Il post di Miguel de Icaza, uno dei fondatori di Gnome, inerente alla “morte del desktop Linux” ha fatto molto discutere in rete e anche nel nostro blog.
Alle critiche di Miguel De Icaza è arrivata la risposta di Linus Torvalds dato che era stato anche citato nel post indicando il problema riguardante alcune incompatibilità dei binari per i driver. La risposta di Linus Torvalds è arrivata in alcuni commenti sul profilo di Google+ dell’ingegnere di Intel Sriram Ramkrishna.

Torvalds ha replicato indicando che attualmente il kernel permette di avviare codice scritto nel 1992 evidenziando quindi che non ci son problemi di retro-compatibilità come ha citato in precedenza De Icaza.
Secondo Torvalds il vero problema arriva proprio da Gnome il quale con i continui aggiornamenti d’interfaccia e API porta diversi problemi agli sviluppatori.

Inoltre Torvalds ha parlato del successo di Linux nei server e (grazie ad Android) negli smartphone e tablet, se nei desktop non c’è questo successo i motivi sono ben diversi da quelli citati da De Icaza e forse non c’è un vero e proprio responsabile da incolpare.
In questa pagina troverete il commento di Linus Torvalds nel post di Google+ di Sriram Ramkrishna
  • Aegidius

    Non saprei. Io credo che il mio Arch Linux sia perfetto per i desktop 🙂

    • TopoRuggente

      Entrambi (tu e Davide Gallo) avete ragione, dipende dal tipo di utenza.

      Offrire linux ad un progettatore CAD magari non è una felice intuizione, ne ad un hard gamer, per altri usi invece lo considero migliore.

      Non avrei mai il livello di produttività che ho con Arch Linux, usando prodotti di casa Microsoft, ma perchè io sono abituato con Arch Linux.

      Dal mio punto di vista la scalata al mondo desktop era comunque ostica esistendo da tempo uno standard de facto “Microsoft Windows”, mentre nel mondo server Linux ha goduto della “parentela” con l’affermatissimo Unix.

    • ChicoMD

      Soprattutto quando un simpaticissimo pacman -Syu ti smonta la baracca, perfettissimo.

      • ci possono essere problemi se non aggiorni da mesi su mesi
        ma questo può accadere anche qualsiasi altra distribuzione linux esempio classico quando si aggiorna ubuntu che non sempre l’upgrade va a buon fine

        • nowardev

          mah… anni che uso kubuntu mai problemi seri mai ovviamente non ho mai ucciso la distro con esoterici ppa

  • KubUser

    Io so solo che con il kubuntu + kde 4.9 il mio notebook va da dio!

    • RobertoTrynight

      Kubuntu è il peggio per l’utilizzo di KDE.. Prova Linux Mint Kde oppure vai di Chakra.. Kubuntu mi ha deluso molto

      • MasterPJ

        Per quanto riguarda Chakra è una distro profondamente diversa e ok (sono d’accordo fra l’altro) ma questo pregiudizio che Kubuntu faccia pena a prescindere me lo devi spiegare. Soprattutto, cosa avrebbe Mint kde di migliore a parte decine di pacchetti e spazzatura gtk preinstallati?

        • RobertoTrynight

          Kubuntu con la mia Nvidia ha dato problemi a non finire.. Installo Linux mint kde e tutto va alla perfezione..
          Come ha detto Simone, Kubuntu è molto trascurata da Canonical

          • la cosa è molto strana che con kubuntu non funzioni e con mint funzioni te lo dico perchè è lo stesso kernel e stessi driver
            mint non aggiunge niente a questo quindi dovrebbe andare o non andare in tutti i 2 i casi

          • RobertoTrynight

            Che sia andata male l’installazione di Kubuntu? A me non sembra.. ma con Kubuntu realmente ho avuto problemi a non finire mentre con Mint no..

      • nowardev

        dipende dalle persone mint non è che sia diverso è ubuntu+un metapacchetto e basta.

        chkra io rido a me non parte mai … ne vogliamo parlare?
        arch beh… ho visto cosi tanti errori che kde sembrava buggato mah poi non ho tempo di capire quella distro veramente poi quando fanno questi cambiamenti con le librerie …. stendiamo un velo pietoso dai

        gli amori sono sempre debiankubuntu

  • Davide Gallo

    Secondo me il problema è che un utente medio vuole utilizzare gli stessi programmi e giochi che utlizza su tutt’ora su win, per quello che a livello di desk non sfonda. Inoltre alla gente comune non gli interessa della filosofia che c’è dietro all’o.s. o ai software.

    • conosco molta gente che nemmeno sa cosa sia un sistema operativo convertire in linux persone del genere è quasi impossibile

      • Er Chiappetta

        Purtroppo è cosi’ e spesso la gente focalizza pure l’attenzione sulla marca e non sul “contenuto hardware”.
        Ad ogni modo sono appena tornato dalla Cina dove ho installato in dual boot (purtroppo) con WinXP anche Linux Mint Mate alla mia amica ed è contentissima.
        Tra l’altro in Cina la versione windows di Skype è differente da quella “global”, è infatti piena di banner pubblicitari, una roba orrenda.
        Con la versione Linux invece la mia amica è rimasta stupefatta dalla semplicità e no pubblicità.
        La mia amica ha pure iniziato ad usare Libre Office evitando l’installazione di Office (che viene venduto in strada già craccato a circa 5 Euro) che ignorava totalmente il vero costo del pacchetto MS.

  • talponesoldato

    Se Steam e le applicazioni professionali arriveranno su Linux le cause della scarsa diffusione saranno due: Windows preinstallato sul PC e fork inutili tipo Linux Mint che altro non è che Ubuntu con un DE diverso e le icone verdi.

    • TopoRuggente

      Il problema dei fork “inutili” è generato dall’utenza poco esperta.
      Mi piace Ubuntu, ma voglio KDE o voglio Gnome-Shell o altro e voglio pure un cd che mi installi tutto senza il minimo lavoro.

      Se si guardano altri fork, meno “inutili” noterai che le differenze sono cose importanti, che influenzano pesantemente il sistema che stai installando.

      Ho sempre apprezzato proprio per questo Slackware e adesso Arch Linux, perchè entrambe sono molto “scarne” e abituano l’utente ad adattare il sistema alle proprie esigenze e/o desideri.

      • Gabriele Castagneti

        Scarno? Allora è meglio Linux From Scratch…

        • TopoRuggente

          Un ottima soluzione, l’ho già provata (per motivi “culturali”).

          Ovviamente ci vuole un equilibrio fra tempo di installazione e customizzazione.

          Per scarno intendo che post installazione in Arch hai solo l’interfaccia testo, sta a te decidere se e quale interfaccia grafica installare.
          Così non esistono Karch, GnomeArch, Xarch, Larch, Earch (veramente questa c’è e si chiama Bodhi Linux, ma comunque E17 esiste pure per Arch).

          Temo che molti utenti linux ancora non abbiano capito che il vero vantaggio di Linux, non è il prezzo, la sicurezza, la leggerezza, ma il fatto che sia tu a scegliere come lo vuoi (e non parlo solo di temi e orpelli grafici).

          • Gabriele Castagneti

            È vero. Io personalmente ho creato solo un LiveCD basato su LFS (per problemi di hard disk), però vorrei aggiungere che spesso chi arriva Linux non è (ancora) capace di installare un ambiente desktop attraverso una riga di comando. Neanch’io sarei capace, non sapendo come usare pacman.
            Io direi che Ubuntu, Linux Mint, Fedora ecc. fanno lo sporco lavoro di rendere l’utente medio un po’ più esperto. Uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.

    • Antux91

      Guarda che se non fosse per i fork Canonical non andrebbe avanti a sviluppare nemmeno una riga di codice, ringraziamo la comunità Mint che almeno fa qualcosa di sensato quando sviluppa programmi ed innovazioni 😉 inoltre cinnamon non è unity .

      • Er Chiappetta

        Completamente d’accordo riguardo Mint.

    • Gabriele Castagneti

      Beh, Linux Mint è Ubuntu senza Canonical: splendido!

      • scopp

        Perché tanto astio verso Canonical? Perché mette applicazioni a pagamento sullo store per cercare di recuperare qualche soldo da tutti gli investimenti che ha fatto nello sviluppo di Ubuntu?

        Vi siete mai chiesti perché le aziende che sviluppano software di qualità non li convertano anche per linux? Perché se provano anche solo a guadagnare un centesimo sul proprio lavoro vengono demonizzate e screditate. I programmatori scappano!

        Io penso che, nel momento in cui questa mentalità verrà abbandonata, linux comincerà la sua ascesa…e sarà anche rapidissima (Android docet).
        Spero che l’arrivo di Steam faccia cominciare questo processo…

        • software di qualità? linux offre già ottimo software di qualità
          non vuol dire perché un software costi più degli altri sia davvero migliore vedi ad esempio linux e windows server, vedi ad esempio blender moltissimi altre applicazioni linux
          le software house non portano i loro software in linux per il semplice motivo che realizzare un software nativo per linux costa e non poco rischiando di non coprire nemmeno le spese
          dato che gli utenti linux sono pochi confronto windows e mac
          portare ad esempio photoshop o altre applicazioni su linux non è cosi semplice come sembra
          l’arrivo di steam porterà un po di utenza ma niente di più dato che il mercato si sta dirigendo verso i tablet e la tecnologia touch (basta che vedi al recente aif di berlino)
          e sui tablet linux attualmente non ha nessuna distribuzione dedicata a meno che tu non hai il dita cosi piccole da poter utilizzare gimp o libreoffice ecc su un touch per esempio da 10 pollici
          ti ricordo inoltre che linux non è nato per sfidare ne windows me apple linux è un progetto nato proprio per evitare i software proprietari
          il software libero se utilizzato in alcuni casi è anche migliore di quello che te dici “software di qualità”

          Il giorno 04 settembre 2012 14:44, Disqus ha scritto:

          • Gabriele Castagneti

            “In medio stat virtus”, la virtù sta nel mezzo.

        • Gabriele Castagneti

          No, io protesto contro Canonical non per i pagamenti nello store, non perché è un’azienda che guadagna su Ubuntu. Ci mancherebbe altro.
          Io protesto perché ci sarebbero stati mille e mille modi di fare Unity. E hanno scelto quello sbagliato, dicendo alla community qualcosa tipo “Non vi piace Unity? Ok, allora potete sognarvi Ubuntu”. Hanno reso Unity non un ecosistema libero a sé stante, ma piuttosto chiuso e dipendente da Ubuntu – lo dimostra il fatto che altre distribuzioni hanno provato a integrare Unity e hanno lasciato perdere. La community non ha collaborato ma ha SUBÌTO delle decisioni. Non trovi che sia un valido motivo per forkare e protestare?

          • basta guardare la differenza tra linux mint e canonical
            2 ambienti desktop nuovi basati su gnome
            cinnamon in pochi mesi di sviluppo da realizzato un progetto indipendente con un sui dm wm ecc
            ubuntu alla fine è solo un plugin di compiz
            il primo lo puoi utilizzare in qualsiasi altra distribuzione senza problemi (già fedora e debian lo stanno integrando nei repo ufficiali)
            unity invece è un progetto nato solo per ubuntu ci stanno provando alcuni mantener con fedora come avevano fatto nei mesi precedenti quelli opensuse a mio avviso tra un paio di mesi sarà nello che abbandonato

          • Gabriele Castagneti

            Proprio così, hai ribadito esattamente quello che penso.

    • se ci pensi bene anche ubuntu è un fork di debian allora

      • talponesoldato

        Beh, forse l’esempio di Linux Mint è inappropriato, visto che si è abbastanza smarcata da Ubuntu ultimamente. Mi riferivo più che altro a quelle distribuzioni che si differenziano dalla distribuzione madre solo per nome e tema di default, e credo potrebbero contribuire molto meglio facendo qualcosa all’interno della distro madre.

        • quelle a mio avviso non sono nemmeno da prendere in considerazione 😀 per linux mint penso che con l’arrivo di debian 7 si stacchera definitivamente da ubuntu

        • m6t3

          a me invece sembra proprio un esempio perfetto, le distro come mint contribuiscono a un’inutile frammentazione. stessi pacchetti, minore qualità complessiva a causa di progetti targati mint buggati e incompleti. non capisco proprio chi consiglia linux mint invece di ubuntu, che al contrario ha dietro molto lavoro per rendere una distro come debian (ottima comunque) più user friendly e con una cura dei dettagli che non si trova in nessun altra distro.
          non clonano semplicemente i repo ma patchano molti applicativi, a partire dal kernel.

  • Stoccafisso

    Non utilizzo Gnome perchè decisamente non piace.
    condivido la risposta di Torvalds i motivi sono altri.

  • attix

    Per me i fattori del perche’ linux nei desktop non sfonda sono vari.Facendo un raffronto con gli smartphone/tablet android,che tanto successo stanno riscontrando,quello che si nota e’ il fatto che il S.O. e’ stabile,facile ed immediato.Installare un’app e’ veloce,non ci si deve sbattere per “far funzionare il tutto”..le persone non appassionate cercano questo.
    Ma non basta:secondo me il fattore del successo di android rispetto a linux sui desktop e’ che le case produttrici lo abbiano adottato come S.O.,mica poco.

    Posto che comunque sembra che il mercato stia migrando ad interfacce touch ed ai rispettivi hardware,il problema del desktop penso sia molto ridimensionato o almeno lo sara’ in futuro.

    I problemi di “Linux” sui desktop poi sono sempre i soliti e sono anche un po connaturati alla sua natura:
    1 estrema frammentazione di distro
    2 poca continuita’/stabilita’
    3 case produttrici e driver proprietari
    4 nessuna commercializzazione di linux+pc
    5 poca appetibilita’ per le case produttrici nell’investire su di esso

  • alearcy

    Il problema è che chi vuole vedere Linux sui Desktop non può pensare all’utente finale che si installa a mano una Arch Linux “perchè così impara a conoscere il computer e a mettere quello che vuole!” A volte mi sembra si tocchi proprio l’inconcepibile!! Se si vuole vedere Linux sui desktop le cose sono tre:

    1) O si fa trovare pre-installato nei dispositivi/pc che acquisti al supermercato (vedi Windows e Android stesso, dove quest’ultimo molti se lo ritrovano nel telefono senza disquisire se sia linux o no)2) Migliora la compatibilità Hardware3) Deve avere un’interfaccia grafica familiare e nel contempo innovativa.
    Il fatto che un sistema sia user-friendly non vuol dire che non può essere adatto a programmatori o sistemisti. Quest’ultimi si possono aprire il terminale e fare quello che vogliono, si scaricano dallo store i software necessari e lavorano. Ma RIPETO, se si vuole vedere Linux sui Desktop non si devono nemmeno citare distribuzioni come Slack e Arch. Non mi vedo il papà di famiglia che compra il primo computer di casa a doversi leggere il wiki per imparare a malapena installare Arch!!!
    Se vogliamo parlare di ambiti diversi e necessità diverse dall’uso Desktop, allora ok. Anzi, usando Arch per lavoro devo solo ringraziarla per avermi fatto capire il funzionamento di certi meccanismi di Linux utili al mio lavoro.

    Se avessi più tempo e sapessi contribuire allo sviluppo di una distribuzione desktop, io personalmente all’avvio farei scegliere la modalità esperta o normale. Anche una Arch potrebbe essere così. Potrei scegliere tranquillamente i miei pacchetti o scegliere quali demoni far partire all’avvio in modalità grafica. Nel caso devo aggiungerne di altri, posso aprire il terminale in una ipotetica finestra a scomparsa “avanzate” e mettere a mano cosa mi serve. Avete idea una distro che guida l’utente nell’installazione e lo aiuta a scegliere le applicazioni, i servizi e il sistema grafico che più si addice alle sue preferenze?

    E invece no…

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