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Linux Plumbers, Android AOSP & Kernel Mainline: manca una sola patch

È in arrivo una maggiore integrazione tra Android e il kernel Linux. A darne notizia, durante la  “Linux Plumbers Conference”, sono stati Satya Tangirala (di Google) e Sumit Semwal (di Linaro). L’AOSP (Android Open Source Project) sarebbe quasi in grado di avviare il kernel Linux mainline (ad oggi Linux 5.9). Sostanzialmente manca una sola patch. Un passo avanti fondamentale in questa direzione è stato fatto con l’introduzione dell’inline encryption (upstream con Linux v5.8 e v5.9)

AOSP e Kernel Linux Mainline

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La patch mancante, fondamentale perché avvenga il boot, riguarda l’anonymous VMA naming. Una vecchia versione è stata presentata nel 2013, ma da allora è uscita dai radar. Una nuova patch (v5) è stata presentata da una decina di giorni ed attualmente è in fase di revisione e discussione.

Chiaramente tutto questo è vero solo se tutti i driver specifici del dispositivo sono upstream. Ciò implica che per far girare Linux su uno smartphone (o un tablet) Android è necessario prima caricare tutti i driver specifici per quel dispositivo. Spesso tali driver non sono open source. In parole povere: non è una cosa banale.

Tuttavia il kernel open-source di Android possiede già 485 patch relative a diversi componenti hardware, e tantissime altre sono in attesa di revisione per l’upstreaming (GKI enablement, DMA-BUF HEAPS, DRM core patches e altre ancora).

Sono dunque tre i problemi fondamentali che mi sento di delineare:

  • L’enorme numero di versioni di Android associate a hardware di vario tipo e di diversi produttori. Ciò implica patch specifiche da parte degli OEM;
  • Le patch, qualora venissero prodotte, vanno revisionate;
  • La quantità di bug e i rischi per la sicurezza che comportano per Linux;

Se siete interessati potete dare uno sguardo alle slide presentate durante la conferenza qui.

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