RedHat ha rilasciato Red Hat Enterprise Linux 7.4.

Red Hat Enterprise Linux 7.4  (d’ora in poi RHEL 7.4) era in beta dal 23 Maggio. Non ci sono stati grossi stravolgimenti ma costanti miglioramenti lato performance e sicurezza.

RHEL 7.4 è il primo corposo aggiornamento dopo la versione 7.3, rilasciata a novembre dello scorso anno, e sarà l’ultima point release della serie 7.x. Si basa sull’RPM (Red Hat Package Manager), che è adottato da diverse distro GNU/Linux incluso il popolare SUSE Enterprise Linux.

Vediamo tutte le novità introdotte dagli sviluppatori.

Disponibile Red Hat Enterprise Linux 7.4

Red Hat Enterprise Linux 7.4

Red Hat Enterprise Linux 7.4 include una svariata serie di migliorie soprattutto lato performance e sicurezza. E’ il sistema operativo migliore per operazioni enterprise.

RedHat abbandona ufficialmente Btrfs già marchiato come “discontinued” da RHEL 6.x. Al momento, l’unica distribuzione enterprise che utilizza come default Btrfs e’ SUSE Linux Enterprise Server 12.

In questa versione 7.4 si hanno le seguenti novità:

  • nuovi filtri per i log (subject e session ID, per esempio);
  • log normalizer technology che manipola i log in maniera che siano piu’ leggibili;
  • OverlayFS, che provvede a mettere in sicurezza l’ambiente su cui girano i container;
  • RHEL supporta NVMe Over Fabric che offre un overhead ridotto e una maggiore flessibilità quando si accede a dischi ad alte prestazioni (NVMe) posti nei datacenter;
  • Supporto per Elastic Network Adapter (ENA) su Amazon Web Services (AWS);
  • USB Guard, che monitora l’utilizzo delle periferiche plug-and-play da parte di determinati utenti, in modo da limitare data leaks e data injection;

Anche se RHEL è utilizzata praticamente solo in ambito enterprise, potete partecipare al Red Hat Developer Program che da diritto ad una licenza di qualunque versione RHEL Server.

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Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

  • Ma soprattutto GNOME è stato aggiornato alla versione 3.20.x

    Per quanto riguarda il rilascio di CENTOS 7.4 (1708):

    Historically, the CR repo is released between 7 and 14 days after Red
    Hat source code release, so we would expect CR availability between the
    8th and 15th of August, 2017 for this release.

  • lindgren

    RedHat abbandona ufficialmente Btrfs e lavora al progetto “Stratis”.

  • Samael

    Quindi dopo tutta la m*rda che hanno buttato su ZFS, alla fine è successo quello che dicevo da queste parti da anni: Red Hat ha abbandonato Btrfs, il cui fallimento è diventato troppo evidente per essere nascosto.
    Un ennesimo DTrace/SystemTap, Zone/LXC, Crossbow/Open vSwitch.
    Tante copie fatte male di tecnologie UNIX. In dieci anni ZFS aveva compressione, deduplicazione, cifratura, sharing NFS/CIFS, proprietà per dataset, RAIDZ, ecc. Tutto con un prodotto già production-ready e sviluppato con risorse esigue da una azienda sull’orlo del baratro. Qui si parlava di un consorzio fatto dalle più grandi aziende IT del mondo e non si è riusciti a tirar fuori qualcosa di decente. Io lo dicevo da sempre che Btrfs era inusabile per qualsiasi contesto serio e che si sarebbe dovuto investire su ZFS, ma alla fine la sindrome del NIH ha vinto ancora.

    E la cosa più triste è che la soluzione a cui stanno puntando, Stratis, è un add-on in Python e Rust che combina LVM+altro. In sostanza una versione Linuxiana di Storage Spaces, ma senza il Copy on Write. Roba ultra-obsoleta già in partenza.

    • Jacopo Ben Quatrini

      Ma se ZFS è così avanti cosa impedisce alle distro linux di integrarlo ?

      • Samael

        Niente. Infatti Canonical lo ha già fatto, basando la sua soluzione di container su LXC/LXD+ZFS.
        Semplicemente attorno a ZFS c’è il solito FUD dell’incompatibilità tra CDDL e GNU GPL che in realtà non ha mai impedito la distribuzione del modulo del kernel in una distro Linux, bensì solo il merge in mainline a livello di sorgente.

        Senza contare tutto il FUD buttato dalla comunità Linux nei confronti di ZFS, visto come rampant layer violation perché integrava un volume manager ed il suo essere un prodotto di marketing per il suo essere l’unico storage system a 128-bit.
        Naturalmente non solo non si è riusciti a fare di meglio, ma non si è riusciti nemmeno a proporre una soluzione pari.

        • Jacopo Ben Quatrini

          Praticamente stanno sprecando risorse per costruire una soluzione alternativa a ZFS ma con le stesse funzioni invece di integrare ZFS che già funziona bene… Davvero non c’è nessuna altra ragione ? Magari di natura tecnica ?

          • Samael

            Esattamente, e sono dieci anni che ci stanno provando senza successo.
            Intanto FreeBSD ha integrato ZFS, gli eredi di OpenSolaris basati su illumos hanno ZFS di default, OSv è un cloud OS (non è UNIX) di nuova generazione che usa ZFS.

            ZFS sta diventando uno standard perché il suo design lo rende la migliore soluzione attualmente esistente nelle infrastrutture moderne, dove lo storage sta diventando sempre più critico per via del cloud.

            E intanto da noi si reinventa la ruota, per poi deprecarla qualche anno dopo.

          • Emanuele Cavallaro

            Comunque, visto che non ero informato su ZFS, visto che non lo uso, anche ZFS ha i suoi problemi…

            “Stability
            If you google for “BTRFS vs ZFS” you find tons of comments, on Reddit, on Hacker News,.. but everybody seem to agree that ZFS is more stable than BTRFS.
            Personally I had problems with both, but no data loss, but the most severe issue I got was with ZFS. A kernel panic in some situations. So don’t trust the internet, test it yourself and check the bugs.”

            Controlla sulla pagina di github del progetto ZFSonlinux, ha anche lui i suoi problemi e kernel panic.

            ““zpool import -T“ attempts to read the (entire?) filesystem at 2 MB/s #6497”

            “zpool import -F can’t recover from a specific type of corrupted block #6496”

            “PANIC: blkptr at ffff881f18601440 has invalid CHECKSUM 0 #6414”

            etc etc
            E sono tutti recenti.

            “According to Coekaerts, porting ZFS to Linux involves a non-optimal approach that is not native. As such, there is likely not a need to attempt to bring ZFS to Linux since Btrfs is now around to fit the bill.

          • Samael

            Che ZFSonLinux abbia sofferto e soffra tuttora di grossi problemi nel suo port su Linux è cosa nota, perché continua vivere da estraneo ed ha troppe dipendenze con le API Solaris oltre ad essere stato progettato seguendo il comportamento di quel kernel. Rispetto a prima la situazione è migliorata perché oggi ci sono investimenti di Intel e altri, ma rimane ancora un cittadino di seconda classe su Linux.

          • bcclsn

            ciao @Samael, tutto quello che dici su btrfs, vale per settore enterprise o la pensi così anche lato desktop /privato? mi spiego, che fs usi sulle tue installazioni desktop e cosa consigli ad un utente non alle prime armi? io seguendo i consigli di @Emanuele Cavallaro sono passato da ext4 a btrfs e snappare in poco spazio/tempo lo trovo molto molto utile.

            p. s. ovviamente non uso tutte quelle funzioni enterprise di cui parli nei post precedenti. uso quotidiano e snapshot per me possono bastare 🙂

          • Samael

            Lato desktop puoi usare quello che ti pare, in quanto non avendo esigenze specifiche lato storage e criticità varie, un fs vale l’altro, a patto che tu faccia uso di backup.

            Per dirti, io lato desktop sto su HFS+, in attesa di APFS, dato che uso un Mac.
            Così come uso NTFS sulle mie installazioni Windows.
            Ed è difficile in questi contesti notare differenze con fs più robusti come XFS.

          • bcclsn

            immaginavo la risposta 🙂
            su linux cosa useresti? tanto per curiosità, eh?!

          • Samael

            Dipende.
            Di base andrei di Btrfs con configurazioni basate su subvolumi. La gestione degli snapshot è più comoda rispetto a quella di LVM.
            Però se dovessi cifrare il disco andrei di LUKS+LVM+XFS.

          • bcclsn

            capito, grazie mille 🙂

          • Emanuele Cavallaro

            Perché Btrfs è incluso nel kernel Linux e ZFS no.
            Poi alcuni PRO e Contro tra btrfs e zfs, non è tutto oro quel che luccica:
            “A few ZFS advantages over BTRFS:
            More mature and reliable (though non-anecdotal evidence is scarce)
            RAIDz3 for three disks of parity
            Ability to share block-level “subvolumes” to use as raw disks for VMs
            Some advantages of BTRFS over ZFS:
            Dynamically reconfiguring your array (switch from RAID 10 to 6 to whatever)
            Less wasted space when you upgrade / replace (depends on RAID level, but if you upgrade two of your 1.5 TB disks to 2 TB disks and re-balance, you will have an extra 1 TB)
            Ability to defragment files
            Ability to correct mistakes in your disk layout (did you know the command to add a single-disk vdev in zfs – which ruins redundancy across the entire pool, and can not be corrected except for copying the data off and starting over – differs from that to replace a disk by about one letter? Oops.)
            Advantages of either over your current RAID6:
            Bitrot protection (Yes, btrfs supports this in all modes now)
            Snapshots!
            Ability to send snapshots to other machines as incremental backups
            Advantages of RAID over either:
            … zero work since you’re already running it?
            No need to turn of copy on write for large, active databases with very frequent writes (probably not a problem you have on your home server)
            Personally, the advantages of BTRFS were more meaningful in my home server environment than ZFS was – especially the ability to reconfigure the array. I can now buy disks as I need them, one at a time, instead of an array at a time.”

          • Samael

            Bell’elenco. Peccato che:
            -Tra i vantaggi di ZFS vanno segnalati anche tutti quelli che scritto prima, cioè online dedup, cifratura on disk, integrazione con smb/cifs, gestione case file name, property per dataset, raidz, storage pooling completo di gestione di block device. Cioè tutto.

            Tra i vantaggi di Btrfs invece dobbiamo segnalare:
            -La non possibilità di riconfigurare i raid è un non problema nel settore enterprise, tant’è che è una funzionalità tranquillamente integrabile, ma che per mancanza di scenari reali non se ne sente l’esigenza. Ed è la realtà.
            -defrag è un problema molto più spinoso, in quanto in molti casi rompe i riferimenti dei file tra gli snapshot ed il dataset originale, vanificando il CoW. Infatti viene consigliato di non abusarne nemmeno su Btrfs e di usarlo solo in casi di massima necessità.
            -La funzionalità dei backup incrementali era un problema di btrfs quando usato come back-end di rdbms. Quindi non è considerabile come vantaggio. Su ZFS il send/recv basta e avanza.
            -Riduzione spazio sprecato sui raid. Anche qui è un non problema per qualunque cliente enterprise. In questi scenari si compra storage a pacchi, quindi ottimizzare ancora di più sarebbe irrilevante considerando che non ridurresti i costi, perché lo storage lo dovresti ampliare comunque per la crescita naturale dei db.

            In sostanza la morale di quel papiro è Btrfs è buono sul mio home server, dove per definizione non gira roba critica. Ma niente di tutto questo ha a che vedere col segmento sui cui punta ZFS: l’enterprise. Quindi i vantaggi descritti scendono a zero.

          • Jacopo Ben Quatrini

            Grazie ma preferisco una risposta argomentata da chi conosce la materia non un copia-incolla da google, se volevo un copia-incolla neanche ponevo la domanda qui sopra ma andavo semplicemente a cercarmi le caratteristiche di BTRFS vs ZFS.
            Io voglio sapere all’atto pratico quali vantaggi e svantaggi ci sono tra ZFS e BTRFS ma che non si limitino ad un elenco di feature che vogliono dire tutto e niente. Se sei una persona che ha esperienza diretta sia di BTRFS che di ZFS credo ti risulterà più facile confrontare i due file system, se non hai esperienza astieniti dal commentare e lascia spazio a chi ha esperienza in materia.

          • Emanuele Cavallaro

            La tua domanda è stata fatta molte volte e visto che non sai usare Google ,ti ho aiutato, almeno quello so usarlo.

          • Jacopo Ben Quatrini

            ah bè scusa tu si che sei un grande esperto di informatica, sai usare Google ! Ma tornatene nella tua cameretta buia.

          • Emanuele Cavallaro

            Almeno io Google lo so usare, forse tu neanche quello.

          • Jacopo Ben Quatrini

            bè ti accontenti di poco evidentemente e poca è anche la tua intelligenza perchè è praticamente scontato che sappia usare un motore di ricerca dal momento in cui pubblico un commento su questo sito ma evidentemente per il tuo intelletto è troppo sforzo elaborare una risposta decente e quindi te ne esci con queste risposte infantili atte solo a convincere il tuo ego di essere più intelligente. È un vero peccato che ottieni il risultato opposto.
            Ora fatti un favore: oltre a usare google per fare copia e incolla impara anche a elaborare le informazioni che ottieni da google per dare risposte decenti e ben argomentate sempre che tu ne sia capace ovviamente.

          • Emanuele Cavallaro

            Si, tu sei talmente intelligente da non saper fare una breve ricerca su Google, sono domande e risposte fatte mille volte, però vieni a elemosinare un parere degli altri.
            Perché non ti documenti, non li provi tu stesso??
            La documentazione c’è sia per Btrfs che per ZFS.
            Ma sei troppo arrogante per dare una risposta intelligente, fai un favore a tutti, evita queste risposte la prossima volta.

          • Jacopo Ben Quatrini

            Sono abbastanza intelligente da non prendere per assunto che sò tutto perchè da qualche parte ho letto su google una documentazione. Evidentemente tu non ce la fai.
            E non evito di dare queste risposte alla tua ignoranza e idiozia te lo dico in faccia, non lo accetti ? Problemi tuoi.

          • Emanuele Cavallaro

            Veramente la parte dell’ignorante, che non sa documentarsi ,la stai facendo tu, sei tu che chiedi, invece di informarti.

            Il feedback che trovi tra i vari utilizzatori nel mondo, non è il feedback che può darti il singolo, quindi per avere un feedback reale, devi prenderlo da più fonti, con varie esperienze.
            Ma ti devo spiegare pure queste cose…

            Sui forum seri, se fai domande trattate più volte e dove c’è documentazione, ti rispondono semplicemente: “Google è tuo amico” o “RTFM”.

            “sò tutto perchè da qualche parte ho letto su google una documentazione”

            Quindi adesso non dobbiamo fidarci nemmeno delle documentazioni ufficiali, che trovi con una semplice ricerca su Google…
            E io sono ancora qui a risponderti…

          • Jacopo Ben Quatrini

            Fino a prova contraria chiedere informazioni a chi è più competente è tutto il contrario di essere ignoranti dal momento che si ammette di avere una conoscenza limitata. Tu invece hai un atteggiamento completamente ignorante perchè pecchi di presunzione pensando che documentarti su google ti faccia conoscere a fondo un argomento, non pensavo di dovertelo spiegare ma evidentemente non ci arrivi ed è proprio per questo che rimani fondamentalmente un ignorante che risponde con copia e incolla da google.
            Se la tua unica competenza è ricercare su google e copia-incollare risposte agli altri senza nemmeno argomentare una discussione è evidente che la tua ignoranza si estende anche a come affrontare una discussione con un’altra persona. Quindi non solo con questo tuo commento hai dimostrato la tua ignoranza nel confronto tra BTRFS e ZFS ma anche hai dimostrato la tua ignoranza nel saper affrontare un dialogo tanto che basi i presupposti della tua discussione su “eh ma non sai usare google” come se questo assunto, peraltro falso, ti elevasse al di sopra degli altri. Il tuo atteggiamento è quello di un ignorante che pecca di presunzione dopo aver scoperto che internet contiene informazioni su un po’ di tutto e si compiace della conoscenza superficiale che ha appena acquisito senza avere i mezzi per rielaborarla, ce ne sono tanti come te nel web e guarda un po’ finiscono sempre a credere a idiozie come ai vaccini che causano autismo o alla terra piatta. Grazie ancora una volta di avermi confermato la tua ignoranza ma ti sarei più grato se la finissi di commentare a caso spargendo la tua ignoranza. Fai una bella cosa non rispondere più tanto non puoi guadagnare nulla da me con l’atteggiamento che tieni se non insulti perchè se c’è una cosa che odio sono le persone come te che si beano della loro ignoranza senza porsi domande.

        • Emanuele Cavallaro

          Supporta pure Btrfs e in molti usano Btrfs su LXD/LXC…

          “Creating further storage pools

          Our client tool makes it really simple to create additional storage pools. In order to create and administer new storage pools you can use the lxc storage command. So if you wanted to create an additional btrfs storage pool on a block device /dev/sdb you would simply use lxc storage create my-btrfs btrfs source=/dev/sdb. But let’s take a look:”
          Leggi sulla milinglist o sui post di Canonical.

          • Samael

            Se è per questo supporta anche LVM o plain dir. Anche qui, nessuno ha detto che LXD ha solo ZFS come back-end.
            Si sta dicendo che ZFS è la tecnologia di punta su cui Canonical sta basando la sua soluzione di container.
            Ed è un dato di fatto che puoi tranquillamente verificare leggendo il blog di Dustin Kirkland.

          • Emanuele Cavallaro

            Proprio leggendo quel blog ho letto del supporto su Btrfs

          • Samael

            Buon per te, ma non cambia ciò che ho detto.

          • Emanuele Cavallaro

            Tu puoi dire ciò che vuoi, puoi preferirlo o meno, ma la tua non è la verità assoluta. Perché da quel che ho letto, sicuramente non segui lo sviluppo, non lo usi e non lo apprezzi, è evidente dal fatto che posti solo critiche su quel FS e non i molti vantaggi che ha.

          • Samael

            Io non lo uso? A differenza tua sono entrato nel dettaglio su quelli che sono i deficit del file system. Non mi sono limitato a citare testi a caso sperando di fare il figo.

            E ti ripeto: sei sempre libero di smentirmi se credi che ciò che dico sia falso. Il problema è che non lo fai, perché non conosci né ZFS e né BTRFS, e quindi non puoi fare comparazioni tra i due. Ecco perché ti limiti a cercare stralci di discussioni e postarli qui anziché discutere nel merito.

          • Emanuele Cavallaro

            Infatti hai detto cose ovvie ” Quindi di fatto non è ready for production”, anche se ci sono molti casi che lo usano.
            Il problema è che secondo me, non segui lo sviluppo di Btrfs, perché ad esempio la corruzione dei dati su Raid 5/6, lo hanno quasi risolto, e ci sono molte patch anche su “ENOSPC”, vedi l’ultimo backports per la correzione sul kernel 4.12.
            Sei entrato nel dettaglio solo di cose che non funzionano, per come lo hai descritto, su Btrfs non funziona niente, e tu vuoi essere credibile?
            Io ti copio e incollo semplicemente dei fatti veri, delle testimonianze di chi ha le mani sul codice, di chi lo usa, e tu sicuramente non sei uno che usa Btrfs e non sei nessuno a confronto loro.
            Infatti sei talmente credibile, che ripeto, hai descritto solo i lati negativi di Btrfs e solo i PRO di ZFS…
            Poi quando uno ti incolla una testimonianza di chi lo usa, e di chi ne sa più di me e di te, dai del cantinaro…

          • Samael

            Ho descritto i lati negativi di Btrfs nel confronto con ZFS perché è solo di quello che si può parlare.
            Btrfs non ha vantaggi nei confronti di ZFS e a quelli che hai elencato ti ho già risposto punto per punto. E a differenza tua non ho citato il mio pc o il mio home server come caso d’uso.

            Che poi siano arrivate le patch per alcuni problemi ci sta, ed è normale che sia così. Ma ciò non vuol dire che il problema sia stato definitivamente risolto, perché così non è.

            Se poi è passato il messaggio che su Btrfs non funziona niente, beh nessun problema. Tanto non è così distante dalla realtà, perché a parte la compressione di funzionalità completamente sviluppate non ne ha ed alcune, come lo storage pooling completo, non le avrà mai per design. E non è un caso se dopo dieci anni sta ancora così, mentre ZFS in quel lasso di tempo era feature complete e già in uso dai clienti di SUN come soluzione di punta.
            E non mi sono limitato alle chiacchiere, ma ti ho fatto una lista corposa di ciò che manca.
            E che manca ancora oggi, sebbene tu cerchi di far passare l’idea che io non segua Btrfs.

            I molti casi di uso in produzione che tu citi, si limtano a casi in cui ingegneri del kernel sono presenti in azienda, come Facebook. Quindi parliamo di situazioni minoritarie, rispetto alla realtà dei clienti, dove ci si aspetta che la soluzione funzioni e non bisogni patchare il kernel per sanare la problematica.

            E che io usi davvero Btrfs lo dimostra il contenuto dei miei post. E sottolineo: dei MIEI post. Perché io non ho bisogno di incollare parole di altri per compensare la mancanza di argomentazioni come fai tu.

            E te lo ripeto: sei un cantinaro perché parli di situazioni senza sapere nemmeno cosa si fa in questi settori, limitandoti al tuo computer come caso d’uso. Io non ho mai scritto qui cosa uso sul mio computer, ma anzi spesso in altre discussioni ho usato l’infrastruttura IT dove lavoro per fare esempi di scenari reali.

          • Emanuele Cavallaro

            “Btrfs non ha vantaggi nei confronti di ZFS e a quelli che hai elencato ti ho già risposto punto per punto.”
            Quindi questi no nsono vantaggi, colui che li cita è un altro cantinaro o sono feature che non sono presenti su Btrfs…:
            “Some advantages of BTRFS over ZFS:
            Dynamically reconfiguring your array (switch from RAID 10 to 6 to whatever)
            Less wasted space when you upgrade / replace (depends on RAID level, but if you upgrade two of your 1.5 TB disks to 2 TB disks and re-balance, you will have an extra 1 TB)
            Ability to defragment files
            Ability to correct mistakes in your disk layout (did you know the command to add a single-disk vdev in zfs – which ruins redundancy across the entire pool, and can not be corrected except for copying the data off and starting over – differs from that to replace a disk by about one letter? Oops.)
            Advantages of either over your current RAID6:
            Bitrot protection (Yes, btrfs supports this in all modes now)
            Snapshots!
            Ability to send snapshots to other machines as incremental backups”

            “Se poi è passato il messaggio che su Btrfs non funziona niente, beh nessun problema. Tanto non è così distante dalla realtà”

            Confermi sul fatto che non lo usi, non lo segui, e per me sei semplicemente un hater Btrfs, che scrivi per ovvietà, magari lo hai usato su funzionalità sperimentale e senza documentarti, visto che se ne segui lo sviluppo, quello che non funziona è il raid 5/6, anzi non funzionava, visto che per la maggior parte è risolto, e ad oggi da sperimentale è passato a unstable.
            Il cantinaro qui presente, incolla testimonianze di altri utenti (developers e sysadmin) che lo usano, che sia io a dire quelle frasi o un altro più esperto di me e te, non cambia nulla.
            È però palese che scrivi ovvietà e non consoci bene Btrfs, o se lo hai seguito, forse tempo fa, perché Btrfs è molto veloce nello sviluppo, anche se ultimamente si sono concentrati solo sui fix e correzione del raid 5/6, l’unica funzionalità nuova è la compressione zstd.

          • Samael

            Sì non lo sono.
            E te l’ho già detto che a quella lista ti ho già risposto.

          • Emanuele Cavallaro

            Ecco, magari visto che non lo segui, ti posto una delle tante patch sul raid 5/6

            “[PATCH 00/14 RFC] Btrfs: Add journal for raid5/6 writes
            Liu Bo Tue, 01 Aug 2017 10:16:13 -0700

            This aims to fix write hole issue on btrfs raid5/6 setup by adding a
            separate disk as a journal (aka raid5/6 log), so that after unclean
            shutdown we can make sure data and parity are consistent on the raid
            array by replaying the journal.

            The idea and the code are similar to the write-through mode of md
            raid5-cache, so ppl(partial parity log) is also feasible to implement.
            (If you’ve been familiar with md, you may find this patch set is
            boring to read…)

            Patch 1-3 are about adding a log disk, patch 5-8 are the main part of
            the implementation, the rest patches are improvements and bugfixes,
            eg. readahead for recovery, checksum.

            Two btrfs-progs patches are required to play with this patch set, one
            is to enhance ‘btrfs device add’ to add a disk as raid5/6 log with the
            option ‘-L’, the other is to teach ‘btrfs-show-super’ to show
            %journal_tail.

            This is currently based on 4.12-rc3.

            The patch set is tagged with RFC, and comments are always welcome,
            thanks.

            Known limitations:
            – Deleting a log device is not implemented yet.

          • Samael

            Perfetto, adesso hanno compiuto un altro passo per avere una gestione dei RAID meno indecente. Forse tra dieci anni ce la facciamo. Giusto in tempo per rimanere indietro con la concorrenza che intanto è già andata oltre.

      • lindgren

        Credo sia un problema di licenza. La CDDL e’ incompatibile con la GNU GPL e con la GNU LGPL.
        http : / / tinyurl . com / ya6xrywj

        • Jacopo Ben Quatrini

          Ok ma questo non impedisce l’inclusione di ZFS come modulo o sbaglio ? Altrimenti come avrebbe fatto Canonical ad includerlo in Ubuntu ?

          • Samael

            No, non lo impedisce, anche perché se così fosse allora non avresti nemmeno la possibilità di avere i driver nvidia nei repository di molte distribuzioni.
            Semplicemente l’incompatibilità tra CDDL e GNU GPL si limita a non integrare ZFS nella mainline del kernel, facendogli quindi usare le API native di Linux.
            ZFS su Linux è un’isola felice che usa SPL (Solaris Porting Layer) che implementa alcune syscall di genunix (il kernel di Solaris), e ha built-in alcune delle funzioni native del kernel Linux che sono state riscritte per evitare l’incompatibilità tra licenze.
            Quindi di fatto nulla impedisce ad un distributore di integrare ZFS nella propria distro e nelle proprie tecnologie.

            Questa storia dell’incompatibilità è puro FUD portato avanti per gettare fango su SUN che all’epoca sviluppava OpenSolaris.

          • Jacopo Ben Quatrini

            È paradossale questa guerra tra licenze diverse nonostante si tratti di software open source. La community dovrebbe pensare in modo più pragmatico: se una tecnologia funziona bene ed è conveniente si dovrebbe adottarla.
            Evidentemente la community linux non è ancora pronta a fare questo passi avanti tanto è che molti ancora sperano nell’anno di linux sul desktop o nel sostenere le alternative open source per la pura paura di essere spiati. Io posso anche capire il problema che rappresenta la tecnologia per la privacy ma è un problema che deve essere affrontato in altra sede. Stiamo qui a combatterci tra le incompatibilità delle licenze invece di risolvere in modo semplice e pragmatico questi problemi di natura tecnica. Sono perplesso.

          • Samael

            Linux people do what they do because they hate Microsoft. We do what we do because we love Unix.

            Diceva Theo de Raadt dodici anni fa.

          • Jacopo Ben Quatrini

            Quella frase sottolinea come tutta la comunicazione sul software libero di Richard Stallman ha fallito su tutta la linea.

          • lindgren

            Tecnicamente è possibile (e auspicabile) ma c’è una controversia legale. I legali di Canonical sostengono che è possibile includere ZFS in Ubuntu, mentre la Software Freedom Conservancy sostiene che includere ZFS in Ubuntu costituirebbe una violazione della licenza GPL. Linko articolo in legalese (da mal di testa):
            https : / / tinyurl . com / h4nzj6u

          • Emanuele Cavallaro

            Da quel che ho letto, ZFS non può sfruttare alcune funzionalità del kernel Linux, infatti su Linux hai bisogno di molta RAM per usare ZFS.

          • Samael

            Hai letto male.
            ZFS richiede uso di molta memoria virtuale anziché fisica. Ed è naturale, visto che nei VFS sviluppati seriamente si lavora in quel modo.
            Il problema è Linux che ha un VFS fatto male, e lo sanno anche gli sviluppatori, ma non lo cambieranno perché romperebbero la compatibilità con tutti i fs attuali.

            Tra l’altro il problema su verifica solo su Linux 32bit, mentre a 64bit è meno marcato, al punto da diventare irrilevante.

    • MoMy

      Eppure si leggono pareri e consensi favorevoli su B-tree. Per esempio Google sembra voglia usarlo in Android, Synology in alcuni nas, Suse, Oracle (vabè..scontata), Canonical, Facebook(?). Al di là dei pareri pro-linux, cosa differenzia B-tree tra ZFS, cioè, perché ZFS è migliore (maturità a parte)?
      Su BTRFS leggo qualità come:
      – Dynamically reconfiguring your array (switch from RAID 10 to 6 to whatever);
      – Less wasted space when you upgrade / replace;
      – Ability to defragment files;
      – Ability to correct mistakes in your disk layout;
      – Bitrot protection;

      Insomma non è tutta fuffa. Magari sbaglio io perché poco ci capisco, ci vedo poco, in alcune realtà ZFS è migliore, però le differenze tra i due che determinano le qualità vere, non le conosco. :/

      • Samael

        Di quella lista, in realtà solo SUSE e Oracle lo deployano in produzione seriamente. E anzi, per ora Oracle si limita a fornirlo come scelta alternativa al default XFS, mentre solo SUSE lo offre come soluzione di punta.
        Canonical ha scelto ZFS per il backend in LXD, e lo fornisce nel suo kernel, mentre gli altri all’atto pratico si mantengono molto ma molto sul vago sulla sua adozione o lo usano in contesti ristretti e controllati, come Facebook.

        Sul motivo per il quale ZFS sia migliore:
        Innanzi tutto, partiamo dal design. Quando ZFS venne progettato lo si pensò come uno storage system che doveva rendere obsoleto completamente LVM, Veritas e simili.
        Da qui il file system venne studiato per sostituire la gestione dei singoli device fisici con degli storage pool virtuali, che sarebbero stati gli unici entry point del sysadmin.
        Questo voleva dire che il pool doveva poter gestire qualsiasi tipo di use case, dai normali subvolumi ai block device (ZVOL).
        Con ZFS infatti è addirittura possibile creare un block device a spaziatura preallocata e formattarlo con un file system specifico.
        Quindi sopra un pool ZFS puoi avere, ad esempio, un volume ext4. Questa tecnica viene sfruttata per creare volumi di swap e dump usati dal sistema operativo, ed è utile quando si necessita di un file system specifico per i software in produzione senza dover andare ad operare sulle partizione dei singoli volumi fisici.
        Questo fu oggetto di critica nel mondo Linux, che definì ZFS un rampant layer violation, perché di fatto eliminava la struttura a strati che prevedeva, partendo dal basso, volume manager -> file system, sostituendola con un solo strato vm+fs.

        Btrfs non ha mai avuto un volume manager reale.
        Non ha un concetto vero e proprio di storage pool, tant’è che un pool con /dev/sda1 /dev/sda2 e /dev/sda3 viene sempre e comunque gestito device per device.
        Inoltre, essendo che non ha un volume manager completo integrato, non riesce a gestire block device nel pool. Quindi non puoi creare volumi pre-allocati formattati diversamente.
        Puoi solo gestire i subvolumi, che sono directory trattate come file system indipendenti la cui dimensione viene gestita lato quote disco.

        E proprio sulla questione quote disco, entriamo in un nuovo capitolo delle non-funzionalità di Btrfs.
        Le quote disco sono ancora malfunzionanti e non usabili in produzione, il che vuol dire che ad oggi non esiste alcun modo sicuro per gestire la dimensione di un subvolume in pool.
        Sempre per i subvolumi, non c’è ancora un modo sano per montarli singolarmente con opzioni di mount proprie.
        Un dataset su ZFS (l’equivalente dei subvolumi di Btrfs) può essere montato in un punto specifico con opzioni indipendenti, proprio come un normale block device. Ed il montaggio naturalmente prevede che il dataset parent non mostri il figlio, poiché quest’ultimo è stato montato in un altro punto. Su Btrfs niente di tutto questo è possibile.

        Btrfs non ha un formato definito, poiché è un fs in continua evoluzione. Il che vuol dire che chi lo deploya si assume il rischio di avere un pool non montabile dopo l’aggiornamento del kernel, in quanto il formato viene aggiornato al primo montaggio dopo l’upgrade.

        Btrfs non è stato pensato per essere usato in contesti di storage sharati con ambienti non-UNIX.
        ZFS ha la possibilità di gestire i singoli dataset con case insensitive, case sensitive e mixed case.

        Sempre per la questione storage, ZFS si integra con CIFS e SMB, e se combinato con le modalità di case, lo rende la migliore soluzione come back-end per share da montare su volumi Windows.

        ZFS può essere usato come back-end per il Volume Shadow System su client Windows. Btrfs no e non ci sono piani per integrarlo.

        E queste sono solo un pizzico di differenze. Potremmo andare avanti per ore e ore.

        La lista che tu hai fornito non solo è marketing ma a stento riesce ad essere la metà delle funzionalità realmente fornite.
        Pensa alla bitrot protection. Btrfs è ancora prono alla corruzione dei dati e non ha funzionalità di self-healing funzionanti al 100% e né tanto meno un fsck stabile.

        • Emanuele Cavallaro

          Quindi se dici che facebook non lo usa in produzione, vado a pensare che tu lavori su Facebook, magari sei compagn d i scrivania di Chris Mason, visto che lui dice il contrario di quello che scrivi te…

          “The description is great, but I’d love to see many more benchmarks. At Facebook we use the current ssd_spread mode in production on top of hardware raid5/6 (spinning storage) because it dramatically reduces the read/modify/write cycles done for metadata writes.

          If we’re going to play around with these, we need a good way to measure free space fragmentation as part of benchmarks, as well as the IO patterns coming out of the allocator.

          At least for our uses, ssd_spread matters much more for metadata than data (the data writes are large and metadata is small).

          Thanks again,
          Chris”

          Ed è molto chiaro: “Facebook we use the current ssd_spread mode in production”

          Leggi anche lo status di Btrfs, sulla sua wiki… l’auto repair lo danno “OK”: “automatically repair from a correct spare copy if possible (dup, raid1, raid10)

          Sicuro che di recente hai usato Btrfs? sicuro che ne segui lo sviluppo? o parli per sentito dire, o perché in molti, stupidamente usano delle funzionalità sperimentali /raid 5/6) e poi piangono per la corruzione dei dati?
          Lo uso da anni in single device, uso desktop, compressione LZO, spento il PC forzatamente per mancanza di corrente, a volte perché premo il botton reset, per i freeze di gnome shell, ma non ho mai perso mezzo dato 😉
          Di sicuro ad oggi Btrfs non ha alcune funzionalità stabili, alcune feature mancanti, ma ha un futuro.

          • Samael

            Dove ho scritto che Facebook non lo usa in produzione. Io ho scritto che lo usano in contesti ristretti e costantemente monitorati.

            Quindi la frase di Mason non solo non mi smentisce, ma mi da anche ragione, visto che ti sta dicendo che lo usano settorialmente in determinati scenari.

            Tra l’altro qui si si sta parlando di scenari mission critical e tu te ne vieni fuori con: sul mio desktop non ho visto niente?
            Sul desktop usi un ventesimo delle cose che ho elencato.
            O forse vuoi dire che fai uso massivo di data e metadata redundancy, raid, cache metadata su dischi specifici, uso massiccio di quote, dump ecc.? Cosa usi, un datacenter per andare su Facebook?

            Fai un favore a tutti: prima di rispondere su argomenti di cui non hai la più pallida idea, esci dalla cantina. Pensare di parlare di cose di questo tipo mentre limiti a vedere il mondo dal tuo pc di casa mina alla credibilità di qualsiasi cosa tu scriva.

            E dato che ti piace citare la wiki di btrfs, per compensare il fatto che non l’hai mai usato seriamente. Per caso trovi scritto come risolvere il problema dei randomici ENOSPC che fanno sì che il kernel blocchi il mount e si verifichino perdite di dati a causa della corruzione dei metadati?

            PS: dato che mi chiedi se abbia seguito lo sviluppo del file system, ti rispondo subito.
            Io questo tipo di fs li seguo dai tempi delle prime build pubbliche di nevada, avvenute dodici anni fa circa. Quindi btrfs l’ho visto nascere, quando su Linux si cercò di scopiazzare ZFS.
            Tu puoi dire altrettanto? Io non credo, considerando che in tutta la tua arroganza te ne sei ben guardato dal rispondere punto su punto alle critiche da me mosse, e ti sei limitato a qualche ricerca su Google pensando di fare bella figura.

          • Emanuele Cavallaro

            Sono pur un cantinaro, che usa Btrfs e legge tutti i giorni la mailinglist di Btrfs, però non so chi sei tu, screditi e dici in poche parole che Btrfs è un FS pessimo, dici che perdi i dati con Btrfs, poi quando ti dico che sul mio Desktop e di molti che so che lo usano, ” ah ma sei un cantinaro si parla di grandi storage etc etc”, però se perdi i dati, al primo spegnimento forzato, o desktop, o datacenter, dovresti perderli no? tranne che stupidamente uno usa feature non stabili, magari non si documenti e li usa…
            Ora non dico che Btrfs ad oggi è adatto per la produzione in qualsiasi situazione, non l’ho mai detto, ha ancora alcuni problemi sul raid 5/6, devono implementare la cryptazione etc etc
            E intanto su Facebook, l’uso di Btrfs in produzione continua a crescere…

            “Supporting any filesystem is a huge amount of work. I don’t have a problem with Redhat or any distro picking and choosing the projects they want to support.

            At least inside of FB, our own internal btrfs usage is continuing to grow. Btrfs is becoming a big part of how we ship containers and other workloads where snapshots improve performance.

            We also heavily use XFS, so I’m happy to see RH’s long standing investment there continue.

            -chris”

          • Samael

            Dico che è un fs fallimentare perché lo è ed i motivi li ho spiegati abbondantemente, e tu non hai argomentato su nessuno di quei punti.

            Anzi, sei entrato a gamba tesa dicendomi che non seguo gli sviluppi del file system.
            Poi quando ti si fa notare che tu metti in mezzo un contesto non critico per cercare di smentire fatti reali in contesti critici ti offendi?

            Del tuo portatile o pc non frega niente a nessuno. Non sei tu il target di btrfs, perché molte delle funzionalità che propone malamente tu non le usi perché non sono roba desktop.
            Quindi di che parliamo? Di aria fritta?

          • Emanuele Cavallaro

            Infatti ,se fosse fallimentare non lo userebbe Facebook, nè Suse, nè altri, e non spenderebbero tutti quei soldi in sviluppo per la paga degli sviluppatori: Facebook, Oracle, Suse, fujitsu, di recente anche Google che lo sta testando su Android, se un progetto è fallimentare, è fallimentare e lo abbandonano, o tu sei la verità? Sei più esperto di loro per dichiarare un FS fallimentare?? Chi sei? Io semplicemente mi documento. forse sei tu che “parli di aria fritta”…

          • Samael

            E intanto stai commentando in un articolo che dice che Red Hat non lo vuole più supportare. E stiamo parlando di uno dei due più grossi vendor Linux.

            Senza contare che io posso anche parlare di aria fritta, ma tu per dimostrarla tale devi smentirla. E non l’hai fatto. Ma anzi, te ne ben guardi dal farlo.

          • Emanuele Cavallaro

            Non devo smentire niente, perché i fatti sono che RedHat non l’ha mai supportato, non ha dev che ci lavorano, quando a RedHat interessa un progetto, assume sviluppatori, come ha fatto su XFS, ha sempre supportato XFS.
            Evidentemente per loro non va bene Btrfs, ma XFS e non lo vedo questo come un fallimento di Btrfs.
            Ti ho incollato anche il commento di un ex dev di RedHat che lavorava su btrfs.

          • Samael

            Red Hat ha supportato eccome Btrfs, anzi è stata una delle prime a volerne l’adozione.
            Vedasi la preview in Fedora 13 Goddard, che era tra le prime a fornirlo nell’installer, e vedasi i progetti di integrazione lato systemd per i container ed il package management. Fatti un giro nel blog di Lennart Poettering.

            Semplicemente hanno capito che è una promessa che non si avverrà mai e stanno virando su altro per non perdere terreno con la concorrenza che oggi vede anche Microsoft nel settore.

          • Samael

            Colgo l’occasione anche per far presente una cosa importante.
            Uno dei motivi per cui reputo le persone come te dei cantinari è che vi riempite la bocca di grandi nomi standovene a casa e pensate che tutto sia rose e fiori come le vostre idee danno da pensare.

            Tu citi Facebook. Ma FB ha Chris Mason, che in caso di problemi nei settori in cui mettono Btrfs gli fa patch al volo e fixa il problema. Spesso sono fix ad hoc che non vengono nemmeno portati in mainline perché sono creati specificatamente per la singola esigenza.
            Ma l’enterprise non è fatto solo di queste aziende.
            Anzi, tutto il contrario. Le aziende alla Facebook sono una minoranza nel panorama, perché la maggioranza sono clienti.
            Nel momento in cui mi giustifichi Btrfs dicendo che in Facebook lo fanno funzionare, dai la dimostrazione di come solo se si dispone di ingegneri che ti modificano il kernel ad hoc puoi andare sul sicuro.
            Quindi di fatto non è ready for production. Perché quell’espressione significa che la tecnologia è talmente sicura da garantirla ai tuoi clienti.
            E nemmeno Oracle la garantisce a questi livelli, tant’è che lo supporta ma spinge i clienti ancora su configurazioni standard basate su XFS.
            Solo SUSE ha fatto il grande passo distribuendolo ai clienti, ed è più una questione politica che altro, data la situazione dell’azienda.

      • Emanuele Cavallaro

        Peccato che per Btrfs e il suo sviluppo non cambia niente, RedHat ad oggi non ha nessun sviluppatore che lavora su Btrfs, anche se qualche giorno fa un DEV RedHat, dopo la notizia, ha pubblicato sulla mailinglist varie patch su Btrfs.

        • MoMy

          Io non discuto su questo, certo mi piace capire e approfondire, logicamente nei limiti imposti dalla mia esperienza, conoscenza e compagnia cantante.
          In realtà è un bel tema e molti aspetti emergono solo nel confronto. Altrimenti non avrei postato. 😛

          • Emanuele Cavallaro

            infatti non dovevo rispondere a te

    • Emanuele Cavallaro

      Peccato che per Btrfs e il suo sviluppo non cambia niente, RedHat ad oggi non ha nessun sviluppatore che lavora su Btrfs, anche se qualche giorno fa un DEV RedHat, dopo la notizia, ha pubblicato sulla mailinglist varie patch su Btrfs.

      • Samael

        Non cambia niente, dici?
        I due più grossi cloud provider, nonché enterprise vendor, di Linux l’hanno scaricato senza grossi complimenti e tu dici che non cambia nulla?

        E intanto dopo 10 anni è ancora not safe for production. E se ci ritroveremo qui tra cinque anni saremo nelle stesse condizioni.

        • Emanuele Cavallaro

          Non cambia perché, non ha developer su Btrfs, quindi per lo sviluppo no ncambia, non toglie developers, semplicemente RedHat sta investendo su XFS e altri progetti.
          “E intanto dopo 10 anni è ancora not safe for production.”
          Se usi la feature instabili, ma Suse, Facebook in primis, lo usano in produzione, certo hanno developer che lavorano su Btrfs, quindi sanno come gestire Btrfs, però m isembra che si stia esagerando sulla bontà di Btrfs,lo sviluppo è lento perché è un FS complesso.
          Intanto un developer di facebook ha aggiunto un altro algoritmo di compressione “zstd”, migliore di ZLIB e LZO, se vai nella mailinglist trovi tutti i dettagli.

          • Samael

            Non si tratta di sviluppatori, ma di supporto presso i clienti.
            Red Hat è un colosso con milioni di contratti e se depreca quel file system vuol dire che non si fida abbastanza da garantirlo sui clienti. Questo è il punto.

          • Emanuele Cavallaro

            Perché magari non hanno developer che lavorano su Btrfs, quindi gestirlo è un ò piu complesso, visto che loro rimangono su una versione del kernel per tutta la release, e fare backports è un po complesso.

            “(Copying and pasting my response from hackernews)
            People are making a bigger deal of this than it is. Since I left Red Hat in 2012 there hasn’t been another engineer to pick up the work, and it is a lot of work.
            For RHEL you are stuck on one kernel for an entire release. Every fix has to be backported from upstream, and the further from upstream you get the harder it is to do that work.
            Btrfs has to be rebased every release. If moves too fast and there is so much work being done that you can’t just cherry pick individual fixes. This makes it a huge pain in the ass.
            Then you have RHEL’s “if we ship it we support it” mantra. Every release you have something that is more Frankenstein-y than it was before, and you run more of a risk of shit going horribly wrong. That’s a huge liability for an engineering team that has 0 upstream btrfs contributors.
            The entire local file system group are xfs developers. Nobody has done serious btrfs work at Red Hat since I left (with a slight exception with Zach Brown for a little while.) Suse uses it as their default and has a lot of inhouse expertise. We use it in a variety of ways inside Facebook. It’s getting faster and more stable, admittedly slower than I’d like, but we are getting there. This announcement from Red Hat is purely a reflection of Red Hat’s engineering expertise and the way they ship kernels, and not an indictment of Btrfs itself.”

          • Samael

            Ma cosa vuoi che ti dicano in una press release, che Btrfs fa schifo? L’hanno già definito broken by design nelle mailing list di lkml. Quello che pensano l’hanno già detto dove serviva.
            Tra l’altro stiamo parlando di una corporation. Se non ha il know how ma vuole investire su una tecnologia ASSUME, non depreca.

    • Emanuele Cavallaro

      Da considera che Btrfs è stato usato anche da Maemo, Sailfish OS, e ad ogg ic’è l’interesse di Google su Android.
      PS: Btrfs lo trovi anche su alcuni modelli di NAS synology

      • Samael

        Maemo e Sailfish sono OS di tipo embedded con requisiti di gran lunga diversi da quelli di cui si parla mentre si confrontano ZFS e Btrfs.
        Non hanno neanche un decimo delle necessità che file system di quel tipo vanno a coprire, quindi l’uso di uno o l’altro cambia molto poco. Semmai l’uso di Btrfs è sinonimo di preferenza rispetto ad ext4, ma di questo nessuno ne ha fatto menzione.

        Per la questione NAS, anche qui i requisiti non sempre sono gli stessi. In molti casi in queste macchine cose come deduplicazione non sono richieste. Ci sono NAS a cui basta persino UFS.

  • Cesoia

    Beh non resta che capire per quale dannato motivo non si sia MAI messo mano dal 2008 ad un flle system come advFS ex OSF/1,Tru64 e presente in linux con licenza GPLv2 “gentilmente” donato da HP.

    http : // advfs. sourceforge. net/

    Veramente ha dell’incredibile.

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