Se avete sempre voluto un hub che gestisse tutti i servizi di comunicazione che usate Wavebox è l’app che fa per voi.

Wavebox è un’app open-source che riunisce (quasi) tutti i tool per la comunicazione che usiamo quotidianamente e li porta sul vostro ecosistema desktop. Mi riferisco a servizi quali Gmail, Inbox, Outlook e Office 365 ma anche Trello, Slack e molti altri ancora. Si basa su Electron, React e Flux.

Gli sviluppatori dell’app hanno da poco deciso di abbracciare la tecnologia Snappy di Canonical che permette agli sviluppatori di pacchettizzare le loro app in formato Snap per un’installazione più semplice su Ubuntu e derivate.

Wavebox adotta il formato Snap

wavebox

Il tool Wavebox

Fino ad’ora l’app era disponibile come tarball o .DEB package ma l’adozione del formato Snap rende l’installazione un gioco da ragazzi. Tutto ciò che dovete fare è aprire il terminale e dare il seguente comando:

  • sudo snap install wavebox

Quando abbiamo lanciato Wavebox per Linux avevamo solo una versione tar, ma è sempre stato nei nostri piani offrire un sistema di download ed aggiornamento più semplice per i nostri utenti” queste le parole di Thomas Beverley, Co-Founder e sviluppatore di Wavebox.

Negli scorsi mesi alcuni utenti hanno iniziato a chiederci insistentemente una Snap-versione di Wavebox pertanto abbiamo deciso di provare questa nuova tecnologia. L’idea Snap è veramente eccezionale perchè facilita la distribuzione del software ed evita di perdere tempo con le dipendenze

Trovate l’intervista completa a Thomas Beverley qui: vi consiglio di dargli una letta: alcuni passaggi sono veramente interessanti. Se siete interessati potete installarlo anche dall’Ubuntu Store. Per ulteriori dettagli vi rimando alla pagina GitHub del progetto.

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  • ekerazha

    Meglio questo o RamBox?

  • Dario Chemello

    Ma creare le varie applicazioni web direttamente da Chrome e metterle sul desktop? Che differenze sostanziali ci sono (al di là di averle raggruppate, che può essere un bene da un lato ma anche una scomodità in certi use cases).

    • michele

      Web è comodo se sei sempre connesso,in olte non ti lega a Chrome, che non è open source.

      • Kim Allamandola

        Ah, interessante adesso WebKit != Chrome…

        Scusa l’acidità ma in questi tempi mi domando quanti sviluppatori ancora ci siano e quante code monkeys si autodefiniscono e sono considerati sviluppatori. Mi sembra che andiamo al burrone con una velocità impressionante e qualcuno ha pure la faccia o l’ignoranza di chiamarla innovazione.

        • michele

          no figurati mica mi offendo (ma occhio alla gastrite 🙂 ), ma che centra webkit con open/close source?

          • Kim Allamandola

            Se non ho mal interpretato hai scritto che Wavebox ti “affranca” da Chrome (vero, ma solo parzialmente visto che il “motore” è sostanzialmente lo stesso) e dall’essere on-line.

            Sull’open sarebbe un discorso un po’ OT ma comunque secondo me di gran importanza: webkit è open? Bé si hai le source… Il punto è che il suo sviluppo è sostanzialmente aziendale e il software è di una complessità tale da essere pressoché ingestibile se non c’hai lavorato sin dai tempi di KHtml. In pratica è per me più un trojan che un progetto open e lo stesso vale per quei mega-progetti open ma non a sviluppo comunitario.

            L’acidità è che un tempo GNU/Linux era un mondo interessante e *nix in generale un ambiente confortevole, oggi con l'”emorragia Windows” si replica il modello Windows (con ovviamente analoghi problemi) e si segue il trend (non ti posso più imporre l’OS allora il cetriolo passa dal ferro (EUFI (in)secure-boot&c) e dal fatto che dati e applicazioni non son più in tua mano) portando anche chi non vuole verso uno scomodo baratro…

          • michele

            Mi sa che ho capito male io quello che ha scritto Wavebox.
            L’ho inteso come un’applicazione legata allo store di Chrome (close source).

            Per quanto riguarda le web app, sarò all’antica, ma preferisco una installazione sulla macchina.

          • Kim Allamandola

            Ah, oki, non l’avevo compreso 🙂

      • Dario Chemello

        Scusami… ma da quello che vedo sopra si tratta di un “contenitore” per app (es: InBox, Google Drive etc.) che già funzionano anche offline (nel limite di quello che è possibile fare). Sul fatto che non ti lega a Chrome okay, ma visto che già lo uso normalmente non mi pongo il problema.

        • michele

          Hai ragione, sono tutte applicazioni “di rete”.
          Non ho proprio capito nulla, mi sa che devo fare un reboot del cercello.

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