Tim Berners-Lee, presidente di W3C, ha annunciato l’avvio del test dei DRM in HTML5 e arrivano le prime proteste da parte della Electronic Frontier Foundation e Free Software Foundation.

HTML5
Dopo mesi di polemiche e di rinvii, il presidente del W3C Tim Berners-Lee (creatore del World Wide Web) ha annunciato l’avvio dei primi test sul nuovo standard che consentirà di proteggere la riproduzione di contenuti multimediali all’interno di portali in HTML5.
L’introduzione dei DRM in HTML5 potrebbe sancire la fine di Adobe Flash Player e Microsoft Silverlight tecnologie che attualmente richiedono ai browser l’utilizzo di plugin di terze parti per la riproduzione di contenuti multimediali protetti o free. La protesta della Free Software Foundation (FSF)e della Electronic Frontier Foundation (EFF) non è riuscita a bloccare questa decisione che farà sicuramente molto discutere.

Secondo la Electronic Frontier Foundation e Free Software Foundation i DRM in futuro potrebbero essere utilizzati anche per proteggere anche le immagini impedendo all’utente di poter scaricare anche una semplice foto. A lavorare sullo sviluppo dei DRM in HTML5 troviamo impegnate aziende come Google, Microsoft e Netflix che puntando di realizzare delle API standard per poter gestire la riproduzione dei vari contenuti multimediali. Una volta creato lo standard verrà esaminato dalla W3C, solo dopo l’approvazione i vari portali potranno utilizzare il nuovo sistema di protezione contro la riproduzione di contenuti multimediali.

La decisione dell’avvio dei test dei DRM su HTML5 arriva dopo che gli studios cinematografici statunitensi avevano annunciato di voler rimuovere i film dal web (anche da Netflix)  per evitare che utenti malintenzionati potessero crearne copie pronte da essere condivise per il web.
I DRM in HTML5 probabilmente sanciranno la fine di Adobe Flash e Microsoft Silverlight sperando che in futuro qualsiasi contenuto non sia protetto da copyright a partire da una semplice immagine.

via – zdnet
  • magnet magneto

    Urca talemnte avanti che semba indietro!(forse ci starà doppiando!)
    dopo questa innovazione delle icone sul desktop sono veramente pronto per
    rimanere sui buon vecchi DE che non sono innovativi ma che per avere una icona sul desktop basta trascinarla!

    • Txeyo

      Come dice eD, anche con Unity basta appunto trascinarla sul desktop, come i vecchi DE
      In realtà non serve nemmeno fare tutti questi procedimenti descritti nel tutorial qui sopra visto che la soluzione è questa, ed è pure semplice e intuitiva =)

      • Massimo Decimo Meridio

        no Txeyo, se prendo un icona dalla barra laterale e la trascino sulla scrivani non funziona (Ubuntu 13.10)

        • Txeyo

          Ciao Massimo!
          Vero, dalla barra non si fa, intendevo “dalla dash”!

    • Ah! Ah ! hai perso l’occasione….se qui per fare una cosa semplicissima ti dicono di utilizzare il terminale, non è un problema di Unity, che a quanto pare non utilizzi, ma dall’informazione che viene data !

      • peccato che se trascini le icone dal dash alla scrivania non funzionano
        puoi accedere alla cartella usr share applications anche da nautilus senza usare il terminale

        il terminale non è un male rimane ancora il miglior strumento per accedere velocemente alle funzionalità del sistema operativo

        • Txeyo

          Ma che cosa sta dicendo che le icone non funzionano se trascinato da dash a scrivania??
          Funzionano eccome, non so perchè non dovrebbero funzionare..

      • magnet magneto

         Ups risposta in ritardo…Unity un po lo conosco..per questo ho cambiato DE. Ti diro di più ho cambiato anche distro 😉  .

  • eD

    volendo basta avviare unity in modalità netbook e trascinare l’icona da unity al desktop 🙂

  • sten

    no comment! -_-

  • Pino

    Io eseguo nautilus, ma quando vado a fare copia in, riscontro un errore: Initializing nautilus-gdu extension
    Nautilus-Share-Message: Called “net usershare info” but it failed: «net usershare» ha restituito l’errore 255: net usershare: cannot open usershare directory /var/lib/samba/usershares. Error File o directory non esistente
    Please ask your system administrator to enable user sharing.

    ** (nautilus:2763): WARNING **: Could not inhibit power management: GDBus.Error:org.freedesktop.DBus.Error.NameHasNoOwner: Name “org.gnome.SessionManager” does not exist

    • sicuro di dare copia nella scrivania?
      prova a dare copia nella home e poi con il taglia incolla lo posti nella scrivania

  • Pietro Bortoletto

    No Drm brutta roba

    • Fabio

      Invece io stavolta sono abbastanza favorevole a tutto ciò. In fondo non ci trovo nulla di male che una persona faccia, ad es, una foto e la pubblichi sul web per farla vedere (e venderla) senza rischiare che qualcuno gliela rubi. Poi bisognerà vedere se qualcuno gliela comprerà, con tutta la roba anche di qualità e gratuita che c’è in giro, ma quello è un’altro paio di maniche.
      In compenso dopo non ci saranno più motivi per usare plugin proprietari, e finalmente i contenuti saranno accessibili a tutti indipendentemente dal sistema usato (almeno spero).
      Ciao

      • Sandor

        Beh, si sostituisce un proprietario con un altro proprietario.

      • eticre

        Basta pubblicare le foto di un eventuale book in formato 320×200 con impresso il proprio logo e la rendi sia visibile che inutilizzabile.

      • ge+

        oddio, per “rubare una foto” basta fare uno screen- capture del tuo
        browser mentre visualizzi la foto. Non verrà certo in alta risoluzione
        cone l’originale, ma comunque è sul tuo pc.

      • ale

        Dipende come si usa,certi drm sono assurdi,c’è chi dice metto un video su youtube così tutti possono vederlo e non scaricarlo,ma se lo fai vedere perchè non posso scaricarlo ? Mettiamo che voglio vederlo in un posto dove non ho la connessione ad internet,lo scarico e lo guardo più tardi…
        Magari voglio vedere un video sul telefono in giro e non voglio consumare banda 3g,lo scarico a casa via wifi e lo guardo tranquillamente dopo

        Per le foto stessa cosa,non vuoi che la foto venga copiata ma che uno possa vedere una preview ? la metti in bassa definizione o metti sull’ immagine dei loghi e dei marchi difficili da togliere,a parte che te mi dici chi vende foto su internet però…

        E poi dai ormai sta diventando una fissa quella dei drm,metto drm qua e la,ma cosa hanno paura che gli copiano si può sapere ?

        Poi a nessuno è mai venuto in mente che se uno mette un drm in un video basta che lo riproduco in 1080 a schermo intero e faccio uno screencast ?
        Se una cosa si può vedere si può anche salvare

    • Maranto

      Anche se devo ammettere che neanche a me i DRM piacciono tanto (ad esempio sugli ebook, Adobe Digital Editions o il sistema adottato da Amazon sembrano tanto operazioni alla Grande Fratello), in qualche modo si deve tutelare il diritto d’autore in un mondo in cui una copia identica di un’opera d’arte può essere realizzata da chiunque in pochi istanti con un solo click

  • ge+

    Saro felicissimo quando potro ballare sulla tomba di Adobe flash player.

    Diametralmente opposto il discorso DRM: addio a tutto il file sharing da tutti i siti con contenuti multimediali. Penso però che un modo per bypassare i DRM verrà comunque trovato.
    Siamo franchi: davvero i DRM farà aumentare le vendite dei film? ne dubito fortemente

    • Luca

      Dipende quanto il DRM sarà inviolabile o non rintracciabile.
      La storiella “Quel film l’ho guardato solo perchè era in streaming altrimenti non l’avrei mai visto” e vera solo per il 50% delle visioni per il restanti sono effettivamente soldi persi per le case produttrici

      • ge+

        non saprei: difficilmente oggi qualcuno è disposto a pagare per
        vedere un film da casa: se una persona dotata di una connessione internet nella media che vuole vedersi un film da casa:
        – o lo guarda in steraming
        – o lo scarica via p2p
        – o aspetta (e spera) che lo facciano prima o poi in TV

        Difficilmente si paga più per vedere un film da casa, che nel migliore dei casi ti piacerà e guarderai una, massimo due volte, e nel peggiore dei casi potrebbe rivelarsi una minchiata assurda che oltre che non piacerti ti avrà fatto sprecare pure soldi

        tutto ciò secondo me non intacca (o comunque se gli intacca , lo fa di poco) gli incassi dei cinema per le nuove uscite, poichè le persone si recano al cinema soprattutto per passare una serata in compagnia

        • Luca

          Beh io sono cresciuto che lo streaming non c’era e se il film era una ca***ta te ne accorgevi quando eri seduto in sala. Ti assicuro che in assenza di streaming pirata la gente spenderebbe € andando al cinema o noleggiando i film.

        • MoMy

          ”Una volta” ci si regolava col trailer e spesso col passaparola. Andare al cinema significava anche vedersi un film in prima visione perché per i titoloni la rai ti faceva aspettare anche due anni. Son convinto che senza film e streaming pirata la gente spenderebbe molto di più al cinema e anche per la musica. Possibile anche un qualche account nei vari premium on demand. Io il discorso p2p lo tiro spesso in ballo perché lo considero un vero e proprio cancro ai testicoli.

      • marco77

        Di quali film? Di Iron Man vs Spiderman? Finché il cinema americano produce queste schifezze, possono tranqullamente riempirlidi DRM, se vogliono. Io non sono disposto a perdere il mio tempo nemmeno per vedere le locandine. Figuriamoci il resto.

        • Luca

          Dipende da qual è il tuo genere preferito. Quest’anno dei film che hai visto in streaming sono sicuro che almeno 1/3 ,se non ci fosse stata la possibilità di scroccarli, li avresti visti andando al cinema.
          Poi si parla sempre solo di film ma lo streaming include tutto film, musica, documentari, telefilm sottotitolati, etc

          • -.-

            per i film che valgono (come del resto per i giochi che valgono) investo sempre. Va da se che sono pochi e selezionati prodotti, mica CoD o FIFA… Il problema è che le major, in quanto alfieri della cultura americana, stanno tentando di spingere il messaggio per cui “tanto = buono”, mentre invece la nostra cultura europea proviene da un assunto diametralmente opposto “bello = buono” (καλὸς καὶ ἀγαθός per chi ha fatto il classico). ci sarebbe da scrivere un libro sul contrasto fra questi due sistemi e su quanto il modello americano stia distruggendo il mondo a ogni livello…

          • Luca

            L’importante è che a CoD o FIFA tu non ci abbia mai giocato, tranne demo legali, perchè altrimenti il ragionamento non sta in piedi. E non esiste storia “Volevo vedere se mi piaceva” con internet ormai puoi leggere milioni di recensioni prima di acquistare (Questa è la potenza della rete)

          • ge+

            guarda , io personalmente non pagherei un euro per vedere i film che ti propinano, preferisco non guardare alcun film.
            I telefilm sottotitolati “legali” in pratica no esistono: sono sottotitolati da amatori e messi in streaming, quindi in partica sono disponibili solo “illegalmente”.

          • Luca

            Certo perchè vengono venduti a Sky o simili per distribuirli in diverse nazioni.
            Alla fine sono due modi di vedere la cosa. Voi la vedete come una minaccia io come un modo per proteggere l’opera altrui.

          • Marco Moraschi

            Elettrificare col 380 la maniglia della porta per proteggere la mia casa da chi mi importuna è illegale.
            Si tratta di misura, lo strumento proposto per una “giusta causa” travalica abbondantemente le necessità e per tanto è da ritenersi inopportuno.

    • N-Di

      >> Saro felicissimo quando potro ballare sulla tomba di Adobe flash player.

      in teoria puoi gia` farlo, nessuno vieta di creare un sito utilizzando solo html css e poco altro, il probblema e` che non lo fanno, i loro contenuti finirebbero alla merce di tutti, se a firefox gli indichi un file audio o un video lui lo riproduce senza grossi probblemi. ma il furbone di turno mi prende il link e ci piazza un wGet davanti 🙂

  • Sandor

    Eh ma ragazzi, qui si torna indietro! Con una mano danno, con l’altra tolgono (un pezzo di libertà).

  • Luca

    Speriamo sia la volta buona per la morte di Flash/Silverlight.
    I DRM nonostante molti li odino non sono affatto sbagliati l’importante è che non siano la causa di blocchi/impedimenti alla riproduzione della risorsa.

    • Maranto

      Ma credo che i DRM servano proprio a quello, o mi sbaglio? Per riproduzione intendi la copia o lo streaming?

      • Luca

        i DRM ti bloccano se non hai pagato per vedere/copiare il film/musica e mi sembra corretto. Quello che non voglio è che poi a causa del DRM sia costretto a comprare l’apparecchio X che è l’unico in grado di riprodurlo

        • Maranto

          sì, quello è proprio insopportabile

  • eticre

    Non vedo il problema, se apro un sito e sento puzza di drm lo banno con adblock e finita li.

    • svevo

      in pratica ti banni da solo

  • ale

    Ma ora,a cosa servono i drm di un video,mettiamo su youtube,quando uno può benissimo fare uno screencast dello schermo ed aggirare il blocco ?

  • CF

    I DRM già ci sono e sono quei siti che richiedono il pagamento per vedere un film o guardare una partita di calcio. Gli altri, che consentono di vedere liberamente, sono in gran parte siti pirata.
    Comunque oggi, se ho Mediaset premium non posso vedere una partita con Linux, dopodomani con i DRM in html5, potrò.
    Per i siti pirata, etc, non cambierà nulla perchè la fonte di quei video non passa dai siti di streaming ufficiali, sono ripping o peggio quello skifo di riprese in sala.
    Quindi, per me, è un’ottima notizia!

  • ihaveadrin

    Beh, su Linux questo significherà la corsa a dumpare xephyr o le istanze di wayland col film che gira, credo… Un altro passo verso la fine dei media statunitensi

  • ottone

    notizia di oggi “Sky Italia in streaming senza contratto SAT dal 2014” è necessario uno stanrdard in grado di proteggere i contenuti

    • bronzo

      Ecco, questa è il vero ed unico motivo per l’introduzione del DRM: permettere alle televisioni satellitari e via cavo (che sono nella stragrande maggioranza dei casi private ed a pagamento) si intasare le reti pubbliche con una mole spaventosa di dati in streaming.
      Ovviamente allo streaming video si andranno ad aggiungere i vari servizi on demand già esistenti (alla premium play). Con l’infrastruttura di rete obsoleta a pietosa che abbiamo in Italia, sarà un inferno (sono stato in un paesino vicino a Digione a maggio: neanche 600 anime e era servito da fibra ottica! ci sono comuni in Veneto ed in Emilia Romagna che fanno più di diecimila abitanti e sono serviti SOLO PARZIALMENTE da linee adsl, giusto per intenderci).

      • quindi?…il problema non è di sky. Visto che passi avanti a livello strutturale non si fanno se non ci sono in gioco tanti soldi, la TV potrebbe spingere i provider a fare grossi investimenti, visto che potenzialmente è una rivoluzione mica da niente.

        • -.-

          investissero nella velocità della rete, invece che in stronzate come i DRM! Vuoi catturare clienti? Offri un servizio di streaming che mi spara film in HD compressi da dio su una rete velocissima, e vedrai che la gente verrà a frotte…

        • kernelio

          Abbiamo appena speso miliardi per creare un infrastruttura per il digitale terrestre, che da buoni italiani abbiamo implementato col culo tra l’altro, ora pensare che ci intaseranno le reti per mostrare peppa pig in treaming se permetti un minimo fa girare gli amenicoli

  • giusto così. HTML5 introdurrà la possibilità di proteggere i file multimediali, e con ciò? è una possibilità, non la regola. Che poi non capisco perché, ad esempio, una società come Netflix non possa richiedere una garanzia per poter proteggere i suoi file per passare da silverlight ad html5. Alla fine chi ci guadagna sono gli utenti linux che per vedere Netflix oggi sono costretti a fare i salti mortali tra wine e ff moddato. Io certe prese di posizione alla chiusura totale non le capisco.

    • Luca

      +1

    • -.-

      ma infatti il problema non è netflix, il problema sono le major che vogliono verificare in maniera patologica l’utilizzo che fa il consumatore del loro prodotto. purtroppo le major sono società gestite da persone che nella migliore delle ipotesi sono intelligenti come Ratman e con la flessibilità mentale di un blocco di granito: credono di vivere in un mondo in cui un film è un’entità reale e “meccanica” quando ormai non è più così da anni. sono persone che non hanno capito nulla del concetto di “software as a service” e continuano a credere nel “software as a product”, con tutte le follie che ne conseguono.

      • non lo so, non credo molto a questa pseudo ignoranza…imho, sanno benissimo come va il mondo e come funzionano le cose. Il punto è che nessuno può vietare il “software as a product”.

        • -.-

          il “software as a product” è quella mentalità che ha portato al famoso caso di SecuROM, in cui gli unici ad avere problemi con i giochi erano gli utenti onesti che avevano pagato… mentre i pirati erano sereni e felici dopo aver aggirato la protezione. Secondo te ha senso? Per me no…

    • abral

      Va bene proteggere il copyright, ma questo che stanno tentando di fare è ben diverso!

  • ge+

    visto che se ne sta parlando, ho trovato questa news :”
    La pirateria non danneggia l’industria dell’intrattenimento: parola della London School of Economics”

    vi posto il link:

    http://www.geekissimo.com/2013/10/04/la-pirateria-danneggia-lindustria-del-divertimento-lesatto-contrario/

  • Maudit

    I DRM servono a causare limitazioni alla riproduzione della risorsa. Il che vuol dire che non hanno nulla a che fare con la pirateria, mentre costituiscono un impedimento di fruizione per chi acquista contenuti dotati di DRM.
    I DRM sono sbagliatissimi, perché permettono al fornitore dei contenuti di controllare quante volte vedi un film – che hai pagato – o ascolti una canzone. Il DRM potrebbe prevedere che prima e durante la visione di un film, sia necessario verificare con una webcam il numero di persone che effettivamente partecipano alla trasmissione. Un file multimediale dotato di DRM, seppure acquistato, potrebbe divenire inacessibile se per motivi tecnici o più banalmente economici cessasse il servizio di autorizzazione del fornitore.

    I DRM non centrano nulla col WEB,perché ne costituiscono l’antitesi. I DRM servono a limitare in maniera artificiosa la circolazione delle informazioni, e se è concessa la loro applicazione ai video, perché non dovrebbe esserlo ai testi, alle immagini o anche ai font utilizzati in un sito web?

    Il supporto ai DRM è l’introduzione di un trojan “firmato” nei PC, a seconda dell’implementazione – con il pretesto della pirateria – tutto quello che passa sul browser potrebbe finire con l’essere vagliato dai controlli DRM. Quindi anche un testo su Wikipedia, o un articolo sul blog di Roberto Ferramosca, potrebbe venire bloccato perché “accidentalmente” riconosciuto come protetto dai “diritti” di questo o quell’altro soggetto. E se il Roberto Ferramosca di turno dovesse essere considerato agli occhi di qualcuno come un pericoloso eversore, nonché terrorista, satanista, ecc…?

    Il passo verso il controllo e la censura completa della rete è brevissimo, anzi, una volta introdotti i DRM il passo è già compiuto.

    Di fatto accettare il supporto ai DRM significa consegnare le chiavi del web a chi controllerà queste tecnologie.

    • Luca

      Caspita mi sembra di aver letto un comunicato di Stallman (persona che stimo).
      Il DRM non è il nuovo comunismo, come tutte le tecnologie permette grandi cose e potenzialmente crea nuovi rischi ma la completa censura è stato più volte dimostrato che grazie a Internet non è più possibile.

      • Maudit

        i DRM agiscono contro l’innovazione, perché costituiscono un blocco di stagnazione. I DRM non servono alle persone. ma esistono solo per garantire e consentire il perpetuarsi di sistemi di business obsoleti e superati, che su internet non devono avere cittadinanza.
        Non devono avere cittadinanza perché sono l’anti-internet. E’ più “libero” un televisore di un PC che utilizzi i DRM per la navigazione nel web.
        Dal momento in cui il controllo DRM dovesse essere implementato sui PC, l’intero traffico di rete potrebbe venire vagliato e sottoposto ad approvazione o divieto, realizzando la completa censura.

        Le cose come questa non accadono mai in una sola volta, ma vengono introdotte poco a poco, finché il controllo non è completo. In questo modo la gente comune non ci fa troppo caso perché gli “utili idioti” si trovano sempre.

        • Luca

          Se per nuovo modello di business intendi “Tu produci e IO uso gratis” allora sono completamente in disaccordo.
          IO creo il prodotto e IO decido dove si può o non si può usare. Non ti sta bene?Crei un prodotto simile, se ne sei in grado, e lo rilasci con un DRM libero. I DRM non sono un blocco all’innovazione sono una protezione per chi produce nuovi prodotti. Puoi dirmi che li vendono a prezzi assurdi ma in quel caso ti basta non comprarli e si vedrà chi cede prima, Tu che comprerai il film/gioco perchè ci vuoi giocare disperatamente o il produttore che deve recuperare i soldi spesi.

          • Maudit

            La pirateria non è minimamente intaccata dai DRM, se voglio scroccare, lo farò con o senza i DRM. “IO” continuerò ad usare totalmente gratis. Non ci vuole un grande genio per dirlo, basta che guardi ai videogiochi. Eliminare i DRM da un video è ben più facile (prima o poi il contenuto viene decodificato).

            Riguardo il modello di business, no, tu non decidi dove un prodotto si può o non si può usare. Oltre il lecito non ne hai alcun diritto. Se io noleggio un film, sono cavoli miei se in casa mia lo guardo da solo o con altre 4 persone. Non hai “diritto” di ficcare il naso nella mia abitazione. Se voglio mettere della musica alla festa di compleanno di mio figlio, che tengo in casa mia, non hai diritto di verificare il numero di auditori, o anche il solo fatto che io stia utilizzando un brano che ho pagato. Non è “un diritto”, è una violazione del mio libero dominio. I DRM servono a questo.

            Ripeto: la pirateria non centra una fava.

            Il rovescio della medaglia, che riguarda l’innovazione, sta nel fatto che i DRM – per ovvi motivi – non sono “open”.
            Un nuovo sig. Mozilla, ad esempio, non potrebbe implementare la specifica standard di HTML5 senza scontrarsi con un vespaio di licenze e mafie collegate, ma anche l’attuale sig. Mozilla potrebbe andare incontro ad una serie di problemi. Il sig. Wikipedia probabilmente verrebbe silurato sin da subito, dovendo per ogni articolo superare i blocchi dei DRM.
            E vacci tu per ogni articolo di wikipedia, o di qualsiasi altro sito in contrasto con gli interessi di questa o quella corporation, a dimostrare che i contenuti sono “legittimi”.
            Ma poi, perché mai qualcuno dovrebbe essere posto nelle condizioni di dover dimostrare la legittimità del proprio operato sotto un regime di controllo preventivo? Controllo operato da soggetti privati che NON SONO PROPRIETARI DEL WEB?
            Il supporto ai DRM è potenzialmente in grado di uccidere l’innovazione perché è un sistema costruito appositamente per garantire la stagnazione del mercato (leggere come: monopolio).
            Qualora il supporto ai DRM fosse talmente pervasivo da impedire qualsiasi operazione che non sia vagliata dai meccanismi di controllo, nessuno potrebbe utilizzare sistemi diversi dai DRM stessi. Chi controlla i DRM potrebbe abbattere ogni possibile concorrenza semplicemente eliminando contenuti legittimi, perché “sospetti” di violazione del copyright.
            E non ho alcun dubbio che i promotori dei DRM non abbiano alcuna remora a seguire tali pratiche, perché l’hanno sempre fatto.

            “L’utente”, ma internet è fatta da le persone, non dalle compagnie produttrici di contenuti, non ha alcuna necessità dei DRM. I DRM sono solo ed esclusivamente una cosa dannosa, fatta a danno degli utenti, dei produttori e fornitori stessi di contenuti non allineati ad un sistema monopolistico di distribuzione e vendita.
            I DRM sono la fine del web aperto per la sua trasformazione in un inutile luogo di mera intreazione fra consumatori passivi e venditori onnipotenti.

          • -.-

            non potrei essere più d’accordo! vendere un prodotto è una cosa lecita e giustissima, imporre all’utenza come usarlo è un abominio senza precedenti

          • Luca

            Mah io credo che sia vero solo se l’imposizione è post vendita. Se per venderlo io faccio piani tipo “Lo vedi da solo paghi 2€”, “lo vedi in 4 persone paghi 5€” ho creato un nuovo modello di business. Se tu lo compri pagando 2€ dopo lo vedi solo se sei da solo.
            Logico che se compro un prodotto e post-vendita decidono che quel prodotto non lo posso utilizzare in compagnia allora concordo con voi che è scorretto.
            Quando Amazon ha tolto dalle librerie Kindle un libro regolarmente acquistato, non ricordo per quale motivo di copyright , ho venduto il Kindle ho comprato un altro e-book reader e Amen.
            Non ti sta bene come una compagnia sfrutta la tecnologia? Non usi quella compagnia.

          • Maudit

            ecco, stavo per fare l’esempio del libro: non è naturale che tu, dopo aver acquistato un libro, ne vieni privato. Qualche che sia il motivo è un comportamento illegittimo.

            Ma qua non stiamo parlando di una compagnia che strutta per i fatti suoi una tecnologia, stiamo parlando della specifica standard di HTML5, e cioé del web stesso.

            Appunto perché la gente ad un certo punto abbandona “la compagnia”, “loro” stanno facendo in modo che questo fatto non possa avvenire.

          • Jonnny

            Sembri davvero ferrato su questi argomenti.
            Non hai per caso alcune fonti da poter leggere/consultare per diffondere il concetto?
            Io non saprei spiegarlo come fai tu….

          • Maudit
          • N-Di

            >> Se per venderlo io faccio piani tipo “Lo vedi da solo paghi 2€”, “lo vedi in 4 persone paghi 5€”

            a me pare una cagata pazzesca, se compro un bene/media la uso come meglio credo, perche` pagare dipiu` la stessa cosa solo perche` la uso in gruppo, usarla in gruppo non ne aumenta il valore del bene, il bene rimane sempre il tale.
            diciamo che si possonono *ottere leggermente, sono sempre esistiti deepWeb continueranno ad esistere e molto probabilmente uno tra i vari prendera` piu` popolarita`

          • ge+

            Questo tuo ragionamento incentiva ancor di più la pirateria:
            “Il tuo prodotto non è disponibile nel mio paese a causa del DRM?” Bene, lo scarico illegalmente e ti danneggio,
            Se mi avessi consento di visualizzarlo, lo avrei guardato rispettando il diritto d’autore”

            Il modello di pubblicazione web dorebbe essere world wide, disponibile in tutto il mondo.

          • Luca

            Mi riferivo ai film, se esce in Inglese e in Italiano no ora molti lo guardano sottotitolato. Non è che io produttore non voglio dartelo è che devi aspettare che esca nella tua lingua.

          • ge+

            Molte prodizoni non vengono mai doppiate ne localizzate in italiano ed in altre lingue, solo quelle main stream.
            Inoltre, devo avere il diritto di guardare il prodotto, anche se non è stato ancora tradotto nella mia lingua.

            Inoltre, io non mi riferivo unicamente ai film, bensì ai molti video multimediali che potrebbero essere region locked non più solo su youtube.

  • Marco

    Questa notizia mi è indifferente, l’unica cosa che non capisco è perchè si ostinino a creare limitazioni che prima o poi verranno tranquillamente raggirate.

    • Maudit

      Vedrai quando per usare internet dovrai consultare “TV, Sorrisi e Canzoni” se ti sarà ancora indifferente questa notizia.

      • Marco

        Di certo i contenuti che finirebbero su quelle riviste non sono roba che guarderei. Quindi nessun problema.

        • Maudit

          TV sorrisi ecc… era (è ancora?) una rivistuccola contenente il palinsesto televisivo della settimana.

          Era un modo per dire che i DRM introdotti nello standard HTML5, e quindi nei browser, trasformeranno il web in una sorta di televisione.

      • Dina Lampa

        fino a quando il codice sorgente dei browser è disponibile puoi sempre creare delle alternative indipendentemente dal protocollo
        Si stanno dando una zappa sui piedi…una sorta di biscottino dei corrotti…

        • Maudit

          sì, e se youtube dovesse decidere di usare i DRM su tutti i suoi video, sicuramente spunterebbe fuori qualche altra piattaforma pronta ad approfittarne. Anche con megaupload… distrutto quello ne sono spuntati a decine.

          Probabilmente i DRM non avrebbero nemmeno tutto questo successo, anzi… una volta implementati risorgerebbe il web fatto dai tanti siti individuali/di piccoli gruppi, non castrati dai DRM.

          A quel punto, sempre con la scusa della pirateria, tenterebbero di rendere i DRM obbligatori per legge su tutti i siti web, magari costringendo i servizi di hosting ad implementare dei filtri “a monte”.

          Di tutto questo non dubito, ma perché?

          Perché una definizione standard rivolta all’ “open web” dovrebbe includere qualcosa che di open non ha nulla e che distruggerà il web stesso?

          La motivazione addotta è che il rischio risiede nel fatto che il web venga escluso dai servizi “premium” e risulti menomato di queste funzionalità. Presso altri siti ed articoli si parla di App o di reti alternative e proprietarie.

          Ma io penso che questa sia una sciocchezza. Le “app” hanno miseramente fallito, basta vedere quelle dei giornali a pagamento. Nuove eventuali “reti” andrebbero popolate (non so esattamente a cosa si riferisse il termine “nuove reti” nell’articolo che ho letto, ma lo prendo per buono), e credo che otterrebbero uno scarso successo considerando il fatto che avrebbero un costo di accesso e che sarebbero volte al mero consumo (pagare la connessione solo per poter pagare i contenuti? E’ folle!).

          La dimostrazione del fallimento di tutta questa paccottiglia è il fatto stesso che i promotori dei DRM diano l’assalto alla rete.
          Perché sono LORO che hanno bisogno della rete internet, non il contrario.

          Hanno bisogno della rete proprio perché è “aperta”, essendo tale è come un enorme e globale centro commerciale. Le app, reti dedicate, soluzioni hardware specifiche (Apple TV, Telecom TV…) in confronto sono solo delle piccole e brutte botteghe di paese.
          Quindi la rete va loro bene perché è aperta, ma la vorrebbero meno aperta, molto meno aperta. E pretendono di avere in mano le chiavi della porta per chiuderla a piacimento.

  • Pietro La Porta

    Fatta la legge ,trovato l’inganno…….;-)

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