Il nostro smartphone Android potrebbe essere facilmente intercettato dall’FBI la quale è in grado anche di accenderlo da remoto e gestirne alcune funzionalità il tutto a nostra insaputa.

Lo scandalo “Prism”, scatenato dalle rivelazioni dallo statunitense Edward Snowden, sta facendo avvicinare molti utenti a soluzioni che (in teoria) ci garantiscono una maggiore privacy mentre navighiamo in rete, utilizziamo il nostro pc ecc.
Ad esempio possiamo seguire i consigli indicati nel portale Prism Break nel quale troviamo distribuzioni Linux, software e servizi web ecc  in grado di garantirci una maggiore privacy.
Dal The Wall Street Journal arriva un’altra ed inquietante notizia la quale indica che i nostri smartphone e tablet Android possono essere intercettati dall’FBI, enti governativi ecc i quali possono anche accederne nei dati in esso contenuti.

Android è un sistema operativo mobile basato su Kernel Linux il quale è stato sviluppato per offrire all’utente sia stabilità che sicurezza anche se il successo ha portato diversi virus, malware, ecc. Se utilizzato con alcune cautele (esempio installando solo app e giochi da Google Play Store soprattutto utilizzate da molti utenti) è molto difficile che il nostro smartphone o tablet possa prendere un virus, malware ecc. A quanto pare agenzie federali, Intelligence, FBI ecc averebbero dei dispositivi in grado di accedere da remoto al nostro smartphone o tablet Android attivandone ad esempio la fotocamera, microfono, avviandolo ecc il tutto a nostra insaputa.
Questi strumenti utilizzati dall’Intelligence, FBI ecc consentono d’accedere al nostro device attraverso alcune falle del sistema nelle quali viene caricato un particolare software in grado di gestire da remoto il nostro dispositivo il tutto a nostra insaputa.

In teoria per risolvere questo problema basterebbe flashare la Rom ogni 10/15 giorni per rimuovere eventuali malware contenuti nel nostro device.
Quello che fa un po pensare è che Google abbia lasciato alcune falle nel sistema dedicate proprio ad intercettare il device e accederne da remoto e che queste falle posso anche essere utilizzate da utenti malevolevi i quali possono davvero mettere in serio pericolo la nostra privacy dato che nel nostro “telefonino” abbiamo salvato contatti, password ecc.

via – phonearena

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