Abbiamo già parlato del Raspberry Pi: in questo articolo ve lo abbiamo presentato, mentre in questo vi abbiamo annunciato l’inizio della sua produzione; adesso non rimane che parlare della consegna delle prime 2’000 unità al mercato europeo, ferme alla dogana britannica per l’approvazione e la marchiatura CE

Il marchio CE è presente su praticamente tutti i prodotti circolanti nell’Area Economica Europea, e certifica che questi siano conformi a degli standard abbastanza restrittivi; il tutto per salvaguardare i consumatori. La Raspberry Pi Foundation non è stata avvisata del fatto che fosse necessaria tale certificazione, in quanto si tratta di schede nude e non di un prodotto finito, attraverso un comunicato viene chiarita un po’ la situazione ed i successivi sviluppi: stanno già prendendo accordi con il dipartimento preposto per le verifiche del caso, fornendogli anche tutta la documentazione necessaria; tuttavia le date di consegna non sono state sbloccate, potendo dare origine quindi ad ulteriori ritardi.

  • Sperando che non ci si metta troppa burocrazia per sdoganarli.
    E’ vero che l’inghilterra non è l’Italia però fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

  • ciuffarin.francesco

    Spero che un giorno ne produrranno talmente tanti da poterlo ordinare e non fare a gara per averne solo uno…

  • Alessandro Bertolini

    Purtroppo nessuna delle 2000 unita ferme è mia…spero proprio che nel “prossimo lotto” di raspberry me lo riesco a ordinare…

  • McTeo

    Secondo  me sono stati un po’ ingenui, le 10k board sono andate praticamente tutte a utenti finali e non a sviluppatori. Questo ovviamente rende necessaria la marchiatura CE, che loro intendevano adottare dalla versione “cased” che sarà rilasciata verso la fine dell’anno.
    Comunque io ho ordinato il primo giorno, il 29/02, ma non ho ancora una data ovviamente e non l’ho mai avuta.
    Vediamo nei prossimi giorni…. anche il prezzo che ho su farnell non è stato ancora adeguato ed è rimasto a 43.60 circa, invece dei 39 comunicati da RPF

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