Attraverso JDiskReport potremo effettuare una completa analisi del nostro hard disk verificando i file in esso contenuti.

JDiskReport in Ubuntu Linux
Può capitare di ritrovarsi il proprio hard disk / partizione piena e non saperne il perché, in questo caso può tornarci utile un’applicazione in grado di verificare correttamente i file salvati nel nostro disco come ad esempio JDiskReport.
JDiskReport è un’utile software multi-piattaforma in grado di fornirci dettagli e report e grafici sul contenuto di file e directory di grandi dimensioni ecc.

Dopo una scansione del nostro sistema, JDiskReport ci fornisce dettagli interessanti come la distribuzione dello spazio occupato per ciascuna directory segnalandoci file o sotto-directory ecc. Da notare inoltre che JDiskReport ci consente di visualizzare i report in varie maniera con tanti di grafici a torte, a barre o tabelle testuali. Caratteristica a mio avviso davvero molto importante di JDiskReport riguarda le informazioni dell’ultima modifica di file e directory in maniera tale da poter individuare i più datati e inutilizzati per poterli ad esempio eliminare.

JDiskReport supporta i più diffusi file system per Linux, Microsoft Windows e Mac OS X, l’interfaccia grafica è molto semplice ed intuitiva. Disponibile per Linux, Windows e Mac prima di procedere con l’installazione dovremo verificare di aver installato Java nel nostro sistema operativo, fatto questo possiamo scaricare il software da questa pagina.

Per Ubuntu, Debian e derivate possiamo installare facilmente JDiskReport grazie al pacchetto deb realizzato da GetDeb. JDiskReport è disponibile anche per Arch Linux attraverso AUR.

Per le altre distribuzioni Linux basta scaricare ed estrarre il file zip e spostare il file jdiskreport-1.4.1.jar nella home e avviare il terminale e digitare:

java -jar jdiskreport-1.4.1.ja

in caso di versioni diverse basta sostituire 1.4.1 con la versione scaricata.

Home JDiskReport

  • Jack O’Malley

    Mi sa che per utilizzare Ubuntu su pc non pae non si deve fare niente, il kernel pae non è quello presente al caricamento della live durante l’installazione, esso viene però installato in automatico se il sistema rileva nel pc dove dovrà risiedere più dei 3,5 circa GB circa riconosciuti normalmente dai sistemi a 32bit.

  • sonia

    questo articolo è interessantissimo!
    Complimenti per le info che hai ricercato.
    Sonia

  • Andrea

    No, non così indietro nel tempo, i primi Pentium M sono del 2003.
    Ho recuperato un vecchio asus m3n proprio del 2003 e con lubuntu 12.04 va discretamente bene.

  • asta79

    oppure più semplicemente scaricarsi il pacchetto kernel-source e compilarselo disabilitando l’opzione PAE..

  • Michele

    scusatemi, io ho seguito la procedura da voi indicata: lanciando i comandi.
    ora cosa devo fare, una volta aperto ubuntu build?
    seleziono l’ISO, ma come faccio a sostituirci il kernel?
    Grazie di cuore

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