Il software libero fa risparmiare soldi pubblici, a confermarlo è la Commissione Europea che prevede di risparmiare oltre 1 miliardo di euro all’anno grazie agli standard aperti.

Il nuovo Decreto Sviluppo 2012 del Governo Monti ha fatto si che la Pubblica Amministrazione sia obbligata a prender in considerazione anche il software libero. Grazie a questo Decreto alcuni comuni hanno deciso di utilizzare il software libero per i propri enti fornendo cosi benefici non solo economici ma anche in fatto di sicurezza visto che sistemi Linux attualmente sono più sicuri e quasi immuni da virus. Il successo di molti comuni che hanno adottato standard aperti ha fatto si che la Commissione Europea prenda in seria considerazione l’uso di soluzioni open source nel settore pubblico. Secondo un recente report grazie agli standard aperti nel settore pubblici si potranno risparmiare ben 1,1 miliardi di euro l’anno all’interno dell’Unione Europea. La Commissione Europea ha recentemente rilasciato una guida destinata principalmente ai funzionari responsabili della pianificazione e dell’acquisto di sistemi e servizi TIC per gli enti pubblici; la guida aiuterà gli enti a valutare gli standard esistenti in modo corretto e trasparente, al fine di scegliere quelli più adatti a supportare la strategia TIC.

Pian piano (grazie anche alla crisi economica) gli standard aperti stanno prendendo sempre più piede in Italia e nell’intera Unione Europea, dovremo quindi un po tutti ringraziare chi da anni si batte per la libertà del software e i tanti sviluppatori che spinti dalla passione lavorano costantemente (senza essere retribuiti) allo sviluppo di software liberi.

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