David Tavares, principale sviluppatore di Pear OS ha annunciato la chiusura della distribuzione, rimossi perfino i link per il download della nuova release 8.

Pear OS
Con un recente post su Google Plus, David Tavares fondatore della distribuzione Linux Pear OS ha annunciato di aver venduto il progetto ad un’azienda che vuole rimanere anonima (almeno per il momento).
Stando a Tavares, l’azienda ha contattato lo sviluppatore interessata al progetto con l’idea di  migliorare il sistema per i propri prodotti. A quanto pare la società è molto grande e ben nota e ha voluto rimuovere immediatamente i link per il download dell’attuale release 8 rilasciata a novembre.
Pear OS non è solo una “solita” derivata di Ubuntu con temi e icone in stile Mac ma un progetto davvero molto interessante con incluse diverse applicazioni dedicate e un servizio di cloud storage dedicato.

Da notare inoltre anche l’ambiente desktop Comice OS Shell (fork di Gnome Shell) con incluso My Pear utile tool di personalizzazione con il quale è possibile operare in tempo reale su alcune funzionalità come ad esempio la gestione della dockbar, alla gestione degli hot corner, collegamenti del desktop e notifiche. Non funziona invece la sezione Theme ecc.

Speriamo che la prossima azienda che ha acquistato Pear OS punti a dare una maggiore personalità alla distribuzione non facendola passare come “Mac” per poveri.

  • ge+

    PearOs dimostrava come Linux possa fare le medesime cose di un Mac ed anche di più, perciò simpatizzavo per questo progetto.

    Speriamo che l’idea venga riproposta ed ampliata. Mi dispiace per tutti coloro che lo usavano, comunque

    • Lnewd

      se provi elementary OS è ancora meglio. Pear ha preso gran parte dei loro progetti rinominandoli, e ha creato una brutta copia cinese di Apple. Con la versione in sviluppo poi, che dovrebbe essere rilasciata poco dopo Ubuntu 14.04, migliorerà notevolmente.

  • Roberto Giuffrè

    Se ne viene fuori un prodotto commerciale o opensource supportato da un’azienda avranno problemi con Apple. Che non è intervenuta solo per via della natura semi-amatoriale del progetto.

    • maniuz

      penso che per quello basti cambiare l’interfaccia grafica, il tema. il resto non ha niente a che fare con apple

  • ecco la fine che fanno le tante derivate ubutnu che nascono così tanto per, è un lavoro inutile portare avanti una distro così, all’inizio lo fai perchè dici “cavolo questa è la mia distro” ma col tempo capisci che non ha senso perchè non ha nulla di realmente nuovo e quindi gli sviluppatori si stancano e chiudono le distro e chi ci rimette sono sempre gli utenti, per questo secondo me non hanno senso le derivate di derivate fatte da un gruppetto o da una persona perchè sono destinate quasi sicuramente a sparire nel nulla come sono nate.

    le distro che hanno successo sono o quelle in cui ci sono grosse aziende come canonical e redhat oppure dove c’è una cominutà davvero forte e unita come in debian, archlinux, gentoo, mint (anche se la trovo inutile come distro e secondo me se sparisse saerebbe meglio), manjaro, ecc…

    però rimango semrpe dell’idea che le distroutili sono le distro madri e le derivate principali che facilitano l’utilizzo ai nuovi utenti poi è inutile avere n distro che fanno tutte la stessa cosa ma con una grafica o con dei software preinstallati diversi

    • A dire il vero in pear OS avevano sviluppato programmi propri, tra cui uno per la sincronizzazione con google drive

      • lucas

        in realtà maggior parte del software era sviluppato da altri forkato semplicemente rinominandolo e cambiando gli artwork per farlo passare per proprio.. eclatante quando tentò di far passare un progetto di uno sviluppatore elementary come fosse proprio.. pubblicizzandolo su social network e blog come una novità che aveva scritto lui.. mi spiace dirlo ma Tavares si è dimostrato più volte quanto meno scorretto..

    • ge+

      non sono d’accordo con te su mint: ha sostitutuito Ubuntu come “dervata per eccellenza di Debian” sicura, ed anche se ha troppi software preinstallati, è una delle distro più curate ed user friendly.

      Io spero che almeno Comice OS Shell venga mentenuto e reso disponibile tramite repo

    • maniuz

      “è un lavoro inutile portare avanti una distro così”

      beh…se pensi che l’individuo che ha lavorato a questa distro si sarà divertito, avrà imparato nuove cose (a livello di programmazione), e in più è stato pagato per vendere il suo lavoro, tanto inutile non è 😉

      • Simone Picciau

        Per essere piu utile avrebbe potuto mandare un curriculum a redhat o google o entrare a far parte del team gnome

      • otherthings

        Non era certamente inutile per lui. L’aveva creata per guadagnarci prendendo software qua e là(soprattutto da progetti creati per elementary os) cambiandogli semplicemente nome; di suo c’era poco. Quando nel blog Tavares pubblicò un articolo dove parlava di nuovi progetti creati per Pear, ma che in realtà erano di Tom Beckmann(sviluppatore elementary) si alzò un polverone nella comunità elementary e Tavares corse a correggere il post dando i dovuti crediti a Beckmann, del resto non ha mai rispettato molto le persone che hanno in realtà creato i software di cui si è servito.Questo era Pear.

        • maniuz

          questo non lo sapevo, in tal caso è proprio un volpone

    • Hombre Maledicto

      Ma non solo, direi anche che le distro che hanno successo sono quelle che adottano un approccio significativo ad altri aspetti oltre che l’interfaccia. Un package manager alternativo, possibilmente rifinito e migliorato, l’ardire di sperimentare nuove soluzioni (tipo BTRFS) o di concentrarsi nel fornire software omogeneo (come chakra con KDE e programmi in Qt), magari un kernel con patch particolari per migliorare determinati aspetti. Per dire: anche apportare qualche nuova idea al paradigma unix-like sarebbe benvenuto, secondo me. Idee nuove, non guastano mai insomma. L’estetica è solo la punta dell’iceberg. Le distro che hanno l’ardire di sperimentare, di essere “diverse” anche sotto il cofano, adottando un approccio “proprio” agli aspetti più basilari dell’uso quotidiano, secondo me sono quelle che attirano più utenti e sviluppatori. Delle derivate di ubuntu o i fork di gnome, penso ne esistano a trillioni, e alla lunga l’intera faccenda è effettivamente uno spreco di risorse. Io ne ho le @@ piene, ad essere franco. Ed effettivamente penso che chi si lancia nell’ennesimo progetto di questo tipo stia davvero sprecando il suo tempo ed il suo talento, anzichè cercare nuove vie oppure unirsi a collaborare a lavori di più ampia diffusione.

      Parere personale.

      • Concordo anche se più genericamente le derivate utili sono quelle che cercano di migliorare o tamponare alcune lacune serie, non l’aspetto grafico come il 98% delle derivate *buntu XD

        • concordo appieno con te e con Hombre Maledicto

    • jancu

      che non ti piaccia è un conto (linuxmint), che sia inutile non credo proprio, uso cionnamon da settembre e grazie a questo de ho convertito a linux 4 pc di amici che avevano windows 7/8

      per quanto mi riguarda ci sono progetti ben peggiori di cinnamon, a partire da gnome shell e unity

      • non ho detto che mint è inutile, ho detto che secondo me è inutile.
        e poi l’hai detto anche te, non hai convertito queste persone a linux grazie a mint ma grazie a cinnamon, alla fine cio che realmente contraddistingue quella distro è il DE, per carità non è una distro da buttare anche perchè ha diverse cose interessanti che potrebbero anche giustificare una nuova distro (DE (e se vogliamo mettiamoci anche nemo), login manager, software center), ed effettivamente può essere una valida alternativa ad ubuntu.

        si forse ho esagerato dicendo che secondo me è inutile, effettivamente ha diversi progetti interessanti, però comunque non la userei mai, ormai ho smesso di usare derivate

  • ciro

    Per chi come me Incuriositomi dall’ articolo è interessato e volesse provarla è disponibile scaricare Pear OS 8 via torrent

  • Robertox

    Mi spiace dirlo, ma la vedo molto dura anche per le altre distro/derivate. Se non hai un’azienda alle spalle che investe cash per lo sviluppo, finisci col culo a terra. Il parco utenza Gnu/Linux in ambito desktop è troppo piccolo per consentire ad altre distro di esistere e/o coesistere. Se portassero qualcosa di nuovo forse…. ma alla fine sono tutte uguali, non hanno niente di così diverso rispetto alle classiche linux. L’approccio alla frammentazione non può essere gestito da un parco utenza così basso – 1,8%? – Per Gnu/Linux ci vuole secondo me 1 solo sistema, quanto meno per lanciarlo in maniera massiva come ha fatto google con Android in ambito smartphone.
    my2c

    • Simone Picciau

      Concordo, Se leviamo quelle presenti nella top ten di distrowatch non ci resta molto… Se invece di far derivate a palla si contribuisse alle interfacce grafiche o progetti tipo firefox credo sarebbe meglio… Con questo non intendo dire che la frammentazione è un male, ma ci sta fino ad un certo punto. Dopo l’ennesimo fork di gnome shell diciamo pure basta, che tanto la si puo usare tranquilli anche così com’è

    • mkll

      La frammentazione È il punto di forza del Free Software, come fate a non capirlo? L’accentramento di potere è sempre negativo. E non mi pare comunque Android sia un buon esempio.

      • foo

        Giusto, in effetti bisogna distinguere tra frammentazione e diversita’. La frammentazione capita quando ci sono interessi ad essere incompatibili, cosa che esiste anche nel mondo linux, ma esiste meno che in quello windows e mac (quanti pc vecchi su cui gira l’ultimo kernel linux tranquillamente sarebbero da buttare se comandassero ancora i sistemi chiusi?)

        La diversita’ vuol dire che un bug o una backdoor in un browser o in un OS non fotte un terzo dei pc del pianeta, ma un ventesimo o meno. Questo e’ positivo ma la gente lo capira’ quando e’ tardi.

        Terza cosa, la quota di mercato non vuol dire niente. Conta avere la quota di sviluppatori interessati.

        Se proprio volete insistere sui numeri, non dimentichiamo che per decenni siamo andati avanti con una manciata di sviluppatori e una manciata di utenti, tranquillamente, ed era ben piu’ difficile programmare i pc degli anni ottanta che quelli di adesso.

        • “La diversita’ vuol dire che un bug o una backdoor in un browser o in un OS non fotte un terzo dei pc del pianeta, ma un ventesimo o meno. Questo e’ positivo ma la gente lo capira’ quando e’ tardi.”

          Questo perché linux è sull’1% dei pc… altrimenti un bug o backdoor te lo ritrovi su qualsiasi distro essendo i sorgenti gli stessi per qualsiasi distro XD

      • Barrnet

        Punto di forza? ma certo, è un punto di forza folkrare all’infinito ubuntu. Questa non è divisione dei poteri, perché basta che ubuntu chiuda affinché metà di queste distro scompaiano. È benvenuta una distro che innovi al posto di creare temi, icone e piccoli folk di DE già esistenti applicati a distro già popolari e userfriendly.

        Se si basassero su Debian, Arch, CentOS, Fedora o altre pietre stabili delle distro è un conto, ma personalizzare un poco distro già derivate come Ubuntu non è crearsi una distro, è creare un mero set di personalizzazioni, soprattutto se mantieni i repo di ubuntu perché non vuoi mantenerti i tuoi.

        Di queste per ora si salvano solo elementary e Mint, poiché hanno repo propri, anche se importati da ubuntu, e una roadmap chiara.

      • Robertox

        E tu vuoi capirlo che forse prima di lanciare proseliti dovresti leggere meglio i commenti? Io non ho detto che la frammentazione è l’anticristo dell’informatica. Ho solo detto che non è funzionale per un parco utenza così basso 1,8%. Mi spiego meglio, se tu devi lanciare un prodotto sul mercato e devi diffonderlo, non ne lanci 300, ne lanci 1 solo e speri che vada in porto, Android docet. una volta che hai ottenuto il 60-80% del mercato desk allora la frammentazione, e quindi la possibilità di avere più scelte sicuramente rappresenta la migliore strategia di sviluppo e/o marketing. I fatti sono agli occhi di tutti, continuare ad insistere non serve, le derivate una alla volta chiudono. Perché? la risposta te l’ho data. Poi è chiaro che per Linux avere successo in ambito desk dipende da tanti fattori che già conosciamo.

    • Oleh_

      Anche Android si sta frammentando.

      • MoMy

        Secondo me il discorso è differente perché entrano in scena i produttori di smart.

  • Giovanni Curto

    Peccato l’avevo utilizzato per un po’ e mi era piaciuto. Però poi sono tornato su Linux Mint 😉

    • sabba

      prova elementary OS che è poi da dove Pear ha preso la maggior parte del codice. Fra 4-5 mesi dovrebbe uscire la versione nuova.

      • Giovanni Curto

        Già provato ma mi ha dato dei problemi e sono tornato su Mint.

  • Ale1993

    Speriamo che resti open source

  • gioj93

    Se l’è comprata Apple

    • io

      Concordo, altrimenti non avrebbe scelto l’anonimato.
      Lo ha comprato, lo butterà nel cesso e tirerà lo sciaquone

      • si certo per quale motivo?? dutibo che rubasse utenti a macosx, inoltre in giro su internet ci sono tantissimi temi per rendere il DE come quello di macosx.

        secondo me apple non avrebbe motivi di cancellare quella distro dalla faccia della terra

        • Kraig

          posso azzardare che dopo la morte di steve jobs, non c’è più un reale inventore e guida per quella azienda e così si sono tolti di mezzo il simil osx. sbaglio?

          p.s. stanno festeggiando i 30 anni di apple

  • gioj93

    Comunque l’ho usata per un po’ e funzionava davvero bene oltre ad essere bellissima da vedere, solo che l’ho tolta perchè di default mi installava versioni vecchissime dei software

    EDIT: HO PROVATO ELEMENTARY, NON PEAR OS, SCUSATE LA CONFUSIONE

    • oops

      Pear aveva solo preso gran parte dei progetti creati dagli sviluppatori di elementaryOS rinominandoli, spesso non con il massimo dell’etica. Pear OS era un progetto senza un fine e una visione, creato per far soldi. Le vecchie versioni software te le installa perchè è basato su Ubuntu 12.04, mentre la nuova versione di elementary OS in uscita in 3-4 mesi sarà basata su Ubuntu 14.04 risolvendo problemi di dipendenze e ti consentirà di installare nuovo software, oltre a introdurre molte grandiose novità. Provalo, magari aspetta la versione nuova, e non te ne pentirai.

      • cippalippa

        si ok, non lo metto in dubbio. ma posso confermare che il ”feeling” che molte persone (potenziali nuovi utenti) poco avvezze all’informatica (aka smanettoni/geek di ogni sorta) questa versione di Linux piaceva molto. A molti utenti frega poco che ci siano 100 alternative.. quando muore una distro si perde quel senso di familiarita’ e controllo che si aveva con un certo progetto. L’utente medio se la ragiona cosi’ e in parte lo capisco.. se ogni anno muoiono come le mosche le distro che potrebbero sdoganare gnu/linux al grande pubblico, facendone apprezzare i vantaggi.. la vedo dura che sia possibile convincere le persone a cambiare distro ogni 3/4 mesi per la fine prematura di un progetto, q.que sia la natura della sua morte… 🙁

      • gioj93

        Scusami infatti mi sono confuso, io mi riferivo ad elementaryOS, Pear non l’ho mai provato

    • cippalippa

      ..la versione 7 di Pear OS era decisamente piu’ pesante (da gestire, minor reattivita’) pero’ tecnicamente e graficamente era davvero speciale. la release Pear OS 8 non era brutta, decisamente piu’ reattiva e veloce ma la grafica era pesantemente rimaneggiata, sembrava una brutta copia della versione precedente… mah. Come qualita’ generale e layout del desktop sia la 6.0 e la 7.0 erano un piccolo capolavoro.

  • Danielsan

    La versione povera di OSX già esiste e si chiama Etoile…

    http://etoileos.com/

    • Salvatore Gnecchi

      quelle finestre non si possono guardare. Icone e colori sono carucci invece.

  • Fabio

    Meglio un brutto originale che una bella copia!

  • cippalippa

    beh, se q.uno la vuole metto una 10ina di links tra torrent, p2p, cyberlockers, ecc. per poterla reperire… non e’ giusto nei confronti degli utenti che volevano provarla.

  • matteo81

    per come la vedo io non è bene ma nemmeno male…. chi la usava modderà altro e si troverà con la stessa user experience….. chi non la usava resterà com’è oggi….
    Ribadire o cercare di capire se una derivata è utile oppure meno è del tutto inutile nell’ottica dell’open per il semplice fatto che un sistema GNU-linux non ha l’obbligo di soddisfare nessuno e nemmeno il mercato…. è uno dei costi dell’open source…. tutti possono fare quello che vogliono quando vogliono…..

    E’ lo stesso motivo per cui mi girano i mar0ni quando leggo i soliti commenti da asilo nido verso determinate distro oppure determinate scelte di alcune distro visto che le alternative ci sono e se non bastano c’è sempre il tanto amato fork a mettere d’accordo tutti….. mi sembrano critiche senza scopo… ognuno può fare quello che vuole ovviamente a patto di rispettare la gpl… il resto sono gusti personali che non portano a nulla……

  • mrholiday

    fatti:
    – il mondo linux non sentirà certo la mancanza di pearos
    – questa distro ha/aveva molta più visibilità di quanto non meritasse
    – lo sviluppatore di pear ha tutta la libertà di fare quello che vuole con la distro nel rispetto delle licenze del codice che decide di inserire
    opinioni
    -le personalizzazioni i temi icone ecc sono sempre un’esca irresistibile anche per chi si riempie la bocca di “produttività, sicurezza, lightweight cli”
    – la grande ditta che ha comprato la distro non ha fatto un grande affare
    – buona fortuna a presenti e futuri user di pearos

    • Danielsan

      A leggere le palate di merda buttate sopra lo sviluppatore di PearOS l’unica che mi viene da pensare è che questa chiusura in grande stile sia l’ennesimo bluff di questa persona un po’ mitomane.

      Non è vero niente si è solo fatto un po’ di pubblicità a gratis.

  • Salvatore Gnecchi

    Due commenti velocissimi:
    – come giá detto da qualcuno, speriamo che rimanga OpenSource o quanto meno free
    – speriamo venga sviluppata in molte direzioni da un’intera azienda

    ma soprattutto:
    – uno parte con un progetto opensource, per le proprie motivazioni, per la sfida di creare qualcosa di fatto bene etc. Poi spendi tempo e denaro su il progetto, cosí come la filosofia open-source professa: lavoro per il bene degli altri, una sorta di hobbies. Poi arriva l’assegno. Il progetto sparisce nelle mani di chi ti ha dato soldi che sono anche simbolo (purtroppo o per fortuna) di apprezzamento e riconoscimento. Fatto sta che tutta questa filosofia open-source evidentemente non c’era. Ecco perché si ispirava ad Apple.

    Speriamo abbia fatto la scelta giusta, per lui, perché la comunitá Linux/OpenSource non ha perso nulla.

  • Mi dispiace ma ormai si capiva che PearOS non poteva andare avanti.
    Potevano comunque aggregarsi al progetto di Elementary OS.
    Poi, per carità, ognuno è libero di fare come crede.

    • vecchio utente GNU

      Ciao.
      Mi par di capire che (anche se per me è inspiegabile) l’abbiano venduta.

      Quindi non si direbbe che “non poteva andare avanti” ma che abbia attratto (ripeto imho inspiegabilmente) l’interesse di un finanziatore

      • Sì ma io mi riferivo allo sviluppo di per sé.
        Nel senso che il talento del team di PearOS poteva avvalorare quello di Elementary OS.

  • Alex Garofalo

    Domanda da nabbo: ma come è possibile vendere un progetto FOSS? I sorgenti non dovrebbero restare disponibili in merito alla licenza GPL?

    • vecchio utente GNU

      Ciao.
      La GPL è una licenza come le altre.
      Il codice prodotto è dell’autore che lo produce, lui ne detiene i diritti, può cambiare licenza quando vuole, solo del suo codice ovviamente.

      Ecco perchè Canonical fa firmare una CLA, questo è lo scopo.

      Nel caso specifico, certamente tutto quello prodotto in GPL resta in GPL.
      Bisogna vedere cosa è stato rilasciato (apparte l’ovvio sistema base kernel driver open etc) in GPL e cosa in CC o EULA.

      I servizi cloud (che secondo me è quello che hanno acquistato) probabile fossero sotto eula.

      • Alex Garofalo

        Capito, ti ringrazio!

  • floriano

    chissà perchè molti forkano gnome shell e invece kde non lo considera nessuno? è un vero peccato…

    • ange98

      Esiste KlyDE

    • TopoRuggente

      KDE non può essere separato dalle applicazioni “in bundle” al contrario di gnome-shell che è un software autonomo.
      KDE non è adatto al fork.

  • ange98

    Hei aspettate credo di aver capito qual’è l’azienda che ha comprato il progetto: Microsoft.
    Ragionando: il progetto Win8 è stato un flop e PearOS 8 (l’8, un’altra coincidenza…) non era tutto sto granché però era somigliante al prodotto Apple che è molto più figo delle piastrelle colorate di Metro.
    In più sviluppatori e utenti MS sono insoddisfatti e anche a loro piace di più lo stilosissimo Aqua. E come ho già sottolineato sono entrambe release 8.
    Coincidenze? Io non credo…
    Un abbraccio Adam… ehm ange

    • ahahahaha bella la citazione finale 😀

      sarà probabilmente discorso della prossima puntata di mistero

      EDIT: avevo la sua voce in mente mentre leggevo il commento

      • ange98

        Insieme a: Metro, GNOME Shell e Unity. Sono solo un errore umano o una scelta degli illuminati?

        • ahahahahah xD

        • marco

          E’ un complotto dei team XFCE e LXDE, che hanno infiltrato dei troll nei team degli altri ambienti desktop.

  • domenico

    provata per curiosità. bella devo dire, veloce e pratica.
    tuttavia non mi sentirei di installarla. c’è debian, c’è fedora, c’è suse, c’è arch… insomma non ne sentiremo la mancanza.

    Il problema è che quando arriva l’occasione della vita, beh, sono in pochi a saper dire di no…
    comunque sarei quasi pronto a scommettere che sia un’azienda orientale …

  • an00bii

    L’unica vera distro user-friendly di cui si stente la mancanza per davvero è Mandrake/Mandriva, distribuzione di riferimento d KDE fino a una manciata di anni fa.
    Adesso, per colpa delle vicessitudini aziendali di chi ci metteva i soldi, è spaccata in tantissimi piccoli fork sviluppati dalla community, più o meno utilizzabili:
    PCLinuxOs
    Mageia
    ROSA
    OpenMandriva

    scommetterei molto sulla seconda e sull’ultima, sono progetti molto interessanti.
    Ma la mancanza di un erede meritevole della vecchia mandriva 2010 è davvero una perdita per tutto il mondo linux.

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