Paghereste una distribuzione Linux per avere una maggior sviluppo e supporto? 

Una delle principali caratteristiche delle distribuzioni Linux è quella di essere gratuite e libere.
Possiamo quindi scaricare il file immagine ISO dalla rete e installare la distribuzione oppure farne varie copie e distribuirle ad amici colleghi ecc il tutto legalmente.
Le più diffuse distribuzioni Linux normalmente riescono (a volte con molta difficoltà) a sopravvivere grazie alle donazioni effettuate da utenti ed aziende, alcuni proventi arrivano anche dal supporto a pagamento che garantisce ad aziende e professionisti la possibilità di intervenire rapidamente su eventuali problemi.
Debian, Ubuntu, Fedora, Linux Mint, openSUSE, Arch Linux, Slackware e molte altre distribuzioni Linux sono sviluppate da sviluppatori ed utenti che non richiedono alcun compenso, mettono a disposizione parte del proprio tempo libero allo sviluppo della distribuzione e di progetti ad essa dedicati solo per passione.
Nei giorni scorsi Daniel Forè, principale sviluppatore di elementary OS, ha proposto di far pagare la distruzione in modo tale da poter migliorare sia lo sviluppo che il supporto del nuovo sistema operativo. La proposta di Foré ha scatenato diverse discussioni da parte di utenti favorevoli e contrari al pagare un sistema operativo open source.

Molti utenti danno ragione all’idea di Forè, è giusto pagare il lavoro svolto da molti sviluppatori anche se elementary OS non è una distribuzione indipendente, si basa su Ubuntu ed infine su Debian sistemi operativi liberi e gratuiti. La migliore soluzione sarebbe quella puntare sulle donazioni anche se molto spesso gli utenti (non solo italiani) se ne fregano di pagare anche pochi euro per sostenere un progetto.
L’utente Linux comunque non è un tirchio (come molti potrebbero pensare) ad esempio nelle raccolte Humble Bundle gli utenti Linux sono sempre quelli che pagano dipiù.

Secondo voi meglio lasciar Linux cosi com’è, libero gratuito oppure sarebbe meglio che fosse a pagamento per avere una maggior supporto e sviluppo?
Se vogliamo puntare sulle donazioni cosa dovrebbero fare le distribuzioni per incentivarle?

a voi i vostri pareri…

  • Dal mio punto di vista Linux è un progetto libero e per la sua etica difficilmente potrà essere a pagamento, bisogna però incentivare gli utenti a donare e non scaricare fregandosene di chi ogni giorno lavora per rendere più completo e sicuro il nostro sistema operativo.

    Finché non si riesce a far capire che un progetto anche gratuito costa molti sacrifici, la gente continuerà non solo a fregarsene di pagare un software libero ma andrà anche a criticarlo se non è conforme le proprie preferenze….

    • Erika

      quoto con quello che scrivi…
      ma in certe Nazioni la free e l’Open è visto gratis, non libero, quindi non si fa donazioni… 🙂

    • EnricoD

      Quoto, infatti io queste persone che criticano e chiedono ogni giorno feature o quant’altro… le ucciderei …

      • Erika

        ciao 🙂
        no uccidere, ma spiegare cosa è la free, far capire cosè la donazione 🙂

        • EnricoD

          hahaah io scherzavo 😛
          devo dirti che la tentazione l’ho avuta pero’ XD

          • Erika

            Ciao Enrico 🙂 ^^
            come posso passarti il mio link? sia di github che sito Aziendale?

          • EnricoD

            puoi mandarmi tutto via mail.. enrico2588chiocciolagmail.com
            scusa, non ho la chiocciola.. XD
            🙂

          • EnricoD

            non mi fa mettere link purtroppo… la mia email comincia con enrico2588 e considera che dopo la chiocciola ho un account gmail che finisce con com XD 🙂

          • rodrigo

            complimenti con la scusa del link sei riuscito ad avere il contatto di erika 🙂

  • Salvatore Colombo

    Credo che sarebbe più corretto, più utile e più adeguato al concetto di open source, lasciare il sistema gratuito e istituire servizi di assistenza a pagamento.

  • EnricoD

    “if You like my work, please consider to offer me a beer”
    a pagamento no, ma se uno fa anche una piccola donazione agli sviluppatori di qualsiasi progetto sia interessato, o che comunque segue, non diventerà certo un barbone.

  • Matrice

    Ovviamente dipende da “cosa” effettivamente si paghi. E questo la grande maggioranza degli utenti non l’ha chiaro nemmeno nel caso del software commerciale e closed-source (qualcuno ricorderà lo “scambio d’idee” fra la Microsoft Perù e il ministro Villanueva, magari). Comunque esiste già un precedente: Elive!, che peraltro ho avuto modo fi apprezzare parecchio. http://www.elivecd.org/

  • Erika

    penso che lasciare libero la GNU/Linux è essenziale, fare donazioni è la sola strada per dare in modo di sviluppare in modo migliore…
    Come incentivare le donazioni? spiegare sul sito a che serve la donazione… ma qui alcune Nazioni non hanno e/o non vogliono spiegare la differenza tra free e libero… come si può pensare di incentivare in queste Nazioni la donazione se invece non hanno il rispetto del lavoro altrui… vedi le copie pirata dei SO di Microsoft e Apple, perfino programmi sono in copia dal viandante di turno…
    più controllo su questa pirateria, insegnare la libertà di chi dedica tempo ad un progetto free, ma certe Nazioni pensano ad altro…
    penso anche che l’assistenza è da retribuire… al costo del mercato…

    • MastroAttilio87

      Il punto è che Microsoft dice a parole di essere contro la pirateria, ma
      nella realtà è ben tollerata da essa perchè sa bene che in un certo
      senso gli conviene…. per il resto concordo 😉

      • Erika

        Microsoft è la principale lobby della pirateria, e anche dei virus…
        poi con i suoi sistemi proprietari e i documenti che si aprono solo con il programma closed, tipo i *.rar…
        ma qui è un altra storia..
        🙂

        • MastroAttilio87

          esatto! 🙂

    • MoMy

      È proprio la mentalità delle persone a essere sbagliata. Se ipoteticamente ci fossero due bancarelle in un mercato dove il primo fa pagare 1 cent per un prodotto copyright e il secondo offrendo lo stesso prodotto pirata gratuito, tutti prenderebbero il prodotto gratuito. Basti guardare la diffusione di forum DDL, di siti hosting. Tutto questo per permettere il download di software protetto.
      Vero che molti son stati chiusi e/o oscurati, ma è anche vero che esiste un sommerso immenso dove arrivano a crackare anche l’ account premium o caricare software free pur di accaparrarsi un download.
      Il problema è la mentalità e la mancanza di leggi appropriate.

      • Erika

        quoto … 🙂 ^^

  • MastroAttilio87

    Credo sia meglio tenerlo gratuito anche perchè dubito che ci possano essere dei riscontri positivi nel caso una distro Linux diventasse esclusivamente a pagamento. Ciò che bisogna sicuramente fare è quella di trovare ogni mezzo per incentivare le donazioni, far di tutto per convincere gli utenti a dare un sostegno economico. Come ho detto in precedenza sì può ad esempio creare una distro “free” ed un’altra “premium” a pagamento con numerose funzionalità aggiuntive, mettere la pubblicità nel sito, fare in modo che l’utente prima che clicchi su download veda a caratteri cubitali frasi come “Sostenete il lavoro degli sviluppatori” con tanto di spiegazione sul perchè farlo… insomma trovare qualsiasi modo per incentivare le donazioni…. ma non quella di rendere a pagamento una distro, non credo sia una buona idea.

    • TopoRuggente

      Una distribuzione non può diventare esclusivamente a pagamento.

      La GPL non nega la possibilità di vendere, ma impone di non poter limitare la rivendita.
      Come tale tu vendi a 10, io compro una copia e rivendo a 5, qualcun’altro compra da me e rivende a 2,5.

      • MastroAttilio87

        Sì lo so è vero quello che tu dici, forse mi sono espresso male io.. per “esclusivamente” intendevo farla pagare al momento del download sul sito come vorrebbe fare elementary, ecco quanto 😉

    • Erika

      scusa ma sono contraria alle parole free libertà..
      con la parola premium, se dono una cifra posso essere contenta, ma non premiata…
      che senso è se dono e ho una distribuzione con migliorie di cui la versione free non ha?…
      si avranno due versioni di questa distribuzione, sai che confusione…

      Scusami ma sono contraria a standard e premium…

      • MastroAttilio87

        No attenzione non intendevo che la “premium” debba essere migliore di quella “free” (qui intendevo gratis), mi riferivo a creare una versione “full” introducendo funzionalità aggiuntive come chessò aggiungere ulteriori programmi per il gaming, multimedia, codec preinstallati, ecc.. insomma renderla più out of the box rispetto alla versione gratuita, magari utile per l’utente che vuole subito tutto pronto. Piaccia o no se una mossa del genere serve a ricevere un sostegno economico allora ben venga anche questa IMHO

        • Erika

          si capisco quello che dici… e sottoscrivo quello che pensi… quindi le mie perplesità…
          ma poi quella distribuzione già con tutto preinstallato, chi la prende e poi la condivide gratuitamente?
          Ripeto sarebbe bello, ma prima bisognerebbe far capire alle persone che cosa è il free e open, ma in certe Nazioni vige il nulla in fatto di etica…

          ma non è un contro te che voglio espimermi, anzi sono d’accordo 🙂

          • MastroAttilio87

            No ma figurati, lo so benissimo che non vuoi esprimerti contro di me, non c’è bisogno di dirmelo! ahahah ;D
            Comunque certamente, è giusto che tu voglia sottolineare il fatto che le persone debbano capire il significato di free e open… ad esempio molti pensano che nel mondo del pinguino “free” significhi solo gratis e non che free=libertà del software… su questo condivido pienamente 😉
            Riguardo alla versione “full” io penso che alla fine svariate persone interessate si trovano sempre, soprattutto quelle che vogliono molte funzionalità extra già subito pronte e adatte ai loro scopi…. un pò come fa Zorin Os più o meno, una distro che a me personalmente non piace ma che, come si vede nel loro sito, ha scelto di creare 4 versioni premium per cercare di incentivare le donazioni: Ultimate, Business, Multimedia e Gaming. Ovviamente non dico di fare tale e quale a quelli di Zorin, si può farlo in maniera diversa aggiungendo funzionalità diverse… però è un’idea 😉
            Ma questa ovviamente è solo l’ultima spiaggia perchè se si riescono a trovare altri modi di gran lunga più validi per incentivare le donazioni allora ben vengano, basta che l’enorme lavoro degli sviluppatori venga in qualche modo sostenuto degnamente 😉

  • andrea73

    più che la questione etica (chi lavora va retribuito, almeno finché non ci sarà un reddito di cittadinanza universalizzato….), il problema vero è rispondere alla domanda: chi pagherà per comprarsi elementary OS se potrà comunque avere ubuntu, debian etc. etc. etc. (non arriviamo a trecento etc. ma insomma…) gratis?

    • TopoRuggente

      Chi lo usa?
      Gli utenti di Elementary OS amano a tal punto la distribuzione da non poter pagare 10$?

      • andrea73

        temo che, se se il pagamento diventasse obbligatorio, una buona parte di utenti elementary Os passerebbe ad altro…sono convinto che trovare il modo di retribuire il lavoro degli sviluppatori di sotware libero sia fondamentale, ma non credo che sia quella la via. Forse, e dico forse, oggi solo ubuntu avrebbe la forza di farsi pagare dai propri utenti, e ribadisco ancora il forse…

        • TopoRuggente

          Red Hat ci riesce bene !!!

          • ManigoldoNoCancer

            Red Hat ha Centos,Fedora ecc. ecc. Red Hat viene utilizzato da Privati che pagano il supporto alla prodotto. Se posso scegliere di scaricare gratis eOS (e supportarmi da solo 🙂 oppure scegliere di pagare una cifra e avere il supporto della community (che avverrà in tempi contrattuali) bhè in quel caso sarei daccordo.

          • andrea73

            red hat è usata dalle aziende (anche la mia). il problema rimane per le distro desktop, cui eOS credo miri. comunque in bocca al lupo anche a loro!

          • Gustavo

            red hat si fa pagare per il supporto e le patch (che puoi scaricare anche da solo da quando oracle le ha rese pubbliche per un improvviso senso di comunità..)

          • TopoRuggente

            La licenza base del Desktop (49$ all’anno) è in modalità self-support (ovvero cavatela).

            Il dubbio è la “customizzazione del desktop” di eOs vale 10$?

          • Gustavo

            ti vengono garantite le patch. se no, aggratis prendi centos, che però patcha più lentamente. Il software non ti viene fatto pagare, ma gli update (supporto selfservice)

            per quanto riguarda eos ti rigiro la domanda: può veramente valere qualcosa una costumizzazione di desktop? Io non gli do valore, altri magari si..

          • TopoRuggente

            Si appunto.
            RH offre a 49$ le patch, eOS a 10$ un desktop customizzato.

            Il problema non è il costo, ma se ne vale 10$, io magari penserei che un valore di 2-5$ sia più in linea.
            .

  • ange98

    Il punto è un altro: eOS dovrebbe dare l’80% di ciò che guadagna a Ubuntu e Debian (30% e 70%). In questo caso sarebbe giusto chiedere un compenso, altrimenti dovrebbero chiederlo solo per il DE e dovrebbe essere anch’essa una donazione con una percentuale che dovrebbe andare alla GNOME Foundation

    • Sergio

      Questa è esattamente la logica per cui Microsoftt o Apple chiudono il loro software. Non vogliono che altri sfruttino il loro lavoro senza ottenere benefici economici.
      La logica del software libero è completamente capovolta. Tu puoi modificare il mio lavoro e farne quello che vuoi (uso commerciale compreso) a patto che anche tu permetta agli altri di usufruire del tuo lavoro.

  • masand

    Io lascerei fare alla comunità. Gli sviluppatori vogliono mettere una sorta di “donazione obbligatoria”? Bene, vediamo come reagisce la comunità e vediamo se tale modello funziona. Fondamentalmente non sono contrario, ma dovrebbero partire da qualcosa un pochino più solido, il prodotto dato anche se lodevolenon è di certo utilizzabile serenamene in un ambiente produttivo.

  • loopze

    Nel mio mondo ideale lo scenario dovrebbe essere questo:
    un gruppo di professionisti sviluppa un software (che sia un SO non è fondamentale) di base, ma comunque completo e lo distribuisce gratuitamente al mondo.
    Un’azienda o un privato che necessita di quel software può scaricarlo e provarlo liberamente, poi se lo usa per fini commerciali dovrebbe rinconoscere una sorta di “royalty” (notate le virgolette) al gruppo che l’ha sviluppato.
    Sempre la stessa azienda, che non lo usa a fini commerciali, potrebbe ever bisogno di personalizzazioni, o supporto, e anche in questo caso paga!
    Chi non ci fa un quattrino e gli piace così com’è…se lo enjoia gratisssseee!!!!

    Così, se elmentary vuole 10 euro, va bene, purchè che riconosca 2 euro a Canonical e 4 a Debian (così per fare un esempio).
    Se si riconoscesse il lavoro a tutta la catena di contributors che hanno collaborato, si, allora l’idea mi piace molto!!!

    ciao
    loopze

  • Fran

    Pagare per scaricare una distro significa disincentivare l’utilizzo di GNU/Linux, e poi ci pensate? spunteranno siti dove si potranno scaricare copie “pirata”, sarebbe assurdo. Le donazioni sono la via giusta, e mi è anche venuta voglia di farne qualcuna… ecco! per incentivare bisogna parlarne!

    • MoMy

      I siti che fan pagare il download esistono da anni ed è lecito, perché loro chiedono un contributo per il download a prescindere ciò che scarichi. C’ è chi ha pagato per scaricare eMule o per VLC. :p

  • Isaac Darter

    secondo me, è ora che il mondo si dia una svegliata e capisca che:

    intanto nulla gli è dovuto;

    poi, che il sistema a donazioni libere ( e non obbligatorie) , è il sistema più giusto che c’è, perché io posso donare liberamente una qualsiasi somma sulla base del mio giudizio sul prodotto che ho di fronte;

    per ultimo c’è il senso comune: come ripeto è la gente che si deve dare una svegliata, sennò qui non funziona niente.

  • rodrigo

    secondo me dovrebbero pagare gli utenti che usano linux 🙂
    (che si scatenino pollici giu..)

  • Sarebbe la fine di Linux.

  • rodrigo

    se devo pagare per una distro piena di bug tanto vale acquistare windows

  • Luca

    se proprio devo pagare qualcuno pagherei debian che con tutto lo sbatti che fanno alla fine nascono millioni di derivate e le più grosse (1 a caso) non aiutano nemmeno più col codice

    • Gustavo

      Il tuo ragionamento è condivisibile eppure troppi premiano quell’una a caso.

  • Massimiliano

    Partendo dal fatto che spesso si scambia open per gratis… credo che cmq non si terrebbe fede ad un principio fondamentale del mondo Linux, ogni distro è basata sul lavoro gratis di altre persone e di altri team. Allora Canonical dovrebbe far pagare al team di eOS una percentuale sulle vendite perchè si basa su Ubuntu e così Ubuntu dovrebbe pagare a Debian non credo che Linux sia nato per questo. Io uso Elementary sul netbook ma non la pagherei mai. Mi immagino solo le polemiche se un’ idea come questa fosse uscita da Canonical!!!! E poi come ha detto qualcuno sai le copie pirata… dai su non scherziamo.

    • TopoRuggente

      Leggi la GPL !!! Non impedisce di vendere Linux, impedisce di limitarne la rivendita.

      Come tale per la GPL tu puoi comprare una distro e regalarne liberamente le copie, non è pirateria.

    • Gustavo

      non sarebbero mai pirata, perché chiunque è in grado di replicare il tuo lavoro partendo dai sorgenti e darlo al pubblico è libero di farlo (gentoo e oracle con red hat è un esempio)

      • Massimiliano

        per pirata intendevo non approvata da elementary che la venderebbe…. apposta ho messo che se la scaricherebbe solo uno che poi la darebbe alla comunità.

  • ale

    Ma completamente in disaccordo,il software libero è nato con lo scopo che io condivido un software liberamente senza pretendere nulla,una distribuzione è fatta in modo che siano gli utenti stessi a contribuire più o meno al suo mantenimento,poi se una distribuzione si è scelta un target di utenti medi che non contribuiranno mai be affari loro,tanto poi per prendere ubuntu e mettergli un tema alla osx sono buoni tutti,la vedo molto più dura dover scrivere un package manager e compilare tutti i pacchetti,tenere su dei repo (che ha un costo comunque),ecc
    Poi se si chiede un pagamento per il supporto è un’altro discorso,sono d’accordo con red hat,ossia loro chiedono un pagamento non tanto per usare la distribuzione (che si può scaricare liberamente sotto il nome di centos) me per il supporto tecnico
    In ogni caso in qualche modo penso bisogni contribuire alla comunità,per esempio segnalando bug,iscrivendosi al forum della distro,scrivendo sul wiki,e magari fare anche qualche donazione

  • KK125R

    Beh, ubuntu ci sta provando in altri modi (amazon, musica, software center ecc), bisogna vedere se il loro metodo funziona.

    Senza far pagare la distribuzione.

    • Sergio

      Sì, e purtroppo è stato stigmatizzata da molti, perché a quanto pare cercare di guadagnare soldi è immorale. Quando si parla di software libero, sembra che tutti quelli che ci lavorano devano per forza aver fatto un voto di povertà perpetua, o altrimenti sono dei traditori della causa.

  • Marco

    Ha senso pagare per un supporto/servizio aziendale/professionale, come Red Hat o Suse Linux; non certo per Elementary che, la maggior parte dei pacchetti sono di Ubuntu, che a sua volta li prende da Debian; non hanno neanche da pagare lo spazio web, perchè usano Sourceforge. Cosa dovrebbero dire quelli di Debian che sono vent’anni che sviluppano e tutti prendono, e guadagnano solo con donazioni di priva/aziende? Ma dai, queste sono le mediocrità di linux ed è meglio che spariscano proprio va…

  • Massimiliano

    Detto questo il team di Elementary sono liberi di farla pagare anche 100€ dopo di che vediamo in quanti se la scaricano…. 1?

  • Torre

    Oltre ai problemi già citati c’è ne uno a cui spesso non si pensa .
    Bisognerebbe retribuire gli introiti a tutte le persone che anno in qualche contribuito.
    Anche se Elementary OS (giusto per fare un esempio) è sviluppata da un singolo individua bisogna tenere conto che è una distro basata su Ubuntu, che a sua volta è basata sul kernel linux.

  • Roberto Tamburrino

    Per il mio avviso non si dovrebbero pagare ma donare anche perché questa è l’identità Linux ,però si potrebbe guadagnare dal lato internet oltre alle donazioni ! ossia creare motori di ricerca ( tipo google ),giochi gratuiti con pagamenti per potenziarsi nel gioco e via discorrendo dove i fondi vanno a sviluppare Linux stesso ,almeno in parte .

    • TopoRuggente

      Google ha più di 1.000.000 di server, credi che qualche distribuzione avrebbe i soldi per impiantare una infrastruttura del genere?

      Sviluppare giochi bella idea, ma poi chi sviluppa Linux?

      • -.-

        se non devi raccogliere (leggi: rubare) dati personali e rivenderli, non ti serve mica una struttura del genere 😉

        • TopoRuggente

          dici?
          Hai una vaga idea di quanto sia grande il db di indicizzazione dei siti?
          Di cosa significhino 3000000000 di ricerche al giorno?

          E di quanto costi l’infrastuttura per rendere il tutto rapido e fault tollerant?

    • Sergio

      Google non è un modello. Ti vende i suoi servizi/prodotti in cambio della tua privacy, che poi sfrutta commercialmente in forma di pubblicità.
      Canonical è stata ferocemente criticata per una mossa infinitamente meno aggressiva (Amazon).

      • Roberto Tamburrino

        si lo poi saputo

  • Mohammed Al Maktum

    porca paletta, per reinventare ulteriormente la ruota cercando di fare un ambiente desktop uguale a un altro?non smetterò mai di maledire quel giorno in cui qualcuno credette che il punto debole di linux fosse l’aspetto grafico….

    • Brau

      Vattela a prendere con quelle decine di milioni di bimbiminkia al mondo che pensano che:
      1. il PC è esclusivamente un oggetto d’arredo;
      2. se ho una distro Linux sono considerato un uber-sfigato, quindi, per non essere perculato vita natural durante, devo farla sembrare in tutto e per tutto simile o a MacOS o Windows;
      A quanto pare, alla gente non importa se la ruota cammina, basti che sia “fashion” -_-

      • Mohammed Al Maktum

        sì ma si spera che gli sviluppatori sw legati al mondo open source siano un po’ meglio di questi bimbiminkia di cui parli…sembra che sentano (non tutti, ovvio) la necessità di soddisfare la propria vanità personale partorendo decine di DE( per esempio), invece di concentrarsi sui software che (è inutile girarci attorno) in quanto a qualità a quantità sono molto inferiori su una distro linux che altrove.

        • Brau

          Certe volte sono meglio (es. XFCE-LXDE), altre no (es. eOS, Unity), basta saper guardare alle proprie esigenze e scegliere… Guardando al lato software, in tanti non hanno interesse a sviluppare perché, oltre alla pochissima diffusione grazie a Windows che ha saputo pagare per farsi imporre, sul lato economico (che poi è quello che importa veramente) si vedono scoraggiati perché non sentono un compenso per quello che hanno fatto, poi di motivi analoghi ce ne sono di più validi, e qua sotto ci sarà sicuramente qualcuno più esaustivo di me…

  • jj

    “Nei giorni scorsi Daniel Forè, principale sviluppatore di elementary OS, ha proposto di far pagare la distruzione”

    La distruzione?????

    Lapsus freudiano!

    • TopoRuggente

      Effettivamente si, siamo onesti.
      Se Debian (o altre) iniziassero a farsi pagare sarebbe un problema, per eOs è solo un suicidio.

      • Rho

        in fatti… anche il kernel può diventare pagato… ma secondo me, la proposta è un’altra. Non hanno capito. L’idea veramente non ha senso. (di nuovo, scusa il italiniano)

  • Sergio

    Il software libero è libero, tra gli altri motivi, perché io posso prendere un progetto già esistente e modificarlo a mio piacemento conservando la libertà di farlo diventare un prodotto commerciale. eOs può legittimamente fare diventare il suo prodotto un bene commerciale.

    Il punto della questione è se quel prodotto sarà commercialmente redditizio. Purtroppo, nessuna distribuzione Linux è di per sé un prodotto commercialmente percorribile senza il valore aggiunto di servizi collegati al prodotto.

    Possiamo girare la frittata come vogliamo, ma solo i progetti commercialmente realizzabili hanno la possibilità nel lungo termine di fare ombra a Microsoft, Apple o Google. E perché ciò avvenga in qualche momento della catena bisognerà sganciare i soldini (se non direttamente, in forma di pubblicità di Amazon, ad esempio). Il tutto gratis sempre e comunque funziona fino a un certo punto, poi se si vuole progredire bisogna trovare alternative, perché le persone non campano d’aria fritta.

  • Fabio

    Io ogni anno faccio una piccola donazione a, tra gli altri, Debian, perché sono anni che la uso su più computer ed è giusto che chi lavora venga in un qualche modo ricompensato. Ma a Debian ci sono arrivato dopo parecchie prove, e se fosse stata a pagamento non l’avrei neppure presa in considerazione (per il semplice fatto che avrei dovuto pagare per qualcosa che, magari, non andava bene per le mie esigenze). Quindi, perché non far pagare dopo, ad esempio, un mese dall’installazione? Paghi? Bene, puoi continuare ad usarlo. Non paghi? Ti blocco la distro.

    • Marco

      SI, vabbè, facciamo diventare Linux una baggianata con tanto di richiesta di serial number dopo 30 giorni (crakkabile modificando un file di configurazione)… Hai capito proprio tutto di Gnu e del software libero…

      • Fabio

        A si? Spiegami tu allora… davvero il software libero deve essere gratis a tutti i costi? Perché mi pareva che RMS l’avesse messa giù diversamente.

        • Marco

          Ecco, si vede che non hai capito; io non ho detto che il software libero deve essere gratuito sempre, volevo dire che Gnu e il free software è nato con lo scopo di fornire un’alternativa libera da qualsiasi restrizione, anche di una semplice licenza che ti “obbliga” a non poter ridistribuire o pagare per forza una copia; è nato con lo scopo di proteggere l’utente dalle “magagne” celate nel software chiuso, che possono violare privacy o fare cose all’insaputa dell’utente; per questo Stallman ha criticato la lens shopping di ubuntu, perche un nuovo utente viene tracciato automaticamente appena apre il menu del suo pc, peggio di Google, che lo devi aprire tu il browser…

          • Fabio

            Bene, allora facciamo così: io ti lascio usare il sistema, ma devi pagare gli aggiornamenti. Perché chi lavora prima o poi deve andare a fare la spesa, perché le infrastrutture costano, perché la progettazione di un nuovo software costa (prova ad immaginare quanto può costare fare il reverse engineering per ottenere, ad es., un driver per una periferica), ecc.ecc.. In alternativa, contribuisci con quello che puoi, con quello che sai fare. Ma qualcosa in cambio lo devi dare. In questo e altri blog ho letto tante volte persone che accusano (magari anche a ragione) Canonical di non contribuire abbastanza a linux. Ma gli utenti finali che fanno? Sinceramente, mi seccherebbe non poco che Debian prima o poi chiudesse i battenti perché non si possono più permettere di andare avanti. Preferirei (visto che non ho la possibilità di farlo in altri modi) essere obbligato a pagare quello che posso.

          • Marco

            1. Quelli di Elementary non devono mantenere nessuna progettazione grandiosa (sviluppano quattro programmini, e ce ne sono tanti di sviluppatori o manutentori di pacchetti debian che insieme mandano avanti il 70% dei software di TUTTE le derivate) e certo i pacchetti di Elementary non sono speciali.
            2. Le infrastrutture non le pagano: usano Launchapd (che è di Ubuntu per progetti Ubuntu e derivate) e Sourceforge come hosting per i download delle iso.
            3. A malapena hanno sviluppato questa “versione” moddata di Gnome dopo anni che la prima era andata fuori supporto, non hanno un minimo piano di rilascio, figurati se sono in grado di fornire driver particolari o lavorare al supporo hardware in Linux meglio di Intel (per fare un esempio.
            Secondo me quello che dici (senza offesa eh, peace & love) non sta in piedi…

          • Fabio

            Marco, io Elementary la conosco solo di nome e sto facendo un discorso generale, perché è vero che il post parte da Elementary ma la domanda non è incentrata solo su Elementary, infatti è: “Secondo voi meglio lasciar Linux cosi com’è, libero gratuito oppure sarebbe meglio che fosse a pagamento per avere una maggior supporto e
            sviluppo?” Ebbene, il mio parere è che chi usa una cosa non deve farlo “a scrocco”, e quindi non ci trovo nulla di male se qualcuno decide di farsi pagare; l’importante è che prima lasci provare all’utente se vale la pena pagare (ormai lo fanno anche le major con la musica, puoi ascoltarla un po’ e poi decidi se comprare). Tutto lì.

          • Marco

            OK, anche tralasciando Elementary, il fatto di usare una qualsiasi distro Linux gratis, non vuol dire farlo “a scrocco”, è nato proprio così, è una delle libertà (e se vogliamo dirla tutta, una cosa “distintiva”, e sottolineo le virgolette) di Linux. “Non ci trovo nulla di male se qualcuno decide di farsi pagare”; aspetta, bisogna vedere CHI decide di farsi pagare: gran parte dell’ecosistema Linux (quello Debian-based) si poggia sui mille (o giù di li) sviluppatori di Debian, poi viene qualcuno (come in questo caso lo sviluppatore di Eos) e se ne esce che se no non riesce a mandare avanti il progetto… Ma scherziamo? Detto schiettamente, penso che ci sia la mania di fare lo Steve Jobs o Bill Gates di turno che vuol fare soldi e fama a palate (a cominciare sa Shuttleworth), quando l’ope source funziona diversamente. Quelli di Mint hanno saputo accrescere la loro popolarità e ricevono un botto di donazioni al mese (vai sul sito, ci sono i repo), senza farsi pagare, ne tantomento invadere il menu dell’utente con le pubblicità di amazon…

  • MoMy

    Concordo che far pagare una distro Linux sia un suicidio, che sarebbe preferibile far pagare un pacchetto assistenza. Non concordo sul fatto di dare una percentuale alle distro Madr(i) semplicemente perché se vuoi questa derivata con il mio DE devi pagare tot, se non lo vuoi, nel link più sotto ci sono le distro senza il mio DE…e amici come prima. Nessuno ti obbliga.
    Mi fa specie leggere che sino a una settimana fa commenti tipo ”eOS bellissima”, ”stupendissima”, ”come ho fatto finora senza eOS”, ”non la cambierei per nessun’ altra al mondo”… Dopo la notizia che l’ amico Fritz vorrebbe far pagare… no comment.

    • Massimiliano

      come detto nel mio commento la uso sul mio netbook e mi piace tantissimo però non la pagherei, e no perchè sono tirchio ma per il semplice fatto che in giro ci sarebbero alternative valide… quando sono entrato nel mondo Linux l’ ho fatto prima perchè credo nella validità del sistema e secondo perchè credo nei suoi principi di apertura e di crescere insieme dove chi può porta qualcosa alla comunità anche un semplice wallpaper, se no mi buttavo su iOS.

  • LelixSuper

    La donazione rimane la via migliore, perchè è un gesto che parte dal cuore dell’utente/azienda e non può essere forzato.

    • Lorenzo s.

      Sì le solite belle parole, ma tu quanto hai donato finora?
      Io niente per il momento.

      • LelixSuper

        Io ho donato quasi tutti i servizi che mi hanno offerto. Ovviamente si parla di piccole somme, ma sono sempre soldi. E poi a differenza di quando compravo un software, una volta donato mi sento molto più felice.

  • Marco

    A tutti (o quasi) sfugge una cosa: che se a quelli di Debian un giorno gli glirano le balle e vanno in vacanza fermando tutto per mesi, saltano in aria centiaia di distro, la prima Ubuntu, che non saprebbe dove mettere i suoi spam di Amazon e anche Elementary: Dopo cosa cercheranno di far pagare, un wallpaper? ah, già un set di icone…

    • Lorenzo s.

      allora finanziamo direttamente le distro basilari, tipo debian

    • Ti sfugge anche il fatto che vengono sovvenzionate le distro madri 😛

  • roberto mangherini

    il problema non è pagare, ma è la difficoltà nel pagare.
    se ci fosse una stand di debian o ubuntu in una fiera di elettronica molti come me non avrebbero problemi a tirare fuori 5 euro per linux, oppure mandare un sms per finanziare la distro preferita.

    • TopoRuggente

      Questo è più relativo all’italia, dove si paga cash o con bancomat, ma in molte altre parti del mondo compri anche un pacchetto di caramelle con la carta di credito.

      • Lorenzo s.

        per noi italiani telefono-dipendenti basterebbe puntare sul pagamento via sms e vedi come decollano i finanziamenti per linux

        • roberto mangherini

          è quello che intendevo io.

    • LelixSuper

      Ma questo si risolve con le carte di credito 😉
      Ormai tutti ne hanno una…

      • roberto mangherini

        tranne in italia.

  • Tuxino

    Personalmente l’unica distribuzione che pago da tanto tempo è RedHat desktop e almeno un motivo c’è. Pagare una derivata ubuntu è una emerita stupidata! al massimo si facciano pagare il DE se proprio vogliono ma anche qui non va bene perchè il loro DE è un derivato di Gnome,………

  • MaxCaruso

    Scusate ma siete andati a vedere sul sito?
    http://elementaryos.org/

    Tutto sommato credo che vada bene come l’hanno impostata:

    Ti invitano a fare una donazione, ti suggeriscono 10euro ma se vuoi cambi importo, altrimenti azzeri tutto e scarichi gratis.

    Si mantengono tutti i principi citati e si solletica l’utente al prestare attenzione al problema supporto economico attraverso una donazione.

    Più rimaniamo coi piedi per terra e più il mondo sarà libero!

    Ciao

  • TopoRuggente

    Fare come RMS o Slackware?

    Fare un bel manuale serio che valga la pena di avere sotto mano sullo scaffale a fianco dei libri di Ritchie e Tanenbaum.

    Un manuale te lo puoi far pagare anche di più e personalmente quello di Slackware vale molto di più dei 30$ che chiedono.

    • Chi ha bisogno di soldi sono le piccole derivate… e per i manuali ti basta il manuale della distribuzione da cui derivano e quindi le grandi che non hanno bisogno di farsi pagare… 😛

  • muchoman

    il problema non è pagar per una distro ma concentrare gli sforzi….riduciamo il numero di distro, riduciamo il numero di de, concentriamo gli sforzi su poche cose fatte bene; bisogna dare una svolta così che le donazioni non si disperdono su migliaia di progetti ma solo su pochi e meritevoli…

    • Geryks

      si, certo.

      bonasera

      • muchoman

        Per me il male peggiore del mondo linux é lo spreco di risorse senza direzione…e questo vale pure per i soldi donati dagli utenti

    • Simone Picciau

      Infatti io credo che Debian qualche donazione la riceva, così come pure Mageia o altre famose… Quindi collaborare ai principali progetti limitando la frammentazione è un’ottima scelta

    • Ansem

      Pienamente d’accordo!
      si scelgano i principali DE (unity,lxde,xfce,kde,cinnamon e mate), le principali distro (debian,ubuntu,fedora,ecc.) E si limitino le mille derivate dove cambiano solo i DE. Sono uno spreco di tempo ed energia assurdo.

  • borgio3

    Io sono d’accordo sul pagamento di almeno 20 euri all’anno. Molta gente smetterebbe di lamentarsi delle qualità eccelse di Linux!

    • TopoRuggente

      ” lamentarsi delle qualità eccelse di Linux” come può qualcuno lamentarsi di una qualità ?

      • EnricoD

        XD

  • Alien1it

    È un NON problema. Daniel Forè si facci pagare la sua distribuzione e non cerchi di tirare in ballo il resto del mondo del Free Software.

  • Kenshiro

    Ogni sviluppatore che vorrebbe creare una distro a pagamento, deve prima di tutto assicurare una serie di applicazioni proprietarie in grado di sopperire ad ogni esigenza, anziche preinstallarci i soliti brasero openshot e altri vetusti programmi.
    Devono svilupparsi un kernel da soli in grado di funzionare su molte macchine anziche reperirsi la pappa pronta.
    Per pretendere soldi devono offrire un prodotto efficente, supportato e già preconfigurato, ma dubito che questo succeda.. sono daccordo per una donazione, ma pretendere soldi per un servizio incompleto, direi che queste persone dovrebbero prima pagare i diritti a debian e agli sviluppatori del kernel linux.

  • Luca

    L’unico modo di raccogliere soldi per Linux e opensource in generale è utilizzando le donazioni. Se una persona trova utile un programma è giusto che paghi, sicuramente se tutti gli utenti dessero 5/10 € ad ogni progetto opensource che ritengono valido gli sviluppatori lavorerebbero meglio.

  • Pix3l

    Partiamo dal presupposto che GNU/Linux non è il sistema ma il Kernel, e che la distribuzione è solo un insieme di software (tra cui anche il kernel) grandi e piccoli, scritti e rilasciati da singoli o gruppi di individui in maniera del tutto libera. Quale di questi dovrei pagare e a chi?
    Dovrei pagare un team perché ha messo insieme un gruppo di software scritti non da loro, di natura open, e perché me lo da in uso? Potrei capire magari una donazione per il costo di eventuali infrastrutture server per i repository e quant’altro, ma non l’imposizione di un costo per un prodotto scritto da terzi e senza alcun scopo di lucro.
    Troppo facile lucrare sulla roba d’altri.

  • Lorenzo s.

    Prima di chiedere del denaro devono dirci chiaramente come intendono impiegarlo.
    Se vogliono creare un DE tipo unity o gnome shell allora i miei soldi non li avranno.

  • zau

    Boicotta eOS

  • Il giorno in cui mi faranno pagare una distribuzione linux ritornerò a studiarmi LFS e fanchiappola.
    Ha ragione chi dice che la pacchettizzazione è un impegno, appunto impegno non lavoro.
    Le grandi distribuzioni sono sovvenzionate, mentre per gli applicativi solo alcuni lo sono, la maggior parte anzi non è sovvenzionata e va avanti con le poche donazioni che riceve.
    Ecco il punto, se vogliamo rendere merito al lavoro svolto va reso a chi sviluppa non a chi compila…
    Nella peggiore delle ipotesi ci si butta su distribuzioni source based e fine non servono ulteriori “pacchettizzatori”, su aur quanti sono finanziati? Sui vari repo alternativi quanti sono finanziati? Suvvia siamo seri per favore, fare un iso non è neanche pacchettizzare quindi cerchiamo di esser obbiettivi…

  • rodrigo

    bisogna dire che tutto questo casino sul pagare o non pagare per risparmiare quanto 10 euro una pizza un’uscita in meno in un anno risolto il problerma

  • mircozorzo

    Mi piace l’idea di coinvolgere di più, attraverso il pagamento chi lo vuole fare, ottimo perciò se qualche distro lo propone così magari con quei soldi si prova a ridurre il gap con altri os soprattutto nel campo applicazioni. Ciao, Mirco

  • varennikov

    Si, sarei disposto a pagare per avere maggior sviluppo, miglior supporto e soprattutto la manualistica in inglese stampata e rilegata. Vedo che adesso alcune distro puntano sulla pubblicità e sui ricavi del Software Center, ma dovrebbe essere l’utente a scegliere se vedere la pubblicità o no. Anche in quel caso, credo che la maggioranza degli utenti accetterebbe volontariamente la pubblicità per vedere crescere la propria distro.

  • L’anonimo

    C’è da dire che se per pagamento si intende la schermata postata da un utente, dove si lascia la scelta di pagare qualcosa o far scaricare liberamente, senza teschi (distribuzione africana docet), la cosa è comprensibile. Tuttavia, se si intende un impedimento nello scaricare la distro finché non si digitano le cifre della cc, ci si ritrova nella situazione di PartedMagic.

  • freestyle72

    No secondo me no!
    Non perché io sia tirchio, ma perché Linux è stato creato da molti soggetti, che alla fine non verrebbero ricompensati.
    Si pensi a Stallman o Torvalds solo per citarne due famosi, ma quanti lavorano nell’ombra?
    E’ grazie ad uno sforzo collettivo che Linux è cresciuto!
    Poi le donaziaoni, ovvio che sono ben accette!
    … però io sarei disposto a pagare per esempio i programmi purché abbiano un prezzo etico!
    Io per esempio un Autocad, un Photoshop, un Final Cut, o un Ableton nativi per Linux a 100 Euro li comprerei, ma a 300/400 ed oltre mai!

  • mzorzy

    far pagare la DISTRUZIONE rotf

  • uburic

    Io penso che se una persona dopo aver provato varie distro alla fine decide di adottarne una almeno una donazione dovrebbe farla, però non me la puoi cambiare ogni 6 mesi e non supportarla più dopo un anno. Io a una distribuzione come Fedora che non ha una versione LTS non me la sento di pagarla.

    Zorin Os deriva da Ubuntu e ha una versione base gratuita e una versione Premium con offerta minima con versioni personalizzate secondo l’utilizzo (Ultimate, Business, Multimedia, Gaming)

    Comunque non dimetichiamo che il concetto di software libero riguarda solo il codice che deve essere open, ma non è detto che debba essere anche gratuito!

    • Gustavo

      si peccato che dietro fedora c’è chi sviluppa l’80% di ciò di cui ha bisogno linux (inteso come contributo di chi propone una distribuzione, poi ci sono gli sviluppatori indipendenti ecc, insomma c’è un mondo)..
      Quindi paragonare l’utilità del contributo di fedora con quello di zorin (ma anche di ubuntu) è quasi offensivo

      • uburic

        Ho nominato Fedora solo come esempio per una distribuzione che non ha una versione LTS, quello che volevo dire è che ci vorrebbe una via di mezzo tra la la filosofia di Debian e le innovazioni continue di Fedora.

        • Gustavo

          si però la conclusione del tuo ragionamento è che non pagheresti per l’innovazione, ma per uno sfondo sberluccicoso si..
          Niente di male, la maggioranza la pensa come te. Io invece preferisco donare a chi svolge il lavoro, agli sberlucciacatori lascio la gloria

          ps. se vai a vedere l’ultimo articolo su starubuntu, di che parla? che 50 sviluppatori sono già scesi in campo (guarda che 50 sono tanti) e cos’hanno prodotto? Nuovi sfondi.. Ecchili là, sempre a occuparsi di cazz.te, perché quello sanno fare

    • ange98

      Fedora ha dietro RedHat, usa software bleeding edge e se vuoi una sua versione stabile puoi usare RHEL o CENTOS.

  • Maudit

    Penso che free software non vuol dire “gratis”, se gli sviluppatori di ElementaryOS vogliono chiedere un compenso per il loro lavoro sono liberi e nel diritto di farlo.
    Vorrei far notare inoltre che anche se a pagamento, un software GPL non è “in licenza” a pagamento, non nel modo dei software closed.

    • ange98

      Quando era Ubuntu a chiedere la donazione eravate tutti contro però… Io almeno sono stato coerente ed ho spiegato il perchè sono contro al pagamento/donazioni che spuntano fuori appena clicki download. Già siamo una nicchia, ci mettiamo pure a far pagare una distro ad un possibile utente Microsoft/Apple? Chi adora veramente la distro, prima o poi una donazione la farà. E poi eOS usa il lavoro di Debian, Ubuntu e GNOME. Dovrebbero essere pagati prima loro (almeno a me la logica direbbe ciò)

  • paolo formentini

    credo proprio di sì, ma mi devono dare un ambiente coerente, aggiornato e con meno bug possibili! non che quando monto un driver video mi si impalla il mondo…(capito percè è meglio che lo offrano gratis). certo ci sono altre soluzioni di crowdfounding..ad es. mettere una ballot screen con richiesta di donazione a partire da zero euro…

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