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Hyperbola, la distro blob-free abbandona Linux libre in favore di BSD

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Il progetto Hyperbola, nato come distribuzione GNU/Linux, sta per abbandonare il kernel Linux a favore di OpenBSD. Il nuovo sistema sarà rinominato HyperbolaBSD. Attualmente ancora in fase di sviluppo, la versione alpha sarà pronta entro settembre 2021 per i primi test. L’attuale Hyperbola basata su Linux-libre, invece, sarà supportata fino alla fine del ciclo di vita del kernel, previsto per il 2022.

Hyperbola, addio Linux

Conoscevo da tempo, anche se solo di nome, Hyperbola GNU/Linux. Mi sono imbattuto in questa distribuzione poiché è tra quelle segnalate sulla pagina ufficiale del progetto GNU, come sistema operativo libero da qualsiasi blob proprietario. Il progetto nacque nel 2017 con l’obiettivo di fornire un sistema operativo leggero, stabile, sicuro, basato sulla libertà del software e sulla privacy. I motivi che mi allontanarono da questo sistema, tuttavia, sono probabilmente anche i suoi punti di forza. La distribuzione, infatti, si basa sugli snapshot di Arch e sullo sviluppo Debian, ma non segue un modello rolling release bensì Long Term Support. Come sistema di init, inoltre, non utilizza Systemd a favore di OpenRC.

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Proprio come Arch, Hyperbola non viene fornito con una GUI per l’installazione. La guida ufficiale, inoltre, presenta alcune lacune che non semplificano di certo la vita a chi non ha esperienza con il processo di installazione di Arch (che vi abbiamo spiegato in modo dettagliato attraverso questa guida).

Benvenuto BSD

Hyperbola, quindi, non è sicuramente una distribuzione Linux per principianti anche se, a dirla tutta, è proprio grazie a processi astrusi di installazione del sistema operativo che un noefita può apprendere molto sui rudimenti di GNU/Linux. Nel prossimo futuro, comunque, la distribuzione è destinata a non includere più il kernel Linux, poiché migrerà verso OpenBSD, di cui diventerà un hard-fork.

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Andre Silva, del team di sviluppo della distribuzione, in una recente intervista ha dichiarato che questa scelta è stata provocata da diversi fattori. Il primo è che per lui il kernel Linux sta procedendo rapidamente lungo un percorso instabile. Linux, ad esempio, include la compatibilità con alcune funzionalità DRM come HDCP (High-bandwidth Digital Content Protection). Storicamente, per Silva, alcune funzionalità sono iniziate come opzionali fino a diventare obbligatorie.

Rust e sicurezza

Un altro dei motivi è il recente interesse verso l’introduzione di Rust per scrivere porzioni del kernel, ve ne abbiamo già parlato in questo articolo. Il problema per Hyperbola consiste nelle restrizioni del marchio Rust che impediscono di applicare patch, per la rimozione del software non libero, alla distribuzione senza espressa autorizzazione.

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OpenBSD, d’altro canto, è stato scelto come base per l’hard-fork perché è un sistema che ha sempre avuto in mente codice di qualità e sicurezza. Lo sviluppo iniziale di HyperbolaBSD, inoltre, è stato facilitato dal lavoro di LibertyBSD per la rimozione dei blob proprietari dal kernel di OpenBSD.

Cosa ne pensate di questa scelta del team di Hyperbola? Il problema, a mio avviso, è che il mondo BSD non è ancora pronto, purtroppo, a essere quello che Linux è stato fino ad un decennio fa. Non tanto per la facilità d’uso del sistema operativo, quanto per la community, la vera risorsa per qualsiasi progetto open source. Almeno per ora.

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