Lo scorso aprile la Sony lanciato le nuove PS3 Slim, una versione che consuma meno corrente della PS3 normale ed inoltre non offre la possibilità di installare Linux, rimossa nell’ultimo aggiornamento software. Sony Computer Entertainment America ha ricevuto una denuncia per dar vita a una class action a causa della rimozione della funzionalità “Other OS” dal sistema operativo della sua console PlayStation 3. Pubblicizzata fin dal lancio, questa caratteristica consentiva di installare sulla console dì Sony un sistema operativo Linux compilato per processori PowerPC o riscritto appositamente per la CPU Celi Broadband Engine, di cui la PS3 fa uso. A causa di una vulnerabilità scoperta dall’hacker GeoHot, lo stesso che lavora sullo sblocco degli smartphone Apple iPhone, attraverso Linux e una modifica hardware era possibile eseguire codice non autorizzato sulla console, comprese eventuali applicazioni per l’avvio di giochi pirata e simili, anche se ancora non sviluppate. Per prevenire Sony ha quindi deciso di rimuovere dall’aggiornamento software 3.21 la funzionalità, portando con sé diverse critiche ma, soprattutto, rischiando che questa decisione potesse costarle caro. Mentre un consumatore è riuscito a ottenere un rimborso dal negozio online Amazon per questa caratteristica inizialmente presente sulla sua console, negli Stati Uniti un nuovo utente, Anthony Ventura, ha depositato una denuncia presso la corte distrettuale della Carolina del Nord di tipo class action, ovvero in cui altri utenti possono partecipare come parte lesa e beneficiare degli eventuali risultati del dibattimento giuridico. La denuncia richiede ti “risarcimento del danno, la restituzione della funzionalità, il rimborso delle spese legali” e altro per un totale di 5 milioni dì dollari. Il caso Amazon, avvenuto in Europa, non ha coinvolto direttamente Sony ma questa denuncia potrebbe cambiare le carte in tavola. La soluzione più semplice sarebbe quella di ripristinare la funzionalità. Ventura incoraggia tutti gli acquirenti della console PlayStation 3 che hanno portato nelle loro case la console di Sony prima della comunicazione da parte dell’azienda della rimozione della funzionalità 27 marzo 2010 di unirsi alla class action per far sentire la propria voce.
Vedremo come andrà a finire…

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