Openbox è un window manager minimale molto famoso tra gli utenti linux più smanettoni e più esperti, ma spesso sconosciuto alla maggior parte degli altri utenti.
Non dobbiamo confondere Openbox con un Desktop Environment, come Gnome, KDE o XFCE: questi, oltre a gestire le finestre, includono tutta una serie di programmi, pannelli, taskbar, dash e utility per dare all’utente un esperienza completa.
Openbox (e i window manager in generale) si limita a gestire le finestre e la loro decorazione, il numero di desktop, lo switch tra essi, le scorciatoie da tastiera e un menu rapido per lanciare le applicazioni.

Questo significa che sarà l’utente a personalizzarsi al massimo tutta l’interfaccia aggiungendo con assoluta libertà ciò che vuole.
Il processo di completamento e personalizzazione può essere abbastanza lungo e, in certi casi, non del tutto facile, ma il tutto diventa molto più semplice grazie all’aiuto della wiki ufficiale e delle guide disponibili in internet (a breve una guida anche qui su lffl).
I vantaggi offerti da openbox sono l’estrema leggerezza e l’alto grado di personalizzazione raggiungibili. Difatti openbox occupa solo pochi MB di Ram, permettendo molta fluidità anche su PC vecchi, ed è configurabile facilmente, con  i temi reperibili in internet, modificando il file rc.xml oppure usando le utility ufficiali obmenu e obconf.
Openbox è quindi un ottima scelta per PC datati o per utenti che vogliono controllare al 100% il proprio sistema.
Tengo a precisare che questa è solo una presentazione, nei prossimi giorni rilasceremo alcune guide dedicate alla configurazione e gestione di questo fantastico window manager.
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