Vogliamo dedicare un’articolo di lffl a Nelson Mandela il padre della filosofia Ubuntu dalla quale è nata la distribuzione Linux più conosciuta ed utilizzata al mondo.

Nelson Mandela
Nel lontano 2004, Mark Shuttleworth riunì un gruppo di programmatori per creare una nuova distribuzione Linux il cui nome Ubuntu arriva un’ideologia dell’Africa sub-Sahariana. Nelson Mandela ha descritto la parola Ubuntu come “Una persona che viaggia attraverso il nostro paese e si ferma in un villaggio non ha bisogno di chiedere cibo o acqua: subito la gente le offre del cibo, la intrattiene. Ecco, questo è un aspetto di Ubuntu, ma ce ne sono altri. Ubuntu non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?“.
Il termine Ubuntu viene utilizzato nel detto zulu «umuntu ngumuntu ngabantu», traducibile con “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti“.

La filosofia o meglio ancora ideologia Ubuntu esorta a sostenersi e aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri, poiché è una spinta ideale verso l’umanità intera, un desiderio di pace.

Il presidente Usa Barack Obama ha ricordato Mandela indicandolo come “una persona che ha vissuto per un ideale e l’ha reso reale. E’ uno dei personaggi più coraggiosi della nostra era. Appartiene al tempo, alla storia. Ha trasformato il sudafrica e tutti noi“.

Ubuntu- Storia e Filosofia

  • Angelo CGI

    Chakra is better!!!

  • Vellerofonte

    Da Kubuntu a Mint13 si arriva in una manciata di click, distribuzione inutile, poco personalizzata e forse più pachidermica della “madre”, da evitare.

    • Giannino Furlanis

       Quoto!

    • Nerone

      Mint KDE 13 è una derivata di Ubuntu. Da quando le derivate sono inutili? Poi, per chi è principiante, Mint è manna dal cielo.

  • Caterpillar

    aRternativa 😀

  • Caterpillar

    Comunque la migliore distribuzione KDE in giro è Fedora KDE

    • dave

      solo questione di gusti, per me il non-plus-ultra è pardus seguita a ruota da mandriva/pclinuxos

      • Nerone

        Purtroppo Pardus non è più tra noi. Il governo turco gli ha segato i finanziamenti. Peccato.

    • Nerone

      Se te la cavi col terminale e leggi una buona guida all’installazione del software non-free, Fedora ti fornisce un KDE molto più affidabile rispetto a Canonical/Mint (e con software aggiornatissimo). Unico prezzo da pagare: i pacchetti RPM sono un pò più lenti dei .deb in fase di installazione.

  • marco sacchetti

    Una buona debian based con kde secondo voi?

    • Vellerofonte

      Debian testing KDE 😀

      • Andrea73

         sottoscrivo!

    • Fabio

      E’ da Lenny stabile che uso Debian stabile + KDE + alcuni programmi (Firefox-Thunderbird-Open/LibreOffice-Skype-DropBox e poco altro) aggiornati, e finalmente non ho + la sensazione di usare un sistema in fase di test (con la Testing a volte qualche pippina che non funzionava a dovere c’era).
      Volendo puoi provare Mepis, a mio parere mooolto meglio di Kubuntu e derivate.
      Ciao

      • Nerone

        Citato:
        “e finalmente non ho + la sensazione di usare un sistema in fase di test”.
        Una gran bella sensazione!

    • Nerone

      Debian Stable GNOME (la stabilità è la prima cosa) con un bel “#apt-get install kde-full” da terminale. Mi piace KDE come desktop, ma poi uso molte applicazioni GNOME e Synaptic. Alla faccia della “purezza KDE” e del software aggiornato a tutti i costi! E quando uscirà la Debian 7, KDE sarà ancora migliore.

  • linuxfunboy

    Io son passato a LMDE con Cinnamon e ora la ho messa nel fisso con KDE…che dire… Ubuntu ,ciaociao  😀

  • Br.Ba.

    Ma alla fine a parer vostro la miglior esperienza KDE la da Kubuntu in purezza, LM-KDE oppure la straordinaria (sulla carta) KISS concept  Chakra?? basata su Arch linux

    • Cioma3

      è sempre un’opinione molto personale, ma dopo avrele provate tutte (e non è un eufemismo, le principale le ho provate tutte sul serio) per me la migliore rimane Arch+Kde….

      • Br.Ba.

        Perdona se mi approfitto della tua esperienza, (e magari anche di qualche altra opinione) ma per me è una buona occasione per assorbire utili info ed esperienze altrui.
        Ma quali sarebbero ad esempio, le ragioni per cui preferiresti Arch+KDE (quindi non Chakra) rispetto ad kubuntu?
        P.S. → Troverei interessante discutere e raccogliere info in merito a questo argomento in un thread creato appositamente….

        • personalmente reputo anch’io arch+kde migliore di chakra e kubuntu
          inprimis l’ambiente desktop lo creo io e non uno sviluppatore
          nel mio caso ad esempio uso solo kde base e aggiungo solo le applicazioni che utilizzo io e basta esempio niente suite per l’ufficio niente giochi niente gestore di pacchetti ecc
          già questo a mio avviso è un fattore importante sopratutto in performance
          dato che ho solo quello che uso e basta
          ho sempre tutto aggiornato (come in chakra) ma con la possibilità di aggiungere applicazione gtk (cosa che chakra è un problema a meno che non usi i builder)

          in arch linux ho un’ambiente desktop come voglio io sempre aggiornato e veloce e stabile
          non devo ogni 6 mesi aggiornare come kubuntu con il rischio di dover reinstallare tutto da 0
          ho aur che trovo tutto quello che voglio e sopratutto ho pacman
          lo sviluppo è moolto più semplice di debian / ubuntu hai solo un repository
          voglio farmi un pacchetto di una nuova applicazione con PKGBUILD è una meraviglia
          con un click lo condivido con aur senza dover creare creare cartelle deb con changelog ecc e poi caricare i sorgenti i launchpad per condividere il pacchetto ( e crearsi la chiave di cifratura ecc ecc
          oltre al fatto che con arch impari a conoscere linux
          logicamente kubuntu in mezzora la installi
          arch se non la conosci ti serve una settimana per imparare ad utilizzarla (ora con il nuovo installer anche di+)
          poi una volta installata però e vedi la distro come voi te e non come vuole mark o altri sviluppatori vedrai che difficilmente troverai di meglio (almeno per me è cosi)

          • Br.Ba.

            Ferra grazie mille, involontariamente hai centrato le specifiche che voglio e mi godo di un OS…
            Abbandonato definitivamente circa una anno fa WinShit dopo l’ennesimo chrash da madonne in alieno.
            Ho spippolato e cercato di entrare in full use con linux con ubuntu.
            Le mie esplorazioni sperimentazioni mi hanno portato ad apprezzare e amare KDE.
            Sono un modders di natura; voglio il mio pc come il mio telefono per esigenze d’uso e gusto mio sempre e soprattutto al max delle prestazioni possibili.
            Quindi facile capire come dopo poco una distro come ubuntu non mi bastasse più.
            Ho bisogno ancora di qualche info…
            Arch + KDE mi da la stessa versatilità di ubuntu?
            Nel senso che il pc lo uso per lavorare oltre che a divertirmi ad esplorarlo. Con arch ho le stesse app e programmi che ho con una distro ubuntu based oppure ho qualche limitazione.
            Ho bisogno cortesemente di approfondire il discorso di pacman e PKBUILD a livello pratico la teoria me la sono letta su wikipedia.
            grazie a chi mi risponderà

      • lo è anche per me anche se ultimamente ho iniziato ad usare anche gnome shell
        inoltre ad agosto voglio iniziare ad utilizzare arch su arm e vediamo cosa vien fuori 😀

  • carlo coppa

    Ho provato con un sacco di distribuzioni ad abituarmi a Kde, che trovo molto bello, ma non c’è niente da fare, per me troppo incasinato.

  • Ermy_sti

    e pensare che si è passato 27 anni di carcere per colpa dell’ignoranza dell’uomo…

    • $85086243

      io ho patteggiato 6 mesi per l’ignoranza di due giornalistucoli. c’entra una mazza, ma volevo sdrammatizzare un po’… ;D

  • roberto mangherini

    se non erro il suo video era presente di default nelle vecchi installazioni di ubuntu…

    • esatto è stato rimosso non tanto tempo fa (penso con la 11.10)

  • Emydvx

    R.I.P. Mandela

  • Carlo

    dove c’è ideologia c’è guerra e stupidità. Ubuntu non ha ideologie dietro. E’ semplicemente una parola con molteplici significati ed un senso.

    • Simone

      Di solito l’ideologia è la scusa, la guerra si fa per $oldi o interessi diversi, ma l’ideologia da solo è il lenzuolo che viene sbandierato al popolo.

  • cybertty

    Mandela era di etnia Xhosa e con la popolazione Zulu non era esattamente in buoni rapporti (ci sono stati diversi scontri anche cruenti), e con gli ideali decantati da “Ubuntu” non è che vi fosse una relazione così stretta. E a pensarci bene, secondo alcuni anche Ubuntu-Linux non ha poi contribuito alla comunità più di quanto non ne abbia usufruito. Il Nobel per la Pace ha rappresentato un’operazione all’insegna del “politicamente corretto”, quindi attenzione a non attribuire ai vari personaggi più meriti di quelli che hanno, come è avvenuto (in altro ambito) per Jobs. Da parte mia tutto il rispetto, ma niente di più.

    • Hombre Maledicto

      Non per far polemica su qualsiasi cosa – perchè reputo che Mandela sia stato un grande uomo – ma comunque malgrado la poetica creata attorno al personaggio, devo darti ragione: una volta eletto “tradì” gli ideali della freedom charter, svendendo il controllo economico del paese(privatizzazioni a man bassa, deregolamentazione del mercato e le solite porcherie), in cambio della libertà politica (da leggere a riguardo Desmond Tutu). Il risultato fu un impoverimento generale, e il mancato accesso a servizi essenziali. A tutt’oggi i “bantustan” – intesi come bidonville – esistono ancora. Il tasso di omicidi, il consumo di droga, la criminalità, sono alle stelle. Malgrado il paese abbia un bacino aureo da fare invidia e sia considerato “in via di sviluppo”. In sintesi: democrazia si, redistribuzione economica: manco per il ca….

      Ciò nonostante – e non lo dico perchè è morto, cosa che fino a poche ore fa ignoravo totalmente – resta comunque un personaggio da ricordare con affetto.

      “Mandela era di etnia Xhosa e con la popolazione Zulu non era esattamente in buoni rapporti “

      Il fatto è che ai tempi non ci si permetteva granchè distinzione tra Xhosa o Zulu, o le altre etnie native. Il problema principale era tra “bianchi” e “neri”. I primi – gli Afrikaners – una minoranza str0nza e violenta, partorita da una mentalità deviata, sulla triste scia di “popolo eletto” – grande hit, nel giustificare le peggio nefandezze a spese di popolazioni indigene.

      EDIT : In merito a quanto detto sopra: c’è comunque da ricordare che i mercati “ricattarono” Mandela in maniera alquanto esplicita, finchè, dopo giorni e giorni di negoziati con l’ANP, il nuovo ministro dell’economia esclamò davanti la stampa internazionale “Chiamatemi Thatcheriano!” 🙁

      • cybertty

        Hai ragione anche tu (e apprezzo la temperanza del tuo commento), tranne forse su un particolare: gli unici a non fare distinzioni tra etnie eravamo noi europei, ma fra di loro le distinzioni le facevano eccome; e anche le nefandezze… è nella natura umana, non c’è niente da fare.

        • Hombre Maledicto

          Vero, non lo nego. Quello che volevo evidenziare nella mia risposta è che nella disperazione “si era uniti”.

          La distinzione di pelle è sempre stato un problema di matrice europea, infatti. A tutt’oggi questi problemi esistono, in moltissimi stati del continente africano. Dopotutto gli stati odierni sono frutto del colonialismo europeo, che ha stabilito dei confini a tavolino(a partire dal congresso di Berlino del 1884, passando per la guerra fredda, fino ai giorni nostri, dove corporations corrompono leader e decidono il destino delle nazioni, supportate dall’occidente), non curandosi di radunare diverse etnie sotto un unico denominatore. Basta vedere il recentissimo caso del Sudan, spaccato in due (“neri” e “arabi”) dopo la più lunga guerra della storia recente. Senza menzionare gli stati del delta del Niger, dove la situazione sanitaria è terrile, grazie alle compagnie petrolifere(e noi italiani vi abbiamo contribuito).

          Concordo con la tua conclusione: è nella natura umana, non c’è niente da fare.

          • cristian

            Sicuramente un uomo solo non fa una rivoluzione, ma può servire per aprire gli occhi. Sicuramente altri come lui, che lottavano o lottano ancora per degli ideali, sono passati in galera, ma a sua differenza dimenticati.
            Nel caso del Sud-Africa la spinta decisiva credo sia stata data dalla comunità internazionale ed in particolare dagli USA che avevano isolato il paese. Questi paesi, in cambio della libertà come avete scritto sopra, hanno chiesto di controllare l’economia del paese.
            Dietro a Mandela ci sono quindi tante persone, molte delle quali resteranno per sempre anonime, che hanno contribuito a tutto ciò. Questo non significa sottovalutarlo, ma solo prendere atto che era comunque “solo” una persona con pregi e difetti che ha lottato per quel che credeva, diventandone il simbolo, ma sicuramente non l’unico artefice dei cambiamenti nel paese africano.

        • Hombre Maledicto

          Mi sono appena ricordato…In merito a quanto dici sui conflitti etnici, c’è una splendida battuta di Stephen Biko (che ricordo per un film), quando in tribunale venne apostrofato sui conflitti tribali:

          “Voi come la chiamate la seconda guerra mondiale?”

      • Simone

        Tutto condivisibile, solo una precisazione. Gli Afrikaners non sono nient’altro che figli di generazioni di coloni inglesi. Oooops, scusate, non era politicaly correct…. 🙂

        • TopoRuggente

          Olandesi !!! Non a caso l’Afrikaans È elencata tra le lingue “germaniche”

        • $85086243

          Afrikaner. senza la “s”.

  • maldestro

    Il termine Ubuntu viene utilizzato nel detto zulu «umuntu ngumuntu ngabantu», traducibile con “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”.

    Il termine Ubuntu ha molteplici significati.
    Uno tra tutti è quello: “Non sono in grado di installare Debian

    • Hombre Maledicto

      Lo Zulu è una “lingua interruttore”, o per meglio dire(all’inglese): una clicking language. Nel senso di “clicca e installa” XD

    • Gianluca Cucc

      Mi piace molto !
      Anche per me significa questo

    • Simone Picciau

      Come se ci volesse molto a installare Debian… Su dai…

    • enrico tognoni

      ahahaha! beccato. O.o’

    • $85086243

      questa l’hai presa da Nonciclopedia ;D

  • Il termine Ubuntu viene utilizzato nel detto zulu «umuntu ngumuntu
    ngabantu», traducibile con “io sono ciò che sono per merito di ciò che
    siamo tutti”.

    Guardando cosa è Ubuntu ora, farebbero prima a cambiar nome…

    • Gustavo

      non direi, è in pieno la filosofia di canonical: noi di canonical passiamo al tuo villaggio, mangiamo, beviamo e scopiamo e poi vi mandiamo pure affaculo perchè non ci regalate la macchina per tornarcene a casa, brutti egoisti.. se poi voi passate a casa nostra e bussate, chiamiamo la polizia..

      • Ubuntaro

        A me sembra più lo stile di vita di Stallman, che la filosofia di Canonical.

    • Simone

      No, per me è azzeccata. Il mondo sta diventando ‘na zozzerìa quindi ecco Ubuntu.

  • ange98

    Scherzi e troll a parte: Ubuntu ha un ottimo potenziale, ma la domanda che mi faccio è: perchè Canonical è così rincoglionita da non accorgersene? O meglio: chi c’è veramente al comando di Canonical? Perchè lo Shuttleworth di una volta non era veramente così. Lo Shuttleworth di una volta era molto diverso: come ha fatto a cambiare così tanto nel corso di 5 anni?
    Comunque mi spiace che si sia spento così un grande uomo come Nelson Mandela
    (l’OT è dato dai molti commenti su Ubuntu che ho letto)

    • Hombre Maledicto

      Il successo pare tenda a inebriare. Sarà per nostalgia (ho iniziato con ubuntu 10.10, ancora abbastanza recente) ma credo di capire a cosa ti riferisci.

    • MastroAttilio87

      Apple mania, la causa principale del rincoglionimento di Mark…

    • mikronimo

      Alla tua domanda rispondo così: delirio di onnipotenza; anche Jobs è partito dal nulla, con un idea; poi ha deragliato con cause legali assurde e prodotti si buoni, ma nulla di rivoluzionario; il relativo successo di Ubuntu (la distro) gli ha fatto pensare che la conquista dle mondo informatico potesse essere cosa fatta e lo ha dichiarato più volte; io credo che ne nel mondo desktop/notebook, ne il quello mobile, avrà mai il succeso che
      Apple o Google hanno avuto; per paragonare Mandela, vero eroe del nostro tempo e Shuttleworth si può solo dire che la mela (il frutto) è caduta lontano dall’albero… ricerca della Libertà e smania di sucesso sono cose agli opposti.

    • Simone

      La risposta è sintetica. $

  • Guest

    Grande uomo altro che Shuttleworth.
    Shuttleworth non ha fatto niente di ciò che ha fatto Mandela.

  • angelo

    Grande uomo altro che Shuttleworth.
    Shuttleworth non ha fatto niente di ciò che ha fatto Mandela vero dittatore benevolo.

    • Fabio Colella

      Che paragone è? O_o

      • angelo

        È quello che ha scritto Guest 🙂

    • $85086243

      questa non l’ho capita… 🙁

  • enrico tognoni

    da padre dell’apharteid (Il giornale) a padre della filosofia ubuntu, a zappare no e? 😀

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