuoi una webui stile github)

            il repo principale ha un qualche sistema di build/CI tipo Jenkins e su questo si committa solo “roba pulita” ovvero che si è abbastanza sicuri funzioni, tutto il resto si committa in locale e si passa con push/pull tra i “colleghi più vicini”

            c’è un qualche sistema di documentazione del codice (keyworld da Javadoc a doxygen passando per literate programming) o comunque una qualche wiki (da org-mode a Zim ecc) tanto per tener traccia dell’evoluzione del progetto e di come usare il codice con un po’ di info in più dei log dei commit.

            c’è un sistema di distribuzione del codice rilasciato o via CI o via pacchettiazione (semi)scriptata.

            Non è nulla di trascendentale e puoi fare tutto anche su dei raspberry, solo che se esci dall’uni abituato ad Eclipse e non conoscendo altro prima di trovarti in questo workflow impieghi per lo meno un anno di studio, pratica, frustrazioni ecc… Per questo “gap” c’è tanto astio tra chi segue “LaVia” e chi fa alla carlona

          • ospite

            Posso capire alcune risposte, e purtroppo/per fortuna non ho fatto alcuno studio specifico ma tutto arriva dalla mia esperienza. Che è tanta… in molti ambiti…. a casa ad esempio ho xen, gestione raid multiplo con mdadm, partizioni/snapshot con lvm2, backup centralizzati automatici notturni e settimanali con diversi strumenti tra cui rsync/bash, resoconti html via web, server svn e db, dump incrementali/versionati, ecc.
            Tutte queste cose sotto Debian a riga di comando, nessun DE.

            Non sono assolutamente legato ad Eclipse, però ho notato che alla fine finisco per usarlo più di altri.
            Sia chiaro che non è per farmi pubblicità, è solo per farti sapere che io sono tutto tranne che adoratore di php 🙂

            Non so magari ho dato risposte io sbagliate subito, ma l’idea di “chiudersi” come dici tu posso capirla ma non la condivido.

            Avrei preferito di gran lunga avere qualcuno che mi spiegasse xen, quando mi ci sono avvicinato anni fa non ci capivo nulla (era la versione 2 credo). Purtroppo però, tutte queste cose sono totalmente sconosciute ad amici, parenti e pure colleghi…….. che se cambiano versione di Visual Studio non sanno più dove sbattere la testa.

            Giusto per fare un esempio: quando andavo a scuola nel 90 (se non ricordo male) avevo decifrato da solo la fat e scoperto che veniva messo il carattere 226 davanti al file quando questo veniva cancellato, ma non veniva cancellato sul serio. Oppure mi sono accorto che il conteggio del cluster non tornava, e così ho scoperto che i byte venivano scritti appunto a blocchi e quindi potevi finire lo spazio sul floppy (360k) anche se la somma dei file era molto più piccola.
            Queste cose non te le insegnano o suggeriscono, ci sono arrivato per la curiosità di sperimentare e capire le cose.

            Quindi come ti dicevo non vedo l’ora di conoscere meglio anche python, anzi vorrei lavorare su queste cose tutto il giorno, ma purtroppo sempre più spesso non riesco o ci sono altre cose da fare.

            Comunque grazie per le dritte e spero di approfondire a breve.

          • Kim Allamandola

            Questo è un ottimo approccio 🙂

            Il chiudersi non piace manco a me, che infatti spesso scrivo fiumi di commenti proprio per “far la mia parte” a tema informazione ma viene abbastanza naturale: tempo fa con derivazione cinematografica è diventata famosa la frase 90% of everything is crap e purtroppo è vera. Non è un problema informatico ma della nostra società dove si preferisce vendere i propri locali per restarci dentro in affitto (così tra 6 mesi risulta che c’è stato tanto incasso e poca spesa tanto oltre i 6 mesi non interessa a nessuno) dove si vuole tutto fatto in stile operaio modello ford, dove se dici che per imparare a programmare ci vogliono 10 anni almeno (ma come il bambino $tal_dei_tali ha scritto un’app per AhiPhone a 7 anni!) ti dan del pazzo o pensano che vuoi tirar l’acqua al tuo mulino… Dopo un po’ non ne puoi più.

            Per python, tanto per restare in tema di “approccio pulito” The Python Standard Library by Example di Doug Hellmann (un ex SUN) è ottimo per non reinventare la ruota e scoprire approcci non proprio noti a chi viene dal php&c, Go lascialo in seconda posizione 🙂

            A tema server domestici prova lo zfs al posto di lvm+mdadm+$fs, se non sei a corto di ram zfs è “il primo passo verso il futuro dello storage”, raid, volumi, quote, export, zfs send&recv al posto di rsync ecc li gestisce lui con una semplicità disarmante. Ansible ti permette di gestire tutti i tuoi deploy in automatico e stra-comodamente, come per lo zfs è la semplicità a vincere e la curva d’apprendimento per riuscire ad aver qualcosa di usabile è decisamente poca cosa. In breve cose che in “stile tradizionale” richiedono tempi e lavori lunghi le fai in tempi iper-brevi e con ben poco lavoro.

            Purtroppo non troverai questo approccio spinto da distro con un’azienda dietro (Canonical inclusa) poiché se si diffondessero realmente in massa il gran incasso sui supporti andrebbe a ridursi non poco… Ma se hai pazienza lavorerai molto ma molto più comodamente!

          • ospite

            zfs lo sto provando da un annetto e farò parte del nuovo server, che però stenta a venire fuori. Un po’ perchè mi perdo in mille progetti (non solo di informatica) ed un po’ perchè non ho ram e dovrei ricomprare gli attuali controller raid e non mi va di spendere ancora soldi… però secondo me è il file system definitivo. Mi sono piaciuti subito la facilità di fare volumi con quote, gestione raid ed il sistema di controllo in fase di scrittura, che dovrebbe prevenire qualsiasi errore del controller che gli altri fs non hanno. Subito pensavo di metterci Solaris, poi è arrivata Oracle ed ho cambiato idea…

            rsync&c sono obbligatori perchè i pc sono molteplici, quindi lato server posso usare zfs ma poi quando ho client (netbook, pc, htpc, altri) devo usare quello disponibile. Però non sapevo avesse anche questo tipo di funzioni, o meglio non avevo pensato di applicarle in questo modo. L’unico dubbio è sempre quello: rimanendo su Linux (Debian 6-7) riesco ad avere zfs stabile?

            L’ultima volta che ho controllato mi sembrava di no (1 anno e qualcosa fa) e che la strada fosse ancora lunga.
            Poi devo far convivere xen e tutto il resto, quindi non posso spegnere da un giorno all’altro e per questo sto allestendo un secondo server con zfs a cui migrare i vari servizi. Quindi più memoria, più cpu (cioè più vm) e stessi dischi, che sono tra l’altro già fuori dal range “domestico”.

            Come al solito ho divagato… ora concentriamoci su python… git e zfs arriveranno più avanti non ho dubbi.

          • Kim Allamandola

            Per i controller non capisco: non configuri nessun raid hw ne mp hw, lo fa lo zfs. Per i client se sono anche loro ad es. Ubuntu zfs send&recv sono decisamente più performanti di rsync, per Debian non mi pronuncio ma su Ubuntu è dichiarato stabile e personalmente non ho ancora avuto problemi di sorta, forse avrai meno pappa pronta ma… Cmq ti so dire entro domani 🙂

          • Motoschifo

            Il server ora ha 20 alloggiamenti hotswap di cui 5 liberi, ed ovviamente i sata della scheda madre non bastano. Quindi ho 3 controller pci economici (ma comunque costati 400 euro qualche anno fa) in modalità sata normale. Le nuove schede madri ne hanno uno al massimo (o nessuno) e quindi dovrei comprare altri controller e spendere altri soldi. Cosa che purtroppo ora non posso fare, visto che quello che rimane devo metterlo nella sostituzione di 2 dischi che si sono rotti (da wd green a wd re).
            Direi che comunque il serverino di test che ho lo passo subito a Debian+zfs e ci metto git, così almeno qualche prova ci scappa e poi se l’appetito vien mangiando potrei rifare il server senza cambiare hardware.

          • Alessandro

            Te le sei date da solo, è questo il problema. Io non volendo offenderti, ho preferito tacere.

        • ASP è “penoso” per il solo fatto che devi usare (a meno di accrocchi) un server Windows per il deploy.

          • Alessandro

            Ti compatisco 🙂

        • Kim Allamandola

          #ifndef FLAME
          Hum, ricordo male o proprio un tal Rasmus Lerdorf disse che se avesse saputo quel che sarebbe successo col suo linguaggio avrebbe cercato di farlo un po’ meno peggio?

          Php è, insieme al Pascal, ASP e tanti altri un linguaggio mal-pensato usato per lo più da soggetti mentalmente inadatti a scrivere sw (gente che il design, la pulizia del codice ecc non vuol sapere cosa siano) IMVHO.

          #endif // FLAME

          • Alessandro

            Lo so e li evito questi personaggi anche in ambito lavorativo. Non posso perdere tutto il mio tempo a ripulire/ordinare quello che altri incuranti hanno messo in disordine.

          • Kim Allamandola

            ? Rasmus Lerdorf è il “padre” di PHP…

          • Alessandro

            Ok non mi riferivo a lui ma alla tua ultima frase

    • XfceEvangelist

      Non lavoro nel settore server ma nell’azienda dove lavoro ho notato un menefreghismo generale verso GNU/Linux avvolto da una sorta di diffidenza verso soluzioni alternative. Ignoranza e poca voglia? Direi proprio di si (ed intanto il consulente Windows viene continuamente chiamato a risolvere i problemi… e vai di cash €€€€)

    • Ermy_sti

      la verità è che con windows arrivi a fine mese per assistenza dei suoi vari problemi mentre con linux no…a tutti i sistemisti che conosco mi rispondono così e sono d accordo…agli amici però installo linux dal momento che non ci guadagno niente e non ho voglia di vederli tornare con pc pieni di virus e malware e sprecare tempo

      • Kim Allamandola

        Questo è falso poiché GNU/Linux ha comunque bisogno di manutenzione regolare. Si tratta di organizzare diversamente il lavoro e spingere “il cliente” verso una diversa mentalità (manutenzione/evoluzione continua vs fregarsene sino a quando non salta tutto) ma posso garantirti che specie oggi l’installa e dimentica non esiste su nessun OS, anzi forse Windows è più “adatto” a questo tipo d’uso.

        Ad ogni modo ad oggi un sysadmin GNU/Linux in media guadagna un bel po’ di più di un omologo Microsoft. Quelli che eventualmente potrebbero guadagnare di meno sono i guru del marketing (giacché non ci sono “prodotti” da vendere ma sostanzialmente servizi) ed il management che da divinità passa allo stesso livello del comparto tecnico…

        In generale è vero che se tutto fosse iper-facile e automatico calerebbe il lavoro, solo che è vero nell’unico caso in cui si assuma evoluzione ZERO. Poiché oggi si stà abbastanza diffondendo (sia pur con tutte le barricate dei sempre ululanti e numerosi reazionari) il concetto di evoluzione come precondizione necessaria il problema direi che esista solo per chi si barcamena occupando posizioni che non dovrebbe occupare…

    • Matteo

      Cosa c’entrano i sistemisti? Loro eseguono e basta.

      • Per nulla, in quasi tutte le aziende la gestione dei server è delegata ad una pseudo-elite (di rimbambiti). Non si chiamano sistemisti? Chiamali come ti aggrada, quello è purtroppo il concetto.

  • Roger

    Dal basso della mia poca esperienza, nei pochi casi che conosco la “colpa” è della società che elabora i dati.
    Programmano in VS e pretendono windows sia sul server che sui client.
    In un caso ha visto un aborto di db ms-sql+access dove in pratica i client usando i db access copiati dai db del server, non capisco proprio il perché di una soluzione del genere.
    La colpa non è solo delle aziende ma anche di chi li affianca o elabora i dati, spesso sono i più “pericolosi”.

  • paolinux

    winzozz ha di buono che è ‘uno’. paghi tanta assistenza e hai un prodotto finito, e i problemi son di chi è pagato.

    linux ha quelle tre/dieci distro, quei 3/quindici DE che non servono nel server… ma vogliono tastiera mouse e video nel server…. , le varie versioni….

    debian7+nginx+postfix, dovecot imap, ispconfig 3+roundcube+mariadb e phpmyadmin. spamassasin clamav greylist , è peggio del klingon stretto per il parco dei sistemisti CED. e già con 6 guide diverse buona volontà e tanto tempo funziona tutto solo alla 4 macchina virtuale fatta… imho una soluzione windowz ,gestita da esterni, era più immediata. e.insicura

    • Kim Allamandola

      Hai mai provato il supporto in ambiente Microsoft ed in generale la maggior parte dei supporti commerciali per sw commerciale/closed? Il 100% di quelli che ho provato sinora, dal super-piccolo al super-grande m’han fatto decidere che Google (search, non altro) è assai più efficiente…

    • michele casari

      windows: iis, sqlserver, server di posta, antivirus e antispma li devi installare e configurare, Non misembra sia cosi diversa la situazione. Non è che con un click installi tutto. E se pensi che basti un clicl per tutti i servizi, beh credo che tu abbia avuto poco a che fare con i server.
      PS linux in ambito server hai Debian/Ubnutu/Centos/RedHat, per quest’ultima hai pure la tanto agognata assistenza. Di DE hai Gnome-shell o Unity.

      PS2 Ho lavorato in una piccola società e l’assistenza Microsoft per un problema in VB6 è stata NULLA, manco hanno riposto.

      • Kim Allamandola

        In effetti se ti han preparato la pappa su GNU/Linux puoi “installare” tutto quel che citi in un click: è il principale motivo per cui è nato “il cloud computing”, avere un’infrastruttura in grado di aggiungere/rimuovere/trasferire servizi anche da parte di incompetenti totali. Da MAAS ad AnsibleTower l’idea è quella…

        Purtroppo tanti confondono la pappa pronta col prodotto, vedi chi loda le WebUI di turno cucinate in una qualche distro semi-embedded spesso “costruita” da un’azienda che vende supporto, documentazione ecc (pensa a FreeNAS, Nexenta, Collax, pfSense, …). Alcune sono anche fatte bene (Nexenta per certi usi, pfSense ecc) solo che per natura finiscono quasi sempre in mano a “creatori di disastri” di primordine!

        • michele casari

          Purtroppo ho fatto “il sistemista” solo di un pc casalingo (era un potentissimo Penthim 3) con web server e posta (configurazione proxy, dns e dominio). Dapprima con slackware (LAMP) poi passato a debian (apache + mod_python + postgresql) in entrambe i casi senza interfaccia grafica….
          parliamo di un’altra epoca, ho spento il tutto circa 7 anni fa.

          • Kim Allamandola

            Hu, era un post semi-ironico 🙂

            Diciamo che da 7 anni fa ad oggi il “grande cambiamento” è che i sistemi di automazione sono diventati realmente alla portata di tutti, se un tempo automatizzare “una post-install” con CFEngine richiedeva un pacco di lavoro ed un bel po’ di “setup” per la sola CFEngine oggi con Ansible il lavoro è quasi una banale scrittura di testo ed il setup è un apt-get install openssh-server + un po’ di dipendenze python seguite da un git clone. In più via via che i “pacchetti cloud precotti” (OpenStack per citare il più famoso) si sono evoluti han cominciato a comparire le soluzioni “tutto in un click”.

            Il sugo è una distro che alla fine dell’install serve una webui da cui puoi fare un po’ di cose incluso il deploy massivo di nuovi nodi, la creazione in una manciata di click di nuove macchine (virtuali o fisiche) il provisoning di queste con una manciata di servizi ecc (cerca ad es. Ubuntu MAAS su youtube o anche solo Landscape, JuJu, Ansible Tower ecc).

            Queste soluzioni sono “mostri” adatti ad es. ad un hosting che vende VPS ma decisamente sovradimensionate, complesse da mantenere e troppo avide di risorse per quasi tutti gli ambienti medio-piccoli e piccoli però era giusto per dire che volendo in certi casi su GNU/Linux puoi veramente gestire un’infrastruttura IT con qualche click 🙂

  • Ermy_sti

    ritengo centos il migliore e ubuntu server dietro a ruota (solo per il fatto di aver un parco di programmi pacchettizzati già pronti) preferirei debian ad ubuntu ma il supporto è troppo breve

    • concordo, debian dovrebbe dare supporto per 5 anni, 2 sono troppo pochi

      • Ermy_sti

        c’è da dire che debian 6 a sorpresa hanno prolungato il supporto ma siamo alle solite comunque breve e impreciso comprese le relase a sorpresa. Tutto a sfavore dei sistemisti che non riescono a pianificare e delle aziende che meno è il supporto più spendono in aggiornamenti

        • Marco

          Oddio debian 6 è stato prolungato un po’ malamente, attualmente lavorano a sistemare i bug solo 2 persone nel loro tempo libero, di tutti i fondi che avevano promesso le aziende interessate non se ne son visti e non si possono permettere nessuno fulltime…

    • Kim Allamandola

      Si vede che non hai esperienza sul mantenere CentOS…

      Sul supporto cerca “immutable servers”, da una buona idea su come ogni supporto lungo sia una PESSIMA cosa…

      • Dario

        …sarà perché loro offrono solo quello breve?

        • Kim Allamandola

          Perché aggiornamenti costanti e vicini (1 anno per me è l’ideale) ti costringono ad avere un’infrastruttura di deploy ovvero a piantarla di restare nella preistoria con deploy e provisoning a mano.

          Install frequenti ti costringono ad avere un’infrastruttura documentata o per lo meno nota a chi la gestisce senza lasciti di anni passati, magari fatti da altre persone, in stati ignoti e con potenziali problemi asdrusi.

          Il principio degli immutable servers è proprio questo: più un sistema è “vecchio” (ovvero lontano dalla sua installazione) più è in uno stato ignoto/inconsistente, “si sporca” e “non sai cosa c’è sopra”, automatizzando i deploy elimini questo problema e aggiungi molta comodità extra: tempi di recovery/espansione immensamente ridotti, tutte le informazioni della tua infrastruttura in un repo git: se anche avrai ben poca documentazione potrai leggerti dei files yml/xml e sapere cosa c’è, chi l’ha fatto, quando ecc ecc

          Purtroppo in tanti vivono ancora nella preistoria sognando nuvole e mondi virtuali…

      • Ermy_sti

        e perchè mai??

        • Kim Allamandola

          Per bacherozzi e magange tali che misurati sul relax del sistemista pongono chi sta su CentOS a metà tra Windows (estremo stress) ed Ubuntu (estremo relax)

          • Ermy_sti

            È la prima volta che sento dire che ubuntu è più stabile di centos…come mai dici questo?

          • Kim Allamandola

            Perché scappai da RH molti anni fa (ai tempi della Fedora Core 4) proprio per le magange dell’allora neonato Yum, per i defaults “discutibili” (per essere politically correct), per i bachi che incontravi ogni volta ecc. Ad oggi chi conosco ancora con RH e derivate conferma che nulla è cambiato.

            La “stabilità” dell’OS non è diversa da Ubuntu, la diversità è il lavoro manuale che devi fare per ottenere un risultato. E non è affatto poco.

          • Ermy_sti

            Pensa che io avrei detto proprio il contrario..avevo usato per un pò centos 6 per utilizzarlo come server in uno studio avvocati con client mac (il lavoro lo faceva un amico esperto che sosteneva la maggiora compatibilità di centos con mac maggiore di ubuntu) e mi sembrava avesse strumenti di gestione server decisamente superiori a ubuntu (distro che utilizzo da anni) e poi il supporto più lungo e informandomi in giro tutti dicono che è più stabile di ubuntu lts

          • Kim Allamandola

            “strumenti di gestione server” non saprei di preciso a cosa ti riferisci: Spacewalk (RH) è gratuito a differenza di Landscape (Ubuntu) che si paga e manco pochino quindi se quel che intendi è una GUI di “gestione centralizzata” potrei essere d’accordo ma se gestisci un server queste GUI/Webui non dovrebbero interessarti, un conto è un monitor ben altro è voler gestire a mano via GUI. CentOS e RH sono distribuzioni degli stessi software quindi parlare di maggiore compatibilità, migliori strumenti, ecc è abbastanza risibile: non ha senso.

            RH può aver sviluppato dei suoi tools come Canonical ma tolti questi che cmq penso non userai certo per un server di uno studio legale le differenze sono ZERO. L’unica differenza e non da poco è che Ubuntu è molto più “precotto” per quel che devi fare nel 99% dei casi, è più flessibile ed ha una gestione di packages ed update decisamente superiore.

            Quel che mi riferisci cmq non mi stupisce: ci sono un certo numero di soggetti che vedono Ubuntu come l’outsider sgradito (ha un enorme successo e la sua filosofia è spesso in polemica con il mostro sacro RH) e quindi ci sparano contro aria fritta non potendo usare argomenti validi. C’è chi impugna un benchmark come se 10ms di differenza su qualcosa fossero rilevanti per il 99.999% degli ambiti e dimenticando completamente l’insieme, non diversamente dal classico utonto che valuta un desktop dai GHz della CPU ignorando tutto il resto.

            Se giri nel mondo enterprise/datacenter vedrai che RH non è affatto amato, Ubuntu ancora da fastidio a qualcuno “per giovinezza” e Debian è li-li con Ubuntu avendo dalla sua l’età ma mancando delle cromature, c’è chi vede Canonical come un vantaggio chi come un rischio (una sola azienda dietro l’intero progetto). Grossomodo lo stato è questo RH è il player storico, grande contributore di codice core, ma in costante declino per troppe scelte “sgradite” o “inopportune” fatte nel tempo e non parlo solo del recente GnomeOS!

          • Fede_Ve

            Molto interessante questo scambio. Stavo proprio per domandare un parere su Debian, perché non l’avevo visto nominato nelle discussioni.

  • Linux SysAdmin

    Sono un sistemista di una piccola/media impresa e gestisco circa 40 server.
    Di questi 40 una decina hanno applicazioni o servizi web e di questi purtroppo 2 sono windows.

    Quando si tratta di “sviluppare” in casa un’ applicazione o servizio uso solo esclusivamente Linux, primo per la semplicità con cui posso fare le cose e in secondo per la vastità di forum e simili che si trovano quando ti impasti in qualche file sbagliato.

    Sì avete letto bene, a mio avviso linux è più semplice in ambito server, sono tutti capaci di associare mouse e iconcine colorate a semplicità ma provate a fare un url rewrite od un cluster con IIS, 3 righe di configurazione in apache ed è fatta! e se non siete capaci ci sono 111000000 di guide al riguardo

    Purtroppo capita a volte di comprare servizi commerciali che si integrano in active directory e bla bla bla… quelle fetecchie girano su IIS e se vuoi il servizio devi necessariamente tirar su quell’aborto di web server.

    A mio modesto parere, al giorno d’oggi windws server è un inutile spreco di risorse e denaro!

    -prima che qualcuno rompa con la facilità di amministrazione di Active Directory date un occhio a Zentyal! 🙂

    • Sono completamente d’accordo che Linux è ben più semplice da deployare, gestire, ecc. Infatti è l’ignoranza dei sistemisti a fare gioco, non l’effettiva difficoltà del sistema.
      Provare a gestire una struttura cloud load balanced con ambo i sistemi e poi ditemi.

    • andves

      ovvero ci sono esattamente 448 (in decimale) guide al riguardo! XD

    • Dario

      Condivido. L’ultimo server con windows che abbiamo messo su in azienda era un 2008 server con 16gb di memoria. Il sistema da solo se ne prendeva 4 ad uso esclusivo…

    • Max Franco

      come detto in altri post zentyal va bene per realtà di piccole/medie dimensioni. il problema sono le grandi aziende che hanno centinaia di sedi e migliaia di terminali. e comunque samba4 emula active directory, quindi in realtà fornisce un servizio che comunque nativamente è supportato in modo migliore dai server windows. Nelle piccole e medie realtà, dove zentyal andrebbe benone, sono gli applicativi a condizionare la scelta…

  • gentoo su server? chi è che usa una rolling release?

    comunque mi aspettavo che redhat fosse più utilizzato, mi sembra bassa la sua percentuale

    • se metti il ramo lts stable di rolling release in gentoo hai ben poca robba soprattutto lato server 😉

    • Silvio Chiaverini

      sono d’accordo: REDHAT ha una % davvero bassa

    • Leonardo

      forse ti sfugge che RedHat è a pagamento, è più indicata per chi ha bisogno di supporto diretto

      • no no, non mi sfugge affatto, so che è a pagamento, ma nonostante questo mi aspettavo una percentuale maggiore

    • sabayonino

      definire Gentoo una rolling … non è che sia il massimo 😀

      ci sono vari profili abbinati alle “keywords”

      wiki. gentoo. org /wiki/ Profile

  • SA

    W GNU/Linux e l’ Open Source, sempre e ovunque serverworkstation.

    Volevo fare una domanda: per gestire e configurare SAMBA 4 oltre alla shell,
    esiste qualche tools webapp, che permettà di configure in modo ottimale e funzionle samba per la gestione del login centralizzato. In modo da semplificare la gestione di client GNU/Linux, OS X, Windoz., oltre a Zentyal. Ad esempio Red Hat, Suse, solo per sendito dire non sicuro, (usano dei tool propri ma a pagamento) per gestirecrearedisattivare gli utenti.
    Gestire 5001000 user, utilizzando la shell, per molti non e il massimo. Alla fine, come tutte le cose sono gusti. Secondo me e sbagliato pensare che un vero sysadmin deve usare solo la shell per amministrare tutto. Una gui “web” secondo me fa risparmire tempo nel effettuare alcune procedure.
    Mi viene in mente, se un sysadmin dovesse configurare un NAS (Openfiler, OpenMediaVault, FreeNas) solo ed esclusivamente utilizzando la shell.

    • Ermy_sti

      su qualsiasi software center trovi system-config-samba o semplicemente semba, tool grafico da li hai anche la gestione utenti, in qualsiasi caso da samba 4 io non riesco più ad utilizzarlo funziona solo quando vuole lui e non riesco più a configurarlo. Una schifezza ormai l’ho abbandonato in favore di ftp (filezilla) che mi gestisce anche la rete dall’esterno.
      Pure io sono d accordo con i tool grafici al posto della riga di comando anche perchè chi ha memoria fotografica è una manna, purtroppo linux da questo punto di vista è indietro anni luce rispetto a windows che avrà tanti difetti ma su questo punto è avanti (poi non ha una gerarchia corretta dei menu ma questa è un altra cosa)

      • Kim Allamandola

        Infatti Windows richiede powershell per le certificazioni professionali, com’è indietro eh!

        Hai provato a memorizzare chessò le GUI della Mikrotik? Prova! Sono un ottimo esempio giacché han cercato (bene) di far fare il 100% delle operazioni CLI via GUI => non le usa sostanzialmente nessuno, sono troppo complesse.

    • Kim Allamandola

      Un NAS? zfs set sharesmb=on pool/volume è difficile? In effetti è MOLTO più complicato installare queste varie webui che non semplicemente configurare i servizi che servono.

      Ad ogni modo se vuoi gestire facilmente e Come si deve™ quel che ti serve si chiama Ansible: da shell fai una conf di prova, poi la replichi in una role Ansible e gli utenti li prendi da un qualche sistema dedicato, ldap ad es. che a sua volta è gestito via Ansible non certo scrivendo files ldif a mano.

      Una GUI per sua natura non può coprire tutte le conf possibili per via testuale senza essere un mostro sterminato ed ingestibile (pensa tanto per dire alle GUI by Cisco che open certo non sono).

    • Kim Allamandola

      Ps c’è un articolo carino e breve a tema deploy: goo gl hmt4jt
      non concordo con l’autore ma può darti un’idea di quanto tempo sia passato dalla gestione CLI-manuale che citi come sola alternativa alle GUI 🙂

  • Luna

    Passare? Si e No. Incominciare? Si, con Linux conviene. A patto che non si critichi quello che non si conosce.

  • TopoRuggente

    Se ovviamente non consideriamo un eventuale application server, dove la scelta è condizionata dall’applicativo, sicuramente si.

    Non tanto sotto il profilo economico, quanto di prestazione, a parità di hardware un server Linux ha molta più potenza da dedicare ai servizi.

  • Adriano Bassignana

    In un mondo che va verso la delocalizzazione dell’elaborazione Linux è effettivamente un’arma vincente semplicemente perché fa quello che deve fare e lo fa pure bene. La statistica è pure bacata in quanto se si considerano server anche le applicazioni di firewall, routing, voice ed instradamento IP il numero dei serve linux che girano dal router ISDN di casa nostra al sistema presso il provider… be allora pensi che la % di diffusione aumenti in modo spericolato! Il motivo è sempre quello, Linux è configurabile da ogni costruttore e quindi un ottimo investimento aziendale, ovvero non teme il “tempo” e non richiede un HW standard. Perciò ogni produttore può costruire una propria linea di prodotto e ritagliarsi in questo modo una propria fetta di mercato. Cosa che non capita con Windows ne con MAC OS. Ultimamente poi Linux sta entrando nei mission critical RT, come i sistemi per il controllo di processi e automazione dei trasporti… anche li c’è un potenziale veramente alto! Per finire ultimamente sto imparando a programmare in JSBSim un ambiente Open utilizzato per la simulazione aerea e non solo… li Linux la fa da padrona e ho scoperto che l’accoppiata JSBSim+Linux è l’anima di tanti droni… un esempio in cui l’ambiente Linux Server, applicazione RT, sistema HW stanno diventando un unicum industrialmente appetibile.

  • SGAB

    Sì, insieme ad altri sistemi (che non sono windows.

  • pippo

    che razza di domanda

    • AndroidWolf59

      Già, in effetti … 😉

  • AndroidWolf59

    Per quanto riguarda i DB server direi che Linux conviene senza dubbio (esperienza pluriennale in una azienda di Telecomunicazioni dove per molti progetti l’accoppiata Linux-Oracle va alla grande …)

  • Max Franco

    come detto altrove, può convenire a piccole/medie imprese, che non abbiano applicativi gestionali che girano solo su windows, cioè molto poche.

    le grandi aziende usano mainframe ibm, magari già linux, ma per i terminali al momento Active Directory non è sostituibile in realtà dove ci sono centinaia di sedi e migliaia di pc da gestire. E anche io che sono un fan di Zentyal non avrei il coraggio di gestire simili realtà con un surrogato, per quanto valido, di AD.
    Alternative che garantiscano tutto quanto offre AD momento non ne esistono, almeno che io conosca….

    • Kim Allamandola

      La domanda a questo punto è: cos’è AD? Perché direi che mettendo insieme tutto l’unica sua peculiarità resta qualche GUI di gestione e siamo nel 2014…

      Non usando né lavorando in ambienti Microsoft su “alternative ad AD” non mi pronuncio, ma su “soluzioni se non equivalenti superiori” direi ce ne sono eccome. Quel che manca è l’impegno delle distro in tal senso: c’è più lavoro iniziale sia per il design che per l’automazione e questo lavoro richiede chiaramente competenze ma una volta fatto non ci sono paragoni.

      • Max Franco

        bò.. se mi riesci a replicare tutto quel che fa active directrory su decine di server con costi umani…… al momento per fare una cosa del genere occorrerebbe configurarsi ogni server a manina … che poi sia possibile ottenere risultati migliori con server linux non discuto, ma il fatto è che al momento un prodotto del genere, creato da una società che possa poi fornire supporto tecnico, cosa indispensabile in ambito enterprise, non esiste prorprio… e una multinazionale come potrebbe mai pensare di prendere in considerazione di migrare i propri server AD a linux, in queste condizioni?

        • Kim Allamandola

          Ansible è la mia risposta favorita ma ce ne sono molti altri. Si chiama automazione. Le configurazioni “a mano” fuori da sviluppo&test non si fanno più da anni…

          Fatto il “primo setup”, non su n macchine, sulla/e macchine dove sviluppi e provi la soluzione farla scalare su 1 come su 10M+ macchine è al massimo un problema di rete.

          • Max Franco

            non conosco ansible, ho fatto un paio di ricerche ma pare più un sistema orientato alla gestione dei server, non alla gestione dei client. che in questo settore linux domini, è cosa risaputa… il problema di come gestire migliaia di postazioni desktop sparse in centinaia o migiliaia di sedi, ognuona con differenti parametri e configurazioni, con linux,, ancora non mi è chiaro

          • Kim Allamandola

            Che differenza c’è tra server e client dal punto di vista di Ansible? Lei funziona su un OS *nix con login ssh. Che sia un desktop od un server non cambia NULLA.

            Se vuoi il supporto anche per i desktop Windows Ansible credo sia molto indietro, nel caso c’è Cacti che supporta PowerShell.

            Restando su Ansible tutte le millemila differenze del caso le metti in una role, il playbook è colui che applica delle roles a degli hosts 🙂

    • > Active Directory non è sostituibile in realtà dove ci sono centinaia di sedi e migliaia di pc da gestire.

      Puoi *perfettamente* integrare AD con desktop Linux.

      • Max Franco

        si parlava di server non di desktop…

        • Ho risposto alla frase quotata (dove si parlava di terminali).

    • Dario Lynx

      RedHat ha il supporto tecnico a pagamento.
      Il vero problema sono le multinazionali, non le applicazioni.
      Se le corporations non facessero accordi al limite della legalità con i produttori di SW e HW, questo problema non si porrebbe, anzi, probabilmente M$ sarebbe già fallita e iOS avrebbe costi più razionali.

      • Max Franco

        red hat fornisce un server in grado di sostituire active directory?

        • Dario Lynx

          si, con winbind e samba configuri l’auth.
          per le alternative:
          alternativeto.net/software/microsoft-active-directory/

        • Kim Allamandola

          Non è RH a doverlo fornire, è il sistemista che deve saper usare l’OS che amministra: su qualsiasi distro GNU/Linux puoi sostituire AD.

  • Fabio Betti

    Non so’ io ho un piccolo studio, ma da 10 anni uso solo linux per il server. Non mi passa neppure nell’anticamera del cervello tornare indietro.

  • gambadilegno

    una guida su come allestire un bel server privato su linux, su cosa serve per realizzarlo e come configurazione hardware mi farebbe proprio comodo, in base a quali criteri si sceglie l’hardware e l’OS su quale allestire il proprio server domestico.. come va dimensionato in base all’utenza e al carico di lavoro che deve gestire?

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