In questi giorni è apparsa una notizia che sta facendo molto discutere il mondo Ubuntu,
Scott James Remnant (un ex dipendente di Canonical recentemente passato a Google) ha rilasciato nel suo blog un post indicando un’alternativa ai rilasci di Ubuntu.
Come indica  Scott James Remnant ha riscontrato che lo sviluppo che avrà la prossima Ubuntu 12.04 LTS togliendo le festività ecc si avrà a disposizione solo 13 settimane per lo sviluppo indicando cosi che per portare grandi cambianti e poi correggere i vari bug si rischia di ritrovare una Distribuzione non stabile.

Indica inoltre che la classica scelta dei 6 mesi nata all’ìnizio in concomitanza con i rilasci Gnome con l’arrivo di Unity, l’ambiente desktop gestito proprio da Canonical, non ha più senso portanto non solo pochi miglioramenti ma rischiando di rilasciare versioni sempre meno stabili.

La soluzione?

Creare normali update i quali aggiungono le nuove funzionalità solo quando sono “realmente” stabili senza quindi avere una data prefissata per il rilascio, inoltre propone anche 2 canali uno beta e l’altro alpha (o unstable) i quali il primo porterà i nuovi aggiornamenti poche settimane prima della versione stabile e l’altro dovrebbe essere interamente dedicato allo sviluppo ultimissimi rilasci e l’introduzione di nuove funzionalità. Inoltre Scott James Remnant indica che darebbe utile avere un PPA dedicato per ogni applicazione, un PPA per Unity, uni per Ubuntu Software Center ecc

Potete consultare l’articolo originale da questa pagina.
L’idea è simile a portare una rolling relese gestita però per mantenere più stabilità al progetto. 
Personalmente lo vedo un progetto ottimo nell’idea ma difficilmente applicabile, le LTS che fine faranno? avere sempre una Distribuzione aggiornata con applicazioni sempre all’ultima versione stabile disponibile è il massimo ma quanti problemi di stabilità dovrà avere? E per chi usa un Server Ubuntu?
Personalmente io vedrei bene rilasci come propone tutt’ora Debian, uno stabile con rilascio biennale con il quale l’utente si trova oltre la stabilità anche un Sistema Operativo abbastanza aggiornato, un repository testing il quale l’utente può avere una Distribuzione aggiornata ma allo stesso tempo abbastanza stabile e la versione stabile e Sid la quale aggiornata agli ultimissimi rilasci però non offre  nessuno o pochissimi aggiornamenti in termini di sicurezza e adatta sicuramente agli sviluppatori,
In questa maniera avremo un rilascio come Dio comanda ogni 2 anni, se invece voglio un Distribuzione aggiornata ecco i repo testing.     
E voi cosa ne pensate? Meglio rimanere cosi con una versione ogni 6 mesi  o il modello mensile o Debian? Fatecelo sapere..
  • A me l’idea di update regolari delle singole applicazioni non dispiace: ogni 6 mesi dover rifare tutto daccapo mi pare una perdita di tempo. O si fa un bel mix: aggiornamenti “pesanti” ogni uno o due anni, con update regolari delle singole applicazioni.

  • SalvaJu29ro

    Sarebbe bello fare così …come il Mac..che ogni tanto rilascia la versione .1 o .2 di Lion..

    • magari mantenendo nascosto tutte le novità fino al momento del rilascio! se fosse cosi si vedrebbe un rilascio ogni 10 anni dato che la maggior parte dello sviluppo arriva dalla cominità

  • Antonio G. Perrotti

    l’idea di un ppa per ogni applicazione (o gruppo di applicazioni) mi sembra ottima, se l’utente nota “incasinamenti”, rimuove il ppa incriminato e risolve. se no a questo punto meglio seguire il modello Debian con un rilascio stabile biennale se non triennale. chi il computer lo vuole semplicemente usare per divertirsi o produrre non ha voglia di smanettare in continuazione. da quando ho scoperto che compilare i pacchetti non è poi questa cosa da supergeni mi ci sto applicando con buoni risultati, ma quanti ne avrebbero voglia? ma poi siamo sicuri che riuscirebbero a seguire con la dovuta attenzione un numero così cospicuo di ppa? mi sta tornando la voglia di ritentarmela con debian. arch è troppo complicato, se avessi più di un pc lo prenderei in considerazione, ma ne ho solo uno e mi secca l’idea di non poterlo usare per giorni in caso di problemi.

    • Cioè, scusa, si possono creare i singoli pacchetti e salvarseli per poi reinstallarli? Nel senso: devo formattare, posso crearmi i pacchetti delle singole applicazioni per poi reinstallarle? Come si fa?

      • se cambi versione non puoi perchè molto spesso si trovano diverse dipendenze
        i pacchetti per lucid vanno per lucid per le release più recenti possono non solo non installarsi ma dare anche problemi

      • Antonio G. Perrotti

        no, non mi riferivo a questo. è che ho risolto problemi specifici compilando manualmente un paio di pacchetti, ma è scomodo e, come giustamente dice roberto, può creare problemi che possono costringere a reinstallare tutto. però bisogna anche sapere che fare avanzamenti di versione è un pastrocchio, reinstallare da zero è molto meglio come stabilità e prestazioni in generale. specialmente se, come faccio io, delle applicazioni di default se ne usano ben poche. io personalmente mi faccio un file di testo con l’elenco delle applicazioni da aggiungere e rimuovere e relativi ppa. se poi (come quasi sempre, finora) la nuova release non mi garba, formatto e reinstallo i soliti Lucid e Kubuntu 10.04 rimasterizzati con remastersys. basta creare una partizione dati separata e non si perde nulla. se poi si investe un 50/60 euro in un hard disk esterno dove salvare tutto, meglio ancora.

  • Se dovessi vedere una divisione stile debian in ubuntu mi chiederei “che differenza c’è tra debian e ubuntu”? Unity? USC?
    Ubuntu ha già un’opzione alla debian la LTS e personalmente la trovo indicatissima per i server e per le workstation ovvero quelle postazioni dove tutto deve funzionare tutti i giorni e non serve essere per forza all’ultima release.
    Per il pc casalingo è logico che un LTS pura non basta, ma se aggiungiamo i ppa delle varie applicazioni definiamole “sensibili” ecco che abbiamo risolto il problema.
    A meno di vincoli particolari non vedo il motivo di diventare una release alla arch (intendo una release “sempre aggiornata” che però comporta un lavoro della madonna da parte della comunità e dei manteiner).
    Se voglio una versione potenzialmente instabile ma sempre aggiornata vi sono i repo non ufficiali, vi sono i repo testing i ppa etc etc.
    Non per ultimo diciamo che se voglio una versione potenzialmente instabile credo d’esser in grado di compilarmi il pacchetto da solo… o sbaglio?

    • ubuntu e debian c’è una bella differenza, ubuntu ha una distro progettata con unity (ora) ed inoltre aggiunge tante vaccate come memenu overlay ecc che alla fine sono utili solo all’occhio. debian usa un’altra linea guida
      ubuntu deve far soldi per sopravvivere debian invece segue il principio di distro utile e funzionale alla portata di tutti

      • La vera vaccata è Gnome 3.

        • non è per colpa di gnome 3 che ubuntu ha problemi di rilasci
          la colpa è dare una data e poi se anche la distro non è pronta rilasciarla lo stesso

          • E chi da la colpa a Gnome 3? Ho solo detto che Gnome 3 è una vaccata di desktop manager. E poi problema di rilasci? Sarà, ma io dalla Dapper (6.06) fino alla Lucid (10.04) ho solo aggiornato tre macchine tre senza nessun problema. Quindi tutto è molto soggettivo. Poi mi pare che tutta la discussione verta su delle congetture, anch’esse soggettive, di Scott James Remnant che non è più nemmeno in Canonical, ovvero sul nulla.

          • sicuramente non è più di Canonical ma le 13 settimane appena per lo sviluppo sono davvero da prender in considerazione sopratutto se lo sviluppo è concentrato solo sull’estetica come lo è stato per oneiric

  • Aegidius

    Per fortuna non ho più questi problemi ora che sono passato ad Arch Linux 😀

    • Sarini

      Certo , come se tu non avessi potenziali problemi di instabilità insiti nei pacchetti che aggiorni con più frequenza.

    • quoto con arch questi problemi non esistono

  • Cugi78

    Personalmente preferirei un sistema operativo tipo lts che duri 3 anni, stabile e aggiornabile, poi ubuntu può fare pure delle release mensili giusto per provare cose nuove. Però ragazzi i problemi sono sempre i soliti e non vogliono risolverli a partire dal kernel che peggiora e basta, e canonical, che è tra le software house più grandi, non collabora minimamente per migliorarlo.
    Problemi come hard disk infuocati, batterie che si prosciugano in pochi minuti e incompatibilità di componenti.
    Prima risolvano questi problemi poi possono fare pure una release al giorno!

    • ti posso assicurare che negli anni scorsi non era cosi ubuntu guardava la stabilità e non il tema
      ora invece si guarda solo l’aspetto che poi il pc bruci son cavoli tuoi!

  • Andrea900

    Il rilascio come Dio comanda esiste e porta la sigla di LTS.

  • Andrea Cucchi

    Assolutamente rolling release, la scena linux è cambiata in questi ultimi 3 – 4 anni, tutti i programmi, gli ambienti grafici ecc si rinnovano a ritmi sempre più serrati per (di volta in volta) aggiungere feature, migliorare la stabilità e la sicurezza, il rilascio semestrale, come è pensato ora, è diventato un po’ “macchinoso”, per cui ci si ritrova ad avere a che fare magari con versioni non ancora stabili di gnome/kde e dei vari kernel che vengono freezate e su cui si tende a lavorare. Secondo me il metodo da seguire sarebbe quello, per l’appunto, non tanto di debian in sé (trooooppo lungo davvero, ribadisco, i tempi sono diversi), bensì facendo un paragone sul mobile il modello della Cyanogenmod 7 e della MIUI, per cui quando la rel è stabile la annunciano (semplicemente), hanno il canale con le unstable e infine quello con le nightly build, questo non vuol dire dover aspettare PER FORZA due anni per avere una rel nuova di pacca (è assurdo e anche controproducente, in realtà, va bene la stabilità, ma che due balle 😛 ) ma aspettare semplicemente che venga dato l’ok dal team di testing per poter rilasciare un nuovo update, che poi questo avvenga a distanza di un mese, 3, 6 mesi o addirittura un anno beh dipende da quello che si deve fare… insomma, secondo me la parola chiave è “duttilità”, cosa che in realtà può essere data solo da una rolling release.

    • in poche parole usare lo sviluppo simile a chrome o firefox

  • sinapsi77

    allungare i tempi di vita di una lts a 3 anni e  un unico rilascio halfrolling che ogni 3 anni appunto genera una lts…senza le semestrali che poi non si possono aggiornare ma devi reinstallare e quindi non si capisce a che cazzo servono!

    • sinapsi77

      personalmente poi …abbandonerei gnome così su due piedi..è diventato un caos!

    • usi debian con i repo testing o sid e non hai più questi problemi

      • sinapsi77

        cambiare per cambiare allora passo a chakra

      • Antonio G. Perrotti

        ma quindi installando debian stabile e aggiungendo i repo testing in pratica si ottiene una half-rolling?

  • erpupo

    devo cambiare kubuntu ?  o non ce da preocuparsi……..

    • sinapsi77

      non ti preoccupare.. non devi cambiare nulla… 

      • erpupo

        me lo auguro, ma anche per gli altri utenti !!!!tanto se devo cambiare sempre kde installo :))))) magari mandriva o opensuse!!!

        • sinapsi77

          io sto vagliando l’ipotesi di chakra

    • penso che se cambieranno i rilasci (anche se per ora si continua cosi) comprenderà anche le derivate compresa kubuntu

  • Borgio3

    Una Debian Testing, in fin dei conti, e allora Ubuntu a cosa serve?
    Ho la vaga impressione che non ci capiscano una mazza nemmeno loro. Io dopo le prove con Oneiric, sto prendendo altre vie.
    Loro facciano pure qullo che vogliono!

    • debian è tutta un’altra cosa di ubuntu sopratutto per quel che riguarda lo sviluppo secondo me è ottimo con i vari repo stabile,testing e sid

  • Penso che la via dell’half-rolling nonostante sia più comoda per noi utenti sia però molto limitativa per un progetto come Ubuntu.
    Il poter rilasciare ogni sei mesi una versione di Ubuntu permette un’evoluzione del progetto senza limiti, scegliendo di volta in volta programmi, DE, utility etc. più adatti e migliori, cosa che non si può fare con una half-rolling che porta avanti un progetto su una strada ben marcata sviluppando ciò che già ma con poca flessibilità.
    Da parte mia, cioè da utente, però preferirei un rilascio “stile Debian” con il rilascio delle sole LTS annuali e non biennali poichè il progetto Ubuntu è più dinamico e ha bisogno di apportare cambiamenti ed evoluzioni più spesso di altre distro.
    Un esempio può essere la scelta di Unity, DE che personalmente non apprezzo, ma un’idea imprenditoriale ambiziosa ma azzeccata poichè si avrà una distro Ubuntu con DE proprio e non una distro basata ed adattata al DE come lo è per le derivate distaccandosi anche dalla dipendenza da Gnome che per quanto molti utenti come me abbiano potuto amare con la versione 2.3 ora si trovano a discuterne e a mettere in dubbio una versione 3… cosa ne pensate voi sulla mia idea di Ubuntu?

    • sinapsi77

      ma dove lo vedi i distaccamento da gnome? unity gira su gnome!

      • gnome3 intendevo, e dallo gnome team dato che unity è un progetto canonical o sbaglio? 😀

      • gira su gnome 3 ma per esempio usa compiz al posto di mutter, il desktop è stra pesante con unity causa memenu sound menu compiz e cazz varie
        meglio gnome shell stabile e veloce e ultimamente anche abbastanza personalizzabile (e con i menu nel suo posto non nel pannello che secondo me sono scomodissimi)

  • Millalino

    Sono convinto che i rilasci semestrali di ubuntu siano totalmente inutili ed oramai, fanno piu danno che guadagno. Sono convinto che per l’utenza home, la rolling sia la migliore soluzione e che Arch sia la soluzione ideale ma, manterrei una LTS di tipo biennale.

    • ti posso confermare che arch anche se rolling è stabilissima è anche vero che ultimamente i rilasci sono immediati solo sulle applicazioni sugli ambienti desktop (per esempio gnome) non è cosi immediato perchè prima inserito nei repo testing e poi rilasciato come stabile.
      Fin’ora i bug li ho avuti solo sul pc dove ho installato natty e oneiric

  • mikronimo

    Posso solo riportare la mia esperienza come esempio; ho usato per quasi tre anni Ubuntu e mi sono sempre trovato bene: stabile, personalizzabile, ecc.; ma infatti l’unica cosa che ho sempre trovato poco digesta sono sempre stati gli aggiornamenti semestrali; ogni volta reistallare s.o., programmi e quant’altro (che a voglia a dire che ci vuole un’attimo, ma se una persona lavora, scaricare la nuova iso, installarla, reistallare tutti i programmi che vanno pure quelli scaricati, sono ore perse, non 20 minuti come si ostina a dire qualcuno), poi con il tempo si impara a partizionare per creare una home separata e salvare almeno le configurazioni; senza considerare che gli ultimi sviluppi (continui crash e l’ OBBLIGO ad imparare nuovi metodi di gestione del desktop, perché comunque gnome verrà completamente eliminato nei prossimi rilasci) mi hanno messo davanti a delle difficoltà insensate e mai viste; alla fine rimanendo nel mondo linux si scoprono tante altre cose e quindi anche il metodo rolling; più precisamente l’half rolling, che offre SOLO aggiornamenti stabili, almeno per il core; PCLinuxOS, dove sono migrato dopo varie esplorazioni, offre questo metodo; esempio: il mio sistema gira con KDE 4.6.5; esatto, 4.6.5, perché ancora non è stato reso disponibile il 4.7.x, in  attesa di una completa stabilità, magari con la versione 4.7.1. o successive (dato che sono previsti ed annunciati vari rilasci correttivi e migliorativi nei prossimi tempi); per il resto l’aggiornamento avviene tramite synaptic: basta aggiornare i file dei repository, marcare gli eventuali aggiornamenti reperiti e applicarli; pochissimi minuti e il sistema è aggiornato, sempre stabile e funzionale; solo troppi smanettamenti (come successo anche a me, applicando un tema esterno per il login che ha creato un problema, comunque risolto in qualche maniera  [grazie a Roberto]); semplice, efficace, rapido; con questo sistema si può creare ogni tipo di sviluppo, semplicemente stabilendo cosa si vuole implementare nel s.o. e portandolo avanti, per poi rendere disponibili gli aggiornamenti, appena sono ritenuti stabili;  se c’è una cosa in cui il mondo linux si è distinto da quello win è proprio nell’apertura mentale e filosofica e di conseguenza nella flessibilità, nella fluidità; non ci sono evidenze che un sistema congelato per molti mesi (o addirittura per anni) sia un vantaggio, salvo che per quei piccoli sviluppatori di distro, che a parte fornire intefacce personalizzate, altro non fanno e non essendo pagati per questo lavoro, hanno poco tempo e risorse per portarlo avanti e trovano nei rilasci di lungo periodo delle distribuzioni su cui appoggiano le proprie versioni, un metodo per non dover continuamente fare adattamenti; non mi pare il caso di Canonical, che di denaro, seppur non ai livellli di Ms (ma in quanti sono a quei livelli?), ne ha, ma forse proprio per questo si è messa in testa di fare concorrenza a Ms, con interfacce ultra sofisticate, che non innovano nulla e complicano parecchio; in cosa, con tutte le sue complicazioni, unity sia meglio di gnome, che con due/tre menu a portata di clic permetteva di fare tutto, rimane un mistero, con il risultato che neanche sei mesi di lavoro rendono stabile e quindi realmente fruibile il s.o.; le date fisse sono evidentemente un problema, perché non sempre e non tutto può seguire tabelle di marcia prestabilite; il futuro è rolling, su rilasci stabili, quando ce ne sono, ma rolling.

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