In questi ultimi mesi Canonical ha annunciato l’avvio di molti nuovi progetti dall’arrivo di Ubuntu Touch per smartphone e tablet al nuovo Unity Next e server grafico MIR.
Le decisioni prese da Canonical in questo periodo stanno facendo molto discutere, oltre alle dichiarazioni fatte da Mark Shuttleworth che parlava già del supporto di MIR su KWin poi nettamente smentite proprio dai sviluppatori del window manager di KDE.
Proprio su MIR e il nuovo Unity Next sono nate altre polemiche da parte di Martin Owens (noto sviluppatore Canonical) il quale nel proprio blog ha annunciato la morte della comunità Ubuntu.
Secondo Owens i nuovi progetti sono stati decisi solo da Mark Shuttleworth senza prima parlare con almeno i principali sviluppatori ed esponenti della comunità Linux. Ad aggiungersi alle polemiche di Martin Owens arriva l’ex sviluppatore di Compiz, Sam Spilsbury e Philip Ballew indicando come queste decisioni hanno buttato al vento quattro mesi di lavoro su Compiz e il proprio sviluppo.
Canonical poteva quindi avvertire gli sviluppatori dei futuri progetti in modo tale da non far lavorare (anche gratuitamente) molti utenti e sviluppatori in progetti che verranno abbandonati.

Chi ha deciso di sviluppare MIR e non proseguire su Wayland progetto che proprio Shuttleworth puntava molto?, inoltre chi ha deciso Unity Next e Touch? allora a che serve la comunità Ubuntu quando poi a decidere è sempre una sola persona?…
  • PatrisX

    Ciao Roberto, che tu sappia ha delle funzioni che sono assenti in soundconverter?

    • sono 2 progetti diversi
      questo è per ambienti desktop kde
      dopo averlo testato mi sembra molto completo come progetto

  • FABIETTO GAS GAS

    buongiorno a tutti…..haaaaaaauuuuuuuhhh che sonno!!!he he he he!!volevo chiederti una cosa robi,ho notato che con il nuovo aggiornamento del kernel il mio pc si spegne da solo!!!e’ possibile???no xche’ prima non si spegneva!!!allora 2 sono le cose,o l’alimentattore del mio pc sta’ partendo??oppure c’e’ qualche problema nell’ultimo aggiornamento!!!ma secondo sta’ partendo l’alimentatore…cmq BUONA GIORNATA RAGZZI,CIAOOOOOOOOO!!

    • prova avviarlo con il kernel precedente e vedi se ti da problemi
      fammi sapere

  • graz

    ecco … meglio che decide una persona sola … altrimenti perdavamo altro tempo dietro a compiz …. io poi per me posso anche decidere di cambiare distro

    • personalmente sono contento dell’abbandono di compiz e del nuovo mir
      se è comunque vero che ubuntu touch è già da mesi (se non anni) in progetto potevano iniziare un po prima a lavorare su unity / qt e non far lavorare mesi e mesi di sviluppi patch correzioni (compreso l’ottimo lavoro del team ubuntu for nexus 7) che alla fine non è servito a niente 😀

      • sono d’accordo; francamente sapere che un’eventuale LTS del 2014 sarà definitivamente affrancata da Compiz, personalmente mi fa solo piacere. Questo dal lato “utente medio”, come sono io; tuttavia dal lato “filosofia ubuntu”, tutto il mondo degli sviluppatori sta fronteggiando questa idea del ‘prendere o lasciare’, che magari nel software non-libero è comunemente accettata, ma in quello open (ubuntu o non ubuntu) suona un po’ inedita

  • La comunità può decidere e fare quello che ritiene opportuno, guardate mint…

  • D’accordissimo con l’atteggiamento imprenditoriale che scalza e ridimensiona i progetti vecchi e purtroppo i loro sviluppatori. Che se vogliono possono portare avanti le loro idee. E il cui destino era deciso già da tempo. Benchè di facciata sembrava che Compiz dovesse avere un seguito. Tuttavia era evidente che la cosa non avrebbe avuto seguito. Mark Shuttleworth è il solo che doveva decidere. Quando un’idea viene condivisa da menti distanti si rischia il blocco.

  • Marco Pagliaro

    Ma perchè questi sviluppatori non contribuiscono a mamma Debian, che è una distro davvero libera e comunitaria (anche il Project Leader lo eleggono tutti gli sviluppatori su votazione), invece di andar dietro a Canonical che cambia in base al vento del (suo) Marketing? Mah…

    • Effettivamente sarebbe molto più coerente. Ma la coerenza non fa parte di tutti, purtroppo.

    • Beh, gli sviluppatori hanno deciso di perseguire lo stesso scopo di Canonical gratuitamente. Però a questo punto penso proprio che saranno pochissimi quelli che riusciranno a rimanere a sviluppare Ubuntu perchè sono abbastanza pazienti…

  • Emiliano

    R.I.P. Ubuntu Community

  • matteo

    Penso siamo tutti d’accordo che per gli sviluppatori di compiz é giunta l’età del pensionamento, o eventualmente é giunta l’ora di abbandonare un progetto morto da tempo per dedicarsi a nuove avventure piú fruttuose, per Ubuntu o per qualsiasi altra distro.

    • compiz è un progetto morto ormai a diversi anni e mantenuto fino a pochi giorni fa solo da canonical
      il problema è che gli sviluppatori compiz non sono mai stati informati sui progetti futuri di Canonical
      difatti stavano già lavorando per integrare patch per il nuovo xorg e molte altre correzioni per renderlo veloce e performante
      tutto il lavoro svolto alla fine è servito a niente dato che a giugno canonical passa unity a qt
      alla fine mesi di lavoro sono andati in fumo solo per decisioni prese non dalla comunità ma di un’azienda

      • Alexander83

        Va bene tutto, ma un messaggio agli sviluppatori sulla loro intenzione di abbandonare definitivamente compiz, potevano inviarglielo prima che si mettessero al lavoro sulla nuova versione…

        • Era chiaro che l’avrebbero abbandoanto, avevano anche detto che fuori da Xorg non sarebbe andato.
          Il problema è che Spilsbury si è dimostrato una persona seria che l’ha presa nel culo. Si è licenziato perchè è indietro con gli esami, quindi non poteva più lavorare costantemente a Compiz. Però negli ultimi 4 mesi ha continuato a lavorarci sopra comunque. E adesso scopre che Canonical Compiz lo patcherà solo internamente.
          Insomma, Canonical farà la fine della Apple a fine anni ’90 se non si sbriga a tornare sui suoi passi. Con la differenza che Canonical non avrà la MS a salvarla.

          Poi, domanda, ci sono le 12 core apps di Ubuntu touch che deve farle la comunità. Visto che volontariamente Canonical sta sfasciando la comunità, pensano di continuare a chiedere o faranno un do ut des?

      • Dario Grillo

        Ma ubuntu 13.10 avrà unity-qt?, non penso visto che per la 13.10 serebbe ancora troppo acerbo (riscrivere tutto il codice di unity in un paio di mesi serebbe un impresa) ma se ubuntu 13.10 avrà ancora unity basato su compiz credo che per adattarlo alla nuova release avrà bisogno di ulteriori modifiche, quindi compiz dovrà comunque essere supportato.

        • darkham

          Ubuntu 13.10 molto probabilmente non esce. A meno che non fanno retro-front in base alle dichiarazioni di Shuttleworth di un paio di giorni, per tutto l’UDS sono stati particolarmente chiari nel delineare Ubuntu come rolling, dalla 13.04 in poi.

          • SW dice che devono valutare attentamente. E in ogni caso erano solo proposte di passare alle rolling release…
            Infatti adesso gli scenari ipotizzati dai dev Ubuntu sono 3, e prevedono sempre una modifica allo sviluppo:
            – Passare alle rolling e fare solo LTS.

            – Passare a rilasci mensili veloci, in modo da fare poche cose e farle bene e stabili per un solo mese, a cui aggiungere altre cose (sempre poco) il mese successivo, e così via. Cosa che permetterebbe anche di cambiare tranquillamente le date in cui vogliono rilasciare nuove funzionalità.
            – Passaggio a rilasci semestrali con supporto di circa 6 mesi (presumibilmente 2/4 settimane dopo il rilascio della nuova versione.

            Ovviamente da un punto di vista economico il primo punto sarebbe il migliore, perchè devi mantenere due rami di sviluppo (adesso possono arrivare a tenerne anche 4/5 contemporaneamente). Da un punto di vista sia economico che di stabilità sarebbe meglio un rilascio mensile, che permetterebbe uno sviluppo stabile e veloce in poco tempo (stile browser insomma). Dal punto di vista della stabilità il migliore è il terzo, che però può farti prendere critiche che potresti portarti avanti per anni (es: vedasi i problemi della 12.10 con i driver video).

          • darkham

            Ho partecipato all’UDS, e gli sviluppatori Unity mi hanno riso in faccia quando gli ho chiesto, alla luce della transizione Mir/Qt/Qml concreta in un primo rilascio nella 14.04, cosa avrebbero fatto in un’ipotetica 13.10 precisandomi con sicurezza che non sarebbe esistita. E’ il clima dell’UDS che ha fatto pronunciare Shuttleworth, dovranno mettersi d’accordo. In ogni caso Canonical sono anni che usa l’alibi della stabilità per la pigrizia (ok, non c’è gente adibita,e non se ne candida molta) di non starsi a pacchettizzare tutto quanto di stabile esce dopo un rilascio di ubuntu (e non ne esiste un pacchetto debian), fino a pochissimo tempo fa anche Firefox bisognava tenersi per 6 mesi. Poi fanno cose come includere l’ultima release del driver nvidia-173 (questo è il nome nei repo ubuntu) che pero’ non si puo’ installare perchè 2 dipendenze puntano a versioni successive di quelle presenti negli stessi repo, costringendo all’uso del driver open l’utente con scheda supportata dal suddetto… Stabilità? Capisco l’andarci piano con componenti cardine del sistema come kernel server grafico drivers di alcune periferiche ecc, ma tutto il resto è retorica. La Rolling sarebbe realmente la possibilità di avere un sistema AGGIORNATO, poi a Canonical possono giocare ai sistemisti con le stable ogni 6 mesi o quando hanno voglia loro, per evitare le famose critiche per anni 🙂

  • OrazionS

    E pensare che fino a qualche giorno tutti davano ragione a Seigo che diceva, facendo un processo alle intenzioni (immediatamente tapinato), come Canonical stesse ingannando tutti perché non era vero che Unity fosse uguale per le varie versioni Desktop, Phone, etc…

    E parlo da utilizzatore di KDE.

    • matteo81

      nel momento in cui canonical fece quella dichiarazione non si sapeva nulla di unity-next….. non penso che seigo fosse al corrente di qualcosa che ancora non era stato annunciato…. le sue parole erano giuste in quel momento, chiaro che col senno di poi aveva torto….

      • OrazionS

        No, fece un processo alle intenzioni visto che Mark S. non parlò mai di immediato ma di un processo che avrebbe portato ad unificare il tutto.
        Nei successivi commenti al suo post originale Seigo metteva in discussione anche questo.

        • matteo81

          Quindi cosa gli facciamo? una multa? non capisco l’attinenza con l’argomento…. lascia che postino quello che vogliono… se sparano minchiate saranno cavolacci loro…. poi non capisco perchè hai sottolineato “da utilizzatore di kde”…. non siamo mica divisi in squadre e non stiamo facendo una gara sù chi sia più corretto o meno rompiballe…… perchè se usavi unity ti sentivi più in diritto di criticare? sempre questa tendenza a doversi schierare…… e poi “noi” saremmo una comunità? delle volte mi sembra di essere al bar sport il lunedì mattina…..

          • OrazionS

            Madonna mia, che ho detto?

            Mi sa che sei tu quello che se la sta prendendo a male e francamente stai andando oltre le mie parole attribuendomi ragionamenti ed intenzioni che non ho assolutamente esprresso.

            La pertinenza del mio post sta nel fatto che fino a qualche giorno fa tutti a criticare Canonical perché usava Compiz invece che Qt|QML e che non era vero avesse una piattaforma unica per i vari dispositivi.

            Ora che è avvenuto questo auspicato passaggio tutti a criticare?

            La mia era sicuramente una provocazione ma per sottolineare il controsenso di certe reazioni.

            Ho sottolineato che parlo da utilizzatore di KDE perché, a scanso di equivoci, voglio sottolineare di non aver nulla contro Seigo od essere un fan di Ubuntu visto che si fa presto a far nascere guerre di religione e non per avere ragione su una tesi.

            Tu parli di schierasi, ma dove mi sono schierato? O meglio, cosa intendi per schierarsi? Ho espresso la mia opinione e se la penso diversamente da te o da qualche altro non è perché mi sono schierato ma perché la penso così, punto!

            Scrivi anche “perchè se usavi unity ti sentivi più in diritto di criticare?”, scusa ma non ti seguo, ho scritto di non sentirmi in diritto di criticare? Mi sembra invece di aver espresso una critica cui sembra tu non ti trovi d’accordo e te la sei presa a male.

            Francamente hai creato un caso e fatto e detto tutto tu, in pratica stai attribuendo a me un comportamento che invece tu stesso stai seguendo.

            Infine, per concludere, io lascio che ognuno scriva quel che vuole, ci mancherebbe, ma se lo fa in pubblico e solleva delle critiche che io o chi per me non condivide, come lui è libero di scriverle io sono libero di criticarle.

          • Te l’ha già detto, Seigo ha commentato in base a ciò che era disponibile. Inoltre Canonical aveva buttato nel cesso Unity2D che era fatto proprio con QML. Quindi l’ultima cosa che ti aspettavi era che riscrivessero Unity proprio in QT/QML.

  • matteo81

    Io invece non capisco chi si sorprende… canonical è un’azienda che deve generare profitto…. basta guardare la storia dell’industria informatica: chiunque abbia avuto successo ha sviluppato tecnologie proprie fregandosene bellamente della filosofia, dell’open e via dicendo…. il lato commerciale mal si sposa con tanti aspetti dell’opensource in generale….. in definitiva, per sfondare dal punto di vista consumer, canonical è costretta a staccarsi dalle meccaniche open alle quali la comunità è tanto legata…. anzi dirò di più: credo che più ubuntu si staccherà dalle consuetudini open e più chance avrà di avere successo…. non perchè sia bello ma semplicemente perchè funziona così……
    é ora che lasciamo da parte le belle parole e le prodi intenzioni e iniziamo a leggere le cose per quello che sono….. l’open (e parlo solo di distro linux, android è una storia a parte… oltre che un altro mercato) non è fatto per generare profitti… almeno in questo contesto economico…. tanti appassionati come noi lo adorano per questo ma un’azienda ha ben altre priorità…

    • Mi spiace ma non sono d’accordo su questa tua affermazione <>. Storicamente il concetto di open source è nato proprio per rendere più commercialmente più appetibili aspetti che il software libero offre. Tanta era la voglia di avvicinarsi al mondo commerciale in senso stretto, che sin dalle prime riunioni del open source group fu escluso R. Stallman, storicamente noto per le sue ferme posizioni etiche e considerato eccessivamente troppo antipatico alle corporation. Detto ciò la tua affermazione mi sembra quanto meno concettualmente errata. Che poi il modello di sviluppo economico che l’open source offre abbia
      lasciato manica larga alle aziende per essere interpretato come meglio
      si vuole è un altro paio di maniche e questa non è sede dove discuterne così come non è sede per discutere del profitto legato alla produzione o alla manutenzione del bene.
      Quando sottolini il fatto che si tratti di un azienda e che come tale rincorre il profitto, hai pienamente ragione ma il problema sta nella contradditorietà di M. Shuttleworth che ha dimostrato ignorando il lavoro di buona parte di sviluppatori e pertanto venendo meno alla bella etica di sviluppo sbandierata da Canonical a destra e a manca fin dalla sua creazione.
      In ogni caso la vera scelta ora è nelle mani degli sviluppatori stessi (non solo quelli dei progetti non più implementati) che avendo sviluppato software libero posso liberamente spostarsi su un altro progetto (ad es. Mint), e pertanto scegliere di abbandonare Shuttleworth e le sue scelte da monarca assoluto. Se vuole proseguire su questa strada che lo faccia liberamente pagando i propri sviluppatori e meditando sul fatto che sarebbe bastato “informare” gli interessati per non incorrere quantomeno in una figuraccia.

      • matteo81

        posso anche essere d’accordo con quanto dici ma alla fine dei conti un’azienda deve guardare in primis i risultati che dopo 9 anni sono più vicini al fallimento che al successo…. basta guardare le cifre e guardare il trend… ubuntu ha generato una community straordinaria e folta ma purtroppo sempre confinata ad appassionati con qualche migliaio di utenza in più ma siamo lontani anni luce dal poter dire “siamo realmente competitivi rispetto a ms e apple” (intendo nel mercato e non come qualità)….. ubuntu all’inizio era esclusivo, era l’unica vera distro che accontentava tutti, dall’esperto al nabbo, e per questo si è consolidata come la distro di riferimento…. oggi questi dati non sono più veritieri, tante altre distribuzioni sono diventate a loro volta semplici se non di più… altre sono nettamente più parche di risorse… kde è diventato un ambiente desktop sontuoso mentre canonical è inciampata con unity (aldilà dei gusti personali di ognuno le critiche ci sono state ed anche piuttosto giustificate e in ogni caso unity non è stato mai considerato un desktop di successo come lo era precedentemente gnome 2…)…..
        E’ chiaro che canonical voglia cambiare strada e iniziare a fare davvero di testa propria… non dico che sia piacevole oppure rispettoso nei confronti di chi sviluppa ma dal loro punto di vista è accettabile e giustificabile…. che poi riescano a farcela è un altro discorso ma posso capire la necessità di cambiare sistema….
        Onestamente per quale motivo consiglieresti ubuntu oggi? parlo di offerta concreta… io ne vedo poche di motivazioni…. forse perchè ha la comunità più vasta… ma non certo perchè sù ubuntu trovi qualcosa in più rispetto al resto…. la verità è questa e canonical lo ha capito da un pezzo…. quello che stiamo leggendo sono solo le conseguenze…… 9 anni di community e condivisione = risultati negativi…. nella loro testa credo che pervada grossomodo questa idea….. e non è che sia proprio lontana dal vero… l’opensource non permette i tempi rapidi e celeri di cui ha bisogno canonical…. nell’open lo sviluppo è continuo ma lento e per approvare una scelta occorrono chilometri di mail e approvazioni a destra e manca……. credo si sentano impantanati…. come dentro una gabbia e che per una volta vogliano dire “i soldi li cacciamo noi e la nostra distro la creiamo come vogliamo noi….

        • Guest

          Le tue supposizioni su ciò che “passa per la testa” in Canonical non solo sono verosimili ma idubbiamente condivisibili.
          Per quanto riguarda ciò che a oggi Ubuntu può offrire agli utenti l’unica risposta che posso dare è: la community.
          Io
          stesso migrai a Fedora non appena approdò unity, e sebbene inizialmente
          accusai l’assenza di diversi pacchetti nei “repo” presto mi accorsi che
          quelli stessi pacchetti erano stati esclusi perchè non più aggiornati
          da 3 o addirittura 4 anni e pertanto gravati da dipendenze obsolete e
          sostanzialmente inutili per il sistema. Se ad oggi dovessi descrivere
          con un solo agettivo Ubuntu direi: sporco. La voglia di accontentare
          tutti, permettendo qualunque cosa non è sempre positiva.
          Premettendo
          che quanto detto sopra è e resta una mia personalissima opinione; mi
          trovi perfettamente d’accordo nell’affermare che un cambiamento fosse
          necessario e come hai giustamente sottolineato a 9 anni avere bilanci economici negativo è più che eloquente come avviso. Ciò che non posso condividere è la subdola strategia messa
          in atto per compiere questo cambiamento.
          Buona parte di chi sviluppa
          per Canonical non è retribuito, anzi… proprio per non arrecare danno
          alla comunità continua a sviluppare progetti per i quali ha perso
          interesse e seppur con minor spunto creativo cerca in tutti i modi di
          fare un opera di manutenzione del codice a dir poco pregevole.
          Ritengo
          quantomeno offesivo da parte del CEO di Canonical non informare questi
          soggetti con un onesta e chiara comunicazione delle intezioni del
          direttivo.
          È legittimo che chi investe in un progetto abbia potere
          decisionale (e conseguenti responsabilità) sulle future implementazioni;
          ma da qui a illudere la gente o peggio ignorarne l’esistenza, ce ne
          passa di “codice nei compilatori”.
          In casa Fedora nessuno ha mai
          messo in dubbio che RedHat si sia ritagliata uno spazio decisionale, ma
          non mi sembra che qualcuno si lamenti o quanto meno non più di quanto ci
          si lamenti in un qualunque altra comunità di un qualunque altro
          argomento.
          Il problema non è ne cosa si decide di fare ma l’icoerenza tra ciò che si dice e cosa si dimostra di essere.
          Per
          quanto concerne lo sviluppo rallentato dal modello open source non mi
          trovi d’accordo poichè i termini con i quali viene distribuito il
          software non ha nulla a che fare con il suo modello di sviluppo. Tant’è
          che esistono software open e software liberi sviluppati in stile “bazar”
          e altri sviluppati in stile “cattedrale”, per dirla alla Raymond; ma
          sembre software open e software liberi restano. Fermo restando che non è
          assolutemente vero che ad un software con rilasci frequenti corrisponda
          necessariamente un software migliore e che in ogni caso, ove possibile,
          sarebbe opportuno rilasciare sempre secondo due linee di progetto:
          “stable” e “experimental”; in stile LibreOffice per intenderci anche se è
          chiaro che questo non è sempre fattibile.
          A proposito del mancato
          successo su Microsoft e Apple, c’è da dire che è impossibile sfatare
          luoghi comuni vecchi di 25 anni in soli 10. Windows è da sempre
          inquadrato come il sistema predefinito ed è palese come la gente sia può
          alla ricerca di qualcosa familiare e rodato che qualcosa di nuovo (ne è
          dimostrazione l’attuale fallimento in termini di soddisfazione della
          interfaccia Metro di Win8); questo Apple, o meglio Jobs, lo capì presto e
          intuì che l’unica strada per sopravvivere al “familiare” era far
          credere che ci fosse qualcosa di più “cool” del rodato e che possedere
          quel qualcosa permettesse di accedere ad una sorta di elite d’utenti.
          Per dirla in termini concreti Apple/Jobs ha concretamente sviluppato
          quello che gli economisti chiamano “marketig tribale”; e che il cielo mi
          fulmini se sono stati abili nel farlo.
          Se posso ulteriorlmente esprimere la mia opinione, un grande errore compiuto da Canonical potrebbe essere stato quello di non credere fattivamente nella comunità: non la propria ovviamente ma l’intera FOSS community.
          Avrebbe dovuto osare un pò di più, ad esempio scegliendo KDE come DE predefinito aprendo un tavolo con gli sviluppatori (analogamente a XFCE per Debian) anzichè rinchiudersi nel rodato per partorire qualcosa di nato già vecchio, da un punto di vista prettamente tecnico.
          In ogni caso auguro a Canonical ogni bene ma spero sinceramente che sia più trasparente in futuro o quanto meno che informi chiaramente chi collabora con loro delle proprie politiche di sviluppo.

          • Mi scuso per la scarsa leggibilità del testo. Ho provato più volte a sistemarlo ma purtroppo il motore per i commenti non digerisce bene il mio eccesivo uso di punteggiatura anche se sinceramente mi sembra una concreta c*****a più che una plausibile motivazione tecnica.

          • È ufficiale, io e questo motore per commenti proprio non ci troviamo. Mi ha pure registrato il commento come ospite nonostante io abbia scelto di pubblicare tramite FB. Mah.

      • simone

        Io sono d’accordo con te sui discorsi teorici ma in realtà matteo81 ha detto una cosa giustissima e condivisibile: […]credo che più ubuntu si staccherà dalle consuetudini open e più chance avrà di avere successo…. non perchè sia bello ma semplicemente perchè funziona così……[…]

        L’idea di open che noi abbiamo e perché è stata fatta non funziona così bene nella pratica come gli altri modelli.

        La teoria è una cosa e la pratica un’altra. Ahimè.

        • Simone, il problema non sono i termini della licenza ma il modello di sviluppo del software. È evidente che un modello eccessivamente troppo aperto in termini decisionali sia scarsamente produttivo ma è anche vero che uno eccessivamente chiuso e rigido potrebbe portare alla generazione di troppe derivazioni o “fork” o in qualunque altro modo li si voglia chiamare.
          Come dice il saggio, la via giusta sta nel mezzo, ma ciò che il saggio non dice è che il mezzo è dannatamente difficile da trovare. E se lo è per corporation di “grosso calibro” che hanno il profitto come fine ultimo della propria esistenza, figuriamoci per corporazioni che si dicono aderenti a una democratica metodologia di sviluppo.

          • Simone Dedo

            Non è difficile da trovare, è impossibile da attuare. Le soluzioni ci sono, ma sono tutti legati a questa etica troppo aperta.

        • Simone Dedo

          Quoto sia matteo81 che simone

  • darkham

    Canonical è stata, nel bene o nel male, l’unica azienda che ha cercato portare avanti un determinato tipo di discorsi parecchio ristagnanti, in linux. Kde e Gnome, dopo anni di sviluppo, sono assolutamente anacronistici (la diffusione di mate e cinnamon ne è la prova) spesso mancano di caratteristiche presenti anche in Win95, il kernel linux si è imbolsito drammaticamente, X.org è medioevale. Tutto questo a causa di uno sviluppo frammentario (e discontinuamente orientato) individualmente, che ha avuto frammentari tentativi (se non grossi litigi) di coordinamento tra di essi.
    Al di là di quanto si possa apprezzare unity (ed io il meno possibile) e di quanto possa sembrare, specialmente adesso, l’inizio di un progetto a lungo termine di canonical di allineamento dello sviluppo del proprio prodotto su tutte le piattaforme attuali, pc/smarphone/tablet/SmartTv, è l’unico reale tentativo di proporzionare il desktop linux all’anno in cui viviamo. Scelte di server grafico e di principali librerie (in tutti gli ambienti operativi), adesso come adesso (se non da qualche anno a questa parte) sono/sarebbero necessari, nel cercare di produrre un prodotto proponibile, nell’ottica del piu’ totale ristagno di progressi (o concezione di essi) di tutti i “classici” componenti dell’ambiente linux. Visto il lavoro svolto dalla comunità opensource negli ultimi 10 anni, con successi ed insuccessi, ed il verso che ha preso, la questione non è se certe scelte le prende una persona sola, semmai come questa persole prende certe scelte, in base al tipo di obiettivi da voler raggiungere.

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