Systemd è un gestore d’avvio che sta pian piano scalzando gli initscripts e di cui abbiamo già parlato in questo articolo di aprile.
Quasi tutte le distribuzioni stanno effettuando il passaggio a systemd di default, mentre distro come Archlinux mantengono initscripts pur offrendo la possibilità di una migrazione a systemd.
In questa guida cercheremo di spiegare come effettuare il passaggio a systemd su Archlinux in modo semplice e veloce.

Innanzitutto, è necessario installare systemd tramite pacman:

# pacman -S systemd

Ora bisogna creare i file di configurazione di systemd, che andranno a sostituire il file /etc/rc.conf

avviamo il terminale e digitiamo:

nano /etc/hostname

e aggiungiamo il nostro hostname preferito come ad esempio archlinux e salviamo

successivamente inseriamo:

nano /etc/hosts

e controlliamo che sia inserito

127.0.0.1 localhost.localdomain localhost hostname
::1 localhost.localdomain localhost hostname

dove al posto di hostname deve essere l’hostname inserito in precedenza.

salviamo e digitiamo:

nano /etc/vconsole.conf

e inseriamo:

KEYMAP=”it”
FONT=”Lat2-Terminus16″
FONT_MAP=

salviamo e digitiamo:

nano /etc/locale.gen

e togliamo il cancelletto (#) in

en_US.UTF-8 UTF-8
it_IT.UTF-8 UTF-8

salviamo e digitiamo:

locale-gen
echo LANG=it_IT.UTF-8 > /etc/locale.conf
export LANG=it_IT.UTF-8

Inoltre, per impostare il fuso orario dare il comando:

# ln -sf /usr/share/zoneinfo/Europe/Rome /etc/localtime

Per PC che hanno il dualboot con Windows, probabilmente segneranno l’orologio due ore indietro. Per risolvere il problema è sufficiente creare il file /etc/adjtime e inserirvi:

0.0 0.0 0.0
0
LOCAL

Ora bisogna impostare i demoni da avviare durante l’accensione grazie al comando:

# systemctl enable nomemodulo.service

La lista dei nostri demoni la troviamo nell’ultima parte del file rc.conf.

N.B. non è necessario attivare il modulo dbus, mentre se non viene riconosciuto il nome del demone controllare su questa lista il nome giusto del service.

Una volta pronti i file di configurazione, modificare il file di configurazione di GRUB per farlo digitiamo:

nano /etc/default/grub

e modifichiamo “quiet” in GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT= aggiungendo “init=/bin/systemd” il risultato sarà:

GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT=”init=/bin/systemd”

e salviamo

a questo punto aggiorniamo il Grub digitando:

grub-mkconfig -o /boot/grub/grub.cfg

a questo punto riavviamo.
Se tutto funge come previsto, installiamo systemd-sysvcompat:

# pacman -S systemd-sysvcompat

Ci verrà chiesto di rimuovere initscripts e sysvinit, accettiamo e avremo il nostro systemd perfettamente funzionante.

Con systemd abbiamo a disposizione i comandi
$ systemctl reboot
$ systemctl halt
$ systemctl suspend
$ systemctl hibernate
Con i quali possiamo riavviare, spegnere, sospendere o ibernare il sistema senza avere privilegi di root.

Per ulteriori dettagli visitate la pagina del wiki ufficiale.

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