Vi presentiamo il progetto Kite, un leggera webmail open source valida alternativa “libera” a Gmail di Google, ecco come installarlo su Ubuntu, Debian e derivate.

Kite
Google Gmail è uno dei più conosciuti ed utilizzati servizi di posta elettronica via web (Webmail) con supporto POP3 e IMAP. Il recente scandalo “Datagate” ha fatto scoprire come aziende come Google, Facebook, Microsoft, Yahoo! ecc possano facilmente inviare i nostri dati a governi mettendo cosi a rischio la nostra privacy. Per fortuna esistono valide alternative che ci consentono di mettere al sicuro la nostra privacy come il nuovo Kite.
Kite è una moderna webmail open source, scritta in Javascript con Angularjs per il frontend, e in Python 2 per il backend, progettata per assomigliare il più possibile a Gmail ed essere facilmente implementabile su un singolo server.

L’idea è di portare le qualità e l’interfaccia web di Gmail in qualsiasi server garantendo all’utente una webmail stabile e soprattutto sicura. Il progetto Kite è iniziato da alcuni mesi e quindi è ancora in versione alpha, attualmente gli sviluppatori hanno lavorato principalmente sulla stabilità della webmail, i prossimi aggiornamenti includeranno maggiori funzionalità e personalizzazioni.

Kite

E’ possibile testare Kite su un server oppure su Ubuntu, Debian o derivate grazie a vagrant utile strumento che ci consente di creare e distribuire ambienti di sviluppo virtualizzati.

La prima cosa da fare è installare vagrant sulla nostra distribuzione digitando da terminale:

sudo apt-get install vagrant 

a questo punto possiamo installare la versione in fase di sviluppo di Kite digitando da terminale:

vagrant up
vagrant ssh
sudo -s -u kite
cd /home/kite
python app/back/kite/server.py 

ora possiamo avviare Kite dal nostro browser preferito collegandoci all’indirizzo: http://192.168.50.4 ci verrà chiesto di inserire username e password possiamo inserire qualsiasi combinazione per accedere al webmail, dalle impostazioni potremo creare un login conforme le nostre preferenze.

Home Kite

  • Fabio

    Ho seguito tutte le istruzioni ed è andato tutto bene. Ho solo dovuto prima rimuovere il vecchio grub perché mi dava problemi di sovrascrittura. Invece di dare “sudo make install” ho preferito installare via “checkinstall”, così poi, all’occorrenza, posso rimuove il file deb installato.
    1 solo problema: l’ultimo comando non va.
    Quando dò il comando “sudo update-grub” mi dice:

    sudo update-grub
    sudo: update-grub: command not found

    Adesso ho un po’ paura ad riavviare il sistema: help! 🙂

    • Ciriffo

      e sudo update-grub2?

      • Ciriffo

        no, ho sparato una scemata, mi sa…

        • Fabio

          Nessuna scemata: l’ho pensato anch’io ma non ha funzionato! …poi ho aggiornato Grub attraverso “Grub Customizer”: non so l’utilità di questa cosa ma il reboot è andato a buon fine 🙂

  • PatrisX

    Ciao, seguita la guida: tutto ok. Ma Grub Customizer non mi presenta le voci di questo grub 2 così come mi appaiono e quindi non so come modificare le voci come vorrei. Infine in fedora 17 dando “update-grub” o “update-grub2” mi da “comando non trovato”. Perchè?

  • Aniello Luongo

    Voglio ripristinare come prima come faccio ?

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