Secondo il Guardian, alcuni server, router e dispositivi di rete prodotti negli Stati Uniti potrebbero include delle backdoor richieste dalla NSA.

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A fine 2013 avevamo segnato la notizia trapelata da The Register che indicava come la  NSA (National Security Agency) cercò di far convincere Linus Torvalds ad inserire una backdoor all’interno del Kernel Linux. A quanto pare Torvalds negò la richiesta, la quale potrebbe essere stata accolta da alcune aziende produttrici di router, server e dispositivi di rete prodotti nelle Stati Uniti e commercializzati nei mercati europei ed orientali.

A segnalarlo è il giornalista Glenn Greenwald ha dedicato ad Edward Snowden il libro “No Place to Hide“, indicando che l’ex tecnico della CIA ha rivelato come la NSA possa accedere da remoto in server e altri dispositivi di rete,  grazie a delle backdoor e altri meccanismi di sorveglianza.

Tra le aziende statunitensi più famose accusate di inserire “porte segrete” nei propri sistemi troviamo Dell, Cisco, Samsung, Western Digital, Seagate, Maxtor e Huawei.

C’è da preoccuparsi?

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