Il fondatore di Facebook ha avviato un nuovo portale internet.org e una campagna per rendere disponibile internet a tutti, ad aderire all’iniziativa troviamo anche aziende come Samsung, Nokia ecc.

Internet.org
Internet ormai diventato uno strumento indispensabile per ogni famiglia dato che molti nuovi servizi si basano proprio sul web (esempio prenotazioni e ritiro referti medici, pagamenti, segnalazioni ad enti pubblici e molto altro ancora). Il Web ormai è indispensabile anche per studiare ed imparare nuove cose, cercare lavoro, fare acquisti da casa ecc anche se sono molte le persone che non dispongono di una connessione internet. Secondo una recente analisi 5 miliardi le persone nell’intero pianeta non dispongono di un’accesso ad internet, per questo motivo Mark Zuckerberg ha deciso di avviare una nuova campagna per riuscire a portare a loro una connessione e dispositivi per accedere al web (pc, tablet o smartphone) .

Se fino a pochi anni fa fare beneficenza doveva dire creare pozzi d’acqua, sfamare persone bisognose, creare ospedali, case, cure mediche ecc nell’ultimo periodo i “ricchi” di questo pianeta stanno cercando di portare una connessione internet sia in Africa che nelle aree più remote.
A cercare di ridurre il problema del digital divide c’è anche Google con il suo Project Loon un particolare progetto che punta a portare la banda larga in zone remote utilizzando niente meno che palloni aerostatici.
Dopo Google arriva l’iniziativa targata Facebook dove nel nuovo portale internet.org troviamo la dicitura:

Oggi Internet è inaccessibile a due terzi della popolazione mondiale. Come sarebbe il mondo se tutti potessero connettersi?

A supportare la campagna di Zuckerberg  troviamo aziende come Samsung e Nokia big della telefonia pronte a donare (o meglio ancora investire) nell’abbattimento del digital divide.
L’idea di Internet.org punta di raccogliere fondi per portare una copertura internet in Africa e altri paesi remoti tra questi io aggiungerei anche l’Italia dato che in molti paesi abbiamo ancora una connessione internet a 56 KB che equivale ormai a niente.

Inizia la guerra dei “ricchi” contro il digital divide, chi vincerà?

Home internet.org

  • Vinceranno i ricchi!

  • Jack O’Malley

    Mark Zuckerberg:
    “Oggi Internet è inaccessibile a due terzi della popolazione mondiale. Come sarebbero gonfie le mie tasche se tutti potessero connettersi?”
    lol

    • TopoRuggente

      Pensato la stessa cosa … ha scoperto di farsi i ..zzi di solo il 17% della popolazione mondiale, vuole espandersi.

      • Jack O’Malley

        Già, per questo porterà la “Banda (di ladri) Larga” in Africa.

        • Brau

          E piano piano stiamo per arrivare a Matrix, tutti gli esseri umani connessi alla stessa rete, che si alimenta della stessa energia vitale degli esseri umani…

  • Danielsan

    Finalmente il porno arriverà dapperttuto!

  • Dario

    In Africa prima della connessione internet veloce, sarebbe meglio migliorare e potenziare la corrente elettrica, ancora inaccesibile millioni di persone e afflita da continui ed improvvisi black-out.

  • L

    Speriamo arrivi anche in italia!

  • Ospite

    Quando anche gli spazi incontaminati saranno invasi dalla tecnologia, la stessa che si crede porti progresso e migliorie all’uomo, ci ritroveremo in un mondo totalmente invivibile e sarà in quel momento che la razza umana si estinguerà con le sue stesse mani.

    • mikronimo

      Hai, per un certo verso, ragione, ma non del tutto; qualcuno ha detto che la nostra migliore qualità di vita nasce dal consumismo, quando invece altri dicono che è la tecnologia la fonte di tutto il bene attuale; il fatto è che siamo ancora in mezzo al guado; fino a quando non capiremo che si può avere anche la più avanzata tecnologia, ma senza consumismo (che maschera il capitalismo: avidità, prevaricazione finanziaria, lucro e amenità di questo genere), non avremo una vera età dell’oro o un paradiso in Terra. La tacnologia dovrebbe essere al servizio dell’Uomo e dei suoi bisogni, mentre ora è al servizio di persone che rischiano la morte per inedia, se non quadagnano un altro miliardo…

      • gustavo lamazza

        il punto è che lo sviluppo tecnologico è proprio incentivato dal consumismo, perchè per finanziare la ricerca c’è bisogno di grossi capitali che però solo le grandi imprese hanno a disposizione

        • mikronimo

          Nel mio ragionamento c’era un (non ovvio) sottinteso: dobbiamo liberarci del denaro (utopia che appartiene a razze più eticamente e moralmente evolute della nostra, se esistono…): è solo un mezzo per controllare le persone (nato per semplificare lo scambio di beni e valori, sostituendo il baratto); per fare ricerca, creare beni (utili), dare case, istruzione, ecc. ecc. ecc., non serve il denaro, ma solo tempo e competenze; il lavoro (per ogi attività realmente utile, quindi escludendo il mercato del lusso, tanto per dirne una) dovrebbe essere condiviso tra tutti: zero disoccupazione, 100% utilità; ma come ho detto, questa è pura utopia…

          • Ospite

            La sua prospettiva di una vita senza denaro è interessante; ma, parlandone, si scriverebbero sproloqui.
            Sebbene la tecnologia si presenti come benefattrice dell’uomo, non fa altro che modificare la natura, riducendo gli spazi vivibili e l’uomo, che nasce come animale, è in grado di vivere solo dove la natura è presente. Se gli uomini non fossero sotto l’influsso del denaro, e agirebbero l’uno per l’altro, certo, si farebbe del bene, si risolverebbero alcuni problemi, ma, in futuro, ne sorgerebbero altri, più forti di quanto oggi non sono, come l’aumento incontrollato della popolazione, inquinamento, mancanza di viveri.
            Purtroppo per il domani sono pessimista, non posso che prevedere disastri; e la scomparsa dell’uomo.

          • Antonio G. Perrotti

            il ragionamento di base è giusto, ma apre le porte ad aberrazioni come il primitivismo alla Zerzan. quindi occhio ai fraintendimenti o si fanno danni, IMHO, ovviamente.

  • mikronimo

    “fino a pochi anni fa fare beneficenza doveva dire creare pozzi d’acqua,
    sfamare persone bisognose, creare ospedali, case, cure mediche ecc.”; ad oggi e per altri decenni, la cosa rimane e rimarrà del tutto identica; capisco che avere avuto fortuna ed essere diventati molto ricchi, abbia alimentato una smodata avidità (non è beneficenza, ma puro e semplice scopo di lucro, portare internet a tutti), ma di priorità prima di questa ce ne sono molte altre…

  • mark zuckerberg

    Google e Facebook vogliono solo aumentare i soldi in tasca
    se volete ci sono altri modi per fare beneficenza
    boicottare questo schifo

  • cybertty

    Condivido le varie considerazioni critiche, ma non del tutto. Credo che ci siano vari aspetti da considerare, perché secondo me ogni cosa implica vantaggi e svantaggi. Credo che la ricerca di guadagno fine a se stessa (praticamente una dittatura del denaro) non dipenda tanto dal sistema economico più o meno capitalista, quanto dalla coscienza che noi usiamo per dare un valore alle cose. Il fatto che nei paesi poveri c’è ancora molta strada da fare per la sopravvivenza (mancanza di cibo, cure, diritti, ecc.) è legato anche al fatto che a noi “ricchi” fa comodo non parlarne e non pensarci; e fa comodo soprattutto alle varie multinazionali che, in Africa particolarmente, compiono operazioni “sporche”, proprio contando sul fatto che tanto qui da noi nessuno lo viene a sapere, se non marginalmente, come qualcosa che scandalizza, ma poi si dimentica. Immaginiamo invece di accedere al web e trovarci di fronte non solo le bambolotte fidanzate del calciatore di turno, ma anche le notizie, buone e cattive, che ci pervengono da chi vive in uno sperduto villaggio: cominceremmo a percepire quotidianamente la presenza di questa parte dell’umanità fin’ora ignorata e questo ci aiuterebbe a cambiare anche la percezione che abbiamo della nostra parte del Mondo e a sviluppare idee e stili di vita più aperti. Paradossalmente, in questo caso l’interesse economico dei “ricchi” potrebbe favorire l’interesse umanitario dei “poveri”, capovolgendo lo scenario delle varie forme di sfruttamento sleale, che non potrebbero più essere nascoste. E’ vero che l’energia elettrica manca, ma sono già state realizzate radio portatili che funzionano con un accumulatore caricabile manualmente da una dinamo, visto che i pannelli solari sono ancora di difficile installazione (e non solo per motivi tecnici). Tra non molto, inoltre, la flotta di satelliti “Iridium” per telecomunicazioni (usata in marina mercantile e per telefonia cellulare satellitare), verrà sostituita da una nuova rete di satelliti di ultima generazione, in banda larga, che supporteranno non solo geolocalizzazione e comunicazioni telefoniche ma anche Internet.

  • cristian76

    Il loro sogno sarebbe quello di portare un sistema “chiuso” non internet.
    In cambio di cosa? della privacy. Nei paesi del terzo mondo, non è possibile collegarsi ad internet, se non mangi. I morti non usano il computer.

  • Che bella iniziativa… mi faccio suora…

  • LordMax _

    Al di là di tutto in teoria non sarebbe possibile registrare un dominio com quello.
    E’ come se una azienda privata registrasse italia.org
    E’ vietato dalle norme del naming

    si vede che con quantità immani di denaro si può fare tutto.

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