Il Raspberry PI è il mini computer diventato molto famoso negli ultimi mesi per il prezzo molto contenuto e le molte possibilità di utilizzo.
Fin da subito sono nate distribuzioni Linux specifiche, com’era prevedibile considerando la natura più smanettona degli utenti.
Mercoledì l’azienda produttrice della scheda ha messo a disposizione i codici sorgente di molti driver interni alla scheda. Questo aiuta molto gli sviluppatori delle applicazioni dedicate e dei sistemi operativi.

Nonostante ciò, il Raspberry Pi non è ancora completamente Open Source: il firmware del SoC è ancora proprietario. Questo non è un grande ostacolo per gli utenti e, a dire il vero, neppure agli sviluppatori: rendere il codice del firmware accessibile a tutti sarebbe solo la ciliegina sulla torta.
Per chiarezza ricordiamo che i driver usati per il coprocessori sono del tutto liberi, mentre i codici mancanti si riferiscono al SoC Broadcom BCM2835 vero e proprio.
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