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Linux contro il razzismo: proposte modifiche alla terminologia

Alcuni sviluppatori del kernel Linux hanno proposto nuove linee guida, per l’utilizzo di termini maggiormente inclusivi nel kernel. Ecco di cosa si tratta e perché potrebbe essere una nuova policy, applicata trasversalmente in tutto il settore.

Linux ed i termini non inclusivi

Il problema è stato posto da Dan Williams, ingegnere presso Intel, con il supporto di alcuni importanti sviluppatori quali Chris Mason e Greg Kroah-Hartman. La proposta consiste nell’aggiungere un nuovo documento, chiamato Linux kernel inclusive technology, che fornirà la logica in base alla quale effettuare le sostituzioni dell’attuale terminologia, considerata controversa.

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Un estratto dalla proposta.

In particolare termini come slave o blacklist andranno sostituiti con subordinate e denylist, sicuramente più politicamente corretti. In particolare, per quanto riguarda il secondo termine, è considerato non inclusivo associare i colori bianco e nero alla ammissibilità o meno di una procedura.

La tratta di schiavi africani era un brutale sistema di miseria umana. La terminologia non inclusiva produce un’esternalità in termini di distrazione. L’obiettivo, quindi, è massimizzare l’efficienza della comunità di sviluppatori globali del kernel.

Una proposta controversa

Nonostante in molti abbiano accolto con favore questi ragionamenti qualcuno storce il naso, ad esempio James Bottomley, ingegnere presso IBM:

Gli sviluppatori possono onestamente non essere d’accordo su questo genere di cose, sostenendo, contemporaneamente, l’obiettivo di usare un linguaggio inclusivo. Ecco perché questo file non dovrebbe essere nel kernel tree.

Un’altra preoccupazione è che, sostituire i termini comunemente usati da moltissimo tempo, con sinonimi meno noti, potrebbe essere un problema soprattutto per chi non parla inglese. La questione, comunque, non è stata affrontata solo nel mondo del pinguino. Tutto in mondo IT, infatti, è più o meno coinvolto. Il team dietro MySQL, ad esempio, ha di recente pubblicato questo documento sulla nuova terminologia non inclusiva. In particolare:

  • Source è il nuovo termine da utilizzare al posto di  master;
  • Replica subentrerà a slave;
  • Blocklist/allowlist prenderanno il posto di blacklist/whitelist.

Voi cosa ne pensate? Siete d’accordo o meno con queste nuove politiche per Linux? Scrivetemi la vostra opinione nell’apposita sezione dedicata ai commenti qui sotto!

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