Se ne parlava da molto tempo ma da gennaio di quest’anno sembra proprio che siano partire le prime class action (azioni legali collettive portate avanti da uno o più soggetti i cui risultati valgono per tutti i membri della classe).
Tra queste ce n’è una che ci interessa decisamente: dalle pagine del giornale il Tirreno e dalle pagine dell’ADUC scopriamo che in Toscana (in particolare a Pisa) ha preso vita un’azione collettiva contro i produttori di computer per ottenere il rimborso della licenza Windows che troviamo preinstallato praticamente nella stragrande maggioranza di tutti i Pc in commercio e che dobbiamo pagare anche se non vogliamo usare il (pessimo) sistema operativo di Microsoft. L’iniziativa ha le radici nel passato, visto che già nel 2007 c’era stata una sentenza a favore del rimborso delle licenza Windows, ma si è trattato di un’episodio isolato (una sorta di causa “pilota”), mentre ora chiunque può aderire. Ci sono ovviamente dei limiti: per prima cosa possono partecipare alla class action solo gli utenti privati  (non le aziende o chi ha acquistato il computer con partita IVA). Inoltre non bisogna assolutamente usare Windows preinstallato (possibilmente sarebbe anche da evitare di accettare la licenza); ADUC suggerisce addirittura di formattare tutto il disco del computer.
Sul sito dell’ADUC troverete un modulo (accessibile da QUESTA pagina) con tutte le spiegazioni del caso per aderire a questa class action: è necessario registrarsi (la registrazione è gratuita).
Come si dice in questi casi, bisogna segnare una tacca a favore della libertà di scelta, a quanto pare…

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