Nella rubrica “oggi parliamo di…” chiediamo ai nostri lettori il proprio parere riguardante Ubuntu: meglio rolling release o un PPA dedicato con le principali applicazioni aggiornate?

Ubuntu
Canonical ha recentemente rilasciato Ubuntu 14.04 Trusty LTS, release che sarà supportata per ben cinque anni. Per mantenere stabile e sicuro il sistema operativo Canonical rilascerà costanti aggiornamenti di sicurezza e mantenimento, le principali applicazioni rimarranno le stesse per ben cinque. Tra qualche anno gli utenti che utilizzeranno ancora Ubuntu 14.04 Trusty troveranno applicazioni come VLC, LibreOffice, Gimp, ecc non aggiornate mantenute all’attuale versione stabile. Per poter aggiornare le applicazioni dovremo ricorrere a PPA di terze parti a meno che Canonical non prenda esempio dai developer di Lubuntu, che con il PPA Staging for Lubuntu consentirà agli utenti di aver sempre aggiornato l’ambiente desktop LXDE e le applicazioni di default come Abiword, Gnumeric ecc.

Secondo voi Canonical cosa dovrebbe fare? mantenere le cose come stanno ossia una LTS che in 5 anni manterrà le stesse applicazioni, ambiente desktop ecc e release intermediarie (supportate 9 mesi) con applicazioni aggiornate; oppure cambiare?

Un’idea sarebbe un PPA come Lubuntu Staging in grado di fornire agli utenti della LTS almeno le principali applicazioni sempre aggiornate, oppure un repository in stile Tumbleweed in openSUSE con il quale la nostra distribuzione diventa una Rolling Release con applicazioni, Kernel, ambiente desktop ecc sempre aggiornato all’ultima versione stabile disponibile.

Potete indicarci il vostro parere semplicemente commentando questo articolo.

  • Ugo Zambiasi

    Propendo per la scelta del ppa Staging aggiuntivo.

    • Sevin de Vin

      idem, chi vuole può avere una sorta di rolling mentre chi preferisce la stabilità si tiene la LTS nuda e cruda

      • alex

        Io invece scinderei le due cose perché una cosa è il sistema operativo, un’altra sono le applicazioni.

        Quindi, quando si parla di stabilità, si deve intendere quella del sistema operativo e basta.

        Mettiamo il caso che nella LTS c’è il software A ver. 1

        Dopo un po’ viene rilasciata la ver. 2 che è più stabile della precedente. Ebbene, chi preferisce la stabilità, in questo caso, DEVE aggiornare.

        Ma poi, una cosa: ma chi stabilisce che un’applicazione è stabile? Secondo me lo stabilisce il produttore del software e basta, cioè, se Mozilla rilascia oggi Firefox 44 stabile, perché qualcun altro deve fare una/due settimane di test prima di renderlo disponibile nei propri repository stabili?

        Quindi, per me, l’ideale è: Rolling per le applicazioni, LTS per il sistema operativo.

  • Stefano Acierno

    Personalmente piace più una rolling-release tipo Manjaro (anche se li gli aggiornamenti sono prima testati per una settimana e poi rilasciati a tutti, non come Arch).
    Però se dovrei consigliare ad un nuovo utente Linux una distribuzione, sceglierei proprio Ubuntu o una sua derivata.
    Infatti Ubuntu è più stabile. Il suo difetto è che ogni 6 mesi c’è una distribuzione e i kernel sono sempre troppo vecchi.

    • ange98

      “li gli aggiornamenti sono prima testati per una settimana e poi rilasciati a tutti, non come Arch” Hai mai usato Arch? Hai mai letto l’ArchWiki? Hai mai sentito parlare di repository [testing] disabilitati di default che servono per testare i pacchetti prima che arrivino nei repository “stabili”?

      • iLuvArch<3

        alcuni parlano sempre per sentito dire 😉

        • Stefano Acierno

          hey “Mister per sentito dire” vedi che intendevo i NON-TESTING! In Manjaro Linux (basata su Arch) i vari aggiornamenti subiscono una ulteriore verifica rispetto al normale Arch! Vatti a fare un giro sul forum di Manjaro.

          @ange98:disqus i repository testing di Ubuntu e Arch li conosco troppo bene, senza che fai il sapientone.

          • ange98

            Maledetto refresh! Mi ha cancellato il commento…

            Se permetti non ho voglia di riscriverlo perciò ti farò un riassunto: Arch è vero che aggiorna i suoi pacchetti velocemente, ma se viene riscontrato qualche bug critico (veramente critico) durante il testing, si attende un po’ prima di caricarlo e se c’è un pacchetto che causa problemi basta guardare sul portale ufficiale (va bene anche quello italiano, visto che è ugualmente aggiornato) e ti verranno date le istruzioni per poter tornare a utilizzare la macchina (ciò accade raramente). Altrimenti se hai culo come me, basta usare –force (infatti come dicevo ho culo visto che non mi si è mai rotto nulla…). Perciò come vedi non faccio il sapientone, dico solo che con Arch se ti informi quando hai un problema, risolvi tutto in breve tempo.

            PS: “i repository testing di Ubuntu” Fino a questa nuova release, Ubuntu mi pareva un SO in perenne fase beta 😉 (adesso almeno sta diventando più stabile)

          • Stefano Acierno

            ma guarda che stai dicendo esattamente quello che dico io! infatti su Arch ci sono i repo testing e quelli stable…. i testing non li uso proprio a prescindere, perchè quelli sono un pò instabili.
            Gli stable invece sono ben controllati. Infatti Manjaro fa addirittura un ulteriore controllo di minimo 7 giorni. (non vorrei sbagliare ma anche ARCHBANG fa qualcosa di simile)

            A prescindere da tutto ciò Ubuntu non può rimanere ad una versione software così vecchia. Infatti se prendiamo come esempio il Kernel o LibreOffice si nota che da un aggiornamente all’altro mi cresce il barbone in faccia! O____________O
            Su Ubuntu se vuoi LibreOffice aggiornato devi installare i ppa (e che palle!).
            Proprio qui su LFFL leggevo dei notevoli passi in avanti degli ultimi aggiornamenti di LibreOffice (che è stabile!). Poi lo vai ad installare dal ppa di Ubuntu e dice RC3. Mah!
            Ubuntu dovrebbe avere semplicemente 2 versioni: 1 LTS e 1 Rolling-Release.
            Non una versione del cavolo ogni 6 mesi! Perchè poi ti consigliano anche di fare l’installazione da zero piuttosto che l’aggiornamento semestrale…..
            Mi sembra illogico poi…
            Invece con una Rolling-Release con repository stable si avrebbe un sistema aggiornato e performante.
            Basterebbe fare un controllo più approfondito dei pacchetti… magari rilasciando aggiornamenti cumulativi ogni 7 giorni (tipo MIUI con Android).

          • ange98

            Guarda secondo me dovrebbero fare una cosa ancora più semplice: una LTS. Fatta quella poi da update-manager scegli comodamente se vuoi tenere la LTS così com’è tutt’ora oppure se vuoi il core stabile + applicazioni aggiornate. Secondo me sarebbe l’ideale.

          • Stefano Acierno

            anche, basta che lo fanno come si deve. Il kernel della LTS 14.04 è troppo vecchio a mio modesto parere… doveva essere un pò più recente!

          • loki

            giusto per curiosità, ma che te ne fai dell’ultimissimo kernel?

          • Stefano Acierno

            migliorie caro 😉 prova a fare qualche test tipo del wifi, della gpu o altri componenti

          • Stefano Acierno

            tieni il sistema in salute e ben aggiornato. Ho fatto dei test e almeno sul mio pc fisso, portatile e netbook si sente la differenza di kernel 😉 soprattutto per il wifi!

          • loki

            mah, prendi il tipo nell’altro post: almeno dal kernel 3.5 non gli funziona più il wifi. preferisco che quello che funziona quando installo continui a funzionare per certo finchè non muore, almeno come comportamento di defaul.

          • Stefano Acierno

            eh ma prendi uno che tiene una scheda grafica di ultima generazione e vuole attivare certi funzionamenti o tecnologie, allora non potrebbe? Tutto dipende dall’uso 😉 pensa che almeno a me il wifi del portatile (che è del 2009) prima dal router del piano di sopra prendeva 1 tacca circa, ora invece ben 3 se non 4. Per non parlare del risparmio energetico di queste ultime versioni.

  • Michele Manforte

    preferisco i PPa con le applicazioni all’ultimo grido… metti x esempio che c sono funzioni interessanti…..

  • Andrea

    Lascerei le LTS come sono oggi, con i loro aggiornamenti a cadenze stabilite e farei a parte una RR per i più audaci eliminando tutti i rilasci intermedi che ci sono oggi che aggiungono solo confusione…sulla RR avrebbero comunque modo di testare tutto quello che vogliono per poi rilasciare le LTS stabili ed aggiornate.

    • Idem e quoto.

      • Andrea

        Inoltre le LTS si sono mantenute per 5 anni ma i rilasci sono a cadenze biennale, chi vuole come ha fatto per la 12.04 è passato alla 14.04 senza grossi problemi ed avendo il tutto aggiornato all’ultimo…accostare alle LTS una RR sarebbe perfetto!

        • Infatti uso solo LTS. 😉

          • Andrea

            Per lavoro, ufficio e per utenti domestici alle prime armi che voglioni pochi sbattimenti e non hanno voglia di fare particolari sforzi LTS a 2 o 5 anni, per la stragrande maggioranza degli utenti domestici linux una bella RR sempre al top…

          • Infatti uso Ubuntu per lavoro. Ho piallato per sempre Windows 7 Home Premium mesi fa e con Wine sono riuscito a far andare Photoshop che mi serviva.

          • Andrea

            Beato te io w7 non riesco a mollarlo

          • marco

            anche purtroppo a lavoro uso win 8.1 pro,ma quel maledetto sap ce lo danno solo con windows

          • Alessandro

            Abbandonate SAP no? l’antidevelopment gigante dell’anteguerra

          • marco

            purtroppo abbiamo spesso 300 mila euro per la licenza per non parlare della consulenza:)

  • laura

    lts con qualche ppa essenziale
    p.s.roberto non si poteva mettere un sondaggio nel articolo?

    • heron

      Ottima idea! ci starebbe bene un sondaggio:
      a: lasciare tutto com’è
      b: tutto rolling
      c: lts + rolling
      d: semirolling (kernel stabile+ applicazioni aggiornate)

      • EnricoD

        qualche sondaggio, e non solo su questa questione, sarebbe interessante

        • ariel

          roberto vogliamo i sondaggi:)
          p.s.io preferisco le lts

  • heron

    ovviamente rolling per gli utenti e ovviamente lts per gli uffici/server… ovvero mantenere le lts biannuali e abolire le versioni di mezzo per creare un’unica grande rolling.
    L’unico problema è che ubuntu si lascia sfamare da debian e in periodi di freeze di sid, sarebbero costretti ad ammettere che dipendono da loro e seguirli

  • fedefigo92

    Stabile ogni 2anni e una versione definita anche sul sito beta come rolling….anche perché la 13.10 sembrava una beta sempre piena di bug allora tanto vale fare una betarolling per smanettoni e non scrivere stabile che uno installa e torna a windows….

  • ange98

    Secondo me il top sarebbe avere una LTS + una Rolling oppure una sola versione con la quale si può scegliere se avere la classica LTS o una semirolling con uno stock stabile + applicazioni aggiornate(es. Ubuntu 16.04 viene rilasciata con uno stock stabile che viene aggiornato solo per eventuale bugfixing e riceve big updates con la 18.04 mentre le applicazioni verranno aggiornate poco dopo il rilascio).

  • kenshir000

    Sono del parere che sfornare una distro ogni 6 mesi sia solo uno spreco di risorse, non dico inutili, ma non ha senso proporre rilasci a corto termine, per poi incappare nelle solite problematiche di un sistema instabile, con programmi che non funzionano.
    Dovrebbero invece lavorare per la continua ottimizzazione della distro lts, e in parallelo lavorare sulla distro del futuro implementando nuove idee e una serie di esperimenti, per poi proporre un prodotto sostanzialmente diverso e collaudato rispetto alla distro precedente,

    • Renza Laracchia

      Condivido totalmente la tua idea.
      E’ pratica e fattibile.

    • parole sante… ma bisogna fare contenti tutti gli smanettoni che comunque fanno volume.

  • trololol

    Secondo me, bisognerebbe fare un rolling release con pacchetti aggiornatissimi per la gente che si sa muovere tra dipendenze e reinstallazioni, e una versione che ha solo gli aggiornamenti di sicurezza su pacchetti testatissimi per la nonna che vuol navigare su internet e per i server. Chiamerei la prima ubuntu unstable, la seconda ubuntu stable. Ogni tanto si prende uno snapshot da unstable lo si testa a fondo e lo si fa diventare il nuovo stable. Chiamerei questo snapshot ubuntu testing.

    • ange98

      Lo sai che se sostituisci Ubuntu con Debian, ottieni esattamente il ciclo di vita di una Debian, vero? (è casuale o fatto apposta?)

      • loki

        basta leggere il nickname…

  • iLuvArch<3

    in ogni release di ubuntu ho sempre avuto problemi, quindi tanto vale usare una rolling, sono passato ad arch e mi sto trovando davvero bene, fare il freeze ogni sei mesi, per poi metterci le proprie patch, porta solo rotture di p@lle agli utenti che si avvicinano a linux per la prima volta e scaricano ignari l’ultima versione di ubuntu senza sapere che è una debian sid.

    • passante

      Curano poco anche le LTS che escono con molti bugs. Questo è particolarmente indigesto.

      • iLuvArch<3

        perchè si basano su sid invece che su debian stable, è un idea completamente sbagliata se si vuole promuovere una distro come user-friendly, lo stesso errore lo fanno linux mint ed elementary che hanno ancora gli stessi bug da quando sono uscite.

        • Kraig

          Le Ubuntu LTS sono basate Debian Testing.

  • edo

    Una rolling relase è sempre comoda per chi vuole il software aggiornato all’ultima versione e questa soluzione può andare bene per un utente casalingo o comunque che si sappia destreggiare con distriuzioni linux e, abbia anche la voglia di aggiornare la propria distro.
    D’altra parte se un’azienda decide di puntare su distribuzioni linux è impensabile adottare soluzioni rolling release, perché ahimè molte volte dopo un aggiornamento possono diventare molto instabili e ciò comporta un’enorme mole di lavoro per i vari tecnici presenti nell’azienda. Di conseguenza distribuzioni con supporto a lungo termine, come Ubuntu, sono, secondo me, l’unica scelta che possono fare aziende come Canonical per fornire soluzioni a livello aziendale.

  • passante

    Ubuntu è una Debian con qualche aggiunta (driver, software e font ben leggibili). Io preferirei che attendessero l’uscita della Debian Stable e configurassero per bene quella (chiamandola Ubuntu Stable con supporto 3 anni). Poi ogni 6 mesi potrebbero rilasciare una Ubuntu Testing (basata su un freeze di Debian Testing, supporto 13 mesi). Chi vuole la rolling può sempre spostarsi su Debian Testing, Debian Sid, Arch, Gentoo, eccetera.

  • Tuxino

    Una ubuntu rolling sarebbe l’opzione ideale senza togliere le LTS ovviamente

    • iLuvArch<3

      le lts ogni due anni da debian stable con il ppa unity e stop!

  • Ubuntu rolling con freeze della sola sottostruttura ogni due anni (LTS) sarebbe una ottima cosa IMHO

  • Giorgio Dramis

    Forse sono le cattive esperienze fatte con Arch a parlare, ma io opterei per i PPA.

  • guest

    Vorrei sfatare il mito per cui rolling release sia sinonimo di instabile. Non si tratta di utilizzare software in fase beta, ma versioni considerate stabili dagli sviluppatori upstream. La versione stabile poi non va inserita il giorno stesso nei repository ma dopo qualche settimana così che eventuali bug vengano risolti.

    • ange98

      infatti come ho ripetuto più volte rolling != bleeding edge

      • Davide Dallara

        ma anche bleeding edge != unstable

        • loki

          falso, soprattutto quando si parla di major version

          • Davide Dallara

            se lo dici tu…

          • loki

            ci siamo ammazzati di argomentazioni in questa discussione, vero?

          • Davide Dallara

            semplicemente perchè tu travisi il significato di bleeding edge, quindi non c’è nulla da argomentare

    • loki

      il tempo di freeze di debian wheezy è stato di 308 giorni. loro sono, giustamente per il loro target, maniacali per quanto riguarda la stabilità, però forse qualche settimana è un po’ poco per dire che rolling è diverso da instabile…

      • guest

        Forse non mi sono spiegato bene. Non si tratta di mettere nei repository per fare un esempio di Firefox nightly (32 mi sembra), ma la versione che il produttore ritiene stabile in questo caso la 29. Per applicazioni di questo tipo si possono inserire nei repository in una manciata di giorni, anche il giorno stesso.

        Per quelle parti del sistema più critiche quelle diciamo “sotto il cofano” anche se la versione è stabile, è bene aspettare qualche settimana, non più di un mese (parere personale) in modo tale che bug critici vengano fixati prima di finire nei repository. Non si tratta di fare come debian testing che mette in freeze tutto il sistema per mesi.

        • loki

          ho capito quello che vuoi dire, ma cosa ti assicura che il software che il produttore ritiene stabile, per quanto possa essere un software marginale, non abbia bachi difficili (heisenbug, shrödingbug e tutta quella bella cerchia di cose imprevedibili), regressioni o quant’altro? se già i rilasci stabili di debian e ubuntu ogni tanto finiscono per avere problemi del genere (solitamente aggiustati durante la vita di quella versione), con una distro rolling questa possibilità si verifica ad ogni aggiornamento

          • matteo

            i frequenti aggiornamenti annullano questo problema, mentre su ubuntu, se la cosa non riguarda la sicurezza o fà parte di quel 10% di roba che quasi nessuno installa, te lo tieni comè o vai a rompere le dipendenze con ppa di terze parti.

          • loki

            i frequenti aggiornamenti ti assicurano che prima o poi succederà, avere i pacchetti fermi significa che nella peggiore delle ipotesi non avrai problemi nuovi. i ppa che rompono le dipendenze sono una baggianata se non usi qualcosa messo in piedi dal primo che passa, ma lo stesso capita con aur quando un pacchetto rimane orfano per troppo tempo o il manutentore si scorda di averlo

          • guest

            Gli unici due problemi sono stati esposti sopra. Quando si fanno dei cambiamenti drastici, tipo il cambio del server grafico, il sistema di init e robe di questo tipo, è meglio aggiornare tramite una installazione pulita. L’avanzamento di versione rischia di rompere il sistema allo stesso modo di quello rolling.

            L’altro problema credo si riferisse alle librerie condivise, ma il dependency hell non dipende dal modello di rilascio rolling. Evito di addentrarmi in un argomento di cui non so molto, ma credo che il modello adottato da Pcbsd di avere un unico esecuibile (.pbi) con tutte le dipendenze e librerie, per le applicazioni in stile Windows o Mac risolva in parte il problema.

    • da utilizzatore e stimatore di archlinux ti posso dire che una rolling non è instabile ma nemmeno troppo stabile, mi spiego meglio.

      come hai detto te i programmi prima di passare nei repository stabili vengono testati accuratamente e rilasciati solo quando sono ritenuti pronti quindi sotto questo punto di vista non ci sono problemi di stabilità.
      ma l’instabilità non dipende da questo, ma dalle varie incompatibilità che si possono verificare a causa di aggiornamenti dei pacchetti anche se stabili.
      ad esempio tempo fa ho avuto problemi con il server LAMP e sono rimasto senza LAMP per 2 giorni sul mio portatile a causa di un aggiornamento di php-apache che ha causato problemi e ho poi risolto con un intervento manuale.

      quindi è vero che i pacchetti vengono aggiornati a versioni stabili, ma questi aggiornamenti sono comunque soggetti a problemi di incompatibilità.

      inoltre altri problemi si verificano quando la distro vuole effettuare cambiamenti radicali del sistema, come ad esempio archlinux, mesi fa quando ha deciso di cambiare struttura del file system per unificare le cartelle dei binari (aggiornamento secondo me utilissimo per dare maggiore pulizia alla partizione / ma che ha portato diversi problemi e la necessità di un intervento manuale per far funzionare correttamente l’aggiornamento, o riparare il sistema in caso di problemi).

      quindi è vero che i software sono testati e sono stabili ma alcuni problemi ci saranno sempre.

      una distribuzione rolling non è consigliata affatto a chi necessita di avere un PC sempre funzionante e sempre senza problemi perchè lo usa per lavoro e non ha tempo di risolvere eventuali problemi oppure per chi non è capace di sistemare manualmente i problemi (anche seguendo le guide che vengono postati nella homepage di arch).

      quindi ripeto, io adoro archlinux e lo continuerò ad utilizzare, però una distro rolling non è proprio stabile come dici tu.

      per quanto riguarda l’articolo io preferirei che canonical rilasciasse una versione rolling di ubuntu e ogni 2 anni rilasciasse la solita LTS stabile così da rimuovere quelle inutili e buggate versioni intermedie ogni 6 mesi che poi vengono sempre riempiti di 1000 PPA per tenere aggiornati i vari software rendnendo la distro ancora più instabile (potenzialmente).
      in questo modo chi vuole ubuntu sempre aggiornato mette ubuntu rolling e chi vuole la versione stabile installa ubuntu LTS e così sono a posto.

  • lazyinbox

    Quoto, rolling non è sinonimo di instabile. A me ad esempio capita il contrario. Ho sempre usato Debian stable, Ubuntu, e distro apparentemente stabili. Da quando ho Arch (ottobre) non ho ancora avuto *nessun* problema. Basta aggiornare frequentemente.
    E io d’informatica non capisco nulla, mi frega poco di computer, utilizzo GNU-Linux per la filosofia.

  • guest

    @Dea1993:disqus Ok, in quello hai ragione, ma anche le versioni rilasciate ogni tot. mesi/anni non sono esenti da problemi. Quando sono passato dalla 10.10 alla 12.04 LTS con una installazione pulita, inserendo la chiavetta il sistema andava in freeze per qualche secondo e non riuscivo a connettermi. Dato che per connettermi ho solo la chiavetta sono tornato a Maverick e lo utilizzato anche se non più supportato.

    Dopo un po’ di tempo ed uscendone scemo ho scoperto che il problema era il kernel e che installando l’ultimo di Maverick potevo connettermi ma solo con Wvdial perché NetworkManager non vedeva il despositivo. Mi sono girate le balle e ho continuato ad utilizzare Maverick. Ora che utilizzo la 14.04 continuo a collegarmi con Wvdial (le versioni successive del kernel andavano senza problemi) perché NW non ne vuole sapere di vedere questa benedetta chiavetta.

  • zio bill

    secondo me vi fate troppi problemi installate windows 8.1 e non ci pensate più

  • giomba

    Io uso ArchLinux, e mi trovo bene con il metodo rolling (beh, mi trovo bene anche con AUR e un sacco di altre cose…), anche se effettivamente qualche problema dovuto agli aggiornamenti l’ho avuto pure io.
    Il fatto di avere sempre l’ultima versione stabile disponibile del software, è sicuramente un grande vantaggio, specialmente con i programmi open, che crescono e migliorano a vista d’occhio (mi viene a mente la comparazione tra Libre e OpenOffice uscita qualche giorno fa qui su LFFL).
    A causa di queste instabilità saltuarie, non credo comunque che sia una buona idea rendere Ubuntu completamente rolling: ci vorrebbe una via di mezzo tra rolling e LTS: il software deve essere aggiornato continuativamente, magari dopo che la versione (anche stabile) è stata ulteriormente testata per qualche settimana da Canonical, limitando gli aggiornamenti critici e fornendo una nuova release LTS solo in quei casi in cui si cambiano cose grosse (tanto per fare un esempio, quando ArchLinux è passata da init a systemd ho fatto diversi casini).

  • Linux!

    Meglio Arch rolling abbandonate questi carrozzoni ubuntiani inguardabili e spioni e mettete una distro seria e totalmente personanizzabile

  • Ciuino Magno

    Quoto Rolling Release

  • Matteo

    Turna sta domanda…
    VOGLIAMO UNA ROLLING!!!!
    ^_^

  • Kraig

    Oppure applicare il nuovo sistema di rilascio che adotterà Fedora: una release annuale, eliminando le LTS e le versioni intermendie. Questi nuovi rilasci dovrebbero essere basati unicamente su Debian Testing come le LTS.

  • David

    ROLLING!

  • Fabio Da Ronta

    Se devi lavorarci, mai una rolling. Per Trollare è Ottima una Rolling.

  • Hombre Maledicto

    L’idea di una ubuntu rolling ha il suo fascino, ma è poco pratica. Ubuntu cesserebbe di essere “user friendly”. Gestire una distro costantemente aggiornata ha un costo maggiore in termini di tempo per l’utente finale, molto probabilmente richiederebbe interventi manuali, oltre ad introdurre tutta una serie di problematiche. Di sicuro sono favorevole ad un cambio di paradigma, ma non sono certo se nella realtà dei fatti sarebbe vantaggioso per il target che si propone.

  • lucapas

    Ma una soluzione alla Chakra col sistema di base solido e testato a lungo prima di essere aggiornato e applicazioni invece aggiornate più di frequente non è possibile?

No more articles