linus torvalds linux

Linux, Torvalds interviene all’OSS: “Non sono più un programmatore”

Linus Torvalds, padre, del kernel Linux è intervenuto all’Open Source Summit Europe in corso a Lione. Parlando con Dirk Hohndel, Chief Open Source Officer di VMware, Torvalds ha ammesso di non ritenersi più uno sviluppatore da diverso tempo.

“La maggior parte del codice che scrivo è nelle mia e-mail. Quando mi inoltrano una patch per Linux io rispondo con dello pseudo-codice. Sono ormai così abituato che in qualche caso modifico il codice delle patch e lo inoltro senza nemmeno averlo testato. Lo scrivo direttamente nel testo della mail sulla base di come penso andrebbe fatta una certa cosa. Questo è quello che faccio, non sono più un programmatore.”

A precisa domanda di Hohndel, “What is your job?“, Torvalds risponde che il suo lavoro è leggere e scrivere e-mail.

“Il mio lavoro, in fin dei conti, è dire di no. Qualcuno deve pur dire di no a una certa pull request o ad una patch. Gli sviluppatori sanno che potrei bocciare certe modifiche quindi spesso fanno un lavoro migliore rispetto a quanto richiesto. Talvolta le modifiche al codice sono così ovvie che non richiedono alcun commento o messaggio da parte mia, ma rimangono comunque episodi isolati.

Torvalds si ritiene il code manager di Linux, non uno sviluppatore.

“Il mio principale obiettivo è rispondere il prima possibile alle persone che mi mandano le patch. Vorrei rispondere a tutti entro un giorno o due. Durante un merge il tempo di risposta aumenta anche ad una settimana, non di più”.

Torvalds ha anche ammesso di essere felice di quanto sta facendo per Linux “altrimenti mi annoierei” e di aver spesso dubitato delle sue capacità in passato.

sharing-caring-1Seguiteci sul nostro canale Telegram e sulla nostra pagina Facebook. Inoltre è possibile seguire il nostro canale ufficiale Telegram dedicato ad Offerte e Promo! Nel campo qui sotto è possibile commentare e creare spunti di discussione inerenti le tematiche trattate sul blog.

Altre storie
linux karlitschek
Il fondatore di NextCloud crede ancora nel successo di Linux su desktop