MediaFire Express su Ubuntu

In questi ultimi anni abbiamo visto arrivare moltissimi nuovi servizi dedicati al cloud storage come ad esempio DropBox, Google Drive, SkyDrive, Ubuntu One e il nuovo MEGA.
Ormai questi servizi offrono oltre ad uno spazio web anche diverse funzionalità come la condivisione di file, sincronizzazione di file e cartelle in vari dispositivi ecc.
In questi giorni il servizio MediaFire ha portato diversi cambiamenti cercando di offrire all’utente caratteristiche simili agli altri cloud storage rilasciando anche MediaFire Express il client ufficiale disponibile anche per Linux.
Il nuovo Mediafire offre ad ogni utente 50 Gb di spazio web gratuito con la possibilità di estenderlo fino ad 1 Tb, particolarità del nuovo interfaccia grafica del portale web che ci permette una più semplice e completa gestione dei file.
Mediafire permette di caricare qualsiasi tipologia di file e offre anche degli utili tools per riprodurli direttamente dal browser ad esempio troviamo Photo Viewer per visualizzare le nostre immagini ed un’ottimo reader di documenti dal quale potremo consultare e modificare documenti di LibreOffice e Microsoft Office direttamente dal web.

MediaFire via Web

MediaFire Express è il nuovo client ufficiale per Windows, Mac e Linux dal quale potremo accedere al nostro account direttamente dal nostro desktop. Inoltre il client ufficiale di Mediafire ci permette di caricare file nel nostro spazio web con un semplice click dal nostro file manager oppure cariarli tramite un semplice drag’n’drop.
Il nuovo MediaFire Express permette di catturare screenshot del nostro desktop e caricarli automaticamente nel nostro spazio web, basta cliccare sul tasto Print / Stamp ed il gioco è fatto.
MediaFire Express è disponibile per Ubuntu, Fedora e derivate scaricando il pacchetto deb o rpm da questa pagina.

Home MediaFire

  • Roberto Ranieri

    E se volessimo caratteri speciali e simboli tipo ☺? Come facciamo?

  • Per una password sicura, dove per sicura intendiamo DAVVERO sicura ci sono delle piccole cose da non sottovalutare: la lunghezza non deve essere inferiore ai 12-13 caratteri ed inoltre ci devono essere anche caratteri speciali nel bel mezzo. La domanda mia ora è la stessa di Roberto Ranieri: come faccio per inserire caratteri speciali e altri simboli? Grazie e come sempre complimenti per il blog.

    • polslinux

      usando [:graph:] al posto di [:alnum:]

      • grazie 1000 non lo conoscevo ora lo inserisco nell’articolo

    • ho corretto l’articolo
      grazie 1000 per i complimenti

  • Gabriele Castagneti

    Traduciamo il comando, perché “Dai un pesce ad un uomo e lo sfamerai per un giorno; insegna ad un uomo a pescare e lo sfamerai per tutta la vita.” (Bellissimo proverbio inglese 🙂 )

    strings /dev/urandom legge il file /dev/urandom, che restituisce più caratteri casuali, a differenza di /dev/random, che ne restituisce uno solo.
    Avremo quindi (ad esempio): JSe+srF4578?E!deAceijfiA9384347é*é
    E se vogliamo una password più corta?

    | è un carattere di separazione che consente al comando seguente di modificare l’output di quello precedente.

    grep -o ‘[[:alnum:]]’ modifica l’output del comando strings, stampando SOLO (opzione -o) i bit alfanumerici (espressione regolare [[:alnum:]]), ma su più righe. Così:
    J
    S
    e
    s
    r
    F
    4
    5
    7

    Ciò non risolve il problema dei troppi caratteri. Come andare avanti?

    head -n 6 “taglia” il risultato a sei righe dall’inizio. Finalmente! Adesso avremo:
    J

    S

    e

    s

    r

    F
    Potremmo però migliorare il nostro sistema mettendo tutto su una riga…

    Il comando tr sostituisce una stringa con un’altra. In questo caso, però, è stata utilizzata l’opzione -d, che cancella tutte le occorrenze di una stringa.
    tr -d ‘n’ significa: togli tutte le interruzioni di riga (nome in codice/espressione regolare n). Ed ecco il nostro risultato su una riga sola: JSesrF

    Se vi interessa, fate una semplice ricerca “comando …”. Di solito si trovano subito esempi e interessanti approfondimenti, per (magari) personalizzare l’output del comando.
    E chi l’ha detto che il terminale è antipatico? A presto!

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