Humble Indie Bundle V su Ubuntu Software Center

Il team The Humble Indie Bundle ha annunciato l’insediamento in Ubuntu Software Center della sua famosa suite di giochi DRM-Free.
I giochi proposti in The Humble Indie Bundle sono ben cinque: Bastion, Amnesia: Dark Descent, LIMBO, Phyconauts e SuperBrothers; si possono acquistare i giochi dal sito ufficiale per poi scaricarli ed installarli su Ubuntu direttamente da Ubuntu Software Center.
Proprio come le versioni precedenti, l’Humble Indie Bundle 5 consente ai clienti di indicare il prezzo, pagando solo quello che pensano che valga. I proventi vengono poi divisi tra gli sviluppatori del gioco, enti di beneficenza e fra gli organizzatori Humble Bundle.

In questa pagina troverete l’annuncio ufficiale del nuovo Humble Indie Bundle V su Ubuntu.
Un’ottima iniziativa che però fa un po pensare, ma Linux non è libero? GNU/Linux non è nato per avere un sistema operativo senza restrizioni o sbaglio?
Inserire giochi a pagamento su Linux è un po un controsenso, dato che se ne perdono i principi per cui è nato e per cui molti sviluppatori ed utenti si battono ogni giorno, affinché tutti noi possiamo utilizzare software libero.
Meglio un sistema operativo GNU/Linux libero con giochi ed applicazioni free, oppure una sistema operativo Linux spacciato per libero con poi presenti giochi a pagamento?
È giusto avere un sistema operativo libero quando puoi dal suo Market trovo restrizioni dato che devo pagare per avere alcune giochi, applicazioni, giornali? Allora quando si dice propone ad un nuovo utente Ubuntu sarebbe meglio avvisarlo che è libero; ma fino ad un certo punto. Passare a Linux per non avere le restrizioni imposte da Windows e poi ritrovarle anche lì non è il massimo: a meno che l’utente non sia abituato a crackare con Windows, si trovi più a suo agio magari cercando in rete crack per giochi o applicazioni per Ubuntu.
  • Meglio un sistema operativo Linux libero e con giochi e applicazioni free!!!

    • Mortaretto

       io sono sempre e comunque per la massima libertà in tutti i casi,inoltre il fatto di pagare quello che ritieni giusto,mi sembra una cosa diciamo …etica.
      io ho quasi 60 anni quindi i giochi non mi interessano,però dico la mia lo stesso ed approfitto per ringraziare delle ottime dritte che date qui,michele.

  • Meglio un sistema operativo GNU/Linux libero e con giochi e applicazioni
    free oppure una sistema operativo Linux spacciato per libero con poi
    presenti i giochi a pagamento?

    la prima.
    Il fatto è che interessa a pochi, mentre tanti altri hanno interessi che si segua su questa strada per trarne profitto in futuro, quando rilasceranno la propria app chiusa per il software center. Mah.
    Io il Humble Indie Bundle in passato l’ho comprato e ci ho giocato volentieri, ma so bene che molti non erano software libero. Trovarseli comodi nel software center, è diverso. Spero almeno che avvertano che non è software libero.

    • S3rk3

      concordo in pieno…il problema rimane però lo stesso! Pagare o non pagare un software non c’entra assolutamente con il software libero e credo che non riuscire a fare questa distinzione che alla fine rovina tutto!!

      • linuxfunboy

        e sennò se vuoi il vero GNU/Linux, cambi Disto o vai su Debian o ADDIRITTURA, usi Bhodi Linux o Trissquel; queste due sono basate su Debian & Ubuntu, perfettamente riconosciute dalla Free Software Foundation

        • fedora ad esempio è 100% open (non ha nemmeno vlc nei propri repo uffuciali)
          inoltre l’azienda red hat sviluppa progetti open
          non a caso ultimamente i driver open per che schede grafiche stanno diventando quasi meglio che non i proprietati
          questo è linux
          non inserire giochi a pagamento

    • Humble Indie Bundle è un buon progetto ma non il linea con Linuxe sopratutto con le linee guida di ubuntu dove viene indicato di promuovere GNU/Linux e del Software Libero in generale;

  • Chris

    Lasciamo il fondamentalismo in medioriente… LIBERTA’ vuol dire permettere all’utente di scegliere: vuoi software a pagamento, non open source? Sei LIBERO di farlo. Non lo voui? Sei LIBERO di non scaricarlo. Costringere l’utente a non usarlo vuol dire limitare la sua liberta’, e portarlo a soluzioni totalmente chiuse, microsoft e apple.

    • Matteo

       QUOTO AL 1000%
      togliere la possibilità di scegliere…..non è libertà.

      lasciamo che siano le persone a decidere se vale la pena pagare o meno.

      • non è una scelta pagare o meno per avere una cosa
        linux è nato per utilizzare quello che voglio e quando voglio senza restrizioni
        qui le restrizioni ci sono eccome
        se paghi giochi se non paghi ti attacchi

        • alex

          Attenzione, stai confondendo l’open dal free dalla libertà….
          “Se paghi giochi se non paghi ti attacchi” può anche essere valido per un software open source, mentre potrebbe essere NON valido per un gioco closed (i classici freeware di win)

          Poi, il fatto che linux sia nato per fare quello che vuoi, non c’entra assolutamente nulla.  Linux è nato per sfida, curiosità e per avere Unix che era bello ma costoso.
          Il sistema operativo è una cosa, le applicazioni altro. E linux non è nato per obbligarti ad usare software libero, ci mancherebbe, anzi andrebbe terribilmente contro il concetto di libertà.

          Reputare addirittura SBAGLIATO che giochi del genere girino su linux mi sembra davvero troppo Stallmaniano, anzi forse è ridicolo persino per lui.

          Poi non vedo cosa c’entri Canonical. I giochi girano su qualsiasi distro e il fatto che siano presenti sull’USC è solo una gran cosa.

          Le libertà sono comunque tutelate. Linux È il kernel. Punto. Quello è open source e il Bundle non influisce assolutamente sulle libertà. (Anzi ci sono firmware closed anche all’interno del kernel)

          Poi c’è da considerare il fatto che non tutti i software hanno a che fare con la libertà allo stesso modo. Capirai da solo che possedere un documento in formato proprietario induce ad avere problemi di libertà, privacy e compatibilità. Diverso è giocare ad un gioco.

          Ed ora che anche EA e Valve sembrano interessate al gaming su linux, la speranza è che prima o poi una macchina linux diventi anche una gamebox.

          • fooo

            Sono d’accordo ma Stallman c’entra poco, nella GPL stessa e’ previsto che uno possa pagare per avere il software. Stallman dice che gli sviluppatori si possono far pagare per sviluppare il software. A Stallman non va che quello che ottieni sia una scatola nera, e questo DI FATTO non permette di vendere a 99 euro una cosa che uno poi puo’ redistribuire gratis.

            Se uno scrive software chiuso e rispetta la GPL (e’ semplice, basta non appropriarsi del codice altrui) Stallman storce il naso ma solo perche’ a lui piacerebbe che il software libero soppiantasse completamente quello chiuso, per ottime ragioni pratiche (altro che idealista, gli idealisti sono quelli che si illudono che una casa produca software per il bene del cliente).

    • non è cosi qui restringi ad un utente di non poter scegliere
      o paghi e giochi o non paghi e non giochi non è scelta
      difatti linux è nato per esser libero vuoi pagare un progetto lo supporti con le donazioni non ri piace questa mentalità nessun problema usa windows e craccati tutti i giochi che vuoi

  • Andrea Cucchi

    Occhio che stai confondendo libertà e gratis (di nuovo), l’indie gaming è solo da supportare, quindi ben vengano l’Humble Indie Bundle, Mojang e tantissima altra gente che sta ritagliandosi una considerevole fetta di mercato contro le ormai stanche e ripetitive multinazionali. QUESTA è libertà, libertà di poter giocare fondamentalmente ad armi pari con chi ha sfilze di avvocati pronti a farti causa perché osi usare uno dei termini di un altro gioco per il tuo (la diatriba fra Bethesda e Mojang per Scrolls è stata illuminante). Mettiamola così: un gioco indie di solito arriva a 20 €/$ al massimo… le offriresti quattro birre a gente di talento che vorrebbe vivere di ciò che più gli aggrada (ovviamente se il risultato merita)? O preferisci offrire aragoste ad una sfilza di colletti bianchi marci fino al midollo pronti a stuprare sistematicamente ogni brand di successo dato che non hanno più una cacchio di idea? Perché la tristissima realtà è che a chi lavora davvero ai giochi da mega brand vengono date solo le briciole… quindi: indie gaming a go go. E ora torno a giocare a Minecraft (si fa per dire 😛 ).

    • io non ho niente con 
      Humble Indie Bundle, Mojang anzi ben vengano questi progetti ma è sbagliato che arrivino per linux un sistema operativo nato non questi motivi ma tutt’altri

      • Andrea Cucchi

        Quindi fammi capire: il problema è che assicurino il supporto linux? Senza contare che Minecraft (per fare un esempio) tenderebbe ad essere opensource (non so dire per gli altri giochi a pagamento dell’indie humble, sinceramente, ma Minecraft in particolare lo è, tanto da essere ampiamente moddabile), quindi a soldoni ben più accettabile di uno Skype, per dirne uno (che Open non lo è di certo), oppure dei vari protocolli proprietari per vedere i DVD (anche di quelli ci sarebbe da fare a meno), o i codec mp3 (anche quelli da togliere immediatamente ancora prima di un gioco open a pagamento). Il Debianista vero (il discorso che facevi tu è tipico del Debianista) non vede DVD sul PC, non ascolta mp3 né li converte da mp3 a ogg, è una questione etica teoricamente, che quasi nessuno poi lo faccia è un dato di fatto e sarebbe come disquisire che il “cattolico medio dice le parolacce” (se non peggio, ma sto divagando e fa niente).

        E’ per questo che sono convinto che tu ti stia profondamente confondendo fra “open” e “gratis” (e non sarebbe neppure la prima volta), NON sono sinonimi e NON devono esserlo. Ok per l’Open, si può discutere, ad esempio: una distro linux dovrebbe integrare software NON open nei propri repo? Io dico dipende, anche se preferirei l’apertura dei propri sorgenti da parte di tutte le software house mi rendo conto della sua impraticabilità (per certi prodotti commerciali, sia ben chiaro), se si parla del dover pagare una cosa beh, fin quando è open affari di chi vuol farsi pagare e non dell’OS che ti da visibilità in un ambiente in cui la visibilità è tutto.

        Davvero, comunque la stia girando non riesco a vedere il problema, anzi, mi auguro che Canonical (ma anche chiunque voglia cimentarsi nell’organizzare uno store) riesca a confezionare un qualcosa con una ampissima quantità di prodotti indie ben visibili alla gente, è difficile conoscerli tutti e questo faciliterebbe le cose.

  • Fabio

    Per me Gnu/linux non vuol dire necessariamente free of charge, ma necessariamente open-source. Ciò non vuol dire che non devo essere libero di poter acquistare software proprietario e no open-source, ma preferirei, se proprio devo acquistare un software di qualità, che questo sia open-source es. Xmind. Inoltre non sono contrario a pagare qualcosa, se non c’è una valida alternativa free. In sostanza Gnu/linux, per me, può essere perfettamente compatibile con qualche forma di profitto.

    • difatti i giochi proposti non sono open source

      • Fabio

         Certo Roberto, questo è contro la filosofia Gnu/Linux, ma rimane cmq la scelta della persona di non acquistarli e quindi di non utilizzarli.

      • Fabio

         Xmind http://it.wikipedia.org/wiki/XMIND è un software open-source per creare mappe mentali, ma la versione Pro, che aggiunge alcune funzioni, è a pagamento: questo è contrario alla filosofia Gnu/Linux? Non mi sembra! Certo nel caso da te citato i sorgenti dei giochi sono chiusi, quindi nessuno può modificarli e utilizzarli, ma nulla impedisce di creare un software come Xmind con sorgenti aperti e se gli sviluppatori decidono di farsi pagare per servizi o funzioni aggiuntive non vi vedo nulla di male. Ve bene creare software open-source e free, ma se voglio farmi pagare per un lavoro che ho svolto non credo sia giusto che io venga condannato: nessuno deve essere obbligato ad essere un benefattore!

  • Crakkare non è libertà. Il bello di Ubuntu è che, come Android, fornisce un sistema gratis.
    Poi chi ci sviluppa sopra applicazioni, giochi, etc. è LIBERO di fornirle gratuitamente o di essere GIUSTAMENTE pagato per il suo LAVORO.
    Poi non ci lamentiamo se mancano software professionali…….. l’utente medio basso non li necessita o si accontenta di ciò che c’è. Ma linux non decolla proprio per questo limite.

    • linux non è nato per decollare o aver software proprietari
      se come dici re è giusto pagare perchè allora non pagare gnome, il kernel, kde ecc

  • Striplexterzo

    Tutte le applicazioni installate su ubuntu sono free , il sistema operativo è free . Ora se a me piace un gioco o un programma a pagamento perchè mi dovrebbe essere impedito di installarlo o comprarlo ?? Una critica veramente infondata . Dove è la libertà nel impedirmi di scegliere ???? 

    • ubuntu one ad esempio non è free nemmeno open source (a parte il client)
      restringere gli utente a dire vuoi un gioco? paghi non è la filosofia corretta per linux e sopratutto per tutti gli sviluppatori che ogni giorno si sbattono gratis
      se il kernel gnome debian ecc facessero cosi linux costerebbe più di microsoft windows

      • Ospite

        Se si guarda alle applicazioni installate (quindi ovviamente il client) anche Ubuntu One è open source.
        E riguardo al kernel se non ricordo male nell’ultimo report della Linux Foundation (quello da te citato per sottolineare il basso contributo in questo campo di Canonical) i contributi gratuiti, intesi non da aziende, sono meno del 20 %. Il resto sono persone pagate per fare quello che fanno e io dico giustamente visto che ci passano molto tempo e devono anche vivere.

        Qui si parla comunque di libertà di scegliere anche un prodotto a pagamento. L’idea di usare Linux per “evangelizzare” il mondo in favore del software opensource non è mai stato nella testa di Linus e non penso nemmeno in quasi tutti gli sviluppatori effettivi di Linux, se non forse Stallman.

        • ubuntu one solo il cliente è open
          il servizio è proprietario a detta di canonical per motivi di sicurezza
          ” L’idea di usare Linux per “evangelizzare” il mondo in favore del software opensource non è mai stato nella testa di Linus e non penso nemmeno in quasi tutti gli sviluppatori effettivi di Linux, se non forse Stallman.” ma scherzi????
          linus supporta progetti come red hat e fedrora che incentivano l’uso del software libero
          ma scherziamo?

          • Ospite

            Diverso è inventivare il software libero (sono il primo a farlo) rispetto a considerarlo l’unica possibilità. Linus in passato non è mai stato così “estremista” come lo vuoi dipingere, nonostante supporti ovviamente progetti open.

          • che progetti ha fatto linus non open?

            Il giorno 01 giugno 2012 15:08, Disqus ha scritto:

          • Ospite

            Non ho mai detto ha sviluppato progetti non open, ma che non ha mai additato come eretico chi sviluppa software closed per Linux, anzi. Fra l’altro non ha passato il kernel alla GPL 3 anche se non soprattutto per evitare una licenza troppo restrittiva verso i contributi (non ho voglia di mettere link di fonte, basta una rapida ricerca).

  • Andrea73

    Secondo me bisognerebbe mettersi d’accordo: perché va bene flashplayer e tutto il resto (dicamo le sezioni contrib e non-free di debian) e per questi giochi invece non dovrebbe esserci la possibilità di averli? Cioè, se siamo avversi al software chiuso (come è logico che sia se si sostiene il FLOSS) ma si accettano compromessi (flash etc….) non si possono poi mettere paletti a caso. Scusate, ma fate le guide per ubuntu e kubuntu e Fedora in cui nelle prime 10 cose da fare ci sono le installazioni dei driver proprietari, dei codec multimediali e di flash e poi se metto pure Humble Indie Linux non è più libero?
    Ci sarebbe poi da ragionare se per la filosofia del FLOSS sia una sconfitta maggiore un software chiuso ma ad offerta libera e con ripartizione equa dei ricavi tra gli sviluppatori (come mi sembra sia il caso in oggetto) piuttosto che un software più open ma i cui profitti vengono accentrati con metodi tradizionali da aziende tradizionali (penso ad android, ad esempio). Ma qui vado troppo fuori discorso….

    • se vedi bene anche nella home di ubuntu viene indicato che la distribuzione si impegna a  promuovere l’uso di GNU/Linux e del Software Libero in generale e sotto tra le icone del sotftware consigliato trovi skype 
      linux è nato per non avere restrizioni quando alla fine se un’utente vuole un gioco deve pagare,,,

      • Andrea73

        esatto, e trovi pure l’icona di chrome invece di chromium! volevo solo sottolineare che proprio queste cose mi sembrano più indicative (e gravi in ottica FLOSS) rispetto alle politiche adottate nei confronti di Humble.

  • DeeoK

    Questi ragionamenti mi sembrano da fanatici: il SO è libero, il resto è una decisione dell’utente. Costringere l’utente ad usare solo software libero (cioè costringerlo a tenere sempre Windows in una partizione) non è molto diverso da quello che fa la Apple con i suoi “adepti”.

    • linux non costringe nessuno ad usarlo a differenza di microsoft 
      non c’è alcun obbligo difatti è linux è nato per questo esser libero da restrizione esser condiviso e migliorato da tutti 

      • DeeoK

        Neanche Apple ti costringe ad usare Mac OS eppure è il simbolo perfetto del sistema chiuso.
        In realtà non sei costretto nemmeno ad usare Windows dato che puoi farlo rimuovere dai computer prima dell’acquisto.
        Poi magari arriva chi si lamenta che se su Linux vuoi fare qualcosa di più professionale sei fregato e ti tocca cambiare SO.

        • su windows la vedo dura rimuovelo prima dell’acquisto almeno il rimborso è una trafila
          di apple fa i suoi pc con il suo so è un caso a parte se acquisti un mac usi mac basta

  • DeeoK

     Guarda che ti sbagli: free software non significa software gratis, significa open source. Un programma può essere open source ed a pagamento senza problemi (come Linux Enterprise).
    A me sembra che la gente voglia solo avere le cose gratis. Gratis ci puoi fare alcune cose, ma volere gratis l’intrattenimento è ridicolo.

    • ma difatti i giochi che parliamo non sono open source
      non è che sembra che la gente voglia le cose gratis è che uno dei fondamenti per cui è nato proprio linux è proprio questo non avere restrizioni o sbaglio

      • DeeoK

         Ma le restrizioni possono andar bene per il SO ed alcuni tipi di software, ma non ovunque.
        Fare un videogioco opensource è un suicidio perchè richiede un lavoro enorme e non suddivisibile con esterni.
        Mentre per un SO è facile suddividere il lavoro con dei volontari per un videogioco è impossibile.
        Ovviamente fare poi un videogioco opensource implica che dopo 10 minuti qualcuno l’ha copiato, modificato un po’ e magari messo in vendita a metà prezzo.

        • un suicidio?
          anche il video gioco si può suddividere in vari gruppi come lo è stato e lo è tutt’ora per firefox

  • Davi_dez

    La storiella del software libero non mi garba, linux deve crescere e offrire ai propri utenti tutto il necessario che sia a pagamento o gratis l’importante è avere la possibilità di scegliere secondo libero arbitrio, anche windows un sistema chiuso offre un sacco di software free funzionale e non vedo tutto questo scandalo.
    Capisco che è bello avere tutto il software open source ma onestamente di progressi ne vedo pochi, e molti di questi software liberi sono penosi e troppo di base, le applicazioni a pagamento possono finalmente offrire la possibilità di sbarazzarsi di windows o del dual boot.

    • linux deve crescere? si ma non offrendo software a pagamento
      il successo di linux è quello di offrire ottimi software liberti e senza restrizioni
      linux non è nato per gareggiare con windows è nato per essere libero
      ti piace un software puoi pagarlo quando e come vuoi doni allo sviluppatore quanto vuoi

      • Alex L.

        Ti sbagli di grosso. GNU/Linux è nato per offrire un sistema operativo open-source, ok, però questo non implica che anche le applicazioni devono essere open. Senza offesa ma nei tuoi commenti leggo solo egoismo. Forse per quello che serve a te GNU/Linux ti da tutto… bé sappi che per molte persone non è così. Io ad esempio ho bisogno della Creative Suite della Adobe e sono costretto ad usare Windows per questo. Io preferirei di gran lunga che anche Ubuntu (che è la distribuzione più diffusa, almeno da noi) supportasse totalmente il software proprietario. Gli sviluppatori devono pur campare no? Io sono uno studente universitario e studio Ingegneria dell’Informazione, e un giorno dovrò in qualche modo campare con i software, o no? Ok l’open source è una buona cosa per l’uso amatoriale, uno sviluppatore si mette e contribuisce gratuitamente al software open source per GNU/Linux ma per vivere programma sempre software chiuso, pensa al tempo che dedica al lavoro e a quello che dedica per diletto all’open-source. Quindi come si può sperare che le applicazioni open siano migliori di quelle chiuse? È vero in alcuni casi sono meglio quelle open, ma sono casi rari. Una persona fa un uso amatoriale delle applicazioni? Bene, usa software open. Fa un uso professionale? Fa un investimento e si compra il software di cui ha bisogno, e con esso guadagna e compensa la spesa iniziale. Prova qualche applicazione seria a pagamento, e vedi se può competere con le alternative open. Ti faccio qualche esempio: Illustrator vs Inkscape, InDesign vs Scribus, Photoshop vs GIMP, GuitarPro vs Tuxguitar. Ad un professionista conviene puntare su quelle a pagamento, anche se deve pagare. E sarebbe bello usare sempre e solo Ubuntu e abbandonare Windows per sempre, anche per i professionisti, che almeno risparmiano sulla licenza di Windows.

        • software professionale? firefox è open source e ha dato la merda a tutti i browser proprietari
          libreoffice solo per alcuni casi è miglio di msoffice
          linux ti insegna che non sempre il software che costa è migliore questa è la realtà
          ti serve crative suite per far cosa? non la puoi fare con Linux?
          la mentalità windows software costa è migliore di quello gratuito non è sempre cosi e linux e molti progetti lo dimostrano
          linux si può migliorare e con solo progetti liberi e come ripeto firefox ne è l’esempio

        • Ivan De Felice

          Guarda che lo scopo di Linux è anche quello di portare l’informatica laddove non vi fosse e di combattere i costi dei sistemi a pagamento….Almeno questo è quanto dichiara Canonical in suoi articoli….Ma se divenisse a pagamento,non è certamente Ubuntu quella deve fare una simile cosa,visto vi sono distro decisamente migliori e se facesse una simile cosa migreremo senza ombra di dubbio su Debian che almeno è ben piu degna di rispetto da parte degli utenti…..Se Canonical farà mai una mossa simile si sega dasola e non’è certemente al livello di distribuzioni vi siano da piu anni,ma a quanto pare sta sempre piu pensando a suoi profetti …e senza nemmeno finaziare come si deve Kernel.org e altri progetti,visto l’à fatto solamente perchè attaccata da tutta la rete…..a mio avviso meglio voli un po bassa che sta facendo sempre piu scelte molto discutibili!!!!!

          • Alex L.

            Invece è il contrario: se i software proprietari si insediassero in Ubuntu e Canonical li lasciasse fare sarebbe una buona cosa per i loro profitti. Ti spiego: un utente medio si trova davanti Ubuntu e ha a disposizione tutto il software libero esattamente come ora. Un professionista decide di abbandonare Windows per ovvi motivi però non può fare a meno dei software proprietari come Photoshop, però ehi! Adesso Adobe rende disponibile Photoshop anche per Ubuntu! Prende la sua licenza dalla sua versione per Windows, scarica il programma dall’Ubuntu Software Center, lo installa con la sua licenza ed ecco Photoshop anche su un OS che si rispetti! Oppure: utente medio di Ubuntu si avvicina al fotoritocco tramite Gimp, ma vede che esiste anche Photoshop nel Software Center, si informa, prova il trial e decide di acquistarlo! E dice, wow, soldi ben spesi!
            E magari cosa molto probabile i programmi girerebbero meglio che su Windows. Addio dual boot. Adesso, in che modo l’introduzione di software proprietario a pagamento avrebbe influito negativamente sulla diffusione dell’informatica? In nessun modo credo, i software gratuiti continuano ad esistere. E poi, voglio ricordare che ci sono tanti programmi per Windows in versione gratuita e in versione Pro a pagamento con funzioni in più. E se portare i software proprietari su Ubuntu spingesse le case produttrici a creare versioni gratuite e ridotte dei loro programmi dando così agli utenti Ubuntu ulteriori strumenti?

  • Kenno

    pazzesco, un sistema è libero se obbliga a usare solo software gratuito…
    😛

    • non obbliga nessuno
      il sistema è cosi e basta se non ti piace usi altri sistemi

      • Ospite

        Bel concetto di libertà. Riporto un tuo commento di poco più sotto:

        “non è cosi qui restringi ad un utente di non poter scegliere
        o paghi e giochi o non paghi e non giochi non è scelta”

        Quindi per i giochi restringo la tua libertà se posso solo pagare per giocare, mentre se posso solo usare software libero nel mio sistema invece tutto ok…

        • te puoi far quel che vuoi con il tuo sistema
          ma ripeto ubuntu nelle sue linee guida indica che il progetto è Gnu/Linux quando ormai di Linux c’è ben poco e la distribuzione sta diventando sempre più proprietaria con un’unico obbiettivo tirar su utenti per far cassa
          linux per fortuna non è questo

        • il concetto è che linux non è nato per aver software proprietati a pagamento
          vuoi pagare doni allo sviluppatore ma il linux chiunque ha diritto di utilizzare il software e non limitarlo mettendo il pagamento
          questo lasciatelo fare a windows e apple e in parte anche a google/android

          • Stig

            Roberto, tu confondi Linux con GNU. GNU è nato per quel motivo, non certo il kernel linux. Ma non è colpa né di Torvalds, né tantomento di Shuttleworth se, in 30 anni, Richard Stallman non è stato in grado non tanto di scriversi il suo kernel HURD, ma nemmeno di convincere più di qualche persona a lavorarci, visto il suo atteggiamento e il suo modo di rapportarsi col prossimo. Te lo dico perché ho pure avuto occasione di conoscerlo personalmente: personaggio straordinario, ma a cui non farei aprire nemmeno una scatoletta di cibo per cani, figurati metterlo a capo di un qualche progetto informatico. Forse è ora di scindere il binomio e di lasciare ad ognuno la prorpia strada.

    • years

      un sistema è libero se non contiene codice non libero, non è difficile

  • Marco R.

    E’ un quesito vecchio come l’Open Source.

    Per gli “integralisti” è una bestemmia, per me assolutamente no.

    Seconda cosa, molto più importante, l’utente normale se ne frega altamente di diatribe “ideologiche”, ma vuole solo un sistema stabile, funzionante e che lo aiuti nelle sue attività.

    Il confronto per l’utente finale tra S.O. è in base alla bontà del software.
    Sicuramente la presenza di Giochi di qualità (anche se a pagamento) non può far altro che diffondere sempre più Linux (Ubuntu in questo caso)

    Secondo me la strada di Ubuntu è come quella di Apple, ma con l’enorme differenza dell’apertura del suo S.O., cosa non da poco!

  • carlobycarlo

     Humbe bundle è una gran cosa.
     Mi fa molto piacere che l’azienda si impegni affinchè il gioco sia fruibile anche dagli utenti linux.
    Il punto è che NON dovrebbe essere nel software center o almeno non “mischiato” con i programmi LIBERI.
    Se proprio devono mettere software proprietario nell’ USC che lo mettano in una sezione a parte o scrivano ben chiaro che non si tratta di software libero.

  • andrea

    Linux senza il software proprietario è, e sarebbe di già, morto!!!

    • vedo che i server linux primeggia con software completamente liberi
      che software proprietari ti servono cosa ci devi fare?
      descrivimi il motivo
      office è meglio di libreoffice
      photoshop è meglio di gimp
      non puoi usare libreoffice? o gimp?

      • andrea

        dato che ogni componente di un pc è “proprietario”, cosi come anche i driver delle schede audio, video e touchpad, questa discussione serve solo a raccimolare commenti 🙂

        • driver proprietari?
          installa fedora e vedi se trovi un software o driver proprietario

          Il giorno 01 giugno 2012 14:42, Disqus ha scritto:

  • alessandro

    E’ da tempo che leggo questo blog e sono stato sempre soddisfatto dalla qualità generale, oggi invece rimango sconcertato da questo post!!!!! Ubuntu è free/open source! Punto!! Avere la possibilità di installare sopra software chiuso/a pagamento è sono un ENORME vantaggio!! Ho il mio sistema aperto e sopra poi ci metto quello che voglio! Sono a dir poco orgoglioso di vedere capolavori come limbo nell’ ubuntu software center!! E spero che Mark continui su questa strada!! Ubuntu può e deve sostituire windows! L’unica cosa che chiederei è un sistema di sandbox stile android che mi dica quali api va a richiamare l’app una volta in esecuzione!! Ma per ora sono più che soddisfatto! Oramai vedo lontanissimi i tempi in cui questo non gira, questo si blocca, per far girare questo hardware devi ricompilare il kernel ecc ecc

    • ubuntu è in parte free dato che proprio il tanto sponsorizzato ubuntu one non è open è proprietario

      Ubuntu dice di essere una distribuzione Gnu/Linux quando i concetti sono tutt’altri
      LINUX NON E’ NATO PER DAR DEL FILO DA TORCERE O ESSER MIGLIORE DI WINDOWS
      linux è nato per esser l’opposto e non scontrarsi con win e mac
      putroppo questi son concetti presi in mano da un’azienda canonical che con ubuntu vuol far cassa e per farlo deve vender pc con ubuntu
      ma linux non è questo se continua cosi arriveranno crack patch e altro per togriere alcune limitazioni su alcuni programmi su Linux
      ma stiamo scherzando??????

      • alessandro

        Non capisco questo accanimento!! Ubuntu è gnu/linux, lo installi e hai solo software open! Poi se  vuoi prestazioni migliori, installi i driver proprietari delle componenti ( e ringraziamo il cielo che abbiamo questa possibilità). Per quanto riguarda il client dove è il problema?? Il client è open, se vuoi usarlo ti connetti al loro servizio che logicamente è chiuso, se no lo cancelli e metti owncloud, dare un sistema aperto e successivamente guadagnare sui servizi: software center, ubuntu one mi sembra una cosa assolutamente geniale che può solo portare vantaggi per tutti! Ovviamente come detto sarebbe bello una sandbox che ci dica cosa fanno i programmi e come detto da altri una distinzione chiara nell’usc della licenza dei programmi! Fosse per me metterei un link direttamente al sorgente su github!!!

        • non è accanimento è che cosi non va
          tra un po su ubuntu si dovrà pagare alcune funzionalità
          per cosa ? ripeto mettere restrizioni in linux non serve e sopratutto giochi a pagamento e software proprietari non servono serve valorizzare il buono di linux migliorare i grandi progetti avviati
          firefox ne è l’esempio che un progetto open può diventare migliore di uno proprietario questo è linux
          il resto giochi proprietati office photoshop lasciatele a windows che non linux non hanno niente a che vedere

          • andrea

            linux non è l’acqua santa e il proprietario non è il diavolo, che me ne faccio di un sistema senza software? magari sviluppassero software proprietario per linux, sarebbe una figata.

          • ubuntu lo può fare senza problemi basta che tolga la dicitura Gnu/Linux

          • Ospite

            E 10 secondi netti dopo averla tolta ci sarebbero centinaia di persone a dire “Ecco rinnega le sue origini e non da credito ecc ecc ecc ecc” come la faccenda Debian che è presente nel loro sito ma per alcuni dovrebbe averlo in home prima del nome stesso di Ubuntu quasi

  • Che figata…Ubuntu e tutto quello che gira intorno a lui…che figata…avanti cosi’!..che figata!:D

  • Gabriele Castagneti

    Linux è libero. Ti rende libero. Ti rende libero a tal punto che chi vuole può decidere di limitare la propria libertà attraverso software proprietario.
    È semplicemente fantastico.

  • Chris

    Per amor di chiarezza:
    – open source: software, gratuito oppure a pagamento, di cui sono disponibili i sorgenti
    – free software: software gratuito

    Le due cose non coincidono. La filosofia GNU/Linux e’ a favore dell’open source, non del free software, Richard Stallman l’ha ribadito piu’ volte.

    A chi dice che “Linux non e’ nato per essere a pagamento” vorrei rispondere: Linux e’ andato avanti per anni a vendere software closed source e a prezzi esorbitanti. Solo di recente ha iniziato a crescere grazie alla community, diventando open source e per la maggior parte free.

    Vorrei anche aggiungere: e’ sacrosanto pretendere che il lavoro della community venga rilasciato in maniera open source, perche’ una cosa di tutti deve restare di tutti. Ma e’ sbagliato pretendere che un singolo individuo o una azienda rilascino i loro sorgenti. La proprieta’ intellettuale e’ un valore importante e va difeso.

    • Linux e’ andato avanti per anni a vendere software closed source e a prezzi esorbitanti.
      quali? fammi qualche esempio

      io non pretendo che le aziende rilascino i sorgenti pretendo che se un progetto viene indicato come libero lo sia e basta
      inserire nella home di ubuntu di voler portar avanti il concetto Gnu/Linux e il software libero e poi metter sotto come software consigliati per Ubuntu Chrome e Skype vuol dire che qualcosa non va

      • Chris

        Sun Solaris? Negli anni 80 la maggior parte del software unix based era proprietario…

        • sun solaris era completamente proprietario ma non aveva niente a che vedere con Gnu/Linux
          nemmeno red hat e novell aziende che guadagnano con linux offrono software proprietari a pagamento nel sistema operativo ma offrono supporto
          un’altro mondo confronto ubuntu ossia il bancomat di canonical

          • Chris

            Mah guarda io sento tanta confusione, si mescolano termini che tutto sono tranne che equivalenti. Gnu/Linux, Unix, free software, open source… prima di mettere in croce le persone bisognerebbe informarsi e chiarirsi le idee.

            Mi sembra evidente che ti sei fatto un’idea e non c’e’ verso di ragionare con te: mi sta bene, ma nella vita e’ bene ascoltare altri pareri e mettere in forse le proprie convinzioni.

            Sono sicuro che i kamikaze che ogni tanto si fanno esplodere contro i pullman pieni di ragazzini sono convintissimi delle loro idee, ma forse, dico forse, hanno interpretato male quello che era scritto su un libro sacro…

            Vai pure avanti a spada tratta a difendere le tue idee, io andro’ avanti convinto che lo fai perche’ sei molto, molto confuso su questo argomento.

          • io ho fatto una scelta di usare linux e cerco nel mio piccolo di condividerlo e di cercare di far conoscere questo mondo
            ripeto che gnu/linux http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_GNU indicato nella home e come linee guida di Ubuntu non ha niente a che vedere con la vendita di giochi propietari come sta facendo Canonical

    • marcello

       Ops… la faccenda “Linux e’ andato avanti per anni a vendere software closed source e a prezzi esorbitanti.” è una cazzatona immane. Basta conoscere proprio un minimo della storia del progetto linux e un altro minimo del progetto gnu pre-esistente…

      • Chris

        Sicuro? Il progetto GNU PRE-ESISTENTE? GNU Nasce a meta’ anni 80, linux inizio anni 70…
        Un consiglio: history of linux, su wikipedia… chiaramoci le idee prima di daria aria alla bocca…

      • quoto

  • roberto mangherini

    “free is not gratis”

    indovinate chi l’ha detto…

  • linuxfunboy

    scrivo un post risolutore per chi critica e anche per Mr. Mark: 

    Ma avete mai visto i documentari Revolution O.S. 1.0 & 2.0? 
    Avete mai sentito parlare Richard Stallman e tutto quel che dice? 
    Avete mai pensato che dietro ad ogni cosa c’è un ragionamento?

    Siccome GNU/Linux sta a Stallman, come “così parlò zarathustra” sta a Nietzsche, il primo concetto è questo: capire cosa vuole GNU/Linux.

    detto ciò:
    1) Ubuntu per me già non è più GNU/Linux, ma solo basata sul kernel Linux, quindi la filosofia va a farsi friggere;
    2) i videogiochi sono la scusa del millennio perché nessuno ne ha effettivamente bisogno, ma c’è un lucro pazzesco lì dietro…
    3) ci hanno liberalizzato un sacco di motori grafici…cioè, c’è un gruppo di persone che sta creando The Elder Scroll 3 FREE. 
    4) la verità è un altra: c’è questa protensione a pagare l’azienda e non il singolo; si preferisce comprare a 60 euro Skyrim, ma non a pagare/sovvenzionare con aiuti, un gruppo che vuole ricreare il 3, completamente FREE.
    5) quanti donano qualche spicciolo ?

    Tali punti di vista non si risolvono da soli, ma con il dibattito e con i fatti. 

    • DeeoK

      1)Gnu/Linux indica solo il parco software, non la filosofia. La filosofia è un extra in un SO.
      2)Non hai effettivamente bisogno del 90% di quel che usi quindi non diciamo panzanate. Se non sei un videogiocatore buon per te, ma non puoi permetterti di dire agli altri che i loro hobby sono sbagliati/supreflui.
      3)Già: stanno rifacendo un gioco vecchio di anni per Linux. Peccato a molti interessano anche quelli recenti.
      4)A me Skyrim fa schifo, quindi il problema non sussiste ai miei occhi.

      5)Questo è un extra, non correlato al tuo punto 5: Stallman è un fanatico e sono contento che in pochi la pensino come lui (soprattutto in fatto di igiene personale).

      • Stig

        Soprattutto l’ultimo punto! Ti assicuro che non è il massimo avere a che fare con un tipo che, mentre ti parla di centomila argomenti, saltando di palo in frasca, si strappa le doppie punte dei capelli e le getta nella pizza che sta mangiando. Ti giuro, sono riuscito a non vomitargli in faccia per un pelo, nel 2003, quando vivevo negli USA ed ho avuto l’occasione di conoscerlo. Un genio, ma anche un personaggio assolutamente fuori dal mondo. E dalla civiltà: sembra un cavernicolo uscito da un cartone dei Flintstone e catapultato tra noi.

        • che puzzi o che abbia la barba incolta questo non vuol dire niente a mio avviso
          se non fosse stato per lui e gente come lui dovremo ora pagare anche il browser per navigare in internet

  • Ivan De Felice

    Onestamente sono codesti i motivi per cui non amo Ubuntu….oltre a finanziare gran poco progetti vitali per Linux come Kernel.org è alla continua ricerca di giochi e progetti a pagamento da inserire  nel Software Center…cosa decisamente molto sgradita e che per l’appunto ha ben poco che vedere con “OpenSource”….è palese Canonical è alla continua ricerca di fondi e modi per far si che Ubuntu sia ben visto dalle utenze….Questo crede Shuttlewort perchè invece ciò che sta ottenendo è solo che sempre piu utenti si allontanino da Ubuntu per le pessime scelte adottata,introduzioni a pagamento ed il fatto ormai interessi piu una bella facciata al sistema stile Unity che però va a scapito di sicurezza e spesso anche di stabilità!!!

    • quoto 🙂

      Il giorno 01 giugno 2012 14:45, Disqus ha scritto:

    • Antonio G. Perrotti

       bah, io il software center l’ho sempre rimosso, ci sono synaptic, gdebi e anche il terminale, questo mostro tanto temuto 🙂 per installare i pacchetti. poi ora installo da netboot, dopo un po’ di fallimenti, e adesso ho un “X/Lubuntu che è una bellezza. costruito pezzo per pezzo e completamente personalizzato. 

  • libero non vuol dire gratuito

  • marcello

    Ragazzi, “libero” è una parola un pò troppo sibillina. Non dobbiamo confondere l’open-source col gratuito. Se qualcuno si vuol far pagare per produrre del software open-source di buon livello, che ben venga. Purtroppo non si vive di sole soddisfazioni o, quanto meno, al supermercato non le accettano come merce di scambio. Altrimenti progetti anche importanti (come compiz, moonlight, gnash ed altri), alla lunga potrebbero trovare non potere vedere luce. O progetti strafighissimi (come Gimp), potrebbero essere aggiornati anche dopo 2 anni…

    • Marcello

       Personalmente vengo pagato dai miei clienti per installazione/messa a punto del s.o.. Riuscendo a fargli risparmiare il costo delle licenze e a non azzoppargli le macchine con un potente antivirus (con la scocciatura degli aggiornamenti, scansioni periodiche ecc.), e a non fargli imputtanare il registro di sistema con l’installazione/disinstallazione dei programmi, riesco a farmi pagare di più e a farmi sorridere nel contempo.
      Alla fine, per qualsiasi tipo di interfaccia è una questione di sola abitudine.

    • andrea

      anche la parola “Linux”, qualcuno sà dirmi cos’è o chi è? E’ il nome di un kernel? secondo wikipedia è un sistema operativo, oppure è una filosofia di vita e una religione? Se è un kernel, allora la sua qualità si può dimostrare solamente da quanti più software riescono a girarci sopra, compreso quel software che dà mangiare a centinaia di dipendenti e porta dei “benefici” a noi utenti.

    • ma difatti il gioco citato nell’articolo non è open souce

      • Pablopedro

        Ciao.
        I driver proprietari: ci sono in quasi tutte le distribuzioni (non di default magari) e non costano nulla, ma sono closed.
        Il problema che solleva Ferramberto, credo di aver capito, è solo la chiarezza: il gioco “tal dei tali” non è GNU e si paga…

        Buon tutto, Pablopedro

        (P.s.: mio primo post)
         

        • giusto e sopratutto non metterlo in bella mostra nella home http://www.ubuntu.com/
          e poi parlare di filosofia open source

          • marcello

             Evvabbuò, allora torniamo alla discussione sulle riviste che trattano open-source dove però le pubblicità pagate (cioè quelle che mandano avanti il giornale) sono sul closed source e magari proprio su Microsoft…

  • Laboccadellaverita

    Finalmente hai dimostrato tutta la tua ignoranza con questo articolo:

    1) Non è il primo, nè l’ultimo software a pagamento disponibile per Linux.

    2) Come già ribadito sotto in altri commenti free non vuol dire gratuito.

    3) Non capisco in che modo vengano applicate delle restrizioni al mio s.o. se decido di acquistare un prodotto e utilizzarlo sul mio pc.

    4) Il discorso sulle crack e windows è incomprensibile, data la tua incapacità a scrivere, ma sono sicuro che anche una volta reso comprensibile sarebbero delle boiate come il resto.

    Apri un po la mente ragazzo, ti stai annebbiando davanti al pc.

    Seguendo il tuo ragionamento dovresti prendere tutti i tuoi contenuti multimediali scaricati illegalmente ed eliminarli, ed eliminare anche quelli acquistati legalmente poichè a pagamento e coperti da licenza.

    • non è il primo software a pagamento e putroppo nemmeno l’ultimo
      ripeto ubuntu è una distribuzione Gnu / Linux e basta informarsi per capire che quello che sta facendo Canonical
      non capisco cosa intendi con i file multimediali
      di sicuro io uso linux e non uso ne programmi craccati ne file multimediali acquisiti illegalmente

  • Gennaro Frati

    Ne ho lette poche di cazzate in vita mia, coì, tutte insieme in un post.

  • Christian Bonfanti

    Dopo questo articolo penso che potrò tranquillamente smettere di seguire il blog.

    • nessun problema non sei mai stato obbligato a leggerlo o sbaglio?

  • Vecchio Saggio

    L’orgasmo e l’attività fisica sono due ottime soluzioni per rimuovere lo stress.

    Il sesso le sposa entrambe.

    Vivi e lascia vivere.

    Utilizza il tuo sistema come ti pare, e lascia gli altri utilizzare il loro a proprio piacimento.

  • Guest

    Bha..

  • Jay Baren (AB)

    Ve lo dico io come stanno le cose se ancora non lo avete capito. Mark Shuttel…vattelappesca, prende finanziamenti da Redmond e Cupertino per rovinare il buon nome del pinguino pancione! XD

  • Fabio

     Roberto, rispetto ma non condivido la posizione che hai espresso in questo articolo . Volevo dirti che mi dispiace che stai ricevendo commenti volgari, esagerati e assolutametne immotivati, soprattutto alla luce dell’immenso lavoro che fai per mantenere attivo questo blog e che io apprezzo molto: semplicemente fregatene! Continua così! Ciao.

  • M1rr0r92

    Software libero
    Libertà 0
    Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo.

    Libertà 1
    Libertà di studiare il programma e modificarlo.

    Libertà 2
    Libertà di ridistribuire copie del programma in modo da aiutare il prossimo.

    Libertà 3
    Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i
    miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.
    Il software libero non deve necessariamente essere sviluppato a titolo
    gratuito o a fondo perduto. Purché si rispettino i vincoli della licenza
    d’uso, è possibile vendere del software libero; all’interno dei
    documenti del progetto GNU, Stallman incoraggia la vendita di software
    libero. Stando alla GPL, però, il primo che compra un software libero ha
    il diritto di redistribuirlo gratis, è quello che succede ad esempio
    con REHL e CentOS.Vi sono poi aziende che sono strutturate integralmente per la vendita e
    l’assistenza di un determinato software libero: esempi classici sono
    alcune distribuzioni di GNU/Linux, come Red Hat o SUSE.
    Queste aziende utilizzano come base il software sviluppato dalla
    comunità, aggiungendo una serie di tool di configurazione o sviluppo,
    curando gli aspetti più tecnici e dando agli utenti finali un’assistenza
    mirata.
    Fonte: WIKIPEDIA.

    Ora, dato che GnuLinux si fonda sul software libero, a coloro che criticano il sig, ferramroberto, fatemi capire, qual è esattamente l’errore nel suo pensiero?
    E devo ricordare a tutti voi che i software che compongono GnuLinux sono stati fatti sia da volontari che da persone stipendiate, quindi i programmatori riescono a mangiare. Anche gli stessi volontari sfruttano le loro conoscenze per campare. Il kernel Linux non sarebbe quello che è oggi se nessuno avesse investito i propri soldi.
    Il fatto che si ha una concezione del software come Microsoft e compagnia bella ha cercato di imporre, non significa che non vi siano altre vie per far soldi.

    Agli altri che dicono come Linux utilizzi spesso software proprietario (codec e drivers), voglio ricordare che non esiste nulla di perfetto, ma sempre nuovi gradi di miglioramento. I driver liberi e i formati come l’ogg non li ricorda mai nessuno.
    E se volete dirmi che alcuni software sono standard, replico che nell’informatica si chiamano standard quell’insieme di regole decise da da gruppi di persone che fanno dell’informatica il proprio mestiere. Come dimenticarsi ad esempio degli standard per il linguaggio C?
    Il fatto che uno stesso software sia molto utilizzato non gli garantisce la sua nomina di “standard”.
    Se vi preoccupa il fatto di non trovare software professionali, pagate gli sviluppatori, decidete voi la donazione e dicuramente non scucirete cifre esorbitanti.
    Poi mi devono ancora dimostrare cosa esattamente, “punto dopo punto”, non sanno fare software come Gimp, Inkscape, LibreOffice e Blender (sottovalutato al massimo, puoi farci grafica 3D (trilogia di Spiderman), CAD 3D ed editing video a livelli altissimi) rispetto alle loro controparti proprietarie.

    • Alex L.

      Quello che è sbagliato nell’articolo è che si condanna un gruppo di sviluppatori per aver portato software proprietario su GNU/Linux, cosa invece perfettamente legittima e che non va contro nessuna visionaria filosofia.

      Per quanto riguarda i software da te citati, ti faccio qualche esempio: Photoshop permette di impostare il tipo di fusione tra livelli, GIMP credo che non abbia questa funzione (dico “credo” perché io non l’ho ancora trovata). Photoshop ha un algoritmo che permette di eliminare automaticamente oggetti indesiderati dalle foto “inventandosi” quello che c’è dietro. Photoshop ha anche elementi di grafica 3D. Inkscape non ha strumenti come il coltello che sono fondamentali in Illustrator, inoltre Inkscape crea sempre delle sfumature che sanno di “artificiale”, al contrario di quelle di Illustrator che sembrano molto più realistiche. E sempre nelle sfumature c’è una grande mancanza: ci sono solo sfumature lineari e circolari, e non permette di creare ombre, luci ecc. LibreOffice se riuscisse ad importare i .docx sarebbe perfetto. E su Blender niente da dire, è il più sorprendente software open-source e forse è anche meglio di Cinema4D e simili (non posso dirlo con certezza perché uso praticamente solo Blender ^^)

      • Alex L.

        PS: Non pensare che chi dice che alcuni software proprietari sono meglio dei corrispettivi open lo dica semplicemente perché fa fatica ad usare questi ultimi o non vuole adattarsi o altro, talvolta (e non sempre) le mancanze dei programmi open sono talmente tante che non si sa da dove cominciare per spiegarle 😉

        • non mi sembra che da photoshop a gimp ci siano cosi abbissali differenze
          la stessa cosa vale anche tra ms office e libre office
          insomma a volte è che si pensa che se costa è meglio che non free e ti ricorso che con linux per fortuna tutto questo non è cosi lo vedi sui server, firefox ecc

          • Marcotravaglio

             Si vede che non sai proprio di cosa parli, gimp è lontano anni luce da photoshop, probabilmente non sai utilizzare nemmeno uno dei due altrimenti non diresti queste cose.

          • Alex L.

            Quoto, io cerco di fare tutto con GIMP ma alla fine c’è sempre qualche cosa che mi costringe a ripiegare su Photoshop purtroppo, e giuro che quando mi fisso ci sto ore dietro a GIMP per cercare di tirar fuori le stesse cose di Photoshop XD

          • dimmi le differenze dato che te le sai

          • Alex L.

            Preso da un commento al tuo vecchio articolo:
            – precisione del risultato di filtri estremamente diversa (es. bilanciamento toni e variazione curve producono risultati molto più accurati e consistenti in PS);- prestazioni, perfino di filtri e strumenti di base, molto diverse (es. disegnare con un pennello sfumato in GIMP mostra rallentamenti pesanti, applicare un filtro elementare come “sfocatura gaussiana” in GIMP richiede un tempo maggiore di oltre un ordine di grandezza rispetto a PS);- impossibilità di lavorare nativamente oltre gli 8 bit (immagini a profondità superiore devono essere importate e ridotte a 8 bit, un macello per chi volesse fare editing un po’ più approfondito su foto RAW elaborate in TIF);- presenza in PS di layer di aggiustamento parametriche- quadricromia assente e di pessimo risultato con il plugin.- vari errori di interfaccia.

          • senza che ti metti a fare ricerche in internet ne abbiamo già parlato tempo fa http://www.lffl.org/2011/08/la-differenza-tra-gimp-e-photoshop-e.html e come puoi notare le differenze non sono poi cosi abissali

          • Alex L.

            Per TE potrebbero non essere differenze troppo abissali, per un professionista del settore quelle SONO differenze abissali. Alcune di esse te le ho dette.

          • Alex L.

            Se da una parte è vero che non sempre i software a pagamento sono i migliori dall’altra è vero che a volte i software free non reggono il confronto e il prezzo speso per quelli professionali viene ripagato!

      • da quel che ne so gimp permette la fusione di livelli per il resto sono tutte cose che alla fine guardando bene solo minime ps libreoffice permette di importare i docx
        alla fine come vedi la differenza tra il proprietario e il liberto non è poi cosi tanta
        se poi al posto di spendere migliaia di euro si aiutasse lo sviluppo del software libero anche economicamente meglio ancora ps firefox è peggio di ie no peccato che firefox sia open source
        ripeto linux non ha bisogno di software e giochi proprietari con i progetti già avviati e un piccolo sforzo tu tutti possiamo anche superare i software proprietari firefox e linux nei server ne è l’esempio

        • Alex L.

          Allora potresti se non ti pesa indicarmi dov’è l’opzione per le fusioni? Mi tornerebbe molto utile! Per quanto riguarda LibreOffice non scherziamo, l’importazione dei .docx fa veramente schifo, non c’è un solo documento che sia riuscito ad importare correttamente, e non parlo solo di formattazione, si mangia anche cose importanti come ad esempio le formule matematiche. Le altre cose sono minime? Se tu fossi un professionista sapresti apprezzare quelle piccole migliorie (che poi tanto piccole non sono). Molte volte servono solo a velocizzare il lavoro, altre volte capita che alcune cose non si possono proprio fare con nessun sistema: se io voglio creare un effetto vetro in vettoriale ho bisogno per forza del bagliore interno lungo tutto il tracciato, questo con Inkscape non lo si può fare neanche girando e rigirando con le sfumature (mi sono dannato per mesi e alla fine mi sono arreso).
          E se fai caso ho specificato che in alcuni casi sono meglio i software liberi di quelli proprietari e in questa categoria ho fatto rientrare Blender. Ok tu mi citi Firefox (e aggiungiamoci anche Chromium), poi che altro? Dalla mia posso citare qualche altro software proprietario: TuxGuitar non può competere con GuitarPro e GarageBand, stessa cosa con Scribus e InDesign, Kdenlive con Premiere e After Effects. Un alternativa a Flash non esiste proprio, lo stesso per Acrobat. In compenso ci stiamo avvicinando con Digikam alla gestione foto di Bridge e ACDSee. Poi ci sarebbe Fireworks che non ha niente di simile nel mondo Open. Riconosco che per le piccole cose GNU/Linux offre il meglio, per esempio K3b è molto meglio di Nero senza tutte quelle funzioni che non servono a niente. E voglio citare anche AcetoneISO che sostituisce egregiamente Alcohol. E se dobbiamo dirla tutta GNU/Linux offre tante piccole chicche che non troviamo su Windows o OS X, offre ottimi client di messaggistica, irc, torrent e cluod. Io credo nella superiorità di GNU/Linux rispetto agli altri sistemi operativi, ma ci sono programmoni a cui degli sviluppatori ben pagati si sono dedicati e che ancora sono troppo avanti rispetto ai programmi open, per questo vorrei vedere ad esempio la suite della Adobe portata su GNU/Linux, il formato .docx e i suoi fratelli soppiantati da .odt e compagni. Spero che i programmi open migliorino per la gioia di chi non è un professionista, ma mi auguro anche l’abbandono di quello schifo di Windows da parte di tutti i professionisti di ogni settore. 

          Comunque non prendere tutto ciò come una provocazione, io anelo solo ad un confronto di conoscenze, dato che non posso conoscere tutto il software esistente. Le ragioni delle mie affermazioni te le ho spiegate, prendine coscienza e contraddicimi pure, ma mi raccomando esempi alla mano!

          Rivolto a quanti hanno scritto insulti: non è civile quello che avete fatto, l’autore di questo articolo ha secondo me frainteso alcune cose sul mondo open, criticate c’ho che ha scritto ok, spiegategli dove sbaglia secondo voi, ma non scendete a volgarismi… dai, ci fate veramente una pessima figura.

      • * Photoshop permette di impostare il tipo di fusione tra livelli, GIMP
        credo che non abbia questa funzione (dico “credo” perché io non l’ho
        ancora trovata)

        Se ho capito quello che intendi, c’è dalla versione 1 di Gimp. La trovi nella parte alta della finestra livelli (modalità normale, sovrapposto, moltiplica, differenza, fusione grana, e molti altri che a memoria non ricordo).

        * Photoshop ha un algoritmo che permette di eliminare
        automaticamente oggetti indesiderati dalle foto “inventandosi” quello
        che c’è dietro

        Copiato da Resynthesizer, utilizzabile in Gimp 2 anni prima che venisse implementato in Photoshop (con GUI eh, mica con robe strane :P).

        * Photoshop ha anche elementi di grafica 3D

        Abbastanza inutili. La filosofia Unix è che un software debba fare bene il proprio lavoro, per quello c’è Blender e mi pare che concordi sul fatto che funzioni bene a proposito. Oltre al fatto che ovviamente importa benissimo i formati di immagini che puoi esportare con Gimp, tipo JPG, PNG, eccetera, merito dell’uso di formati aperti.

        Ci sono alcune funzionalità amene su PS che non ci sono su Gimp, ma secondo me hai scelto quelle sbagliate. 😛

        * Inkscape non
        ha strumenti come il coltello che sono fondamentali in Illustrator

        Questo non l’ho presente, ma con Inkscape puoi “tagliare” le forme usando i tracciati. È abbastanza utile. Se invece ho capito male il funzionamento dello strumento che intendi ti prego di spiegarmelo meglio.

        * Inkscape crea sempre delle sfumature che sanno di “artificiale”,
        al contrario di quelle di Illustrator che sembrano molto più
        realistiche

        Io le ho sempre trovate sfumature “normali”. Hai esempi a confronto?

        * sempre nelle sfumature c’è una grande mancanza: ci sono
        solo sfumature lineari e circolari

        Questo è vero, è in lavorazione. http://libregraphicsworld.org/blog/entry/mesh-gradients-in-cairo-now-official

        * e non permette di creare ombre, luci
        ecc

        Che intendi per ombre? C’è già la possibilità di creare l’ombra di un oggetto, tra i vari filtri presenti.

        Se comunque ti interessa l’argomento sei benvenuto per parlarne da noi su http://gimpitalia.it o potresti anche andare a trovare i ragazzi di http://inkscapeitalia.it

  • Kanedait

    non si possono predere giochi di qualità a scrocco, e poi diciamo la verità i giochi gratuiti fanno schifo. quello che trovo sbagliato è che ubuntu software center e appunto solo su ubuntu e non tutti usano questa distro era molto meglio in questo caso supportare desura come molti utenti linux chiedevano

  • Golgota

    È inutile scalmanarsi più di tanto,  ci sono 100000 distro, chi vorrà seguire l’onda del progresso segua ubuntu, magari ci fossero tanti programmi decenti  quante sono le distro in circolazione, io dico che linux è abbsatanza flessibile che ognuno trova la sua collocazione nella distro più congeniale a se stesso, si dice che linux sia nato come sistema open source e che tutti possano crearsi la distro che preferisce, infatti canonical non sta facendo nulla di male, seguendo le tracce di google investisce per trarne profitto perchè chi muove denaro a diritto ad un rientro dei suoi utili, è cosi che si creano posti di lavoro, per creare lavoro spesso occorrono strumenti professionali per dare stabilità all’utente, con le applicazioni in stile sapientino non c’è sviluppo.
    Ma a quanto pare qui si sbava per compiz cubo rotante e cavolate varie e si bada poco alla sostanza è questa la facciata negativa di linux non il software free o la libertà

  • Marcotravaglio

    Questa è disinformazione.

    • se lo dici te controlla cosa vuol dire gnu linux poi ne riparliamo

      • Alex L.

        Vuol dire sistema operativo Open Source, ma non dice da nessuna parte che le applicazioni devono essere anch’esse Open Source, come la mettiamo?

        • Open Source è un termine coniato nel 1998 per rimuovere l’ambiguità della parola inglese “free”. L’Open Source Initiative ha descritto il software open souce nella Open Source Definition.
          L’Open Source continua a crescere ed a riscuotere ampi riconoscimenti.
          Ubuntu è felice di chiamarsi Open Source. Mentre alcuni si riferiscono al Free e Open Source come movimenti in competizione con diversi fini, noi non vediamo distinzioni o incompatibilità tra i due. Ubuntu è fiera di includere membri che si identificano in entrambi i settori Free e Open Source.

          2012/6/1 Disqus

          • Alex L.

            Non vedo riferimenti al fatto che le applicazioni debbano essere Open come il sistema…

          • Ma neanche che Canonical ama concentrare il 90% delle proprie energie di marketing in promozione di software non libero. 😉 Caspita sono utente Ubuntu anche io e la trovo una distro eccellente, ma non si può giustificare sempre qualsiasi scelta, si può anche avere un’opinione diversa dall’azienda che produce il proprio OS o no? Sennò diventiamo tutti fanboy Apple e basta. 🙁

  • Lightfenix

    Secondo me ognuno può scegliere se usare software proprietario o usare il libero
    Sia chiaro preferirei il libero anche se fosse un po peggio del proprietario come prestazioni,ma mi pare una specie di dittatura costringere a usare SOLO software libero…bisogna che la gente ci arrivi da se.Ed è per questo che linux ha l’1% di utenza 😀
    Detto questo,trovo davvero maleducato offendere cosi ferramroberto,se non non siete d’accordo scrivetelo,che bisogno c’è di insultare?

    • nessuno costringe di usare software proprietari dato che parli di percentuali perché linux nei server con software 100% free domina?
      inoltre può una distribuzione che nella home parla di gnu linux come sua linea guida e fondamenta segnalare come software consigliato chrome e skype e poi vendere software e giochi proprietari? non è giusto sopratutto per chi da il sangue gratuitamente tutti i giorni affinche linux sia per tutti
      quanti sviluppatori ogni giorno si battono perché linux non abbia restrizioni e sia disponibile per tutti?

      • Lightfenix

        infatti nessuno ti obbliga a usare skype o chrome o i giochi…
        Canonical punta a usare GNU/Linux per diventare un SO che possa competere con windows e mac,non gliene frega niente di software libero se di mezzo ci sono  i soldini
        Comunque non mi dispiace l’idea di questo gioco,sarà anche proprietario,ma il fatto che scelgo io quanto pagarlo in base alla qualità,e il fatto che decido io a chi dare i soldi (beneficenza,programmatori) mi sembra ottimo
        Certo,open è meglio,ma questo non può valere per i giochi.
        Sfido io a trovare un gioco open che possa competere con titoli come skyrim….
        Ma capisco il tuo pensiero,e dalla tua parte hai ragione
        Io penso che GNU/Linux possa essere sia il meraviglioso SO libero e potentissimo,sia un SO che possa competere in tutto e per tutto con windows….
        Il bello è questo,se non ti piace come vanno le cose con canonical,puoi andare su debian
        o arch,o fedora o una qualsiasi delle altre millemila distro
        Tu pensi invece a GNU/Linux come il SO del software libero,senza traccia del proprietario,addebito alla programmazione o comunque usato solo da espertissimi,o sbaglio?

  • Kanedait

    volevo aggiungere che apprezzo molto il lavoro di ferramroberto su questo sito. 
    In quest’articolo lui ha espresso la sua opinione. 
    ognuno è libero di dire la sua ma gli insulti sono di cattivo gusto e ingiusti

    • andrea

      e questa sarebbe un opinione? è pura utopia, un discorso senza senso, caro roberto, anche senza linux, si può vivere lo stesso 😀

      • ma certo che si può vivere anche senza linux
        ma ripeto sponsorizzare ubuntu come emblema linux e del software libero con tanto di dicuture nel sito ecc e poi alla fine fai la stessa cosa che fa windows e apple vendi ….
        molti progetti vedi fedora ad esempio sono 100% hanno sempre un’azienda che supporta il progetto ma non per questo mai venderà niente nel proprio sistema operativo
        ubuntu per me può fare quel che vuole ma non mettere in bella vista la filosofia dell’open source quando la realtà come vediamo nell’articolo è tutta un’altra cosa

  • Giul

    C’e’ un atteggiamento che non capisco leggendo i commenti nei vari blog.
    Facendo una media spesso esce che:
    Google doc e’ fantastico mentre MS Office e’ il male ma entrambi sono closed source

    Android e’ fichissimo (quasi tutti quelli che scrivono hanno un terminale Android) perche’ dopo rilascia i sorgenti, mentre Ubuntu pensa solo ai suoi interessi senza preoccuparsi del software libero anche se e’ completamente costruito su una base GNU/Linux a licenza GPL (a parte driver)

    Detto questo free e’ sempre meglio, per carita’. Ma se posso far girare un programma non free su un OS free e’ sempre meglio che farlo girare su OS non free, almeno posso affiancarlo a programmi open

    Giul

    • ps da notare che sul sito ubuntu viene indicato che ubuntu si concentra sull’open source http://www.ubuntu.com/ubuntu/why-is-it-free
      e poi ti vende la musica giochi giornali ecc

      • Giul

        Quello che volevo dire e’ che l’atteggiamento di ubuntu nei confronti dell’Open e’ ambiguo (cioe’ va bene solo fin che ci fa guadagnare), ma lo stesso fa Google, che pero’ in media mi sembra piu’ apprezzata nei commenti.

        Comunque personalmente non ci vedo niente di male a vendere musica e giornali, e anche giochi. Canonical dovra’ pur pagare i suoi programmatori.

        Ben piu’ importante a mio avviso e’ quanto meno mantenere degli standard liberi e questo dovrebbero farlo anche i software proprietari. Se MS usasse lo standard open tutti potrebbero scegliere le suite di programmi che piu’ gli aggradano, facendo le loro considerazioni di produttivita’ e di etica informatica. Altrimenti puoi avere tutti i software liberi che vuoi ma se poi comunicano male con il restante 99% del mondo sono inutili anche nel caso in cui fossero il miglior software del settore.

      • Roberto, concordo pienamente con te sul fatto che i software proprietari lì sono fuori luogo (anche per il fatto che vengono pubblicizzati molto di più dei software liberi anche in home nell’USC). Ma non mettere in mezzo la musica e le pubblicazioni digitali che sono discorsi completamente diversi. 🙂

  • da notare una cosa nel sito ubuntu
    Ubuntu is entirely committed to the principles of open source software development; we encourage people to use open source software, improve it and pass it on. 
    https://help.ubuntu.com/12.04/installation-guide/powerpc/what-is-ubuntu.html 
    la home page di ubuntu invece incoraggia The Humble Indie Bundle
    http://www.ubuntu.com/ 
    e la “filosofia Ubuntu”
    Il nostro lavoro su Ubuntu è guidato da una filosofia sulla libertà del software che ci auguriamo possa diffondere e portarne i benefici ad ogni parte del globo. 
    http://www.ubuntu-it.org/progetto/storia-filosofia 

    questo non è Gnu/ Linux come viene sbandierato esser ubuntu 

    • Alex L.

      Quindi tu te la stai prendendo a male perché stanno pubblicizzando un prodotto non open source? GNU/Linux e Ubuntu incoraggiano l’open source, ma questo non significa negare totalmente il closed, in base ai principi di libertà di GNU/Linux si lascia all’utente la libertà di scegliere software open o closed. Se chiudessero il sistema permettendo di installare solo software libero allora lì ci sarebbe una violazione della libertà. Vediamola così: i giochi, anche se closed, possono incentivare l’uso di Ubuntu? Sì, e allora pubblicizziamoli. Così un utente magari se vuole svagarsi mentre attende che il computer termini la masterizzazione o qualche download gioca ad un videogioco carino.

      • è quello che sto tentanto di dire da stamattina
        come puoi inserire un gioco non open source a pagamento quando la distribuzione è nata per tutt’altra cosa
        se nel sito del vaticano mettessero in vendita profilattici o se un sito degli atei vendessero i rosari sarebbe una cosa inlogica giusto
        se leggi quello che sta facendo canonical è proprio questo
        dichiarare di voler incentivare l’uso e l’utilizzo del software libero e poi vendi giochi proprietari non open source e li metti anche nella home del sito http://www.ubuntu.com/
        qualcosa non torna o sbaglio?
        perchè se io leggo http://www.ubuntu.it/progetto/storia-filosofia

        In Ubuntu il termine “free” in Free Software è principalmente usato con riferimento alla libertà e non al prezzo – sebbene siamo impegnati a distribuire gratuitamente Ubuntu. La cosa più importante di Ubuntu non è la sua disponibilità gratuita, ma che esso conferisce all’utente i diritti della libertà del software. Sono queste libertà che consentono alla comunità Ubuntu di crescere, condividendo le esperienze collettive per migliorare Ubuntu e renderlo adatto all’uso in nuovi Paesi ed in nuove industrie.
        Citando il testo “What is Free Software” della “Free Software Foundation”, le libertà al centro del Free Software sono definite come segue:
        La libertà di eseguire il programma, per ogni scopo.
        La libertà di studiare come lavora il programma, ed adattarlo alle proprie esigenze.
        La libertà di ridistribuire copie per aiutare gli altri.
        La libertà di migliorare il programma, e rilasciare le proprie modifiche al pubblico, per offrirne i benefici a tutti,

        c’è qualcosa che non va o sbaglio????

        • Alex L.

          Sbagli “il punto di applicazione” di tali principi. GNU/Linux offre il sistema operativo open source su cui l’utente può fare quello che vuole, anche metterci software closed. Tu insisti a voler applicare tali principi anche alle applicazioni che vi girano su. Finché il sistema operativo nudo rimane totalmente open non c’è da allarmarsi, così come per le singole applicazioni open nella loro individualità. Ma la combinazione di OS Open con applicazioni closed non viola nessuno di questi principi. Sarebbe una violazione se un software open venisse reso closed prepotentemente e addirittura distribuito a pagamento (anche se rispettando determinate clausole si può fare persino questo). Capisci ora dove sbagli?

  • Txeyo

    Salve a tutti
    Credo che qua si tocchi un tasto delicato per linux: è lo stesso discorso che uno si fa quando vorrebbe applicazioni professionali su Linux come photoshop, giochi come assassin’s creed, cioè che prevedono una cospicua somma di denaro per ottenerli
    Io penso che in realtà, che il software libero non dovrebbe essere incentrato sul non pagare un’applicazione: principalmente vuole che questo software non diventi un monopolio, che quindi, per esempio i sorgenti del software, vengano parzialmente o totalmente resi pubblici
    Non è giusto definire un software opensource come “software gratis”: è molto di più, anzi ho letto un articolo su OSS blog dove veniva riportata un’intervista di Stallman, dove giudicava corretto secondo il progetto GNU qualsiasi software a pagamento purche open (ora, non so se questo software è open o meno, cmq è per rendere l’idea)
    Non vedo perche uno dovrebbe non pagare il frutto di un lavoro professionale, gli sviluppatori non sono un’opera di beneficenza, alcuni lo fanno per lavoro =)
    Quindi in poche parole, personalmente se vedessi che questi giochi sono belli, sarei più che felice che pagarli, e poi scaricarli felicemente dall’Ubuntu SC
    L’importante è che Ubuntu sia libero, come i programmi principali, poi degli altri programmi, come questo, che è superfluo, è SOLO dell’utente la decisione di acquistarlo o meno.. Si, linux è veramente libero, proprio per il fatto di poterci fare quel che si vuole
    Non vedo perche poi bisogna essere così radicali: non insegna la storia che nelle cose ci vuole un po di moderazione?

    • Lightfenix

      più o meno quello che dico io,solo che tu ti esprimi meglio 😀

      • Txeyo

         Thanks Lightfenix xD!

    • difatti con l’open source ci si può guadagnare e anche giustamente a mio modo di pensare vedi ad esempio red hat e novell.
      riprendendo l’articolo ripeto metter un software proprietario e non open source nel usc è una cosa che va contro proprio i fondamenti non solo gnu/linux ma di ubuntu stessa
      è come nel sito degli atei vendessero rosari non è abbia senso secondo me

      • Alex L.

        Credo che l’utente finale se ne freghi altamente di filosofie moralistiche, che tra l’altro temo tu abbia freinteso…

        • non ho frainteso un bel niente ripeto ubuntu può fare quel che vuole ma almeno indicarlo per bene noi non usiamo solo software libererò abbiamo progetti proprietari (ubuntu one e ubuntu per android) e vendiamo software e giochi priprietari basta
          questo è corretto
          non mettere filosofie noi siamo free ecc e poi nella home del sito metti i giochi proprietari (non open) in vendita
          ho frainteso qualcosa secondo te?

          • Alex L.

            È Open il sistema operativo, SOLO il sistema operativo, sul resto non c’è alcuna restrizione, è questo che hai freinteso

  • Vincenzo Prignano

    Guarda Roberto, ti seguo da molto e sono sicuramente favorevole a cio’ che dici su Linux e su Gnu/Linux. Ho letto tutti i commenti, proprio tutto e l’unica cosa che non avevo fatto e’ andare a vedere di cosa trattavano questi giochi.

    A questo punto sono andato sul loro sito http://www.humblebundle.com/?utm_source=ubuntu e guarda anche se il software, i giochi in questo caso, non sono open-source il progetto ha tutto il mio rispetto.

    Se scendi nella pagina puoi:
    – Scegliere quanto donare (anche 1$)
    – Decidere quanti soldi dare agli sviluppatori
    – Decidere quanti soldi vuoi donare
    – Decidere la mancia

    Ad ogni modo, non mi sento di allarmarmi.

    • Fabio

       Complimenti per la scrupolosità metodica! 🙂

  • Alessandro

    Ciao, ho letto parte della discussione,capisco l’idea di Roberto ed ha ragione, Ubuntu non dovrebbe pubblicizzare prodotti a pagamento closed, dovrebbe invece pubblicizzare programmi open e magari “aiutarli” donando risorse o programmatori. C’è però da fare un discorso di altro tipo: io ora sto scrivendo dalla partizione windows e sai perchè non posso usare il mio linux che ho sull’altra partizione? perchè non ho proprio la possibilità di utilizzarli, devo usare programmi come Mathcad, Civil3d ecc che non girano su linux (e non esistono controparti open) e sinceramente mi scoccia parecchio, capisco che chi ad esempio fa il programmatore non ha di questi problemi poichè ha tutto cio di cui ha bisogno su qualsiasi distro, ma per chi come me è ingegnere non è la stessa cosa!

    Quello che voglio dire è: ok forse Ubuntu non sta facendo una cosa eticamente corretta, ma portare prodotti famosi(anche closed) su ubuntu aiuta a far crescere l’interesse su linux, magari portassero i prodotti Autodesk su linux! Ne gioverebbero tutte le distro.

  • www.prosumertech.blogspot.com

    Attenzione a non fare confusione. Software libero non significa per forza software gratuito. Un software è libero quando oltre al codice oggetto è presente anche il codice sorgente così da poter rendere modificabile migliorabile il software. Inoltre anche dalla free software foundation di stallman è prevista una remunerazione dovuta ai costi di distribuzione ad un prezzo congruo proprio come sta proponendo la humble indie in pieno rispetto delle regole del free software. Proprio per ovviare a questa confusione, free=gratis anziché free=libero, Linus Torvalds ed i suoi “seguaci” parlano di open source (codice sorgente aperto) e non più di free software

    • Lightfenix

      non ho mai capito una cosa:Se,ad esempio,photoshop diventasse libero,cisa ci guadagnerebbe?
      Che gimp diventerebbe uguale ma gratuito?
      Oppure la creazione di un clone di photoshop con un nome diverso?
      Il free software va bene e avvantaggia molti,ad esempio i browser,che vivono di pubblicità.Ma programmi professionali dal costo elevato NON possono diventare liberi,altrimenti fallirebbero all’istante.
      Un caso a parte sono red hat e novell sono un caso particolare,offrono assistenza;quanto pensi che costerebbe photoshopl iberocon assistenza? di certo molto meno di quanto costa da closed
      Quindi,open source è meglio,ma ogni tanto andate nei panni delle aziende…

      •  “Ma programmi professionali dal costo elevato NON possono diventare liberi, altrimenti fallirebbero all’istante.”
        Non per dire, ma a Blender è successo esattamente il contrario. 🙂

        • Lightfenix

          Si,ma blender è sempre stato gratuito.proprietario,ma gratuito.
          In un caso del genere non avrebbe avuto senso rinunciare alla collaborazione volontaria e gratuita di alcune persone.
          Tuttora la blender foundation non guadagna niente,alcuni sviluppatori sopravvivono solo per le donazioni.e dubito che una cosa del genere possa succedere per molti software….

          • “e dubito che una cosa del genere possa succedere per molti software….”
            Perché? Cos’ha Blender di speciale? Il fatto che è spaventosamente “figo”?
            Certo che lo è, ma ci sono molti altri programmi liberi di qualità, io non sarei così pessimista. Molto spesso è la mente delle persone a dover cambiare (aka “mi serve Photoshop per ritagliarmi le foto al mare”).

          • Lightfenix

            semplicemente,il 99% delle persone non ha mai donato e mai donerà niente
            blender è usato dai professionisti,che rientrano spesso nel’altro 1%
            Concordo su photoshop,ma vale per tantissimi software (su yahoo answers in 30 minuti 2 domande che volevano il link per office crackato,faccio notare che c’è libreoffice e mi insultano.poi in verita a loro basterebbe un semplicissimo editor,io stesso uso impress da un mesetto per un lavoretto particolare,writer lo uso ogni tanto ma comunque poco e calc in verità non mi serve,ma ogni tanto lo apro per fare qualche grafico in verità inutile :D,comunque non mi serve tutta la suite)

          • In realtà non esistono solo i soldi per aiutare i progetti. Per esempio nel tempo libero partecipo a un LUG, aiuto le persone via email, scrivo su un blog, amministro Gimp Italia, traduco OpenShot… insomma si può far qualcosina anche senza donazioni. 🙂
            Poi non credo che le tue stime siano precisissime, ci sono persone che riconoscono il valore delle cose e donano. E comunque qui si parla di libertà del software, non di prezzo. Tutti i temi per WordPress e Joomla per esempio DEVONO essere sotto licenze libere, eppure se ne vendono parecchi.
            Io non ho mai fatto donazioni “cash”, è vero, ma penso di farle quando finirò di essere uno studente e inizierò a lavorare (si spera :P).

          • quoto per linux si può fare molto anche senza donare

          • vorrei vedere quanti se domani uscisse photoshop per linux e altre applicazioni da tanti richieste
            non si trovasse il crack quanti andrebbero a comprarli?

          • quoto 🙂
            inoltre la maggior parte degli utenti che vogliono i software proprietari come photoshop ecc lo vogliono ma gratis ossia con il crack
            vorrei vedere quanti usano photoshop se hanno la regolare licenza….

    •  Il tuo ragionamento è corretto, ma i giochi del bundle non sono rilasciati con *licenza* libera.

  • per me ci può stare. in fondo anche se ci sono i giochi a pagamento, o altri software, la decisione spetta sempre all’utente, che si trova libero di scegliere se pagarlo o rinunciare e installare un’alternativa open.
    Sono dell’opinione che open e closed possono convivere. Ok un mondo completamente open sarebbe bello, anche se rimane un utopia 🙁 , però non dimentichiamoci che ci sono persone che lavorano per la realizzazione di software ed è giusto che vengano pagate, poi trovo anche giusto che sia una loro decisione se rilasciare il codice sorgente o no.
    Anche Windows è giusto che esista, lo è meno che abbia il monopolio sui pc con le sue preinstallazioni.

    •  Anche i dipendenti di Canonical lavorano e vengono pagati. Idem per Red Hat e altre aziende, ma non significa che facciano software proprietario. L’idea stessa di guadagnare squisitamente dal software senza contare l’assistenza, la documentazione, eccetera è abbastanza retrograda.

      •  Si tratta solo di scelte. Chi realizza un’opera, in questo caso parliamo di software, è libero di condividerla con gli altri o meno, attraverso i sorgenti.
        Ovviamente IMHO

        •  Tu hai scritto “non dimentichiamoci che ci sono persone che lavorano per la realizzazione di software ed è giusto che vengano pagate” e sembrava volessi intedere che chi sviluppa software libero non può venire pagato. Se non intendevi quello allora scusami, ho capito male. 😛

          • nessun problema, anzi scusa me, effettivamente rileggendo il mio post ho notato che mi sono espresso male 😛 la tua considerazione su canonical e red hat è giustissima: open non vuol dire per forza free 😉

  • Procton771

    Credo ormai che linux sia maturo per fare un salto di qualità, certo andrebbe contro i propri principi come afferma Roberto, ma viste le ottime capacità e prestazioni di questo sistema non può più nascondersi dietro un dito ed è destinato a crescere grazie alle sue potenzialità, i puristi che conservano le loro idee non devono sentirsi traditi la grandezza di linux consiste proprio nella libertà di scelta senza restrizioni, d’altronde sono solo scambi di opinioni e la cosa che mi infastidisce sono le offfese gratuite rivolte a Roberto solo perchè ci sono punti di vista diversi boh?

  • Piecheru

    LIBERO NON VUOL DIRE GRATIS!

    Inoltre spero continuino così visto che linux è un pivello in confronto a Windows e MAC sono stufo di sentir dire io ho Photoshop io ho Autocad io ho Sonyvega io posso sincronizzare iPod perfettamente con iTunes ho tutti i driver con un click, non ho problemi di compatibilità hardware! Cazzo se c’è gente come voi che vuol rimanere nel buco del banale linux sarà sempre così non migliorerà mai! Per questo dovrebbe anche cambiare un po’ l’ottica della scelta di programmi e ideali, tutto questo sempre che si voglia evolvere!

  • Sul serio non capisco dove sia l’eresia… Non rientra nel concetto di Libertà pagare per qualcosa che VOGLIO acquistare coi MIEI soldi???  Non mi sembra che Canonical ti OBBLIGHI ad acquistare quello che è proposto a pagamento nel Software Center 😉
    Poi neanche stessimo parlando di qualche multinazionale-malvagia-succhiasoldi, gli Humble Indie Bundle sono iniziative più che encomiabili (decidi tu l’importo, decidi tu quanto dare in beneficenza ecc ecc).
    Invece di dover armeggiare con script .sh, astrusi pacchetti tar.gz e compagnia, stavolta ci propongono la comodità di fare tutto liscio come l’olio tramite Software Center e la “risposta” sarebbe stare a lamentarci su questioni di lana caprina? Boooooohhhh…

  • scopp

    Linux è nato per essere libero, ma è il sistema operativo a doverlo essere, non il software che ci gira. Se la cifra è onesta sono contento se finalmente qualche piccola azienda comincia a trarre beneficio in questo ecosistema, ma se ogni volta che qualche sviluppatore si sente criticato perché prova a ricavare 4 soldi dal suo lavoro sudato allora mi dispiace ma linux rimarrà sempre un sistema di nicchia.
    Con questa mentalità gli sviluppatori scappano! Basta con queste demonizzazioni, è ora che linux cominci a diventare adulto!
    Questi capricci di certo non aiutano…

  • Grazie a questa mentalità utilizzare solo Linux ancora oggi è problematico, innanzi tutto essere libero non significa essere gratis, inoltre credo che btutto questo faccia bene a Linux in generale. 
    Ubuntu software center non è un gestore pacchetti, ma è uno store vero e proprio dove si possono trovare applicazioni, giochi ecc. gratis, ma giustamente anche a pagamento. All’utente la scelta e W la libertà !

  • pntk

    (non ho letto tutti i commenti ma) La distribuzione rimane comunque gratuita rispetto sia a win che OSX, e questo già è una cosa enorme, e comunque come molti hanno già detto Libero non vuol dire gratuito, ci sono anche delle distro su misura a pagamento e dei SW open source a pagamento (basti pensare a un sito fatto con wordpress o joomla per un azienda… 2 progetti open source da cui migliaia di persone guadagnano soldi a palate!), finchè il mondo si baserà sui soldi credo che per un azienda sia lecito chiedere dei soldi (non tutti hanno red hat alle spalle), sarà poi la community che deciderà se il prezzo è giusto, se pagare per quell SW e così via… poi ovvio che gratis è sempre meglio eh 🙂

  • CC

    stupidaggini.
    sono giochi fantastici a un prezzo irrisorio i cui proventi vanno in beneficenza, e addirittura  puoi decidere te in quale percentuale.
    il sistema E’ libero, poi se ci vuoi installare i giochi A PAGAMENTO sono cavoli tuoi.
    finisco con un ulteriore provocazione: se smettiamo TUTTI di pagare TUTTO, chi si prende la briga di fare qualcosa?

    un -libero- utente Linux che a volte paga per qualcosa che gli va.

    • linux difatti è l’esempio che non pagando nasco progetti migliori di software a pagamento
      la maggior parte dei server utilizzano linux con software completamente liberi nati da utenti per passione e non per lucro
      firefox è un’altro esempio, libreoffice gimp ecc
      ripeto e ribadisco linux è proprio l’esempio che non sempre quello che si paga è migliore
      inoltre inserendo software a pagamento l’utente non è libero dato che se paghi giochi altrimenti ti attacchi al tram
      linux è nato per poter installare tutto quello che voglio senza restrizioni date da codice sorgente non disponibile o pagamento come in questo caso

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